Al Muhaysini , un saudita che comandava decine di migliaia di uomini, tutti moderati quando combattevano in Aleppo…

Come dice il “bravissimo” giornalista Amedeo Ricucci,  nel blog Diariodisiria.com della collega Susan Dabous,  Aleppo è differente da Mosul, perché ad Aleppo c’è l’esercito libero, non Isis (https://diariodisiria.com/2016/11/04/cosa-sta-accadendo-a-mosul-intervista-ad-amedeo-ricucci/)

Fateh Alab, coalizione di 22 fazioni che dovevano liberare Aleppo, foto di agosto/settembre 2016 presente il clerico Saudita Al Muhasini, come comandante di yajsh al fatah
Fateh Alab, coalizione di 22 fazioni che dovevano liberare Aleppo, foto di agosto/settembre 2016 presente il clerico Saudita Al Muhasini, come comandante di yajsh al fatah

Abdullah al-Muhaysini عبد الله المحيسني è un religioso islamico nato aBuraidah, in Arabia Saudita,   con collegamenti con il gruppo terroristico di al-Qaeda . Egli è un giudice religioso del Esercito della conquista (yajsh al fatah) che partecipa alla guerra civile siriana . Ha ricevuto lauree alla Imam Muhammad ibn Saud Islamic University e Umm al-Qura Università . La sua tesi era sul trattamento dei prigionieri di guerra in Islam.

Abdullah al-Muhaysini è arrivato in Siria, dopo che  lo zio Omar Al-Muhaysini vi morì. [1]

Al Muhasayni è un clerico, uno studioso dell ‘Islam wahabita,  che di fatto si pone come ideologo e figura spirituale all’interno dell’opposizione armata.  A.al M. si è reso molto attivo anche nel lavoro di mediazione tra i vari gruppi ribelli,  e di ricucitura di frizioni. Essendo un erudito in materia religiosa, gode del rispetto sia dei combattenti,  incorrettamente definiti ” Moderati”  che degli islamisti.

La sua affiliazione e il suo bagaglio,  anche se tenta di negarlo al pubblico occidentale,  è indubbiamente di matrice Qaedista, nonostante le sue  dichiarazioni di stupore rilasciate in un intervista via skype  al New York Times ( http://www.twitt-book.com/التايمز-المحيسني-يعتبر-نفسه-رمزاً-وط/) .È stato inserito infatti nel maggio 2016 , in una lista di conclamati terroristi.  In realtà lo stupore dovrebbe essere il nostro, visto che ci sono voluti 3 anni per riconsocere quello che era pubblico e manifesto.

A.al M. Era uno studente di Sulayman al Alwan, religioso saudita jhadista, responsabile di aver indottrinato alcune figure chiave del 11 settembre. Muhaysini ha pubblicamente difeso e parlato con affetto di Ayman al Zawahiri, il comandante attuale di Alqaeda. Durante la scissione tra Alqaeda e Isis nel 2013 (i due gruppi operavano in una sorta di conglomerato ), A.M. invitò gli uomini di Isis a disertare verso Jabat al Nusra, che era il troncone siriano di Alqaeda. Nel farlo uso’ anche gli appelli di Abu Qatada e Abu Muhammad al Maqdisi , che sono due altissime figure di Alqaeda detenute in Giordania, Qatada addirittura estradato dalla Gran Bretagna,  per la sua attività di reclutamento e propaganda terrorista, mentre Maqdisi è stato indagato per le sue connessioni con gli attentati di Madridi e vari gruppi jhadisti nel mondo.(http://www.longwarjournal.org/archives/2014/02/pro-al_qaeda_saudi_c.php)

Vero è che A.M. ha cercato almeno fino al 2015, di non farsi inserire ufficialmente nel organigramma di una singola fazione, preferendo fungere invece da padre spirituale dei combattenti,  mediatore e predicatore.  Nel 2015 però Muhaysini era di fatto dentro al circolo interno di Jabat al  nusra, e nel 2016 diverrà una figura fondamentale del nuovo conglomerato yajsh al fatah.

