Gli studi sul terrore per neutralizzare il dissenso

“Il Pentagono finanzia studi sul terrore per scovare le sacche di resistenza alla sua politica; gli individui vengono così identificati come sostenitori della violenza politica”. E’ provocatorio, come nel suo stile, Glen Ford, commentatore radiofonico americano e fondatore di Black Agenda Report.
22 Luglio 2014

“Fin dal 2008 le università americane hanno collaborato con il Pentagono per studiare le dinamiche dei movimenti sociali nel mondo” spiega Glen Ford, commentatore radiofonico americano, fondatore di Black Agenda Report e autore di The Big Lie: An Analysis of U.S. Media Coverage of the Grenada Invasion. Gli ultimi avvenimenti, il quadro internazionale, le scelte politiche e militari degli anni recenti lo hanno spinto ad un’analisi provocatoria e molto dura. Che vi proponiamo.

“L’obiettivo degli studi sul terrorismo sta nell’individuare possibili vettori di resistenza, che vengono identificati e eradicati, come una malattia. Il cosiddetto Minerva Initiative considera l’intero pianeta come un territorio nemico”.

Ford spiega come il Dipartimento della Difesa americano consideri “sostenitore della violenza politica” chiunque “si opponga alla politica militare americana nel mondo, alle politiche repressive degli alleati americani, al sistema giudiziario americano improntato alla repressione razziale”.

“Il Pentagono definisce questo nuovo campo della ricerca come “studi sul terrorismo” e ne spiega la finalità, cioè il rafforzamento di quella che viene chiamata Guerra al terrore. Attraverso il Minerva Initiative, i militari hanno commissionato alle università studi su come gestire le popolazioni insoddisfatte nel mondo, inclusi gli Stati Uniti, e quel progetto è stato l’oggetto di un articolo sul Guardian del dottor Nafeez Ahmed, accademico che studia questioni di sicurezza internazionale”.

La guerra totale contro il pianeta

“ Il progetto Minerva ha pagato ricercatori della Cornel University per scoprire quando i movimenti sociali raggiungono una massa critica di persone, livello al quale divengono un pericolo per lo status quo. Nel linguaggio degli studi sul terrore, questi individui diventano contagiosi, come i vettori delle malattie. E neutralizzarli diventa lavoro per gli warfighters”.

“L’università di Washington sta studiando I movimenti su larga scala che coinvolgono moltissime persone in 58 paesi. Ecco quindi perché le agenzie di intelligence americane stanno intercettando i telefoni e le comunicazioni internet di pressochè tutta la popolazione del pianeta. Stanno mappando i network umani, le miriadi di associazioni per trovare possibili vettori di resistenza”. I militari Usa e l’intelligence hanno ad esempio “consultato gli accademici per studiare le dinamiche della rivoluzione egiziana nel 2011, delle elezioni russe nel 2011, della crisi dei sussidi petroliferi in Nigeria nel 2012 e delle proteste al Gazi Park in Turchia nel 2013, sempre con l’intento di prevenire il contagio per diffusione”. “L’esercito americano si sente coinvolto in una guerra totale contro il pianeta Terra. Quando i legislatori americani dicono di voler difendere la sicurezza nazionale da tutti i potenziali nemici, in realtà stanno difendendo l’ordine capitalistico prevalente contro tutti i movimenti sociali che potrebbero opporvisi, dovunque sul pianeta”.

Preso da: http://www.ilcambiamento.it/vertici_internazionali/terrorismo_dissenso_pentagono.html

Colonie, multinazionali, le sette sorelle… Il conto della disgrazia è nostro con le migrazioni

31 Agosto 2015

di MARCELLO RICCI
Morti in un autocarro rubato e poi abbandonato, morti nelle stive dei barconi, altri per naufragi e disagi. Vite spente. La morte è per sempre. Morte prematura chi cerca una vita migliore, rinunciando a crearla in patria . Ordine e lavoro, lavoro e ordine, basi del benessere. L’Africa è ricca, ma in molti stati non c’è lavoro. Alberi tagliati, miniere sfruttate , ma tutto lascia il continente per essere lavorato altrove.
 Prima il colonialismo, ora le multinazionali. Per invertire la rotta, basterebbe che i singoli governi degli stati africani imponessero alle multinazionali che quanto prelevato dal suolo, sottosuolo e mare può essere esportato solo come prodotto finito. Chi governa i singoli stati? Quale il vero significato delle primavere arabe? L’assassinio di Gheddafi ricorda in un certo modo quello di Enrico Mattei? Total contro Eni. Le sette sorelle che rifiutano la cugina spuria. Londra cervello e anima delle multinazionali, Parigi alleata, Berlino complice. Rei e correi. Il disastroso esodo modificherà il volto dell’Europa.
Chi di spada ferisce, di spada perisce e chi ha la disgrazia di essere la sponda più comoda subisce l’impatto. Dio strammaledica gli inglesi , la perfida Albione e le loro avide e disumane politiche. Muri, barriere di filo spinato, rimpatri, affondamento di barconi vuoti possono essere solo misure tampone, la soluzione del problema è in mano ai governi dei paesi del continente nero. Governi veri o al servizio del potere economico mondiale? La guerra valutaria in atto, è un segnale di un possibile capovolgimento dell’ordine mondiale? Riusciranno Mosca e Pechino a farci dimenticare Londra e Washington e riportare dollaro e sterlina nel ruolo di monete locali?

