SOROS: “APRIAMO LE PORTE AGLI IMMIGRATI”

[ 30 ottobre ]

Non c’è bisogno di spendere molte parole per spiegare chi sia George Soros (nella foto)  —uno dei più grandi e spiatati pescecani della finanza globale. Niente di sorprendente che egli, finanziato il golpe in Ucraina, sostenga non solo la Merkel (e la guida tedesca della Ue) ma pure il governo Renzi, e che abbia confermato questo appoggio incontrandolo a New York il 27 settembre scorso.

Consigliamo la lettura di questa intervista che ha rilasciato a Federico Fubini e pubblicata dal Corriere della Sera del 26 settembre. Tra le altre cose espone che meglio non si potrebbe le opinioni dell’aristocrazia finanziaria globalista sulla vicenda dell’immigrazione.

Domanda: Vede una concorrenza fra Paesi europei, quali riescono ad attrarre gli stranieri più qualificati?
«Certamente sì. I siriani che arrivano in Europa tendono a essere istruiti e rappresentano una fonte molto qualificata di lavoro per il futuro. Il perché è ovvio, se ci si riflette: per affrontare il viaggio fino alla Germania questi rifugiati hanno bisogno di un bel po’ di denaro. Ciò significa che è la crema della società siriana che attualmente sta affluendo in Germania. E la Germania è interessatissima ad accoglierli».
* * *

George Soros:  «Il futuro dell’Ue si decide sui migranti: investire nell’accoglienza può dare grandi frutti»

Dopo gli choc di questi anni, lei crede davvero che l’area euro stia tornando a una crescita solida?
«L’economia europea in effetti sta migliorando, se la ripresa non verrà danneggiata da nuovi episodi di instabilità finanziaria come quelli delle ultime settimane. La mia impressione – dice Soros – è che alla politica monetaria delle banche centrali venga chiesto troppo, più di quanto possa dare. Ci sarebbe bisogno di una politica di bilancio che incoraggi la crescita, eppure questo è esattamente quello che manca».
Vuole dire che i governi dell’area euro dovrebbero gestire i conti con un approccio più espansivo?
«Sì, serve una politica di bilancio espansiva, che sostenga la ripresa. Del resto la soluzione alla crisi migratoria, e persino la soluzione alla crisi ucraina e alla minaccia rappresentata dalla Russia, richiedono che l’Europa faccia degli investimenti seri. Darebbero grandi frutti: accogliere i migranti e i rifugiati e impegnarsi nel garantire loro una sistemazione produrrebbe un effetto molto positivo per l’economia europea. Ma tutto questo implica uno stimolo di bilancio».
Crede che anche l’Italia questa volta riuscirà a partecipare alla ripresa dell’area euro?
«Sinceramente, per le prospettive dell’Italia ho buone speranze. Matteo Renzi è riuscito a introdurre dei cambiamenti importanti nel mercato del lavoro. Adesso sta affrontando il problema dei crediti incagliati e delle sofferenze nei bilanci delle banche, e dopo questo passaggio l’economia italiana potrebbe in realtà crescere più in fretta del resto d’Europa».
Perché dà tanta importanza alla crisi migratoria per la crescita economica?
«In negativo, perché la crisi migratoria minaccia di distruggere l’Unione Europea. Non dimentichiamo che la Ue sta vivendo varie crisi allo stesso tempo e questa è solo una di esse. La Grecia, la guerra in Ucraina, il rischio di uscita della Gran Bretagna dall’Unione e la stessa crisi dell’area euro sono le altre. Angela Merkel ha dimostrato di essere una vera statista, perché ha capito quanto sia critica la questione migratoria. Senza una politica realmente europea su questo fronte, il fatto che ogni Paese si muove per proprio conto potrebbe distruggere l’Unione. Di certo ha già distrutto Schengen, l’accordo sulla libertà di movimento delle persone. E il mercato unico sulla libertà delle merci attraverso le frontiere europee può essere la prossima vittima».
Crede che la soluzione sia un sistema vincolante di quote che distribuisca migranti e rifugiati nei vari Paesi?
«Dobbiamo arrivare a creare una organizzazione europea che cooperi con i vari Stati disposti ad accettare i rifugiati. I dettagli dipenderanno dalla volontà e dalla capacità dei singoli Paesi di assorbire nuovi arrivi. È evidente che quella della Germania è superiore a quelle di Grecia o Ungheria. Ma questa capacità di assorbimento bisogna anche svilupparla. Oggi l’agitarsi più vuoto e inutile mi pare sia in Francia e in Gran Bretagna: per entrambe la capacità di accogliere risulta molto sotto a quanto dovrebbe essere. Anche solo per ragioni demografiche, l’Europa ha bisogno di un milione di nuovi arrivi ogni anno. E i Paesi che ne accoglieranno di più, sono quelli che cresceranno di più in futuro».
Vede una concorrenza fra Paesi europei, quali riescono ad attrarre gli stranieri più qualificati?
«Certamente sì. I siriani che arrivano in Europa tendono a essere istruiti e rappresentano una fonte molto qualificata di lavoro per il futuro. Il perché è ovvio, se ci si riflette: per affrontare il viaggio fino alla Germania questi rifugiati hanno bisogno di un bel po’ di denaro. Ciò significa che è la crema della società siriana che attualmente sta affluendo in Germania. E la Germania è interessatissima ad accoglierli».
Intanto la Grecia è travolta dagli sbarchi. Ritiene almeno che il suo futuro nell’euro sia assicurato?
«Purtroppo il problema greco non è risolto, perché quel Paese ha dovuto accettare condizioni che gli sono state imposte. Non le ha scelte. C’è un atteggiamento ostile in Grecia di fronte all’idea di realizzare davvero quei piani, dunque questa è una ferita che continuerà a infettarsi e a assorbire un sacco di risorse. Molte più di quanto sarebbe giusto».
Cosa intende dire, che la Grecia non va più finanziata?
«Dico solo che l’ammontare speso per la Grecia è almeno dieci volte più vasto di quello speso per l’Ucraina, un Paese che non chiede altro che di avanzare nelle riforme. È un paradosso. C’è un Paese che vuole essere un alleato dell’Europa, ma viene trascurato. E c’è un altro Paese che è un suddito riluttante dell’Europa e riceve francamente, decisamente, troppo».
Suggerisce di spostare risorse e attenzione all’Ucraina?
«Purtroppo gli europei sono stati molto miopi. La nuova Ucraina nata con la rivoluzione di piazza Maidan sarebbe una grande risorsa per l’Europa, investirvi varrebbe veramente la pena. Ma ciò non viene capito e questa totale incomprensione sta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell’Ucraina, il migliore alleato dell’Europa di fronte alla pressione della Russia putiniana».

Al Muhaysini , un saudita che comandava decine di migliaia di uomini, tutti moderati quando combattevano in Aleppo…

Come dice il “bravissimo” giornalista Amedeo Ricucci,  nel blog Diariodisiria.com della collega Susan Dabous,  Aleppo è differente da Mosul, perché ad Aleppo c’è l’esercito libero, non Isis (https://diariodisiria.com/2016/11/04/cosa-sta-accadendo-a-mosul-intervista-ad-amedeo-ricucci/)

Fateh Alab, coalizione di 22 fazioni che dovevano liberare Aleppo, foto di agosto/settembre 2016 presente il clerico Saudita Al Muhasini, come comandante di yajsh al fatah
Fateh Alab, coalizione di 22 fazioni che dovevano liberare Aleppo, foto di agosto/settembre 2016 presente il clerico Saudita Al Muhasini, come comandante di yajsh al fatah

Abdullah al-Muhaysini عبد الله المحيسني è un religioso islamico nato aBuraidah, in Arabia Saudita,   con collegamenti con il gruppo terroristico di al-Qaeda . Egli è un giudice religioso del Esercito della conquista (yajsh al fatah) che partecipa alla guerra civile siriana . Ha ricevuto lauree alla Imam Muhammad ibn Saud Islamic University e Umm al-Qura Università . La sua tesi era sul trattamento dei prigionieri di guerra in Islam.

Abdullah al-Muhaysini è arrivato in Siria, dopo che  lo zio Omar Al-Muhaysini vi morì. [1]

Al Muhasayni è un clerico, uno studioso dell ‘Islam wahabita,  che di fatto si pone come ideologo e figura spirituale all’interno dell’opposizione armata.  A.al M. si è reso molto attivo anche nel lavoro di mediazione tra i vari gruppi ribelli,  e di ricucitura di frizioni. Essendo un erudito in materia religiosa, gode del rispetto sia dei combattenti,  incorrettamente definiti ” Moderati”  che degli islamisti.

La sua affiliazione e il suo bagaglio,  anche se tenta di negarlo al pubblico occidentale,  è indubbiamente di matrice Qaedista, nonostante le sue  dichiarazioni di stupore rilasciate in un intervista via skype  al New York Times ( http://www.twitt-book.com/التايمز-المحيسني-يعتبر-نفسه-رمزاً-وط/) .È stato inserito infatti nel maggio 2016 , in una lista di conclamati terroristi.  In realtà lo stupore dovrebbe essere il nostro, visto che ci sono voluti 3 anni per riconsocere quello che era pubblico e manifesto.

A.al M. Era uno studente di Sulayman al Alwan, religioso saudita jhadista, responsabile di aver indottrinato alcune figure chiave del 11 settembre. Muhaysini ha pubblicamente difeso e parlato con affetto di Ayman al Zawahiri, il comandante attuale di Alqaeda. Durante la scissione tra Alqaeda e Isis nel 2013 (i due gruppi operavano in una sorta di conglomerato ), A.M. invitò gli uomini di Isis a disertare verso Jabat al Nusra, che era il troncone siriano di Alqaeda. Nel farlo uso’ anche gli appelli di Abu Qatada e Abu Muhammad al Maqdisi , che sono due altissime figure di Alqaeda detenute in Giordania, Qatada addirittura estradato dalla Gran Bretagna,  per la sua attività di reclutamento e propaganda terrorista, mentre Maqdisi è stato indagato per le sue connessioni con gli attentati di Madridi e vari gruppi jhadisti nel mondo.(http://www.longwarjournal.org/archives/2014/02/pro-al_qaeda_saudi_c.php)

Vero è che A.M. ha cercato almeno fino al 2015, di non farsi inserire ufficialmente nel organigramma di una singola fazione, preferendo fungere invece da padre spirituale dei combattenti,  mediatore e predicatore.  Nel 2015 però Muhaysini era di fatto dentro al circolo interno di Jabat al  nusra, e nel 2016 diverrà una figura fondamentale del nuovo conglomerato yajsh al fatah.

