2016: L’FBI chiude un sito pedopornografico. Era gestito da… loro

31 agosto 2016

di Alice Salles 1
Tra il 20 febbraio e il 4 marzo, l’FBI ha gestito uno dei maggiori siti di pedopornografia: playpen. Come sia stato effettuata quest’operazione e l’operazione stessa rimane un’informazione per lo piú riservata, ma il Dipartimento di Giustizia ha riconosciuto nella documentazione processuale che era l’FBI ad esserci dietro.

Il sito gestito dall’FBI ha permesso agli utenti di scaricare migliaia di immagini illecite e video pedopornografici. L’operazione è avvenuta da un sito governativo della Virginia ed è per la terza volta che l’ufficio viene coinvolto in pericolose operazioni di siti pedopornografici.
Dal tweet di Edward Snowden : “L’FBI ha volontariamente distribuito pedopornografia. ‘Gestivamo il sito ma non aggiungevamo immagini, quindi va bene’. Una novità”:

Negli anni passati, gli agenti dell’FBI controllavano i siti pedopornografici e in nessun caso li hanno chiusi subito, anzi hanno sempre continuato a permettere l’accesso agli utenti che continuavano a credere di navigare in modo anonimo. Secondo USA Today, l’FBI invece ha infettato i siti con un software progettato per perforare i sistemi cifrati, facendo emergere l’identità di centinaia di utenti.
Durante la gestione dell’FBI, Playpen aveva più di 215.000 utenti ed ha lasciato liberamente scaricabili più di 9000 immagini pedopornografiche, addirittura di bambini ancora in età prescolare. Questa strategia, però, sembra contraddire quelle passate che tutelavano le immagini dei minori proprio per evitarne lo sfruttamento a fini sessuali.
Da USA Today:

Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che i bambini raffigurati in quelle immagini sono stati danneggiati ogni volta che sono state visualizzate e una volta che quelle immagini restano attive nonostante il controllo del governo, gli agenti non hanno comunque alcun modo per impedirne copie e riproduzioni su internet.
Ma gli stessi funzionari hanno riconosciuto tali rischi, ma sostengono che non avevano altro modo per identificare le persone che accedevano al sito.

Secondo un ex alto funzionario dell’FBI che faceva parte di una delle prime operazioni dell’Ufficio di presidenza per la chiusura dei siti web di pornografia infantile, “Non c’era altro modo per identificare il maggior numero di utenti.”
Per gli avvocati che rappresentano le vittime di pedopornografia, la decisione del FBI di mantenere i siti in esecuzione dalla propria posizione è abbastanza scioccante. Tuttavia, alcuni sembrano aver accettato la tattica dell’FBI.
“Questi sono luoghi dove le persone sanno esattamente quello che stanno cercando, quando arrivano”, ha detto l’avvocato James Marsh. “Non è come se fossero fuori dal mondo.”
Marsh rappresenta alcuni dei bambini raffigurati in un gran numero di immagini ampiamente diffusi.
Mentre Marsh appoggia la strategia dell’FBI, il programma dell’ufficio governativo è stato bersaglio di aspre critiche. In una richiesta presentata al tribunale dall’avvocato che rappresenta un uomo arrestato a seguito dell’operazione dell’ FBI, il governo è stato accusato di incoraggiare il crimine invece di combatterlo.
La deposizione scritta dall’ avvocato difensore Colin Fieman sostiene che “ciò che il governo ha fatto in questo caso è paragonabile all’aumento delle quantitá di eroina in un quartiere nella speranza di accalappiare più consumatori di questo genere di droghe.”
Fieman ha chiesto, dunque, al giudice federale di far cadere le accuse di pornografia infantile contro il suo cliente.
Playpen era nascosto nell’ormai conosciuto “dark” o “deep” web, una parte di internet accessibile solo attraverso il software di rete Tor. Per mantenere il computer dell’utente anonimo, il sistema fa rimbalzare il loro traffico internet da un computer all’altro.
L’FBI sostiene che Playpen è il “servizio nascosto più conosciuto di pornografia infantile rimasto al mondo.” Il sito è stato rintracciato da un server in North Carolina. A febbraio, l’FBI ha sequestrato il sito e si è trasferito nel suo stabilimento di Newington, VA.
Fieman dichiara che oltre 100.000 utenti hanno visitato il sito durante i 13 giorni che era rimasto sotto il controllo dell’ufficio di presidenza. Secondo il Dipartimento di Giustizia, l’FBI ha trovato 1.300 indirizzi di computer connessi. Almeno 137 sono stati accusati del reato. Le identità di coloro che sono stati accusati, non sono state rilevate.
Nella documentazione processuale del Dipartimento di Giustizia si legge che gli agenti non erano responsabili per il caricamento di materiale di pornografia infantile sul sito.
Da USA Today:

“… [Il dipartimento di Giustizia] non discute che gli agenti permettessero di visionare le immagini che erano già presenti sul sito, e che non hanno bloccato gli utenti del sito nel caricare nuove immagini mentre era sotto il controllo del governo. E l’FBI ha detto che non aveva alcuna possibilità di impedire agli utenti di far circolare il materiale scaricato da altri siti”.

Secondo Università della California Davis ‘Elizabeth Joh, professore di diritto con esperienza di indagini sotto copertura “l’indagine del governo [ad un certo punto] diventa indistinguibile dal reato, e dovremmo vedere se è una cosa giusta.”

“Quanto è folle a questo proposito chi sta facendo l’analisi costi/benefici su questo? Chi stabilisce qual è il miglior metodo per identificare queste persone?”

L’FBI è stata legata a casi simili di pornografia infantile anche nel 2012. USA Today riporta che nel caso del 2012 i federali hanno indagato di pornografia infantile ben 25 individui. In almeno nove di questi casi, i record vengono registrati sotto “John Doe”, un dettaglio che può darci un’idea di quanto sia difficile per l’FBI collegare gli individui agli indirizzi di rete registrati nei server utilizzati per memorizzare i siti.
L’FBI utilizza appaltatori esterni per sviluppare il sistema utilizzato per introdursi in Tor.


Traduzione a cura di Marzia Mineri per Il Portico Dipinto

FONTE: Il Portico Dipinto

Preso da: http://www.cogitoergo.it/lfbi-chiude-un-sito-pedopornografico-gestito/

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