Quanto spendiamo sulla Libia, esattamente

8/11/19.

No alla trasparenza sull’uso dei soldi italiani da parte dell’Oim

A fine ottobre, il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di trasparenza dell’Associazione per gli studi giuridici sull’Immigrazione (Asgi), la quale aveva domandato al ministero degli Affari Esteri (Mae) e all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) una rendicontazione delle attività svolte in Libia e dei relativi costi.
L’Oim, agenzia collegata alle Nazioni Unite, ha beneficiato di 20 milioni di fondi pubblici italiani per operare in Libia supportando le comunità locali e facilitare i rimpatri volontari. Il sospetto di Asgi è che l’Italia abbia “affidato un cospicuo finanziamento ad OIM per lo svolgimento di attività generiche in Libia, senza aver richiesto un preciso piano di presentazione dell’azione, dei soggetti destinatari, dei luoghi dell’intervento e delle garanzie per l’espletamento delle stesse”.
La stessa Oim ha dato parere negativo alla richiesta di rendicontazione dettagliata alla luce delle “condizioni estremamente delicate” in Libia e la conseguente “sensibilità” delle informazioni richieste. Alla luce del no dell’Oim, anche il ministero degli Esteri italiano ha dato parere negativo e il tribunale amministrativo si è pronunciato in loro favore: la pubblicazione dei rendiconti, si legge nella sentenza, pregiudicherebbe le relazioni internazionali tra OIM e il governo italiano e, con esse, il regolare andamento delle attività che l’Organizzazione conduce in Libia”.

Una ricostruzione che potrebbe essere parziale

Ci dobbiamo affidare alle sole cifre pubblicate sui siti dei ministeri e ai bandi di gara, anche se questi numeri potrebbero raccontare solo una parte della storia.
Per esempio, “non sappiamo nulla dei trasferimenti offerti alle altre fazioni in campo, primo fra tutti il generale Khalifa Haftar e il suo Esercito Nazionale Libico, incontrato dall’allora ministro degli Esteri Marco Minniti nel settembre 2017”, indica il prof. Francesco Fasani del dipartimento di Economia e Finanza della Queen Mary University of London. Il governo, dal canto suo, nega di avere informazioni sull’esistenza di accordi con le milizie libiche. “In queste condizioni è impossibile aspettarsi che ci sia un controllo democratico sull’utilizzo di fondi pubblici”, aggiunge Fasani.
Lo schema che trovate in questa pagina – realizzato con il supporto dell’avv. Giulia Crescini di Asgi – cerca di sintetizzare i quattro modi in cui l’Italia investe, con il sostegno dell’Europa, nel progetto di esternalizzazione delle frontiere e delle responsabilità in Libia.

1. Dall’Europa alla Libia, passando per il Viminale

Dopo il vertice de La Valletta del 2015, è cambiata la strategia comunitaria in materia di politiche migratorie e la UE ha creato un fondo fiduciario di emergenza per l’Africa, raccogliendo dai paesi UE risorse destinate alle politiche di sviluppo. Salvo poi destinarle, in parte, “al finanziamento di una militarizzazione dei confini che non prevede alcuna garanzia sul rispetto dei diritti umani”, come scrive su L’Espresso l’eurodeputato PD, Pierfrancesco Maiorino, “e senza possibilità di controllo effettivo del parlamento europeo su come queste risorse siano concretamente impiegate”.
Degli attuali 4.1 miliardi dell’EU Trust Fund, alla voce “Libia” vengono allocati 327 milioni. Di questa somma, il ministero dell’Interno italiano ha ricevuto 46 milioni (che includono 2 milioni di co-finanziamento Italia-Ue, più altri 2 dal fondo di sicurezza europeo) nel 2017 e 45 milioni nel 2018.
Il Viminale li “gira” alla Guardia Costiera libica, che nel frattempo pattuglia la neonata zona SAR, sotto forma di gare d’appalto.
Dopo aver ricevuto i soldi europei, come riportato da AltraEconomia e da un’analisi Arci, il sito del ministero degli Interni ha bandito una gara d’appalto da oltre 9,3 milioni di euro per la fornitura di 20 battelli pneumatici da destinare alla polizia libica, coperti proprio dai fondi del finanziamento fiduciario UE. Sono quindi seguiti un bando per la fornitura di 30 fuoristrada e uno per 10 minibus.
Non solo risorse europee. Il ministero dell’Interno pesca anche dall’italianissimo fondo Africa, istituito nel 2017 con una dotazione di 200 milioni di euro: da qui sono stati presi i 2.5 milioni di euro per rimettere a nuovo quattro motovedette e destinarle alla Libia. Asgi ha impugnato il decreto per “sviamento” di fondi pubblici destinati a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i paesi africani. Il ricorso è ancora pendente al Consiglio di stato, a settembre 2020 è prevista la sentenza.

2. I due tesoretti dell’AICS: fondo fiduciario UE e fondo Africa

C’è poi l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) che può contare su due tesoretti: il primo è formato dai 22 milioni di euro provenienti dal Trust Fund europeo; il secondo è costituito con soldi che provengono dal Fondo Africa, rinnovato anno dopo anno.
In Libia finanziamo il lavoro di meno di una decina di ong italiane con denaro proveniente dal fondo Africa. Tra i nomi delle organizzazioni presenti per portare avanti progetti in favore della popolazione migrante nel paese si trovano: Cefa, Cir, CCS, Cesvi, Emergenza Sorrisi, Terres des Hommes Italia, Helpcode, Emergenza Sorrisi.
Tre progetti che vedono impegnate tutte queste Ong costano rispettivamente 2 milioni, 500mila e 4.2 milioni di euro per un totale di 6.7 milioni di euro.
All’interno dei centri,in teoria, queste Ong svolgono attività di riduzione del danno, interventi strutturali (ad esempio ristrutturazione dei bagni, costruzione di servizi di areazione), fornitura di beni di prima necessità, fornitura di non food item (materassi, vestiario), servizi di supporto psico-sociale. Tuttavia, scrive Asgi che ne sta analizzando i rendiconti, per alcune associazioni non è stato possibile – dai documenti trasmessi – comprendere quali attività siano state effettuate nei singoli campi.

3. I finanziamenti (senza fare troppe domande) alle organizzazioni internazionali

Veniamo quindi ai quasi 30 milioni di euro provenienti sempre dal fondo Africa e versati alle grandi organizzazioni internazionali come Oim, Unhcr e Unicef. Dell’impossibilità per l’Alto Commissariato per i rifugiati in Libia di garantire il rispetto dei diritti umani in Libia abbiamo già parlato in questa inchiesta esclusiva, in cui emergono casi di discrimnazione, corruzione, cattiva gestione e acquisti a prezzi gonfiati.
Asgi ha riscontrato che, in fase di approvazione dei finanziamenti, l’Italia non ha chiesto ai soggetti implementatori una lista di attività da svolgere, né ha richiesto garanzie o valutazione dei rischi. Solo “sintentiche partnership” che non permettono di ricostruire il contenuto obbligazionale del finanziamento.
“Dagli accessi effettuati emerge che il Ministero conosce solo successivamente alla realizzazione del progetto le attività svolte e può quindi verificare il corretto utilizzo del finanziamento; i cittadini, al contrario, non conoscono nulla dell’utilizzo delle risorse laddove siano impiegate da una organizzazioni internazionale”.

4. Il capitolo più costoso: le missioni italiane in Libia

Grazie a Oxfam e al prof. Fasani abbiamo infine ricostruito quanto speso dall’Italia per le quattro operazioni civili e militari operanti in Libia dal 2017 ad oggi. Trattasi di:

  • Missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (operazione Ippocrate): 400 militari e 150 mezzi terrestri;
  • Missione bilaterale di assistenza alla guardia costiera libica: 25 unità della Guardia di Finanza, 6 mezzi terrestri e 1 mezzo navale;
  • United Nations Support Mission in Libya (Unimil) per il ripristino della sicurezza e dell’ordine pubblico: 1 unità di personale militare;
  • EU Border Assistance Mission in Libya (Eubam), missione civile di supporto agli sforzi libici di stabilizzare il confine che opera non da Tripoli ma da Tunisi per motivi di sicurezza: vi partecipano 3 poliziotti;

Il conto totale di queste missioni è di 47.8 milioni per il 2017, 51.3 per il 2018 e 56.3 per il 2019. A cui si devono aggiungere i circa 85 milioni annui (per il 2018 e 2019) della missione aeronavale “Mare Sicuro“, al largo della coste libiche. Dal gennaio 2018 prevede anche il supporto alla guardia costiera libica. Un’unità ausiliaria è permanentemente dislocata nel porto di Tripoli.
Sommando tutte le spese per le missioni in Libia dal 2017 ad oggi si ottiene la ragguardevole cifra di 325 milioni di euro.
Correzioni? Segnalazioni? Ci siamo dimenticati qualcosa? Scrivete a lillo.montalto-monella@euronews.com

Preso da: https://it.euronews.com/2019/11/08/quanti-soldi-diamo-alla-libia-esattamente

Pusher nigeriano espulso nel 2015 torna in Italia sulla Alan Kurdi: arrestato






La nave Alan Kurdi dell’Ong tedesca Sea Eye è arrivata ieri smattina al porto di Taranto con il suo carico di 88 clandestini, recuperati circa una settimana fa in una missione che non ha mancato di creare tensioni con la Guardia costiera libica. Poche ore dopo l’inizio del trasbordo da un gommone in avaria, la Alan Kurdi era stata circondata da alcuni mezzi della Guardia Costiera libica. Ne è nato un momento di tensione, in cui i libici hanno esploso anche alcuni colpi di avvertimento in mare. Il Viminale aveva autorizzato lo sbarco questo sabato. Dopo i soccorsi, sono scattate le operazioni di identificazione che hanno quindi portato alla scoperta del pusher nigeriano espulso nel 2014. Non è la prima volta, e siamo certi che – purtroppo – non sarà nemmeno l’ultima.
Cristina Gauri

