Libia 2011, Truppe di terra del CNT-NATO commettono a Sirte esecuzioni sommarie

Truppe di terra del CNT-NATO commettono a Sirte esecuzioni sommarie  
[12.10.2011] trad. di Levred

Non c’è dubbio che le truppe di terra del CNT, le quali sono state riconosciute forze governative della Libia dai paesi occidentali, hanno commesso gravi crimini di guerra nel ​​loro assalto alla città libica di Sirte.

Molti video e immagini mostrano le truppe di terra del CNT che sparano con armi pesanti sulla città di Sirte, prendendo di mira indifferentemente le forza avversarie e i civili. In questo modo stanno commettendo un crimine di guerra per utilizzo indiscriminato della forza contro aree popolate.

An anti-Gaddafi fighter fires a heavy machine gun during clashes with pro-Gaddafi forces at the frontline in the center of Sirte October 12, 2011. Fighters loyal to deposed Libyan leader Muammar Gaddafi are now holding out in just two small pockets of his home town Sirte on Wednesday, government commanders said after making gains overnight.

Questo crimine è diventato così comune nel comportamento delle Truppe del CNT che anche la Reuters, portavoce della propaganda della NATO ha descritto questo crimine di guerra in uno dei suoi recenti rapporti Sirte in dettaglio:

Un Beduino si è fermato sul suo camioncino-pick-up desideroso di fare fuoco, con il lanciatore multiplo di razzi montato sulla parte posteriore, contro i fedelissimi di Gheddafi che tengono duro nella città libica di Sirte, proprio come stava per sparare, si è fermato a chiedere da che parte mirare.
I suoi compagni in piedi, vicino, hanno conferito ad alta voce l’uno con l’altro, poi gli hanno indicato ciò che avevano stabilito essere la direzione giusta e il Beduino ha sparato quattro missili Grad sulla città.
Tutti lo hanno applaudito e hanno gridato “Allahu Akbar”. Il fumo saliva già al di sopra della città distrutta, ma nessuno poteva dire se i razzi Grad avessero colpito il bersaglio, oppure anche quale fosse l’obiettivo.

Ma ci sono ulteriori crimini. Il giornalista di Telesur, Diego Marin ha riferito da Sirte, che un uomo delle truppe di terra CNT-NATO gli ha detto che chiunque essi avessero preso a Sirte con un’arma sarebbe stato giustiziato.

I resoconti dei media indicano che le “truppe governative” del CNT stanno commettendo un annunciato crimine di guerra con l’esecuzione sommaria dei prigionieri di guerra.
Come la gente sa dal passato di tutta la guerra contro la Libia, i mass-media occidentali sembrano essere di nuovo complici, tentando di coprire i crimini delle forze del CNT, come hanno fatto durante l’intero conflitto, cercando ancora di incolpare dei crimini del CNT le forze fedeli al governo libico [n.d.t. della Jamahiria].

Per capirlo questa volta una cosa sola è necessaria, incrociare i diversi portavoce della propaganda della NATO. Basta leggere il report della Reuters oggi che descrive che i corpi di 25 persone giustiziate sono stati trovati a Sirte nel “Quartiere 2”, alcuni dei quali con le mani legate:

I cadaveri di 25 persone, avvolti in fogli di plastica, sono stati trovati mercoledì, nella città di Sirte, dalle forze governative (del CNT), che hanno accusato le milizie che combattono per il deposto leader Muammar Gheddafi di esecuzioni sommarie. Una squadra della Reuters ha contato 25 cadaveri in sacchi di plastica in una zona meridionale di Sirte chiamata “Quartiere 2”. I cinque cadaveri mostrati alla squadra avevano le mani legate dietro le loro spalle e  ferite da arma da fuoco alla testa. Essi indossavano abiti civili. Un comandante del Consiglio nazionale di transizione (CNT) ha detto che i corpi erano lì da almeno cinque giorni.

Secondo la propaganda della Reuters è abbastanza chiaro, che i corpi erano già morti da cinque giorni, e come le forze del CNT avessero conquistato il “Quartiere 2” appena tre giorni fa, le persone fedeli al governo libico verde sono [quindi] da incolpare per l’omicidio.

Tuttavia, quando il Guardian – un altro portavoce della NATO – ha riportato la notizia sugli stessi cadaveri un paio d’ore più tardi, la storia cambiava su dettagli significativi:

Lo stato d’animo già arrabbiato verso i lealisti si è indurito con la scoperta, in tre luoghi della città, di 30 uomini catturati che erano stati legati e giustiziati.
    Secondo i comandanti governativi (del CNT) gli uomini erano stati uccisi martedì.

E’ abbastanza chiaro che il Guardian vorrebbe dire ai suoi lettori che il crimine era stato commesso dai lealisti. Tuttavia il Guardian si è dimenticato di dire ai suoi lettori dove era avvenuto il crimine e aveva giusto detto dei “tre luoghi nella città.” Ma il Guardian riferiva ora che il crimine di esecuzione sommaria era stato commesso proprio ieri.

Che cosa significa questo aspetto? Reuters riferiva che il crimine era stato commesso cinque giorni fa, perché la zona dove i corpi erano stati trovati era stata conquistata dalle forze del CNT un paio di giorni fa. Ma di sera non lo hanno aggiunto perché i corpi erano freschi. Così il Guardian ha detto che erano freschi, ma non ha riportato dove i cadaveri erano stati trovati.
The Guardian ha fatto così in modo di esser sicuro che i lettori non potessero trarre l’ovvia conclusione che questo è un crimine delle forze del CNT, giusto mentre Telesur riferiva che loro [i combattenti del CNT] avevano annunciato che si sarebbe commesso il crimine. Per contrasto con i cadaveri dei prigionieri giustiziati, Getty ha pubblicato una foto di un combattente del CNT che era in realtà stato catturato dalle forze lealiste verdi come prigioniero di guerra. Non sembra stare molto bene, ma ovviamente non è stato giustiziato.

Non c’è da sorprendersi che le forze del CNT commettano gravi crimini di guerra a Sirte. Di fronte alle accuse di crimini e agli abusi delle loro forze, anche i comandanti delle forze di terra del CNT hanno dichiarato pubblicamente di non avere alcun controllo sopra le proprie truppe.

Le scuse della NATO per questi crimini, che avvengono mentre la Nato è impegnata con un mandato ONU “per proteggere i civili”, sono più che traballanti. La NATO afferma che è una forza neutrale a protezione dei civili, dunque non responsabile per le azioni delle truppe di terra del CNT. Tuttavia, sebbene la NATO sostenga di essere neutrale, la NATO ha scelto i suoi obiettivi completamente su un lato solo. Mentre le truppe del CNT sparava a distanza con obici in direzione della città, la NATO non gli ha impedito di fare così, ma ha aiutato le truppe del CNT a massacrare i civili nella città con attacchi aerei.

