Per non dimenticare i massacri contro i Serbi: Kravica 1993.

Kravica 1993-2013: una strage impunita e dimenticata

Bosnia, Kravica 1993-2013: una strage impunita e dimenticata,
e un Natale di dolore e solitudine per i serbi
Enrico Vigna (*)

Banja Luka, Rep. Srpska di Bosnia, 5 gennaio 2013

Nel villaggio di Kravica nei pressi di Bratunac, si è celebrato con una funzione funebre il 20° anniversario del massacro di 49 persone in occasione del Natale ortodosso del 1993; una strage efferata commessa da unità dell’Armija Bosniaca musulmana secessionista, sotto il comando di Naser Oric,.

La cerimonia funebre è stata officiata nella chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (che fu vandalizzata) , e poi sono state poste corone e fiori presso il monumento centrale in Kravica.

Nel Natale ortodosso di 20 anni fa, membri dell’esercito secessionista della BH, sotto il comando di Naser Oric uccisero a Kravica e nella vicina Kravica Zasa, 49 serbi, 80 civili e soldati furono feriti; sette persone furono rapite, di cinque delle quali ancora non sono stati ritrovati i corpi.
Due giorni dopo, vennero trovati e sepolti sette corpi di civili serbi, mentre i resti delle altre 42 vittime sono stati trovati,  identificati e sepolti dopo due mesi.

In quel giorno furono saccheggiate e bruciate 688 case serbe, circa 200 imprese ed edifici ausiliari  e 27 edifici pubblici. Circa 1.000 persone rimasero senza casa. 101 bambini persero uno o entrambi i genitori. Gli uccisi in quei giorni, compresi anche gli altri villaggi vicini che vennero attaccati, furono 158 serbi; in questa regione, i serbi uccisi documentati, furono 3267.

“…Alle famiglie delle vittime fa male la dura verità che nessuno è stato ritenuto responsabile dei crimini contro i serbi in quel giorno di Natale 1993…. “, ha detto il presidente dell’Organizzazione delle famiglie dei soldati e civili uccisi o scomparsi, di Bratunac, Radojka Filipovic .

Oltre al dolore per i familiari, per i vicini e gli amici caduti, gli abitanti sono indignati perché in questi 20 anni nessuno è stato chiamato a rispondere di questo crimine.

In un primo momento Naser Oric fu deferito al Tribunale Penale Internazionale (TPI) dell’Aja, ma venne poi prosciolto e oggi vive tranquillo e ricco in Bosnia. Tra le decine di episodi di omicidi, stupri, mutilazioni, saccheggi che gli erano contestati, vi era anche questa strage; così recitava l’atto di accusa del Tribunale dell’Aia:  “…Un massacro brutale di civili nel villaggio di Kravica, nel Natale ortodosso il 7 gennaio dell’anno  1993…”. Durante il processo egli
dichiarò:
…Abbiamo fatto crimini, sono stati commessi  crimini. Ma chi può giudicare chi ha commesso                         più crimini ?…”.

Esiste un video che mostra l’orrore perpetrato:  all’ingresso del villaggio, due teschi umani furono messi per terra ad uso dei pneumatici delle automobili dei terroristi che andavano e venivano; per le strade del villaggio: mucchi di corpi mutilati collocati uno  accanto all’altro. Il più giovane aveva 20 anni: Risto Popovic, gli spararono in bocca;  dentro la scuola primaria ‘Kravica’ … Ljubica Baskić, aveva settant’anni, ucciso con un colpo di pistola sotto il torace e poi colpito con un oggetto contundente sulla destra  della testa …. Lazzaro Veselinovic, gli mozzarono la testa … Corpi pugnalati, percossi a morte, mutilati atrocemente…  Animali bruciati o impiccati, come i maiali… Sui muri graffiti con scritto “ Naser, Turchia, Bosnia, Ali, Srebrenica “. .. Per la Corte Internazionale, materiale  non sufficientemente importante da farlo vedere in aula…

Nessun rappresentante di alcuna istituzione della Comunità Internazionale europea, del mondo della cosiddetta “società civile” o umanitaria (presenti con centinaia di sigle e ONG in Bosnia), ha partecipato, e nemmeno esponenti della Bosnia-Erzegovina.

Ancora una volta persa, da parte di tutti (… soprattutto dei “tifosi” occidentali di questa Bosnia) , un’ occasione per condividere il dolore della gente e lanciare un segno di denuncia e rifiuto degli orrori e dei crimini, al di là di religioni o etnie, da qualsiasi parte siano commessi. Invece il “razzismo” culturale e politico contro i serbi come etnia ha ancora una volta avuto la meglio; e un processo per una riconciliazione e un avvicinamento tra i popoli…è ancora più lontano.

Essere presenti per testimoniare in un luogo memoriale della miseria e della sofferenza di questo angolo della terra e sostenere il diritto alla verità, alla giustizia soprattutto verso coloro che hanno perso la vita in quella guerra fratricida. Per dire
Gloria eterna a tutti i morti ed eterno rispetto per chi è caduto innocente, di qualsiasi parte esso sia.

