Il colonnello Gheddafi è morto? O si tratta di un’altra falsa notizia?

Pubblicato da  Libyan Free Press

Non siamo sicuri di questo video, potrebbe trattarsi di una voce falsa
ma sembra, sfortunatamente, AUTENTICO
E se fosse
AUTENTICO i nostri cuori sono spezzati. Resta COMUNQUE,
SEMPRE, un vero eroe contro la MAFIA del Nuovo Ordine Mondiale.


Gheddafi ‘Morto’: Prima foto del colonnello coperto di sangue

Commento dell’amico Ryuzakero: “La finta cattura di Gheddafi potrebbe servire ai terroristi NATO per oscurare quello che hanno fatto a Sirte che è indescrivibile. Un genocidio totale. Presto Gheddafi ritornerà in vita, ma a quel punto, i criminali avranno già finito di nascondere le vere stragi che hanno fatto in questi giorni.

ozyism.blogspot.com

Sinceramente non capisco a cosa serva questa loro patetica strategia, i loro mass media corrotti non parlerebbero comunque di quello che hanno combinato a Sirte, ma evidentemente vogliono distogliere l’attenzione anche dei giornalisti indipendenti, che invece di concentrarsi su ciò che la NATO ha combinato a Sirte, -secondo le menti bacate dei propagandisti NATO- aspetteranno di tornare ad ascoltare la voce di Gheddafi.

Naturalmente i giornalisti indipendenti non sono così idioti come gli imbecilli della NATO pensano. Evidentemente sono totalmente impazziti dalla frustrazione di rimediare una batosta dietro l’altra, visto che l’unica cosa che gli riesce è quella di sterminare dei civili innocenti…

Comunque la “morte” di Gheddafi sarebbe “provata” da questa foto (a seguire):
Vediamo se è il solito fotomontaggio o se è stato veramente ferito
(anche se fosse reale questa foto non proverebbe nè la sua cattura nè la sua morte)…

ALTRE NOVITA’ SONO IN ARRIVO

Il capo militare NTC  Bel Haj ha confermato che il colonnello Gheddafi è stato ucciso. Il leader è morto per le ferite subite durante la sua cattura vicino a Sirte. In precedenza NTC aveva riferito che Gheddafi era stato catturato e ferito ad entrambe le gambe.
Il portavoce NTC ha detto ai media occidentali che il cadavere di Gheddafi presto sarà trasferito a Misurata. Il leader NTC Mustafa Abdel Jalil affronterà a breve la nazione libica. Secondo la Reuters, Gheddafi è stato ferito e catturato vicino a Sirte mentre cercava di fuggire su un convoglio che è stato attaccato dalla NATO. Un funzionario della Nato, dice che l’alleanza deve verificare i rapporti sulla cattura di Gheddafi. I funzionari della Casa Bianca dicono che stanno monitorando i rapporti, ma non possono confermare lo stato di Gheddafi. Un funzionario NTC, dice che il capo delle forze armate di Gheddafi, Abu Bakr Younus Jabr, è stato ucciso durante la cattura del leader libico.

RT News
Fonte: Libyan Free Press 20  Ottobre 2011
Traduzione delle News RT: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

Fonte:http://ilupidieinstein.blogspot.it/2011/10/il-colonnello-gheddafi-e-morto-o-si.html

L’assassinio di Muammar Gheddafi: un’operazione della NATO dalla A alla Z

Muammar Gheddafi – leader rivoluzionario della Jamahiriya araba libica – è stato assassinato il 20 ottobre 2011, nella città libica di Sirte. Le circostanze precise della sua morte sono offuscate dal mistero e da contraddizioni, ma i media sostengono è che i tirapiedi della NATO, i ‘ribelli’, l’abbiano catturato e ucciso. Questo ha dato al governo d’occupazione del CNT, non eletto e universalmente disprezzato, una vittoria decisiva nella guerra di propaganda sulla Libia. Tuttavia, sta emergendo un quadro sulle effettive circostanze della sua morte, che mette le forze speciali della NATO – probabilmente le SAS britanniche – nel centro della vicenda.

Le squadre SAS davano la caccia a Gheddafi da settimane
Forze speciali della NATO, tra cui le SAS britanniche, erano sul terreno in Libia fin da febbraio, molto prima dell’inizio dell’orwelliana ‘no-fly zone’.  Queste forze si sono installate in Libia, dove hanno addestrato e diretto il mal addestrati mercenari ‘ribelli’, utilizzati come pedine per rovesciare Gheddafi.  La guerra in Libia non sarebbe stata possibile senza la presenza di queste forze speciali. Gli attacchi aerei della NATO sono stati coordinati da questi operativi sul terreno. Oltre a questo, gli incredibilmente inetti ‘ribelli’ si sono dimostrati del tutto incapaci di ottenere una sola vittoria militare o strategica contro la travolgente e amplissima Resistenza Verde libica. Operazione Alba della Sirena, coordinata e apertamente effettuato dalle forze speciali occidentali, indicava la totale inettitudine dei terroristi ed estremisti tribali, in lotta per contro della NATO quali ‘ribelli libici’.
Dopo l’Operazione Alba della Sirena, ad agosto, i soldati delle SAS britanniche, vestiti con abiti civili arabi e portando le stesse armi dei ‘ribelli’, riorientarono i loro sforzi verso la caccia a Muammar Gheddafi. Inoltre, i media britannici erano piena di notizie su questa attività delle forze speciali in territorio libico .
Questione di qualche giorni fa, 20 Ottobre 2011, la guerra della NATO sulla Libia culminava con l’assassinio di Muammar Gheddafi. Come era prevedibile, in questa guerra doppiata da una sfacciata guerra psicologica, la storia ‘ufficiale’ diceva che le forze ‘ribelli’ avevano catturato Gheddafi rannicchiato in un tubo fognario, ed è poi morto sotto la loro custodia. Questa storia è stata tradita dal fatto che la NATO ha ammesso il bombardamento del convoglio del leader rivoluzionario mentre era in viaggio nella zona di Sirte, quel mattino. Funzionari statunitensi hanno confermato che un drone statunitense Predator aveva sparato sul convoglio, così come degli aerei francesi. In realtà, non è giustificabile rivendicare la vittoria dei ‘ribelli’ qui, quando le bombe della NATO sono state fondamentali per la cattura di Gheddafi, come lo sono state per tutta la guerra.
Sapendo che la NATO aveva al mirato convoglio di Gheddafi, e sapendo che i SAS britannici gli davano la caccia da settimane, una persona logico dedurrebbe che la NATO stava monitoraggio il convoglio durante e dopo l’attacco, e una squadra delle SAS sia stata rapidamente inviata sulla posizione.
Questa teoria è sostenuta da un recente rapporto dal sito DEBKAfile, ben collegato con l’intelligence israeliana. In un rapporto dal titolo ‘Dopo aver aiutato a uccidere Gheddafi, la NATO si prepara a por termine alla missione in Libia’, Debka rivela che le sue fonti militari indicavano che Gheddafi era stato catturato e ucciso dalle forze speciali della NATO:
“Le fonti militari di DEBKAfile riferiscono di sempre più evidenti indicazioni che una unità delle forze speciali della NATO – anche se la nazione è sconosciuta – aveva trovato e catturato Muammar Gheddafi nella zona di Sirte. Apparentemente hanno sparato alle gambe per impedirgli la fuga e informarono una milizia di Misurata dove si trovava, sapendo che l’avrebbero ucciso. in vista della resa dei conti della città con l’ex dittatore libico. La NATO è stata guidata da due considerazioni: in primo luogo di non rendere nota la presenza di truppe di terra dell’alleanza nella zona di guerra, in violazione del mandato delle Nazioni Unite, e la seconda, per dare ai ribelli libici una vittoria psicologica, soprattutto dopo aver fallito nella battaglia per catturare la casa di Gheddafi, la città di Sirte“.
Le forze speciali del Qatar sono note per avere una lunga relazione con le SAS britanniche, almeno da 20 anni. Le forze speciali del Qatar erano coinvolte nell’Operazione Alba della Sirena. L’inclusione nella NATO delle forze del Qatar, permette alle forze di occupazione di: a) minimizzare il rischio di vittime occidentali e le conseguenti ricadute politiche, e b) impersonare più facilmente il ruolo di locali combattenti libici.
Alla luce del coinvolgimento delle SAS nel coordinare gli attacchi aerei e la caccia a Gheddafi, oltre alle notizie di Debka, è altamente probabile che forze speciali britanniche (o del Qatar guidate dai britannici) abbiano catturati Gheddafi e l’abbiano consegnato alle forze d’occupazione ‘ribelli’, dopo avergli sparato senza pietà, per evitare la fuga e garantirne la morte.
Il consenso dei media, dipinge invece un quadro del tutto falso di una vittoria ‘ribelle’. Questi tirapiedi dell’occupazione non sono stati in grado di tenere una singola città, senza che le bombe, i proiettili e i missili Hellfire della NATO distruggessero tutto quello che era sul loro cammino. Ogni singolo evento decisivo, nella guerra alla Libia, è stato ottenuto dalla NATO, pur essendo fraudolentemente attribuito a questo gruppo di sciocchi ratti assetati di potere. Anche l’ultima ‘vittoria’, la cattura e l’assassinio di Muammar Gheddafi, gli è stata consegnata su un piatto dalle forze straniere, il vero volto dietro la cosiddetta ‘rivolta’ libica.