Preso da: https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/pusher-nigeriano-espulso-nel-2015-torna-in-italia-sulla-alan-kurdi-arrestato-135739/

Rivolta contro la repressione in Iraq… nel (quasi totale) silenzio dei media mainstream

4/11/2019

Scontri e ancora scontri in Iraq, con una fase intensissima, da inizio ottobre, di proteste e rivolte sociali contro la repressione dei diritti e le enormi disuguaglianze socio-economiche. Ma i media italiani ne parlano assai poco…

Rivolta contro la repressione in Iraq... nel (quasi totale) silenzio dei media mainstream
Da inizio ottobre in Iraq è iniziata una nuova fase di proteste sociali, gradualmente sostenute da una porzione sempre più vasta parte dell’opinione pubblica e dai principali sindacati:quello degli insegnanti ha lanciato uno sciopero generale di quattro giorni, quello degli avvocati incita alla disobbedienza civile, mentre gli studenti occupano molte università nelle province del Centro-Sud e sono scesi nelle piazze in centinaia di migliaia.
Gli scontri a Baghdad si concentrano sul ponte sul Tigri che porta alla Zona Verde, «simbolo fisico e politico del potere che si barrica e non ascolta» scrive NENA, l’agenzia di stampa il cui acronimo sta per Near East News Agency.
«La più alta autorità sciita del paese, l’Ayatollah al-Sistani, dopo aver condannato la brutalità della repressione, ha avvertito i governi stranieri di non sfruttare la protesta, nenia nota in Medio Oriente dove ogni mobilitazione è tacciata di influenze esterne» prosegue NENA. «Appena 24 ore prima a parlare era stato il presidente iracheno, Barham Saleh: il premier Adel Abdul-Mahdi è pronto a dimettersi (se esiste un’alternativa) e ad andare a nuove elezioni. Non prima, ha aggiunto Saleh, di una riforma elettorale. Ma non è questo che chiedono gli iracheni che da inizio ottobre sfidano la durissima repressione di polizia e milizie sciite: non vogliono elezioni per rieleggere l’identica classe dirigente ma uno stravolgimento politico, una costituzione non settaria e l’uscita dall’agone politico delle forze religiose».
Il movimento che oggi sta protestano in Iraq «è nato da giovani disoccupati che rifiutano il sistema politico costituito dal 2003, chiedono fine della corruzione e delle quote settarie nella politica irachena, esigono posti di lavoro e redistribuzione della ricchezza» spiega l’associazione “Un ponte per…”. «Per strada anche moltissime donne, a volte protette da cordoni di giovani uomini, a volte alla testa dei cortei».
Dalla nuova intensificazione delle proteste, il numero totale delle vittime civili pare sia di oltre 250 e la violenza si sta intensificando.
«Difensori dei diritti umani da tutto il paese sono stati minacciati e intimiditi, o uccisi come Safaa al-Sarai a Baghdad – aggiunge “Un ponte per…” – Un’operatrice sanitaria è stata arrestata mentre curava i pazienti in un’ambulanza, un medico chirurgo mentre operava in ospedale, vari bloggers nelle loro case anche nelle città sunnite in cui la gente non osa manifestare, per paura di una repressione ancor più violenta. Gli uffici di molti giornali e televisioni sono stati devastati da raid delle milizie e i giornalisti picchiati, un avvocato è stato ucciso mentre andava ad incontrare un manifestante suo cliente. Almeno trenta difensori dei diritti umani sono misteriosamente scomparsi, altri sono stati giustiziati a casa loro come una giovane coppia di Bassora. Nelle giornate trascorse dal 25 ottobre – il nuovo “giorno della rabbia” proclamato dai manifestanti per chiedere ormai le dimissioni del governo – l’altissimo numero di vittime non fa che accrescere la partecipazione al movimento e la disobbedienza civile anche da parte di famiglie con bambini».
«Il 26 ottobre il governo ha decretato la pena capitale per chi inciti alla lotta armata sui social media, ma internet è piena di video che manifestano la creatività e la nonviolenza delle proteste – prosegue l’associazione – Alcuni membri delle Forze Antiterrorismo e della polizia locale hanno cercato di proteggere i ragazzi e spesso non è chiaro chi controlli la repressione. Il governo iracheno ha già promesso importanti riforme politiche ed economiche ma la popolazione non lo ritiene credibile ed è altamente insoddisfatta delle prime inchieste ufficiali sull’uso eccessivo della forza tra esercito e polizia».

Preso da: http://www.ilcambiamento.it/articoli/rivolta-contro-la-repressione-in-iraq-nel-quasi-totale-silenzio-dei-media-mainstream

“Le guerre di Siria”: resistenza, istruzioni per l’uso

Il Califfo, film Cia tra fiction e realtà

È un prodotto ben confezionato. Al termine di una vasta operazione speciale in cui è stata utilizzata un’arma inconfessabile, è bene inscenare la morte di chi ne è stato il simbolo. È il modo migliore per cancellarne le tracce nella memoria collettiva. Dopo la morte di Bin Laden, ecco quella di al-Baghdadi.

| Roma (Italia)

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«È stato come guardare un film», ha detto il presidente Trump dopo aver assistito alla eliminazione di Abu Bakr al Baghdadi, il Califfo capo dell’Isis, trasmessa nella Situation Room della Casa Bianca. Qui, nel 2011, il presidente Obama assisteva alla eliminazione dell’allora nemico numero uno, Osama Bin Laden, capo di Al Qaeda. Stessa sceneggiatura: i servizi segreti Usa avevano da tempo localizzato il nemico; questi non viene catturato ma eliminato: Bin Laden è ucciso, al Baghdadi si suicida o è «suicidato»; il corpo sparisce: quello di Bin Laden sepolto in mare, quello di al Baghdadi disintegrato dalla cintura esplosiva. Stessa casa produttrice del film: la Comunità di intelligence, formata da 17 organizzazioni federali. Oltre alla Cia (Agenzia centrale di intelligence) vi è la Dia (Agenzia di intelligence della Difesa), ma ogni settore delle Forze armate, così come il Dipartimento di stato e quello della Sicurezza della patria, ha un proprio servizio segreto.


Per le azioni militari la Comunità di intelligence usa il Comando delle forze speciali, dispiegate in almeno 75 paesi, la cui missione ufficiale comprende, oltre alla «azione diretta per eliminare o catturare nemici», la «guerra non-convenzionale condotta da forze esterne, addestrate e organizzate dal Comando».
È esattamente quella che viene avviata in Siria nel 2011, lo stesso anno in cui la guerra Usa/Nato demolisce la Libia. Lo dimostrano documentate prove, già pubblicate sul manifesto.
- Ad esempio, nel marzo 2013 il New York Times pubblica una dettagliata inchiesta sulla rete Cia attraverso cui arrivano in Turchia e Giordania, con il finanziamento di Arabia Saudita e altre monarchie del Golfo, fiumi di armi per i militanti islamici addestrati dal Comando delle forze speciali Usa prima di essere infiltrati in Siria [1].
- Nel maggio 2013, un mese dopo aver fondato l’Isis, al Baghdadi incontra in Siria una delegazione del Senato degli Stati uniti capeggiata da John McCain, come risulta da documentazione fotografica [2].
- Nel maggio 2015 viene desecretato da Judicial Watch un documento del Pentagono, datato 12 agosto 2012, in cui si afferma che c’è «la possibilità di stabilire un principato salafita nella Siria orientale, e ciò è esattamente ciò che vogliono i paesi occidentali, gli stati del Golfo e la Turchia che sostengono l’opposizione» [3].
- Nel luglio 2016 viene desecretata da Wikileaks una mail del 2012 in cui l’allora segretaria di stato Hillary Clinton scrive che, data la relazione Iran-Siria, «il rovesciamento di Assad costituirebbe un immenso beneficio per Israele, facendo diminuire il suo timore di perdere il monopolio nucleare» [4].
Ciò spiega perché, nonostante gli Stati uniti e i loro alleati lancino nel 2014 la campagna militare contro l’Isis, le forze dello Stato islamico possono avanzare indisturbate in spazi aperti con lunghe colonne di automezzi armati.
L’intervento militare russo nel 2015, a sostegno delle forze di Damasco, rovescia le sorti del conflitto. Scopo strategico di Mosca è impedire la demolizione dello Stato siriano, che provocherebbe un caos tipo quello libico, sfruttabile da Usa e Nato per attaccare l’Iran e accerchiare la Russia. Gli Stati uniti, spiazzati, continuano a giocare la carta della frammentazione della Siria, sostenendo gli indipendentisti curdi, per poi abbandonarli per non perdere la Turchia, avamposto Nato nella regione.
Su questo sfondo si capisce perché al Baghdadi, come Bin Laden (già alleato Usa contro la Russia nella guerra afghana), non poteva essere catturato per essere pubblicamente processato, ma doveva fisicamente sparire per far sparire le prove del suo reale ruolo nella strategia Usa. Per questo a Trump è piaciuto tanto il film a lieto fine.

