ECCO ALCUNE DELLE PROVE CHE C’È L’USAID DIETRO ALLE MANIFESTAZIONI CONTRO LUKASHENKO IN BIELORUSSIA

Il 6 agosto, tre giorni prima delle elezioni presidenziali in Bielorussia e delle proteste che ne sono seguite, le agenzie di politica estera americane hanno concluso un accordo su “organizzazione di eventi e logistica per USAID-Bielorussia”.

L’appaltatore nell’ambito del contratto è il Centro di studi lituano sull’Europa orientale, secondo “fdps.gov” – il registro degli appalti pubblici degli Stati Uniti. In precedenza, nell’ambito dello stesso contratto statale, gli oppositori bielorussi sono stati formati in Lituania e il centro menzionato è quello che ha ospitato la candidata presidenziale dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya. In questo contesto, USAID in Bielorussia potrebbe presto essere chiuso.

USA, Ucraina e Lituania sono chiaramente gli organizzatori delle manifestazioni contro Lukashenko.

L’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale (USAID) riferisce simultaneamente al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, al Presidente degli Stati Uniti e al Consiglio di sicurezza nazionale. Secondo la carta del contratto statale, il cliente diretto era la filiale ucraina di USAID. La filiale bielorussa di USAID è elencata come la parte finanziatrice. Il contraente è “Rytų Europos studijų centras”, ovvero il Centro di studi sull’Europa orientale (CESE).

La descrizione del lavoro è breve: “Organizzazione di eventi e logistica per USAID / Bielorussia”. L’importo del finanziamento per questo scopo non è specificato.

Nella prima fase dello stesso contratto statale, la descrizione del lavoro era più dettagliata: nel settembre 2018, USAID-Bielorussia ha ordinato la consegna e la formazione di attivisti dal Centro di studi sull’Europa orientale a Vilnius: “USAID / Bielorussia avrà bisogno di supporto logistico portare gli attivisti bielorussi a Vilnius durante diversi round di incontri nell’autunno del 2018-inizio primavera 2019. Il team avrà bisogno di supporto per organizzare gli incontri / viaggi / alloggio per i partecipanti bielorussi “. L’importo della commissione è $ 35.600.

La seconda e la terza fase del lavoro nell’ambito di questo contratto statale sono datate settembre e novembre 2019 – con una breve descrizione: “… Pianificazione e logistica degli eventi per USAID / Bielorussia”, e ancora una volta USAID-Ucraina è stata coinvolta come parte del contratto. Le date di “acquisizione” sono il 25 settembre e il 18 novembre 2019.

È interessante notare che nell’autunno del 2019 si sono svolte numerose manifestazioni in Bielorussia sullo sfondo della campagna elettorale parlamentare bielorussa – ad esempio, il 16 novembre (il giorno prima delle elezioni), si è tenuta una marcia con striscioni come “E il il re è nudo! “.

Pertanto, le azioni su larga scala dell’opposizione bielorussa sono chiaramente correlate per date con i le direttive statunitensi, e gli eventi di agosto hanno dato luogo ad altre manifestazioni- cioè, l’attuazione pratica delle conoscenze acquisite dagli attivisti in Lituania.

Il 6 agosto 2020, l’opposizione ha pianificato una manifestazione su larga scala nel Parco dell’amicizia dei popoli di Minsk, ma il fatto che fosse stato dato ordine di spostarla si è saputo solo il 5 agosto e il 6 agosto Tikhanovskaya ha annullato questo evento. Risulta che gli Stati Uniti nell’ultimo contratto di stato hanno registrato i preparativi non per una manifestazione alla periferia di Minsk, ma per le proteste post-elettorali.

Altri importi dell’USAID a favore del Centro Studi sull’Europa dell’Est sono stati elargiti non in base a contratti statali vincolanti, ma sotto forma di sovvenzioni. Il CESE di Vilnius conduce da tempo propaganda contro Aleksandr Lukashenko e funge da sostegno a Svetlana Tikhanovskaya, fuggita in questa città l’11 agosto. Il lituano Seimas l’ha riconosciuta come presidente della Bielorussia. È nei locali del CESE che è stata scattata la famosa foto di Tikhanovskaya con il famoso tecnologo delle rivoluzioni Bernard-Henri Levy. Lo stesso francese ha ammesso nel suo articolo per il Wall Street Journal che il leader dell’opposizione bielorussa non lo ha impressionato. L’ha definita insolita e ha detto che oltre al servizio di sicurezza lituano, la ragazza è assistita anche da un attivista di Freedom House, un’organizzazione senza scopo di lucro che lavora per il governo degli Stati Uniti da molti anni.