Preso da: http://www.lindipendenzanuova.com/colonie-multinazionali-le-sette-sorelle-il-conto-della-disgrazia-e-nostro-con-le-migrazioni/?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews#

GEORGE SOROS, IL CAPITALISTA DEL DISASTRO

30 Giugno 2015

George Soros è un noto miliardario. Di recente ha iniziato a prendere parte attiva negli affari Ucraini, ma certamente non giocando il ruolo del pacificatore; tutt’al contrario, è impegnato a istigare una guerra su vasta scala contro la Russia.
Nei primi giorni di Giugno cyber berkut ha hackerato e diffuso la corrispondenza tra Soros e il presidente Petro Poroshenko. I materiali in possesso mostrano che Soros è determinato a fare pressione sugli USA per rifornire l’Ucraina di armi letali all’avanguardia e addestramento per le truppe. Come mai a un finanziere come Soros dovrebbe interessare una cosa del genere?
George Soros è conosciuto in tutto il mondo. Molta gente ha assistito con i suoi occhi a quello che fa. Uno dei 30 più ricchi al mondo secondo Forbes, la sua presenza è visibile e sentita in molte nazioni. Possiede una reputazione come specialista del profitto, imprenditore (possiede aziende) e di filantropo, tutte cose insieme. L’impegnarsi in diverse attività è distintivo del suo particolare modo di agire e comportarsi.

