Yajsh al islam: la figura di Zharan Alloush, caratteristiche di un leader ribelle.

Jaysh al-Islam ( in arabo : جيش الإسلام , che significa Esercito dell’Islam ), precedentemente noto come Liwa al-Islam ( Brigata dell’Islam ), è una coalizione di brigate islamisti e salafiti  coinvolte nel guerra civile siriana .

La  base principale delle operazioni è  la zona Damasco  in particolare la città di Douma e la regione di Ghouta orientale .

Jaysh al-Islam è la più grande fazione ribelle della zona.  L’organizzazione ha respinto l’adesione del Free Syrian Army , che nel governatorato damasceno è composto principalmente dai miliziani di Faylaq

Il gruppo è con Ahrar ash-Sham tra i più potenti e numerosi gruppi ribelli sostenuti dal’Arabia Saudita, e  mira a creare uno stato islamico sotto la legge della Sharia .

Liwa al-Islam naque per volontà di  Zahran Alloush , il figlio di un chierico religioso residente in Arabia Saudita.

Mohammed Alloush, fu rilasciato dal carcere a metà del 2011,  dove era stato rinchiuso dal 2009 a causa della sua attività di promozione della dottrina salafita (con la scusante del possesso di armi da fuoco ). Il suo rilascio, avvenne assieme a quello di altre centinaia detenuti, nel tentativo di placare le proteste appena sbocciate in alcune città siriane. Una mossa che non sorti’ alcun effetto, anzi  tempo dopo , lo stesso Alloush,  con alcuni ex detenuti e altri salafiti in libertà,  fondò la brigata dell Islam, impegnata a combattere il governo.

Il gruppo rivendico’  la responsabilità per l’attentato  del 18/07/2012 a Damasco  , dove morirono  il ministro della Difesa siriana  Dawoud Rajiha , il vice ministro della Difesa Asef Shawkat , e l’ Assistente  delVice Presidente Hassan Turkmani . Liwa al-Islam è stato una forza trainante azioni nella regione di Damasco. Ha collaborato e condotto operazioni congiunte con l’ Al-Nusra . [3]

Fusione per formare Jaysh al-Islam

Il 29 settembre del 2013, una cinquantina di  fazioni ribelli che operavano per lo più intorno a Damasco  annunciarono la fusione in un nuovo gruppo chiamato Jaysh al-Islam. Liwa al-Islam era la fazione dominante all’interno di questo  conglomerato, e come leader fu scelto appunto Zahran .Alloush .

In novembre 2013, ben  60 gruppi si erano fusi in Jaysh al-Islam,  e più di 175 gruppi di ribelli in tutto la Siria manifestarono  il desiderio di farne parte.

La creazione del gruppo fu promossa dall’Arabia Saudita come tentativo  di limare l’influenza di  Al-Nusra (Al qaeda), che per quanto strategicamente tollerata e supportata in Siria, è comunque considerata non idonea alla gestione del potere,  dalla dinastia Saud, visto che  i chierici qaedisti, sono  poco gestibili e una   potenzialmente una  minaccia al potere del clan Al Saud

Dopo la fusione, The Guardian ha riferito che l’Arabia Saudita, si stava preparando a elargire milioni  di dollari per “armare e addestrarne i  combattenti, [1] e utilizzando   istruttori militari Pakistani nella  formazione del gruppo.

Nemmeno la scelta di cooperare in questo progetto con il Pakistan e l Isi (servizio segreto pakistano ) fu casuale, ma avvenne perché vi era una collaborazione gia sperimentata tra i rispettivi servizi, maturata al tempo della guerra civile afgana. Uno dei fautori fu il famoso Bandar bin Sultan,  ex ambasciatore saudita a Washington,  all’epoca capo dei servizi segreti sauditi

. Successivamente però la collaborazione don il Pakistan diminuirà , anche a causa del  ruolo, concorrente,  seppure con l’obbiettivo apparentemente identico,   del Qatar e della Turchia.

I grandi gruppi ribelli siriani, rispondono spesso infatti a padrini internazionali, dai quali dipendono per le loro esigenze e la loro sopravvivenza.

Jaysh al-Islam entrò Inoltre in contrasto fin da subito con  il siriano di coalizione nazionale ,che era militarmente responsabile del cosidetto fsa e dei gruppi islamisti del Nord della Siria, e praticamente controllato da Turchia e Qatar.