Aggiornamento del 24 ottobre 2011
Un rapporto del Telegraph aggiunge ulteriore peso alla teoria che l’operazione di assassinio di Gheddafi sia stata effettuata dalla NATO e dalle sue forze speciali a terra. Il 20 ottobre, un report intitolato ‘Il Colonnello Gheddafi ucciso: convoglio bombardato da drone pilotato da un pilota a Las Vegas’ rivela una serie di fatti chiave. In sintesi:
Le forze SAS britanniche e forze speciali statunitensi stavano perlustrando la zona di Sirte a caccia di Gheddafi, ma non riuscivano a trovarlo;
Circa una settimana prima che fosse assassinato, la NATO aveva individuato la posizione di Gheddafi, dopo una svolta dell’intelligence;
Anticipando i movimenti di Gheddafi, la NATO teneva Sirte sotto stretta sorveglianza audio e il video dall’aria e con le forze di terra;
Il Telegraph confermava anche il fatto che un drone statunitense Predator aveva sparato per primo sul convoglio, seguito dagli aerei francesi. Questo pone attenzione alle affermazioni palesemente false della NATO, di non sapere che Gheddafi era nel convoglio quando fu colpito.

Il Col Gheddafi ucciso: il convoglio bombardato da un drone pilotato da Las Vegas
Gheddafi era sotto sorveglianza delle forze della Nato dalla settimana scorsa, dopo una svolta dell’intelligence che le ha permesso di individuare la sua posizione. Un drone statunitense e una flotta di bombardatutto della NATO si erano addestrati sulla sua roccaforte di Sirte, per assicurarsi che non potesse sfuggire.
Fonti dell’intelligence hanno suggerito che nei suoi ultimi giorni, Gheddafi aveva interrotto la sua rigida regola del silenzio, ed era stato sentito telefonicamente, mentre utilizzava un telefono cellulare o satellitare. La tecnologia di riconoscimento vocale avrebbe immediatamente ripreso ogni chiamata che aveva fatto. Agenti dell’MI6 e ufficiali della CIA sul terreno, stavano anche fornendo informazioni e si ritiene che a Gheddafi sia stato dato un nome in codice, nello stesso modo in cui le forze statunitensi usarono il nome Geronimo durante l’operazione per uccidere Usama bin Ladin.
Dopo la caduta di Tripoli in agosto, i servizi segreti hanno cercato Gheddafi in Libia e oltre, utilizzando agenti, forze speciali e apparecchiature di intercettazione. Forze speciali britanniche e statunitensi avevano cercato nell’ex roccaforte del deserto di Gheddafi, intorno Sirte, e nel sud della Libia, senza trovarlo. “I Predators degli Stati Uniti e i droni francesi hanno martellato il centro di Sirte per diverse settimane, cercando di monitorare quello che succedeva sul campo di battaglia“, ha detto una fonte dell’intelligence.
Hanno costruito un modello di immagine di vita normale, in modo che quando qualcosa di insolito è accaduto quella mattina, come un folto gruppo di veicoli che si raccoglieva, si sono imbattuti in un’attività altamente insolita, e si è deciso di seguirli ed attaccarli.”
Aerei da guerra elettronica, un Rivet Joint statunitense, o un C-160 Gabriel francese, hanno anche ripreso i movimenti di di Gheddafi mentre tentava di fuggire.

Il drone Predator, che volava dalla Sicilia ed era controllato via satellite da una base nei pressi di Las Vegas, ha colpito il convoglio con una serie di missili anticarro Hellfire. Pochi istanti dopo, un jet francese, probabilmente un Rafale, ha puntato e spazzato via le vetture con delle bombe Paveway da 227 kg o con munizioni AASM ad alta precisione da 600.000 sterline.

Fonte Originale: Martin Iqbal, Empire Strikes Black

Traduzione italiana a cura di Alessandro lattanzio, Sitoaurora

I criminali, tu non li conosci? Si chiamano i ribelli!

15 settembre 2011

  • trad. levred

Un mese dalla caduta di Tripoli nelle mani delle forze ribelli, i leader di Francia e Gran Bretagna stanno viaggiando verso la città per uno show a sostegno al regime che i loro aerei da guerra hanno contribuito a porre al potere, mentre coloro che hanno appoggiato il colonnello Gheddafi restano spavaldi ma timorosi.
Alla vigilia della visita del presidente francese Nicholas Sarkozy e del ministro britannico David Cameron, il capo del Consiglio nazionale di transizione, Mustafa Abdul Jalil, ha chiesto più armi per combattere le sacche dei fedelissimi del Colonnello Gheddafi e rimuoverli dalle loro roccaforti rimanenti.

Il governo ribelle pensa che il deposto ‘dittatore’ si nasconda nel sud della Libia e pianifichi una rivincita. Tuttavia, l’autorità va asserendo che cresce il livello di controllo sul paese. Per alcuni ciò è motivo di celebrazione – ma molti altri sono riservati nel loro ottimismo.
In alcune zone di Tripoli ci si sente come se la trionfale campagna dei ribelli non sia mai avvenuta, o lo sia altrove, in qualche versione parallela della capitale libica.

“Faremo qualsiasi cosa per Muammar, solo Muammar! Anche se si dovrà dare la vita per questo!” sostiene uno venditore ambulante, mentre si nascondeva il volto dalla telecamera RT.

Nella Tripoli di oggi, sta diventando un luogo comune incontrare persone che hanno paura di parlare apertamente con i giornalisti come ha scoperto la squadra di RT per le strade della città. Questo è come è andato un incontro:

“Tutte le persone qui amano Muammar Gaddafi”.
“Siamo della televisione – potrebbe dirlo davanti alla telecamera?”
“No, no”.
“Perché?”
“Questo è pericoloso …”

Ed era la stessa storia con altri che con fervore sostengono il leader libico spodestato.

“Gheddafi è al 100 per cento buono!”
“Non vogliamo questa rivoluzione, non conosciamo i ribelli.”
“Vogliamo che vadano via”.
“Potrebbe parlare alla telecamera? Siamo della TV.”
“No, no, no grazie, se compaio davanti alla telecamera, mi metteranno un proiettile in testa …”
“Chi? Chi?”
“Chi? I criminali, tu non li conosci? Si chiamano i ribelli!”
“Ciao ragazzi, vi ricordate di Ehab, il ragazzo nero, è stato arrestato pochi giorni fa, dopo essere apparso in TV … non farlo!”