A Libyan National Transitional Council (NTC) soldier escorts a detained alleged fighters loyal to Moamer Kadhafi in the city of Sirte on October 13, 2011 as loyalists were keeping up their dogged resistance in two parts of the fugitive strongman's hometown.

E ci sono prove che la NATO sia sempre più con le forze di terra del CNT piuttosto che una forza neutrale. Nelle ultime settimane ci sono state molti reports di truppe del CNT che dicevano che prima di attaccare la città attendevano la luce verde da parte della NATO. Cosa che effettivamente mette la NATO al vertice del comando delle truppe del CNT. Ciò è confermato dalla logica. Data la debolezza organizzativa delle truppe del CNT, qualsiasi altra configurazione che non preveda la NATO seduta al vertice della catena di comando delle forze del CNT, non avrebbe senso militarmente.

Ma quando la NATO è sulla cima della catena di comando del CNT, allora sono le truppe del CNT della NATO che compiono i crimini e i comandanti della NATO sono pienamente responsabili delle azioni delle loro truppe e dovrebbero esser tenuti a rispondere per i loro crimini di guerra. La tesi secondo cui i crimini di guerra gravi e comprovati sono stati commessi da forze di terra esternalizzate che operano sotto una diversa bandiera, non è una tesi convincente, dal momento che queste forze sono ancora sotto il controllo e il comando della NATO.

Così i criminali della NATO devono essere portati davanti alla giustizia e puniti per i crimini di guerra di cui sono responsabili.

http://nocheinparteibuch.wordpress.com/2011/10/12/natos-tnc-ground-troops-commit-summary-executions-in-sirte/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/13/truppe-di-terra-del-cnt-nato-commettono-a-sirte-esecuzioni-sommarie/

Il Pentagono ha addestrato i “ribelli” di Al Qaeda in Siria all’uso di armi chimiche

I media occidentali confutano le loro stesse bugie

Non solo confermano che il Pentagono ha sinora addestrato i terroristi nell’uso di armi chimiche, ma riconoscono anche l’esistenza di un neppure così segreto piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche in Siria e addebitarlo al regime di Assad.

Il London Daily Mail in un articolo del 2013 confemava l’esistenza di un progetto anglo-americano, appoggiato dalla Casa Bianca (con il sostegno del Qatar) per lanciare un attacco con armi chimiche sulla Siria ed addossare la colpa su Bashar al-Assad.

Aggiornamento; 8 aprile 2017. La decisione di Trump di bombardare la base aerea siriana come rappresaglia all’asserito uso di armi chimiche da parte di Assad sul suo stesso popolo conferma che lo scenario d’operazione sotto falsa bandiera dell’attacco con armi chimiche è ancora “sul tavolo”.

La nostra analisi (che include una grande mole di pezzi investigativi di Global research) conferma inequivocabilmente che Trump sta mentendo, i media occidentali stanno mentendo e molti degli alleati americani stanno mentendo.

Il seguente articolo del Mail Online è stato pubblicato e successivamente rimosso. Notate il discorso contraddittorio:

“Obama ha inviato un avvertimento al Presidente siriano Bashar al-Assad, La Casa Bianca ha dato luce verde all’attacco con armi chimiche”.

Questo pezzo del Mail Online, pubblicato nel gennaio 2013 è stato successivamente rimosso da Mail Online. Per ulteriori dettagli vai a questo link.

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L’addestramento dei “ribelli” (alias i terroristi di Al Qaeda) da parte del Pentagono nell’uso delle armi chimiche. 

La CNN accusa Bashar al-Assad di uccidere il suo stesso popolo mentre riconosce anche che i “ribelli” non solo sono in possesso di armi chimiche, ma che questi “terroristi moderati” affiliati ad Al Nusra sono addestrati nell’uso delle armi chimiche da esperti sotto contratto del Pentagono.

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In una logica contorta, il mandato del Pentagono era quello di assicurare che i ribelli allineati con Al Qaeda non acquisissero od usassero armi di distruzione di massa, addestrandoli attualmente all’uso di armi chimiche (suona contraddittorio):

“L’addestramento [nell’uso di armi chimiche] che ha luogo in Giordania e Turchia, riguarda il modo di monitorare e mettere in sicurezza scorte nonché maneggiare armi, siti e materiali, secondo le fonti. Alcuni dei contractors sono sul terreno siriano che lavorano con i ribelli per monitorare alcuni siti, secondo uno dei funzionari. La nazionalità degli addestratori non è stata rivelata, sebbene gli ufficiali si guardavano dal dare per scontato che fossero tutti americani.(CNN, 9 dicembre 2012)

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L’articolo qui sopra della giornalista Elise Labott (relegata alla status di blog CNN), vincitrice del Premio CNN confuta le numerose accuse della CNN dirette contro Bashar al-Assad.

Chi sta portando avanti l’addestramento dei terroristi nell’uso delle armi chimiche? Direttamente dalla fonte: la CNN

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Fonti: l’aiuto coperto degli USA nell’addestramento dei ribelli nel mettere in sicurezza le armi chimiche.

E questi sono gli stessi terroristi (addestrati dal Pentagono) che sono l’asserito bersaglio della campagna di bombardamenti finalizzati al controterrorismo di Washington iniziata da Obama nell’Agosto 2014:

“Lo schema del Pentagono stabilito nel 2012 consiste nell’equipaggiare ed addestrare ribelli di Al Qaeda nell’uso di armi chimiche, col supporto dicontractors militari ingaggiati dal Pentagono, e quindi nel ritenere il governo siriano responsabile per l’uso di armi di distruzione di massa contro il popolo siriano.

Quello che si sta rivelando è uno scenario diabolico – che è parte integrale della pianificazione militare – vale a dire una situazione dove i terroristi dell’opposizione supportati dai contractors occidentali della difesa sono attualmente in possesso di armi chimiche.

Questo non è un addestramento dei ribelli nella non proliferazione. Mentre il Presidente Obama dice che “sarete ritenuti responsabili”, se userete (intendendo il governo siriano) armi chimiche, ciò che è contemplato come parte dell’operazione coperta è il possesso di armi chimiche da parte dei terroristi supportati da USA e NATO, vale a dire “dai nostri” operativi affiliati di Al Qaeda, incluso il Fronte di Al Nusra che costituisce il più attivo gruppo di combattimento finanziato ed addestrato dall’Occidente, largamente integrato da mercenari stranieri. In un amaro risvolto, Jabat al Nusra, una risorsa dell’intelligence, supportato dagli USA, è stato recentemente messo sull’elenco delle organizzazioni terroristiche del Dipartimento di Stato.

L’Occidente afferma che viene in soccorso del popolo siriano, le cui vite sono presumibilmente minacciate da Bashar al-Assad.

