La tirannide dei “ricchi competenti”

27 ottobre 2018
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di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)
I greci avevano due termini per indicare il governo dei competenti e il governo dei ricchi: chiamavano il primo ‘aristocrazia’, il secondo ‘oligarchia’.
La nostra società sconsolatamente borghese non distingue più. Scrive Sabino Cassese:
“Le banche centrali non possono avere istruzioni dai governi, né sottostare a loro direttive, i loro dirigenti non possono essere rimossi, le loro competenze sono esclusive, la loro indipendenza finanziaria e organizzativa è piena. Tutto questo per sottrarre la politica monetaria alle influenze dei governi, per assicurare la stabilità dei prezzi e il controllo indipendente dei tassi di interesse”.
Tutto questo, scrive il giurista, per evitare la tirannide della maggioranza.

Se però sono indipendenti dai governi, dai parlamenti e dalla magistratura, le banche centrali esercitano potere ASSOLUTO, cioè sciolto dalle leggi: un potere dispotico, dunque, una tirannia che non è affatto addolcita dall’essere esercitata da una minoranza.
E non consola affatto che si diventi banchieri centrali per competenza; le loro scelte, a partire proprio dalla stabilità dei prezzi, hanno infatti conseguenze sulla distribuzione della ricchezza, sono sempre eminentemente politiche.