In questi anni la fama del clerico saudita è cresciuta enormemente,  soltanto su twitter conta circa 280mila followers,  mentre in Siria, la sua opera è importantissima all’interno del contesto di questi 3 gruppi

Jabhat al-Nuṣra e Jabhat Fateh al-Sham e Turkistan Islamic Party (Chinese: 突厥斯坦伊斯兰党; TIP) 

Il Fronte al-Nusra fu affiliato ad al-Qāʿida fino al 28 luglio del 2016, giorno in cui al-Jawlani annunciò la scissione tra i due gruppi. Una mossa politica nel tentativo di migliorare l’immagine dei rivoluzionari, che il pubblico occidentale collegava ancora facilmente con gli  autori dei sanguinosi attentati di Newyork, Madrid, Londra, Bali, Daer Salam, Nairobi, Casablanca e di molti altre città.

Al jolani (o al Jawlani ) era stato autorizzato dal comando di Alqaeda in Iraq, del quale faceva parte anche Abu Bakr al-Baghdadi,  di costituire una brigata del gruppo in Siria. I lavori per la costituzione della costola siriana,iniziarono nel ottobre del 2011 e terminarono in gennaio con la nascita di  Jabhat al-Nuṣra li-Ahl al-Shām (“Fronte del soccorso al popolo della Siria”).[8][9]

Non mi dilunghero’ qui sull’evoluzione e la storia del gruppo, basti sapere che nel 2013 Alqaeda entra in rotta con Isis per questione di potere e non di dottrina, e che nel 2015 nasce Yajsh al fatah.  Questa coalizione in breve tempo conquisterà l’intera regione di Idlib , spingendosi al’interno delle regione costiere, delle pianure del Nord Hama, e quasi assediando Aleppo, che di fatto aveva soltanto una rotta di approvvigionamento in mano governativa. Yajsh al fatah sarà la punta di diamante dell’opposizione.

banner-from-al-muhajirun-twitter-feed-768x346

Jaysh al fatah ovvero l’esercito della conquista o vittoria, è una coalizione formata da 7 gruppi, a cui decine di altri hanno però giurato obbedienza nelle offensive su Idlib, Jisr al Shugur,  Al  Glab pianure, Aleppo.

Le 7 fazioni sono  il Partito Islamico del Turkmenistan,  Jaysh al sunnah, Ainad al Sham, Liwa al Haq, Arhar al sham,  Jabat al Nusra.

Il Partito Islamico del Turkmenistan o  TIP è invece un partito/movimento inserito gia dopo l’11 settembre tra i gruppi considerati terroristi dall’Unione europea. Inizialmente attivo soprattutto in Cina, dove secondo il governo cinese è stato  responsabile di almeno 200 attentati dal 1990 al 2001, oltre a essere il movimento islamista separista Uiguro è affiliato a una rete globale di partiti islamisti di Turkmenistan e Uzbekistan.  Durante la guerra civile siriana, questo movimento,  godendo dei prolungati rapporti con la AKP del presidente turco Erdogan, ha potuto fare emigrare migliaia di uomini, dalle regione più povere di Turkmenistan,  Uzbekistan e della regione cinese degli Uguiri. Essi hanno portato le famiglie al seguito,  all’ interno di un programma di immigrazione settaria pensata per ridisegnare gli equilibri demografici in Siria, specialmente a ridosso del confine con la Turchia. Ovviamente partecipa con migliaia di combattenti stranieri affiliati a Yajsh al fatah,  alla guerra in Siria.

  

Come spiegato il ruolo di Muhaysini è molteplice. Egli da un lato funge da mediatore, esperto di Sharia e quindi autorità religiosa,  dall’altro motiva i Mujhaddein,  gli assiste nel combattimento e li incita. Non si fa mancare nemmeno nell’opera di propaganda all’interno dei campi profughi situati al confine con la Turchia, quelli in cui per capirci, arrivano le donazioni delle varie Onlus, e che sono comandati dalle fazioni estremiste, e usati sia come retrovia sicura e rifugio per i familiari,  sia per reclutare e incitare alla guerra santa. Terribile è infine l’opera che lo sceicco intraprende sui più piccoli. Egli si è preso carico della corretta istruzione islamica nelle aree ribelli, vale a dire quella parte di Aleppo che loro controllano, e la regione di Idlib soprattutto . I bambini in quei luoghi, vanno letteralmente a scuola di guerra, dove imparano che gli infedeli sono cani e che la Jihad è cosa gradita a Dio.

La casa  editrice  islamista turca “Beyaz Minare Kitap” ( libri del Minareto bianco ) ha pubblicato un libro dal titolo lingua turca“Türkistan’dan Şehadete Hicret hikayeleri 1” che contiene le biografie dei combattenti Turkistan Islamic Party insieme alle lodi dei combattenti TIP fatte  Abdullah al-Muhaysini. [31] [32]

Qui vediamo Muhaysini e i combattimenti del partito islamico del Turkmenistan,  dopo una vittoriosa azione mentre portano via 2 soldati prigionieri,  che saranno poi torturati e accompagnati verso l’esecuzione da 2 noti White Helmets e alcuni combattenti di Al Nusra (tanto per chiarire che white helmets,  nusra, TIP, arhar al sham sono tutti settaristi e criminali https://www.liveleak.com/view?i=522_1462924812)

16-05-06-spoils-from-fighting-in-aleppo-3-768x43216-05-06-spoils-from-fighting-in-aleppo-6-768x43216-05-06-tip-pics-from-aleppo-2-768x43216-05-06-tip-pics-from-aleppo-3-768x43216-05-06-tip-pics-from-aleppo-4-768x432

 

“campi profughi e bambini, il terreno fertile per il reclutamento dello sceicco Al Muhasayni”

 

Nella narrativa Double standard dei Media e dei politici occidentali,  si puo sentire spesso parlare di campi profughi bombardati e bambini uccisi dalla terribile aviazione del dittatore Bashar Assad,  quello che invece non viene mai raccontato è come questi luoghi e i bambini siano utilizzati come territorio e strumenti per il reclutamento e la propaganda jhadista. Evidentemente non indigna nessuno pensare che i minori e gli adolescenti vengano indottrinati all Islam di natura wahabita,  spinti alla guerra santa e convinti che gli infedeli debbano essere spazzati via dallo Sham (oriente ). Sono gli stessi campi per cui si domandava l’istituzione di una No Fly Zone e per cui si chiedono aiuti umanitari e soldi, facendo leva sulle sofferenze dei più piccoli. Peccato che omettano come in questi campi, i reclutatori sauditi attingano carne da macello per le loro battaglie,  e come non si insegni democrazia e rispetto dei diritti umani, ma precetti religiosi, corretta Jhad e odio verso gli infedeli.

screen-shot-2016-04-28-at-7-12-19-pm-768x39216-04-28-refugee-camp-where-muhaysini-spoke-2-300x16916-04-27-attendees-say-they-will-answer-muhaysinis-call-to-arms-768x43316-04-27-attendees-say-they-will-answer-muhaysinis-call-to-arms-2-768x43416-04-27-youth-entering-the-recruiting-tent-1-768x43116-04-27-overhead-shot-of-recruiting-event-at-refugee-camp-768x43116-04-22-photos-from-recruiting-campaign-7-watching-nusra-video-768x43216-04-25-photo-of-recruits-768x43216-04-24-banner-calling-for-donations-wnumber-768x43216-04-25-photo-from-campaign-w-muhaysini-in-phone-768x432

Potete osservare  il video girato nel campo dai  media di Fatah al Sham e visionare l’articolo di un preparatissimo  Thomas Yoschelin (http://www.longwarjournal.org/archives/2016/04/al-qaeda-linked-cleric-leads-new-recruiting-campaign-for-jihadists-in-syria.php)

 

L’amore per i bambini però del dottor Muhaysini è impagabile, tanto che nel 2014 ha istituito i ” Campi per i cuccioli di Al Aqsa ” dal nome della moschea di Gerusalemme.  In questi campi si fa addestramento fisico , alle armi e indottrinamento religioso.

Anche il partito islamico del Turkmenistan ha i suoi campi, dove i piccoli figli degli emigrati Uiguri e turkmeni,  si iniziano alla guerra e al wahabismo,  così come li possiede la fazione prevalentemente cecena di Jund Al aqsa. Considerando che poi i combattenti sono soliti sposare donne del posto e possedere schiave, ovvero donne di altre confessioni religiose,  prese come schiave e utili per generare comunque futuri soldati, i soldi e le campagne pubblicitarie delle varie associazioni pro Syrian Revolution,  sono ben spesi !(http://www.longwarjournal.org/archives/2015/09/saudi-al-qaeda-cleric-showcases-training-camp-for-children-in-syria.php)

25-1024x576122-1024x576

Differenza tra scuola dello stato siriano e scuola dei ribelli
Differenza tra scuola dello stato siriano e scuola dei ribelli

 

12963693_826736547431024_186910402333476721_n12998473_826736384097707_9001640106856130255_n12986931_826736424097703_6746165262072722981_n12963843_826736660764346_2732136347029354459_n13001104_826736484097697_900424051936500300_n12990930_826736767431002_6452362396044810140_n

 

L’amore per i bambini dello sceicco è secondo forse a quello che il padre spirituale di migliaia di combattenti, covava per la città di Aleppo,  vero oggetto dei suoi desideri. Persino un quotidiano saudita, denunciò lo sceicco per l’afganizzazione della Siria , il reclutamento e l’utilizzo e il plagio di minorenni sauditi suoi paesani, da mandare anche come Kamikaze contro le postazioni governative alle porte di Aleppo. Tutto pur di conquistare la città (http://alnour.com.lb/ar/news/security/2016-07-31_080432/الارهابي-السعودي-عبدالله-المحيسني-يعلن-بدء-غزوة-حلب) (http://www.okaz.com.sa/article/1055282/الرأي/)

 

 

“Aleppo dove non c’è Isis ma l’esercito libero siriano”

Non  mi stancherò mai di citare gli espertissimi giornalisti nostrani, con curriculum da inviati di guerra decennale, nel cercare di informarvi sulla realtà del conflitto siriano.