La verità della questione sta nel fatto che l’alleanza militare occidentale non solo sta supportando i terroristi, incluso il fronte di Al Nusra, ma sta anche rendendo disponibili armi chimiche alle sue vicine forze ribelli “di opposizione”.

La fase successiva di questo diabolico scenario è che le armi chimiche nelle mani degli operativi di Al Qaeda saranno usate sui civili, il che potrebbe portare un’intera nazione dentro un disastro umanitario. La questione ulteriore è: chi è una minaccia per il popolo siriano? Il governo siriano di Bashar al-Assad o l’alleanza militare tra USA, NATO e Israele che sta reclutando forze terroristiche “di opposizione” che vengono attualmente addestrate nell’uso di armi chimiche?” (Michel Chossudovsky, 8 maggio 2013, minor edit)

2011: Come gli Usa nascondono le proprie perdite in Libia

Come gli Usa nascondono le proprie perdite in Libia
[12.10.2011] trad. Vera Zasulich per GilGuySparks

L’esercito americano subisce perdite in Libia, ma li nasconde sotto l’apparenza di incidenti durante esercitazioni.
Secondo esperti militari, il comando degli Stati Uniti nasconde le perdite in Libia sotto la maschera di incidenti nelle esercitazioni. Presumibilmente durante le recenti esercitazioni in Germania di paracadutismo avrebbero subito la perdita di oltre 50 soldati dell’82° divisione d’elite dell’esercito statunitense.  Tuttavia nessun militare delle Forze Armate della Germania, né di altri paesi NATO che hanno partecipato alle esercitazioni hanno subito la minima perdita. Secondo alcune fonti, questi 50 soldati e sergenti sono caduti durante un atterraggio fallito all’inizio di ottobre in Libia. Cercavano di prendere il controllo della raffineria di petrolio di Ras Lanuf.

http://www.argumenti.ru/world/n309/129812

(N.B. L’immagine è meramente illustrativa)

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/12/come-gli-usa-nascondono-le-proprie-perdite-in-libia/

RATTI “democratici” del 2011: Il Museo Islamico di Tripoli saccheggiato

12 ottobre 2011

Il Museo Islamico di Tripoli che era stato affidato dalla caduta di Tripoli nelle mani delle milizie del CNT perchè lo proteggessero, è stato saccheggiato completamente. Nulla di quello che si poteva ammirare in precedenza è rimasto nelle stanze che nell’800 facevano parte di un palazzo che era residenza estiva dell’ottomano Yusuf Pasha.
Il museo era in via di allestimento quando sono emerse le prime avvisaglie del colpo di stato contro lo stato e il popolo libico.
La ristrutturazione del palazzo era stata affidata da Saif Gaddafi ad una ditta italiana, la Studio Italia Costruzioni, che ne aveva avviato i lavori poi interrotti; l’inaugurazione sarebbe stata inizialmente prevista per settembre ma gli sconvolgimenti a seguito della rivolta sponsorizzata dagli stati occidentali avevano rappresentato la fine dei lavori.

Come il Museo Nazionale di Tripoli anche il Museo Islamico è stato oggetto di saccheggio da parte delle brigate pseudorivoluzionarie dei  ribelli che come volgari banditi hanno messo a soqquadro le stanze e si sono impossessati di tutto ciò che poteva avere un valore. Tra gli oggetti trafugati, alcuni dei quali sono raffigurati dalle fotografie in bianco e nero sottostanti, si potevano ammirare i pezzi di antiquariato, i bracciali e le collane di proprietà della contessa Volpi.

Molti degli oggetti della collezione Volpi sarebbero già stati venduti ad antiquari e collezionisti italiani e di altri paesi europei, nonostante rimangano dettagliati inventari dei pezzi posseduti dal Museo.



Nel clima di caos succeduto al golpe promosso dal Consiglio Nazionale di Transizione su mandato ONU; niente è stato risparmiato dalla furia razziatrice dei ribelli, estremisti islamici e malfattori, che si sono avventati su qualsiasi cosa avesse un valore e continuano a farlo, rappresentando, paradossalmente, la legge.
Gli scorsi giorni si aveva notizia dell’assalto perpetrato da più di 200 uomini armati dei cosidetti ribelli che, arrivati verso le 23:00 alla moschea di Tripoli, la hanno dapprima tempestata con i colpi dei mitragliatori che tenevano sui pickup poi la hanno completamente saccheggiata, distruggendo arredi e testi sacri e profanando le tombe di due imam, Abdel Rahman el-Masri e Salem Abu Seif.
La scorsa settimana un cimitero mussulmano nel distretto occidentale di Gargaresh e uno nei pressi dell’aeroporto di Tripoli sono stati profanati e saccheggiati dalle bande di razziatori ribelli che da quando hanno in mano Tripoli si danno, impuniti, alle devastazioni deliberate, agli stupri punitivi, alle esecuzioni sommarie, alle torture più sadiche.
Questi ribelli sciacalli della Nato non hanno rispetto di nulla, nè della cultura, nè dei morti, nè dei vivi; la popolazione di Tripoli e degli altri centri è sprofondata in un cupo incubo da quando imperversano le orde dei delinquenti e degli islamisti amici e complici della NATO.

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/12/il-museo-islamico-di-tripoli-saccheggiato/

Libia 2011: Sirte 200 morti per 1 minuto di vittoria televisiva; Jibril ritira i suoi combattenti del CNT da Sirte

  • Sirte 200 morti per 1 minuto di vittoria televisiva; Jibril ritira i suoi combattenti del CNT da Sirte
    [10.10.2011]

Un massiccio assalto su Sirte ha portato alla breve occupazione di un campus universitario e dell’ospedale nei sobborghi sud-orientali. Dopo che la battaglia ha infuriato avanti e indietro tutto il giorno, un massiccio contrattacco che ha lasciato 200 combattenti del CNT morti e innumerevoli feriti è stato abbastanza per Mahmud Jibril che sta ritirando “i combattenti a lui fedeli” fuori dalla battaglia, dichiarando “insensata la morte di oltre 200 combattenti per un minuto di vittoria su Al-Jazeera”. La decisione di Jibril è un ulteriore esempio del fatto che la narrativa della NATO sia screditata e dell’intrinseca instabilità e delle lotte interne nel regime a delega NATO. La guerra libica è ferma in una posizione di stallo, mentre la crisi umanitaria continua.
dal Dott. Christof Lehmann

In guerra, nulla può essere dato per scontato, e anche piccoli cambiamenti possono portare a risultati catastrofici, posizioni di stallo o vittorie. Considerare il fatto che la città natale di Muammar Gheddafi sta resistendo all’assalto dell’aggressione coloniale della NATO da mesi, ricorda il classico cartone animato di “Asterix dei Galli“, nel quale un coraggioso villaggio dei Galli resisteva all’assalto dell’Impero Romano.

