La storia genocida degli Stati Uniti d’America.

Gli Stati Uniti sono nati nella guerra, dapprima hanno combattuto contro l’Impero francese: la “Nuova Francia” in Canada, a nord nella San Lorenzo Valley e a ovest nella Mississippi Valley. Hanno poi mosso guerra ai possedimenti della Spagna a sud, strappando a questa gli attuali stati americani del sud-ovest. Fecero guerra anche contro l’Olanda, nelle zone del centro, rinominando New Amsterdam col nome di New York. Sbaragliati gli avversari coloniali europei, si dedicarono ai nativi americani, massacrati con ferocia disumana. Riguardo ai nativi, invito a riflettere sui film western hollywoodiani che andavano di moda nel dopoguerra in occidente: la vergognosa narrazione in chiave eroica di uno scellerato genocidio!

Soldati Statunitensi gettano nelle fosse comuni i corpi delle vittime indiane a Wounded Knee
Nella loro guerra contro i nativi americani, c’era in ballo una morbosa volontà di macellazione genocida “Yankee”, l’accanimento della borghesia tramite l’esercito americano, di annientare una società ecologico-comunitarista primitiva, basata su caccia e raccolta, che strideva col rampante capitalismo commerciale, industriale e massonico-finanziario statunitense.

Quella società nascente, la più espansionista nel mondo moderno, non poteva tollerare l’esistenza di popolazioni che contrapponevano uno stile di vita mutualistico al modello Wall Street, futuro tempio del capitalismo globale occidentalista.
Tornando alle origini, gli Stati Uniti subirono sonore batoste dalla Francia, la quale nel 1803 vendette loro a suon di quattrini la Louisiana. Nel 1812 persero contro il Canada che a sua volta prese la “Nuova Francia”, odierno Quebec. Dopo aver vinto acquisendo gli stati del sud-ovest dall’impero spagnolo nel 1819, persero contro il Messico guerra del 1845-1853, infine le due fazioni “Yankee” si rivoltarono l’una contro l’altra.
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Scoppiò così la guerra di secessione, cioè la guerra civile americana, combattuta dal 12 aprile 1861 al 9 aprile 1865 tra gli Stati Uniti d’America e gli Stati Confederati d’America, entità politica quest’ultima, che riuniva gli Stati secessionisti del sud. Realisticamente fu una guerra tra il sud degli attuali Stati Uniti, legato a valori tradizionali europei, contro il nord ultra capitalista.
Nella guerra di secessione si prefigura per la prima volta il “False Flag” USA, cioè gli stati del nord si ersero a difensori degli schiavi negri contro il sud schiavista. Nella realtà dei fatti, di schiavi negri ce n’erano più a nord che a sud, inoltre l’esercito degli stati del sud era formato in maniera consistente da autentici volontari afro-americani, l’esercito del nord ne era privo e formato da bianchi.
La guerra civile americana fu in realtà lo scontro tra il sud identitario e libertariano contro un nord massonico-capitalista, che metteva al primo posto la finanza rispetto all’individuo; piccola curiosità: Giuseppe Garibaldi si schierò fin dalla prima ora coi confederati del sud.
Più di 620.000 tra volontari, militari e civili persero la vita in quella guerra, ma gli Stati Uniti, dopo la schiacciante vittoria sugli Stati Confederati, non si fermarono più e proseguirono la loro marcia sanguinaria contro il mondo esterno.
La loro strategia fu quella di attaccare finanziariamente l’Ancien Régime, cioè l’impero britannico, il Secondo Impero francese e quello spagnolo, imponendosi con un moderno imperialismo finanziario contrapposto all’imperialismo coloniale. Il vecchio sistema commerciale non poté opporsi al nuovo modello statunitense che univa la conquista para-coloniale e il predominio economico-finanziario mondiale.
Tutte le guerre di “liberazione nazionale” delle ex-colonie, furono frutto di manovre statunitensi per conquistare finanziariamente quei territori, dapprima monopolizzando la borghesia nazionalista locale e chiedendo, in cambio dell’affrancamento coloniale, agevolazioni per gli investitori statunitensi, che oltre a sfruttare le risorse materiali locali, imposero uno sfruttamento capitalista estremo, a danno dei lavoratori autoctoni, arrivando a reprimere nel sangue, con l’appoggio delle autorità locali, ogni richiesta di miglior trattamento da parte del proletariato: era l’embrione delle moderne multinazionali!
In questo senso, Theodore Roosevelt intuì, prima ancora di Lenin e dei bolscevichi, che unendo una forma di sciovinismo alle istanze del socialismo, si potevano battere le ex potenze coloniali, sostituendole nel caso statunitense con l’imperialismo finanziario, in quello di Lenin per mettere il potere nelle mani della classe proletaria, vera produttrice di plusvalore, che negli USA viene ghermito con mani rapaci dalla classe capitalista globalizzata.
L’esperimento di Lenin fallì per cause sia interne che esterne e comunque col pesante coinvolgimento del capitalismo globale. Non per nulla, per decenni, i sovietici ci sono stati propagandati come i cattivi che “mangiavano i bambini”, contrapponendoli agli americani buoni. Nella realtà, la vecchia URSS crollò, perché, costretta a inseguire la corsa agli armamenti statunitensi, sottrasse risorse al welfare sovietico per destinarlo all’industria bellica. Ripensando alla sottigliezza della propaganda USA, basti considerare che l’URSS sostanzialmente se ne stava a casa sua (salvo alcune eccezioni), mentre gli statunitensi spadroneggiavano in giro per il pianeta.