In questi anni la fama del clerico saudita è cresciuta enormemente,  soltanto su twitter conta circa 280mila followers,  mentre in Siria, la sua opera è importantissima all’interno del contesto di questi 3 gruppi

Jabhat al-Nuṣra e Jabhat Fateh al-Sham e Turkistan Islamic Party (Chinese: 突厥斯坦伊斯兰党; TIP) 

Il Fronte al-Nusra fu affiliato ad al-Qāʿida fino al 28 luglio del 2016, giorno in cui al-Jawlani annunciò la scissione tra i due gruppi. Una mossa politica nel tentativo di migliorare l’immagine dei rivoluzionari, che il pubblico occidentale collegava ancora facilmente con gli  autori dei sanguinosi attentati di Newyork, Madrid, Londra, Bali, Daer Salam, Nairobi, Casablanca e di molti altre città.

Al jolani (o al Jawlani ) era stato autorizzato dal comando di Alqaeda in Iraq, del quale faceva parte anche Abu Bakr al-Baghdadi,  di costituire una brigata del gruppo in Siria. I lavori per la costituzione della costola siriana,iniziarono nel ottobre del 2011 e terminarono in gennaio con la nascita di  Jabhat al-Nuṣra li-Ahl al-Shām (“Fronte del soccorso al popolo della Siria”).[8][9]

Non mi dilunghero’ qui sull’evoluzione e la storia del gruppo, basti sapere che nel 2013 Alqaeda entra in rotta con Isis per questione di potere e non di dottrina, e che nel 2015 nasce Yajsh al fatah.  Questa coalizione in breve tempo conquisterà l’intera regione di Idlib , spingendosi al’interno delle regione costiere, delle pianure del Nord Hama, e quasi assediando Aleppo, che di fatto aveva soltanto una rotta di approvvigionamento in mano governativa. Yajsh al fatah sarà la punta di diamante dell’opposizione.

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Jaysh al fatah ovvero l’esercito della conquista o vittoria, è una coalizione formata da 7 gruppi, a cui decine di altri hanno però giurato obbedienza nelle offensive su Idlib, Jisr al Shugur,  Al  Glab pianure, Aleppo.

Le 7 fazioni sono  il Partito Islamico del Turkmenistan,  Jaysh al sunnah, Ainad al Sham, Liwa al Haq, Arhar al sham,  Jabat al Nusra.

Il Partito Islamico del Turkmenistan o  TIP è invece un partito/movimento inserito gia dopo l’11 settembre tra i gruppi considerati terroristi dall’Unione europea. Inizialmente attivo soprattutto in Cina, dove secondo il governo cinese è stato  responsabile di almeno 200 attentati dal 1990 al 2001, oltre a essere il movimento islamista separista Uiguro è affiliato a una rete globale di partiti islamisti di Turkmenistan e Uzbekistan.  Durante la guerra civile siriana, questo movimento,  godendo dei prolungati rapporti con la AKP del presidente turco Erdogan, ha potuto fare emigrare migliaia di uomini, dalle regione più povere di Turkmenistan,  Uzbekistan e della regione cinese degli Uguiri. Essi hanno portato le famiglie al seguito,  all’ interno di un programma di immigrazione settaria pensata per ridisegnare gli equilibri demografici in Siria, specialmente a ridosso del confine con la Turchia. Ovviamente partecipa con migliaia di combattenti stranieri affiliati a Yajsh al fatah,  alla guerra in Siria.

  

Come spiegato il ruolo di Muhaysini è molteplice. Egli da un lato funge da mediatore, esperto di Sharia e quindi autorità religiosa,  dall’altro motiva i Mujhaddein,  gli assiste nel combattimento e li incita. Non si fa mancare nemmeno nell’opera di propaganda all’interno dei campi profughi situati al confine con la Turchia, quelli in cui per capirci, arrivano le donazioni delle varie Onlus, e che sono comandati dalle fazioni estremiste, e usati sia come retrovia sicura e rifugio per i familiari,  sia per reclutare e incitare alla guerra santa. Terribile è infine l’opera che lo sceicco intraprende sui più piccoli. Egli si è preso carico della corretta istruzione islamica nelle aree ribelli, vale a dire quella parte di Aleppo che loro controllano, e la regione di Idlib soprattutto . I bambini in quei luoghi, vanno letteralmente a scuola di guerra, dove imparano che gli infedeli sono cani e che la Jihad è cosa gradita a Dio.