Parecchi di loro infatti, ancor oggi, sostengono che in Aleppo vi era presente un movimento che lottava contro la tirannia, con l’intento di portare il popolo alle urne e vivere finalmente in libertà e democrazia.

Quale tipo di libertà potessero portare clerici sauditi e comandanti e kamikaze ceceni, supportati da criminali unilateralmente riconosciuti tali, come ad esempio il  gia citato Khaled al Hayyany, è veramente un mistero.

In questo tipo di narrativa più simile a una fiaba dei fratelli Grimm, che alla realtà,  ovviamente non possono trovare spazio le imprese del clerico Muhaysini e delle migliaia di jhadisti,  provenienti da 90 nazioni, che in Aleppo città e periferia, si sono dati appuntamento.

Probabilmente per questi giornalisti,  gli aleppini avrebbero dovuto lasciar loro il controllo della città e accettare come una liberazione,  la conquista della metropoli ad opera di salafiti,  wahabiti e criminali comuni. Personalmente pagherei un viaggio di sola andata a Riad a questi luminari occidentali.

Abdullah al-Muhaysini era gia entrato in Aleppo a cavallo tra il 2013 e il 2014, tanto che nel maggio 2014 lo vediamo impegnato a arringare i combattenti che assaltarono per un mese la prigione centrale

 

 

Questo personaggio che all’epoca tentava ancora di rimettere insieme l’alleanza tra Isis e Alqaeda, si permetteva addirittura di fare appelli ai combattenti dello stato islamico affinche li sostenessero nella battaglia per Aleppo. Non deve sfuggire a nessuno che le posizioni di Isis , dopo la rottura con i ribelli, arrivarono fino a lambire la parte orientale della città,  tant’è che nel 2016 presero la scuola di fanteria della città e tentarono un operazione contro l’esercito siriano nel distretto industriale di Shejk Najar.  Se gli uomini di Al Bagdadi avessero accettato di rinnovare l’alleanza non ci sarebbe nessuna speranza per gli abitanti di Aleppo, stretti tra 2 fuochi.

Muhasayni,  che lancerà anche accuse alle donne alawite di apostasia, legittimando la loro esecuzione sul posto, fu’ davvero vicino al suo sogno di prendere Aleppo (http://jihadology.net/2015/05/12/guest-post-abdullah-al-muheisini-weighs-in-on-killing-of-alawite-women-and-children/)

Verso la fine di luglio infatti, Yajsh al fatah,  dopo aver recuperato le posizioni perse a febbraio , nella provincia ovest (anche grazie alla tregua pretesa dagli Stati Uniti), sferro’ la piu grande offensiva verso la città.

Durante la sola prima fase della battaglia Yajsh al fatah sparò oltre 100 missili elefanth contro la città ( qui potete vedere i video direttamente dal canale del opposizione armata, Orient Tv https://m.youtube.com/watch?v=PlYMuxLaDJU)

Per caricare i combattenti,  questo predicatore,  fece un celebre discorso, paragonabile per la profondità di spirito a quello di un Gengis Khan o di un pirata Barba Rossa. Egli disse che qualunque combattente morto nella grande battaglia di Aleppo, avrebbe avuto da Dio , non solo 72 vergini dolce come il miele, ma anche un eriezione eterna !

 

La prima fase della battaglia fu incoraggiante per i jhadisti, tanto che intorno al 8 agosto,  conquistarono la base di artiglieria,  e il giorno dopo preso l’intero complesso militare di Rasmouse,  comprendente un collegio chiamato degli armamenti e uno del Airforce, dove i cadetti  dell’esercito studiavano, rompendo di fatto l’assedio imposto un mese prima, dei quartieri est. La battaglia in quel settore durò però un mese, e alla fine l’esercito siriano e gli alleati riuscirono a richiudere il varco ed espellere i miliziani dal complesso militare.

Fu tragicomico per me in quei periodi leggere nelle nostre riviste di taglio Internazionale come L’Espresso,  che l’aviazione siriana stava bombardando l’Università (http://video.espresso.repubblica.it/tutti-i-video/siria-aleppo-bombardamenti-contro-edifici-universitari/9065/9159?ref=fbpe)

Evidentemente questi luminati della cronaca, avevano usato il traduttore Google, che traduceva Accademia militare Rasmouse in Facoltà , Università e collegio, e i nomi dei generali che la comandavano in presidi, direttori art. E simili.  Triste che si debba prendere informazioni,  da gente che non sa nemmeno che le università sono chiuse in agosto a Aleppo, che erano tutte sotto controllo governativo, e che il fronte della battaglia,  come riportato da ribelli, media ribelli quali Alyazeera,  siti specializzati come Al  Monitor Middle east o Al Masdar,  fu sempre il distretto di Rasmouse e il complesso mai terminato,  denonimato 1070. , ma questa non è la storia di Al Muhasayni,  è la storia dell’ignoranza dei professionisti dell’informazione (https://www.facebook.com/Division11.Tanks/posts/1119208478159307) (https://www.facebook.com/syrian.reporters/videos/1149492768429628/?hc_ref=NEWSFEED&__tn__=R)(http://www.aljazeera.com/news/2016/08/syria-rebels-storm-military-base-break-aleppo-siege-160806050412958.html)

 

IL bombardamento (uno dei tanti)  effettuato contro il complesso militare denonimato Accademia militare di Rasmouse,  che L’Espresso ha confuso per una università (evidentemente non tutti i traduttori sono ignoranti )

 

Successive battaglie e controffensive nel complesso militare di Rasmouse , che a inizio settembre chiudera di nuovo il corridoio, riassediando la parte Est in mano ai ribelli

 

Tornando al prode condottiero Saudita,  Abdullah al-Muhaysini,  egli in agosto riuscii appunto a entrare in Aleppo, ricongiungendosi con gli altri ribelli presenti, e organizzati nel consorzio Fatah Alab, concernente 22 fazioni (finte moderate e ufficialmente islamiste )

Il clerico gia pregustava di pregare dalla moschea degli omanayidi in Aleppo e vedeva prossimo un ritorno alla Umma.

Infeliciemente per lui e per il codazzo di giornalisti molto liberal con il sedere degli altri, non fu’ così.  Come sapete la Siria e gli alleati, riusciranno poi a scacciare i jhadisti dalla città prima di Natale, salvando cristiani, alawiti, sciiti, drusi e sunniti secolaristi da un oppressione di stampo saudita e da un destino simile a quello dei popoli sottomessi al wahabismo.

Al Muhasayni è stato scacciato, ed è ora impegnato a limitare le lotte intestine che le fazioni ribelli stanno vivendo in Idlib e nel resto di Aleppo sotto il loro controllo. Alqaeda è ancora potente, anche perché sceicchi o emiri, possono morire, ma il loro credo è in espansione, e le loro finanze sono illimitate.

Mentre i nostri eminenti giornalisti, che ci raccontavano una caduta di Aleppo e dell’esercito libero, avrebbero bisogno di una pillola stile Matrix, per guardare in faccia la realtà,  non essendo però disponibile,  continuano a piangere la sconfitta di Al Muhasayni,  e della più forte formazione ribelle in Siria (yajsh al fatah) come la sconfitta della libertà per il popolo siriano.

 

fb_img_1480698744874

Come davvero è cominciata in Siria, la parte che non viene mai raccontata.

Siria. i primi sei mesi (marzo – settembre 2011). Notizie omesse. falsità svelate

di Pierangela Zanzottera


Da tempo la natura armata dell’opposizione siriana è nota a tutti, anche se qualcuno (o forse tanti) si ostinano a parlare di “manifestanti a mani nude repressi dal regime”. Ma soprattutto, quel che si continua a ripetere, è che “nei primi mesi, fino a ottobre, la rivolta era assolutamente pacifica”. Questa rassegna di notizie omesse dimostra che fin dall’inizio fra le fila dei rivoltosi ci sono stati gruppi armati. Questo ha scatenato la guerra.

24/2: La pagina Facebook a sostegno della “rivoluzione” siriana (Syrian Revolution 2011), aperta a fine gennaio e fomentatrice di odio verso il governo, scrive “il nostro appuntamento è il 15 marzo”.

25/2: La pagina arriva a 25mila fan in un giorno. (AFP)

8/3: In Italia arriva la notizia, diffusa dalla libanese Samir Kassir Foundation, di un arresto a fine febbraio di alcuni bambini di Daraa. Voci sostengono, senza tuttavia riportare alcuna prova fotografica, che le autorità hanno strappato loro le unghie e violentato alcuni. La notizia si susseguirà su molti siti e media, senza mai arrivare a un’unica versione “ufficiale” (di volta in volta, infatti, variano ora il numero dei giovani ora 10 ora 18 ora 25, e le loro età, talvolta tra i 9 e i 10 anni, talaltra tra i 10 e i 14 fino ad arrivare tra i 13 e i 16 anni).

17-18/3: Primi giorni di manifestazioni a Daraa a chiusura dei quali si segnalano 7 morti tra le forze dell’ordine e 4 tra i manifestanti. Sui nostri media non si parlerà dei primi 7 morti, ma lo racconta una fonte israeliana:  http: //www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/143026#.UKlBx-MSUqA

18/3: Manifestazioni a Daraa con danni a edifici pubblici e privati.

