Hugo Chávez: le crisi programmate in Libia e Siria

19 febbraio 2015

Era il 2012. Chávez parlava delle ‘crisi programmate e provocate’ in Libia e Siria. Il furto di 200 miliardi di dollari di riserve libiche dopo l’”assassinio” di Gheddafi.

Vi presentiamo l’estratto di una conferenza stampa di Chávez, pochi mesi prima di morire.

Era l’8 ottobre 2012, il giorno dopo la sua rielezione. Il presidente venezuelano Hugo Chávez interviene su quelle che definisce le «crisi programmate e provocate in Libia e Siria» e sulla “sottrazione” dei 200 miliardi di dollari di riserve libiche dopo l’assassinio di Gheddafi. Chávez risponde lungamente a una giornalista della CNN. L’analisi sulla guerra che ha distrutto la Libia e sconvolto la Siria descrive precise responsabilità, e si presenta come un testamento politico di grande valore anche per valutare la crisi così com’è oggi, mentre i media e le classi dirigenti europee e nordamericane non raccontano com’è nata e da quali mani è stata peggiorata.

Buona visione.

Originale con video: http://www.informarexresistere.fr/2015/02/19/hugo-chavez-le-crisi-programmate-in-libia-e-siria/

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Libia 2011: troppi ignavi, silenziosi o consenzienti mentre la Nato apriva la strada ai nazi-califfi

16 febbraio 2015

(Marinella Correggia) – Con il terrore e la morte l’intero Medioriente e buona parte dell’Africa pagano per le guerre dei governanti occidentali e l’ignavia dei relativi popoli. In tanti dovrebbero mettersi in ginocchio.

Adesso che i nazi-califfi dilagano in Libia e sgozzano lavoratori migranti egiziani sulle spiagge mentre altre vittime delle guerre occidentali dirette o indirette continuano a morire in mare. Adesso che il risultato della guerra Nato del 2011 si dispiega pienamente, adesso che- veramente da tempo – gli altri effetti sono in Siria, Iraq, Africa, ammetterà qualche colpa chi nel 2011 per sette lunghi mesi non fece nulla, tacque o peggio avallò le menzogne mena-guerra dei cosiddetti “ribelli” poi rivelatisi bande islamiste e razziste che ora aderiscono ai nazisti dell’Isis, nazisti nelle infernali azioni e nel medioevale pensiero?

Anche la Nato è nazista, visto che uccide a tutto spiano a casa d’altri e fa da aviazione a mostri, a volte apposta, altre volte alla Frankenstein.Lo scrivevamo su uno dei nostri cartelli il 14 febbraio 2015, partecipando come spezzone antiNato e antiguerra filoNato nel Donbass alla manifestazione per la Grecia (visto che Syriza almeno al tempo era per l’uscita dalla Nato e contro l’appoggio europeo a Kiev). Eravamo visibili, anche sotto il palco. Ed era già arrivata la notizia di Sirte invasa dai mostri Naz-Isis dopo essere stata distrutta dal mostro Nato. Eppure gli oratori hanno ignorato la materia.

La sinistra non dovrebbe avere come prima cura l’opporsi alle guerre di aggressione, il più osceno degli atti? E’ ormai il contrario. Lo vediamo dal 2011, con la guerra Nato e italiana alla Libia. E poi sulla Siria, ora sul Donbass. Nel 2011 a bombe cadenti fummo davvero poche unità o decine a opporci con continuità, in Italia e anche in Europa e Usa. Pochi disperati – sì, ci si deve disperare quando fanno la guerra! – in giro per l’Italia, in particolare gruppi a Roma e a Napoli. Nel resto d’Occidente e perfino nei paesi arabi fu lo stesso. Eravamo nel deserto! Non parlo nemmeno del Pd che ovviamente con Napolitano spinse a tutti i costi verso la guerra. Parlo della sinistra “radicale”, e delle grosse associazioni con personale e mezzi, dei pacifisti del 2003, degli studenti, delle strutture pagate per occuparsi di pace, degli indignati (che il 15 ottobre non ci degnarono di uno sguardo), dei social forum, delle ong umanitarie, egli ambientalisti, dei giornalisti diventati fan, dei “movimenti” diventati immobili, dei sindacati… Non fecero niente. Al massimo fecero un raduno un giorno, un comunicato, una dichiarazione. Oppure, peggio, avallarono e diffusero sin dai primi giorni le menzogne che portarono alla guerra “umanitaria”. Responsabilità diretta!