Anche  la narrativa hollywoodiana di Al Jazeera dell’attacco su Sirte è stata ferita gravemente quando l’ “esibizione embedded in grande stile” in un campus universitario appena catturato alla periferia di Sirte è stata interrotta con il messaggio “dobbiamo ritirarci perché sta iniziando un massiccio contrattacco”. Ma a differenza di Asterix, Obelix e dei coraggiosi Galli del fumetto di fama mondiale, né Muammar Gheddafi, né gli uomini della resistenza combattente militare, tribale e popolare hanno quella pozione magica che li dota di forza sovrumana. Sebbene ciò che posseggono possa essere ancora più forte; la volontà di resistere ad un impero coloniale e alla sua armata di ribelli da un migliaio di dollari e alle unità delle operazioni speciali e dell’Air Force della NATO. L’attacco televisivo su Sirte è stato sconfitto. Per tutto il giorno e la notte, Sirte è stata oggetto di tre assalti più grandi e altri minori, ha resistito ad ognuno di questi. Il risultato dei combattimenti di ieri è 200 combattenti morti del CNT, più numerosi feriti.

Una fonte di Nsnbc vicina al CNT ha riferito questa sera alle 02.00 GMT, che il leader del CNT Mahmud Jibril ha ritirato “tutti i combattenti a lui fedeli” dal teatro di Sirte, dicendo “non aveva senso sacrificare 200 combattenti per una vittoria di un minuto su Al Jazeera”. Jibril, che recentemente è sopravvissuto ad un attentato in cui sono state uccise sette delle sue guardie del corpo si dice anche che abbia dato l’ordine di ritiro per salvare i suoi uomini per un’imminente battaglia tra le fazioni del CNT. Secondo la stessa fonte di nsnbc”, un anonimo dell’Intelligence Agency degli Stati Uniti ha avvicinato i leader del CNT suggerendo la divisione della Libia in uno stato del nord e uno del sud, che fornisca il contesto diplomatico necessario per portare “le truppe di peace keeping dell’ONU” in Libia.
Nsnbc sta attualmente valutando se una qualsiasi di queste proposte siano state discusse presso l’Unione africana.

I crimini di guerra della NATO e dei combattenti sotto la propria responsabilità di comando proseguono, mentre la diplomazia continua a non porre fine ai massacri. Prima dell’attacco al Campus Universitario e all’ospedale di Sirte, un aereo della NATO aveva bombardato una casa di civili, uccidendone 22, con altri 20 dispersi.

Vicino Bani Walid, un convoglio di combattenti del CNT è caduto in un’imboscata e ha subito pesanti perdite. I combattenti del CNT sono in sacche isolate a Bani Walid, in attesa di rinforzi che non passano attraverso le difese libiche. A Gheryan le forze libiche hanno attaccato con successo un complesso militare industriale che è stato fortemente difeso da truppe di paesi della NATO e del Qatar. La missione è riuscita a distruggere le principali installazioni militari che erano usate dalla NATO.

A Bengasi la battaglia contro i combattenti pesantemente radicati del CNT sta facendo un lento progresso. Si può sospettare che le Forze libiche mantengano una posizione relativamente passiva, da quando c’è una dura lotta tra le fazioni circondate dei fedeli al CNT all’interno del centro città. Secondo notizie non ancora confermate, ci sarebbero trattative in corso tra forze libiche e leaders tribali a Bengasi, che sono pronti a cambiare fazione nel conflitto.

La domanda rimane, se e quando un’iniziativa diplomatica si manifesterà in grado di porre fine alla spaventosa situazione umanitaria e alle ambizioni coloniali della NATO in Nord Africa. Dove è la Fact Finding Mission delle Nazioni Unite, dove è l’Osservatore dell’Unione Africana a Sirte, dove sono i leaders africani con il coraggio di dire “basta”. Né Gheddafi, né i soldati e nè i civili a Sirte hanno quella “pozione magica dei Galli“. Tutto quello che hanno è la volontà di resistere contro una guerra, imposta su di loro con il pretesto di salvare le vite dei civili, e la speranza che i leaders russi, cinesi e africani si rendano conto che il fallimento nel porre fine a questa guerra è il fallimento nel difendere i propri popoli e le proprie nazioni.

Dr. Christof Lehmann

http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/10/sirte-200-dead-for-1-minute-tv-victory-jibril-withdraws-tnc-fighters-from-sirte/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/11/sirte-200-morti-per-1-minuto-di-vittoria-televisiva-jibril-ritira-i-suoi-combattenti-del-cnt-da-sirte/

Dietro le quinte del colpo di stato libico: l’aiuto russo alla Jamahiriya (II parte)


Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/07/dietro-le-quinte-del-colpo-di-stato-libico-l%e2%80%99aiuto-russo-alla-jamahiriya-ii-parte/

Onu: in Siria fu un attacco con armi convenzionali.

Fonte Euronews: http://it.euronews.com/2017/04/22/siria-primo-rappoprto-onu-su-idlib-vittime-uccise-da-armi-convenzionali

Una strage con ancora molti dubbi. Secondo l’ultimo rapporto rilasciato dalle Nazioni Unite, quello a Khan Shaykhun, nella provincia di Idlib, in Siria fu un attacco con armi convenzionali. La maggior parte delle vittime, molte delle quali bambini, non furono uccise da gas tossici.

Alla luce di queste conferme e dei documenti già riportati su questo blog:

https://suriyayahabibati.wordpress.com/2017/04/16/non-e-stato-assad/

https://suriyayahabibati.wordpress.com/2017/04/08/cosa-ce-dietro-losservatorio-siriano-per-i-diritti-umani/

https://suriyayahabibati.wordpress.com/2017/04/14/lattacco-chimico-in-siria-e-un-false-flag/

https://suriyayahabibati.wordpress.com/2017/04/14/1568/

possiamo tranquillamente dedurre che i dubbi che si trattasse di un false flag non siano del tutto infondati.

L’organizzazione dei White Helmets è il dopo-lavoro dei terroristi (attenzione immagine di esecuzione di un soldato siriano)

Le prove che i white Helmets sono parte integrante dei gruppi terroristici sono dappertutto su facebook, sui social etc. Non serve certo la Cia per scoprire una cosa così evidente. Nemmeno gli stessi membri ne fanno un mistero. Solo la comunità internazionale dice di essere ignara di tutto. Però quando vuole interviene. Però immancabilmente senza prove , fintamente commossa e sempre in soccorso ai terroristi…

Come sappiamo, un caso da manuale è il falso attacco in provincia di Idlib con i gas.