Si distingue su tutti come maestro della speculazione finanziaria, un vero alchimista della finanza. E’ ricordato per il suo lavoro da maestro nel contribuire al collasso della sterlina Inglese nel 1992. Nemmeno la Banca d’Inghilterra fu in grado di contrastarlo. Guadagnò un miliardo in un battito d’occhi. Contribuì pure allo scoppio della crisi finanziaria nel Sud Est Asiatico, 1998, nella quale le valute di oltre dodici paesi collassarono. Aveva già pronto il suo dito nella torta quando la Russia fu colpita da default sempre nel 1998.
In queste operazioni Soros si avvalse del fondo quantum, il quale è parte del Gruppo fondi quantum, cartello di hedge funds privati basati a Curaçao, Antille Olandesi, ed alle Isole Cayman. Il Gruppo si muove attualmente sotto le direttive di Soros attreverso il suo Soros Fund Management. La speculazione valutaria è la principale fonte delle sue fortune (gli ha fruttato circa 30 miliardi).
Contrariamente a quanto generalmente si pensa però si impegna anche in attività “tranquille” e “pulite”, come la compravendita di quote azionarie, che compra con i ricavati delle speculazioni valutarie. Allo scopo ha fondato il Soros fund management LLC, azienda privata che investe nei capitali delle maggiori multinazionali mondiali. Soros fund management LLC mantiene il controllo di ampie quote in grosse multinazionali che profittano dagli investimenti in paesi stranieri. Soros ad esempio controlla oltre 5 milioni di azioni del gigante della chimica Dow chemicals. Un altro tra i suoi maggiori investimenti è la Monsanto, Soros detiene mezzo milione di azioni del gigante biotecnologico. Queste due multinazionali sono produttori chimici con una offerta diversificata di prodotti e servizi con applicazioni che spaziano dall’industria all’agricoltura, biotecnologie, industria alimentare e numerosi altri settori economici.
Il finanziare ha interessi anche in campo energetico, con circa due milioni di azioni di Energen, una compagnia di gas naturale. PDC Energy, di cui possiede un milione di quote azionarie, è un altro tra i suoi grossi investimenti. Inoltre è coinvolto pure nel business bancario, possedendo quote rilevnati di Citogroup, una della “big six” di Wall Street. La seconda parte delle sue attività non è molto discussa, certo è che è in grado di piazzare le suo uova d’oro (assets) in molti cestini (aziende e banche) in molte parti del Mondo.
Un terzo genere di attività che lo vede impegnato è la charity, la beneficienza, a cui da particolarmente rilievo in quanto contribuisce a creare l’immagine positiva del magnate di successo. Lo strumento principale delle sue attività filantropiche è l’ Open society Institute, o Fondazione George Soros. Formalmente questa ONG agisce in accordo con i principi generali dei diritti umani, la dignità e la legge, allo scopo di aiutare le nazioni a conseguire obiettivi positivi di progresso. Dietro la facciata l’Istituto cerca di resettare la mentalità del pubblico attraverso diversi programmi volti alla formazione di elites locali funzionari a creare regimi il più possibile favorevoli e compiacenti verso gli interessi delle compagnie transnazionali Occidentali e delle banche. Soros con questi investimenti non ci va di certo in perdita: i soldi che spende così sono “investimenti in capitale umano”, spesso ancora più redditizio che investimenti nelle compagnie hi-tech o negli hedge funds. La sola differenza è che i profitti maturano in dieci anni, spesso anche più.
L’Open society Institute ha rami in 27 paesi tra Asia ed Europa, tra cui Polonia, Lettonia, Estonia, Georgia, Armenia, Azerbaijan. Secondo il Business weekSoros ha giò speso oltre 5 miliardi in “beneficienza” di cui 1 milione solo in Russia. Alla fine del 2003 ha però interrotto le sue operazioni Russe. Nel 2004 laOpen society ha smesso di erogare borse di studio. Nonostante questo, altre organizzazioni fondate da Soros proseguono attività nella Federazione Russa.
Sintetizzando, questo è il modo in cui i business di Soros funzionano nella gran maggioranza dei casi:
1) La speculazione valutaria apporta vasti “guadagni”;
2) I guadagni vengono ripartiti tra ulteriore speculazione valutaria, l’acquisto di partecipazioni in multinazionali e la “beneficienza”;
3) Le beneficienze lavorano a facilitare un clima favorevole all’investimento nei paesi scelti. L’investimento in questi paesi arriverà solo dopo dopo aver studiato e verificato certezze rispetto al “clima degli investimenti”;
Nel caso di Soros “clima propizio agli investimenti” non è da intendere in senso comune. Un normale imprenditore direbbe che un clima favorevole agli investimenti presuppone stabilità economica e politica, tendenze favorevoli al mercato et cetera. Questi non sono i parametri di valutazione per Soros: il suo criterio è “tanto peggio tanto meglio”, per questo è definito un capitalista del disastro. Capitalismo del disastro (disaster capitalism) è infatti il termine che designa operazioni come le sue speculazioni valutarie. Generalmente investe in aziende e progetti dopo aver portato a termine efficaci “bombardamenti” con la sua artiglieria. Parliamo di crisi politiche indotte finalizzate a cambi di regime, rivolte, agitazioni di massa, sconvolgimento sociale in genere. Una crisi politica è inevitabilmente succeduta da collasso economico e valutario; svalutazione monetaria, declino nel valore di mercato delle aziende. Ed è quando che impadronirsi degli assets diventa più economico che è tempo di investire. I risultati dei colpi d’artiglieria di Soros vengono poi sfruttati da una pletora di altri squali capitalisti che sono sempre pronti a seguire la sua scia. Ecco che cosa se ne fa Soros della “beneficienza”. Il punto è che questi programmi d’aiuto sono parte delle preparazioni per mettere in scena una crisi politica. Inoltre il successo di questi programmi consente a Soros di avere sempre un certo numero di politici e amministratori pubblici che ballano al ritmo della sua musica, cosa che consente di evitare impedimenti all’acquisizione dei capitali esteri desiderati.
Ogni impresa è condizionata dai suoi flussi di bilancio, ma il modello di George Soros esclude del tutto lo “status quo”. Come nella teoria di Marx (descritta nelCapitale) vi è una legge generale della circolazione monetaria (denaro-commercio-beni) ed espansione della produzione, nel caso di Soros dobbiamo aggiungere la valuta dell’influenza socio-politica, i cambi valutari e la logica delle crisi, il che si risolve nella formula: capitale-crisi-costo dei beni capitali. Il valore aumenta o diminuisce dopo che l’intera fase della circolazione si completa. Senza nessuna crisi politica da promuovere il maestro alchimista Soros perde tutta la sua speciale competitività, riducendosi a un semplice uomo d’affari.
Gli esperti fanno notare come Soros ha applicato le sue speciali abilità in molti paesi del Mondo, ad esempio in Stati Africani come Nigeria, Camerun, Uguanda etc Soros era sempre dietro gli sconvolgimenti sociali e politici che colpivano questi paesi. Dopo ha rivolto le sue ambizioni al’Europa e ai contesti post-sovietici. Lo troviamo coinvolto in Serbia, Georgia, Ucraina e Macedonia. E’ coinvolto oggi in tutti questi scenari. Molto è stato detto e scritto sull’argomento guerre civili e sommosse sociali in questi Stati, meno noto è che George Soros, guarda caso, ha interessi a lungo termine in ciascuno di essi. Esistono due correnti di pensiero maggiori per spiegare i suoi successi negli affari. Una sostiene che siano dovuti alla sua capacità di prevedere gli sviluppi degli eventi, mentre l’opposta teoria sostiene che piuttosto faccia buon uso di informazioni interne che gli girano le sue connessioni a livelli alti nel mondo economico e nelle amministrazioni governative. La prima teoria è propagandata dallo stesso Soros, il quale ha scritto diversi libri sulla teoria della riflessività applicata ai capitali e ai mercati finanziari, nel tentativo di persuadere che il suo dono abbia una base scientifica. Avendo letto i suoi libri ho l’impressione che differiscano poco dalla pletora dei vari “prodotti intellettuali” che affollano gli scaffali delle librerie, quei prodotti dove l’unica cosa a motivarne l’acquisto è il solo nome dell’autore. Sospetto che le sue ambizioni da scrittore altro non siano che una copertura per le nefande attività legate all’uso di informazioni interne e riservate (insider trading). In diverse occasioni è stato colto con le mani nel sacco e se l’è cavata con modeste multe. Direi che la seconda teoria è decisamente più affidabile.
Ma vorrei proporre una terza teoria per spiegare i suoi successi finanziari. Ha accesso a fonti finanziarie vicine ai cosiddetti “signori del denaro”, ossia gli azionisti che controllano il sistema della Federal Reserve (banca centrale USA), quelli che possiedono le presse che stampano i soldi, per intenderci. Nel corso degli anni ’70 il limite dello standard aureo è stato accantonato. Esattamente il 15 Agosto 1971 gli Stati Uniti terminarono unilateralmente la convertibilità del dollaro in oro, di fatto provocando la fine del sistema basato sugli accordi di Bretton Woods (1944) e rendendo il dollaro una fiat currency, una valuta legale (senza valore di riferimento).
La pressa dei soldi può stamparne a piacimento, l’unico problema è poi mettere i soldi a profitto, ed è lì che ai signori del denaro servono dei validi assistenti, ossia Soros. Direi anzi che è anche uno dei signori del denaro lui stesso, dal momento che, come abbiamo visto, possiede notevoli quote di Citigroup, una delle sei grandi banche di Wall Street. Tutte queste maggiori banche sono coproprietarie della società privata per azioni nota come Federal Reserve System. Magari Soros non sarà importante come pezzi da 90 quali i Rotschild o i Rockfeller, signori dei denaro a pienissimo titolo, Soros li serve, secondo gli esperti sarebbe alle dirette dipendenze dei Rotschild, ma questa è una questione che possiamo anche non approfondire qui.
Il punto è che, in ogni caso, possiede abbastanza soldi da fare collassare completamente il valore di scambio di valute straniere. Per portare la missione a termine gli occorre avere una cifra corrispondente al totale delle riserve delle banche centrali. Mise in gioco 20 miliardi di dollari per distruggere la sterlina Inglese nel 1992. A quei tempi non era abbastanza ricco da metterceli tutti di tasca sua e se li fece prestare dai signori del denaro. Molti esperti ritengono che il Fondo Soros altro non sia, infatti, che un fondo comune dei padroni con Soros assunto ad amministratore delegato.
C’è un ultima questione importante che merita la nostra considerazione. I signori del denaro danno soldi a Soros per ragioni diverse dal semplice fatto di arricchirsi ulteriormente, non ne hanno nessun bisogno infatti, che bisogno possono averne se hanno lì le stamperie di soldi sempre a disposizione? Il controllo sulla “produzione” di soldi è infatti la chiave del raggiungimento di tutti i loro veri obbiettivi. Soros non è per loro un uguale, è uno a cui piacciono i soldi che in pratica ha passato tutta la vita a cercare di diventare sempre più ricco. E per questo ha attivamente destabilizzato tanti paesi del Mondo. Però, anche i veri signori del denaro hanno bisogno di destabilizzare ed indebolire gli Stati, diluire le loro sovranità nazionali e avvicinarsi sempre più al sogno che coltivano ed inseguono da secoli: il dominio globale.
Ecco a che cosa gli serve un Soros. Lui rappresenta il massimo esperto nell’orchestrare rivolte, colpi di stato, proteste stile Maidan. E’ tutto qui ciò che l’ha reso un imprenditore di così straordinario successo, nonchè quello che definiamo un capitalista del disastro. Come detto in precedenza, è scontato che Soros è in attesa di mungere enormi profitti dai fatti Ucraini. E se vogliamo dirla tutta, lavora attivamente per fare precipitare la nazione nel caos più totale secondo i desideri dei grandi signori del denaro.
Fonte: qui
Valentin Katasonov
Fonte: http://www.strategic-culture.org/
23.06.2015
Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di CONZI
Per approfondire è consigliato il testo: Valentin Katasonov, Monetary Civilization: capitalism, history and ideology, Institute of Russian Civilization, 2015.