Ma forse per certi “tifosi” è troppo difficile sentire nell’anima questi valori e questa coscienza civile, sono troppo impegnati a soddisfare proprie peculiarità esistenziali ed il dolore non lo conoscono, non nella loro carne e anima, ma solo “mediaticamente” o professionalmente.

 “…Poi i dominanti inventeranno misere bugie, per scaricare le colpe su chi viene attaccato, ed ogni persona del reame sarà felice di quelle falsità che gli alleviano la coscienza, e le studierà accuratamente, e si rifiuterà di esaminare qualsivoglia loro confutazione. E così ringrazierà Iddio per i sonni migliori che potrà dormire, in seguito a questo grottesco processo  auto ingannatore…” .    (  M. Twain)  

Documento dal TPI dell’AJA

Oric ascolta in aula le accuse sulle “Distruzioni musulmane”

Testimoni parlano di incendi e saccheggi sistematici da parte delle forze musulmane.
Giustizia internazionale :  ICTY    Numero TRI 379, 9 novembre 2005

Il processo al comandante militare dei musulmani di Srebrenica, Naser Oric, sembra essere entrato in una routine  questa settimana, con tre nuovi testimoni che offrono la loro testimonianza su una serie di attacchi lanciati contro i loro villaggi, da parte delle forze musulmane in autunno e inverno 1992/1993.

Oggi si è parlato di attacchi musulmani su due villaggi serbi sulle rive del fiume Drina ed al villaggio di Glogova . I testimoni hanno parlato di incendi e saccheggi sistematici condotti dalle forze presumibilmente sotto il controllo di Oric, che aveva il compito di guidare e partecipare a tali attacchi. L’imputato è accusato di maltrattamenti e della morte di detenuti serbi tenuti a Srebrenica.

Le testimonianze ascoltate in aula all’Aja questa settimana, sono  focalizzate sulla autunno e l’inverno del 1992 e 1993.

Slavisa Eric, un medico del villaggio di Kravica, ha parlato dell’attacco musulmano a Glogova il 24 dicembre 1992 e la sua successiva riconquista da parte delle forze musulmane . Ha detto che Kravica era circondata dalle forze musulmane da due settimane e successivamente è stato attaccato il 7 gennaio, nel Natale ortodosso serbo.

“…Tutto – tutto ciò che poteva essere bruciato, fu  bruciato…”  così Eric ha descritto il paese dopo l’assalto di Natale.

L’accusa ha mostrato una serie di foto che ritraggono questa distruzione, case bruciate e una scuola di Kravica. Eric ha negato che uno degli edifici erano obiettivi militari legittimi e ha detto che le forze assalitrici non hanno fatto  alcuna distinzione tra obiettivi civili e militari. “Per loro era lo stesso”, ha detto…

…La settimana è proseguita con la testimonianza di due donne, Novka Bosic e Savka Okic, dai villaggi serbi i vicini di Radiovici e Diovici.

Entrambe le testimoni hanno raccontato di un attacco alle loro rispettive frazioni nel 5 ottobre 1992 – Festa Patronale della Famiglia – descrivendo incendi e razzie che lo hanno accompagnato.

“…Eravamo nel campo a raccogliere il raccolto e poi improvvisamente ci stava sparando, una vera sparatoria… “, ha detto la Bosic. “…Si poteva vedere il fumo e la combustione e poi ci siamo resi conto che era un attacco. Potremmo sentire gridare: ‘Catturate i cetnici vivi… ”

Bosic ha detto che molte delle case furono bruciate e quelle che non lo furono, erano semidistrutte in larga misura…”.

…L’accusa inoltre ha insistito sulla questione del saccheggio, un altro crimine di cui Oric è accusato. Le due testimoni hanno dichiarato che il bestiame fu razziato dai villaggi durante gli attacchi….

Nel corso della loro testimonianza, le due donne hanno negato che qualsiasi unità di militari ufficiali erano presenti nei loro villaggi, sostenendo che gli attacchi contro i loro villaggi erano rivolti contro civili e quindi crimini. La difesa ha sostenuto che i loro villaggi erano stati minati ed erano presenti armi pesanti – diventando così obiettivi militari legittimi.

Per la  testimonianza inerente  l’incendio e saccheggio delle case ed la razzia di bestiame, l’accusa ha chiesto di poter mostrare una documentazione visiva che rappresenta  in dettaglio gli omicidi che si sono verificati durante gli attacchi, dicendo che essa è necessaria per una rappresentazione accurata della scena del crimine.

Ma la difesa sostiene che l’accusa non deve introdurre elementi di prova circa le uccisioni avvenute durante gli attacchi, dato che Oric non è mai stato accusato direttamente di questi.

L’accusa imputa invece a Oric di essere responsabile degli omicidi di serbi, che si sono verificati sotto il suo comando, da parte dei suoi subalterni nei centri di detenzione dell’enclave di  Srebrenica…

(*) portavoce del Forum Belgrado Italia
Preso da: https://www.ossin.org/bosnia/1311-kravica-1993-2013-una-strage-impunita-e-dimenticata

Annunci