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/09/15/i-criminali-tu-non-li-conosci-si-chiamano-i-ribelli/

Cronache dalla Libia 13

29 agosto 2011

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)

“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • Ad Ovest la TV sulla Libia tace, distorce e mente [29.08.2011]
    “Argumenty.ru” Alexander Grigoriev
Libya: The massacre, the cover-up. What is going on?

“Sembra che stiamo lavorando alla televisione sovietica. La censura è totale, il tutto coordinato con l’ufficio di Londra. Hanno scattato una foto a Tripoli nella zona che controllano i ribelli; le persone uccise erano in abiti civili e disarmati, ma con segni di tortura. Viene distillata in ufficio. Esce con la didascalia: <<L’esercito di Gheddafi ha ucciso gli abitanti di Tripoli>>.
Ho chiamato, dicendo, non c’è l’esercito di Gheddafi in questa regione, è dove gli islamisti controllano tutto completamente. Risposta: “Lo sappiamo bene qui!”.
E’ così ogni storia “.

http://vimeo.com/28305143

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  • Secondo fonti di stampa russa[29.08.2011] a Benghasi combatte un ex ufficiale sovietico e poi russo, Ilya Korenev, ora colonnello delle forze speciali libiche, il quale dichiara in una lettera che: “Diverse piccole unità di ribelli hanno cercato questa sera di avvicinarsi in ricognizione, ma sono stati distrutte. Allo stesso tempo in aria sorvolava la città un drone telecomandato da ricognizione (UAV), che ha svelato le difese della città. Dopo un’ora su quei punti sono stati tracciati attacchi aerei. Tuttavia, i difensori della città, avevano già lasciato le loro posizioni. I bombardamenti della Nato per intensità sono paragonabili a quelli della guerra del ’95. Sparano su tutto ciò che si muove. Vogliono radere al suolo Benghasi”.
    НАТО стирает Сирт с лица земли

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  • MATRIX LIBYA

http://vimeo.com/28174161

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  • I rivoluzionari di Misurata criminali di guerra

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  • Uno  dei più evidenti crimini dei golpisti di Benghasi: l’arresto di militari libici e la loro esecuzione sommaria. (I nostri telegiornali ci hanno fatto vedere le due parti del filmato separatamente istruendoci per la prima parte che si trattava dell’arresto di mercenari del centro Africa; mentre nel mostrare, in un secondo momento, i cadaveri, legati mani e piedi e giustiziati alla maniera delle SS con un colpo di pistola alla testa, ci hanno raccontato la fola che si trattava dell’esecuzione fatta  dai lealisti di Gheddafi di militari ammutinatisi perchè si erano rifiutati di sparare sui civili…[marzo 2011] )

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  • Ecco chi ama mutilare i propri nemici, carbonizzarne i resti e posare con i trofei; macabra riprova di chi siano gli alleati della NATO

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  • E’ dura essere neri in Libya…

Non un mercenario ma un semplice soldato libico del sud…

Quello che i nostri tg hanno presentato come un mercenario era solo un poliziotto…

Il linciaggio di un nero a Benghasi… giusto per far capire che diritto verrà applicato in Libya

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  • I ribelli golpisti e fascisti di Benghasi hanno una malsana passione per le torture degli inermi, le mutilazioni, l’ostentazione della barbarie: un assaggio della nuova Libya, quella monarchica amata dai francesi, inglesi, italiani e americani…

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Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/08/29/libyan-chronicles-13-0/

Cronache dalla Libia 11

27 agosto 2011

  • NATO: un Crimine contro l’umanità
    Migliaia di civili uccisi. Donne e bambine violentate. Caccia ai neri
    Esecuzioni di massa sui marciapiedi. Saccheggi e distruzione

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  • Alqaeda in Libya libera 600 terroristi islamici: NATO missione compiuta!

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MATHABA [27.08.2011]: Asset di Al-Qaeda è il comandante dei ribelli a Tripoli
L’ostilità persiste a Tripoli e i ribelli libici continuano la ricerca di Gheddafi, ma chi guida i ribelli? Chi sono i beneficiari della caduta di Gheddafi? Quale sarà il contraccolpo per quelli in Libia e in tutto il mondo?
Pepe Escobar,
corrispondente di Asia Times, ci dà alcune risposte a queste domande.

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Urgent
: In a final attempt to traitors for news of the army and volunteers in all parts of Libya and Tripoli in particular .. Therefore, we ask all our brothers and members are free to all sites not to publish any information about movements on the ground, especially in these days.

Перевод:Предатели в последней своей попытке следят за новостями о ливийской армии и добровольцах во всех частях Ливии и, в частности, в Триполи… Поэтому мы просим всех наших братьев и всех участников бесплатных сайтов не публиковать никакой информации о передвижениях ливийской армии и ополчения на земле, особенно в эти дни. Идет слежка НАТО.

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Tripoli:[26.08.2011]

  • Abu Salim ieri

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  • Secondo fonti vicine a Gheddafi, i ribelli meglio addestrati a Tripoli subito si sono lanciati verso la città di Sirte e Breguet. Per essere utilizzati come “carne da cannone”, per l’apertura di punti di fuoco, dalle truppe governative, come è successo a Tripoli. Allo stesso tempo, la capitale libica, i sostenitori dell’Islam radicale provengono da quasi tutti i paesi del mondo. La maggior parte viene trasportata via mare a bordo delle navi della NATO.

  • I ribelli non sono ancora riusciti a raggiungere il controllo di Tripoli. Per diversi giorni in alcune zone della città vi è stato un confronto serio. Ai checkpoint dei ribelli operano squadre mobili di cecchini fedeli Gheddafi. Consiglio nazionale di transizione (PNC) non è stato ancora trasferito a Tripoli in Libia Ci sono solo alcuni dei suoi membri, altri si trovavano a Bengasi e alloggiati al comando della nave francese (UDC) “Mistral” – secondo quanto riferito da “Argumentam.ru” una fonte della comunità segreti russi, che stanno monitorando la situazione in Libia.Le forze fedeli al leader libico, Muammar Gheddafi, hanno isolato l’aeroporto della capitale, Tripoli. Almeno quattro aerei, tra cui Airbus A330, sono state distrutti da razzi.

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  • Una “rivoluzione” hollywoodiana prodotta in Qatar: contro la realtà

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  • Herman Morris e Leonor Massanet su Leptis Magna (Libia)
    [26.08.2011]

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Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/08/27/libyan-chronicles-11-0/

Cronache dalla Libia 10

25 agosto 2011

  • Hugo Chávez è tra i pochi veri amici del rais (come Nelson Mandela, Ben Bella, Jacob Zuma, Louis Farrakhan) e sottolinea la sua lealtà denunciando i crimini efferati che i mercenari e ribelli NATO stanno compiendo sulla popolazione libica e sull’intero paese. [24.08.2011]

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  • Ultime dal combattente lealista Libyan Liberal sul fronte a Tripoli:
    [25.08.2011]

