Carla Ortiz, attrice boliviana, racconta la sua esperienza nella Siria devastata dalla guerra tra le menzogne dei media occidentali e la realtà quotidiana.

Pubblichiamo intervista rilasciata da Carla Ortiz ad RT Francia, inizi febbraio 2017.

 

Carla Ortiz : «La guerra in siria é stata inventata di sana pianta»
Testimonianze di abitanti, menzogne dei media occidentali e realtà quotidiana in Siria… L’attrice boliviana Carla Ortiz parla della sua esperienza di parecchi mesi in Siria, devastata dalla guerra.
Carla Ortiz è un attrice boliviana. Ha girato un documentario ( in Siria che sarà diffuso a giugno 2017). 
RT : Avete realizzato un documentario sulla guerra in Siria (Carla Ortiz mostra il vero volto dei media occidentali). Come siete arrivata a pensare  questo progetto?

Carla Ortiz (C. O.) : Se ne parla in continuazione, questo soggetto è costantemente nei titoli di tutti i programmi di informazione. Ci dettano l’idea secondo cui il medio-Oriente è una regione caraterizzata da conflitti continui, una situazione senza via di uscita. La morte delle persone non è altro che statistica. Ho cominciato a cercare delle risposte e mi sono resa conto che la realtà era totalmente diversa. Dopo ciò, ho deciso di andare in Siria per ascoltare la versione dei siriani sul posto.
RT : Una religiosa argentina, Guadalupe Rodrigo, che è in Siria da molti anni, fa parte di quelli che credono che il conflitto in Siria sia stato pianificato, che non si tratti di una sollevazione spontanea del popolo siriano.
C. O. : Dopo aver attraversato il 75% del paese, ho capito che il mio dialogo con i suoi abitanti si ripeteva costantemente. Al di là del luogo, dello stato sociale o della religione dell’intervistato, ottenevo sempre la stessa risposta: la guerra è stata totalmente costruita, volontariamente e con cura. Delle donne mi hanno raccontato che vi erano persone che le proponevano dei telefoni satellitari per poter filmare le provocazioni, gli scontri per poi potere trasmettere alla rete televisiva saudita Al Arabiya.
RT : Guadalupe Rodrigo dice anche che, dal punto di vista siriano, i media occidentali hanno mentito da principio e hanno deformato la realtà. Cosa le hanno detto i siriani dei media occidentali?
C. O. : hanno perso fiducia in questi media occidentali, perché questi ultimi hanno spesso abusato delle informazioni a cui avevano accesso (Come trasformare dei tagliatori di teste in “ribelli”). Hanno deformato le storie, o omettendo  alcune parti di interviste, utilizzando tutto a vantaggio del meccanismo che avevano creato. Di conseguenza, vi sentite perso e non sapete più dove é la verità, tutto diventa molto .
Se andate in Siria, vedrete che i veri Siriani parlano di pace, unità, amore.
RT : Altro fatto interessante: nel vostro film dite che non c’erano giornalisti stranieri sul terreno durante la battaglia di Aleppo…
C. O. : no, non ce n’erano. Ce n’erano in Aleppo, erano nel mio stesso albergo. Li vedevo alla colazione, li ho conosciuti, conosco i loro nomi… ma, per una ragione che ignoro, non erano sulla linea del fronte.
Chi c’era? Dopotutto, ci sono andata e non c’erano bombardamenti sui civili. Ci sono stata e sono sfuggita a numerosi spari. Chi riportava le notizie? Ero ad Aleppo e non potevo dire a mio padre che stavo bene, che ero viva. Ma alcuni militanti strillavano (La fantastica campagna del “messaggio finale” da Aleppo, filmando tutto questo sui loro telefonini. : “ ci uccidono!”, “ Oh, stiamo per morire!” Se avevano una comunicazione satellitare, vuol dire che erano partigiani dell’altra parte. E’ una delle complesse contradizioni dove entrano in gioco il fattore umano e la logica.
RT : C’è anche la storia di Bana, una piccola bambina che avrebbe twittato da Aleppo. Questa storia è molto diffusa in Occidente..Questa storia è credibile, visto che non c’era, molto semplicemente, alcun accesso ad internet?
C. O. : Non riesco ad immaginare questo, semplicemente per il fatto che noi filmavamo senza luce a causa dell’assenza di elettricità. Anche nella parte Ovest di Aleppo, che era sotto protezione, non potevamo utilizzare né prese né ricariche per i nostri apparecchi. Da dove vengono questi video? dove sta leggendo libri elettronici? molto spesso in questi video non si sente neppure un colpo d’arma da fuoco. Come può dire una bambina di 7 anni che se ne infischia di una terza guerra mondiale che tanto Bashar non vince?
Un bambino siriano non sceglierebbe mai tra la guerra e la morte. E’ difficile spiegarlo alla gente.Ma se andate in Siria, vedrete che i siriani parlano di pace, unità, di amore. Ciò assomiglia a della poesia, ma questo si sente nei loro proclami, ovunque andiate. Ho parlato con loro, con dei bambini che sono stai obbligati a combattere dalla parte degli estremisti, che sono stati obbligati ad uccidere, e mi hanno detto “ Non vogliamo altro che la pace. Vogliamo ricostruire il nostro paese”. Trovo difficile credere che questo conflitto non sia il risultato di una manipolazione esterna da parte di certe forze che hanno un altra filosofia di vita.

Ad Aleppo si sentivano esplosioni ogni minuto, ogni 30 secondi. Una notte un bombardamento è durato 4 ore. 
RT : Menzionate anche un fatto interessante: questi video, che si dice siano stati filmati ad Aleppo, dove non si sentono esplosioni, mentre tutto il mondo dice che questa città é costantemente bombardata.
C. O. : E’ divertente, perché durante 8 mesi di viaggi frequenti in Siria, in alcune città, il bombardamento avveniva una volta al giorno o una volta ogni due giorni. Si sentivano spari ogni tre ore..