[1] « Arms Airlift to Syria Rebels Expands, With Aid From C.I.A. », par C. J. Chivers and Eric Schmitt, The New York Times, March 14, 2013. “Miliardi di dollari in armi contro la Siria”, di Thierry Meyssan, Traduzione Matzu Yagi, Megachip-Globalist (Italia) , Rete Voltaire, 21 luglio 2017.
[2] “John McCain, maestro concertatore della “primavera araba“, e il Califfo ”, di Thierry Meyssan, Traduzione Luisa Martini, Megachip-Globalist (Italia) , Rete Voltaire, 18 agosto 2014.
[3] Rapport de l’Agence de Renseignement militaire aux divers services de l’administration Obama sur les jihadistes en Syrie (document déclassifié en anglais), 12 août 2012.
[4] « New Iran and Syria », Hillary Clinton, December 31, 2012, Wikileaks.

Preso da: https://www.voltairenet.org/article208166.html

Gli americani non sanno niente dei bombardamenti NATO sulla Jugoslavia. E tu?

31/10/2019

Il 23 marzo del 1999 il segretario generale della NATO Javier Solan decise di avviare le operazioni militari e il giorno successivo senza vedersi inflitta alcuna sanzione da parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU la NATO diede avvio ai bombardamenti della Jugoslavia che continuarono per 78 giorni.
Il numero esatto di vittime causate dall’operazione militare della NATO non è mai stato ufficialmente comunicato, ma stando a stime serbe persero la vita tra le 1200 e le 2500 persone e circa 6000 rimasero feriti. I velivoli della NATO distrussero non solo le città serbe, ma anche l’economia del Paese. Belgrado stimò il danno economico tra i 30 e i 100 miliardi di dollari.

Durante i bombardamenti, stando ai dati del Ministero serbo della Difesa, sulla Jugoslavia furono sganciate circa 25000 tonnellate di munizioni, 15 tonnellate delle quali contenenti uranio impoverito. Dopo l’impiego di testate simili nel Paese crebbe l’incidenza di patologie oncologiche. In particolare, come spiegava a Sputnik Darko Laketic, direttore della Commissione parlamentare per le indagini sulle conseguenze dei bombardamenti, gli studi hanno dimostrato che nei bambini e nei giovani di età compresa tra un anno e 18 anni si registra in particolare un aumento dell’incidenza di patologie oncologiche del sangue e di neoplasie maligne cerebrali.
Domanda: Ha mai letto o sentito che nel 1999 la coalizione dei Paesi della NATO (USA, Francia, Germania, ecc.) ha condotto bombardamenti aerei sulla Jugoslavia, un Paese europeo, per un periodo di 78 giorni?

Risposte negli USA

26%
NO 54%
Fatico a rispondere 20%

Il sondaggio è stato condotto per Sputnik News da IFop, la più longeva società francese di sondaggi d’opinione, tra il 2 e il 15 ottobre 2019 negli USA.

Nota sul progetto Sputnik.Polls

Il progetto internazionale volto allo studio dell’opinione pubblica è stato avviato nel gennaio del 2015. I partner del progetto sono note società del settore come Populus, Ifop e Forsa. Nell’ambito del progetto Sputnik.Polls si conducono su base regolare sondaggi di opinioni in Europa e negli USA circa questioni sociali e politiche d’attualità.
Sputnik (sputniknews.com) è un’agenzia di stampa e un canale radiofonico che vanta hub di informazione multimediale in una decina di Paesi. Sputnik dispone di siti in più di 30 lingue, di una diffusione radiofonica analogica e digitale, di applicazioni per dispositivi mobili e di pagine sui social network. Le notizie di Sputnik escono ogni giorno in inglese, arabo, spagnolo e cinese.
Venite a conoscere le altre ricerche di Sputnik.Polls qui.

Preso da: https://it.sputniknews.com/mondo/201910318239937-gli-americani-non-sanno-niente-dei-bombardamenti-operati-dalla-nato-sulla-jugoslavia/

Ecuador, Cile, Argentina, Brasile, Venezuela: tutte vittime di uno stesso carnefice

21/10/2019, 15:59

Mi ha sinceramente stupito vedere le notizie della repressione in Cile essere riportata nelle prime pagine dei giornali. Ma pochi si sono interrogati su quello che è l’America meridionale in questo momento.

Per capirlo, bisogna conoscere un po’ di storia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il Sud America è diventanto un po’ il giardino di casa degli Usa. In tutti i Paesi è stato importato lo stesso sistema istituzionale: un presidente eletto dal popolo a capo del governo con Parlamento monocamerale. E a vincere le elezioni era puntualmente qualcuno legato a filo doppio con gli Usa (di solito perchè sia il partito di maggioranza che quello principale di opposizione erano legati agli Usa; così anche se i voti si spostavano dall’uno all’altro, non cambiava la sostanza). E la politica di questi governi era sempre identica: tasse per i più poveri, sgravi fiscali e aiuti economici agli imprenditori più ricchi, risorse naturali regalate ad aziende statunitensi. Perchè è vero che non parliamo dell’Arabia Saudita, ma in Sudamerica c’è il petrolio, c’è l’oro e ci sono molte altre risorse naturali. Che gli Usa hanno sfruttato come meglio volevano.
Ecuador, Cile, Argentina, Brasile, Venezuela: tutte vittime di uno stesso carnefice

Poi, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 c’è stata una sorta di reazione. Per esempio, in Venezuela nel 1989 ci fu il cosiddetto “caracazo”, una serie di manifestazioni, durate solo due giorni, ma represse dall’esercito nel sangue, con oltre 3000 morti. Uno dei militari che rifiutò di sparare sui manifestanti fu il colonnello Hugo Chavez che da quel momento si lanciò in politica diventando poi presidente nel 1999. In Argentina ci fu una fortissima crisi economica, che dette il via ad una serie di manifestazioni, con la gente che sfondava le porte dei supermercati per prendere il cibo. Al termine di quella situazione venne eletto presidente Nestor Kirchner. In Bolivia, con molta meno violenza, venne eletto presidente Evo Morales; mentre in Brasile prendeva il potere Lula da Silva. Tutti costoro, poi seguiti anche da Josè Mujica in Uruguay, introdussero una politica completamente diversa, che era a favore degli strati economicamente più deboli della società.

E così in Venezuela abbiamo avuto Chavez che ha portato l’alfabetizzazione dal 10% ad oltre il 90%, ha portato l’acqua nelle case (un terzo dlela popolazione non aveva l’acqua corrente) e aperto decine di ospedali pubblici. Lula da Silva ha introdotto l’assegno di disoccupazione e un sistema di welfare valido per ridurre il numero di minori che crescevano senza istruzione e al limite della legge. Kirchner ha reso di proprietà pubblica e accessibili a prezzi ridotti molti servizi pubblici, ha alzato gli stipendi minimi e aumentato il welfare per la gran parte della cittadinanza. Questi sono solo esempi (poi ognuno può andare a cercare i dettagli Paese per Paese), ma la sostanza è stata quella per tutti i Paesisudamericani. E le risorse per queste misure da dove provenivano? Quasi sempre dalla nazionalizzazione dell’estrazione delle risorse naturali. E si trattava quasi sempre – come ho detto prima – di aziende statunitensi o comunque dove gli Usa avevano fortissimi interessi economici.

Ma chiaramente un colosso come gli Usa non poteva stare a guardare. E così, agevolati dalle morti di Nestor Kirchner in Argentina e di Higo Chavez in Venezuela e dai guai giudiziari di Lula da Silva e di chiunque gli stesse vicino, ecco che in tutto il Sudamerica salgono al potere persone legate nuovamente agli Usa. Non in Venezuela, dove due colpi di Stato (uno nel 2002 e uno con Guaidò quest’anno) sono stati sconfitti perchè la popolazione ha fatto muro contro gli usurpatori. Ma in Brasile è stato eletto Josè Bolsonaro, per esempio, che come prima cosa ha dato il via libera all’uso smodato di antiparassitari ed altre sostanze velenose in agricoltura, ha fatto bruciare deine di migliaia di chilometri quadrati di foresta amazzonica e ha avviato un programma di costruzioni in Mazzonia del valore di decine di miliardi di dollari. In Argentina è stato eletto Mauricio Macrì, anche lui neoliberista, che ha mandato il Paese quasi in default, aumentando le tasse sui più poveri, privatizzando tutto il possibile e tagliando le tasse ai più ricchi. Ciliegina sulla torta, ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale un prestito di oltre 50 miliardi di dollari. Prestito che l’Argentina non è in grado di pagare e quindi diventa un motivo per provocare tra qualche mese l’ennesimo default, con tutte le conseguenze negativa che questo ha sull’economia.

E poi ci sono le notizie di questi giorni, con l’Ecuador e il Cile messi a ferro e fuoco da manifestanti che protestano per le troppe tasse che sono costretti a pagare. Il Cile ha risposto con il coprifuoco e l’esercito (l’Ecuador non ha un esercito degno di questo nome, quindi non ha potuto utilizzare la forza che in misura ridotta), ma questo non è bastato a fermare i manifestanti: 10 morti in Cile, 5 in Ecuador, palazzi incendiati e alla fine i due governi che hanno dovuto scendere a patti con i manifestanti (in Cile questo ancora non è ritenuto sufficiente, ad oggi). Ed il problema è che entrambi i governi stanno ancora applicando le misure di falsa austerity che sono richieste da Washington per impoverire la popolazione. Perchè lo schema è noto, è stato applicato ovunque gli Usa abbiamo potuto intervenire direttamente o con il Fondo Monetario Internazionale: salari più bassi e più tasse sulla parte povera della popolazione portano a persone disperate, che sono disposte a lavorare per una manciata di dollari al mese. Mentre i ricchi, che sono sempre legati agli interessi di Washington godono di sussidi e tagli fiscali.