Preso da: http://unaliraperlitalia.blogspot.it/2015/06/george-soros-il-capitalista-del-disastro.html

Servizi segreti austriaci: Usa e Soros finanziano l’invasione dell’Europa

Vienna, 24 ago – Il periodico austriaco InfoDirekt, notoriamente vicino alle forze armate, sarebbe venuto a conoscenza di un rapporto interno dello Österreichischen Abwehramts (i servizi d’intelligence militari di Vienna) secondo cui, in base alle informazioni di un anonimo insider, organizzazioni non governative statunitensi finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l’Europa, con specifico riferimento alla via del Mediterraneo centrale, quella che porta dalle coste libiche all’Italia meridionale.

Secondo l’articolo pubblicato alcuni giorni fa da InfoDirekt, i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media: “I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa”, sarebbe scritto nel rapporto. Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzazioni di trafficanti, mentre gli aspiranti immigrati sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo conosce questi dati da tempo ma nessuno è disposto a parlare e fare dichiarazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato.

Da parte dei servizi, tuttavia, “si è intuito che organizzazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno creato un modello di co-finanziamento e contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti”. Sarebbero “le stesse organizzazioni che, con il loro lavoro incendiario, hanno gettato nel caos l’Ucraina un anno fa”, con una chiara allusione alle “organizzazioni non governative” americane, cosiddette “umanitarie” e per i “diritti civili”, creazioni ed emanazioni del Dipartimento di Stato o direttamente dello speculatore e presunto filantropo Georges Soros come Human Rights Watch.

L’articolo termina con un appello “a giornalisti, funzionari di polizia e di intelligence” perché “partecipino attivamente nella ricerca di dati a sostegno delle accuse qui espresse. L’attuale situazione è estremamente pericolosa e il lavoro informativo può prevenire l’intensificarsi della crisi”.

Perché i neocon e le élite americane, dalle quali ci mettevano in guardia pochi giorni fa alcuni grandi politici della vecchia guardia d’oltreoceano, sarebbero tanto interessate al caos immigratorio in terra europea?

In un successivo articolo, lo stesso giornale austriaco rivelava che “anche in Austria c’è il Business dei profughi”, a tutto vantaggio di società riconducibili alla Barclays Bank, potentissima multinazionale finanziaria nota anche come “la corazzata dei Rothschild”, confermando quindi quanto riportato pochi giorni fa su queste colonne. Aggiungendo che i Rothschild non disdegnano alcun affare, tra cui quello degli immigrati da “accogliere” e curare con denaro pubblico.

Un business che, se nel 2014 ha potuto contare ancora su cifre tutto sommato marginali (si fa per dire: quasi 300mila presunti profughi in Europa), il più potente clan finanziario del mondo prevede soggetto a una crescita esponenziale: proprio il tipo di esplosivo aumento che, con molto disagio e un po’ di ingenua incredulità, ci siamo accorti aver intrapreso da un paio d’anni a questa parte tanto che, come riportato su questo giornale, agli 800mila ingressi di quest’anno ne potrebbero succedere ben due milioni nel 2016. Cioè, quasi dieci volte di più rispetto al 2014.

Il business diretto, quindi, come prima ragione dell’accanimento dei neocon e delle élite americane a favore dell’immigrazione clandestina nel vecchio continente.
Un’ulteriore ragione può individuarsi poi nell’analisi del controverso ma talora ben informato intellettuale francese Thierry Meyssan, presidente-fondatore della Rete Voltaire e della conferenza Axis for Peace, pubblicata alcuni mesi fa.

Secondo Meyssan, le migrazioni di massa verso la Ue non è la conseguenza accidentale dei conflitti nel Medio Oriente allargato e in Africa, ma un obiettivo strategico degli Stati Uniti.

Meyssan chiamava la strategia Usa “la teoria del Caos”, attribuendola a Leo Strauss (1899-1973), il filosofo padre e guru dei neocon annidati nel potere istituzionale Usa: “Il principio di questa dottrina strategica può essere così riassunto: il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l’obiettivo strategico delle forze armate USA e dell’alleanza che esse guidano, la NATO, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington”.