Invece di appoggiare platealmente l’azione di pace di Chavez, come chiese Fidel, in molti abbracciarono i “ribelli”, li chiamarono “partigiani”. Si è visto subito quali partigiani fossero. Eravate disinformati? Eppure c’era modo di informarsi, di capire che le fosse comuni non esistevano (allora), che i 10.mila morti fatti da Gheddafi erano una propaganda dei “ribelli”, che l’unica aviazione che aveva bombardato era quella della Nato. Quanti morti e mutilati ha fatto? Non si saprà mai. I vincitori contano solo i morti propri. Incontrai dei superstiti, a Tripoli. E dei bambini feriti. E tanti sfollati interni, chissà che fine hanno fatto. Ad esempio la piccola Noor, 4 anni nell’agosto 2011, era a Zanzur, profuga da Tobruk. Se è viva è in difficoltà.

E i migranti? Ebbene, dalla caduta del governo libico nell’autunno 2011, quanti ne sono stati ammazzati dalle bande razziste? Quanti sono morti in mare grazie ai vostri ribelli fra i quali – ripeto – c’erano sfruttatori di migranti? Quanti ne sgozza adesso l’Isis, facendo sì fosse comuni in mare? Quante centinaia di migliaia di lavoratori hanno dovuto tornare dalla Libia in posti impoveriti e desertici come il Sahel (ne conosco alcuni in Niger), o allagati come il Bangladesh? Ognuna di queste domande ha dietro dati e ricerche.

“Come mai non manifesta nessuno da voi?” mi chiedeva una cittadina libica sotto le bombe nel ramadan d’agosto. Che vergogna. Eppure, si poteva fare tanto! Tante persone erano contro, ma non avendo alcuna organizzazione, finirono per fare la guerra e la pace al computer. Cosa fecero, i pochi che si mossero, senza strutture, senza aiuti? Fecero, in pochissimi, sit-in, petizioni, disperati appelli all’estero, lettere ai giornali per la proposta Chavez, visite alle ambasciate non occidentali, presenze in Libia, digiuni ma non di piazza, domande scomode alle conferenze stampa Nato a Napoli (ma troppo tardi). A Napoli, l’unica manifestazione nazionale, disertata dai sunnominati gruppi. Invece, la Perugia Assisi di settembre, in pieno assedio di Sirte, a stento richiamò la Libia…E le tante manifestazioni “di sinistra” che si susseguirono in quei mesi, su vari argomenti, non erano mai contro la guerra, nemmeno durante il finale assedio a Sirte. Ci andammo, con i nostri cartelli, cercando di sensibilizzare.

In pochi occorre fare azioni dirette. Forse, incatenarsi in sciopero della fame davanti alle ambasciate dei paesi che potevano fermare la Nato: Russia e Cina. Era l’unica cosa da fare, insieme ad altre azioni dirette. Occorrerà studiare meglio cosa si può fare quando si è quasi soli. Ormai sono 25 anni di insuccessi totali; onestamente tocca ammettere che non fermammo nemmeno una bomba. Però, almeno c’è chi ci ha provato. E poi non è una buona ragione per smettere. Semmai per cambiare.
La colpa della tragedia è certo dei governanti in primo luogo, di destra e “sinistra di governo”. I quali rimarranno impuniti, sicuri nei loro privilegi nei secoli dei secoli. Così va il diritto internazionale.

Ma chi non fece nulla per fermare i vari Sarkozy, Napolitano, Obama, Hollande, si faccia carico, almeno dal punto di vista morale, di un po’ di tutti questi morti, amputati, immiseriti, annientati.

Tanto è gratis. nemmeno una multa.

Preso da: http://spondasud.it/2015/02/libia-2011-troppi-ignavi-silenziosi-o-consenzienti-mentre-la-nato-apriva-la-strada-ai-nazi-califfi-2-7159

Venezuela: la guerra di classe appoggiata dalla fogna IMPERIALISTA grazie al nostro SILENZIO ASSORDANTE!!


