2017: B. Levy, il filosofo degli interventi ‘umanitari’ accoglie i golpisti venezuelani

Lo scorso 15 agosto, Bernard-Henri Levy, ha pubblicato il suo articolo mensile su El País intitolato ‘Maduro, tra Castro e Pinochet’, che possiamo considerare l’inizio della sua crociata contro il Venezuela

B. Levy, il filosofo degli interventi 'umanitari' accoglie i golpisti venezuelani
da Mision Verdad
Bernard-Henri Levy (BHL) è un milionario ebreo, nato come francese nell’Algeria coloniale, e forse proprio per questo motivo, con una vocazione innata, promuove la guerra come meccanismo per preservare l’influenza neocoloniale francese. Influenza in realtà posta al servizio del sionismo.

Si vanta di aver convinto l’allora presidente francese, Nicolas Sarkozy, ad appoggiare i presunti ribelli libici e sostenere i bombardamenti aerei della NATO.

Ha raccontato la sua ‘prodezza’ in un libro, e nel novembre 2011 ha spiegato che «non lo avrebbe fatto se non fosse stato ebreo».


Libia, 2011

Qualche mese dopo i suoi articoli, che per il mondo ispanofono sono pubblicati dal quotidiano spagnolo El País, il propagandista (presentato come filosofo della nouvelle philosophie) prese a cuore la causa della Siria e il lavoro di agente pubblicitario dei combattenti ‘dell’esercito libero siriano’.

Le premesse sono le stesse in Libia, Siria e adesso Venezuela. Nell’agosto del 2012, nel suo articolo «Aerei per Aleppo», rilanciava i soliti tre argomenti ricorrenti per sostenere la tesi dell’intervento militare mascherato dall’edificante «responsabilità di proteggere».

A Cannes con presunti combattenti siriani

Uno, che la popolazione civile è attaccata dalle forze genocidi del tiranno; due, che la popolazione civile e i suoi rappresentanti stanno chiedendo aiuto; e tre, che i combattenti per la libertà con precarie armi difensive hanno bisogno di ‘aiuto’ (assistenza militare) per fermare la ‘mattanza’.

Lo scorso 15 agosto, Bernard-Henri Levy, ha pubblicato il suo articolo mensile su El País intitolato ‘Maduro, tra Castro e Pinochet’, che possiamo considerare l’inizio della sua crociata contro il Venezuela. Il percorso è lo stesso delle precedenti guerre e profeticamente la sceneggiatura è stata girata con precisione cinematografica.

Uno scenario da guerra civile, sullo sfondo oltre 100 civili morti per mano delle forze paramilitari del dittatore. La ripresa della sceneggiatura aveva già contemplato di ricevere a Parigi, Madrid e/o Washington, «gli ultimi rappresentanti dell’opposizione che hanno ancora libertà di movimento». E la promessa di «sanzioni economiche e finanziarie che vadano oltre le timide fanfaronate di Donald Trump».

Meno di 20 giorni dopo, con protagonisti Julio Borges e Freddy Guevara, le riprese sono state realizzate con l’inclusione di Berlino in luogo della capitale statunitense, e l’offerta di sanzioni concrete (in chiara allusione a Trump) presentata dalla signora Merkel.

Con Freddy Guevara, Parigi, 2017

Una ‘foto’ poco hollywoodiana: Levy si fotografa con Guevara e senza il classico abbigliamento da ‘liberatori’, ossia con maschera antigas e scudo di legno. Solo lui ha pubblicato l’immagine. Guevara non ha nemmeno ritwittato.

Le foto in Libia, con combattenti reali sul campo di battaglia a Misurata, i guerrieri incappucciati dell’opposizione siriana (anche se a Cannes) e la posa su di una barricata in Ucraina, senza dubbio sono più iconografiche.

Tuttavia la cosa più importante è che per i venezuelani è diventato molto chiaro quale sia il futuro che Borges e Guevara promuovono per il Venezuela.

(Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde)

Preso da: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-b_levy_il_filosofo_degli_interventi_umanitari_accoglie_i_golpisti_venezuelani/82_21447/

L’acqua inquinata di Al-Awinat

Di Vanessa Tomassini.

No, non avete capito male: quella in questo video è proprio acqua. Una scena a cui sono abituati i residenti di al-Awinat, il centro più meridionale della Libia, nel deserto del distretto di Ghat. L’acqua è contaminata da ossidi di ferro e altre impurità che ne influenzano il colore, rendendola rossiccia.

“Gli abitanti della zona sono stati costretti ad utilizzare metodi primitivi per purificare l’acqua per il consumo quotidiano”. Ci spiega Mansour Khawad, membro dell’organizzazione “Al-Awinat for development”, un gruppo di persone che cercano di fare il giusto in un momento in cui tutto va nel verso sbagliato. “La nostra ultima azione è stata l’installazione di sistemi di depurazione che producono 32000 litri di acqua pulita, dopo che l’inquinamento delle acque ha destato preoccupazioni per la salute dei bambini” ci spiega Khawad, precisando che i fondi per i lavori arrivano da privati cittadini.

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Il nuovo sistema di purificazione produce 32000 litri di acqua pulita.

L’acqua, che raggiunge i cittadini di Al-Awinat, non è idonea per il consumo umano e solitamente la gente usa metodi di filtraggio obsoleti per purificarla, riempiono dei barili e lasciano riposare l’acqua fino a quando i residui non si depositano sul fondo e l’acqua diventa chiara. I pediatri hanno avvertito l’associazione del problema, riscontrando nei bambini evidenze della mancanza di minerali solitamente presenti nell’acqua potabile, come problemi alle gengive o la dimensione del cranio che non è ben formata rispetto alle dimensioni del corpo.

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Prima e dopo il filtraggio.

L’inquinamento idrico è causato da molteplici fattori. Il serbatoio principale dell’acqua è fornito da 11 pozzi diversi ciascuno con le proprie caratteristiche fornendo una combinazione microbiologica sbilanciata, inoltre c’è un problema nella rete di distribuzione che necessita di un grande lavoro di manutenzione. “C’è un grande progetto che avrebbe dovuto correggere il sistema di purificazione, ma si è fermato a causa dell’attuale situazione politica e dei problemi economici”. Prosegue Mansour, mostrandoci le foto per farci capire quanto sia inquinata l’acqua, tanto che i filtri che andrebbero cambiati ogni tre settimane, ad Al-Awinat resistono a malapena tre giorni.

Diversi studi hanno confermato che il consumo di acque contaminate da microrganismi patogeni indesiderabili, senza un adeguato trattamento, può causare l’insorgenza di gravi malattie, quali amebiasi, dissenteria, tifo, ittero, colera, perfino tumori nei casi peggiori. Metalli come piombo, zinco, arsenico, rame, mercurio e cadmio possono addirittura risultare nocivi per la salute umana e i loro effetti possono influenzare non solo la vita della generazione presente, ma anche quella delle generazioni future poiché i suoi effetti permangono a lungo.

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Al-Awinat è un gruppo di persone che si adopera per il bene della collettività.
Preso da: https://specialelibia.it/2018/11/27/lacqua-inquinata-di-al-awinat/