Il punto è che non siamo negli anni ’60 o ’70, quando la gente non si rendeva neanche conto che esisteva un altro genere di vita. Oggi Internet porta l’individuo ovunque nel mondo. Quindi i cileni e gli ecuadoregni lo sanno che in Venezuela, a dispetto di tutto quello che ha combinato Guaidò e la ricca borghesia imprenditoriale che stanno cercando di distruggere il Paese, la gente ha aiuti dello Stato per poter andare avanti. E quindi vogliono lo stesso anche loro. Sanno che in Venezuela, in Argentina, in Brasile e in Bolivia hanno combattuto e vinto contro gli interessi statunitensi (anche se non sono vittorie definitive, come abbiamo visto) e vogliono che si faccia lo stesso nei loro Paesi. Nel 1973 bastò il colpo di Stato che uccise Salvator Allende in Cile e mise al suo posto un dittatore come Pinochet per spaventare tutti i Paesi vicini. Oggi hanno visto che anche i colpi di Stato si possono sconfiggere e la gente è più disposta di prima a proteste di massa, per quanto siano pericolose nel caso in cui il governo usi la forza. Anche perchè l’uso della forza è limitato. Oggi nessun governo potrebbe dire ai soldati di sparare alla cieca sulla folla, come avvenne in Venezuela nel “caracazo”. Se lo facesse, diventerebbe un paria a livello internazionale e persino gli Usa dovrebbero prendere le distanze per evitare problemi di governo e di consenso all’interno del Paese.

Ora, perchè le popolazioni sudamericane raggiungano una effettiva indipendenza dagli Usa, manca un ultimo passo: devono smetterla di votare per i loro rappresentanti. Cosa non facile, perchè le promesse sono seducenti. Macrì vinse le elezioni in Argentina promettendo un taglio delle tasse ed un aumento dei posti di lavoro. In un Paese con una disoccupazione al 30%, come si può definire non allettante tale promessa? La realtà è che la disoccupazione non è calata, le tasse sono aumentate, i salari sono diminuiti ed è aumentata anche l’inflazione causata dalla continua svalutazione del peso, la moneta argentina. Certo, tra chi l’ha votato molti se ne sono pentiti. Ma adesso è lui che ha il potere in mano, ha il controllo dei mass media. E non è un caso che i mass media si stanno scatenando con continue campagne diffamatorie contro Cristina Kirchner e i suoi uomini. Servono a convincere gli argentini a votare per Macrì o per qualcuno che porti avanti le stesse politiche alle prossime elezioni. E lo stesso accade in tutti i Paesi sudamericani.

Gli unici baluardi che resistono sono il Venezuela e la Bolivia. Nel secondo caso, perchè non ha alcuna risorsa naturale degna di nota e quindi non interessa a nessuno. Per il Venezuela invece l’ostacolo è la cittadinanza. Nonostante le balle raccontate dai mass media italiani, la maggior parte dei venezuelani ricorda come si viveva prima di Chavez. Si ricorda di quando i liquami correvano lungo i bordi delle strade dei quartieri poveri, di quando se ti ammalavi potevi solo sperare nell’effetto terapeutico di qualche erba della zona, di quando si lavorava per un pugno di monete sotto un datore di lavoro che poteva anche picchiarti, torturarti o ucciderti senza affrontare mai la giustizia. E non vogliono tornare a quella situazione. Per questo quando ci sono stati i colpi di Stato contro i presidenti in carica hanno reagito facendo muro contro di loro. I venezuelani non sono stupidi. Sanno quello che stanno passando e sanno che Maduro non è capace di affrontare la situazione. Ma sanno anche che un Guaidò può fare solo di peggio. Perchè Guaidò è della stessa pasta di Jaime Lusinchi o di Carlos Andres Perez, il presidente che ordinò di sparare sulla folla durante il “caracazo” e che poi venne arrestato per peculato (cioè per essersi intascato soldi dello Stato).

Il problema è che gli Usa sono un vicino ingombrante. Non puoi mandarli a quel paese, ma allo stesso tempo non puoi vivere serenamente stando così vicini. Cuba ne è un esempio. Sono quasi 60 anni ormai che si sono ribellati agli Usa, cacciando il dittatore Fulgencio Batista; e sono 60 anni che gli Usa cercano di riconquistare il potere. Hanno usato l’embargo economico, hanno usato l’invasione militare (la famosa Baia dei Porci, nel 1961), hanno usato la diffamazione via social in tempi più recenti con la blogger Yoani Sanchez, trasformata in una eroina che si batte da sola contro il regime castrista (in realtà il 90% di quello che lei ha scritto si è dimostrato falso; tanto che negli ultimi anno gli Usa l’hanno un po’ “mollata”, dato che non ha più nessuna credibilità). Le hanno provate tutte, ma Cuba è riuscita ad andare avanti, raggiungendo anche livelli di eccellenza nell’istruzione (tutti i cittadini hanno una istruzione al livello dei migliori licei italiani) e nella medicina (Cuba è il Paese al mondo dove la mortalità infantile è più bassa. Inoltre i suoi medici sono richiestissimi in Sud America e in Africa sia come insegnanti, sia per aiutare i medici locali in caso di catastrofi). E questo è molto più di quanto si possa dire per molti altri Paesi che invece hanno accettato di fare i servi degli Usa.

Preso da: http://www.julienews.it/notizia/editoriali/ecuador-cile-argentina-brasile-venezuela-tutte-vittime-di-uno-stesso-carnefice/384103_editoriali_11.html

SIRIA, CURDI E TURCHIA: professionismo russo e dilettantismo tedesco

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La confusa situazione fra Siria , Turchia, USA e Curdi avvia ad una conclusione, o almeno questo sembra secondo gli ultimi accordi fra le parti intercorsi martedì scorso a Soci, nella Russia meridionale. Cerchiamo di riassumere il tutto in poche righe significative:

  • Il presidente turco Recep Erdogan e quello russo(Valdimir Putin hanno concordato nella definizione di un’area di sicurezza di 10 km al confine turco-siriano. Questa zona dovrà essere smilitarizzata e sarà pattugliata da unità miste Russo-turche;
  • non ci sarà nessuna spinta al separatismo dei curdi in Siria, che potrebbe influenzare ed accentuare quello dei curdi in Turchia. Ricordiamo che l’accordo fra Curdi e Siriani prevede una forma di autonomia del Kurdistan siriano, ma autonomia non è indipendenza.
  • comunque le forze curde, confluite nel SDF o quelle dell YPG non potranno trovarsi entro 30 km dal confine turco.

In questa situazione i turchi da un lato controllano ancora diverse sacche in Siria, come si può vedere  dalla seguente immagine:

Inizialmente Assad ha protestato affermando che questa soluzione era , per lui, una mezza truffa: alla fine una fetta di territorio rimaneva sotto controllo turco, anche se condiviso con in russi. D’altro canto però, per la prima volta, rientra in possesso della parte nord orientale del paese, sino al confine con l’Iraq, e disarma le milizie curde che, anzi, entrano a far parte, anche se indirettamente, del suo esercito,come 5 brigata assalto, sotto comando russo.
I turchi iniziano ad espellere i profughi siriani, rimandandoli indietro nella fascia occupata anche per costruire un cuscinetto con i curdi siriani. Non potevano avere di più senza entrare in uno scontro diretto con i russi. nello steso tempo le milizie filoturche hanno provveduto a massacrare un po’ di capi dei partiti curdi indipendentisti, il vero obiettivo di Ankara, che parla di alcune centinaia di “Terroristi” uccisi.
Nel frattempo fra i 100 ed i 500 militanti dell’ISIS  di origine straniera, moltoi europea (Francesi, Belgi, Tedeschi , Inglesi in testa) sono fuggiti dai capi di prigionia in cui li tenevano i curdi quando gli europei si sono rifiutati di riprenderseli indietro. Sul tema ci sono state forti dispute legali nel Regno Unito ed in  Germania.
I sconfitti sono i Curdi che, con l’accordo con Assad e con i russi sono riusciti , per lo meno, a limitare i danni. Incredibile come, nell’arco di pochi giorni, siano passati dalla protezione degli americani a quella dei russi, ma non avevano altra strada quando Trump ha deciso di non proteggere più la frontiera con la Turchia e di ritirarsi I leader non hanno potuto far altro che minimizzare i danni. Non arriveranno mai al grado di autonomia dei Curdi Iracheni, al limite dell’indipendenza perfino autodichiarata, ma almeno sopravviveranno. Gli americani attualmente tengono ancora alcune posizioni in Siria, ed anzi hanno rafforzato le proprie posizioni attorno ai pozzi petroliferi siriani, una mossa mirata più contro i russi che contro l’ISIS.
Nel dramma della situazione vi è anche qualcuno che riesce a porre un tocco di commedia. Il ministro della difesa e leader della CDU, Anne Kramp-Karrenbauer, è uscita con un’idea , che perfino sta cercando di portare avanti, e che sta mettendo la Germania in grande imbarazzo. La politica vorrebbe creare un’area do protezione  al confine fra Turchia e Siria sotto controllo di forze dell’ONU. Peccato che :

  • non abbia l’appoggio completo del proprio governo;
  • sia visto con estremo scetticismo dalla Turchia;
  • nessuno voglia realmente impegnarsi nell’operazione;
  • nessun paese europeo vuole seriamente mandare truppe nell’area in question

Un piano campato per aria che è diventato l’ennesimo boomerang politico per il governo tedesco e che rivela la superficialità con cui vengono affrontati certi temi in Germania. Qualsiasi altro governo, prima di uscire allo scoperto, avrebbe cercato di costruire un minimo di consenso internazionale, ma la AKK si è mossa come se fosse naturale che gli altri paesi volessero mandare truppe nel difficile settore siriano. In realtà a parte la Russia, che agisce in accordo con la Siria, la Turchia, che è confinante, e gli USA, che intendono proteggere i propri interessi diretti, nessuno vuole impantanarsi in quella difficile palude.