“Ad Abu Salem combattenti eroici. Siamo pronti ad accettare la morte ora. Bombe della Nato con bombe a grappolo da F-16. Molti morti. Ieri sera siamo andati dietro le linee nemiche a Landanous alto per salvare un gruppo di ostaggi. molte case saccheggiate nelle aree controllate dai ribelli. panico ovunque. I ribelli uccidono chiunque si trovi sulla lista di persone pro-Gheddafi. Ne hanno ucciso plotoni. Abbiamo ucciso due stupratori e salvato una ragazza la notte scorsa dietrole  linee nemiche. Un sacco di non libici nelle file dei ribelli. Bianchi come Norvegesi. Ho visto un ribelle che stava stuprando una bambina di 10 anni. Un altro stava tenendo la ragazza. Entrambi i ribelli sono stati uccisi, essi non meritavano la vita. Alcuni mi chiedono i video ma non abbiamo macchine fotografiche che non siamo attori, siamo combattenti. Massacro fatto dai ribelli a Tripoli. Il 90 per cento delle persone sono chiuse dietro le porte soprattutto quelli di pelle nera. I ribelli chiamano tutti Kaffour [nero] e gli spararano a vista. Questo non è Islam questo è razzismo del KKK degli Stati Uniti, i ribelli non si sollevano per Allah ma solo per gli americani. Molti portano la bandiera dei ribelli e anche quella americana. Chiamo i giornalisti per fare degli stages a Landanous alto e a vedere i corpi prima che i ribelli li rimuovano. Perché non si dice nulla sui crimini dei ribelli? I nervi sono in ​​tensione. La resistenza alla NATO e ai collaboratori è difficile. Bombardano ogni posizione. Molte bombe, non razzi, bombe enormi. Dove sono quelle Nazioni Unite per fermare i bombardamenti NATO sui civili di Abu Saleem? Perché nessuno se ne cura? Dove sono gli arabi?
Non so come  terremo Abu Saleem con un orda di ribelli con armi pesanti e bombe e lo stesso fa la NATO. Che si fermino i bombardamenti della NATO e riusciremo a vincere altrimenti saremo massacrati dai piloti della NATO. Se è il volere di Allah sarà il martirio. Possa Allah permettermi di sopravvivere un giorno in più per salvare più vite, vi prego di diffondere il messsagio, la NATO sta bombardando Abu Saleem, uccidendo civili. I serbi catturati sono in aeroporto, cerchiamo di penetrare lì. Ma la Nato sta sopra il perimetro.
Triste, ma non credo che i serbi sopravviveranno, i ribelli sono pazzi da legare. Violentano uccidono e saccheggiano tutto con la copertura della NATO.
Ultimo Tweet per oggi, in attesa del martirio o della vittoria, diffondete il messaggio dei bombardamenti della NATO sui civili di Abu Saleem, perché stringono bandiere verdi.
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  • Conferme alle parole di Libyan Liberal
    [25.08.2011]

11:30 – I rivoltosi libici avrebbero arrestato cinque serbi – Erano attivi militarmente a sostegno delle forze di Muammar Gheddafi. Nel darne notizia, i media di Belgrado hanno citato Ahmed Mehdi, esponente degli insorti, secondo il quale l’arresto dei cinque sarebbe avvenuto lungo la strada che da Tripoli porta all’aeroporto. ‘Abbiamo arrestato cinque serbi che affermano di essere lavoratori edili, mentre noi riteniamo invece che siano cecchini sostenitori di Gheddafi’, ha detto Mehdi citato dalla Tanjug.

19:35 – Per i ribelli raìs fuggito da Abu Salim  – Secondo i ribelli che questo pomeriggio hanno preso d’assalto il quartiere di Abu Salim, roccaforte di Gheddafi, il raìs non si troverebbe più in questa parte della città e sarebbe fuggito verso sud, lungo la Airport Highway che conduce fuori della capitale e dove Gheddafi possiede alcune fattorie. E’ quanto emerge da testimonianze raccolte dall’inviato Ansa sul posto. Durante gli scontri i ribelli sono avanzati di almeno un chilometro e mezzo dentro il quartiere. Nelle strade si vedono diversi cadaveri di soldati lealisti, alcuni completamente bruciati.

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Zintan: le forze libiche fedeli alla guida Moammar Gheddafi assediano i ribelli nella città di Zuwarah a ovest di Tripoli, i comandanti dei ribelli hanno detto mercoledì, aggiungendo che i combattenti non riuscivano a togliere l’assedio.
Il colonnello Abdu Salem ha detto le forze ribelli a Zuwarah avevano lanciato un appello per aiutare Zintan in altri luoghi a sud nelle mani degli insorti.
[…] Ma il portavoce dei ribelli Zintan, il colonnello Juma Brahim, ha detto, “Zintan non può rinunciare a nessuno. Tutti i nostri combattenti sono a Tripoli”, che è stata invasa dai ribelli all’inizio di questa settimana.
Abdu Salem, il coordinatore dei movimenti militari per la regione Zintan, ha detto che i ribelli avevano preso il centro di Zuwarah, che è passata di mano più di una volta da quando la rivolta era iniziata a metà febbraio, tre giorni fa.
Da allora le forze pro-Gheddafi posizionati tutti intorno alla città lo hanno bombardato, ha detto. Zuwarah sorveglia la strada da Tripoli a Ras Jdir al confine con la Tunisia, che è ancora nelle mani dei lealisti.
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Ieri notte il colonnello ribelle golpista Abdulrahman (Abdo) Alzawawi Salem, è stato ferito a Tawaraga, con i fratelli Khaled & Bashir.

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Flash dal fronte libico [25.08.2011]

  • British forces units SAS 22 stanno ora combattendo a Tripoli
  • Due stupratori uccisi e una donna salvata dietro le linee
  • Scontri duri nei pressi del Corinthia Hotel
  • Ribelle combattente canadese. L’uomo è stato identificato come Edmonton-nato Nader Raween Ben, 24 anni, operaio della tecnologia dell’informazione.
  • Forze lealiste impegnano i mercenari con precise tattiche di guerriglia urbana
  • Gheddafi, dato per intrappolato, elude le ricerca e beffardo, invia nuovo messaggio audio: “La Libia sia dei libici, non della Francia, non dell’Italia, non dei colonialisti. Il nemico sarà sconfitto, la NATO sarà sconfitta. Le Tribù devono proteggere le loro aree. Giovani di Tripoli, combatteteli ovunque, via per via, Zanga Zanga (strada per strada). Deratizzate Tripoli. Distruggiamoli”.
  • Il figlio di Gheddafi Khamis risorto dai morti per la 4 ° volta – comanda ancora – guidando la resistenza delle truppe governative.

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Il Leader libico ha acquistato influenza politica in tutto il continente, finanziando per missioni di pace, infrastrutture e aiuti umanitari.

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Il governo sudafricano ha difeso il suo rifiuto di sbloccare 1,5 miliardi di dollari di assets libici e riconoscere l’autorità ribelle della Libia, nonostante le crescenti critiche in patria e in tutto il mondo.
Gli Stati Uniti hanno proposto una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu mercoledì per rilasciare beni libici congelati dalle Nazioni Unite  (per affamare di risorse Muammar Gheddafi) a favore del Consiglio nazionale di transizione.
ll Sud Africa dice che approverà 500 milioni di dollari del pacchetto di assistenza umanitaria urgente, ma si oppone al rilascio dei restanti fondi perché il Consiglio nazionale di transizione non è stato riconosciuto dalla stessa ONU.
Un portavoce del governo, Jimmy Manyi, ha dichiarato: “Il governo del Sud Africa affronterà questa questione sempre di concerto con l’Unione africana e nello spirito del multilateralismo del governo del Sud Africa che condanna ogni forma di violenza e la dottrina del cambio di regime imposto”.

Il Sud Africa ha votato a favore del Consiglio di sicurezza dell’Onu la risoluzione 1973 per proteggere i civili in Libia, ma la mossa ha dimostrato le divisioni dentro il paese in maniera violenta. Ministri del governo dicono che si sono rammaricati del provvedimento quando hanno visto l’intervento militare della Nato andare oltre una no-fly zone. I commentatori hanno descritto questo fatto come ingenuità.