Della colpevolezza dei White Helmets con i crimini dei cosiddetti ribelli ‘moderati’ ce ne sono a palate. Sono prove sicure e incontrovertibili ma il ‘mondo che conta’ della ‘democrazia’ usa le false prove che le organizzazioni pseudo-umanitarie apportano dai luoghi di guerra per avvalorare la falsa retorica utile all’occidente, Turchia, e stati del Golfo. Tale attività di propaganda è tesa a giustificare la propria agenda di ‘regime change’.

Quella che segue è una semplice indagine su internet che svela come tale Hassan Agha, sia nello stesso tempo terrorista e membro dei White Helmets.

 

 

Il noto casco bianco e terrorista di Jund-Al-Aqsa Muawiya Hassan Agha insieme ai suoi complici terroristi erano presenti sul luogo del devastante attacco suicida sui civili che dovevano essere evacuati dai villaggi sciiti di Fuah e Kafriya il 15 aprile 2017: lo dice lui stesso sul suo profilo facebook e lo dimostrano le foto che sempre lui ha caricato sulla sua pagina del social.

sui bus.


Molti dei suoi messaggi dimostrano che i volontari dei ‘caschi bianchi’ conducono una doppia vita: nello stesso tempo usano le armi combattendo contro l’esercito governativo e nello stesso tempo conducono atrocità senza risparmiare i bambini piccoli. Poi tranquillamente fanno i finti soccorritori umanitari alle proprie stesse vittime. Molti dei loro messaggi su facebook includono reali decapitazioni. Per inciso, anche se questi crimini di guerra orribili sono una chiara violazione delle politiche pubblicazione di Facebook, sembra che Facebook permetta continuamente questo comportamento.

Muawiya Hassan Agha afferma sulla sua pagina di Facebook che era presente in prossimità di Rashideen al momento del massacro sui bus.

Foto di Muawiya Hassan Agha datata 14 aprile mostra la sua presenza nel luogo prima che avvenisse l’attentato sugli autobus

Muawiya Hassan Agha ei suoi complici jihadisti, che sono apparsi come Caschi Bianchi, Jund Al Aqsa e Al Qaeda, dovrebbero essere tra i sospetti principali del bombardamento in Rashideen. C’è anche il sospetto che questo gruppo è responsabile non solo per l’attentato, ma anche per il successivo sequestro di numerose persone, la maggior parte dei quali bambini durante il caos seguito all’ attentato.

Nelle foto seguenti vediamo Muawiya Hassan Agha mentre sta conducendo la sua normale attività terroristica. Le foto sono tratte dalla sua pagina di Facebook.

Eccolo ancora con soldati siriani catturati che sono stati torturati e poi giustiziati, come dimostrano le foto qui sotto

Immagine dell’assassinio del soldato.

Questo Screenshot di Facebook  mostra che Muawiya Hassan Agha ha partecipato all’esecuzione ed caricato il filmato dell’ esecuzione del soldato dell’esercito siriano fatto prigioniero.

Poi di nuovo nel suo lavoro umanitario come mostra la sua pagina di Facebook ……

Qui è con i suoi complici dei caschi bianchi … ..

 

A giudicare dalle foto di cui sopra, oltre al fatto che Muawiya Hassan Agha ammette sulla sua pagina Facebook che era presente per l’attacco degli autobus di Rashideen il 15 aprile 2017, è abbastanza inquietante che le fonti dei media occidentali hanno ignorato questo importante aspetto di questa incredibile tragica storia.

Sembra che a questo terrorista è stato anche dato un pass gratuito dei caschi bianchi per aggirare i controlli contro le attività terroristiche. Questo è particolarmente inquietante visto come i bambini nelle città assediate sono stati continuamente rapiti, uccisi e usati in eventi false flag svolte dai terroristi sostenuti dall’occidente. Tutto questo mentre mentre i media degli Stati Uniti, Regno Unito, occidente e degli Stati del Golfo continuano ad essere complici nella copertura di queste barbare atrocità.

Robert Fisk, scrivendo per l’Independent, ha criticato i governi occidentali per un doppio standard usato per quanto riguarda l’attacco. Il loro silenzio per l’ettentato ai bus è stato in evidente contrasto con la loro reazione per l’attacco chimico Khan Shaykhun all’inizio del mese.Robert Fisk ha detto che “dopo attentato suicida di questo fine settimana […] la Casa Bianca non ha detto niente […] perché, e qui è il punto, erano le vittime del tipo sbagliato di assassino.”

Se Trump si preoccupa tanto di bambini siriani, perché è lui, non condanna i ribelli che macellano i bambini?

Ci si dovrebbe porre la domanda “perché sono i media occidentali ignorano completamente la presenza di questo terrorista ben noto, durante l’attentato ai bus nel parcheggio di Rashideen che ha ucciso tanti innocenti?” “ la vita di questi bambini innocenti e e delle loro famiglie non significa assolutamente nulla per questi corrotti mezzi di comunicazione occidentali?”Certo, la domanda è puramente retorica, ma dovrebbe essere chiesto comunque …… ..ancora e ancora …… .. per esporre i sociopatici e psicopatici che sono complici della copertura e della falsa inquadratura di queste false flag legate agli Stati Uniti, Regno Unito, Israele, occidentale e Stati del Golfo per addivenire alla loro agenda di regime change.

Una grande quantità di informazioni acquisite per questo post è attribuita al seguente sito WordPress tedesco ed è stato tradotto per un pubblico di lingua inglese. Ulteriori informazioni sono disponibili ai seguenti link:

Bekannter JUND-AL-Aqsa-WEISSHELM-TERRORISTA GUERRA IN RASHIDEE

WhiteHelmetsEXP Terrorist Muawiya Agha Hassan vanta era in #Rashideen al momento del bombardamento previsto!

Il contesto della bomba di Aleppo e le KhanSheikhoun False Flag orchestratori

Questo video mostra ciò che realmente è avvenuto mentre i bambini venivano finalmente salvate dal governo siriano dai terroristi detenuti comuni. Questo è ciò che non si vedrà in televisione occidentale. Altamente avvertimento grafica.

 

Non ci dovrebbe essere alcun dubbio che ha fatto questo.

1. La presente era in una zona ‘ribelli’ dove essi controllano tutto il traffico dentro e fuori.
2. I ‘ribelli’ sono gli unici che fanno uso di attentati suicidi.
3. I ‘ribelli’ hanno già attaccato altri convogli cercando di evacuare i civili.
4. I ‘ribelli’ hanno già dichiarato la propria intenzione di uccidere uomini donne e bambini sciiti e alawiti  solo per motivi settari.
5. I ‘ribelli’ si lamentavano che lo scambio non era abbastanza soddisfacente.

 

Altre foto dalla pagina Facebook del terrorista Muawiya Hassan Agha. (Si noti l’uso eccessivo dei bambini nelle foto a sua pagina di Facebook mescolati con la propaganda di al-Qaeda , bandiere di al-Nusra, foto di Caschi Bianchi e immagini di Bin Laden e altri terroristi. Link alla pagina di Facebook.