Preso da: https://scenarieconomici.it/siria-curdi-e-turchia-professionismo-russi-e-dilettantismo-tedesco/

IL SOCIALISMO AVANZA FRA I GIOVANI USA

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Marx pare stia conquistando i giovani USA. Secondo una ricerca di VOC  sette ragazzi americani su dieci si dicono disposti a votare per un partito socialista, che, nell’ottica americana significa Marxista, alle prossime elezioni. Questa ricerca vede un raddoppio della cifra rispetto alla precedente ricerca del 2018. Addirittura un millennial su tre sarebbe pronto a votare un partito comunista.
l Capitalismo è in generale, fra tutte le età, ancora visto il sistema economico migliore, con una percentuale del 61%, anche se questa percentuale è calante ed è molto più bassa fra i giovani. Il 57% dei giovani americani crede che la Dichiarazione di Indipendenza tuteli di più l’uomo rispetto al manifesto del Comunismo, percentuale che sale al 94% della “Silent Generation”, quella che precedeva i Baby Boomer. Inoltre il 22% dei Millennial crede che la società sarebbe migliore se la proprietà privata fosse abolita.

Molti di questi ragazzi sono, purtroppo, ignoranti: ad esempio il 76% ignora il patto fra Molotov Ribbentropp del 1939. Comunque questi sono gli effetti di una politica iprliberista che ha dimenticato cosa siano le tutele sociali, i diritti fondamentali, i sussidi alla povertà, il tutto in nome del libero commercio, della libera concorrenza. Sottomettendo l’uomo al denaro se ne provoca la rivolta.
Questa ricerca poi è completata da un’altra ricerca sui giovani che cerca di sapere chi sia ritenuto la maggiore minaccia per la Pace nel Mondo:

Trump è al primo posto, seguito da Kim Jong-un e da Putin.

Preso da: https://scenarieconomici.it/il-socialismo-avanza-fra-i-giovani-usa/

Greta Thunberg: Falso Profeta della Crociata dei Bambini

Greta thunberg mural bristol

I lettori di SOTT molto probabilmente sanno che sono nel “business dei profeti” da oltre 25 anni. Non è stato facile. Nonostante una “Hit List” più lunga di entrambe le mie braccia, mi sento ancora una Cassandra.

Non ho scritto niente per il pubblico consumo da parecchi anni ormai, a parte la pubblicazione sul nostro forum, e il motivo è principalmente il “Complesso Cassandra” appena menzionato. Mi sono resa pienamente conto che non c’è nulla che possa essere fatto per trasformare la folle discesa dell’umanità in una quasi estinzione. Inoltre, a partire dai primi giorni quando avviai il mio progetto, sono stati intrapresi vigorosi sforzi per sopprimere i miei avvertimenti e togliermi dal palcoscenico, per così dire.

Siccome non sono riusciti a farlo, è arrivata poi attraverso la censura globale imposta da Google, Facebook, Twitter e dai media mainstream che hanno finalmente raggiunto il loro obiettivo. SOTT.net aveva 6 milioni di lettori al mese – ora siamo fortunati se ne abbiamo 2 milioni. I riferimenti da FB e Twitter erano la nostra principale modalità di connessione; ora sono svanite nell’oblio.

Ad ogni modo, non sono ancora morta e tutto sta procedendo come previsto riguardo al nostro progetto profetico – L’Esperimento Cassiopaea – e abbiamo una buona idea di come andranno a finire le cose.

Ma Greta Thunberg non ne ha idea. E la propagazione della sua ignoranza è letteralmente criminale, poiché essendo una partecipante volontaria, anche se poco più di una bambina, fa di lei una criminale. Non se ne rende conto, ovviamente, perché le è stato fatto il lavaggio del cervello – come l’hanno fatto ad un’intera generazione di bambini su questo pianeta; ma quando mai non mai è stato così? Le parole cambiano, ma la melodia è la stessa: manipolazione e controllo dell’umanità è il nome del gioco.

Profeta contro Profeta

greta prophet house fire

Lasciate che vi racconti una piccola e divertente storia del Vecchio Testamento che ho parafrasato più di 30 anni fa.

Tanto tempo fa c’erano due re di due piccoli regni imparentati per matrimonio. Il primo re decise di fare visita al cognato, il secondo re. Quando arrivò per la sua visita, fu accolto dal secondo re che aveva preparato ogni sorta di delizie e divertimento.

Dopo molte feste e allegria, il secondo re disse a suo cognato, il primo re, che era incline a considerare tutti i suoi beni come reciproci e sperava che il primo re ricambiasse il pensiero. Questo ha reso il primo re un po’ nervoso e si chiedeva a che cosa tutto questo stava portando – e non ci ha messo molto per scoprirlo. Il secondo re voleva fare la guerra contro uno dei suoi vicini per prendere le sue terre e saccheggiare, ma, per farlo, aveva bisogno di aiuto. Sapeva che suo cognato non aveva tali ambizioni, e lo stava ammorbidendo per chiedere il suo aiuto.

Il primo re fu un po’ sorpreso da questa richiesta e chiese se potessero chiamare qualche profeta per sapere se questo piano fosse la strada giusta da seguire. Il secondo re chiamò volentieri 400 profeti. Tutti loro, ad un uomo, raccomandarono il piano e lodarono la perspicacia e l’ambizione del loro re. Ma, il primo re era ancora a disagio – c’era qualcosa che non lo convinceva. Ha chiesto se non ci fosse un ultimo profeta da consultare. Come si è scoperto, c’era, ma il secondo re ha avvertito il primo re di non aspettarsi molto da questo individuo, perché c’era odio tra di loro e questo cattivo sentimento ha reso quest’ultimo profeta scettico contro qualsiasi piano del secondo re. Dopo aver assassinato completamente il carattere dell’ultimo profeta, lo chiamò.

Certo, l’ultimo profeta ha contraddetto tutti i 400 profeti e ha detto al secondo re che sarebbe morto se fosse andato in battaglia. Per punire questa maleducazione, il secondo re fece gettare in prigione l’oracolo offensivo per pensare alla sua audacia fino al ritorno dei re e dell’esercito. Insistendo che la sua profezia era vera, l’ultimo profeta ha commentato al re che sarebbe certamente stupito del loro ritorno.

Ma, il malvagio secondo re aveva un piano. Dopo aver convinto il cognato ad accompagnarlo, si mise d’accordo per andare in battaglia vestito come un soldato comune, mentre il suo parente avrebbe indossato le sue vesti da re.

Come si è scoperto, i soldati nemici erano stati istruiti a cercare e uccidere immediatamente solo il secondo re. Nel corso della battaglia, i soldati nemici inseguirono l’unico uomo vestito da re e, scoprendo che non era l’uomo che stavano cercando, divennero furiosi e frustrati e uccisero il soldato comune più vicino, che era il secondo re malvagio. La profezia si avverò.

Ci sono diverse lezioni importanti in questa storia. La prima è che la profezia è inesorabile a meno che non vengano apportate modifiche fondamentali nell’attività e nella direzione. Non si può ingannare la Realtà Quantistica! Il secondo è: la vera profezia si manifesta molto spesso nella stessa proporzione descritta in questa storia: 400 a 1. Una terza – e non meno importante – lezione è che la gente raramente vuole sentire la verità perché è difficile rinunciare ai giochi mentali e alle razionalizzazioni. E, infine, il modo più semplice per evitare la verità è quello di assassinare l’oratore o il suo personaggio.

La storia di Giona illumina il lato opposto della medaglia. Come ricorderete, Giona era stato chiamato a profetizzare la distruzione sulla città decadente e peccaminosa di Ninive. Ha fatto bene il suo lavoro (dopo essere stato sufficientemente motivato da una meditazione forzata nel canale alimentare di un grosso pesce.) Con sorpresa di Giona, i Nineviti si pentirono e cambiarono le loro abitudini e, di conseguenza, la catastrofe fu annullata! Invece di essere felicissimo, Giona fu mortificato. Gli parve di essere stato preso in giro. Era così umiliato che se ne andava in giro tener il broncio tutto infuriato. Dio ha avuto una piccola chiacchierata con lui e ha sottolineato che c’erano altri scopi per l’illuminazione profetica – vale a dire, il pentimento e il cambiamento.

Nel presente abbiamo profeti moderni – statistici e vari scienziati – che proiettano tendenze e probabilità. Nella maggior parte dei casi, sia negli affari pubblici che privati, le decisioni si basano su questo tipo di dati. Poiché questi moderni metodi “divinatori” si basano su masse di statistiche che riflettono atti puramente materiali, la qualità elevante di un ideale non è né considerata né proiettata. Di conseguenza, le previsioni su cui la nostra cultura ha inquadrato le sue attività si traducono in una vera evoluzione – che è una spirale inesorabile di degrado e decadenza.

In questo senso, le previsioni escatologiche possono servire da trampolino di lancio verso la consapevolezza, che può servire ad attivare quelle aspirazioni superiori, che poi possono agire in maniera attenuante sugli eventi futuri. Se un numero sufficiente di persone diventa consapevole che qualcosa di terribile sta per accadere, a meno che non si cambiano le nostre abitudini, può creare la necessaria elevazione degli ideali che servirebbe ad alterare le realtà quantistiche.