South African president Jacob Zuma

Il presidente sudafricano, Jacob Zuma, ha sostenuto che la crisi libica è l’ultimo esempio che viene mostrato della mancanza di rispetto per l’Africa da parte del resto del mondo.
Coloro che hanno il potere di bombardare altri paesi hanno minato sforzi e iniziative  dell’UA [dell’Unione africana] per gestire la situazione in Libia“, ha detto il presidente questa settimana.
La situazione in Libia è stata di preoccupazione, in quanto è stato accompagnato da un indebolimento del ruolo del continente africano a trovare una soluzione. Avremmo potuto evitare un sacco di perdite di vite umane in Libia“.
Zuma ha detto che nazioni potenti hanno abusato della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu “per promuovere interessi diversi da quelli per proteggere i civili e assistere il popolo libico“.
Una riunione del Consiglio su  pace e la sicurezza dell’UnioneAfricana ad Addis Abeba giovedì e venerdì delibererà sul “dispiegarsi della situazione ” in Libia, Zuma ha aggiunto. “La posizione dell’Unione africana è stata la più logica. C’è ancora spazio nella situazione in questo momento.”
L’ostilità interna verso Zuma per sostenere la risoluzione delle Nazioni Unite è stata guidata nel governo dall’influente ala giovanile dell’ African National Congress (ANC). Il presidente della Lega della Gioventù, Julius Malema, ha affrontato una serie di accuse disciplinari, fatto ampiamente interpretato come parte di una lotta di potere che potrebbe decidere il futuro di Zuma.
Alcuni membri dell’ANC che sentono una fedeltà residua verso Gheddafi per il suo sostegno durante la lotta contro l’apartheid, citavano l’ex presidente Nelson Mandela una volta mentre diceva: “Coloro che si sentono irritati dalla nostra amicizia con il Presidente Gheddafi possono andare a fare un tuffo in piscina.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha programmato una votazione sul proposta degli Stati Uniti giovedi a New York. Sia gli Stati Uniti e che Gran Bretagna hanno criticato la posizione del Sud Africa. Il segretario della difesa, Liam Fox, ha dichiarato che il Sud Africa dovrà affrontare una “enorme pressione morale” affinché cambi la sua posizione “deludente”.
“Il Sud Africa, a detta del suo governo, è preoccupato dal prendere posizione,” ha detto Fox  alla BBC Radio 4  oggi. “E ‘molto chiaro da che parte è  il popolo libico ed è quello che i sudafricani dovrebbero rispondere. Volevano che  il mondo ad un certo punto stesse con loro contro l’apartheid, ora hanno bisogno di stare con il popolo libico”.
Vi è anche un crescente dissenso interno. Stevens Mokgalapa, portavoce delle relazioni internazionali per l’Alleanza di opposizione democratica, ha dichiarato:
E’ una mossa politica, il governo sudafricano è stato ovviamente dalla parte di Gheddafi da una prospettiva ideologica e storica. Questo stava diventando un incubo per la politica estera del Sud Africa. Il governo non ha previsto un futuro senza Gheddafi. Essi lo hanno sottovalutato e gestito male. E ‘ora anche sulla gestione della crisi politica estera. Siamo delusi e sgomenti dalla posizione del governo sudafricano.

Allister Sparks, un analista politico veterano e giornalista, ha dichiarato:
Il Sudafrica ha stabilito una posizione, che credo sia stupida, per cercare di mostrare che non è il servo dell’occidente e che l’Africa dovrebbe ritagliarsi un proprio modo indipendente negli affari internazionali. Questo ci ha portato quasi ad un’ideologia che resiste a qualsiasi cosa si percepisce come interferenza esterna. Non penso che Zuma abbia molte idee proprie al riguardo. E’ iniziato con il presidente Thabo Mbeki e continua.”
Sparks ha aggiunto: “E ‘un approccio didascalico. Mi sembra assolutamente assurdo che, mentre le persone ballano per le strade celebrando la libertà, il Sud Africa stia resistendo. Il Sudafrica deve molto della sua libertà all’intervento straniero, incluso l’occidente. Noi finiamo… dalla parte sbagliata, dalla parte dei tiranni “.
Negli ultimi anni Gheddafi ha cercato di acquistare influenza nel Unione Africana e ha sostenuto il concetto di un’Africa unita – con se stesso come “re dei re”. Non per la prima volta, il Sud Africa si trova a camminare su una corda tesa tra i suoi vicini africani e alleati occidentali.

Fonte originale inglese:http://www.guardian.co.uk/world/2011/aug/25/south-africa-libyan-assets

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  • Questa mattina più di venti civili giustiziati dai ribelli a guida NATO
    Tony Cartalucci [tweeter nickname LandDestroyerW ]: Cnn ammette che la Libia e Tripoli si stanno trasformando in un bagno di sangue. [25.08.2011]

Per questo motivo altre forze fresche sono in arrivo (tutto era già previsto precedentemente dal Pentagono e dagli altri alleati GB e Francia*) SAS inglesi, Legione Straniera e Marines americani:
2000 marines  diretti verso la Libia

Si veda https://gilguysparks.wordpress.com/page/2/

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Secondo gli ultimi rapporti della scorsa notte, ieri un altro gruppo stimato attorno ai 1.365 invasori stranieri e ribelli terroristi sono stati uccisi dal popolo libico e dalla difesa.

La maggior parte delle aree di Tripoli, tra cui Abu Slim e il verde altipiano, e Aziziyah, erano al sicuro e sotto il controllo dell’esercito libico e la Guardia Rivoluzionaria. Violenti scontri occorsi a Tajoura e alcune aree del mercato venerdì (Souk El Jouma).

Il dottor Franklin Lamb, che risiede in un albergo di lusso che è rimasto il primo e unico  ad ottenere una connessione Internet, e per il quale ci sono molte domande, non può essere ritenuto affidabile, secondo le nostre fonti. [n.d.t. aveva dichiarato:  “i 65.000 soldati ben addestrati e ben armati ipotizzati la domenica dal governo di Gheddafi non esistono […] mi porta a fare queste conclusioni […] l’assenza delle truppe governative“]

Altri dicono che dopo essere stato colpito alla gamba, la sua canzone sarebbe cambiata. Dal punto di vista della sua stanza d’albergo vede tutto, ma non vede nulla.

Lamb ha però giustamente rilevato la superficiale  natura umana che è un marchio distintivo del mondo di oggi.  Anzi è un fatto ed è una cosa  nota  da decenni come i più deboli siano quelli che gridano più forte.

Questo è un riferimento ai rivoluzionari libici da poltrona. Tuttavia, una nuova generazione di giovani libici potenti che hanno compreso il leader, e che hanno raccolto la sua chiamata, sono stati battezzati con il fuoco.

Una battaglia nel centro di Al-jamhoria a Tripoli era finita senza perdite per i verdi.

Molti ribelli terroristi sono stati uccisi così come mercenari stranieri.

Brega è saldamente sotto il controllo della Jamahiriya libica. I ribelli non possono muovere un passo verso Brega.

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  • Alex Jones Tv– Forze speciali estere dietro il rovesciamento di Gheddafi
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La Lega araba ha riconosciuto la Libia dei ribelli guidata dal Consiglio nazionale di transizione (NTC) come legittimo organismo di governo del paese.

Abbiamo convenuto che è ora che la Libia si riprenda il suo seggio e posto legittimo presso la Lega araba. Il NTC sarà il legittimo rappresentante dello Stato libico,”  Segretario Generale della Lega Nabil Elaraby lo ha detto ai giornalisti al Cairo il Giovedi, come citato dalla BBC.

Bulgaria: Arab League Recognizes Libya's Rebel Council[Il Segretario della Lega araba, egiziana Nabil Elaraby (a destra) si incontra con l’ex ministro degli Esteri libico e l’alto diplomatico Ali Abdussalam Treki (al centro) e l’ambasciatore libico in Egitto Abdelmoneim el-Houni (a sinistra) presso la sede della Lega Araba al Cairo, in Egitto, 25 agosto]

La Lega araba ha anche insistito che era tempo di riammettere un seggio permanente per la Libia al Consiglio della Lega.