Sulla carta, USAID, fondata nel 1961 dal presidente John F. Kennedy, ha obiettivi nobili. Nei paesi in via di sviluppo, l’agenzia è impegnata nella riduzione della povertà o nell’affrontare le conseguenze della pandemia di coronavirus, come in Bielorussia. Negli ultimi decenni, l’organizzazione si è anche affermata come conduttore della politica estera degli Stati Uniti – questo strumento di “soft power” è stato più volte preso a letto con gli organizzatori delle rivoluzioni colorate. L’USAID è stato un attore chiave nel recente tentativo di colpo di stato in Venezuela. L’agenzia ha anche sostenuto parte dell’opposizione dietro la tentata rivoluzione colorata in Nicaragua nel 2018. USAID ha finanziato anche la diffusione di notizie false contro le autorità cubane sui social network. E alcuni anni fa, si è scoperto che ha pagato milioni di dollari ai politici afgani per cambiare alcune leggi.

Nel febbraio 2019, USAID ha annunciato l’inizio della cooperazione con l’esercito e l’intelligence per promuovere gli interessi della “sicurezza nazionale” degli Stati Uniti. Stiamo parlando delle forze speciali statunitensi, dell’FBI e di altre organizzazioni. Eritrea, Ecuador, Cuba e Bolivia hanno espulso USAID dai loro territori e gli uffici delle ONG in molti altri paesi sono in fase di chiusura. Le attività dell’agenzia nella Federazione Russa sono state bandite nel 2012 dopo le dolorose manifestazioni di migliaia di persone presso il Cremlino. Il motivo dell’espulsione è stata la fuga di 60 MB di corrispondenza elettronica tra l’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale e rappresentanti dell’opposizione russa. Inoltre, è stata approvata una legge che impone alle ONG straniere di registrarsi come agenti stranieri.

Ma i membri delle ONG locali ad essa associate hanno preso parte attiva alle cosiddette proteste pacifiche.

In precedenza, “Oktagon” ha scritto di un consorzio di difensori dei diritti umani bielorussi e ucraini impegnati nel conteggio dei casi di tortura nella Repubblica – un certo numero di attivisti sono strettamente associati a USAID e Freedom House. Tra le ONG c’erano quelle che diffondevano falsi sui manifestanti uccisi dalla polizia e altri argomenti simili.

Secondo il servizio “GovTribe”, più di 7 milioni di dollari sono passati attraverso la filiale bielorussa di USAID nel 2016-2020. Se le autorità bielorusse riterranno provato il legame di USAID con le proteste, chiuderanno l’ufficio dell’agenzia di Minsk e sarà più difficile per Washington lavorare con gli attivisti della Repubblica.

Aleksandr Kolesnikov

https://www.stalkerzone.org/washington-documented-its-miss…/

Il messaggero dell’odio Bernard-Henry Lévy corre ad appoggiare l’opposizione bielorussa. Breve storia delle precedenti imprese di B-52

Merita indubbiamente un premio internazionale come «miglior messaggero dell’odio» e se invecwe ci fosse un tribunale per chi ha fomentato guerre distruttive, dovrebbe essere fra i primi a esservi sottoposto. Bernard-Henry Lévy, che tutti si ostinano a chiamare «filosofo francese»  (l’aggettivo è in effetti veritiero), ha offerto il proprio appoggio alle cause più nefaste: violenti gruppi islamisti in grado di uccidere interi paesi, guerre di aggressione Nato-petromonarchiche, battaglioni destrorsi, rivoluzioni violentemente «colorate»  .

Un esibizionista guerrafondaio senza esitazioni, vate della morte (altrui). Chiamiamo dunque questo parapolitico, anziché Bhl (l’acronimo con il quale è noto), B-52. E’ al tempo stesso il nome del bombardiere Usa tristemente famoso fin dal Vietnam (e il nostro uomo ama i cacciabombardieri), e di un cocktail (il nostro uomo è molto mondano). «Là dove arriva questo architetto delle ‘rivoluzioni colorate’, il sangue scorrerà» , si legge in questo articolo che denuncia la nuova campagna militare del politico francese: quella in appoggio all’opposizione in Bielorussia, impegnata in un tentativo alla Maidan (Ucraina).