Quando eravamo Darayya durante la battaglia per il controllo della città, sentivamo esplosioni ogni 15-20 minuti. Ma ad Aleppo sentivamo esplosioni ad ogni minuto, ogni trenta secondi. Una notte, un bombardamento é durato quattro ore senza interruzione.In questo periodo, non volevo che una cosa, svegliarmi viva e poter cominciare un nuovo giorno. In tutti i miei filmati si sentono spari. Dunque, non capisco dove questi video siano stati realizzati se non ci sono questi suoni, soprattutto se questi video sono stati realizzati realmente ad Aleppo-Est…

RT : Secondo voi, la comunità internazionale è responsabile del conflitto siriano? Quale grado di responsabilità ricadde sull’esercito siriano? parlate di una percezione dell’esercito siriano molto diversa da parte del popolo Siriano..
C. O. : Non direi mai che non esiste alcuna opposizione, ovviamente, esiste. E conosco parecchia gente che ne fa parte, ho molti amici nell’opposizione e ci siamo confrontati su questo soggetto. Ma l’opposizione siriana non porta armi.

L’opposizione siriana ama la Siria e non distrugge il suo paese. Oppositori siriani si trovano all’estero sognando di tornare nel loro paese. Penso che ad un certo punto la comunità internazionale abbia deciso che il popolo siriano voleva disfarsi di questa forma di governo, e di conseguenza, attraverso una sorta di complotto, è apparso il movimento in favore della rivolta.
Nonostante ciò penso che in realtà la situazione sia totalmente diversa. Ed è diventato tutto così evidente dopo 6 anni di guerra. Se no, avrebbero già deposto il loro presidente. L’esercito siriano è attualmente composto per la maggior parte da volontari, ragazze e ragazzi di diciotto anni.. Sono ragazzi che, invece di stare a cazzeggiare su whataspp e di farsi dei selfie, si armano e cercano di vincere il terrorismo. Di conseguenza, credo che la comunità internazionale dovrebbe riconsiderare la sua politica straniera, la politica che noi abbiamo condotto in Siria, compresa quella delle sanzioni economiche contro questo paese. Dopotutto, il petrolio siriano si vende ancora, ma chi ne beneficia? E non è la mia immaginazione, si trova tutto ciò e facilmente in rete. Sono i terroristi, i gruppi estremisti che beneficiano di tutto ciò. J
L
NON E’ LESERCITO DI BACHAR AL-Assad, è L’ ESERCITO SIRIANO.
RT. : Avete avuto l’occasione di parlare con soldati dell’esercito siriano? Come vivono la situazione? Per esempio quando i media occidentali mettono in circolazione dei rumors secondo i quali, durante l’evacuazione di Aleppo, l’esercito si sarebbe lasciato andare a brutalità contro i civili.
C. O. : Non è vero. Ho ancora dei video sul pio portatile, li ho pubblicati e diffusi. Chi mi ha difeso, secondo voi, quando ero lì? Non chiedevo certo la protezione dello Stato islamico o di Al-Nosra. I terroristi non mi avrebbero protetto. Bisogna sapere che  mai mi avrebbero permesso di spostarmi liberamente e che mi avrebbero imposto vestiti totalmente avvolgenti. E’ l’esercito siriano che mi ha protetto, ho parlato molto con loro. Sono soldati semplici. Tra di loro, ci sono ingegneri civili, molti medici, architetti, anche dei pescatori. Loro mi difendevano. Sono i “cattivi” dell’esercito di Bachar el-Assad. Ma non è l’esercito di Bachar Al-Assad, è l’esercito siriano. Volete che vi dica che che cosa hanno fatto? Si sono messi in fila, formando una sorta di muro umano, perché gli evacuati potessero uscire sani e salvi, mentre i cecchini isolati cercavano di colpirli. La cosa più triste, in tutto questo, é che nessuno guadagna dentro questa guerra, perdiamo tutti. Dopotutto anche i terroristi hanno dei bambini. E per colpa dei loro padri questi bambini restano in casa e muoiono lo stesso. Per ora, i bambini non hanno scelta, non hanno la possibilità di scegliere e questo è il più difficile. Certo, la gente muore, la guerra è quello che é. E molte ingiustizie in futuro ci attendono ancora.
RT. : La partecipazione nel conflitto dei se-dicenti “Caschi bianchi”, questa ipotetica organizzazione non governativa di cui si è detto avesse legami coni governi americani ed inglese,  è stata oggetto di discussione. Siete stata testimone della partecipazione dei “Caschi bianchi” nella guerra in Siria?
C. O. : Certo, volevo intervistarli, quando ero ad Aleppo. Ho fatto domande su di loro. Alle mie domande sui “caschi bianchi” tutta la gente mi rispondeva che non li conoscevano. Parlo di persone che hanno attraversato Aleppo da Est ad Ovest, che sono stati rinchiusi nella città e completamente tagliati fuori dal mondo esterno, durante questi 4 anni, nella parte orientale di Aleppo, Ho mostrato loro delle foto spiegando “ Sono questi i caschi bianchi, l’organizzazione pacifica che vi aiuta. Ma ci hanno risposto: “No, no, Questo è lo Stato islamico”!” Per loro, lo Stato islamico, sono tutti i terroristi e poca importa che ci siano almeno 47 organizzazioni terroristiche…
i “caschi bianchi” candidati all’Oscar, il premio per il “miglior documentario di propaganda” li aspetta

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