Abdelmoneim el-Houni, un rappresentante delle forze ribelli, ha detto che la Libia avrebbe rinnovato la sua appartenenza alla Lega Araba in una riunione dei ministri arabi in programma per Domenica.
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Un certo numero di altri stati africani, tra cui il Sudan, Egitto, Ciad ed Etiopia, hanno già riconosciuto il Consiglio dei ribelli della Libia come unico governo legittimo dello stato nord africano.

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Tutto quello che vedete da qui è una grande bugia. La gente deve tenerlo a mente. E’ tutto falso. C’è un falso, la città libica che è stata costruita in Qatar, e possono mettere in scena un massacro in stile hollywoodiano in un luogo, e dire: ‘Ora basta, Gheddafi è andato troppo lontano. “

Il Dr. Tarpley dice: “Questo è un esercizio di lavaggio del cervello di massa Si tratta di un tentativo di lavaggio del cervello all’opinione pubblica mondiale sulle basi di falsi dispacci della BBC, Al-Jazeerah, e la CNN … La prima cosa e più importante è non cadere nella trappola di credere alla loro storia. La loro storia è in gran parte fabbricati.

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  • Una rivoluzione artificiale senza appoggio popolare costruita dai servizi occidentali; nè abbracci di ragazze nè mazzi di fiori per i ribelli golpisti nel loro ingresso trionfante nella città di Tripoli che si aggirano per saccheggiare, uccidere e violentare in una città fantasma che non li ama anzi…

(Tripoli: popolazione 1.600.000 abitanti, circa 4205 ab./km²)
Dov’è la popolazione civile di Tripoli?

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Il Consiglio nazionale di transizione (NTC) ribelle di Libia è pronto a riconoscere l’entità sionista di Israele, secondo l’ebrao sionista francese Bernard-Henri Lévy, che vede se stesso come un filosofo.
“BHL”, come egli è conosciuto in Francia, dice di aver passato il messaggio il primo ministro sionista Benjamin Netanyahu.

L’NTC di Libia: “noi riconosciamo il diritto di Israele ad esistere”.

L’NTC “sarà interessato alla giustizia per i palestinesi e alla sicurezza per Israele”, se prende il potere, disse Lévy dopo l’incontro con Netanyahu il Giovedi 2 Giugno 2011.
“Il futuro regime manterrà normali relazioni con gli altri democratici [sic] paesi, compreso Israele.”

L’Ufficio di Netanyahu ha confermato l’incontro con Lévy, ma non ha commentato la questione. “Il primo ministro ama incontrare intellettuali”, ha detto un portavoce.
Lévy, che ha contribuito a convincere il regime di Sarkozy in Francia ad essere il primo paese a riconoscere le NTC, ha visitato il capo ribelle della città libica di Misurata ha poi continuato a Gerusalemme.

Muammar Gheddafi e la Jamahiriya libica hanno rifiutato di riconoscere Israele, definendolo semplicemente l’”entità sionista” o “stato terrorista” anche dopo il trattato del presidente Anwar Sadat dell’Egitto con l’entità nel 1979.
Ciò rappresenterebbe il passaggio più significativo e drammatico della politica estera libica, perché il paese ha rifiutato di riconoscere il diritto di Israele ad esistere come stato legale e legittimo, per quattro decenni.

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traduzione per gilguysparks: levred

La storia non è finita – non ancora certo – ma la saga della resistenza libica alla superpotenza degli Stati Uniti e dei suoi degenerati alleati neocolonialisti europei andrà sicuramente ad occupare un posto molto speciale nella storia. Per cinque mesi, a partire dal 19 marzo, le forze armate di un piccolo paese di sei milioni di persone hanno avuto il coraggio di sfidare i più avanzati sistemi di armi del pianeta, su un terreno praticamente senza copertura, contro un nemico in grado di uccidere qualunque cosa possa essere visto dal cielo o elettronicamente percepito. Notte e giorno, gli occhi della macchina da guerra del partenariato euro-americano hanno osservato dallo spazio sulle posizioni dei soldati libici, con l’obiettivo di incenerili. E tuttavia, le forze armate libiche hanno mantenuto la loro integrità e la loro unità di onore personale, con un eroismo che ricorda quello dei soldati lealisti della repubblica spagnola sotto assedio dai fascisti tedeschi, italiani e cresciuti in casa, alla fine del 1930.

I tedeschi e gli italiani e il Generalissimo Franco hanno vinto quella guerra, così come gli americani, britannici, francesi e italiani in ultima analisi, possono superare l’esercito libico. Ma non possono trasmettere onore o legittimità nazionale ai loro tirapiedi di Bengasi, che hanno vinto solo un distintivo di servitù di sorveglianti stranieri. I cosiddetti ribelli non hanno vinto una sola battaglia, se non come comparse di una produzione militare euro-americana. Sono poco più che comparse per il teatro imperiale, una folla che ha viaggiato per combattere sotto l’ombrello protettivo americano di dominio a tutto campo dell’aria. Sono avanzati lungo strade già disseminate del carbone annerito di cadaveri di uomini di gran lunga migliori, morti contrastando l’Impero.

Una cosa è certa: gli americani e gli europei non hanno mai rispettato i loro servi. Per i cosiddetti ribelli della Libia non sarà diverso. Washington, Parigi e Londra sanno benissimo che sono state le loro 18.000 sortite  aeree, i loro missili da crociera, i loro elicotteri d’attacco, i loro satelliti di sorveglianza e droni, i loro sistemi di comando e controllo, le loro armi, e il loro denaro, che sono riusciti a uccidere o ferire forse metà dell’esercito libico. Non la plebe da Bengasi.

I ribelli non devono prendere troppo sul serio di essere adulati dalle ridicole orde di turisti media aziendali che sono giunti a Tripoli per la registrazione finale dei cinque mesi di guerra. Sono ben pagate cheerleaders. E, anche se può sembrare che essi fanno il tifo per i ribelli, non lasciatevi ingannare – alla fine della giornata, i media occidentali aziendali fanno solo il tifo per loro stessa specie.
[I ribelli] Stanno festeggiando quello che credono sia una vittoria sul demonio libico che hanno contribuito a costruire nella mente dei loro connazionali. L’anno prossimo, ribelle, il demone potresti essere tu.

O l’anno prossimo, potrebbero esserlo libici, tra cui quelli che non erano amici del colonnello Muammar Gheddafi. Gli americani trattano i loro tirapiedi nativi come i bambini che hanno bisogno di supervisione – e c’è una certa logica in questo, dal momento che chi vuole affidare la sovranità della sua nazione e le risorse, per gli americani è sicuramente, o  estremamente stupido, o irrimediabilmente corrotto. Ma l’onore della Libia e il suo posto nella storia è già stata assicurato da un piccolo esercito africano che ha tenuto testa quasi un anno e mezzo contro i barbari della NATO.

Glen Ford può essere contattato al Glen.Ford@BlackAgendaReport.com.

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/08/25/libyan-chronicles-10-0/

Cronache dalla Libia 5

20 agosto 2011

Soldati tedeschi sono stati di supporto alle operazioni della NATO ma la posizione ufficiale di Berlino è che le truppe tedesche non sono dispiegate in Libia. Tuttavia i soldati della Bundeswehr partecipano indirettamente al conflitto, fornendo valutazioni sui bersaglii per i loro alleati della NATO.
“Noi non dispiegheremo soldati tedeschi in alcuna guerra in Libia, ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle a marzo del 2011. La Germania, infatti, si è astenuta nella votazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulle azioni militari in Libia.
La realtà invece è meno netta. Ora è emerso che i soldati tedeschi partecipano nella scelta di obiettivi per la campagna di bombardamenti della Nato contro il regime di Muammar Gheddafi. Il ministero della Difesa tedesco ha detto che un totale di 11 soldati tedeschi stavano lavorando in una centrale operativa in Italia, anche se non in posizioni influenti.
Il politico verde Hans-Christian Ströbele pensa, comunque, che il fatto divulgato sia uno scandalo e l’atto “costituzionalmente molto discutibile”.