 

E dire che gli italiani presenti sull’isla de Margarita, in primis il “sig.” Davide Morbidelli di Caribbean Tour Travel, e tutta la sua famiglia, ci volevano far credere, ma l’avevamo capito delle loro intenzioni nefaste, che le forze armate erano CONTRO il governo.

Invito questa gentaglia a ritornarsene nel proprio paese o andare negli Stati Uniti visto che amano il neoliberismo distruttivo che ci sta strangolando sempre più e che non gli ha permesso una vita dignitosa nel loro paese.

E’ semplicemente inaccettabile che l’europa e gli americani facciano da guardiani del mondo. Non dimentichiamo che il male del mondo siamo noi. E prima di trarre conclusioni informarsi e soprattutto guardare prima in casa propria e poi in casa degli altri. Mi sembra che siamo nella MERDA fino al collo grazie al nostro silenzio assenso. 

Ieri è stata attaccata la tv di stato pubblica VTV. Gli assalitori però non avevano fatto i conti con i lavoratori che sono scesi in strada a difendere il palazzo.
Tuttavia, prima di fuggire, tra i mercenari è comparso un fucile da guerra. Il soggetto, bianco, è identificato e ricercato.
Questa sarebbe l’opposizione democratica?

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Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

Questa è l’esultanza dei lavoratori della televisione pubblica di stato VTV che gioiscono dopo essere usciti dagli uffici per difendere il palazzo ed aver cacciato a mani nude le bande di oppositori (anche armati) che lo avevano attaccato.
Abbiamo video dei lavoratori che catturano i fuorilegge e li mettono in una stanza in attesa della polizia: il popolo reagisce alla violenza di questi mercenari.

https://www.facebook.com/1034770026536818/videos/1917367771610368/

Evo Morales unico presidente a non aver firmato il documento del Mercosur che invita il #Venezuela a “sospendere” le elezioni per l’Assemblea Costituente. 
Argentina e Brasile volevano un documento più estremo che prevedeva l’espulsione del Venezuela dal Mercosur in quanto “non democrazia”. L’opposizione dell’Uruguay lo ha impedito.

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Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

Il Presidente Ortega, nel giorno della chiusura del Foro Internazionale di San Paolo appoggia le elezioni della Assemblea Costituente che si svolgeranno in Venezuela.
Sostegno anche da Evo Morales “Fratello Maduro non sei solo. Picchia duro contro l’Impero nordamericano”

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Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

Foto della città di Valencia (leggasi pittura sul muro), dove gli oppositori di Maduro, dopo aver attaccato dei locali statali, hanno proseguito le loro violenze andando a colpire i chavisti. Altro che opposizione democratica.

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Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

Ennesimo tafferuglio tra gli oppositori di Maduro. Un SUV non accetta il blocco stradale illegale e sfonda tutto.
Viene inseguito ma riesce a fuggire.
Come al solito tutta gente di pelle bianca, ben vestita e ben nutrita.

https://www.facebook.com/1034770026536818/videos/1915884085092070/

“Maledetto, io devo passare, mi sono operata, guarda, maledetto” 
“Sei una chavista”
“Chavista sarà quella str. di tua madre, maledetto, maledetto”
#Venezuela Gli oppositori di Maduro (sempre di pelle bianca, ben vestiti e ben nutriti) ormai litigano tra di loro tra chi vuole bloccare le strade e chi non ne può più delle violenze.
Viva Maduro! Viva la elezione Costituente del 30 luglio!


 

Terroristi (fascisti) bruciano un chiosco di una famiglia solo perché chavista nella Parroquia Caricuao. Dov’è la comunità internazionale? Dov’è Amnesty international? Dove sono gli antifascisti?

https://www.facebook.com/albapressad/videos/1997861280434177/

“Stiamo morendo di fame. Questa dittatura ci sta uccidendo.” Peccato però che a dirlo siano i venezuelani in auto decappottabili da 100.000 dollari. In strada a manifestare con la bandiera capovolta ed i loro abiti e accessori di lusso.

https://www.facebook.com/1034770026536818/videos/1911309625549516/

L’ultimo oppositore di Maduro, 23 anni, morto in piazza poiché gli è scoppiato in mano il mortaio con cui sparava alla polizia, era il capo di una banda criminale giovanile. Questa sarebbe l’opposizione democratica a Maduro?