La casa  editrice  islamista turca “Beyaz Minare Kitap” ( libri del Minareto bianco ) ha pubblicato un libro dal titolo lingua turca“Türkistan’dan Şehadete Hicret hikayeleri 1” che contiene le biografie dei combattenti Turkistan Islamic Party insieme alle lodi dei combattenti TIP fatte  Abdullah al-Muhaysini. [31] [32]

Qui vediamo Muhaysini e i combattimenti del partito islamico del Turkmenistan,  dopo una vittoriosa azione mentre portano via 2 soldati prigionieri,  che saranno poi torturati e accompagnati verso l’esecuzione da 2 noti White Helmets e alcuni combattenti di Al Nusra (tanto per chiarire che white helmets,  nusra, TIP, arhar al sham sono tutti settaristi e criminali https://www.liveleak.com/view?i=522_1462924812)

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“campi profughi e bambini, il terreno fertile per il reclutamento dello sceicco Al Muhasayni”

 

Nella narrativa Double standard dei Media e dei politici occidentali,  si puo sentire spesso parlare di campi profughi bombardati e bambini uccisi dalla terribile aviazione del dittatore Bashar Assad,  quello che invece non viene mai raccontato è come questi luoghi e i bambini siano utilizzati come territorio e strumenti per il reclutamento e la propaganda jhadista. Evidentemente non indigna nessuno pensare che i minori e gli adolescenti vengano indottrinati all Islam di natura wahabita,  spinti alla guerra santa e convinti che gli infedeli debbano essere spazzati via dallo Sham (oriente ). Sono gli stessi campi per cui si domandava l’istituzione di una No Fly Zone e per cui si chiedono aiuti umanitari e soldi, facendo leva sulle sofferenze dei più piccoli. Peccato che omettano come in questi campi, i reclutatori sauditi attingano carne da macello per le loro battaglie,  e come non si insegni democrazia e rispetto dei diritti umani, ma precetti religiosi, corretta Jhad e odio verso gli infedeli.

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Potete osservare  il video girato nel campo dai  media di Fatah al Sham e visionare l’articolo di un preparatissimo  Thomas Yoschelin (http://www.longwarjournal.org/archives/2016/04/al-qaeda-linked-cleric-leads-new-recruiting-campaign-for-jihadists-in-syria.php)

 

L’amore per i bambini però del dottor Muhaysini è impagabile, tanto che nel 2014 ha istituito i ” Campi per i cuccioli di Al Aqsa ” dal nome della moschea di Gerusalemme.  In questi campi si fa addestramento fisico , alle armi e indottrinamento religioso.

Anche il partito islamico del Turkmenistan ha i suoi campi, dove i piccoli figli degli emigrati Uiguri e turkmeni,  si iniziano alla guerra e al wahabismo,  così come li possiede la fazione prevalentemente cecena di Jund Al aqsa. Considerando che poi i combattenti sono soliti sposare donne del posto e possedere schiave, ovvero donne di altre confessioni religiose,  prese come schiave e utili per generare comunque futuri soldati, i soldi e le campagne pubblicitarie delle varie associazioni pro Syrian Revolution,  sono ben spesi !(http://www.longwarjournal.org/archives/2015/09/saudi-al-qaeda-cleric-showcases-training-camp-for-children-in-syria.php)

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Differenza tra scuola dello stato siriano e scuola dei ribelli
Differenza tra scuola dello stato siriano e scuola dei ribelli

 