Dimmi chi ti appoggia e ti dirò chi sei. E’ lo stesso B-52 a rivelare con un tweet l’affettuoso incontro, “a Vilnius, con Svetlana Tikhanovskaia, egeria della rivoluzione bielorussa e volto dell’opposizione al tiranno Lukashenko”. Già: la «rivoluzione bielorussa»  I cui intenti sono stati dichiarati da una dei portavoce: «Vogliamo bloccare l’economia bielorussa con gli scioperi. Più la popolazione vede peggiorare il suo livello di vita, più presto potremo prendere il potere» .

https://i2.wp.com/www.en24news.com/en24/wp-content/uploads/2020/08/1597972779_2.jpg?fit=720%2C405&ssl=1

Ma vediamo, in ordine cronologico, quali guerre rivoluzionarie sono state appoggiate negli ultimi decenni da B-52 con la sua camicia scollata da stagionato dandy.

Il sostegno di B-52 ai bombardamenti della Nato sulla Serbia nel 1999 gli è valso a distanza di quasi venti anni un piccolo incidente. Nel 2017, B-52 si trova a Belgrado per un festival di documentari. I membri della Lega dei giovani comunisti di Jugoslavia ne approfittano per centrarlo con una piccola torta alla panna e salire sul palco con un eloquente cartello: «Bernard Lévy sostiene gli assassini imperialisti».

(https://it.euronews.com/2017/05/12/il-filosofo-bernard-henri-levy-contestato-in-serbia)

Nel 2003 (guerra di BushBlair all’Iraq), B-52 si barcamena a seconda del pubblico che ha di fronte (come rivelerà il libro Le nouveau B.A.BA du BHL), trovando comunque l’operazione «piuttosto giusta dal punto di vista della morale». Quando parla negli Stati uniti precisa: «Adesso che l’intervento c’è, bisogna finire il lavoro».

L’annientamento della Libia nel 2011 è il successo principale di B-52, con la vittoria della Nato e dei suoi fanti di terra islamisti in Libia. Allo scoppio della  «rivoluzione», corre a incontrare i “ribelli” e al ritorno in patria, grazie alla sua vicinanza con il presidente Nicolas Sarkozy, lo convince a partire con le bombe, nel nome della «responsabilità di proteggere». Gli altri paesi si accodano, la Libia subisce sette mesi di bombe, Gheddafi viene ucciso, terroristi e armi vanno a infettare l’Africa subsahariana, dopo aver provveduto a deportare o uccidere gli abitanti della città libica di Tawergha (di pelle nera, discendenti del commercio degli schiavi). Non pago, nel 2012 B-52 sceneggia e dirige sulla vicenda libica un documentario autocelebrativo, Le serment de Tobruk, dove si mette in scena come personaggio principale e in una specie di monologo racconta il proprio ruolo decisivo nell’avere fatto togliere di mezzo Gheddafi. Naturalmente il mandante B-52 tace di fronte allo sfacelo che quella guerra ha prodotto in Libia e in Africa. Anzi, nel 2017 senza timore di contraddirsi (tanto nessuno glielo fa notare), lo smemorato di Parigi dice: «Sostenere che il terrorismo non ha nulla a che fare con l’islam è lo sbaglio peggiore che possiamo commettere»

. Proprio lui, che con la sua azione ha veri terroristi. Sedicenti islamici. E infatti…

L’impegno di B-52 per un intervento occidentale diretto in Siria è stato indefesso. Nel 2012, finita la missione libica, si dedica all’appoggio ai «ribelli»  – non certo solo siriani. Ancora nel 2018 lamenta il «triste bilancio di un non intervento di sette anni» e cerca non si sa se per protervia o stupidità o entrambe di sostenere che il mancato intervento a fianco dei “ribelli” in Siria ha sortito i mostri, Isis, al Qaeda e tutti gli altri. Qualcuno gli dica che è andata allo stesso modo in Libia, dove Occidente e petromonarchi sono intervenuti eccome.

Nel 2012 aveva molto insistito con il governo Hollande per un intervento diretto, l’invio di armi ai rivoltosi non basta. Qui in italiano tutto il suo piano, ospitato dal Corriere della sera. B-52 va negli Usa, per cercare appoggio, incontra l’altro guerrafondaio amico dei gruppi armati siriani, John McCain. In quest’intervista https://www.leparisien.fr/politique/syrie-bernard-henri-levy-decu-par-francois-hollande-03-08-2012-2112205.php, B-52 spiega con molta chiarezza: «Vorrei che tutta la comunità internazionale si prendesse le proprie responsabilità, come in Libia, la responsabilità di proteggere. Se non lo fa, sì, noi dovremmo dare più armi ai ribelli». In fondo non ci vuole molto, si può agire anche senza il voto del Consiglio di sicurezza, Sarkozy lo aveva detto al tempo della Libia (ma allora l’avallo ci fu per mancanza di veto russo cinese). Insomma B-52 spiega il da farsi: «Forgiare un’alleanza con la Lega araba e i turchi. I piani d’attacco sono pronti. Non ci vuole granché per dare il colpo di grazia al regime di Damasco. Manca solo il pilota nell’aereo. E anche se gli aerei possono essere turchi, il pilota deve essere francese». Non ce la fa. I turchi…Nel luglio 2020 B-52 atterra con jet privato a Misurata (nel 2011 roccaforte dei suoi amici);  ma succede che viene insultato da alcuni sostenitori filoturchi del governo di Tripoli. Insultato non certo per la guerra del 2911 ma perché è ebreo. Che ingiustizia, per uno che ha tanto aiutato gli islamisti.