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Si continuano a bruciare vivi chavisti. Uccisi altri due compagni (immagini forti)
“Non è nessuna protesta pacifica o legittima, è un crimine di odio. E’ fascismo. Chi non lo condanna, ma anzi lo sostiene (Mogherini e la UE, governi fantoccio legati agli Usa, tra cui il governo Gentiloni….), chi non condanna apertamente (il Parlamento italiano che addirittura ieri applaudiva il padre del golpista fascista Leopoldo Lopez) è complice di tutto questo e dovrà presto fare i conti con la storia”

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Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

Venezuela: manifestanti pacifici? No, terroristi armati fino ai denti!

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di Fabrizio Verde

La narrazione distorta del circuito informativo mainstream in perfetto stile post-verità sul Venezuela, pretende di ribaltare la realtà dei fatti. I terroristi guarimberos che bruciano vive persone per il colore della pelle o le idee politiche, linciano chavisti e piazzano bombe per colpire le forze di polizia, diventano ragazzi che lottano a mani nude per la libertà. Il governo Maduro definito dittatoriale perché convoca elezioni per installare un’Assemblea Nazionale Costituente. El mundo al reves parafrasando Eduardo Galeano.

Un esempio da manuale di distorsione della realtà si è verificata nei giorni scorsi in occasione di una trasmissione radiofonica di Radio 3, dove la corrispondente in Italia del quotidiano venezuelano ‘El Universal’, Eliana Loza Schiano, ha affermato che in Venezuela i manifestanti oppositori sono armati solo di «pietre e qualche molotov». Una bugia.

Come abbiamo più volte documentato, le manifestazioni convocate dalla MUD vedono sempre la presenza di uomini armati. Tanto che la stessa ambasciata degli Stati Uniti a Caracas ha allertato i propri connazionali circa l’alta pericolosità di queste manifestazioni invitandoli a tenersi alla larga.

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Un ulteriore smentita di quanto affermato dalla giornalista arriva dall’ultimo sequestro effettuato dalle forze dell’ordine venezuelane ai danni di un terrorista guarimbero nella città di San Cristobal.

Javier Volcán Gandica è stato arrestato perché trovato in possesso di un vero e proprio arsenale da guerra pronto a essere utilizzato, per creare azioni destabilizzanti, in occasione del prossimo ‘trancazo’ convocato dalla MUD.

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Video (immagini forti). Il fascismo in diretta in Venezuela. Chi non denuncia è complice…

Non è nessuna protesta pacifica o legittima, è un crimine di odio. E’ fascismo
Immagini forti. Sconsigliate ad un pubblico sensibile.

Mostrano due gruppi di terroristi, fascisti in Venezuela (“manifestanti pacifici” come i “ribelli moderati” in Siria) che, nel primo, rincorrono un ragazzo dentro la metro ad Altamira (quartiere ricchissimo di Caracas e centro dell’azione sovversiva in corso), per poi bruciarlo vivo così come fatto con Orlando Figueroa e tanti altri; e che, nel secondo video, si accaniscono con il corpo bruciato di un cadavere ucciso poco primo.


Non è nessuna protesta pacifica o legittima, è un crimine di odio. E’ fascismo. Chi non lo condanna, ma anzi lo sostiene (Mogherini, UE, governi fantoccio Usa, quindi governo Gentiloni….) dovrà presto fare i conti con la storia. Chi non condanna apertamente (il Parlamento italiano che addirittura ieri appludiva il padre del golpista fascista Leopoldo Lopez) è complice di tutto questo e dovrà presto fare i conti con la storia. Chi non denuncia (i media di regime) è complice e i conti con la storia si sommano giorno dopo giorno.

Ma il nostro appello è agli amici elettori del PD, partito di riferimento di questo governo che non solo in Europa (Mogherini) e in Italia (Renzi prima e Geniloni poi) non condanna apertamente questi crimini di fascismo, ma li fomenta sostenendo quelle destre venezuelane che nell’ennesimo tentativo di sovversione violenta dell’ordine costituito (dopo i l2002 e il 2014) da tre mesi tiene sotto ostaggio un paese ed è responsabile di oltre 80 morti e più di mille feriti.

Ecco, caro elettore del PD, non pensi che il tuo partito di riferimento dovrebbe condannarli questi atti? L’antifascismo vale solo in Italia? In Ucraina e in Venezuela?