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  • I bombardamenti sui civili ordinati da Gheddafi non sono mai avvenuti.    Ad affermarlo con dati alla mano sono stati comandanti militari russi che hanno monitorato dallo spazio, via satellite, la Libia nel periodo nel quale si sarebbero verificate le stragi; le immagini raccolte raccontano un’altra storia, molto differente da quella raccontata da Al Jazeera e dalla BBC sul  fatidico 22 Febbraio nel quale il governo libico avrebbe inflitto duri bombardamenti sulla popolazione di Benghazi e su quella della capitale Tripoli. Secondo l’esercito russo  niente di quanto raccontato dai grandi media internazionali è mai avvenuto realmente sul terreno. Quelle presunte stragi hanno motivato e giustificato l’approvazione della Risoluzione ONU 1973 per l’intervento NATO che è sempre più evidente è stato mosso da intenti molto meno nobili della difesa dei civili inermi.

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  • L’aereoporto di Tripoli viene controllato dai ribelli con le bugie

  • Ancora sui bombardamenti umanitari della Nato per salvare i civili libici 19.08.2011

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/08/20/libyan-cronicles-5-0-2/

2011: terrore nelle strade della Libia appena “liberata”.

Benghazi: Terror in the Streets

di Marie Edwards 20.08.2011
Traduzione di levred

A Bengasi le case sono oggetto di irruzioni, i sospetti sono giustiziati, i vicini di casa trascinati fuori. Molte persone sono disoccupate. Le grandi aziende, tra cui la società di costruzione tedesca Bilfinger Berger, hanno abbandonato la città. I giovani fanno corse in auto facendo stridere le gomme dentro il centro abitato, altri stanno impettiti intorno ad edifici pubblici brandendo i loro coltelli. Di notte, le strade ricordano le guerre fra bande di San Paolo (in Brasile), con l’unica differenza che qui i giovani indossano i giubbotti antiproiettile.
Molti giovani universitari che stavano per completare i loro studi e per ottenere un buon lavoro stanno iniziando a essere frustrati. Uno che parla solo a condizione che egli rimanga anonimo, ha studiato economia all’Università Gharyounis. Gli fu offerto un lavoro come manager alla Bilfinger Berger e avrebbe guadagnato un buon stipendio. Ora è disoccupato. Dice dei ribelli: “Hanno meno di 30 anni e non hanno mogli. Sono orgogliosi delle armi che hanno saccheggiato dalla caserma. Non sanno come controllare se stessi. Ben presto sono diventati aggressivi. Hanno queste armi…. e si perdono.”
Le milizie di Bengasi possiedono armi sofisticate, che vanno dai missili anticarro alle granate e la gente qui parla di tribù che si preparano a saldare vecchi conti ed emergono lotte di potere. Spari sporadici dei ribelli possono essere uditi ogni giorno nella capitale, e centinaia di uomini camminano per la città armati di fucili d’assalto Kalashnikov.
La preoccupazione delle persone a Bengasi si focalizza sulle bande,  appoggiate dai ribelli, che indossano la mimetica militare, terrorizzando i cittadini e derubandoli sotto la minaccia delle armi. “Non è più sicuro viaggiare in alcune parti della città”, dice Dawud Salimi, di 41 anni. “I criminali stanno approfittando della situazione di instabilità per i loro profitti. Recentemente, essi hanno preso di mira gli stranieri. Un gruppo di uomini che indossavano abiti militari hanno fatto irruzione nella stanza d’albergo di una giornalista occidentale, che è stata aggredita e sono fuggiti con le sue apparecchiature elettroniche”.

Dall’altra parte della città di Bengasi, squadre armate vengono inviate a reprimere i sostenitori del leader libico Muammar Gheddafi. Migliaia di persone sono state arrestate nei raid notturni.
Con la copertura delle tenebre, la ‘squadra di protezione’ di Bengasi si è radunata. Parlando in sordina, con tono teso, stringendo fucili carichi, gli uomini hanno cominciato la caccia. In rapido, silenzioso convoglio guidano in tutta la città, puntando le case dei sospetti lealisti.
Gli uomini armati hanno guidato fino ad una fattoria appena fuori Bengasi. La scelta del target era stata discussa prima alla loro base in un ufficio cosparso di carte manoscritte, l’intelligence su potenziali sospetti.
Fermandosi in silenzio, smorzando la chiusura delle portiere, le dita sui grilletti delle pistole cariche, hanno preso ognuno la propria posizione. Due uomini hanno puntato le armi, come il cecchino, attraverso aperture nelle pareti esterne. Con i volti coperti da passamontagna, altri furtivamente hanno attraversato il cancello anteriore e circondato la fattoria. L’unico rumore che poteva essere sentito sotto il cielo nel chiaro di luna era il suono dei latrati dei cani da guardia.
Gli autisti attendevano, con i motori accesi. “Questo è molto, molto pericoloso. Spesso ci sono sparatorie,” ha mormorato un autista. La fattoria era vuota. Delusa, la squadra è ritornata alle auto. Verso il prossimo obiettivo.
“Sanno che li stiamo cercando. Essi non possono rimanere in un posto. Spesso corrompono i vicini per non darci informazioni”, dice il leader della squadra.
I sostenitori di Gheddafi vanno in giro in auto sparando ai passanti al fine di diffondere la paura, dicono i ribelli. “Ci sono migliaia di loro qui”, ha detto il capo banda del raid notturno. “Abbiamo molte persone -. Studenti, laureati, uomini d’affari che ancora stanno con Gheddafi sono ora in clandestinità, a organizzarsi”, dice Sami Hassan, 37 anni da sempre residente a Bengasi.
I ribelli temono che cittadini “pro-Gheddafi” a Bengasi agiscano come spie per il governo libico.
“Non fidarti di nessuno, siamo in una guerra psicologica”, ammette il portavoce del Consiglio Issam Giriani. “Anche ora, so che alcuni sono in giro mentre noi siamo qui per la registrazione”.
Forse le accuse sono vere. Ci sono segni che Bengasi non si è data alla causa dei ribelli. Un tavolo in una casa tribunale è cosparsa delle armi trovate ad assalitori infiltrati: Kalashnikov, fucili d’assalto, e dinamite. “Ci sono stati molti tentativi di attaccare la casa tribunale”, dice Ibrahim Gheriani responsabile della sicurezza.
Prima di essere fermati dagli attacchi aerei della NATO sulle loro tracce, l’avanzata di Gheddafi su Bengasi incoraggiò alcuni dei suoi sostenitori a mostrarsi.
“In due giorni vinceremo, Muammar tornerà,” ha detto un uomo a un giornalista prima di scivolare silenziosamente dietro la folla.
L’incidenza ha indotto il giro di vite da parte del leader ribelle che ha annunciato che i simpatizzanti Gheddafi avevano 24 ore di tempo per consegnare le armi. Se non lo avessero fatto, sarebbero stati trattati come assassini e nemici dei ribelli.
“Quelli con le mani macchiate di sangue saranno puniti”, dice Issam Giriani.
Alimentata dalla paura, la guerra fa crescere sospetto e diffidenza. Determinare la lealtà in questo ambiente fluido può essere un compito impossibile. Alcuni degli obiettivi sono dei sospettati con criteri pericolosamente malfermi.
Sono tutte considerate ‘prove’ di fedeltà al regime: la città natale di una persona, una fotografia del leader libico nel portafogli e i legami familiari.
“Quest’uomo è di Sirte. La maggior parte delle persone che vengono da là sono Ligen Thauria. Anche la sua famiglia viene da lì”, – dice Hani nella spiegazione del raid armato di mezzanotte alla fattoria.
I ribelli hanno un proprio “gioco[sistema]” di spionaggio. “A volte usiamo donne, vanno dentro alle case, forse fingendo di essere povere e aver bisogno di qualcosa. Là vedono se la persona ha pistole, lei cerca di trovarle.”.
I prigionieri sono portati in una base militare. Nel cortile chiuso di cemento a forma di quadrilatero, fanno ala file di prigionieri seduti. Sulla destra ci sono i detenuti stranieri, ritenuti dai ribelli esser “mercenari”. Allineati a sinistra vi sono decine di libici neri.
La loro detenzione è indefinita. “Dio sa quando mi sarà permesso di tornare a casa”, dice un libico di colore che dice di essere stato catturato a una fermata d’autobus mentre cercava di tornare a casa.
Spesso le incursioni sono guidate dall’adrenalina pompata dei giovani. Prima di uscire, nella base segreta dove si sono riuniti, la squadra di giovani ha scherzato, saltato, urlato, si è pompata per la caccia della notte. “La maggior parte di questi ragazzi sono stati miei amici fin dalla scuola”, ha detto il leader della squadra. “Andiamo!” disse al clac entusiasta della sua banda che carica le proprie armi.
Eccitato e assetato di potere il comandante ha verificato la carica del suo kalashnikov pericolosamente con un sorriso maniacale. La sua formazione militare è stata interrotta quando è stato sbattuto fuori dal college. “Ho litigato con il colonnello in un college,”- ha giurato a me, “mi ha cacciato fuori”.
Il raid può essere violento. Alcuni membri di questa banda sono stati uccisi. “Il primo raid siamo andati a trovare la gente di Gheddafi che stava commerciando armi – ha detto Hani – Ci sono stati quaranta minuti di scontro a fuoco in cui la squadra ha perso uno dei suoi uomini.” Abbiamo catturato quattro ragazzi e ne ho ucciso uno,” – ha detto con orgoglio.