Quando ho iniziato a pubblicare le trascrizioni dell’Esperimento Cassiopeo, ho avuto ingenuamente l’idea che la gente avrebbe capito che se non ci fosse stato un cambiamento globale degli atteggiamenti fondamentali verso la realtà, l’umanità si sarebbe trovata su una nave che sarebbe affondata.

Ma quel cambiamento di atteggiamenti fondamentali non si è verificato; infatti, difficilmente posso immaginare un mondo più impantanato nelle menzogne e nell’illusione di quello attuale. Ma non sono stupita. Lo avevo previsto 30 anni fa.

Gurdjieff aveva una storia che descrive esattamente quello che sta succedendo con i Liberali, Sinistra/Democratici/ Riempite lo spazio vuoto con il partito pro-establishment simile del vostro paese:

“C’è un racconto orientale che parla di un mago molto ricco che aveva molte pecore. Ma allo stesso tempo questo mago era molto cattivo. Non voleva assumere pastori, né voleva erigere una recinzione sul pascolo dove pascolavano le sue pecore. Le pecore, di conseguenza, spesso vagavano nella foresta, cadevano nei burroni, e così via, e soprattutto scappavano, perché sapevano che il mago voleva la loro carne e la loro pelliccia e questo non gli piaceva.

Finalmente il mago trovò un rimedio. Ipnotizzò le sue pecore e suggerì loro prima di tutto che erano immortali e che non veniva fatto loro alcun danno quando venivano scuoiate, che, al contrario, sarebbe stato molto buono per loro e persino piacevole; in secondo luogo, suggerì che il mago era un buon maestro che amava così tanto il suo gregge che era pronto a fare qualsiasi cosa al mondo per loro; e, in terzo luogo, suggerì loro che se qualcosa sarebbe successo a loro non sarebbe successo proprio allora, in ogni caso non quel giorno, e quindi non dovevano preoccuparsi. Inoltre il mago suggerì alle sue pecore che non erano affatto pecore; ad alcune di loro suggerì che erano leoni, ad altre che erano aquile, ad altre che erano uomini e ad altre che erano maghi.

E dopo questo, tutte le sue preoccupazioni e timori per le pecore finirono. Non scapparono mai più, ma attesero tranquillamente il momento in cui il mago avrebbe richiesto la loro carne e le loro pellicce”.

Descrive con precisione la condizione attuale delle grandi masse dell’umanità. Per risvegliarsi, prima di tutto bisogna rendersi conto che si è in uno stato di sonno. E, per rendersi conto che si è effettivamente in stato di sonno, bisogna riconoscere e comprendere appieno la natura delle forze che operano per mantenere l’uomo nello stato di sonno, o ipnosi. È assurdo pensare che questo può essere fatto cercando informazioni dalla fonte stessa che induce l’ipnosi. Gurdjieff ha continuato a dire:

“Teoricamente (un uomo può svegliarsi) ma praticamente è quasi impossibile perché appena un uomo si sveglia un attimo e apre gli occhi, tutte le forze che lo hanno fatto addormentare iniziano ad agire contro di lui con energia decuplicata e lui si riaddormenta immediatamente, spesso sognando di essere sveglio o pronto a svegliarsi”.

E’ nel risveglio dell’umanità che sta la speranza di mitigare i disastri profetizzati. Per porre fine alle condizioni che hanno operato per portare l’umanità alle deplorevoli condizioni attuali, esse devono essere esposte e comprese. Il Falso Profeta – la forte illusione dell’errore – deve essere superato.

“Attenti ai falsi profeti che si presentano davanti a voi vestiti come pecore, ma dentro di loro sono dei lupi divoratori. Li riconoscerete pienamente dai loro frutti. La gente raccoglie l’uva dalle spine o i fichi dai cardi? … Un albero sano non può dare frutti cattivi, né un albero cattivo può dare frutti buoni”. (Matt. 7:15,23)

Mentre tutti ammetteranno facilmente che probabilmente c’è troppa violenza in televisione e su Internet e che l’incessante pubblicità è probabilmente una vera assurdità, pochissime persone hanno una reale concezione della precisa natura e dell’estensione dell’influenza ipnotica dei media. Ancora meno persone hanno un’idea degli scopi che stanno dietro a questo fenomeno. Wallace e Wallechinsky scrivono nel People’s Almanac:

“Dopo la seconda guerra mondiale, la televisione fiorì… Psicologi e sociologi sono stati coinvolti per studiare la natura umana in relazione alla vendita; in altre parole, per capire come manipolare le persone senza che essi si accorgessero. Dr. Ernest Dichter, presidente dell’Istituto per la ricerca motivazionale ha fatto una dichiarazione nel 1941… ‘L’agenzia pubblicitaria di successo manipola le motivazioni e i desideri umani e sviluppa un bisogno di beni che un tempo il pubblico non conosceva – e che forse non era nemmeno desideroso di acquistare.

Discutendo l’influenza della televisione, Daniel Boorstin scrisse: ‘Qui finalmente c’è un supermercato di esperienze surrogate. Una programmazione di successo offre intrattenimento – con il pretesto dell’istruzione; istruzione – con il pretesto dell’intrattenimento; persuasione politica – con il fascino della pubblicità; e pubblicità – con il fascino del dramma.’

“La televisione programmata non solo serve a diffondere l’acquiescenza e la conformità, ma rappresenta un approccio deliberato dell’industria.”

A parte il fatto che la televisione e la “cultura dello schermo” in generale si è dimostrata estremamente dannosa per i bambini e che ora si ritiene che la maggior parte degli aspetti degradanti della società possa essere attribuita ai valori decadenti rappresentati dai media, vi è un effetto più profondo e più insidioso sulla psiche umana. Come accennato sopra, si tratta di una manipolazione pianificata e deliberata per diffondere l’acquiescenza e la conformità e per ipnotizzare le masse per sottometterle all’autorità dello schermo.

Ad Allen Funt, conduttore di uno spettacolo popolare, Candid Camera, una volta è stato chiesto quale fosse la cosa più inquietante che aveva imparato sulle persone nei suoi anni di rapporto con loro attraverso il suo show. La sua risposta era agghiacciante nelle sue ramificazioni: “La cosa peggiore, e lo vedo più e più volte, è la facilità con cui le persone possono essere comandate da qualsiasi tipo di autorità, o anche dalle autorità meno importanti. Un uomo ben vestito sale sulla scala mobile e la maggior parte delle persone si voltano e cercano disperatamente di salire anche loro… Un giorno abbiamo messo un cartello sulla strada, ‘Delaware oggi chiusa’. Gli automobilisti non l’hanno nemmeno messo in discussione. Invece hanno chiesto: ‘La Jersey è aperta?'”.

Si sta formando un’immagine di una società deliberatamente indotta ad essere condizionata dalla televisione, inadeguata in termini di istruzione e creatività, propensa ai disordini sociali e alla decadenza. È evidente che i media hanno il compito di diffondere queste condizioni.

GQ magazine greta thunberg

Sembrerebbe che i padroni della motivazione, nell’interesse dei loro clienti industriali, pianificano la programmazione per creare condizioni sociali vantaggiose, cosa che di fatto potrebbero fare. È evidente che l’autorità finale sulla programmazione mediatica è nelle mani degli inserzionisti, sostenuti dalle industrie i cui prodotti e idee vengono venduti. Con tutti gli input psicologici a cui hanno accesso, sembrerebbe che costringerebbero la programmazione a correggere le condizioni sociali che costano loro denaro. Oltre 25 miliardi di dollari all’anno vengono spesi per insegnare ai lavoratori a leggere e scrivere, dopo essersi laureati dagli effetti combinati di un sistema scolastico pubblico e la programmazione televisiva.

E’ accettato che il fiorente crollo sociale, che costa anche a questi giganti industriali ingenti somme di denaro, è per lo più attribuibile alle frustrazioni e alle insoddisfazioni generate dalla falsa visione della realtà presentata attraverso i media. Perché non usano le loro risorse finanziarie per sostenere i padroni della motivazione per capire come presentare la programmazione che potrebbe portare a cambiamenti positivi nelle persone? Può essere che le condizioni della società, compresa la risposta programmata ai “minimi segni di autorità”, siano pianificate? Qualcuno vorrebbe suggerire che le cifre e gli studi relativi all’influenza dannosa della programmazione non sono a loro disposizione e che non si rendono conto che gli costa denaro? Se è così, allora sono troppo stupidi per essere arbitri dei nostri valori e dovremmo ignorarli del tutto. Se non è così, allora dobbiamo presumere che ci sia un obiettivo dietro a questa manipolazione.

Ci sono molte prove a sostegno dell’idea che questo scopo, o l’oggetto di questa manipolazione, è quello di creare una discordanza psicologica e sociale sufficiente a permettere l’istituzione di un governo totalitario su richiesta del popolo. Si ipotizza inoltre che le “élite super ricche” cerchino di controllare il mondo intero da dietro le quinte ed è a questo scopo che essi hanno il controllo e finanziano le varie azioni che appaiono alle masse come “incidenti” politici e internazionali. F.D.R. ha detto: “In politica non succede mai niente per caso; se succede, si può scommettere che è stato pianificato! Ed egli occupava la posizione giusta per poter saperlo.

Ci sono molte prove a sostegno dell’idea che le guerre sono fomentate e combattute per ridistribuire questi equilibri di potere finanziario dietro le quinte e che, sebbene i nostri padri, fratelli, nonni, zii, cugini e figli muoiono in queste azioni, sono solo giochi di “Relazioni Internazionali”, giocati da coloro i cui soldi e la cui posizione danno loro poco altro con cui occupare il loro tempo o intelligenza.