E ancora: “Le migrazioni nel Mediterraneo, che per il momento sono [state] soltanto un problema umanitario, continueranno a crescere fino a divenire un grave problema economico. Le recenti decisioni della Ue (…) non serviranno a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia (e non per risolverlo)”.

Dissanguati – anche per propria inettitudine e tabù morali – dai costi dell’assistenza alle masse di clandestini, eventualmente impantanati fino al collo nelle paludi del caos della Libia, della Siria e – dio non voglia – dell’Ucraina, a un livello di intervento militare per il quale l’Europa difficilmente potrà trovarsi preparata, non rimarrà altro che implorare l’aiuto di Washington (accettandone le condizioni a partire dal Ttip) e rinunciare per sempre – se non l’abbiamo già fatto – a politiche di alleanze più naturali e diversificate. In altre parole, alla sovranità.

Francesco Meneguzzo

P.S. Grazie alla segnalazione di Fabio Varesi che cito di seguito:

“ECCO LA PROVA VIDEO CHE QUALCUNO IN LIBIA PAGA GLI SCAFISTI PERCHE’ I MIGRANTI NON POSSONO PERMETTERSELO!!

Ecco un video de la 7 che riprende un intervista ad un direttore di un carcere llibico! Egli afferma che i migranti una volta scarcerati, (badate bene senza piu’ soldi perche gli sono stati rubati dalla polizia Libica, come si vede dalle dalla dichiarazione di un detenuto) vengono presi dagli scafisti e costretti ad imbarcarsi…ora secondo logica , come mai gli scafisti dovrebbero mandare gratis sui barconi , degli ex detenuti , senza ormai nessun soldo a disposizione, e percio’ non potendo pagare nulla agli scafisti setessi??

E ALLORA CHI PAGA??

E ALLORA IO MI CHIEDO..I NS SERVIZI SEGRETI NON SANNO TUTTO CIO’????

E CHI SAREBBE IL NS PRIMO NEMICO, CHE VUOLE FARCI INVADERE??“

Originale con video: http://unaliraperlitalia.altervista.org/blog/2015/08/28/servizi-segreti-austriaci-usa-e-soros-finanziano-linvasione-delleuropa/#

Gli Illuminati: cortina di fumo sionista

8 Agosto 2015

Negli ultimi tempi ha avuto grande diffusione una supposta “corrispondenza” che il massone Albert Pike avrebbe intrattenuto con Giuseppe Mazzini, dove “magistralmente” si espone in modo riassuntivo il “piano” per la realizzazione della 1ª, 2ª e 3ª Guerra mondiale.

Molti si sono stupiti per la precisione di queste predizioni dato il periodo: 1871. In questa epistola viene evidenziato chiaramente che la cospirazione è un’opera di agenti illuminati. Così i colpevoli delle grandi guerre e delle grandi cospirazioni mondiali sarebbero in ultima istanza “agenti illuminati”.