Ecco, caro elettore del PD, non pensi che i tuoi giornali di riferimento debbano denunciare quello che hai visto in quei video e non censurarli ogni giorno per mostrarti l’imagine distorta di “manifestanti pacifici”, così come erano “ribelli moderati” in Siria?

Il golpe in Venezuela si prepara anche in Italia. Mercoledì giornata importante al Senato

di Geraldina Colotti

«Basta carneficina in Venezuela». L’appello è di Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Affari esteri del Senato, molto presente nella crisi del paese bolivariano, dove i morti sono già oltre 100: vittime dovute «all’arroganza di un regime che rifiuta la democrazia», da cui l’invito di Casini alla «comunità internazionale» affinché si «stringa attorno al Parlamento venezuelano e ai suoi rappresentanti». Il Parlamento venezuelano è, dalle legislative del 2015, a maggioranza di opposizione. L’abbraccio di Casini a nome del governo italiano è quindi tutto per la Mesa de la Unidad Democratica (Mud), che ha deciso di sovvertire il governo eletto dal popolo venezuelano usando due grimaldelli: la violenza interna dei «guarimberos» e l’appoggio di Trump e dei suoi alleati (Europa e Italia in prima fila).

PER QUESTO, dopo l’invito con applausi scroscianti al padre di Leopoldo Lopez (militante del partito Voluntad Popular come il figlio, oggi agli arresti domiciliari), mercoledì il Parlamento italiano ospiterà anche un altro «pacifico» manifestante contro la «dittatura»: il sociologo venezuelano Tulio Hernandez, ex esponente della sinistra durante gli anni della IV Repubblica, oggi passato dall’altra parte. A fine aprile, si è fatto conoscere per i suoi twit incendiari, che invitavano «ogni venezuelano democratico» a neutralizzare un chavista, all’occorrenza buttando «vasi» dalla finestra. In questo modo è morta una donna di 47 anni, Almelina Carrillo.

SONO TANTE le vittime delle violenze oltranziste, tante le armi sequestrate, già 30 le persone linciate e bruciate vive, molte le persone saltate sui tralicci cercando di sabotare la rete elettrica. Perché non si getta acqua sul fuoco di quelle violenze efferate? L’altroieri, nello Stato Zulia, 100 persone hanno dato alle fiamme l’istituto di case popolari della Mision Vivienda, che le destre vorrebbero portare sotto il controllo delle grandi immobiliari. Un lavoratore è morto buttandosi dall’edificio in fiamme. Un ragazzo, Adrés Uzcategui, ha avuto il petto squarciato dall’esplosione di un mortaio artigianale che voleva utilizzare contro la polizia. Un poliziotto è stato quasi sgozzato da una guaina usata nelle barricate. Una persona ha perso la vita durante l’attacco alla tv di Stato, a Caracas. Anche il principale quotidiano di opposizione, El Nacional web (unica fonte usata dalle agenzie stampa italiane) ha mostrato un cecchino appostato. Solo la reazione dei lavoratori di Vtv, scesi in strada al grido di «El pueblo unido, jamas sera vencido» ha evitato un’altra tragedia.

LA TV DI STATO è uno dei principali obiettivi delle destre, anche perché si trova nel quartiere Los Ruices, uno degli epicentri delle «guarimbas».

Nei locali di Vtv, come nelle principali imprese statali, funzionano anche gli asili per i figli dei dipendenti (la legge sul lavoro è estremamente avanzata ed è uno degli obiettivi principali del programma conservatore delle destre, come già avviene in Brasile e in Argentina), ma questo non ha impedito la furia degli oltranzisti, come hanno documentato numerosi cronisti internazionali.

Per «fermare la carneficina» bisognerebbe optare per il dialogo, per il rispetto delle istituzioni democraticamente elette e per il calendario elettorale definito: l’Assemblea costituente, che verrà votata il 30 e le successive regionali di dicembre. E poi le presidenziali del 2018. Si vince, o si perde, come nel 2015, quando la vittoria è andata alla Mud. Allora, c’era lo stesso Consejo Nacional Electoral, lo stesso sistema altamente automatizzato, ritenuto a prova di frodi da tutti gli osservatori internazionali, che lo hanno verificato nel corso di 20 elezioni in 18 annni di chavismo. La Mud si è servita del Cne anche per le sue primarie. Perché invece ora lo esautora? Chi è fuori dalla democrazia, chi organizza un «plebiscito» illegale o un governo che glielo consente, tollerando anche la foto di gruppo con «guarimberos» incappucciati di ex presidenti stranieri?

