Dittatura finanziaria: il piano segreto delle élite per la conquista del potere


Calato il sipario su queste elezioni e appurato che sono stati puniti i partiti filo-UE, in attesa di capire che cosa avverrà tra possibilità di inciuci, patti e larghe intese per la “salvezza nazionale” per relegare all’opposizione il centrodestra, possiamo trarre diverse riflessioni. La prima è che è stata la campagna elettorale italiana peggiore di sempre, soprattutto per il clima di violenza che si è riversato sulle strade con episodi gravissimi. È come se il fenomeno degli haters fosse sgusciato dai social network per contagiare l’intera società, mostrando così il lato peggiore dell’umana convivenza: la disperazione ha assunto il profilo della follia sociale.
Invece di puntare sui programmi elettorali, tutto è stato spettacolarizzato e banalizzato. Si è focalizzata l’attenzione sugli slogan  triti e ritritida salotto televisivo e si è distratta l’opinione pubblica sulla lotta tra fascismo e antifascismo (utilizzando così due regole auree della manipolazione sociale, il divide et impera e la distrazione delle masse dai veri problemi).
Il popolo però non ha rinunciato all’idea concreta del cambiamento o almeno a sognarlo. Ora vedremo se era l’ennesima illusione, se il potere ha trovato altri burattinai da manovrare per eterodirigere le masse, oppure no…

Il vero nemico è il liberismo: l’elettorato si oppone alle élite tecnofinanziarie

Sembra però che la propaganda filo-UE si sia arenata contro i problemi “reali”: crisi, disoccupazione, pensioni, sanità, ecc. Ne parlavo già nello scorso articolo in cui analizzavo le dimissioni di Renzi da segretario del PD.
Il risultato delle elezioni mostra che la popolazione sono stati puniti severamente tutti i partiti filo-Bruxelles, neo-liberisti e mondialisti.
Ciò non significa che le forze che hanno guadagnato più voti siano realmente dei partiti antisistema, questo lo potremo appurare tra qualche mese, ma che l’elettorato, stanco di promesse e mancate riforme, ha orientato la propria preferenza su quei partiti o movimenti considerati “populisti” ma che sulla carta sembrano opporsi alle élite tecnofinanziarie e ai poteri forti.
Sulla carta perché già si prospettano degli scenari inquietanti con un governo con la Bonino a capo della coalizione M5S-PD per tranquillizzare  i  poteri eurocratici. Mentre, come notava Blondet «lo sviluppo rivoluzionario sarebbe un’alleanza del Movimento 5 Stelle con Salvini –  avendo l’elettorato dato una maggioranza  oltre il 50%  alle formazioni “populiste” e sovraniste (o credute tali, come i M5S), comunque anti-sistema».
Per capire come siamo arrivati a questo risultato consiglio la lettura di Dittatura finanziaria. Il piano segreto delle élite dietro la crisi economica per conquistare il potere, il nuovo libro dell’amico Francesco Toscano pubblicato da Uno Editori nella collana Revoluzione, con la prefazione di Diego Fusaro.
Un saggio che consiglio a tutti coloro che vogliano approfondire tematiche all’apparenza complesse che l’autore riesce invece a rendere in modo chiaro, divulgativo e a tratti persino sarcastico.
Potremmo dire, in estrema sintesi, che i “nemici” contro cui si accanisce la penna di Toscano sono i sostenitori dell’élite tecno-finanziaria che sta riducendo in schiavitù i Paesi della zona UE e che ha polverizzato la Grecia. Un testo che approfondisce il legame tra mondialismo, mercato, trattati europei, che mostra i retroscena del totalitarismo liberal-libertario dell’Unione Europea come compimento del capitalismo assoluto, deregolamentato e post-nazionale. Ma che, soprattutto, non si abbandona allo sconforto e propone delle soluzioni per invertire la rotta e ripartire.