Questa tergiversazione semplicistica è ciò che gli autentici cospiratori desiderano farci credere. La strategia funziona come una cortina di fumo, che permette di sviare gli sguardi da coloro che sono i veri governanti e cospiratori dietro le quinte. Una serie di incoerenze ci mostrano la falsità di suddetto documento:
•La data che gli si attribuisce: 15 agosto del 1871. Per sommi capi, la setta degli illuminati fu disciolta nel 1785 dopo soli 9 anni di esistenza. Questa setta risultò un fallimento totale tanto che, il barone Von Knigge – un capo dell’organizzazione – si scontrò con il suo fondatore Adam Weishaupt e abbandonò la società. Molti affiliati seguirono i suoi passi, altri timorosi e allarmati dal caos regnante al suo interno si risolsero a rivelare tutti i piani segreti della stessa all’Elettore di Baviera che preoccupato per le sinistre idee che perseguiva, investigò con attenzione su questa organizzazione. Successivamente la setta fu disciolta ed il suo fondatore Adam Weishaupt fu espulso dalla Baviera allorchè furono rivelati gli oscuri fini della società ideologicamente anarchista. Non esiste sino al giorno d’oggi nessuna prova che confermi una continuità storica di detta setta nel presente, nè tantomeno una sua antica rifondazione.
•La seconda incoerenza proviene dal testo della lettera e precisamente nella parte dove riferisce della Seconda Guerra Mondiale. Nella stessa incontriamo la parola “nazismo” (ricordiamo che si suppone la lettera sia datata 1871), il che ci indica che la stessa fu scritta dopo la creazione del nazismo. Sarebbe ingenuo pensare che la lettera “profetizzò” la nascita del nazionalsocialismo ma ancora peggio che avesse profetizzato persino l’appellativo volgare del suddetto movimento. Teniamo conto che parla di “nazismo” e non di “nazionalsocialismo”. L’unico che seppe come si sarebbe chiamato questo movimento fu Hitler giacchè egli stesso lo battezzò.
•La terza incoerenza la troviamo nella medesima sezione sulla II guerra mondiale. Si dà a intendere che il nazifascismo si sarebbe scontrato dialetticamente con il sionismo politico. Grande errore e non di minor dettaglio. Il nazionalsocialismo non si scontrò nè con l’ideologia sionista, nè con un sottogruppo giudeo ma si scontrò con tutto il popolo ebraico in quanto razza. Vale a dire che evitò un conflitto dialettico contro una ideologia. In cambio elesse un conflitto dialettico naturale tra popoli con cosmovisioni differenti. I nazisti portarono il conflitto dialettico contro tutto il popolo ebraico, un qualcosa che disgustò e fece infuriare i cabalisti, giacchè una condizione per la pretesa intronizzazione dell’anticristo “del sangue di David” era evitare che il popolo ebraico fosse collocato ideologicamente come un opposto contraddittorio, perchè lo stesso doveva permanere al di sopra di qualsiasi opposizione (cioè dietro le quinte). Hitler non avrebbe mai potuto essere un agente degli Illuminati precisamente per la sua posizione razzista, nè lo potè essere in forma incosciente (come suggerisce guarda caso il giudeo cabalista H. Makow), giacchè realizzò dottrinalmente proprio quel che i cabalisti giudei non avrebbero voluto, collocando tutto il popolo ebraico come nemico nazional-razziale parassitario del popolo tedesco ed europeo. Hitler creò l’unica opposizione che i cabalisti volevano a ogni costo evitare, vale a dire quella razziale. Questa opposizone infatti distruggeva alla radice tutti i piani cabalisti e talmudici sia sul fronte pratico che su quello teorico. Ai dirigenti ebraici non rimase che infuriarsi non tanto per la morte di un certo numero di giudei, se non perchè Hitler distrusse la cosmovisione religiosa del mito del’unico popolo eletto e allo stesso tempo mise in evidenza la natura di suddetto popolo alla luce pubblica della storia universale. Ai veri dirigenti del giudaismo non importerebbe in caso estremo di dover sacrificare il sionismo (politico) e persino lo stesso Israele. Dobbiamo intendere che per i razzisti il sangue viene prima anche della propria patria e della propria religione; in altre parole sarebbero disposti persino a sacrificare il sionismo politico se con ciò fosse possibile salvare il loro popolo da una futura persecuzione mondiale e allo stesso tempo ciò gli permetterebbe di continuare con tutti i privilegi di sempre. Il sionismo politico nasce con Theodor Herzl ma il sionismo religioso è millenario e ha obiettivi ben più grandi che non la semplice fondazione di uno Stato o Super-Stato in Medio Oriente. Sebbene la stampa sionista occidentale si affanni a negarlo, i “Protocolli dei Savi di Sion” sono veridici (cosa più importante della loro autenticità).
•Vi sono coloro che si sorprendono quando si parla di una Terza Guerra Mondiale facendo riferimento ad uno scontro tra musulmani e sionisti, per infine annunciare un cataclisma globale. Per prima cosa dobbiamo sapere che la terza guerra mondiale – secondo specialisti militari – già è trascorsa, ed è stata la guerra fredda tra Stati Uniti e l’URSS con i corrispettivi paesi satelliti. La sua magnitudine fu mondiale e furono pochi i paesi che si salvarono dai suoi effetti negativi. La diatriba fra giudei e musulmani allo stesso modo non è nulla di nuovo. Che tale conflitto venga stimolato e rafforzato dalla stampa, deve essere considerato come parte di un piano cospirativo la cui fonte di ispirazione e direzione – pero’- non è la lettera qui esaminata. Infine il cataclisma totale e mondiale che viene profetizzato è facilmente rintracciabile in varie tradizioni religiose millenarie. Non rappresenta nulla di nuovo. Inoltre, il piano per condurre i popoli allo stesso stadio, viene descritto molto più dettagliatamente nei già menzionati Protocolli dei savi di Sion che in suddetta lettera. Scopriamo anche che la massoneria, strumento del sionismo religioso, ha come fine quello di collaborare per il conseguimento di detto piano. Il Tempio di Salomone verrà eretto a seguito della lotta sionista contro l’Islam dopo la distruzione della moschea che attualmente si trova sull’antico luogo di fondazione dello stesso. Giacchè coloro che inventarono la lettera non potevano sapere con precisione chi avrebbe trionfato in questo scontro, puntarono all’esito più scontato, ossia dire che entrambe le forze si sarebbero distrutte mutuamente.
•L’ultima incoerenza: è una falsità comunemente creduta che detta lettera sia mai stata esposta nella biblioteca del museo britannico di Londra. La biblioteca britannica ha confermato per iscritto che tale documento non è mai stato in loro possesso nè è mai stato dato loro in visione.

CONCLUSIONE

Sino a oggi, non esiste alcuna prova che dimostri che questa lettera fu mai veramente scritta. Questa strategia di inventare una storia credibile per modificare e distorcere la comprensione di un problema, fu ordita da sionisti religiosi giudei e cabalisti.

Per cancellare ogni traccia della loro cospirazione non vi è idea migliore che forgiare una teoria cospirativa falsa (tengano presente i signori lettori che io credo nelle cospirazioni perchè esse vi furono e vi sono, però non dobbiamo commettere l’errore di credere in teorie cospirative false neurolinguisticamente programmate, in quanto esse sono sofismi disegnati per depistare e per sviare dalle tracce dei veri criminali, coloro che vivono di furti per comprare la loro libertà).

La cospirazione degli Illuminati è una cortina di fumo per mascherare la cospirazione sionista (religiosa-razzista e cabalista). Non sono numerosi coloro che sanno che il fondatore degli “Illuminati” era di origine giudea (Weishaupt) e che creò questa organizzazione precisamente per non rovinare – usando come schermo i sinistri piani che questa elaborava – il santo nome e l’immagine della sua comunità biologica.

Secoli più tardi i suoi abili connazionali o correligionari avrebbero sfruttato quella vecchia previsione, inventando una lettera che va compiendo la stessa medesima missione. Sino ad oggi.
di Karl Santhrese – Novembre 2006

Preso da: http://voxinsana.blogspot.ru/2015/08/gli-illuminati-cortina-di-fumo-sionista.html

GLI USA STANNO DISTRUGGENDO L’EUROPA

Postato il Domenica, 23 agosto @ 08:40:00 BST di davide

DI ERIC ZUESSE

strategic-culture.org

In Libia, Siria, Ucraina e in altri paesi della periferia come ai confini dell’ Europa, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha perseguito una politica di destabilizzazione, caratterizzata da attentati e altre forme di assistenza militare, che spingono milioni di profughi fuori di quelle aree periferiche verso l’ Europa, versando altra “benzina sul fuoco” sul rifiuto
anti-immigrati caratteristico della destra politica, e la conseguente destabilizzazione politica, in tutta Europa, non solo alla sua periferia, ma anche nel più lontano nord Europa.