Nel 2014 B-52 si precipita in Ucraina per appoggiare il colpo di Stato (un misto fra componenti neonaziste e aspirazioni all’ingresso nel presunto bengodi Europa) al quale ha fatto seguito la luttuosa guerra del Donbass, la regione che insieme a Lugansk e alla Crimea non ha più voluto far parte dello Stato ucraino. Negli anni, B-52 si dedica sia a incontri istituzionali sia a spedizioni da embedded, al seguito dell’esercito ucraino… dove senza volerlo confessa uno dei crimini di guerra dei suoi beniamini. Dice infatti di viaggiare con i soldati lunga la linea del fronte (con il Donbass) con una falsa ambulanza spacciata per vera, blindata…Vietatissimo dal diritto internazionale. Come le guerre di aggressione, del resto, che il tribunale di Norimberga definì, invano, «crimine internazionale supremo».

Ma poteva il nostro B-52 ignorare il Venezuela? No. Così, nel 2017 durante le guarimbas, il nostro fomentatore di golpe e finte rivoluzioni urla: non si può stare zitti di fronte a un «lungo golpe»… che sarebbe quello perpetrato dal presidente eletto Maduro. Dunque, il parapolitico francese dice che servono «dure sanzioni economiche e finanziarie contro Caracas e gli oppositori ancora liberi andrebbero accolti a Parigi, Madrid e Washington» ed esige, sempre in nome della responsabilità di proteggere, una condanna ferma da parte del Consiglio di sicurezza Onu.

La Bielorussia in effetti gli mancava.

Preso da: http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=3751

The Messenger of Hatred, Bernard-Henry Lévy, Rushes to Support the Belarusian Opposition. Brief History of “B-52’s” Previous Exploits.

Marinella Correggia
https://i2.wp.com/www.en24news.com/en24/wp-content/uploads/2020/08/1597972779_2.jpg?fit=720%2C405&ssl=1Odious Bernard-Henri Levy met with former presidential candidate Svetlana Tikhanovskaya in Vilnius.

He undoubtedly deserves an international award as “best messenger of hatred” and if there was a court for those who fomented destructive wars, he should be among the first to be subjected to it. Bernard-Henry Lévy, who everyone insists on calling a “French philosopher” (the adjective is in fact true), has offered his support to the most harmful causes: violent Islamist groups capable of slaughtering entire countries, NATO-petromonarchist wars of aggression, right-wing battalions, violent “color” revolutions.

A warmongering exhibitionist without hesitation, a vate of death (other people’s). Let us therefore refer to this parapolitic, instead of BHL (the acronym by which it is known), B-52. It is at the same time the name of the US bomber, sadly famous since Vietnam (and our man loves fighter bombers), and of a cocktail (our man is very worldly). “Where this architect of ‘color revolutions’ arrives, blood will flow.” This article denounces the French politician’s latest military campaign: the one in support of the opposition in Belarus, engaged in an attempt at Maidan (Ukraine).

Tell me who’s behind you and I’ll tell you who you are. It is the same B-52 who reveals with a tweet the affectionate meeting, “in Vilnius, with Svetlana Tikhanovskaia, hegeria of the Belarusian revolution and face of the opposition to the tyrant Lukashenko”. Yes: the “Belarusian revolution” whose intentions were declared by the spokeswoman: “We want to freeze the Belarusian economy with strikes. The more the population sees its standard of living deteriorating, the sooner we can take power.”

But let’s view, in chronological order, which revolutionary wars have been supported in recent decades by B-52 with his seasoned dandy low-cut shirt.

B-52’s support for NATO’s bombing of Serbia in 1999 earned him a small accident almost twenty years later. In 2017, B-52 is in Belgrade for a documentary festival. The members of the League of Young Communists of Yugoslavia took advantage of the festival to hit him with a small cream cake and take the stage with an eloquent sign: “Bernard Lévy supports the imperialist assassins“.