C’è, tuttavia, una conseguenza di questa partita di scacchi globale che non è evidente né ai giocatori né alle pedine.

La Realtà Ideologicamente Fabbricata contro la Realtà Oggettiva

Ammettiamolo, la vita su questo pianeta, grazie agli elementi patologici che sempre tendono a salire al potere, non è mai stata facile o molto piacevole. Ma ora le cose stanno davvero peggio di come lo erano ai tempi di Sodoma e Gomorra poco prima che un’apparente esplosione di una cometa in atmosfera le cancellasse dalla mappa, o la leggendaria Atlantide alla vigilia della distruzione. Ed è questo che dovrebbe farci riflettere. George Santayana, nella sua opera The Life of Reason scrisse: “Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo”. Ma i Liberali/Sinistra sono impegnati a “revisionare” e riscrivere la storia, guidati dalle loro ideologie postmoderniste/marxiste, che fondamentalmente sono poco più di “Tu crei la tua realtà”. I fatti concreti della fisica classica che operano nel mondo delle onde collassate sono stati eliminati e sostituiti dall’idea delirante che l’incertezza quantistica può essere applicata alla dura realtà.

Mentre il cervello interagisce con il suo ambiente, i circuiti sinaptici si combinano per formare mappe sinaptiche del mondo percepito dai sensi. Queste mappe descrivono piccoli segmenti di quel mondo – forma, colore, movimento – e queste mappe sono sparse nel cervello. Mentre la rete sinaptica del cervello si evolve, a partire dalla nascita – o anche prima – queste mappe elaborano le informazioni simultaneamente e in parallelo. Sulla base delle nostre mappe sinaptiche del mondo, siamo in grado di avere una visione più o meno oggettiva della realtà.

La fisica classica afferma che il futuro esiste già, così come il presente e il passato. Tutto ciò che può accadere è già accaduto. Ma per qualche motivo sconosciuto le nostre menti possono sperimentare il futuro solo un pezzo alla volta in quello che chiamiamo presente.

La fisica quantistica, invece, sostiene che non possiamo mai prevedere il futuro con assoluta certezza. Il futuro non esiste ancora in un unico stato definito. L’incertezza quantistica non ci nega tutte le conoscenze sul futuro. Ci dà gli strumenti per fare previsioni, ma solo in termini di probabilità.

Bohr e altri importanti fisici della Scuola di Copenhagen sostengono che la realtà oggettiva è un concetto ambiguo a livello quantico. In fisica, la nostra conoscenza arriva solo quando misuriamo effettivamente qualcosa, e anche allora il modo in cui decidiamo di eseguire la misurazione influenza i risultati che otteniamo.

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Porre la stessa domanda in modi diversi può dare risposte apparentemente contraddittorie, ma nessun esperimento fornisce di per sé informazioni contraddittorie. Alcuni esperimenti mostreranno gli elettroni come onde, mentre altri li mostreranno come particelle. In nessun esperimento singolo gli elettroni mostrano simultaneamente un comportamento ondulatorio e particellare. Bohr ha definito tale fenomeno come complementarità.

La meccanica quantistica lascia l’osservatore incerto sulla natura reale della realtà. Sono davvero onde o particelle? Non lo sappiamo e nessun esperimento ce lo dirà. Rilevare uno degli attributi esclude automaticamente la conoscenza dell’altro.

L’universo ha molti possibili stati o potenzialità future rappresentate dalla funzione d’onda. La funzione d’onda collassa costantemente nel presente, poiché i molti stati possibili diventano un unico stato man mano che il presente si dispiega e le possibilità diventano realtà.

Molti individui hanno deciso che questa Incertezza Quantistica significa che potete “creare la vostra realtà” in base a ciò che credete, o a seconda di ciò a cui prestate la vostra attenzione. Questa è un’idea popolare tra le folle New Age, ed è in realtà il fondamento della maggior parte delle religioni, che se ne rendano conto o meno.

Il nostro universo sembra essere fatto di materia/energia e di coscienza. La materia/energia di per sé “preferisce”, come sembra, uno stato caotico. La materia/energia non ha un concetto di “creazione” o “organizzazione”. È la coscienza che dà vita a questi concetti e con la sua interazione con la materia spinge l’universo verso il caos e il decadimento o verso l’ordine e la creazione.

Questo fenomeno può essere modellato matematicamente e simulato al computer utilizzando l’EEQT (Event Enhanced Quantum Theory). Non sappiamo se l’EEQT modella con esattezza l’interazione della coscienza con la materia, ma è probabile che lo faccia perché sembra descrivere correttamente i fenomeni fisici meglio della semplice meccanica quantistica ortodossa o delle sue teorie rivali (meccanica Bohmiana, teoria GRW ecc.).

Ciò che impariamo dall’EEQT può essere descritto in termini semplici come segue:

Chiamiamo il nostro universo materiale “il sistema”. Il sistema è caratterizzato da un certo “stato”. È utile per rappresentare lo stato del sistema come punto su un disco. Il punto centrale del disco, la sua origine, è lo stato di caos. Potremmo anche descriverlo come “Potenziale Infinito”. I punti sul confine rappresentano “stati puri” dell’essere, cioè stati con “conoscenza pura”. Nel mezzo sono presenti stati misti. Più lo stato è vicino al confine, più puro, più è “organizzato”.

Ora, un “osservatore” esterno, una “unità di coscienza”, ha qualche idea – forse accurata, forse falsa o intermedia – sullo “stato reale” del sistema, osservando e percependo il sistema secondo le conoscenze che possiede. L’osservazione, se prolungata, fa “saltare” lo stato del sistema. In questo senso, si “crea la propria realtà”, ma il diavolo, come sempre, è nei dettagli.

I dettagli sono che lo stato risultante del sistema sotto osservazione può essere più puro, o più caotico, a seconda della “direzione” del salto. La direzione del salto dipende da quanto oggettiva – quanto vicina alla realtà dello stato attuale – è l’osservazione.

Secondo l’EEQT, se le aspettative dell’osservatore sono vicine allo stato effettivo del sistema, questo salta, il più delle volte, in uno stato più organizzato e meno caotico.

they live billboards

Vedi segni dappertutto, ma sei sicuro di leggerli correttamente?

Se, invece, le aspettative dell’osservatore sono vicine alla negazione dello stato reale (cioè, quando le credenze dell’osservatore non sono vere secondo lo stato EFFETTIVO, ergo, la realtà oggettiva), allora lo stato del sistema, generalmente, salterà in uno stato più caotico, meno organizzato. Inoltre, di norma, ci vorrà molto più tempo per compiere tale salto.

In altre parole, se la conoscenza dello stato reale da parte dell’osservatore è vicina alla verità, allora l’atto stesso di osservazione e verifica provoca un salto in tempi brevi, e lo stato risultante è più organizzato; puro. Se la conoscenza dello stato attuale da parte dell’osservatore è falsa, allora di solito ci vuole molto tempo per causare un cambiamento nello stato del sistema, e lo stato risultante è più caotico.

In breve, chiunque “creda” nel tentativo di “creare la realtà” diversa da quello che è effettivamente, contribuisce all’aumento del caos e dell’entropia. Se le vostre convinzioni sono ortogonali alla verità, non importa quanto fortemente ci crediate, siete essenzialmente in conflitto con il modo in cui l’Universo vede se stesso, e – posso assicurarvelo – non vincerete questa gara. State invitando la distruzione su voi stessi e tutti coloro che si impegnano in questo esercizio di “fissare l’universo” secondo le vostre convinzioni.

D’altra parte, se siete in grado di vedere l’Universo come si vede egli stesso, obiettivamente, senza preconcetti, e con l’accettazione della realtà e risposte appropriate per come le cose sono veramente, allora diventate più “allineati” con l’energia creativa dell’universo e la vostra stessa coscienza diventa un trasduttore dell’ energia di ordine, e le vostre azioni sono congruenti con lo stato effettivo della realtà. La vostra energia di osservazione, fornita incondizionatamente, accompagnata dalle azioni appropriate, può portare ordine nel caos, può creare attraverso un potenziale infinito.

Greta Thunberg: Falso Profeta, Artefice del Caos

children's crusade

La crociata dei bambini del 1212 si è conclusa in un disastro

Ieri ho visto il video di questa giovane donna patetica, con problemi psicologici e mentali mentre si rivolgeva all’ONU (non è una bambina, ha 16 anni e la Sinistra/Liberale sostiene che dovrebbe fare sesso se lo vuole oppure cambiare il suo sesso se lo vuole, quindi smettiamola di chiamarla bambina!)

Thunberg è stata presentata come il nuovo Profeta del Destino e dell’Oscurità. A parte il fatto che le sue buffonate mi ricordano la crociata dei bambini del 1212 (leggete quello che è successo a loro), della povera e mentalmente disagiata Giovanna d’Arco, e persino dei poveri figli sfruttati di Joseph Goebbels, che sono stati uccisi dai loro genitori quando si trovarono di fronte alla fine dei loro sogni liberal/nazisti di dominio globale, sono piuttosto indignata che ai liberali di oggi è stato permesso di diffondere le loro illusioni a tal punto da spaventare i giovani di essere vivi.

Ho ottenuto qui una trascrizione del discorso di Thunberg e ora lo commenterò. Ha risposto così alla domanda: “Qual è il tuo messaggio per i leader mondiali?