Il conflitto tra l’impero dei Soviet e l’Impero occidentale, nacque nel secondo dopoguera, quando divenne chiaro che i bolscevichi non intendevano coinvolgere il capitalismo speculativo globale nello sfruttamento delle risorse e dei cittadini, sovietici. La guerra fredda, dopo molte tribolazioni per il popolo russo, si concluse nel 1991 quando assurse al potere lo spregevole Eltsin pronto a dare in pasto ai globalizzatori parte delle Repubbliche dell’Unione Sovietica. Costui sciolse l’Unione Sovietica e lasciò al proprio destino stati poveri che fino a quel momento erano sopravvissuti grazie al sistema: quelle nazioni finirono immediatamente in mano a mafiosi
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La fine dell’Uninione Sovietica lasciò le mani libere agli USA, che spesso senza mandato dell’ONU, devastarono e ancora oggi lo fanno, i Balcani, tutto il medio oriente, l’Afganistan fermandosi solo ai confini con la Cina. Direttamente o indirettamente sono coinvolti con le rivolte in Nordafrica e Ucraina, con il genocidio degli Sciiti nello Yemen, sono collusi con l’Isis e Al-Qaeda, che peraltro sono direttamente un loro strumento.

L’immagine sopra si commenta da se, sotto militare dell’Ucraina pro-Unione Europea del Battaglione Azov
Da parte nostra continueremo a documentare e osservare, su quel che combinerà il presidente Trump, non possiamo fare previsioni, tuttavia saremo puntualmente presenti a smascherare e diffondere tutto ciò che il regime occidentalista censurerà.
Luciano Bonazzi

Preso da: http://lucianobonazzi.altervista.org/la-storia-genocida-degli-stati-uniti-damerica/

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Il marketing israeliano del terrore in Italia

“Così,   dopo qualche centinaio di morti, l’idea che il terrorismo abbia reso  le nostre vite a rischio come quelle degli israeliani, e che dunque  dovremmo modellare il nostro stile di vita sul loro, comincia a farsi   strada tra le ingenuità e l’arteriosclerosi del vecchio continente”  scriveva Libero il 22 luglio 2016. Era il commento mediatico alla strage  islamica di Nizza.  “Il  mondo è cambiato e che i barbari non sono alle porte, ma li abbiamo  già dentro casa. Come a Gerusalemme e a Tel Aviv. … Si guarda a   Israele anche per le tecnologie con cui contrastare il terrorismo”.
“Sicurezza negli aeroporti: perché adottare il sistema israeliano”, raccomanda un giornale. “Parigi imita Israele:  prorogato di sei mesi lo stato di emergenza”,  comunica un altro. “Il coordinatore anti terrorismo della Ue, Gilles de Kerchove, nei  giorni scorsi è andato a Tel Aviv proprio per capire cosa l’Europa  può copiare da Israele”.

L’Europa è sotto attacco e non lo sa. Rinunci a Schengen o unisca i  servizi “ L’analista israeliano Boaz Ganor, direttore dell’Istituto  internazionale per l’Anti terrorismo”  (La Stampa, 20 luglio 2016).