Fin da subito , cosa poco nota in Occidente,  i gruppi più grandi, dimostrarono una certa ostilità reciproca, messa da parte quando situazioni belliche lo imponevano, ma mai sopita. Tra i motivi ufficiali,  vi era il fatto che Zharan Alloush nutriva grandi ambizioni personali.

Ovviamente gia nel 2012 erano tanti i personaggi che nutrivano ambizioni da futuro leader della Siria post Assad, e considerata la convinzione che il regime avesse  i giorni contati (anche a causa della sicurezza dei referenti stranieri ), le critiche che comandanti e figure di spicco, si muovevano l’un  l’altro, erano funzionali al danneggiare il prestigio di un eventuale rivale.

Zharan ebbe gioco facile nell’accusare la litigiosa Coalizione nazionale siriana, di non essere idonea a rappresentare la rivoluzione.

Egli accusava chi era scappato a  Instanbul, e viveva in lussuosi Hotel o ville, di  non aver nessun diritto a parlare (e decidere) a nome di chi stava combattendo. Vero è che  la coalizione nazionale siriana, vide più litigi e avvicendamenti interne in 3 anni, di quante un governo tradizionalmente mediocre come quello italiano, vede in 2 trenta, ma l’accusa di Zharan era ovviamente funzionale alla promozione di se stesso, quale alternativa,  e leader supremo.

La coalizione propensa a giocare su più tavoli, occidente,  Qatar e Turchia (fratellanza islamica) e Israele, apparentemente sembrava avere una posizione  predominante, inoltre  a livello di immagine,  la creazione del cosidetto Free syrian army, rispondeva ai biosgni dell’opinione pubblica occidentale, e quindi poteva garantire un forte appoggio dagli Usa e dalla U.E.,  ma sia il reale ascendente sui rivoltosi,  quanto le capacità belliche, del blocco dei grandi disertori,  furono sopravvalutate.

Zharan Alloush , differenza dei rivali, magari più scafati in politica internazionali, ma con scarso seguito in patria,  poteva infatti  contare su una base di sostegno locale, specialmente nella sua città natale Douma, grazie anche al fatto che le famiglie di 3 delle sue mogli,  così come le famiglie di  fratelli  e cugini, fornivano la forza di un clan, e il rispetto dovuto al padre, dai vecchi predicatori salafiti del Gouta di Damasco, garantiva un’appoggio su cui contare.

Il resto lo fece il prestigio che ando’ via via accumulando, grazie ai soldi sauditi e all’aumento del numero dei membri di yajsh al islam, e a iniziali vittorie  militari.  Intorno al 2013,  yajsh al Islam arrivo’ a  contare circa 10.000 uomini, solo nel governatorato di Damasco, che sommati ai nuovi alleati di Arhar al Sham e di altri 5 gruppi all’interno del Fronte Islamico, raggiungevano i 50mila uomini.

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Il principe Bandar, ex capo del servizio segreto saudita, ex consigliere di George .w.Bush, e d ex ambas ambasciatore saudita a Washington

In quell’anno, grazie al intercessione di Bandar bin Sultan (passato da ambasciatore a Washington nel 2001 a capo del servizio segreto saudita nel 2012), Y.A.L. andò anche vicino a ottenere mainpaids e sistemi di contraerea,  ma qualcosa  poi andò storto. Probabilmente la consapevolezza di non poter in nessun modo controllare i miliziani fede cambiare idea all amministrazione Obama, e comunque la scarsa propensione di Alloush a considerare Salim Idriss (il capo in quei mesi del S.N.C.) non favorirono il progetto .

Il 2013 è anche l’anno, in cui conseguentemente a una fama e una bandiera ormai consociuta, arrivano le prime circostanziate accuse di crimini, che fino al quanto  momento,  potevano essere girate a comodo,  tanto sul regime, quanto su ramo ufficiale di Alqaeda in Siria, vale a dire Jabat al Nusra.

Nonostante però le stragi in Adra, la riduzione in schiavitù delle donne prese prigioniere, specialmente quelle delle minoranze religiose,  il sospetto nel coinvolgimento della strage del Gouta, con armi chimiche,  o i pubblici inviti al’eliminazione e al disprezzo di alawiti e sciiti , laici e cristiani (  http://www.joshualandis.com/blog/zahran-alloush/) la prima accusa  mossa al gruppo di Alloush,  fu il rapimento dell’avvocatessa siriana, attivista dei diritti umani, Razan Zeitouneh e di altre 3 persone a lei legate (http://syriadirect.org/news/one-year-on-activists-demand-answers-in-razan-zaitouneh-disappearance/).