Dittatura finanziaria: il piano segreto delle élite

L’autore documenta il processo di destrutturazione del primato politico degli Stati sovrani nazionali, volto a favorire un’élite finanziaria e a precarizzare la società.
Lo sintetizza Fusaro nella prefazione:
«L’Unione Europea, fin dal suo atto genetico (Maastricht, 1992), si è venuta configurando come l’apoteosi del capitalismo finanziariodenazionalizzato, spoliticizzato a beneficio esclusivo della nuova aristocrazia finanziaria e palesemente ai danni del vecchio ceto medio borghese e del proletariato, entrambi in fase di riplebeizzazione e di pauperizzazione programmata».
Il testo si focalizza sul nazismo tecnocratico (pensiamo alla famigerata troika, formata da UE, BCE e FMI, tre istituzioni tecnocratiche mai influenzate da prassi e metodi democratici o controllabili dal basso).
Il nazismo tecnocratico ha due obiettivi principali:
– dividere la società in classi differenti,
– e trasferire la sovranità dal popolo a una invisibile élite tecnocratica, una vera e propria oligarchia finanziaria mondialista che di certo non ha interesse per le sorti del popolo.

Nazismo tecnocratico e nazismo del passato

Anzi. Toscano individua un fil rouge tra l’odierno nazismo tecnocratico e il nazismo del passato che si può sintetizzare nell’odio per l’Uomo:
«Dietro l’ansia di smantellare tutte le conquiste sociali dell’ultimo secolo si intravede un fanatismo sospetto che tradisce un odio profondo contro l’Uomo. Un fanatismo che rischia di condurre l’Europa alla catastrofe totale. Il nazismo tecnocratico rappresenta un fenomeno potente e inquietante proprio perché sconosciuto e non compreso. Un fenomeno che − seppur unitario nel suo sovraintendere l’imposizione della “globalizzazione” − riesce a mostrare volti differenti a seconda dei diversi luoghi di intervento: tanto arcigno, tecnocratico e politicamente corretto in Europa, quanto brutale, violento, sanguinario e corrotto in Medio Oriente».
Il nazismo tecnocratico non è pertanto la prosecuzione del nazismo classico, è un fatto nuovo che conserva però con il nazismo originale lastessa furia distruttiva, applicando metodi molto diversi nel tentativo di raggiungere però simili obiettivi.

Se le sinistre si sottomettono agli interessi del capitale finanziario

Questo è il vero nemico che si dovrebbe combattere, mentre attraverso il metodo del divide et impera si genera caos per ottenere un ordine fittizio che era stato preordinato, deciso dall’alto. «L’impoverimento generalizzato della società europea» spiega Toscano «dovrebbe favorire il riemergere prepotente delle forze socialiste e di sinistra, teoricamente protese per natura nella difesa degli interessi dei più deboli. In realtà le sinistre al potere si sono dimostrate prone rispetto agli interessi del grande capitale finanziario che massimizza i suoi effetti distruttivi in regime di libera circolazione».
Insomma, Toscano ricostruisce il processo lenta agonia a cui i Paesi UE sono sottoposti e mostra il costituirsi di una dittatura dolce e strisciante che con i suoi mantra politicamente corretti costringe i popoli ad allinearsi al pensiero unico, inducendo i servi ad amare le proprie catene.
via UnoEditori

Preso da: http://www.ninconanco.info/dittatura-finanziaria-il-piano-segreto-delle-elite-per-la-conquista-del-potere/

Giù le mani dal Venezuela! Qui la Raccolta Firme

 
Lettera aperta al popolo statunitense
Se c’è qualcosa che so, è sui popoli, perché come voi sono un uomo del Popolo. Sono nato e cresciuto in un quartiere povero di Caracas. Mi sono formato nel calore delle lotte popolari e sindacali in una Venezuela sommersa nell’esclusione e nella diseguaglianza. Non sono un magnate, sono un lavoratore di ragione e di cuore che oggi ha il grande privilegio di presiedere il nuovo Venezuela, radicato in un modello di sviluppo inclusivo e di uguaglianza sociale, forgiato dal Comandante Hugo Chávez a partire dal 1998 e ispirato dall’eredità Bolivariana.
Oggi viviamo in una sorta di trance storico.
Stiamo vivendo giorni che definiranno il futuro dei nostri paesi, tra la guerra e la pace. I vostri rappresentanti nazionali di Washington vogliono portare ai loro confini lo stesso odio che hanno piantato in Vietnam. Vogliono invadere e intervenire in Venezuela – dicono, come dicevano allora – in nome della democrazia e della libertà.