19/3: Secondo fonti all’interno del canale Orient Tv con sede a Dubai un certo numero di redattori e capi dipartimento hanno presentato le proprie dimissioni lamentando la mala gestione del canale e invitando il responsabile, Ghassan Abboud, a scusarsi con il popolo siriano per la campagna di parte e non professionali sulla Siria. –  Formazione di una commissione di inchiesta sui fatti di Daraa.

23/3: Il governo siriano dichiara di possedere prove del coinvolgimento giordano nell’incitamento alla sovversione e alla distruzione di proprietà pubbliche a Daraa. – Un gruppo armato attacca alcuni medici su un’ambulanza a Daraa:  ucciso un medico e un paramedico.

24/3: al-Arabiya annuncia l’incendio al palazzo di giustizia di Daraa ore prima che accada! -Manifestazioni contro campagna mediatica http: //www.youtube.com/watch?v=GA26i9P-vm0 (uccisione medico, ritrovamenti armi e denaro, sms da israele per invitare alle manifestazioni).

27/3: Trovato ucciso a Latakia quello che viene descritto come uno dei capi della sedizione e di finanzieri ed è di nazionalità giordana ed era stato trovato nella sua borsa una grande quantità di dollari, banconote siriane e pistola e due Adoaat granate. – Circolano voci – false – che l’acqua di Mazzeh (Damasco) sia avvelenata; segnalati movimenti sospetti nel quartiere e un gruppo armato nelle campagne di Lattakia che spara contro cittadini. – 300 arresti a Lattakia, molti non siriani ma libanesi, iracheni, giordani, uno statunitense. – 10 tra agenti e cittadini uccisi a Lattakia da elementi armati.

28/3: A Daraa si sono formati comitati popolari per la protezione della popolazione e si è dato il via a una raccolta fondi per il restauro degli edifici bruciati. Avviato anche, da parte degli anziani, il lavoro di riconciliazione. – Confiscate 7 barche cariche di armi arrivate dal Libano. – Bashar al-Assad ha ricevuto le chiamate dei rappresentanti di Kuwait, Bahrain, Iraq e Qatar che hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza alla Siria di fronte alla congiura. – Manifestanti egiziani (tra organizzatori della primavera in Egitto) arrestati in Siria

29/3: Manifestazioni pro-governo in piazza in diverse città siriane! -Il governo si dimette.

30/3: Discorso di Assad:  Noi siamo con la riforma, ma non possiamo stare con sedizione; sedizione pilotata da tv e internet, ma domata; pacchetto di riforme in lavorazione, ma serve il giusto tempo. – Haytham Manna dell’opposizione in un discorso sostiene che gli abitanti di Daraa hanno rifiutato l’offerta di imbracciare le armi, ma non dice da chi è arrivata questa proposta.

31/3: Avvio commissione giudiziaria per indagare gli eventi di Daraa e Lattakia. – Gli USA invitano i propri cittadini a lasciare la Siria.

1/4: Fermati 2 gruppi armati in periferia di Damasco.

4/4: Qaradawi invita alla sedizione in Siria.

8/4: 19 uccisi e 75 feriti tra le forze di sicurezza per mano di armati. – Spari indiscriminati da parte di uomini in motocicletta contro i civili a Bab Amr (Homs).

10/4: 250 militari di rinforzo uccisi in Siria da armati a Daraa e Homs; 16 colpiti tra forze di sicurezza a Banias.

11/4: Tre milioni di dollari da Khaddam per creare il caos in Banias.

12/4: Video con cecchini:  http: //www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=7ip73ByUhAA

13/4: Arrestato un cecchino con armi e dollari proveniente da Libano che ha confessato.-Televisione siriana presenta confessione di una “cellula terroristica” con armi e denaro da parte di terzi. Uno dei membri della cellula rivela che le armi e dispositivi di comunicazione erano provenienti dal Libano e che la Fratellanza Musulmana erano dietro l’organizzazione (Addounia). – 1 morto e 11 feriti tra le forze dell’ordine in un agguato a Homs.

14/4: Un numero con prefisso di Arabia Saudita chiama i cittadini siriani per convincerli ad uscire nelle manifestazioni del venerdì. – Una famiglia viene uccisa da cecchini mascherati. – Emesso un decreto per formare nuovo governo.

17/4: Fermato un camion carico di armi al confine iracheno.

18/4: Oltre 50 elementi delle forze di sicurezza uccisi nel corso delle proteste pacifiche. – Morti civili e forze dell’ordine per mano di armati a Homs.

19/4: Tentato assalto a 2 stazioni di polizia a Homs.

21/4: Il governo decreta la fine dello stato di emergenza e il permesso di manifestazioni di piazza purché pacifiche e autorizzate.

22/4: Uccisi due poliziotti e feriti 11, tra cui due ufficiali, per mano dei gruppi armati criminali.

23/4: Dimissioni di Ghassan ben Jeddo da al-Jazeera a causa della propaganda antisiriana della rete.

24/4: 286 poliziotti sono stati feriti armati attacchi criminali gruppi dall’inizio degli eventi.

25/4: A Daraa arrestati terroristi islamisti – 15 militari uccisi a Daraa. – Video con alcuni crimini delle bande armate:  http: //www.youtube.com/watch?v=ROgrLt9B9l0

26/4: 6 militari uccisi a Daraa.

28/4: Wikileaks dimostra come gli USA abbiano segretamente sostenuto i gruppi armati di opposizione (fonte Washington post)

29/4: Intervista di RT alla giornalista russa Anhar Kochneva sulla situazione siriana:  https: //rt.com/news/syria-lies-interview/ – Sui giornalisti che si sono dimessi da al-Jazeera:  http: //www.youtube.com/watch?v=VcIfJWH_eCE&feature=channel_video_title

1/5: 500 armati arrestati a Daraa. – L’Iran decide di vendere il suo petrolio in lire siriane per non farne cadere il valore.

2/5: Intellettuali siriani uniti contro l’attacco programmato alla Siria.

3/5: Ibrahim Nayef al-Masalmeh, un membro di un gruppo estremista terroristico di Daraa, rivela che le attività dei gruppi armati della città “è iniziato quando le forze di sicurezza ha cominciato il ritiro da Daraa”; che lui e Yasser al-Mahamid, un altro membro del gruppo terroristico, hanno distribuito 20 fucili e munizioni per le persone, per non parlare delle enormi quantità di denaro ricevuto; che i gruppi armati durante la notte fanno la guardia con bastoni e alcune persone hanno portato i loro armi dalle loro case. – Al-Masalmeh ha aggiunto che il numero dei membri di questi gruppi è di circa 200 persone, sottolineando che quando l’esercito è entrato nella città hanno sparato contro i soldati e che hanno ricevuto anche la benedizione dello Sheikh Ahmad al-Saiyasneh:  “Se questo è ciò che si vuole, che Dio vi protegga”. – http: //www.youtube.com/watch?v=J6GoakQBp0s – Dichiarazioni del vescovo di Aleppo Audo:  http: //www.terrasanta.net/tsx/articolo.jsp?wi_number=3038&wi_codseq=++++++&language=it

6/5: Il giornale saudita al-Riyadh parla del complotto in corso contro la Siria. – 10 elementi delle forze dell’ordine uccisi a Homs.

7/5: Funerale di 11 elementi delle forze dell’ordine a Homs. – Centinaia di uomini armati assaltano il palazzo del governatore e la sede radiotelevisiva di Hama.

8/5: Zakaraiya Mitleq, 25 anni, della zona di Homs racconta di essere stato assunto come testimone oculare per comparire su alcuni canali satellitari, falsificare i fatti e fabbricare storie e notizie al fine di distorcere la verità sulla Siria. – Il direttore del Centro Studi Americani e arabi a Washington, Mounzer Suleiman, dichiara che gli Stati Uniti non sono interessati alla libertà in Siria, ma al ruolo del Paese nell’ambito della politica regionale. – Centinaia di giovani a Tartous hanno bruciato più di 5000 card di sottoscrizione dei canali sportivi di al-Jazeera in risposta alla copertura della rete degli eventi in Siria.

9/5: Arrestati sono stati rilasciati dal ministero dell’interno in seguito a un’amnistia.

10/5: L’opposizione siriana all’estero invia un appello a “Israele” affinché intervenga in Siria: http: //news.almostachar.com/?p=793  – Un certo numero di agenti dell’intelligence israeliana e forze di sicurezza libanesi sono stati arrestati nella città siriana di Banias, (quotidiano kuwaitiano Al-Anbaa).

11/5: La Reuters si scusa pubblicamente per aver fornito immagini di proteste in Libano come se si trattasse della Siria.

13/5: 3.713 persone sono state fino a questo momento rilasciate dopo essere state coinvolte in disordini a seguito di pentimento e resa. – La giornalista siriana Zeina Yazaji ha confermato le sue dimissioni dal canale satellite al-Arabiya. – L’ambasciata in Gran Bretagna nega l’arrivo a Londra di Asma al-Assad, contrariamente alle voci in circolazione. – Avvio del dialogo nazionale.

15/5: 6710 sono finora i coinvolti in questa crisi che si sono spontaneamente consegnati alle autorità.

22/5: A Homs manifestanti hanno attaccato la stazione dei vigili del fuoco e rotto le finestre dei pompieri; si sono registrati infortuni.

27/5: Auto entrando dalla Turchia portava vari tipi di armi in Siria, i doganieri di bordo confiscato le armi e arrestato le persone coinvolte (Raqqa) – 7 Membri di sicurezza e polizia feriti in attacchi di manifestanti a Deir Ez-Zor. – Ucciso Nidal Ali Jannoud, contadino alauita di Banias. Diventerà uno dei simboli dei morti innocenti di questi mesi.http: //www.youtube.com/watch?v=JyMtQS96RHc

28/5: Nove tra civili e poliziotti uccisi per mano di gruppi armati. – Homs:  Uomini armati hanno aperto il fuoco contro la stazione di polizia, in zona Albayada.