Boaz Ganor, l’abbiamo visto nell’articolo precedente, è lo specialista israeliano dell’antiterrorismo  che  presiede il Nice Global Forum sulla Sicurezza Interna e la gestione delle Crisi – che doveva tenersi a Nizza nell’ottobre 2016.  Adesso  è stato posposto al 2018.
Che gli attentati  islamici vengano immediatamente tradotti dai media europei in “consigli per gli acquisti” della insuperabile tecnologia della sicurezza sviluppata da Sion, che rende così  sicura la popolazione israeliana, è un dato che salta all’occhio all’osservatore.  Non si tratta solo di tecniche d’interrogatorio (tortura),  telecamere-spia, militarizzazione della popolazione (anche voi europei “dovete sentirvi parte di un esercito in guerra”),   controllo delle mail e di internet, rinuncia alla privacy. Gli israeliani hanno messo a punto sofisticati sistemi di “inferenza” informatica,  potenziati dalla cosiddetta “intelligenza Artificiale”,   che frugano triliardi di dati (i megadati) per  vederne emergere, nel contesto, azioni sospette. Un frequentatore di siti islamisti (magari operati da Cia o Mossad?) che d’improvviso decide di rendere anonima la sua connessione in rete:  ma è solo un esempio elementare. Elementare come  quello che ha rovinato il  generale Petraeus,  cacciato dalla Cia per averlo usato  allo scopo di comunicare con  la sua amante  Paula Broadwell: condivideva con lei una casella  mail, ma non si mandavano  messaggi:  li lasciavano nella sezione “bozze”, e l’altro li andava vedere. Il software andrà proprio a cercare caselle mai “inattive”,   e spiarci dentro.   Ma si tratta di cose semplici.  Le tecniche israeliane vere e profonde,   in cui  è integrata la AI, sono  segreto  militare.
Israele  promuove con  impressionante forza la sua “specialità”.  E’ nato lo “Israeli Innovation Center a Gerusalemme,  esultano i media  l’estate scorsa, che “attirerà centinaia di migliaia di  studenti, soldati, capi di Stato, turisti e delegazioni commerciali,  per assistere alla straordinaria storia di come Israele sia diventata  leader di avanguardia dell’innovazione nel mondo”. ..Tale centro,   situato nel  Centro Peres per la  Pace,   “In collaborazione con gli Stati Uniti, Israele promuove una   start-up Nazione per la leadership mondiale della tecnologia” .
“Israele investe oggi circa il 6 per  cento del Pil in sicurezza”, dice un esperto sionista, ma “buona parte della nostra spesa per la sicurezza torna sul mercato, perché va alle industrie israeliane  che operano in questo settore e finanzia così start-up e compagnie  capaci di sviluppare tecnologie innovative. … L’Europa, in media,  investe circa l’1,5% del suo Pil in sicurezza”.  Troppo poco, come badano a ripetere Boaz Ganor e   compari: vedete quanti terroristi islamici incontrollati girano tra voi….
Un altro esperto del settore cyber security, italiano e dunque opportunamente anonimo: “Di norma le persone che escono dal Mossad o che necessitano di copertura mentre lavorano all’estero, finiscono per lavorare nel settore della cybersecurity (programmi, programmatori, progettisti, sistemisti, impianti che utilizzano droni per difesa/sorveglianza, sistemi di sorveglianza attiva e passiva …). In Italia il mercato è praticamente vergine, un boccone goloso per Israele”.