FALLITO lo sciopero generale che avrebbe dovuto disarcionare Maduro, ignorato il parere degli operai, dei 500 imprenditori e dei commercianti che lo hanno bocciato, respinto il pronunciamento democratico delle Forze Armate, le destre puntano a costruire una situazione modello siriano, demolendo l’architettura istituzionale bolivariana. Un paese dalle immense risorse – ha scritto il New York Times -, non può essere governato dal socialismo, foss’anche «umanista e cristiano». Ieri, la Mud ha eletto 33 magistrati del Tribunal Supremo de Justicia (Tsj), l’istanza deputata all’equilibrio di 5 poteri di cui si compone la repubblica presidenziale.

IL TSJ ha bocciato la decisione, ritenendola un reato. Oggi ci sarà una nuova manifestazione. Dopo il «plebiscito», organizzato arbitrariamente, la Mud va verso l’elezione di un altro capo di Stato e di un governo di transizione: il governo di una parte, di Trump e dei suoi alleati. Che porterebbe a «una carneficina» nello scontro con più dell’altra metà del paese e con le Forze armate bolivariane, leali alla costituzione e all’indipendenza nazionale. Cina e Russia hanno mandato messaggi agli Stati uniti contro un’eventuale aggressione armata e appoggiato il dialogo voluto da Maduro. E vi sono manovre al largo delle coste venezuelane.

Il golpe in Venezuela si prepara anche in Italia. Mercoledì giornata importante al Senato

Giorgio Cremaschi: «L’Ue non parla a nome nostro. Solidarietà a Nicolas Maduro»

di Giorgio Cremaschi

Io sto con tutte e tutti coloro che in Venezuela lottano per difendere la rivoluzione bolivariana, le sue conquiste, il suo governo.

I governi della Unione Europea che, assieme agli USA e con i falsi di giornali e tv, sostengono i golpisti, non mi, non ci rappresentano. Non parlano a nome nostro, di noi che qui in Europa lottiamo contro la distruzione dei diritti sociali e del lavoro, contro il dilagare della disoccupazione e della povertà, contro la distruzione della democrazia a favore degli interessi del mercato e delle banche.

Noi ricordiamo il sacrificio di Salvador Allende e di tante compagne e compagni, lavoratori, gente del popolo, assassinati in Cile dalla stessa coalizione di forze reazionarie, nazionali ed internazionali che oggi vuol fare lo stesso in Venezuela. Bisogna impedire che sorgano nuovi Pinochet e per fare questo dobbiamo smascherare il vergognoso sostegno della Unione Europea a chi invece proprio a Pinochet vuol tornare.

La nostra lotta contro le politiche liberiste e di austerità della UE, delle multinazinali, della finanza è la stessa del popolo venezuelano, per questo sosteniamo l’assemblea costituente che il 30 luglio farà fare un passo avanti alla rivoluzione bolivariana.

Se il Venezuela di Hugo Chavez vince, tutti coloro che lottano per la giustizia sociale e la democrazia saranno più forti.

El pueblo unido jamas serà vencido. No pasaran.

Da questo testo ho tratto il messaggio video che l’ambasciata del Venezuela mi ha fatto l’onore di diffondere

Giorgio Cremaschi: «L’Ue non parla a nome nostro. Solidarietà a Nicolas Maduro»

E se ieri gruppi terroristi armati avessero assaltato la sede Rai di Viale Mazzini?

Proviamo a immaginare questa scena: un gruppo consistente di uomini incappucciati, alcuni portano armi da fuoco, dopo aver bloccato le strade circostanti in zona Prati assalta la sede della RAI in viale Mazzini a Roma.

“Terroristi” sarebbe il termine scelto chiaramente dai giornali. Se poi i violenti in questione hanno una connotazione politica di estrema destra si aggiungerebbe anche “fascisti”.