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L’amore per i bambini dello sceicco è secondo forse a quello che il padre spirituale di migliaia di combattenti, covava per la città di Aleppo,  vero oggetto dei suoi desideri. Persino un quotidiano saudita, denunciò lo sceicco per l’afganizzazione della Siria , il reclutamento e l’utilizzo e il plagio di minorenni sauditi suoi paesani, da mandare anche come Kamikaze contro le postazioni governative alle porte di Aleppo. Tutto pur di conquistare la città (http://alnour.com.lb/ar/news/security/2016-07-31_080432/الارهابي-السعودي-عبدالله-المحيسني-يعلن-بدء-غزوة-حلب) (http://www.okaz.com.sa/article/1055282/الرأي/)

 

 

“Aleppo dove non c’è Isis ma l’esercito libero siriano”

Non  mi stancherò mai di citare gli espertissimi giornalisti nostrani, con curriculum da inviati di guerra decennale, nel cercare di informarvi sulla realtà del conflitto siriano.

Parecchi di loro infatti, ancor oggi, sostengono che in Aleppo vi era presente un movimento che lottava contro la tirannia, con l’intento di portare il popolo alle urne e vivere finalmente in libertà e democrazia.

Quale tipo di libertà potessero portare clerici sauditi e comandanti e kamikaze ceceni, supportati da criminali unilateralmente riconosciuti tali, come ad esempio il  gia citato Khaled al Hayyany, è veramente un mistero.

In questo tipo di narrativa più simile a una fiaba dei fratelli Grimm, che alla realtà,  ovviamente non possono trovare spazio le imprese del clerico Muhaysini e delle migliaia di jhadisti,  provenienti da 90 nazioni, che in Aleppo città e periferia, si sono dati appuntamento.

Probabilmente per questi giornalisti,  gli aleppini avrebbero dovuto lasciar loro il controllo della città e accettare come una liberazione,  la conquista della metropoli ad opera di salafiti,  wahabiti e criminali comuni. Personalmente pagherei un viaggio di sola andata a Riad a questi luminari occidentali.

Abdullah al-Muhaysini era gia entrato in Aleppo a cavallo tra il 2013 e il 2014, tanto che nel maggio 2014 lo vediamo impegnato a arringare i combattenti che assaltarono per un mese la prigione centrale

 

 

Questo personaggio che all’epoca tentava ancora di rimettere insieme l’alleanza tra Isis e Alqaeda, si permetteva addirittura di fare appelli ai combattenti dello stato islamico affinche li sostenessero nella battaglia per Aleppo. Non deve sfuggire a nessuno che le posizioni di Isis , dopo la rottura con i ribelli, arrivarono fino a lambire la parte orientale della città,  tant’è che nel 2016 presero la scuola di fanteria della città e tentarono un operazione contro l’esercito siriano nel distretto industriale di Shejk Najar.  Se gli uomini di Al Bagdadi avessero accettato di rinnovare l’alleanza non ci sarebbe nessuna speranza per gli abitanti di Aleppo, stretti tra 2 fuochi.

Muhasayni,  che lancerà anche accuse alle donne alawite di apostasia, legittimando la loro esecuzione sul posto, fu’ davvero vicino al suo sogno di prendere Aleppo (http://jihadology.net/2015/05/12/guest-post-abdullah-al-muheisini-weighs-in-on-killing-of-alawite-women-and-children/)

Verso la fine di luglio infatti, Yajsh al fatah,  dopo aver recuperato le posizioni perse a febbraio , nella provincia ovest (anche grazie alla tregua pretesa dagli Stati Uniti), sferro’ la piu grande offensiva verso la città.

Durante la sola prima fase della battaglia Yajsh al fatah sparò oltre 100 missili elefanth contro la città ( qui potete vedere i video direttamente dal canale del opposizione armata, Orient Tv https://m.youtube.com/watch?v=PlYMuxLaDJU)

Per caricare i combattenti,  questo predicatore,  fece un celebre discorso, paragonabile per la profondità di spirito a quello di un Gengis Khan o di un pirata Barba Rossa. Egli disse che qualunque combattente morto nella grande battaglia di Aleppo, avrebbe avuto da Dio , non solo 72 vergini dolce come il miele, ma anche un eriezione eterna !