Ma non è così. La storia dell’usurpazione del potere in Venezuela è tanto falsa quanto le armi di distruzione di massa in Iraq. È un caso falso, ma che può avere conseguenze drammatiche per tutta la nostra regione.
Il Venezuela è un paese che, in virtù della Costituzione del 1999, ha ampiamente esteso la
democrazia partecipativa e protagonista del popolo e che, oggi, senza alcun precedente nella storia, negli ultimi 20 anni ha avuto il maggior numero di processi elettorali. Può non piacere la nostra ideologia o il nostro aspetto, ma esistiamo e siamo milioni.
Rivolgo queste parole al popolo degli Stati Uniti d’America per avvertirlo della gravità e
pericolosità delle intenzioni di alcuni settori della Casa Bianca, che intendono invadere il Venezuela con conseguenze imprevedibili per la nostra Patria e per l’intera regione americana. Inoltre, il Presidente Donald Trump intende perturbare le nobili iniziative di dialogo promosse da Uruguay e Messico con il sostegno di CARICOM per una soluzione pacifica e dialogata a favore del Venezuela. Sappiamo che per il bene del Venezuela dobbiamo sederci e parlare, perché rifiutare il dialogo significherebbe scegliere la forza come strada. Dobbiamo ricordare le parole di John F. Kennedy: ” Non dobbiamo mai negoziare per paura, ma non dobbiamo mai aver paura di negoziare”. Forse chi non vuole dialogare ha paura della verità?
L’intolleranza politica verso il modello Bolivariano venezuelano, gli interessi per le nostre immense risorse petrolifere, minerarie e altre grandi ricchezze, hanno alimentato una coalizione internazionale, guidata dal governo degli Stati Uniti, per commettere la grave follia di aggredire militarmente il Venezuela sotto la falsa scusa di un’inesistente crisi umanitaria.
Il popolo del Venezuela ha sofferto dolorosamente le ferite sociali causate da un blocco commerciale e finanziario criminale, che è stato aggravato dall’espropriazione e dal furto delle nostre risorse finanziarie e dei nostri beni in paesi allineati con questo folle attacco. Eppure, grazie ad un nuovo sistema di protezione sociale, di assistenza rivolta ai settori più vulnerabili, continuiamo orgogliosamente a essere un paese con un alto indice di sviluppo umano e con il minore tasso di disuguaglianza nelle Americhe.
Il popolo americano deve sapere che questa complessa aggressione multiforme viene condotta con totale impunità e in chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite, che proibisce espressamente la minaccia o l’uso della forza, oltre ad altri principi e scopi a favore della pace e delle relazioni amichevoli tra le Nazioni.
Vogliamo continuare ad essere partner commerciali del popolo degli Stati Uniti, come abbiamo fatto nella nostra storia. I politici di Washington, d’altra parte, sono disposti a mandare i loro figli e figlie a morire in una guerra assurda, piuttosto che rispettare il sacro diritto del popolo venezuelano all’autodeterminazione e alla salvaguardia della sua sovranità.
Noi, venezuelani e venezuelane, siamo patrioti proprio come voi, popolo degli Stati Uniti. E difenderemo ciò che è nostro con tutti i pezzi della nostra anima. Oggi il Venezuela è unito in un unico grido: chiediamo la fine dell’aggressione che cerca di opprimere la nostra economia e soffocare socialmente il nostro popolo, così come la cessazione delle gravi e pericolose minacce d’intervento militare contro il Venezuela.
Facciamo appello all’anima buona della società americana, vittima dei suoi stessi governanti, per unirsi alla nostra richiesta di pace ed essere un popolo unico contro il bellicismo e la guerra. Lunga vita ai popoli d’America!
Nicolás Maduro
Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela
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Giù le mani dal Venezuela! Qui i moduli per la raccolta firme!
Raccoglietele e consegnatele all’ufficio consolare o diplomatico venezuelano a voi più prossimo!

Preso da: https://albainformazione.com/2019/02/16/20856/