Vergognoso attacco Usa al Venezuela: ‘La Stampa’ megafono delle fake news statunitensi

14 febbraio 2017

La fake news quotidiana sul Venezuela è quella riguardante le sanzioni comminate dal governo degli Stati Uniti al vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Tareck El Aissami, perché secondo l’ufficio OFAC del Dipartimento del Tesoro statunitense avrebbe favorito il trasporto e il trasferimento di sostanze stupefacenti dal 2008, anno in cui ricopriva il ruolo di Ministro degli Interni nel governo guidato dal Comandante Hugo Chavez.

Una vera e propria fake news, come indicato in apertura di articolo, su cui ovviamente si è gettato a capofitto il circuito informativo mainstream italiano. Tra i vari pezzi balza all’occhio quello del quotidiano torinese ‘La Stampa’, in cui si riporta in maniera acritica senza controllarne la veridicità, quanto affermato dall’ufficio statunitense. Strano per un quotidiano in prima linea nel combattere propaganda e fake news. Forse il problema riguarda la provenienza delle notizie e il tema trattato più che la veridicità della notizia stessa. Insomma, nulla di nuovo, rispetto alla classica doppia morale più volte evidenziata e denunciata.

Bisogna innanzitutto evidenziare come l’OFAC funzioni più come uno strumento geopolitico che nella lotta al narcotraffico visto che scorrendo la lista dei paesi accusati possiamo trovare Cuba, Corea del Nord, Iraq, Iran, Zimbabwe e non nazioni dove vi sono governi con solidi legami con il narcotraffico come Paraguay, Perù o Colombia.

Vi è inoltre da segnale una grossa incoerenza nel racconto fatto dall’OFAC: Tareck El Aissami avrebbe stretto un’alleanza con il cartello messicano ‘Los Zetas’, il narcotrafficante venezuelano Hermagoras González Polanco e il capo colombiano Daniel Barrera, attraverso Walid Makled. ‘El Loco’ Barrera, vincolato alla struttura paramilitare ‘Los Rastrojos’  e accusato di essere il responsabile dell’assassinio del narcotrafficante colombiano Wilmer Varela – alias Jabon – è stato però arrestato in Venezuela ed estradato in Colombia nell’ottobre del 2012. Chi era a quel tempo il Ministro degli Interni del Venezuela? Tareck El Aissami era il ministro dell’epoca e quindi il principale responsabile della cattura di Barrera.

Una notizia facile da ricercare in rete, ma evidentemente i nostri cacciatori di bufale de ‘La Stampa’ erano troppo impegnati a indagare sugli hacker russi. Così come i debunker italici.

Altro aspetto importante è quello riguardante il ruolo dell’imprenditore venezuelano Samark López Bello, che vive in negli Stati Uniti, in Florida, ed è accusato dall’OFAC di essere il collaboratore logistico del vicepresidente venezuelano. Secondo quanto riportato da ‘El Estímulo’ (media di opposizione al chavismo) López Bello nega le accusa ed annuncia azioni legali in sua difesa.

Intanto, il Ministro degli Esteri della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, attraverso la tv di Stato Venezolana de Televisión (VTV), ha fatto sapere che il Venezuela «respinge e condanna le azioni arbitrarie dell’OFAC del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti contro il vicepresidente Tareck El Aissami» evidenziando che «El Aissami è uno stimato criminologo che si è distinto per la sua lotta al narcotraffico».

La diplomatica venezuelana ha inoltre segnalato che il Venezuela è «uno dei paesi che ha effettuato il maggior numero di sequestri di droga negli ultimi anni, come confermato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite». Mentre il Presidente Nicolás Maduro, oltre a dare appoggio incondizionato ad El Aissami, ha ricordato che durante la sua gestione del Ministero degli Interni furono catturati 102 capi del narcotraffico e 21 di essi consegnati agli Stati Uniti.