I raid notturni stanno crescendo in numero e dimensione.
“Ne abbiamo preso decine la scorsa settimana”, ha detto un organizzatore della squadra che lavora al tribunale dei ribelli di Bengasi.
Dall’inizio del conflitto i ribelli hanno fatto affidamento sui loro sostenitori occidentali. I ribelli non sono riusciti ad allargare il loro fascino, proprio perché i leaders dell’opposizione sono percepiti come esattamente quello che sono: traditori.
Il popolo libico sa che i membri leader dei ribelli sono burattini imperiali.
Prima della guerra i diritti sociali ed economici sono stati così ampiamente sviluppati che la Libia ha ospitato centinaia di migliaia di lavoratori stranieri. E con tutta la sua ricchezza, la Libia è rimasta un paese socialista. Muammar Al-Qathafi chiesto: “Come si fa a non essere un socialista e a diffondere la ricchezza del proprio paese equamente tra i suoi cittadini?”
Questo fatto è stato difficile da inghiottire per i capitalisti occidentali  e le opportunità di profitto da una guerra con la Libia per i capitalisti occidentali erano semplici per passarci su. L’obiettivo di Washington e i suoi alleati consiste nella confisca e la gestione della vasta ricchezza della Libia e il controllo delle sue risorse. Così hanno avviato una politica estera che ha fatto da propellente per la guerra civile in Libia.
Ma i ribelli non sono in grado di utilizzare il vantaggio tattico che la superiorità aerea della NATO offre loro. Avessero avuto il sostegno delle masse libiche, i ribelli avrebbero guadagnato più territorio. Pochi analisti, se non tutti, ritengono che i fedelissimi del leader libico possano essere facilmente sconfitti. Reports dalla Libia indicano la crescente ondata di sostegno massiccio per il leader libico Muammar Al-Gheddafi dai suoi seguaci, che hanno frequentato raduni e dimostrato la loro disponibilità a confrontarsi con i ribelli e i loro sostenitori.
I ribelli non sono amati,considerato il discorso di Muammar Al-Gheddafi, che si rivolgeva ai suoi sostenitori di più di un milione di persone nella città nordoccidentale di Al-Zawiya non lontano da Tripoli. La folla ha raggiunto un crescendo assordante quando egli ha parlato in un messaggio registrato.
Nel frattempo le forze di governo libico hanno ripreso il controllo della maggior parte del territorio libico e quasi cinque mesi dopo l’aggressione della Nato contro la Libia, impianti petroliferi chiave e, soprattutto, la capitale fino ad ora inespugnabile sono saldamente nelle mani del governo libico.
La guerra d’informazione contro la Libia è gigantesca. Oceani di menzogne ​​e disinformazione si riversano sulle teste di ignari ascoltatori e lettori su base giornaliera. Eventi in Libia stanno mostrando come mostruose bugie orwelliane possano essere facilmente utilizzate per manipolare le menti della gente in un’epoca di tecnologie informatiche. Frontrunners in manipolazione sono quelli di Al-Jazeera del Qatar e i media occidentali. Le bugie sono talmente evidenti, che si deve chiedere perché la carta non stia respingendo la stampa.
La colpa dell’Occidente per come ci si trova ora in Libia ha un lungo pedigree. L’aggressione contro la Libia è parallela all’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq. Quest’ultima sta ancora riprendendosi dalle ferite del conflitto confessionale scatenato dall’invasione di Washington e la prima è un proverbiale fallimento della NATO.
La NATO sta perdendo e a loro non piace – farebbero bene a svegliarsi affinchè il contribuente americano non finanzi un altra enorme atrocità contro l’umanità. La verità sta venendo fuori.

Maria Edwards è un esperta di affari libici e coordinatrice del progetto per l’Africa. Risiede a New York e può essere raggiunta al thePressPhoto@optimum.net

2011: La Nato ha fatto strage a Sirte

“La Nato ha fatto strage a Sirte”

foto Ap/Lapresse
TGCOM, 31 agosto 2011 – L’aviazione della Nato avrebbe ucciso a Sirte un migliaio di “fedeli che stavano compiendo la preghiera dell’Eid al Fitr”, la festa di fine Ramadan.
L’accusa arriva dal portavoce di Gheddafi, Moussa Ibrahim, in una telefonata all’agenzia di stampa cinese Xinhua.
“La Nato “ha compiuto un brutale crimine, uccidendo mille abitanti, molti dei quali donne e bambini. L’odore della morte copre l’ospedale di Sirte e la piazza centrale”.
TGCOM

One NATO Hilicopter shot down

Two News updates from Libya, by Millions Supporting Al Gaddafi
Breaking News : our Brave people in Tripoli shot one Hilicopter down .

Breaking News : our Brave army killed and caught mercenaries and some leaders from Qatar and UAE .
This battle was headed by Khamis Gaddafi .

Preso da: https://libyanfreepress.wordpress.com/2011/09/01/la-nato-ha-fatto-strage-a-sirte/

2011: I ribelli-Nato liberano la Libia…dal popolo libico

NON COMMENT

Libyan Free Press

Dopo 6 lunghi  mesi di tentativi di rovesciare Gheddafi, per metterlo nelle mani dei ‘ribelli libici’, indebolendo il suo regime con continui bombardamenti, i “democratici” hanno gettato il loro ultimo asso sul tavolo.

Sabato sera, 20 agosto 2011, hanno lanciato un’operazione speciale su larga scala a Tripoli con il supporto di aviazione della NATO.

SAS inglesi, GIGN francesi e legione straniera, diversi eserciti paramilitari privati ​​con sede negli USA ed alcuni gruppi jihadisti locali stanno partecipando a questo massacro. Più di 1300 civili libici sono già state uccisi nell’azione.

I “ribelli” rubano, uccidono, violentano e lasciare i cadaveri della gente nelle strade non-sotterrati. Questo è senz’altro un crimine e non ha nulla a che fare coi musulmani.
Corpi di persone morte stanno marcendo sotto il sole. Molti insepolti.

Originale, in italiano ed inglese: https://libyanfreepress.wordpress.com/2011/08/29/i-ribelli-nato-liberano-la-libia-dal-popolo-libico/