Liwa al Quds, i palestinesi di Aleppo

Liwa al-Quds ( in arabo : لواء القدس ) o la Gerusalemme Brigata è una milizia sunnita di esuli e discendenti palestinesi pro-governo operante in Aleppo , formata nel 2013 dall’ingegnere Muhammad al-Sa’id, si ritiene sia la più nutrita formazione volontaria nella città di Aleppo.

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La Brigata Gerusalemme è formata essenzialmente da abitanti del ex sobborgo di  CampHandarat, e del quartiere gemello di Al Nayrab, anch’esso abitato principalmente da esuli e discendenti palestinesi.

Questa milizia fu creata ad inizio 2013, dopo che i miliziani di varie fazioni islamiste, reclamarono il controllo del distretto di Handarat, e la pretesa di fare di esso zona di guerra.

Questo significava, per i cittadini, fino a quel momento sostanzialmente indifferenti ai moti rivoluzionari, venire amministrati dalle fazioni ribelli, note alla maggioranza degli aleppini più per i furti e le prepotenze che non per il desiderio di giustizia e libertà (aldilà della propaganda confenzionata per le emittenti del golfo e riproposta dai  nostri Media ).

Gli anziani di Camp Handarat, ovvero sia quelle autorità non elettte, ma riconosciute per carisma all’interno della comunità,  chiesero ai ribelli nel 2013, di non stabilirsi nel loro distretto,  ma in tutta risposta,  molti di essi vennero scacciati dalle case, derubati, accusati di non essere ” Bravi sunniti ” e  divennero profughi per la seconda volta, e si rifugiarono soprattutto presso il distretto gemello di Al Nayrab.

L’ingegner Mohammed Al Said divenne il leader del gruppo, che ben presto crebbe,  fino a superare i 4000 membri. Intorno al 2015 anche armeni aleppini, curdi sostenitori del governo e sunniti locali, entrarono nella milizia, preferendola alle milizie Bath, Ndf, eSSNP e del partito comunista .

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La Liwa al quds prese parte a piu di 200 battaglie (http://www.joshualandis.com/blog/overview-of-some-pro-assad-militias/) , incluse le maggiori offensive di Aleppo e provincia. La sua fama iniziò a trapelare a partire dal 2015, a causa della riservatezza imposta inizialmente, per evitare vendette e arresti di quei parenti dei membri,  che vivevano nei settori occupati dall’opposizione.

La Liwa oltre che nei dintorni di Handarat fu posizionata in shejk Lufti e Aziza (2 villaggi della periferia ), intorno al noto edificio del Airforce Intelligence,  teatro della guerra dei tunnel bomb e prima linea per anni nel centro di Aleppo e partecipò alle riuscite offensive per liberare i villaggi di Zhara e  Nubbul e chiudere la rotta di alimentazione attraverso la Castello. I caduti totali della brigata, nell’arco del conflitto superano le 200 unità.

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Essi però non furono attivi soltanto in campo bellico, organizzarono in questi anni in  raccolte fondi, tornei di pallone, diedero assistenza alle vedove e si attivarono per le esigenze di insieme degli abitanti di Al Nayrab

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Il 29/09/2016 finalmente la Brigata Gerusalemme riprese il pieno controllo del quartiere di Handarat, nel frattempo ridotto purtroppo in rovina dal conflitto.  Successivamente, sotto il comando di Mohammed Rafi, il comandante in seconda del gruppo, la brigata conquisto’ il celebre ospedale Al Kindy,  teatro di un assedio e successivo massacro nel 2013 ai danni dei militari siriani che lo difendevano.

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Dopo la liberazione di Camp Handarat e a seguito anche del contributo dato per difendere la città,  il generale russo Konoplienko ha premiato con una medaglia al valore sia l’ingegner Al Said, che il comandante Mohammad Rafi, famoso soprattutto per accompagnare la battaglia sempre in prima linea (http://www.longwarjournal.org/archives/2016/10/russian-influence-evident-in-palestinian-militia-in-syria.php)

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Il 27/11/2016 il comandante Mohammad Rafi,  moriva durante la battaglia per liberare Aleppo est (https://www.almasdarnews.com/article/senior-palestinian-paramilitary-commander-killed-rebel-forces-aleppo/)

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Il comandante Rafi è stato sostituito dal fratello Samer pochi giorni dopo. In questo struggente documentario, sottotitolato in inglese, possiamo ripercorrere le ultime vicende della brigata e del comandante,  e vedere le sue esequie,  pubbliche e seguite da migliaia di uomini e donne, e oggetto del lancio di 3 missili grad contro la processione, da parte dei ribelli in Aleppo Est, che come tutta la città,  era o a consocenza di ora e luogo della processione.

 

 

Qui un documentario di Anna News sulla brigata Gerusalemme,  sotto titolato in italiano da Saker (https://www.youtube.com/watch?v=jcQKM31r0_U)

 

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Un pensiero riguardo “Liwa al Quds, i palestinesi di Aleppo

  1. Leggere la storia dei combattenti della Brigata Gerusalemme, la famosa Liwa al-Quds ci da il senso esatto di come una comunità formata da persone che hanno un’origine non siriana (palestinese in questo caso), non solo difendano il loro quartiere, l’area che abitano da anni, ma anche come raggiunto l’obbiettivo della messa in sicurezza delle loro case, non si siano fermati ma abbiano continuato a combattere per la liberazione totale della città di Aleppo che era anche la “loro” città.
    Ma non è solo questo che è rimarchevole di questa formazione, ma anche il fatto che ad un certo punto vi si arruolassero anche armeni. Curdi e sunniti locali, assumendo così un contenuto “internazionale”. Ho usato la parola “contenuto” perché l’adesione inter-etnica, inter-religiosa o inter-qualsiasi cosa, ha reso Liwa al-Quds un esempio per molti. Persone diverse per estrazione, etnia e religione che si sono uniti per uno scopo comune. Bello, semplicemente bello e “normale”.
    Tutto questo ci fa pensare ai Curdi, a quello dello YPG che hanno combattuto (e stanno combattendo contro l’ISIS ma per ben altri motivi. Nessuno toglie a questo popolo il diritto di aspirare ad un proprio paese indipendente, ma certo è che i curdi siriano sono ben diversi dai membri della Liwa al-Quds, perché lottano per motivi nazionalisti e basta. A loro interessa solo la continuità territoriale e l’autonomia del Rojava, sul quale i media mainstream hanno creato e alimentato un mito, e basta. Difficilmente combattono per qualcosa di più, come invece fanno quelli di Liwa al-Quds.
    Questa è una differenza molto grande e importante e chiedono molto allo stato siriano: l’indipendenza. Ma quale peso può avere sulla bilancia delle trattative il comportamento egoistico di una minoranza che ha dato un contributo alla lotta solo per la propria libertà? Ben inferiore a quello dei membri di Liwa al-Quds che nessuno mai ha celebrato come supereroi sui media occidentali, occupati dall’ubriacatura filo-curda.
    Si sa, nessuno ama molto i palestinesi, ma nemmeno gli armeni, i sunniti locali e tutti gli altri che combattono contro i jihadisti ma nelle fila di altri. Invece i curdi, mamma mia che eroi…ma io preferisco Liwa al-Quds, per il suo esempio e sacrificio.

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