Israele vende i prodotti, ma non i segreti militari che  ci sono dentro, è ovvio. Di fatto,  lo stato  che compra il pacchetto-sicurezza ebraico dà agli operatori israeliani  l’accesso ai “megadati”  della nazione, ossia  gli cede tutti noi. “Un potere enorme che verrà sicuramente utilizzato per il bene della popolazione, senza   eccezioni!”, sogghigna l’anonimo. “Finché l’Europa sarà legata alla NATO, non troppo unita, senza  leadership politica, strategicamente subordinata alla visione statunitense, permeata dalla russofobia…ebbene il terrorismo islamico continuerà a destabilizzare le masse europee”.  Conclusione alquanto enigmatica.
Alcuni paesi però sono sostanzialmente risparmiati dal “terrorismo islamico”: Come mai in Italia  l’IS non fa stragi, almeno fino ad ora? Varie ipotesi circolano:  per i terroristi saremmo un luogo di passaggio, un santuario indisturbato.. . o magari  ci  siamo già messo nelle mani degli israeliani?
La risposta dell’anonimo è interlocutoria.   Mi accenna ad una specie di “lotta” fra Israeliani e americani –  feroce in Germania e Francia Belgio e Olanda – ma attenuato,  anche per il mercato italico, ancor vergine.  Gli americani hanno il loro sistema di  Intelligenza Artificiale (Watson di IBM)
Un esempio: nell’aprile scorso, Matteo Renzi ha provato in tutti i modi di mettere all’interno della Presidenza del Consiglio, ossia al suo fianco, con la responsabilità di controllore dei nostri “servizi”, il suo eterno  amichetto , il filo-israeliano   Marco Carrai.  “ dopo aver tentato di imporlo a capo della cyber-security, gli sta ora cucendo un abito su misura al Dis”,  ha scritto Il Fatto Quotidiano.  E ciò a dispetto dei numerosi   conflitti d’interesse  che Carrai   si porta dietro: “Incarichi pubblici come la presidenza di Aeroporti Firenze,  le poltrone nei cda tra cui quella nella fondazione Open – la cassaforte del premier – con Luca Lotti e Maria Elena Boschi,  aziende estero-vestite in Lussemburgo e Israele come la Wadi Venture con soci che hanno legami con l’esecutivo tra cui nominati in Finmeccanica e imprenditori con appalti pubblici, come raccontato dal Fatto settimane fa”.
Niente:  etichettando Carrai come “consulente” della Presidenza del Consiglio,  i conflitti d’interesse svanirebbero.  Dunque era cosa fatta, quando appare sui media una  rivelazione: Carrai è amico di Michael Ledeen,  e  Ledeen “è una  spia di Israele”,   comunica la Cia.  Dunque è la Cia a   ostacolare l’irresistibile ascesa dell’”israeliano  d’onore”  nella sicurezza  di Stato italiota…Un possibile riflesso della “competizione” Usa-Israele per il nostro mercato.
Pochi giorni dopo, Il Fatto annuncia:  “ Cybersecurity: Marco Carrai, con incarico ufficiale o senza, ficcherà il naso nei nostri dati:  Si scrive Watson, si legge Winston. Cosi’ alla fine Carrai, con incarico ufficiale o senza, si occuperà di big data che in gergo dei servizi vuol dire ficcare il naso nei dati dei cittadini. E qui il pensiero corre a Watson, la piattaforma tecnologica dell’Ibm che utilizza tecniche di elaborazione del linguaggio e sistemi di apprendimento per trovare e rivelare informazioni e relazioni estraendole da vaste quantità di dati non strutturati. Dai big data. Un giga- ficcanaso digitale.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/17/cybersecurity-marco-carrai-con-incarico-ufficiale-o-senza-ficchera-il-naso-nei-nostri-dati/2737727/
Nessuna preoccupazione per il fatto che
“Carrai ha interessi privati a Tel Aviv, dove sono presenti due società a lui riconducibili con soci pesanti in Israele come Jonathan Pacifici e Reuven Ulmansky, veterano della Nsa, ex Unità 8200, dell’Israel Defence Force. Legami importanti, che porterà con sé sotto il mantello di consulente del Dis”.