Shamus Cooke, nella notizia sul Off-Guardian del 3 agosto 2015 intitolata “Obama’s ‘Safe Zone’ in Syria Intended to Turn It into New Libya” (la “Zona di Sicurezza” di Obama in Siria è prevista diverrà una nuova Libia”), riferisce che Obama ha approvato il supporto aereo da parte degli Stati Uniti per la precedentemente senza rinforzi “no-fly zone” della Turchia orientata verso la Siria. Gli Stati Uniti ora abbatteranno tutti gli aerei del presidente siriano Bashar al-Assad che stanno prendendo di mira i gruppi estremisti musulmani, tra cui l’ ISIS, che hanno conquistato un enorme area del territorio siriano.

Cooke riferisce:

“Questa no-fly zone è stata richiesta da parte di Obama alla Turchia fin da quando è iniziata la guerra siriana. Se ne è discusso durante tutto il conflitto e anche nei mesi recenti, anche se l’ obiettivo è sempre stato il governo siriano. E improvvisamente accade la no-fly zone – proprio dove la Turchia ha sempre voluto- ma etichettata come zona di sicurezza “anti ISIS”, anzichè chiamarla col suo vero nome: zona di sicurezza “Anti governo curdo e anti-siriano”.

Il il 27 luglio il New York Times riferiva, che “il piano richiede l’ insurrezione di siriani relativamente moderate al fine di prendere il territorio, con l’ ausilio del supporto aereo americano e forse anche quello turco”. Comunque, il Times, segnalando in modo stenografico (come al solito) da e per le loro fonti del governo americano (quindi facendo propaganda per il governo degli Stati Uniti), fallisce nel definire l’accezione di “relativamente moderato”, ma tutti i gruppi “relativamente moderati” ribelli in Siria cooperano con l’ ISIS e li aiutano a trovare e decapitare, o, talvolta,
per chiedere riscatti, agli eventuali non-musulmani. Sotto Assad, la Siria è stata uno stato non-clericale, e ha goduto della libertà di religione, ma tutta l’opposizione siriana ad Assad è estranea a questo. Gli Stati Uniti sono ora, anche più chiaramente di prima, anti-Assad, pro-islamista.

Seymour Hersh ha riferito sulla London Review of Books, il 17 aprile 2014, che la campagna di bombardamenti in Libia dell’ amministrazione Obama nel 2011 è stato parte di un programma più ampio per portare il gas sarin dalla Libia al
fronte di al-Nusra in Siria, al fine di aiutare a produrre un gas per un attacco contro i civili, per il quale l’ amministrazione USA potrebbe quindi incolpare Assad, diventando una scusa per bombardare laggiù proprio come Obama aveva già fatto con successo in Libia. Entrambi i dittatori, Gheddafi e Assad, erano alleati con la Russia, e specialmente Assad è stato importante per la Russia, come rotta di transito per le forniture di gas della Russia stessa, e non per le forniture di gas del Qatar – essendo il Qatar la principale potenziale minaccia per lo status della Russia di maggior fornitore di gas in
Europa.

Obiettivo principale di Obama nelle relazioni internazionali, e attraverso tutta la sua politica militare, è stata quella di sconfiggere la Russia, forzare un cambio di regime che renderà la Russia parte dell’ impero Americano, non più la grande nazione che resiste al controllo da parte di Washington.

Prima i bombardamenti americani della Libia nel 2011, la Libia era in pace e fiorente. Il PIL pro-capite (ricavi) nel 2010 secondo il FMI è stato di $ 12,357.80, ma immerso per soli $ 5,839.70 nel 2011 – l’anno che abbiamo bombardato e distrutto il paese. (Hillary Clinton notoriamente si vantava: “Siamo venuti, abbiamo visto, egli [Gheddafi] è morto!”) (E, a differenza di alleato degli Stati Uniti in Arabia Saudita, dove il PIL pro-capite fù notevolmente uniformemente distribuito, e l’ istruzione e l’ assistenza sanitaria socializzati e disponibile a tutti, anche ai poveri). Più di recente,
il 15 febbraio 2015, la giornalista Leila Fadel di NPR sbandierava “con i campi di olio sotto attacco, il futuro economico della Libia sembra tetro”. Annunciava: “L’uomo in carica guarda verso la produzione e sa che il futuro è
desolante. “Non possiamo produrre. Stiamo perdendo l’80 per cento della nostra produzione”, dice Mustapha Sanallah, il presidente della Libia National Oil Corporation”. Seguendo le istruzioni di Washington, il FMI non è stato
affidabile nel riportare i dati sul PIL della Libia dopo il 2011, ma mostr invece che le cose ci sono state subito riportate alla normalità (anche meglio rispetto al normale: $ 13,580.55 PIL pro-capite) nel 2012, ma tutti sanno che è
falso; anche NPR sta, in effetti, riportando che non è vero. La CIA stima che il PIL della Libia pro-capite è stato un ridicolo $ 23.900 nel 2012 (non esistono dati relativi agli anni precedenti), e dice che il PIL pro capite della Libia è diminuito solo leggermente da allora in poi. Nessuna delle stime ufficiali sono affidabili, anche se il Consiglio Atlantico ha compiuto almeno uno sforzo per spiegare le cose onestamente, portandone informazione nel loro ultimo sistematico rapporto sull’ economia della Libia, il 23 gennaio 2014, “La Libia: Di fronte al crollo economico nel 2014.”