Link alla pagina Facebook del terrorista- Casco Bianco Muawiya Hassan Agha

Foto in collegamento ……

 

ISIS bandiera .png

 

Dietro le quinte del colpo di stato libico: l’aiuto russo alla Jamahiriya (I parte)

  • Dietro le quinte del colpo di stato libico: l’aiuto russo alla Jamahiriya
    (I parte)
    [06.10.2011] di GilGuySparks

Ex maggiore delle forze speciali della Armata Rossa, Ilya Korenev, ufficiale dell’ex Unione Sovietica, divenuto tenente colonnello nella Russia odierna, ufficialmente in pensione, ha rilasciato nelle scorse settimane un’intervista preziosa pubblicata ieri dal sito Argumenti.ru, vicino ai servizi segreti russi.
Koronev ha trascorso quasi sei mesi accanto al colonnello Gheddafi e alla sua famiglia con il compito di supportare con la sua esperienza maturata tra Caucaso e Russia, le difese delle forze lealiste della Jamaijria libica.
Ilya Koronev è stato intervistato dopo aver passato una settimana in America Latina per le cure di ferite e contusioni procuratesi nel deserto libico, vicino al confine con l’Algeria.

Alla  domanda sul come sarebbe arrivato in Libia visto che la Russia non ha ufficialmente fornito assistenza a Gheddafi, il colonnello risponde senza giri di parole:

Il viaggio è stato svolto nella primavera di quest’anno in Algeria, come missione commerciale. Ma il problema principale era quello di farlo a Tripoli. Da concordare con l’ambasciata per il transito di una “carovana”. Sono andato al quartier generale di Muammar Gheddafi. Quasi subito abbiamo cominciato a preparare il personale della 32° brigata d’elite, che è stata ordinata e comandata da Khamis al-Gheddafi. Si è svolta la preparazione e l’addestramento per il combattimento in ambienti urbani. Il fatto che Tripoli non sarebbe stata in grado di resistere, è apparso chiaro circa a giugno o luglio. Quindi si cominciò a preparare il personale delle brigate a condurre addestramenti per gli scontri in piccoli gruppi autonomi nelle aree urbane, e al di fuori degli insediamenti. Ci siamo concentrati sulla formazione di commandos.
I soldati e gli ufficiali della 32° sono stati ben preparati. Alcuni si erano formati tra i corpi d’elite in Francia. Ma in Libia è molto rinomata la scuola militare russa.

Apprendiamo diversi dettagli inediti sulla guerra in Libia delle potenze colonialiste occidentali che erano rimasti coperti per tutto questo tempo. Determinante per la comprensione della preparazione delle difese della Libia lealista il racconto del colonnello Koronev che rivela come la preparazione dei corpi d’elite iniziò immediatamente durante la primavera con il contributo di personale russo:
Li abbiamo addestrati alle tattiche di combattimento in piccoli gruppi, istruendoli grazie all’esperienza dei guerriglieri nella Grande Guerra Patriottica e – in Cecenia. Piccoli gruppi di 20-30 elementi addestrati allo scopo di attaccare convogli militari e dopo il sabotaggio commesso, retrocedere in aree di sicurezza.

Proseguendo nel suo racconto sotto insistenza dell’intervistatore Alexander Grigoriev che sottolineando l’uso del termine “noi” in relazione al lavoro di preparazione del personale della 32° brigata d’elite di Khamis al-Gheddafi, chiedeva: “[…]sai di qualcun altro che era con te in Libia?” – il colonnello Ilya Korenev rispondeva:

Certo, non ero solo. Tutto quello che posso dire in questo momento, è che dei nostri ragazzi sono da Gheddafi. Dalla Russia, per lo più funzionari in pensione,che hanno terminato incarichi per l’esercito russo, così come specialisti delle ex repubbliche sovietiche.”

Koronev rivela quindi che un congruo staff di personale militare, ufficialmente non più in attività presso l’esercito russo, ha lavorato dall’inizio del conflitto in Libia con compiti di consulenza militare e di addestramento, nonostante il divieto delle autorità russe per i propri cittadini di recarsi nella Libia, dicendo:
Chi può negare ad un alto ufficiale di inviare un subordinato in Algeria per un viaggio d’affari? Per esempio, in cooperazione tecnico-militare?“.
Il supporto russo al di là di quello che è apparso sui media, c’è stato e come è in uso in questi casi l’operazione è stata condotta attraverso paesi terzi. Il ruolo della Russia all’interno della vicenda verrebbe così illuminata da una luce particolare che la porrebbe parte in causa e possibile prossimo obiettivo dell’espansionismo imperialistico delle potenze europee e degli USA:
I professionisti capiscono che l’attacco alla Libia – fa parte di azioni previste. Le prossime saranno: Siria, Algeria, Yemen, Arabia Saudita, Iran, Asia Centrale e Russia. Non importa in quale sequenza. Ma la Russia rischia di pagare un prezzo prima […] circondata da radar e basi militari ostili […] mentre cresce la corruzione e il dissenso all’interno del paese.

Riguardo alla caduta di Tripoli e alle responsabilità nella difesa della capitale, il colonnello chiarisce quello che alla fine di agosto andò storto e che portò all’impossibilità di mantenere il controllo della città più popolata della Libia:
Il fatto che mantenere Tripoli sarebbe stato impossibile, è diventato chiaro in giugno/luglio. Pertanto era necessario preparare personale brigata per l’impegno in piccoli gruppi autonomi sia in ambienti urbani, sia all’interno sia all’esterno degli insediamenti, concentrandosi sulla formazione per il sabotaggio.[…]
L’errore non è stato nella difesa, ma nella valutazione del conflitto. E’ avvenuto che Gheddafi viveva in due mondi paralleli. Non ha aderito ad una certa politica, come il leader della Corea del Nord. […] Gheddafi non credeva all’attacco contro il suo paese fino a poco tempo fa. Anche a metà agosto, quando sono stati condotti attacchi missilistici e bombardamenti su Tripoli, in altre città, ha parlato con Berlusconi e Sarkozy. Gli avevano assicurato che l’operazione di terra a Tripoli non ci sarebbe stata. Diversi anni fa, Gheddafi si era proposto di creare un potente sistema di difesa aerea nella sua interezza. Questo avrebbe potuto esser fatto attraverso alcuni dei paesi dell’ex Unione Sovietica. Ma credeva che queste azioni avrebbero solo teso i rapporti con gli Stati Uniti e l’Europa. Ripeteva che l’Italia e anche Francia e pure la Gran Bretagna gli avevano assicurato che la guerra di terra contro la Libia non ci sarebbe stata. Un errore, anche, è stato il lungo monitoraggio degli ufficiali libici corrotti. Sarebbe stato necessario arrestarli immediatamente, per non diffondere il contagio impunemente. Ma Gheddafi voleva far rivelare quanto più possibili traditori. L’indecisione di Gheddafi, in virtù del suo personale punto di vista sul conflitto, fu, per inciso, il fattore che persuase diversi alti ufficiali militari a prendere un paio di milioni di dollari e passare dalla parte dei ribelli. Immaginate, che ovunque vi sia una pioggia di pietre che cadono sulla testa, e voi dite mi piacerebbe tenere una festa. Molti si farebbero convincere ad andarvi secondo voi? Specialmente quelli che saranno obiettivi importanti e primari per il nemico.
Il fattore umano, anche in Africa, è il fattore umano
.