Bene, questo è esattamente quanto accaduto nella giornata di ieri in Venezuela, dove uomini incappucciati e armati hanno assaltato la sede dell’emittente statale VTV. Trattatasi di terroristi e, avendo inclinazioni politiche di estrema destra, di fascisti.

Avete letto o visto questi video da qualche parte? Repubblica, Corriere e Fatto Quotidiano (i principali fake media italiani in politica estera) continuano ad oscurarvi tutto. Non pensate sia un vostro diritto poter vedere queste immagini. Per non parlare della Rai, servizio pubblico in teoria.

Nell’edificio preso d’assalto dai terroristi e fascisti venezuelani è presente all’interno un asilo, dove i genitori lavoratori della TV nazionale possono lasciare i propri bambini. Una grande conquista della Rivoluzione Bolivariana ed un diritto sociale un tempo conquistato in Italia, oggi, come tanti altri, miseramente perso.

Le immagini successive sono di speranza per il mondo. Quegli stessi terroristi vengono poi respinti dai dipendenti dell’emittente statale decisi ad opporsi alla violenza fascista che l’opposizione porta avanti da ormai 4 mesi per destabilizzare il legittimo governo socialista guidato da Nicolas Maduro, che nonostante tutto continua lanciare accorati appelli al dialogo, lasciati puntualmente cadere nel vuoto dall’opposizione. Perché l’unico obiettivo è la violenza destabilizzante volta ad imporre al Venezuela un sanguinoso ritorno al passato.

Adesso, seconda parte dell’esperimento,vi chiediamo uno sforzo di memoria: ricordate le tragiche immagini del rogo della Casa dei Sindacati di Odessa in Ucraina? Bene, ieri i fascisti venezuelani hanno replicato le gesta dei loro omologhi ucraini assaltando e dando alle fiamme la sede del Ministero del Potere Popolare per la Casa dello Stato Zulia. L’attacco fascista di matrice terroristica avvenuto con ordigni incendiari e armi da fuoco ha provocato la morte di una persona.

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E’ un vostro diritto vedere queste immagini, perché in teoria l’Italia è un paese che garantisce il pluralismo d’infomazione. Un diritto che vi viene leso ogni giorno da chi ha l’obiettivo di trasformare il Venezuela in una nuova Siria, in una nuova Ucraina e prendere possesso delle riserve di petrolio e oro più grandi al mondo. Il nostro Governo, e in particolare il suo partito di riferimento, il Partito Democratico, dopo aver scelto la via del neonazismo in Ucraina, spinge con il fascismo reale in Venezuela per la trasformazione del paese in una nuova colonia del neo-liberismo

E se ieri gruppi terroristi armati avessero assaltato la sede Rai di Viale Mazzini?

Abbiamo dedicato numerosi post alla questione Venezuelana

VENEZUELA: opposizione dà alle fiamme centro smistamento di alimenti. E gli USA continuano la loro strategia golpista.

VENEZUELA: Lancio di granate da elicottero sul Tribunale Supremo e sul Ministero degli interni. Ecco la DEMOCRAZIA IMPERIALISTA!

VENEZUELA: in atto la stessa strategia golpista che ha deposto Allende nel 1973! Ecco cosa sta succedendo.

VENEZUELA: Altissimo RISCHIO di GOLPE. In tal caso MADURO chiama all’INSURREZIONE CIVICO-MILITARE!!

VENEZUELA: una parte della comunità italiana prende posizione CONTRO la VIOLENTA OPPOSIZIONE!

Hugo Chavez: “I VAMPIRI AMERICANI vogliono SUCCHIARE il petrolio del Venezuela!!!

Opposizione Venezuelana: “Perdio, se avessimo potuto li avremmo già appesi a testa in giù!”

Le attenzioni dell’IMPERIALISMO si spostano al PETROLIO VENEZUELANO!

Venezuela: la strategia golpista dell’opposizione CRIMINALE al soldo dell’imperialismo! RACCOLTA NOTIZIE!

Venezuela: ecco come causano malcontento nella popolazione!

Venezuela: il ruolo dei media internazionali nell’inganno della carestia

Hugo Chavez è stato ucciso da armi disumane americane!

VENEZUELA: si è DITTATURA! …orwellianamente parlando!

Preso da: https://disquisendo.wordpress.com/2017/07/23/venezuela-la-guerra-di-classe/