“Il mio messaggio è che vi stiamo osservando”

Non ha senso osservare qualcosa se non sai cosa stai cercando o come identificarlo. Greta e i suoi marionettisti non sono in grado di farlo; hanno vissuto troppo a lungo nel loro mondo postmoderno CLTPR (crea la tua propria realtà) per avere un’idea di quello che sta succedendo veramente in questo mondo e di come sono stati manipolati. Greta ha continuato:

“E’ tutto sbagliato. Non dovrei essere qui. Dovrei tornare a scuola dall’altra parte dell’oceano. Eppure tutti voi vi rivolgete a noi giovani per speranza. Come osate!”

E’ vero, non dovrebbe trovarsi “lì”. Ma non si ferma nemmeno a pensare al fatto che “nulla in politica accade per caso”. Lei è semplicemente uno strumento di chi spinge l’umanità in uno stato di caos affinché i controlli totalitari siano accettati dalle masse umane per ottenere la pace.

“Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote. Eppure sono uno dei fortunati. La gente soffre. La gente sta morendo. Interi ecosistemi stanno crollando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa, e tutto ciò di cui si sente parlare è denaro e fiabe di una crescita economica eterna. Come osate!”

Sì, è vero che i maestri di manipolazione di questo mondo hanno “rubato i sogni” a tutti gli abitanti del pianeta, ma non proprio come la pensa Greta; la cosa peggiore ancora è che non si rende conto di essere uno strumento per rubare ancora più sogni a più persone!

greta angry UN

Sì, le persone soffrono e muoiono e gli ecosistemi stanno crollando, ma non ha nulla a che fare con le attività tecnologiche umane e ha tutto a che fare con i cicli naturali determinati dal Sole e da altre influenze cosmiche. Sì, è probabilmente vero che ci stiamo dirigendo verso un’estinzione di massa – che è già in corso – solo che non ha nulla a che fare con le azioni fisiche degli esseri umani, e molto di più con le azioni e gli atteggiamenti psichici, psicologici e mentali l’uno verso l’altro. L’atteggiamento stesso di Greta è un esempio degli stati psicologici che stanno portando il caos sul nostro pianeta. Le preoccupazioni di Greta per quanto riguarda il denaro, la crescita economica, ecc. sono sbagliate. Nessuna delle idee dei Cultisti del riscaldamento globale su come risolvere l’inesistente problema del riscaldamento provocato dall’uomo (RGA) farà nulla per cambiare la costante marcia del cambiamento climatico verso un’era glaciale, e, di fatto, causerà sofferenze molto più gravi di quelle che esistono attualmente sul nostro pianeta; le cose non farà che peggiorare.

“Per più di 30 anni, la scienza è stata chiarissima. Come osate continuare a distogliere lo sguardo e venire qui dicendo che state facendo abbastanza, quando la politica e le soluzioni necessarie non si vedono ancora da nessuna parte.”

Qui è dove le convinzioni di Greta sono totalmente ortogonali alla VERITÀ. La scienza NON è stata “chiarissima” per 30 anni, essendo la scienza un altro strumento della politica postmoderna e marxista almeno per tutto questo tempo, se non di più. Per quanto riguarda l’esistenza o meno di soluzioni su come affrontare un’era glaciale, sono d’accordo sul fatto che non c’è nulla in vista.

Ma forse era stato progettato dai burattinai dietro i tirafili di Greta. Sarebbe una teoria di cospirazione suggerire che, da qualche parte ai vertici, sanno che sta per accadere un’era glaciale e NON il riscaldamento globale, e che tutto ciò che quest’ultimo è stato progettato per fare è far sì che gli scienziati corrotti togliessero lo sguardo dalla verità e contribuire al caos finale che si verificherà quando il Rimbalzo Glaciale si abbatterà improvvisamente su di noi?

Sarà qualcosa come se il mondo intero si preparasse per un viaggio su un’isola tropicale e finisse invece in Antartide.

“Dite che ci ascoltate e che capite l’urgenza. Ma per quanto triste e arrabbiato io sia, non voglio crederci. Perché se aveste veramente compreso la situazione e continuaste a non agire, allora sareste malvagi. E mi rifiuto di crederci.”

Greta si sbaglia: i Maestri Burattinai dell’inganno dietro l’intera truffa del riscaldamento globale sono certamente il Male con la M maiuscola, quindi, ancora una volta, le sue convinzioni sono ortogonali alla Verità.

“L’idea popolare di dimezzare le nostre emissioni in 10 anni ci dà solo il 50% di probabilità di rimanere al di sotto di 1,5 gradi [Celsius], e il rischio di innescare reazioni a catena irreversibili al di fuori del controllo umano”.

Di nuovo, Greta sta credendo alle bugie. La verità è che l’era glaciale può essere ritardata o attenuata dalle emissioni di carbonio e non dovremmo preoccuparci affatto di esse. Questa è roba da “vestirsi per l’isola tropicale”.

“Il cinquanta per cento può essere accettabile per voi. Ma questi numeri non includono i punti di ribaltamento, la maggior parte dei cicli di feedback, il riscaldamento aggiuntivo nascosto dall’inquinamento atmosferico tossico o gli aspetti di equità e giustizia climatica. Si appoggiano inoltre sulla mia generazione assorbendo centinaia di miliardi di tonnellate di CO2 dall’aria con tecnologie che esistono a malapena”.

“Quindi un rischio del 50% è semplicemente inaccettabile per noi, noi che dobbiamo convivere con le conseguenze.

“Per avere il 67% di probabilità di rimanere al di sotto di 1,5 gradi di aumento della temperatura globale – le migliori probabilità date dal [Intergovernmental Panel on Climate Change] – il mondo doveva emettere circa 420 gigatonnellate di CO2 a partire dal 1° gennaio 2018. Oggi questa cifra è già scesa a meno di 350.

Come osate fingere che questo problema possa essere risolto con la solita attitudine di “affari come sempre” e alcune soluzioni tecniche? Con gli attuali livelli di emissioni, il bilancio di CO2 rimanente sarà completamente eliminato in meno di 8 anni e mezzo”.

Oh si, sono proprio sicura che quest’informazione sia uscita dal cervello di questa ragazza con problemi mentali!

record snow new england

Quello che abbiamo visto negli ultimi inverni è solo un assaggio di quello che verrà… e resterà…

Ovviamente sta riportando cifre e affermazioni promesse dai sostenitori del RGA, il tutto basato su un fondamento di false supposizioni, in particolare sul fatto che l’aumento dei livelli di CO2 nell’atmosfera causa – piuttosto che essere correlati – condizioni meteorologiche sempre più estreme. La truffa del riscaldamento globale non è sicuramente la verità – non si avvicina nemmeno alla realtà oggettiva. E’ così gravemente distorta che qualsiasi azione intrapresa per contrastarla è garantita per produrre risultati opposti: maggiore degrado ambientale, maggiore disuguaglianza e maggiore impreparazione ai cambiamenti climatici!

Ho una notizia per te, Greta: speriamo che gli attuali tassi di emissioni di carbonio aiutino a prevenire l’era glaciale – anche se dubito che sia possibile. Già appaiono i segni che ci rimasto poco tempo prima che il silenzio dei ghiacci torni a scendere su vaste aree del globo, la produzione agricola ne soffrirà, le persone moriranno di fame, le malattie dilagheranno su popolazioni deboli e affamate e molto probabilmente fino al 75% della popolazione del pianeta morirà di una cosa o l’altra dovuta ad un’era glaciale. È già successo prima, succederà di nuovo, e tutte le ere glaciali sono precedute da periodi di riscaldamento globale.

“Non verranno presentate soluzioni o piani in base a queste cifre, perché questi numeri sono troppo scomodi. E non si è ancora abbastanza maturi per dirlo così com’è.

“Ci state deludendo. Ma i giovani cominciano a capire il vostro tradimento. Gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi. E se scegliete di deluderci, io dico: Non vi perdoneremo mai.

“Non vi permetteremo di farla franca. Proprio qui, proprio ora è dove tracciamo la linea di demarcazione. Il mondo si sta svegliando. E il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o meno.

Grazie”.

Infatti, l’ondata di cambiamenti è già qui, ma Greta e i suoi agenti non hanno idea della vera natura di quest’onda, né dei preparativi psichici e psicologici necessari per poter cavalcarla. Arrabbiati con le persone, la società e la creazione stessa, hanno messo in posizioni di autorità attivisti adolescenti vegani, malnutriti e immaturi che cercano di generare un clima di vendetta, e così si sono allineati con le forze della distruzione.

Qui possiamo menzionare la crociata dei bambini, dove migliaia di bambini hanno marciato per salvare Gerusalemme dagli infedeli e sono finiti nei mercati degli schiavi di Costantinopoli.

Beh, qui abbiamo 400:1. Io scommetto sull’era glaciale e faccio i miei piani di conseguenza. Greta e i suoi maestri burattinai possono fare i bagagli per l’isola tropicale, se lo desiderano, io sto comprando mukluks e scarponi da neve.

La crociata dei bambini di oggi e l’isteria incipiente che essa suscita è una falsa profezia.

Attenzione!

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Laura Knight-Jadczyk (Profile)

Laura Knight-Jadczyk, nativa della Florida da sette generazioni, è una storica/mistica e autrice di 14 libri e numerosi articoli pubblicati sulla stampa e su internet. È la fondatrice di SOTT.net e l’ispiratrice dell’Esperimento Cassiopaea. Vive in Francia con il marito, un fisico matematico polacco, Arkadiusz Jadcyk, con quattro dei suoi cinque figli, una famiglia allargata, otto cani, cinque uccelli ed un gatto.

Preso da: https://it.sott.net/article/2065-Greta-Thunberg-Falso-Profeta-della-Crociata-dei-Bambini