Durante gli ultimi anni erano stati compiuti molti sforzi da parte del colonnello Gheddafi e della sua famiglia di rompere l’isolamento che stringeva il paese; dopo la fine riservata a Saddam Hussein, il colonnello aveva cercato in tutti i modi di ricostruire un rapporto con Inglesi e Americani risarcendo le vittime dell’attentato di Lockerbie, anche se sussistevano seri dubbi sulla reale matrice libica dell’attentato. Ha instaurato un rischioso rapporto di collaborazione di intelligence con CIA e MI6 acconsentendo le illegal rendition di terroristi islamici; numerosissimi riscontri testimoniano che la città di Tripoli era divenuta una delle tappe di transito dei voli della CIA e dell’MI6 che trasportavano presunti terroristi islamici per provvedere ad interrogatori particolari con l’uso ampio di torture di ogni genere.

Saif al Islam era anche giunto ad affidare praticamente l’intero fondo sovrano della Libia alla Goldman Sacs (che era l’equivalente di dare in consegna eroina ad un tossico), infatti “all’inizio del 2008 il fondo sovrano libico, controllato dal colonnello Moammar Gheddafi, [aveva] affidato 1,3 miliardi di dollari al gruppo Goldman Sachs per investirlo in valute e in altri complicati strumenti finanziari. Gli investimenti hanno persero il 98% del loro valore, secondo i dati di un documento interno di Goldman.

Secondo un cablogramma dell’ambasciata americana a Tripoli del 15.01.2009 (The pro-U.S. group included Moammar Gadhafi id187231) sebbene molto sospettoso nei confronti degli americani, Gheddafi incoraggiava una collaborazione con gli USA che valutavano ambivalente la posizione del governo libico, spaccato al suo interno in due posizioni una filo USA ed una più cauta: “Elementi elevati del regime erano rimasti in conflitto sulla natura del rapporto che Libia ha voluto con gli Stati Uniti[..]. C’erano “due correnti” di pensiero all’interno del GOL(Governo libico) rispetto ai legami Usa-Libia: una pro-U.S. e un gruppo che è rimasto sospettoso sulle motivazioni degli Stati Uniti e fermamente contrario ad un impegno più ampio successivo. Il gruppo pro-U.S. comprendeva Muammar Gheddafi, il Presidente della Gheddafi Development Foundation Saif al-Islam al-Gheddafi, il Consigliere della Sicurezza Nazionale Muatassim Gheddafi, il direttore esterno dell’organizzazione della sicurezza il direttore Musa Kusa, un alto funzionario del regime Abdullah Sanussi, e membri chiave della Commissione Rivoluzionaria e della vecchia guardia Mustapha e Kharrubi al-Hweildi al-Hmeidi. […] Muammar al-Gheddafi in genere sosteneva l’incremento della cooperazione USA-Libia, ma con “riserve” nate da una preoccupazione costante che l’eventuale obiettivo del coinvolgimento degli Stati Uniti con la Libia fosse un cambio di regime.”
Le preoccupazione di Muammar Gheddafi erano tutt’altro che infondate, visto che gli Usa attraverso la loro ambasciata a Tripoli tessevano la trama della dissidenza e si informavano sugli equilibri nelle regioni orientali della Libia, dove il controllo degli apparati di sicurezza libici erano molto più vulnerabili. Alla luce dell’avvicinamento all’occidente di Gheddafi, andrebbe letto il punto di vista russo sulla questione libica; il colonnello Koronev non manca di sottolineare e lo fa in maniera chiara, alcuni degli errori di fondo dell’approccio di Gheddafi rispetto alla situazione che si era venuta a creare, in particolare la fiducia riposta fino all’ultimo nelle cancellerie europee di Francia, Inghilterra e Italia che escludevano, mentendo, l’uso di reparti militari di terra.

Il colonnello Iliya Koronev  non ha trascurato di soffermarsi sulla rocambolesca fuga da Tripoli dalla quale uscirono indenni con una fortuna alla quale anche lo stesso colonnello stentava a credere, dilungandosi in inediti dettagli della caduta di Tripoli:
Siamo messi sull’avviso da “Al Jazeera” e CNN. Abbiamo visto filmati della “vittoria” dei ribelli girati in Qatar. Era già noto dello scenario della piazza Verde a Tripoli, allestita nel deserto vicino a Doha. Sapevano ciò che erano [quelle immagini]. Quei filmati sono stati il segnale per l’attacco dei ribelli e dei sovversivi. Immediatamente dopo queste immagini in tutta la città “cellule dormienti” dei ribelli cominciarono a creare posti di blocco, tagliavano i centri di comando tra gli ufficiali di stanza che non avevano tradito Gheddafi. Nel porto è cominciato lo sbarco di truppe straniere. Uno dei fianchi ha smesso di rispondere. Il Generale Eshkal ha consegnato la posizione senza combattere. Gheddafi ha ordinato di non cessare il fuoco […] Per non trasformare in una bolgia Tripoli si è rettificato l’ordine alle unità dell’esercito e dei civili. Diverse centinaia di unità d’artiglieria hanno rifiutato di conformarsi al presente ordine e stavano combattendo nella città, nel tentativo di infliggere il massimo danno al nemico, per distoglierlo dal perseguire la leadership e il comando. Essi continuano a resistere. Da più di un mese a Tripoli, ci sono zone in cui anche gli islamisti non sono ben d’accordo. E’ una loro (dei lealisti) scelta, è la loro città, e io li capisco.
L’attacco ebbe inizio. Abbiamo lasciato la casa vicino alla base del Bab al-Aziz […]. Solo poche ore dopo con diverse vetture abbiamo lasciato la città e ci siamo trasferiti in un luogo sicuro. Si è scappati appena in tempo – prima che colpissero tre volte consecutive la casa – bombe anti bunker e bombe di profondità. Le macchine erano jeep comuni, non ci sono “Mercedes” appositamente costruite per Gheddafi. Perché attirare l’attenzione? Anche se non ho dubbi che gli americani spesso sanno dove è al-Gheddafi. Ma i razzi e le bombe sono ripresi dopo 5 minuti dopo la partenza. Sembrano averlo dimostrato che da un momento all’altro si potesse essere distrutti, ma finora, a quanto pare, c’è un divieto di distruzione. Nel conflitto libico hanno fatto molta attenzione anche agli attacchi psicologici di informazione.