 

La prima fase della battaglia fu incoraggiante per i jhadisti, tanto che intorno al 8 agosto,  conquistarono la base di artiglieria,  e il giorno dopo preso l’intero complesso militare di Rasmouse,  comprendente un collegio chiamato degli armamenti e uno del Airforce, dove i cadetti  dell’esercito studiavano, rompendo di fatto l’assedio imposto un mese prima, dei quartieri est. La battaglia in quel settore durò però un mese, e alla fine l’esercito siriano e gli alleati riuscirono a richiudere il varco ed espellere i miliziani dal complesso militare.

Fu tragicomico per me in quei periodi leggere nelle nostre riviste di taglio Internazionale come L’Espresso,  che l’aviazione siriana stava bombardando l’Università (http://video.espresso.repubblica.it/tutti-i-video/siria-aleppo-bombardamenti-contro-edifici-universitari/9065/9159?ref=fbpe)

Evidentemente questi luminati della cronaca, avevano usato il traduttore Google, che traduceva Accademia militare Rasmouse in Facoltà , Università e collegio, e i nomi dei generali che la comandavano in presidi, direttori art. E simili.  Triste che si debba prendere informazioni,  da gente che non sa nemmeno che le università sono chiuse in agosto a Aleppo, che erano tutte sotto controllo governativo, e che il fronte della battaglia,  come riportato da ribelli, media ribelli quali Alyazeera,  siti specializzati come Al  Monitor Middle east o Al Masdar,  fu sempre il distretto di Rasmouse e il complesso mai terminato,  denonimato 1070. , ma questa non è la storia di Al Muhasayni,  è la storia dell’ignoranza dei professionisti dell’informazione (https://www.facebook.com/Division11.Tanks/posts/1119208478159307) (https://www.facebook.com/syrian.reporters/videos/1149492768429628/?hc_ref=NEWSFEED&__tn__=R)(http://www.aljazeera.com/news/2016/08/syria-rebels-storm-military-base-break-aleppo-siege-160806050412958.html)

 

IL bombardamento (uno dei tanti)  effettuato contro il complesso militare denonimato Accademia militare di Rasmouse,  che L’Espresso ha confuso per una università (evidentemente non tutti i traduttori sono ignoranti )

 

Successive battaglie e controffensive nel complesso militare di Rasmouse , che a inizio settembre chiudera di nuovo il corridoio, riassediando la parte Est in mano ai ribelli

 

Tornando al prode condottiero Saudita,  Abdullah al-Muhaysini,  egli in agosto riuscii appunto a entrare in Aleppo, ricongiungendosi con gli altri ribelli presenti, e organizzati nel consorzio Fatah Alab, concernente 22 fazioni (finte moderate e ufficialmente islamiste )

Il clerico gia pregustava di pregare dalla moschea degli omanayidi in Aleppo e vedeva prossimo un ritorno alla Umma.

Infeliciemente per lui e per il codazzo di giornalisti molto liberal con il sedere degli altri, non fu’ così.  Come sapete la Siria e gli alleati, riusciranno poi a scacciare i jhadisti dalla città prima di Natale, salvando cristiani, alawiti, sciiti, drusi e sunniti secolaristi da un oppressione di stampo saudita e da un destino simile a quello dei popoli sottomessi al wahabismo.

Al Muhasayni è stato scacciato, ed è ora impegnato a limitare le lotte intestine che le fazioni ribelli stanno vivendo in Idlib e nel resto di Aleppo sotto il loro controllo. Alqaeda è ancora potente, anche perché sceicchi o emiri, possono morire, ma il loro credo è in espansione, e le loro finanze sono illimitate.

Mentre i nostri eminenti giornalisti, che ci raccontavano una caduta di Aleppo e dell’esercito libero, avrebbero bisogno di una pillola stile Matrix, per guardare in faccia la realtà,  non essendo però disponibile,  continuano a piangere la sconfitta di Al Muhasayni,  e della più forte formazione ribelle in Siria (yajsh al fatah) come la sconfitta della libertà per il popolo siriano.

 

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