Zharan però nei discorsi ai suoi miliziani,  inizia ad adoperare pubblicamente tutta la dottrina che caratterizza i discorsi delle piazze. Il disprezzo per sciiti, alawiti e zoroastrani (con cui identifica anche i cristiani,  in riferimento ai re magi ) è palese, le frasi più simpatiche parlano di durissimo castigo da infliggere loro.

Discorsi che ricalcano la propaganda settaria e di odio tipica del genocidi, e che ovviamente farebbero preoccupare  gli elettori dei loro sponsor occidentali,  se fossero adeguatamente pubblicizzati.

Oltre alla questione del ripulire la Siria dagli infedeli, Zharan non mancherà pubblicamente di elogiare Ben Laden, richiamare la figura del emiro qaedista era un azione utile anche a battezzarsi dinanzi a quei mussulmani  che guardavano con simpatia Jabat alNusra,  e fino almeno all inizio del 2015 , il suo stile salafita e settario , non viene mai messo in discussione dai governi e dai Media Mainstream

 Tra i cirimini invece attribuiti in parte o del tutto al suo gruppo, vi sono la strage e la pulizia etnica attuata nella città di Adra,  una cittadina industriale alle porte di Damasco, invasa il dai miliziani islamisti in data 11/11/2013 (http://www.tempi.it/siria-abbiamo-visto-scorrere-un-mare-di-sangue-giu-dal-marciapiede-il-massacro-di-adra-parla-un-sopravvissuto#.WISYfmXcnMI)

Yajsh al islam ad onor del vero, è anche tra i sospettabili per il massacro del Gouta , dove alcune centinaia di civili, vennero uccisi, da razzi caricati con agenti chimici (probabile gas sarin). Un massacro,  che nella fase iniziale,  vide incolpare Assad e il regime siriano, nonostante, dal punto di vista politico e da quello militare, avevano tutto da perdere nel colpire a caso un villaggio, ma di questo episodio, né parleremo molto dettagliatamente in un prossimo articolo.

Il gruppo inoltre si è reso protagonista di aver collocato in gabbie, donne e uomini di confessione religiosa ” sbagliata “,  per usarli come scudi umani

La linea adottata da Zharan però rischiava di essere negativa per l’immagine che il gruppo e il suo leader stavano trasmettendo al mondo. Così poco prima di morire, Zharan concesse un intervista al giornalista americano McClatchy , si produceva in una più retorica moderata, dove dichiarava che gli alawiti erano comunque siriani,  e se non si erano macchiati di vivere,  non sarebbero stati puniti. Non è la prima e non sarà l’ultima volta,  che un predicatore o un comandante militare,  parlerà alla stampa occidentale in un modo, e ai suoi sostenitori in un altro, specialmente quando il suddetto nutre grosse ambizioni politiche.

Zharan Alloush però,  non potrà coronare le sue ambizioni personali, in quanto,  il giorno di natale del 2015, troverà la morte, colpito durante un meeting, da un aereo dell’aviazione siriana (non russa come erroneamente riportato ), grazie a informazioni raccolte dai servizi segreti siriani.

Successivamente yajsh al islam incontrerà difficoltà militari e politiche,  arrivando anche allo scontro aperto con gli ex alleati di Faylaq e Al Nusra, mentre Mohammed Alloush,  il fratello, diventerà la guida politica del gruppo, presenziando ai negoziati di Ginevra. Mohammed che a Ginevra passerà 3 giorni a lamentarsi per la cucina,  gli alleati, e la scarsa propensione al dialogo dei governativi, il quale rifiutavano,  la sua semplice richiesta di resa e consegna del potere, non pare essere al’altezza del fratello, in nessun campo (http://www.ilgiornale.it/news/mondo/paolo-gentiloni-alias-mohammed-alloush-1235470.html)

Mentre di Zharan Alloush, soltanto i suoi sostenitori e salafiti, potranno essere dispiaciuti. All’annuncio del decesso, non mancarono tweet di gioia e messaggi di felicitazioni, provenienti da varie parti della Siria (e non solo )

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