[Continua]

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/06/dietro-le-quinte-del-colpo-di-stato-libico-laiuto-russo-i-parte/

Libia 2011: il fallito assalto a Sirte getta in un caos disperato il CNT

Libia il fallito assalto a Sirte getta in un caos disperato il CNT
[04.10.2011] trad. di Levred per GilGuySparks
Ieri Mercenari NATO e del CNT hanno avviato un ancor più pesante attacco alla città, strategicamente ed economicamente importante, di Sirte, avanzando nei sobborghi della città. Dopo pesanti combattimenti l’attacco è stato fermato con la battuta d’arresto di questa mattina. Anche se pesanti combattimenti sono continuati in altre città i fronti erano relativamente tranquilli, cosa che indica che il CNT sta esaurendo le riserve. È tutto un assalto disperato nel tentativo di registrare una vittoria prima della riunione della NATO tra due giorni, intelligence vicina al CNT riferisce che il Consiglio nazionale di transizione è nel caos totale. Questa mattina in una conferenza stampa, Abdelhakim Belhadj ha “supplicato” la popolazione a Tripoli di aiutare a riportare “stabilità, legge e ordine” e restituire le proprie armi al Consigliere Militare Tripoli.
dal Dott. Christof Lehmann

Tra due giorni, il 6 ottobre, i leaders della Nato si incontreranno per discutere su come hanno intenzione di procedere con il loro, moderno, Vietnam nord africano. Mentre la situazione nel sud della Libia è relativamente stabile, e pesanti combattimenti sono continuati all’interno di Bengasi e di altre città del nord, come riportato ieri, la situazione era relativamente calma. A Bengasi, che è stata liberata con l’eccezione del centro città dove combattenti del CNT sono fortemente radicati, un gruppo di anziani della tribù ha promesso eterna vendetta dopo aver esaminato le prove video di oltre 200 omicidi commessi dalle truppe del CNT di Al Qaeda.

Sembra come se il CNT avesse ieri concentrato tutte le truppe disponibili in tutti gli assalti su Sirte. Sotto la copertura di sbarramento dell’artiglieria pesante e leggera da terra e da mare, così come sotto la copertura del supporto aereo, i combattenti del CNT si stavano avvicinando verso posizioni avanzate, prendendo alcuni dei sobborghi di Sirte, pagando il prezzo di pesanti perdite. Quanto fosse fluida la situazione per i combattenti del CNT è divenuto chiaro quando il comandante dei ribelli, che di recente aveva sostituito un altro comandante ribelle che era caduto in un’imboscata, è stato ucciso da una speciale operazione di stanotte dall’esercito libico. A dispetto di un forte investimento in risorse umane e materiali, questa mattina l’assalto a Sirte ha macinato una battuta d’arresto, e le truppe TNC attaccando in massa si sono rese disponibili come obiettivo per operazioni speciali dei militari libici, le milizie tribali e le altre forze alleate provenienti da tutto il Nord Africa.

Colpo di ritorno francese – Mine francesi distruggono 35 veicoli della NATO

Secondo un operativo di intelligence russo che sta osservando la situazione in Libia da vicino, ieri guerrieri della tribù Tuareg hanno dato una dimostrazione delle loro abilità speciali di guerra nel deserto. La fonte di intelligence russa ha rivelato allo Stalinist Live Journal, che comunicazioni NATO intercettate hanno rivelato che due AV-8B Harrier II e due jet Eurofighter della portaerei italiana Giuseppe Garibaldi cercavano invano la causa della distruzione di 35 carri armati e mezzi blindati. La distruzione degli obiettivi con 5 minuti di intervallo è stata interpretata come un segno di un attacco dal cielo, anche se nè tracce radar, né agli infrarossi sono state trovate. Un attento esame dei veicoli distrutti ha rivelato i resti di mine francesi anticarro, che secondo la fonte stessa di intelligence erano state collocate sotto i veicoli dai guerrieri Tuareg, che sono esperti in guerriglia invisibile nel deserto.

Stasera nsnbc ricevuto [n.d.t. notizie di] intelligence che ciò che resta del CNT dopo che il 90% dei suoi membri ha lasciato, rimane nel caos. Il Movimento Giovanile Libico (Libyan Youth Movement), che recentemente ha dichiarato guerra al CNT, ha iniziato una campagna di assassinio di persone che collaborano con il CNT e con Abdelhakim Belhadj del Consiglio militare di Tripoli alias Gruppo combattente islamico libico. Ieri un giudice, responsabile di severe condanne contro ufficiali militari fedeli al legittimo governo libico catturati,  è stato assassinato nella sua casa. La casa del giudice è in uno dei più “sicuri” distretti con il più alto livello di sorveglianza di Tripoli, a poche centinaia di metri dalla Reale Ambasciata danese.

Nel corso di una conferenza stampa questa mattina, Abdelhakim Belhadj ha supplicato i residenti di Tripoli a consegnare le armi in modo che il Consiglio militare di Tripoli alias Gruppo combattente islamico libico possa ristabilire “legge e ordine” come base per l’adozione di misure verso la costruzione di istituzioni democratiche. Parole disperate, considerando che non molto tempo fa il CNT promise “la democrazia entro 20 mesi”. Con probabilità schiacciante le sue parole saranno vane, considerando il precedente “legge e ordine” alla Belhadj di cui la popolazione ha fatto esperienza. Con oltre il 90% del popolo libico contro l’occupazione illegale del loro paese, e i maggiori aiuti militari da tutto il nord Africa, le migliori possibilità di ristabilire l’ordine sarebbero quelle, per Belhadj, Jalil, Jibril e la NATO, di lasciare la Libia. Per quanto riguarda la Siria, la creazione e il sostegno massiccio del Consiglio Nazionale Siriano, dopo gli ultimi mesi della rivolta, le sanzioni e la guerra non convenzionale sostenuta dalla Nato deve alzare bandiere rosse dove i prossimi attacchi della NATO sono in programma.

Dr. Christof Lehmann

http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/04/libya-storm-on-sirte-failed-tnc-in-desperate-chaos/

Vedi anche
https://gilguysparks.wordpress.com/2011/09/30/libia-comandante-nato-abbiamo-fallito/

https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/04/la-liberazione-libica-continua-con-lingresso-in-guerra-delle-tribu-algerine/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/05/libia-il-fallito-assalto-a-sirte-getta-in-un-caos-disperato-il-cnt/