29/5: 4 persone compreso un funzionario, sono state uccise e 14 feriti per mano di gruppi armati a Talbiseh, Homs.

30/5: Il governo siriano ha terminato il lavori della commissioni elettorale e ha messo online il disegno di legge della riforma elettorale per la consultazione pubblica e per ascoltare le opinioni del popolo siriano. www.youropinion.gov.sy

31/5: Il direttore del Centro Internazionale di studi strategici libanese Rafik Nasrallah:  Il piano per la Siria è chiaro, creare diversi piccoli stati uno sunnita, uno sciita e uno druso. Se i salafiti controllassero la Siria circa 500 mila cristiani sarebbero costretti a rifugiarsi in Libano. Questa la logica salafita che non accetta neanche il musulmano moderato e non permetterebbe una zona cristiana.http: //www.tayyar.org/Tayyar/News/PoliticalNews/ar-LB/rafic-nasralah-pb-685143483.htm

2/6: Il presidente siriano Assad ha emesso un decreto per la formazione di un ente incaricato di metter le basi per il dialogo nazionale e di definire gli strumenti e la tempistica del suo lavoro. Il nuovo ente è formato dal vice presidente Faruq Sharaa e da altri otto tra membri dei vertici del Baath e figure indipendenti. – La commissione speciale inizia i lavori per la riforma della comunicazione e stampa in Siria, composta da esperti e personaggi pubblici e indipendenti, tra loro risultano personaggi di spicco dell’opposizione siriana come lo scirttore Michel Kilo, l’esperto Hussain al Audat, e l’economista Aref Dalila. – Il Presidente siriano che aveva ricevuto la famiglia di Hamza al-Khatib ragazzo ucciso negli scontri a Daraa, ha ordinato di avviare una indagine per verificare i fatti, quanto emerge è molto diverso dalla versione arrivata a noi. per approfondimenti sulla vicenda: http: //www.informarexresistere.fr/2012/11/12/i-media-occidentali-ed-arabi-rendono-onore-agli-stupratori-ed-ignorano-le-vere-vittime-innocenti/#axzz2Cg9TDVPw – Damasco sequestra armi al confine turco.

4/6: Il Presidente Assad ha invitato ad un incontro 12 dei leader dei partiti curdi in Siria per discutere con loro la situazione interna.http: //www.shukumaku.com/Default.php?id=28261

5/6: Il Primo Ministro siriano annuncia una commissione nazionale per riformare e preparare una nuova legge sui partiti politici in Siria.http: //www.syria-news.com/readnews.php?sy_seq=133443

6/6: 40 agenti uccisi in un’imboscata a Jisr al-Shougur.

7/6: I gruppi armati hanno attaccato una base militare uccidendo 82 agenti di polizia, massacrando altri 37 insieme alle loro famiglie, e diversi corpi sono stati mutilati a Jisr al-Shougur. http: //www.dp-news.com/pages/detail.aspx?articleid=86158 – Diffusa falsa notizia delle dimissioni dell’ambasciatrice siriana a Parigi, subito smentite. Primo grande scandalo sulle informazioni manipolate. http: //www.youtube.com/watch?v=P0LH4e-kTqM – Testimonianza diretta di un abitante di Deraa:  http: //www.facebook.com/notes/fr%C3%A9d%C3%A9ric-maiziere/syrie-la-propagande-de-guerre-des-mediamenteurs-manipulateurs-sionistes-occident/164951140233697

8/6: I gruppi armati mentre aprono il fuoco a manifestanti a favore del governo e contro il terrorismo nella zona vicino Idlib. (il video è stato rimosso da Youtube!!!)

9/6: Il canale tedesco ZDF si scusa perchè i filmati mandati in onda su repressione in Siria, consegnanti a loro da una donna che dice di essere scappata dalla Siria, sono risultati falsi, e probabilmente sono girati in Iraq. (video rimosso da Youtube!!) – ABC chiede scusa, per i filmati mandati in onda da tutti le reti tv compresa la RAI , perché erano del 2008 riprendono l’esercito libanese nel nord del Libano. http: //www.youtube.com/watch?v=LiR0Ht4Vztg&feature=player_embedded – Lo stesso per France2:  http: //friday-lunch-club.blogspot.it/2011/05/france2-reuters-apologizes-for-having.html – La famosa giornalista iraniana americana PARAVAZ di Al Jazeera è stata respinta al confine il 1/05 e non è mai entrata in Siria perchè aveva un visto turistico, mentre aveva con se attrezzature di lavoro. Per una settimana la Siria è stata accusata di averla rapita da Al Jazeera come dai mass media italiani.- Al Jazeera manda in onda un video sulle manifestazioni in Siria palesemente fasullo, dove si vede una bara “volante”: http: //www.youtube.com/watch?v=6G4JqmrTtiM&feature=player_embedded – Sale a 120 il numero dei militari uccisi dai ribelli. – Emerge lo scandalo della falsa blogger Amina (non donna siriana perseguitata, ma uomo statunitense).

13/6: Alla presenza di 20 giornalisti di varia provenienza, viene scoperta una fossa comune a Jisr al-Shougur con corpi delle forze dell’ordine mutilati dai terroristi, indicata da alcuni di loro catturati dai militari. Skytg24 accuserà l’esercito siriano di questo crimine. – Canale tv Addounia:  In una telefonata da Londra, Rihab ha riferito che i manifestanti pro-Alassad occasionalmente sono stati aggrediti, minacciati di morte e feriti da avversari durante le dimostrazioni davanti all’ambasciata siriana a Londra.

14/6: La testimonianza di Mohmammad Saiid Hamadi, rapito, torturato e minacciato di morte da gruppi armati solo perchè colpevole di aver invitato al dialogo serio tra persone di diverse opinioni e tendenze politiche in Maarat al-Numan. – Il padre del piccolo Hamza Abdullah Balleh dichiara che il figlio è morto a seguito di un incidente stradale a Douma e non è stato ucciso per mano delle forze di sicurezza come è stato dichiarato dai sediziosi.

15/6: Nell’ambito delle iniziative a sostegno del governo, milioni di giovani siriani hanno innalzato una bandiera siriana in pieno centro di Damasco di 2300m X 81m (http: //www.youtube.com/watch?v=UU1utNLbzz8 http: //www.youtube.com/watch?v=j3zS4zl84Fg). La notizia è completamente ignorata dai nostri media. – Intervista arcivescovo siro-cattolico di Damasco:  http: //www.agensir.it/pls/sir/v3_s2doc_a.a_autentication?target=3&tema=Anticipazioni&oggetto=218857&rifi=guest&rifp=guest

17/6: L’agenzia d’informazione turca ANN pubblica per la prima volta alcune foto dei gruppi armati appartenenti ai Fratelli Mussulmani che combattono contro l’esercito siriano al Nord della Siria nella zona di confine. – Viene diffuso il video di uno sheik di Daraa che incita all’odio religioso per fomentare le divisioni. http: //www.dailymotion.com/video/xjcxuo_a-fundamentalist-shaikh-in-daraa-attacking-the-other-sects-in-his-speech_news – Homs:  i manifestanti hanno bruciato vetture, tentato di assalire la sede del Governatorato e l’Ospedale cittadino, causando la morte di un agente e il ferimento di 20 persone. http: //www.syria-news.com/bnews/node/128 – Un video che offre un retroscena (e un’implicita spiegazione) all’origine degli spari spesso presenti nei video che mostrano le manifestazioni siriane:  http: //www.youtube.com/watch?v=1ph8kvEdoek&feature=youtu.be – Hilary Clinton, in un suo articolo sul blog ufficiale del Dipartimento di Stato americano, scrive “E’ vero che alcuni soldati siriani sono stati uccisi e anche noi ci rammarichiamo per la perdita di quelle vite umane”.

21/6: Ecco le cifre – secondo fonti ufficiali -sulle presenze nelle manifestazioni siriane di oggi:  9.365.000 è il numero totale dei manifestanti che oggi hanno voluto sostenere Bashar Al-Assad e il suo programma di riforme. – Nel dettaglio:  Damasco: 1.900.000; Aleppo:  2.100.000; Lattakia:  950.000; Tartous: 1.100.000; Homs: 1.300.000; Hama, 150.000; Deraa:  65.000; Hasaka:  600.000; Deir ez-Zor: 200.000; Alraqa : 450.000; Sweda:  550.000. http: //www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/6364-milioni-con-assad-perche.html

23/6: La tv siriana spiega che telefoni satellitari, computer e macchine fotografiche sono state contrabbandate in Siria con l’intenzione di fabbricare e diffondere notizie bugie per i media riguardo le proteste in Siria. (http: //www.dailymotion.com/video/xjgthj_paltalk-leaks-expose-conspiracy-against-syria-part-1_news) – Le dichiarazioni dello sheik Adnan Arrour, che, non è ormai più un mistero per nessuno, svolge un ruolo importante nel tentativo di fomentare conflitti settari in Siria, incitando alle uccisioni (in particolare di bambini) e ai disordini, per poi gettare le colpe su militari e Governo allo scopo di persuadere l’opinione pubblica che la soluzione migliore per la Siria sia la caduta del regime. (http: //www.shukumaku.com/Content.php?id=29055) – Un video di France24 – notoriamente ostile al Governo siriano – che mostra le condizioni dei campi profughi in Turchia:  simili a carceri e interdetti ai giornalisti. http: //www.youtube.com/watch?v=hUP9obBUQWI http: //www.planetenonviolence.org/La-Manipulation-Humanitaire-Des-Evenements-Syriens-Par-La-Turquie-Sera-T-Elle-L-Etincelle-Embrasant-Tout-Le-Moyen-Orient_a2448.html – Testimonianza dalla Siria http: //www.michelcollon.info/Temoignage-Ce-qui-se-passe-en.html?lang=fr – Servizio della CNN a Damasco http: //www.youtube.com/watch?v=RRbtygLyhLo