Ovviamente anche queste notizie sono ‘sfuggite’ ai sempre attenti colleghi de ‘La Stampa’. Senza ombra di dubbio non si tratta di una dimenticanza voluta.

di Fabrizio Verde

da L’Antidiplomatico

Preso da: Cubadebate

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La democrazia dei ribelli libici.

23 luglio 2011

ATTENZIONE

alcuni links contengono video con scene cruente, ma sono quello che i liberatori della Cirenaica e di Bengazi stanno facendo, quelli che Frattini riceve a Roma per rubare il denaro ai libici, quelli che ricevono armi e sostegno con le varie aziende americane e israeliane dei contractors. Quindi i deboli di stomaco e quelli che ritengono non si debbano vedere possono non cliccarci sopra e continuare a leggere.

Più si “naviga” nella rete più cose oscene si trovano.

E’ strano infatti che alcune emittenti nazionali come le Rai 1-2-3 e sopratutto la Rai News siano prodighe di video dimostranti tesi e teorie compiacenti ai macellai della Nato e non mostrino anche – per parità di informazione – cosa riescono a fare quelli del così detto governo provvisorio della Cirenaica comandati da una banda di criminali allo stato puro che il buon Frattini (con doppio passaporto italo-israeliano) riceverà presto alla Farnesina. Però, piccola divagazione semiseria, ma ad un Frattini una sberla in faccia bella forte a man rovescia da fargli sentire le ossa più dure, gliela dareste? E quelli dell’Eni che si sono visti soffiare qualche miliardata di euro d’affari con la Libia cosa pensano di poter fare adesso con Frattini…?

I video sono a disposizione e le carni macellate sono visibili  per tutti i gusti: dalle teste tagliate, alle braccia spezzate alle mazzate sulla faccia, agli occhi estirpati dalle orbite e dalle esecuzioni “popolari”.

Tutto secondo il codice della democrazia occidentale che si serve di questi taglia-popolo per raggiungere lo scopo prefissato di sovvertire l’ordine interno in un paese sovrano. Per poi scoprire che nella ferocia assurda, nella più profonda aggressione umana c’è chi, in onore ad un certo pudore, cerca di coprire le parti intime della persona brutalizzata, appesa per una gamba ad un cancello.
Sembra quasi una barzelletta che mi riporta subito al pensiero di Piazza Loreto quando qualche infame cercò di coprire con un ago di sicurezza le pudenda della Petacci appesa a gambe all’aria.

Ditemi voi se l’uomo merita la compassione di Dio in questo scempio immane o se invece merita un castigo ben più grave dei suoi peccati.

E come se non bastasse i massicci bombardamenti compiuti in Libia con missili con le testate arricchite di uranio (non chiamiamolo impoverito, perché è una balla per far passare delle mini bombe atomiche per confetti da prima comunione) hanno creato una saturazione radioattività superiore a quella di Fukushima. Alla faccia dell’umanità!!!
Questo vuol dire che per decenni quelle popolazioni avranno una progenie di persone deformi, di persone con innumerevoli problemi fisici, psichici e quant’altro. Tutto regalo della Nato, dell’Italia, della Francia e dei maiali dell’Inghilterra (di questi dovete sapere che nel periodo d’oro della conquista dell’Irlanda gli inglesi – popolo molto democratico e socievole – usavano fare a pezzi gli irlandesi e dare quindi in pasto ai sopravvissuti le carni dei loro connazionali. Nel traffico degli schiavi gli irlandesi erano quelli che venivano preferiti, perché costavano meno dei negri e perché non c’era nessun obbligo del padrone nei suoi riguardi: lo poteva usare e quindi gettare, se andava bene, altrimenti, spesso veniva fatto a pezzi e quindi dato come cibo agli altri schiavi).

E noi vorremo credere a Frattini, a La Russa a Napolitano alla banda del buco degli americani sempre più in bolletta? Ma per favore mandiamoli tutti a casa con una gran pedata sul culo che non meritano altro.

Preso da: https://4realinf.wordpress.com/2011/07/23/la-democrazia-dei-ribelli-libici/