In 2003 (BushBlair’s war on Iraq), B-52 went out on a limb, depending on the audience in front of him (as the book Le nouveau B.A.BA du BHL will reveal), as he found the operation “quite right from the moral point of view“. When he spoke in the United States he said: “Now that the intervention is there, the work has to be finished”.

The annihilation of Libya in 2011 was a major success for B-52, with the victory of NATO and its Islamist land infantrymen in Libya. When the “revolution” erupted, he ran to meet the “rebels” and when he returned home, thanks to his proximity to President Nicolas Sarkozy, he convinced him to launch the bombs, in the name of the “responsibility to protect”. Then the other countries follow, Libya suffers seven months of bombing, Gaddafi was murdered, terrorists and weapons spread to infect sub-Saharan Africa, after deporting or killing the inhabitants of the Libyan city of Tawergha (black-skinned, descendants of the slave trade). In 2012 B-52 writes and directs a self-celebratory documentary about the Libyan story, Le serment de Tobruk, where he stages himself as the main character and in a kind of monologue recounts his decisive role in getting Gaddafi out of the way. Naturally, the instigator, B-52, is silent in the face of the debacle that that war has produced in Libya and Africa. Indeed, in 2017, without fear of contradicting himself (no one points it out to him anyway), the forgetful man from Paris said: “To claim that terrorism has nothing to do with Islam is the worst mistake we can make”.

The man himself, with his actions, aids those very terrorists; Islamic sedents. And in fact…

B-52’s commitment to a direct Western intervention in Syria has been relentless. In 2012, when the Libyan mission ended, he dedicated himself to supporting the “rebels” – certainly not only Syrians. Again in 2018 he lamented the “sad balance sheet of a seven-year non-intervention” and tried to argue that the non-intervention alongside the “rebels” in Syria resulted in the monsters, Isis, al Qaeda and all the others. Someone tell him that it happened in the same way in Libya, where the West and petromonarchs intervened.

In 2012, he was most insistent that the Hollande government should intervene directly, sending weapons to the insurgents was not enough. Here in Italian is his entire plan, presented by the Corriere della sera. B-52 went to the U.S. to seek support and met the other warmonger friend of the Syrian armed groups, John McCain. In this interview, B-52 explained very clearly: “I would like the whole international community to take up its responsibilities, as in Libya, the responsibility to protect. And if they don’t, yes, we should give more weapons to the rebels. After all, it doesn’t take much, one can act even without the vote of the Security Council, Sarkozy had said so at the time of Libya (but then there was support because of the) lack of Russian Chinese veto. In short, B-52 explains what to do: “Forge an alliance with the Arab League and the Turks. The plans of attack are in place. It doesn’t take much to put the finishing touches to the Damascus regime. The only thing missing is the pilot in the plane. And although the planes may be Turkish, the pilot must be French.” He couldn’t pull it off. In July 2020, B-52 landed with a private jet in Misrata (his friends’ stronghold in 2011), but he was insulted by pro-Turkish supporters of the Tripoli government. Insulted not because of the 2011 war, but because he is Jewish. Such an injustice, for one who has helped the Islamists so much.

In 2014 B-52 rushed to Ukraine to support the coup d’état (a mixture of neo-Nazi components and aspirations to enter the supposed European land of plenty) which was followed by the devastating war in the Donbass, the region that together with Lugansk and the Crimea no longer wanted to be part of the Ukrainian state. Over the years, B-52 has devoted himself to both institutional meetings and embedded expeditions, following the Ukrainian army… where he unwittingly reveals one of the war crimes of his favourites. Indeed, he said he travels with the soldiers along the front line (Donbass) in a fake ambulance passed off as real, armoured… forbidden by international law. Like the wars of aggression, after all, which the court of Nuremberg defined, in vain, as the “supreme international crime”.

But could our B-52 ignore Venezuela? No. So, in 2017, during the guarimbas, our instigator of coups and fake revolutions began shouting: one cannot remain silent in the face of a “long coup”… that would be the one perpetrated by President-elect Maduro. Therefore, the French parapolitician said that “tough economic and financial sanctions would be needed against Caracas and opposition members still free should be welcomed in Paris, Madrid and Washington” and demanded, again in the name of the responsibility to protect, a firm condemnation by the UN Security Council.

Belarus, in fact, was something he missed.

Source: https://libya360.wordpress.com/2020/08/23/the-messenger-of-hatred-bernard-henry-levy-rushes-to-support-the-belarusian-opposition-brief-history-of-previous-exploits-of-b-52/