La Libia è diventata il grande problema dell’Europa. Milioni di libici stanno fuggendo dal caos laggiù. Alcuni di loro sono in fuga attraverso il Mediterraneo e finendo nei campi profughi nel Sud Italia; e alcuni scappano a altrove in Europa.

E la Siria è ora ancora un’ altra nazione che sta venendo distrutta allo scopo di permettere la conquista della Russia. Anche l’ affidabilmente propagandistico New York Times sta riconoscendo, nelle sue “notizie” di segnalazione, che “entrambi, i turchi e gli insorti siriani, vedono la sconfitta del presidente Bashar al-Assad come la loro priorità”. Quindi: i bombardieri US rinforzeranno una no-fly-zone sulle zone della Siria, al fine di abbattere l’ alleato della Russia Bashar al-Assad e sostituire il suo governo laico da un governo islamico – e la cosa dell’ “anti-ISIS” è solo per puro spettacolo: è propaganda. Il pubblico si preoccupa molto di più della sconfitta dell’ ISIS piuttosto che la sconfitta della Russia, ma non è questo il modo con cui l’ aristocrazia Americana vede le cose. Il loro obiettivo è estendere l’ impero americano – estendere il loro impero.

Allo stesso modo, Obama ha rovesciato il governo neutralista di Viktor Yanukovych in Ucraina nel febbraio 2014, il quale però era sotto la finta copertura di manifestazione di “democrazia”, anzichè sotto la copertura della falsa “opposizione al terrorismo islamico” o qualunque delle altre frasi che il governo americano utilizza per ingannare i fessi circa l’installazione americana di, e il supporto per, un rabbiosamente prossimo governo razzista-fascista o nazista anti-Russia e sempre più nei pressi alla Russia, in Ucraina. Proprio come la Libia era in pace prima che gli Stati Uniti la invadessero e la distruggessero, e proprio come la Siria era in pace prima che gli Stati Uniti e la Turchia la invadessero e distruggessero, anche l’ Ucraina era in pace prima che gli Stati Uniti perpetrassero il loro colpo di stato lì e installassero
nazisti e una campagna di pulizia etnica distruggessero anche l’Ucraina.

Come con la Libia prima del rovesciamento di Gheddafi, o la Siria prima che l’attuale sforzo di rovesciarvi Assad, o il più recente rovesciamento in Ucraina del democraticamente eletto presidente Viktor Yanukovich, tutto è
rivolto a sconfiggere la Russia.

Il fatto che tutta l’ Europa stia condividendo con Obama e gli altri conservatori americani – imperialisti, anche – la devastazione che essi impongono, è di poco o nessun interesse per i poteri in carica a Washington DC, ma, se c’ è qualcosa di importante per tutti loro, forse è un altro interessante aspetto di questa più ampia operazione: con l’indebolimento delle nazioni europee, e non solo le nazioni del Medio Oriente, la guerra di Obama contro la Russia sta ulteriormente stabilendo l’ America come “l’ultimo uomo in piedi” alla fine del caos e della distruzione che l’ America sta causando.

Di conseguenza, per esempio, in termini di strategia internazionale degli Stati Uniti, il fatto che le sanzioni economiche contro la Russia stanno enormemente danneggiando le economie delle nazioni europee è un bene, non un male.

Ci sono due modi per vincere, in ogni gioco: uno è migliorando la propria performance. L’ altro è indebolendo le prestazioni di ognuno degli altri concorrenti. Gli Stati Uniti stanno ora facendo affidamento quasi esclusivamente su quest’ultimo tipo di strategia.

Eric Zuesse

Fonte: http://www.strategic-culture.org

Link: http://www.strategic-culture.org/news/2015/08/07/us-is-destroying-europe.html

7.08.2015

Traduzione per http://www.comedonchisciotte,org a cura di GIULIANO MONTELEONE

Preso da: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15471

Metà profughi li gestisce il Vaticano: e incassa (da contribuenti) 127.750.000 euro

12 agosto 2015

Come mai, il Vaticano e il suo braccino mediatico Avvenire (tra l’altro finanziato con le tasse dei contribuenti italiani) sono così ‘entusiasti’ dell’ondata di presunti profughi?

E’ tutta una questione di delirio masochista oppure nasconde anche cospicui interessi economici? Diamo un’occhiata.

Dei presunti profughi ospitati in Italia, 22 mila sono ospitati dal cosiddetto “Sistema SPRAR”, una rete di centri di accoglienza. Ovviamente sono esclusi i finti profughi ospitati negli hotel.

La realtà interessante è che di questi, ben 10 mila – quindi quasi il 50 per cento – sono gestiti attraverso la rete del Cas (Centri d’accoglienza straordinaria) da Caritas.

Significa che il Vaticano mangia circa metà della torta dell’accoglienza. L’altra metà tocca alle coop e associazioni del PD.

E si può anche fare un conto – rozzo – di quanto questa accoglienza ‘cristiana’ garantisce a Galantino e soci in termini di euro: 35 euro a clandestino, significa 350.000 euro al giorno.

In un anno, sono 127.750.000 tondi tondi. Una enormità. Tanto per dare un senso alla cifra, con 120 milioni Mondadori comprerà RCS Libri. Un fatturato da multinazionale, della falsa carità.

Ora, quando un vescovo vi dirà con l’acquolina in bocca che bisogna accogliere, sapete perché.

Vi fareste visitare ai polmoni in una clinica Marlboro?

Preso da: http://voxnews.info/2015/08/12/meta-profughi-li-gestisce-il-vaticano-e-incassa-da-contribuenti-127-750-000-euro/

ecco un bell esempio dei RATTI nella “nuova Libia”.

Quello che segue è un articolo interessante che fa luce sui RATTI che dal 2011 occupano la Libia. Meno male che è un articolo che non è stato scritto da un sostenitore di Gheddafi. Buona lettura.

Chi sta distruggendo la cultura in Libia