24/6: Robert Ford, in un’intervista ad Al-Arabiya, si lascia scappare l’affermazione che l’attacco armato a Jisr Al-Shougur era certamente ben preparato e realizzato da professionisti, facendo così crollare la teoria USA dei manifestanti pacifici e aprendo uno spiraglio – forse – per un giro di vite dell’opinione pubblica http: //www.infosyrie.fr/focus/lambassadeur-americain-en-syrie-reconnait-lexistence-de-groupes-armes/ – Video con falsi:  http: //www.youtube.com/watch?v=DX64FLP0aPY

26/6: Il Sunday Times di oggi parla di gruppi armati presenti in Siria in lotta contro le forze governative:  “militanti islamici pesantemente armati hanno aperto il fuoco contro le forze di sicurezza siriane in almeno quattro città”. Il quotidiano continua con le testimonianze del loro corrispondente, dei discorsi dei radicali del clero in Arabia Saudita che chiedono una jihad contro la Siria e di un dissidente pentito. http: //www.shukumaku.com/Content.php?id=29178 – La tv siriana ha mandato in onda le dichiarazioni di Mohannad Zogheib, membro di un gruppo armato terroristico, che ha confessato di essere tra i responsabili delle proteste nell’area di Bab Amro a Homs commettendo efferati massacri contro i membri dell’esercito e delle forze di sicurezza.

27/6: La sala conferenze dell’Hotel Semiramis di Damasco ospiterà un incontro di lavoro tra dissidenti e “cittadini indipendenti da partiti politici” che discuteranno della situazione attuale, del modo sicuro e pacifico di transizione verso la democrazia dello stato civile e del loro ruolo attivo. L’incontro, del quale sono stati informati autorità e media, produrrà una dichiarazione sulla posizione della comunità. Protagonisti 200 esponenti della cultura siriana, presenti, tra gli altri, Michel Kilo, Louay Hussein, Fayez Sara, regista Mohammad Malas, artista Abbas Al Nouri, artista Felda castoro, artista Louise Abdul Karim, Shawki Baghdadi, Akram Antaki, Ibrahim Yakhour, Mamoun al-Bunni, Fouad Humera, un gruppo di intellettuali e militanti nella società siriana. Tra le prime dichiarazioni, quella del regista Nabil al Maelh, che dice che “L’opposizione dovrebbe essere nel rispetto delle istituzioni e non chiederò la caduta del regime finchè è aperto ai cambiamenti”. (http: //www.shukumaku.com/Content.php?id=29177)

28/6: Bouthiana Shaaban, consigliere politico del presidente Bashar al-Assad, ha dichiarato che il governo siriano è pronto ad accettare le riforme e la transizione verso la democrazia. Ha detto, inoltre, che esistono gruppi armati organizzati nell’opposizione, probabilmente estremisti religiosi, che devono essere isolati per assicurare un reale dialogo nazionale, nessun problema, invece, per le manifestazioni pacifiche.

29/6: Il Sunday times sui ribelli armati http: //www.infosyrie.fr/decryptage/hala-jaber-du-sunday-times-oui-il-y-a-des-a-des-terroristes-islamistes-en-syrie/

30/6: Il Presidente siriano e la moglie, a sorpresa, si sono presentati ad aiutare i giovani ad arrotolare la grande bandiera a Damasco, dimostrando di poter ancora contare sull’affetto della popolazione e dissipando le voci circa una fuga della first lady.http: //www.youtube.com/watch?v=IOEDKqbhLMQ&feature=share http: //www.youtube.com/watch?v=k8z20s1zfmg&feature=share

3/7: Ancora ribelli armati https: //www.facebook.com/photo.php?v=2037799315937 -Lo sheik Imran Hosein descrive l’attuale situazione nel Medio oriente in un video … del 2003! https: //www.youtube.com/watch?v=09jr9TN6DMU&feature=player_embedded#!

6/7: http: //www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/6439-vietato-pubblicare-notizie.html -Il giornalista televisivo siriano Waiel Awwad (Al-Arabiya), in questo articolo della scorsa settimana denuncia la totale parzialità dei media sulla situazione siriana:  “per mesi, mentre i media internazionali hanno acriticamente pubblicato storie sensazionali… i siriani hanno cercato di raccontare al mondo una storia completamente diversa”. http: //www.domain-b.com/economy/worldeconomy/20110706_demonisation.html

7/7: Nuova legge sui media:  91 articoli sui diritti e doveri dei media, sulla libertà di stampa e di accesso alle notizie, oltre che tutela per i giornalisti e liberalizzazione delle licenze.

8/7: Ecco un confronto tra le immagini trasmesse da al-Jazeera sulle presunte manifestazioni di oggi ad Hama con quelle in diretta di Sham Tv. http: //www.youtube.com/watch?v=UQeF2AoO-R4

10/7: Oggi a Damasco si è tenuta la riunione consultiva per il dialogo nazionale che ha visto la partecipazione di politici, partiti indipendenti, esponenti dell’opposizione, del mondo accademico e giovani attivisti in vista della creazione di una nuova pagina della storia siriana: “una società pluralista e uno stato democratico dove i cittadini sono uguali e possano partecipare alla formazione del futuro della loro patria”.

11/7: Il dialogo a Damasco:  http: //www.asianews.it/notizie-it/Damasco: -tentativi-di-dialogo-governo-opposizione,-ma-la-polizia-continua-a-sparare-22062.html

12/7: Lina Zahreddine, presentatrice che ha lavorato 8 anni per Al-Jazeera, dopo esserci licenziata condanna la perdita di credibilità e professionalità dell’emittente per le sue posizione di propaganda contro il regime siriano e di deliberata copertura del massacro di Jisr al Shougur.

13/7: Incendiato l’oleodotto di Deir ez-Zor per mano dei gruppi armati.

14/7: Una giornalista di Al Safir ha visitato la città di Hama:  le minoranze religiose sono fuggite, la città è controllata dai Fratelli Musulmani, la gente gira armata, ad ogni angolo si respira un clima misto di odio e timore.

16/7: Slogan settari dei manifestanti in Siria:  in questo video, che presenta qualche immagine cruda, gli oppositori del regime, sull’esempio di Adnan Arrour fomentatore da tempo dell’odio interreligioso nel Paese, gridano slogan contro gli alawiti, l’Iran ed Hezbollah… http: //www.youtube.com/watch?v=TWOBZ3vXYG4&bpctr=1351867415 – Chi si nasconde dietro la crisi siriana:  http: //www.maskofzion.com/2011/07/syria-zionist-mobilization-kicks-into.html

17/7: A proposito dei numeri dei partecipanti alle manifestazioni http: //www.michelcollon.info/Syrie-un-million-de-manifestants.html?lang=fr – Manipolazioni mediatiche:  analisi di un esemplare http: //www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/6489-un-video-manipolato-e-tanti-pappagalli.html

18/7: Sugli scontri che hanno interessato Homs sabato e domenica anche le fonti dell’opposizione parlano di episodi di violenze tra sunniti e alawiti. E ora si teme un conflitto interconfessionale. http: //www.infosyrie.fr/actualite/un-depart-de-guerre-confessionnelle-a-homs/

19/7: Due testimonianze provenienti dalla Siria (quelle di una religiosa carmelitana e un medico di Aleppo) che dimostrano la volontà di alcuni gruppi armati e finanziati dall’estero per destabilizzare il Paese e non concordano con le informazioni fornite da diversi mesi dai i media occidentali. http: //eecho.fr/?p=5264 – Proseguono le iniziative a sostegno delle riforme governative:  un gruppo di 5 persone ha deciso di percorrere a piedi in nove giorni la strada da Deir Ez-Zor a Damasco, mentre un altro di 15 farà lo stesso partendo da Aleppo. – Nelle ultime 48 ore a Homs sono state uccise 15 persone dagli estremisti, così l’esercito è intervenuto con confische di armi e arresti, molti dei quali tra i rappresentanti dei Fratelli Musulmani, nel tentativo di riportare la tranquillità nella città.http: //www.syriasteps.com/?d=110&id=71570&in_main_page=1

23/7: Questa mattina, intorno alle 3.00, nei pressi di Homs il treno che collega Damasco ad Aleppo con a bordo 480 passeggeri è stato fatto deragliare proprio sopra un ponte. L’attacco terroristico, attuato manomettendo i binari, ha causato la morte del conducente, arso vivo. – La dogana ha confiscato 556 cellulari di ultima generazione e 110.000 dollari nascosti nel serbatoio d’acqua di un bus che dal Libano si dirigeva verso Aleppo. – Il predicatore Arrour invoca una jihad contro tutti gli alawiti, a partire dal presidente Al-Assad e dalla sua famiglia, e indica come fard al-ain (dovere individuale di ogni buon musulmano) colpire con ogni mezzo -anche solo con una pietra- ognuno di loro, donne e bambini compresi. (video rimosso)

25/7: Il vice presidente siriano Farouk al-Shara prosegue gli incontri con esponenti dell’opposizione in vista di una seconda conferenza alla luce delle dichiarazioni finali risultanti dalla prima del 10 luglio.

26/7: Ammar al-Darwish racconta la storia vera del suo rapimento per mano di terroristi (finora ne sono stati arrestati 200 solo a Homs). – Risultati di un sondaggio effettuato su un campione di 96.000 siriani:  tutti hanno riconosciuto la crisi della Siria, il 99% incolpa la corruzione, il 78% ha ammesso l’uso delle armi contro la sicurezza, il 96,8% riconosce che Al-Assad sta guidando una campagna di riforme, il 96% continua ad aver fiducia nel Presidente. http: //www.shukumaku.com/Content.php?id=30464 – Un nuovo attacco terroristico questa mattina ha interessato un oleodotto a Tal Kalakh nel governatorato di Homs:  un’esplosione ha provocato un buco di 15 metri e una grave perdita, che rischia di danneggiare i campi vicini e i canali di approvvigionamento.

28/7: Al-Qaeda dichiara il proprio sostegno alla “rivolta”.

29/7: In un messaggio video di 7 minuti trasmesso il 27 luglio – ma sarebbe stato registrato nel mese di giugno – il nuovo leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, ha dato il suo pieno sostegno per l’opposizione siriana, invitando a non sostituire Bashar al-Assad con un regime filo-statunitense. Al-Zawahiri ha definito gli attivisti anti-governativi “mujaheddin” e ha condannato Assad per la laicità del suo regime.

1/8: Video girato e pubblicato dai ribelli stessi (http: //www.youtube.com/watch?v=c-dSsos2LNs ) come vanto e forza:  militari uccisi e massacrati, mentre vengono gettati nel fiume Assi a Hama (alcuni di loro sono ancora in vita). immagini sono scioccanti e feroci. – Rubate ad Hama uniformi militari.

2/8: Incendio al palazzo di giustizia di Hama.

4/8: In collegamento telefonico una studentessa di medicina da Hama, che spiega ciò che succede nella sua città. (si precisa che la ragazza è di una famiglia sunnita!) http: //www.radio24.ilsole24ore.com/player/player.php?filename=110802-luogo-lontano.mp3 – Il Consiglio di sicurezza invita i gruppi armati a non attaccare le istituzioni statali in Siria.

6/8: 5 profughi palestinesi uccisi a Yarmuk da armati su motociclette.

7/8: Ad Hama ieri i militari hanno ritrovato 13 cadaveri nel fiume ‘Asi, alcuni dei quali in avanzato stato di decomposizione, tutti avevano subito torture.

9/8: Aydilink ha pubblicato la notiza che nei campi profughi siriani in Turchia sono state violentate 400 donne ospiti e ora 250 di esse sono incinta!

10/8: Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha chiesto alla comunità internazionale di esercitare un’influenza sulla opposizione siriana affinchè possa avviare con il governo un dialogo fruttuoso sulle riforme, eliminando gli estremisti armati. – Una delegazione di 72 giornalisti e un cameraman, a rappresentanza di 37 media, ha avuto modo di visitare la città di Hama e testimoniare della presenza di bande armate e atti di sabotaggio, oltre che dell’importante ruolo svolto dall’esercito per ristabilire ordine e sicurezza in città.

11/8: Homs, intorno alle 23, un nostro vicino poliziotto, Raa’d A’Ashour, è stato fermato in via al-Hamidyye (zona Falafel Abhus) e ucciso da quattro persone armate mentre rientrava a casa, ce ne danno notizia la moglie e i suoi quattro figli.

18/8: Scoperta una fossa comune a Lattakia con 7 cadaveri ancora in corso di identificazione, le caratteristiche sono le stesse di ritrovamenti simili in altre zone del Paese (come hama e Jisr Al-Shougur) opera dei ribelli armati.

20/8: Uccisi 12 membri delle forze dell’ordine.

22/8: La delegazione dell’ONU che sta visitando il Paese a Homs è stata attaccata da persone armate, che volevano assalire la sede del governatorato in pieno centro. Due uomini della sicurezza e sei civili sono morti, i colpevoli sono poi fuggiti su una Kia Rio argento, ma sono stati arrestati nella zona di Al-Hamidyya.

23/8: Sequestrato vicino al confine con l’Iraq un gran quantitativo d’armi estremamente sofisticate nella giornata di domenica trovate su un bus proveniente da Baghdad, mentre la dogana di Homs ha trovato su un auto un gran quantitativo di cellulari di ultima generazione e 28 milioni di lire siriane. – Homs:  ogni giorno nuove notizie di rapimenti e omicidi, tra i più significativi:  14 corpi di civili con segni di torture (le modalità riconducono alle uccisioni per mano dei ribelli armati a danno di alawiti) trovati il 23/8 e 46 persone tra militari e civili appartenenti ancora una volta alle minoranze religiose torturati e uccisi in città (il 25/8).

25/8: scoperto uno scandalo:  Laylat al Qadr è una ricorrenza sacra prevista il prossimo 27 agosto al termine di Ramadan. In questa data accade ciò che vediamo con una straziante messa in scena di un bimbo massacrato in lago di sangue. Incolpando del crimine il regime siriano! La voce della presunta madre recita la data 27 agosto, ma il filmato è stato caricato su Youtube il 25/8. (video rimosso)

26/8: Al-Jazeera oggi è riuscita a raccontare dell’attacco realmente avvenuto a Duma a un edificio militare un’ora e mezza prima che accadesse e alcuni video delle manifestazioni di protesta di oggi sono in rete già da ieri. ‑ 60 persone, tutte di fede alawita, sono state liberate vicino a Bab Al-Hamidyya, si trovavano segregati in uno scantinato il cui ingresso era chiuso con dei cassonetti con evidenti segni di torture, tutti erano stati rapiti nei giorni scorsi per essere sacrificati nell’imminente festa che segna la fine del mese di Ramadan. le sostanze somministrate e le torture subite durante la prigionia li hanno resi folli.

28/8: Missione della Lega araba in Siria.

4/9: I Servizi di sicurezza in Latakia, hanno smantellato un’ordigno di 25 kg nascosto dentro un furgone di cosmetici. Il piano fallito era fa esplodere l’ordigno nella zona centrale della città nelle ore di punta. – Un ufficiale dell’esercito e altri cinque sottoufficiali sono rimasti uccisi in un attacco armato al loro convoglio a Mharde (nella zona di Hama). – Anche Haitham al Manna inizia ad affermare che l’occidente spinge la Siria verso scenari dai risvolti distruttivi, partendo dai suoi interessi personali.

6/9: Attaccato il pulmino che trasporta ingegneri che lavorano presso l’azienda petrolifera cittadina. Il bilancio attuale è di 6 feriti e 4 morti (tutti nostri conoscenti e vicini):  Hayam Al-Jamuri, Sha’han Rahaal, Nabil Wardi, Basem Mayhoub.http: //www.youtube.com/watch?v=E4XayEOzQsg&feature=youtu.be – Rapito anche Maher Blal, autista di taxi. Il fratello ci ha raccontato di essere stato contattato dai rapitori e aver sentito le grida del fratello torturato, in cambio della sua vita si chiede la liberazione di alcuni prigionieri tra le file dei ribelli. Intorno alla sua abitazione si è subito formata una folla di persone e gli animi sono molto riscaldati. la tensione è alta. – Rapimento di 6 persone in viaggio da Aleppo a Misiaf, tra cui un agente e due professori universitari.

7/9:   Un gruppo armato ha assalito la chiesa di Mar Elias per rubarne il denaro e un ospedale militare. – Liberato il figlio del generale Ghassan Mansor, trovato incatenato e con segni delle torture subite in una casa in zona Al-Hamidyya a Homs. Nel covo sono state rinvenute anche armi ed esplosivi. – Rapiti due funzionari del partito Baath.

8/9: Jacob Kallenberger, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, ha ottenuto il permesso di visitare le carceri siriane per valutare le condizioni dei detenuti.

9/9: I due leader politici rapiti a Rastan (Homs) da gruppi armati, dopo essere stati torturati e obbligati a proclamare in video la loro opposizione al governo, sono stati liberati e ora smentiscono le falsità raccontate da alcuni media sul loro conto.- 11 agenti uccisi dalle bande armate.

10/9: Nuovo attacco armato a Homs nella notte, questa volta oggetto dell’imboscata è stato un bus assalito nei pressi della rotonda di Fakhurah. L’autista è morto e molti passeggeri sono rimasti feriti.

11/9: A Damasco, Lattakia e Daraa ha preso il via una nuova sessione del Dialogo Nazionale con diverse personalità accademiche e sociali che dovrebbero rappresentare tutti gli spettri della società, oltre che partiti politici, indipendenti e rappresentanti dell’opposizione. Fulcro degli incontri saranno le questioni politiche, economiche e dei servizi. http: //www.dp-news.com/en/detail.aspx?articleid=96262

12/9: A Homs proseguono i fermi dei ribelli armati e i ritrovamenti di armi, ma non si ferma neppure l’ondata di violenza che ha portato solo negli ultimi due giorni alla morte di oltre 20 militari; migliore la situazione nella zona di Hama, dove continuano le confessioni spontanee (sventato un possibile attentato alla centrale elettrica cittadina) e a Banias, dove sono stati fermati anche due militari turchi. – Un agguato contro un bus militare ha causato la morte di due militari e un agente a Salamieh.

13/9: Scoperta a Homs una fossa comune in un giardino pubblico di Al-Warshi contenente tre cadaveri con le mani legatehttp: //www.youtube.com/watch?v=4o-FFbx2ahU&feature=share – Un rappresentante degli oppositori ha ammesso le molte esagerazioni e falsificazioni circa le vittime civili in Siria, dichiarando che attività di propaganda come quella di Al-Jazeera costituiscono un grave danno all’immagine dei movimenti di protesta. In particolare, ha rivelato che 500 nomi di persone dichiarate uccise dalle forze dell’ordine risultano in realtà ancora vive e altre sono morte in circostanze affatto diverse da quanto diffuso dai soliti canali satellitari. – Il Patriarca Maronita Bishara al Raai ha chiesto da Parigi di concedere tempo al presidente siriano Assad per attuare le riforme iniziate. I cristiani sono i primi a pagarne le conseguenze se prendono il potere i Fratelli mussulmani in Siria, e se poi i sunniti siriani si dovessero alleare con i sunniti in Libano, si potrebbe accendere un conflitto con gli sciiti nella regione, sostiene.

14/9: Svelata l’identità dei diversi gruppi armati in Siria, con informazioni dettagliate su sponsor e tecniche. In particolare si parla di due movimenti:  il “libero esercito”, sostenuto e finanziato dai Fratelli Musulmani, e il “movimento degli ufficiali liberi”, che comprende ex-militari e viene finanziato dallo stesso gruppo di uomini d’affari che ha preso parte alla “Conferenza di opposizione siriana” del 2 giugno ad Antalia. – In mattinata un attacco armato ha provocato la morte di un autista di un microbus nella zona di Hama, intanto dall’ospedale nazionale di Homs hanno dato notizia dell’arrivo di 13 corpi, 5 dei quali ancora in corso di identificazione. Trovata anche una seconda fossa comune in città. – Nella provincia di Deir Ez-Zor sono state sequestrate una gran quantità di armi e munizioni, mentre a Homs due nuove imboscate hanno provocato la morte di due militari e il ferimento di altri 9.

15/9: La rete siriana ha trasmesso le confessioni di Hussein Harmoush, funzionario dissidente dell’esercito, che ha rilevato importanti informazioni circa contatti con l’opposizione siriana all’estero e con i Fratelli Musulmani, per portare in Siria armi e denaro. – Iniziano a formarsi i primi partiti legalmente riconosciuti, come il partito social-democratico di Samira al-Massalma et Akram Khouzam, che, formatosi a metà agosto, va lentamente definendo il suo programma politico.

16/9: Nelle montagne della zona nord della Siria (intorno a Idleb e Jish al-Shougur) le forze dell’ordine hanno recuperato armi (mitragliatrici, ordigni esplosivi, pump action) e munizioni di vario genere, oltre che moto e portatili nascosti in oltre cento grotte utilizzate come covi dai gruppi armati. – La rete siriana Addounia trasmette le rivelazioni di alcune donne dai campi profughi turchi su come sono state drogate e violentate dalle bande armate, per poi venire ricattate e vendute ai turchi (i primi di settembre del 2012 la Commissione per i diritti umani per il soccorso delle Nazioni Unite affermerà che più di 800 casi di violenza sessuale e stupri contro le donne e ragazze siriane sono avvenuti nei campi turchi). – Arriva anche in Italia l’allarme del rischio di deriva confessionale legato alla fama di alcuni predicatori tra le fila dei rivoltosi: http: //www.terrasanta.net/tsx/articolo.jsp?wi_number=3236&wi_codseq=++++++&language=it – Smantellato un campo sul confine turco in territorio siriano composto da 80 tende utilizzato come base dagli uomini armati, alcuni arrestati e altri fuggiti in Turchia, per controllare la zona e compiere atti terroristici. Nel campo sono state ritrovate 52 auto rubate, apparecchi elettrici e telefonici e un pulmino rubato dall’ospedale nazionale. Il campo conteneva anche medicinali e attrezzature ospedaliere, passaporti e una grande quantità di armi e munizioni.

18/9: Nella città di Deraa è stato smantellato un ordigno esplosivo di 6 kg posto di fronte a un centro commerciale poco distante dal palazzo di giustizia cittadino. – Una delegazione di sacerdoti statunitensi ha visitato la Siria e incontrato il presidente Assad e, vedendo una realtà completamente diversa da quella descritta dai media, ha espresso rammarico per il fatto che si stia distorcendo la realtà dei fatti.

20/9: Proseguono in Siria gli incontri per il Dialogo Nazionale su questioni politiche, sociali ed economiche e con la partecipazione di rappresentanti di organizzazioni della società civile e dei partiti politici. A Damasco si è parlato di politica economica e finanziaria; ad Aleppo si è affrontato il tema dell’importanza del dialogo per le riforme; a Homs si sono analizzati i possibili mezzi per mantenere l’unità nazionale. – Nuovo attacco terroristico contro la rete ferroviaria siriana, questa volta nei pressi della città di Al-Rastan, dove una parte dei binari è stata sabotata. Fortunatamente i controlli preventivi hanno permesso di evitare il peggio. – Idleb:  uomini armati hanno costretto oggi dei bambini all’uscita di scuola a partecipare a manifestazioni dell’opposizione. I video dovrebbero poi venire utilizzati da canali satellitari per far presa sui media internazionali. – Questa mattina è stato scovato e smantellato sotto l’oleodotto della raffineria di Homs un ordigno esplosivo di 25 Kg. – Wadah Khanfar, presidente della rete Al-Jazeera si è dimesso dopo 8 anni di lavoro a causa della propaganda mediatica della rete sulla Siria. – Al-Manar informa dell’arresto di un gruppo che tentava di contrabbandare circa 200 armi di diversa forgia provenienti dal Libano e destinate ai ribelli siriani.

23/9: Haitham Maleh è riuscito in meno di 24 ore ha fare due dichiarazioni che si contraddicono a vicenda:  davanti al Consiglio delle Nazioni Unite ha chiesto che la NATO intervenga militarmente per abbattere il regime siriano, ma poi, in un’intervista, ha dichiarato di essere contrario a ogni intervento militare in Siria.

25/9: L’ambasciatore francese a Damasco, Eric Chevalier, all’uscita da una chiesa di Bab Tuma è stato assalito da uova lanciate contro di lui dai siriani stanchi delle continue ingerenze estere nel Paese. – Pubblicata una dichiarazione di Ford, ambasciatore americano in Siria, che confessa che nel Paese “aumenta anche il rischio di conflitti di matrice religiosa”. – Nir Rosen, corrispondente di Al-Jazeera international, ha dichiarato che nella rivolta siriana agiscono forze diverse e che sono rimasti uccisi in agguati anche 700 uomini delle forze dell’ordine. Ha, poi, assicurato di aver visto giovani civili trasportare armi e leader dei ribelli gli hanno confermato di aver organizzato imboscate e attacchi armati, in tutto il Paese e in particolare nelle zone di Jisr Al-Shougur e Homs. – Vicino al ponte di Tel Shor (Homs) su un’auto è stato sequestrato materiale esplosivo (due sacchi da 15 kg e due da 6 Kg), proiettili e munizioni. – Homs, zona al-Zahra, le bande armate hanno ucciso con tre colpi di proiettile il dott. Hassan ‘Aid, noto chirurgo e primario dell’ospedale cittadino, mentre in macchina stava uscendo dalla via nella quale abitava. http: //www.youtube.com/watch?v=oGzpLxdIZL4

26/9: L’attivista siriano Mohamed Rahal ha confermato quanto dichiarato dall’inviato di al-Jazeera International:  i ribelli hanno a loro disposizione armi e si stanno organizzando sempre più in direzione di una resistenza armata. – A Homs il generale Na’el Ad’dakhil della facoltà di chimica è stato ucciso a piazza Feyrouzeh mentre ritornava dal lavoro in auto, stessa sorte è toccata anche al professor Mohammad Ali Aqeel, vice preside della facoltà di architettura dell’Università del Baath. – A Idleb, invece, un gruppo armato ha attaccato un minibus che trasportava 11 impiegati legati al progetto di sviluppo rurale della provincia siriana. – Quattro poliziotti e un infermiere del pronto soccorso sono rimasti uccisi da uomini armati nei pressi di Homs. Lo scontro ha provocato anche l’uccisione di alcuni terroristi e l’arresto di altri con in possesso armi, pistole e munizioni. Le forze dell’ordine hanno sequestrato in zona un auto imbottita di fucili automatici, RPG e ordigni esplosivi provenienti dal nord del Libano, sigillati in scatole con la scritta “campagna di aiuti ai sfollati”.

27/9: Il corrispondente della BBC in visita a Damasco ha sottolineato che nella città la vita è tranquilla.

28/9: Il settimanale francese “Nouvel Observateur” ha dichiarato che la crisi siriana è frutto di una cospirazione di intelligence nazionali e straniere. – Quantità spaventose di armi e ordigni esplosivi sequestrati dalle forze dell’ordine nella provincia di Damasco e nella città di Deir er-Zor (nei pressi del confine con l’Iraq). – Il quotidiano online U.S. Mondial Tribune.com ha confermato che l’amministrazione del Presidente Barack Obama ha avuto diversi incontri con l’opposizione islamica in Siria e in particolare, con il movimento dei Fratelli Musulmani:  “I funzionari statunitensi hanno avuto riunioni ad alto livello con i Fratelli Musulmani siriani e le loro” lobby” negli Stati Uniti. Si dice che le due parti si sono incontrate diverse volte negli ultimi tre mesi per discutere il ruolo della Fratellanza dopo il rovesciamento del presidente Bashar al-Assad”. – Segnalate nuove vittime civili (l’ing. Aws Abdul-Karim Khalil con la moglie e Abdul Rehman al-Maghribi a Homs e Anwar Abbas a Hama) e ritrovamenti di gran quantitativi d’armi ed esplosivi (a Kanaker, periferia di Damasco, a Rastan e a Homs).

30/9: Il Corriere del Ticino ha pubblicato un’intervista allo studente siriano Imad Haddad:  “la verità è questa:  – ha dichiarato – in Siria – come in altre parti del Medio Oriente – vi sono degli estremisti musulmani che sono dei vulcani addormentati. E quest’anno forze politiche straniere… hanno offerto ai Fratelli Musulmani presenti in Siria degli aiuti per armarsi” e ancora, riguardo al presidente siriano:  “Bashar al Assad non sta governando così male e la maggior parte delle persone a cui ho chiesto cosa pensi del nostro presidente si è detto favorevole alla sua permanenza al potere”. – Disinnesco di tre pericolosi ordigni (capaci di colpire fino a un raggio di 100 metri), due a Daraa e uno a Deir Ez-Zor, che hanno provocato la morte di tre ingegneri coinvolti nell’operazione. – A Hama, invece, dopo che Al-Jazeera ha annunciato le prime morti, un gruppo armato è uscito per colpire civili e militari, provocando tre morti e molti feriti. – Che l’opposizione siriana sia armata da tempo non è più un mistero, ora che anche alcuni dei suoi esponenti lo hanno ammesso pubblicamente, anche la stampa francese ne parla. E’ successo sul settimanale TTA e anche sul più noto Le Figaro.

Come, davvero, cominciò la “rivoluzione siriana”