Reuven Ulmanski
Reuven Ulmanski

Ancor meno allarma il fatto che il  di solito riservatissimo Carrai, affiancato dall’ambasciatore israeliano, ha presentato   “Cybertech Europe, forum internazionale organizzato da Cybertech Global Events in collaborazione con Leonardo-Finmeccanica a Palazzo dei Congressi a Roma. L’Italia guarda a Israele anche con Enel, che poche settimane fa ha aperto un centro a Tel Aviv, nel cuore del sistema cyber e tecnologico.
Del resto, perché allarmarsi?  Carrai  ha amici anche nella cosiddetta “opposizione” (beninteso, quella “ragionevole”). Infatti ha creato una start-up fra la sua Cgnal, “  controllata al 19,4% dalla Carfin, la holding della famiglia Carrai e partecipata dalla Fb di Franco Bernabè – e dall’altra   una società di Amsterdam, la Eligotech, fondata da alcuni ragazzi italiani. Tra questi ragazzi italiani, secondo diverse fonti di stampa mai smentite, ci sarebbe anche Luigi Berlusconi, il figlio più piccolo del Cav”.
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11905690/silvio-berlusconi-marco-carrai-societa-.html
Del resto “Non solo sicurezza informatica. Negli affari di Carrai spunta fuori di tutto: Big data, biomedicale, alberghi e call center”, come titola http://www.lanotiziagiornale.it/non-solo-sicurezza-informatica-negli-affari-di-carrai-ce-di-tutto-big-data-biomedicale-hotel-aeroporti-e-call-center/
Da quell’articolo potete apprendere che Carrai occupa 10 poltrone, e  anche i rapporti fra l’israeliano Jonathan Pacifici, esperto della cyber-security, con Franco Bernabé, ex capo supremo di Telecom Italia. Leggetevelo voi, perché  ha il suo interesse.
Anche se per  adesso l’astro di Carrai sembra alquanto eclissato, da disfatta di Matteo Renzi al referendum, e  il suo forzato abbandono dalla stanza dei bottoni.
Ma chi può dirlo: Gentiloni, che  nei servizi ha sempre avuto un po’ le mani in pasta e  ha tenuto per sé le  deleghe per l’Intelliugence, ha in mente (leggo)  “ di insediare presso la Presidenza del Consiglio una struttura che possa avere un ruolo di coordinamento sulla cyber security”.
http://cybersecurity.startupitalia.eu/53692-20161221-strategia-nazionale-cybersecurity-gentiloni
E   fra i nomi che si fanno “come possibile  sottosegretario alla presidenza del Consiglio ( con delega ai servizi segreti)”  spicca  Emanule Fiano. Vedremo.   Un ebreo ha da essere, a  dirigere i nostri servizi.

Magari è per quello che da noi finora – facciamo gli scongiuri – non sono avvenuti “attentati islamici” molto sanguinosi? Che  la nostra polizia e il nostro valoroso ministro dell’Interno sventano miriadi di attentati?
Il mio interlocutore è alquanto più cinico. “Se tutto va bene Usa e Israele si divideranno la torta, ma se qualcosa va storto vedremo il solito attentato false flag.

Preso da: http://www.maurizioblondet.it/marketing-israeliano-del-terrore-italia/

L’ATTACCO USA ALLA LIBIA NEL 1986 FU CREATO ATTRAVERSO UNA FALSE FLAG

15 agosto 2015

Premessa: l’articolo e’ stato pubblicato nel 1998 ma il suo reale scopo e’ quello di far capire come vengono create false flag per giustificare aggressioni nei confronti dei paesi sovrani.

Nel 1998 un documentario tedesco trasmesso in televisione ha mostrato prove convincenti che alcuni dei principali sospettati nel bombardamento della discoteca a Berlino nel 1986, evento che forni’ il pretesto per un attacco aereo statunitense in Libia, hanno fatto parte della CIA e del Mossad.
Il 15 aprile 1986 aerei da guerra USA hanno bombardato le citta’ libiche di Tripoli e Bengasi distruggendo la casa di Gheddafi ed ucciso almeno 30 civili tra cui molti bambini.
Due ore piu’ tardi il presidente Ronald Reagan ha giustificato l’attacco senza precedenti contro un paese sovrano, in un discorso televisivo nazionale. Sostenendo di avere la prova diretta, precisa ed inconfutabile che la Libia era responsabile di aver fatto esplodere una bomba in una discoteca di Berlino Ovest. L’esplosione avvenuta 10 giorni prima nella discoteca La Belle, un locale preferito dai soldati americani, aveva ucciso tre persone e ferito 200.
Da novembre del 1997 cinque imputati sono stati processati in un tribunale di Berlino per il presunto coinvolgimento nell’attacco alla discoteca. Ma nel corso di oltre un anno e mezzo il caso e’ proceduto molto lentamente. La televisione ZDF che ha effettuato una propria indagine sul caso ha spiegato il motivo, attraverso il magazine politico Frontal, arrivando alle seguenti conclusioni :

1)l’imputato principale attualmente sotto processo, Yasser Chraidi, e’ molto probabilmente innocente, e viene utilizzato come capro espiatorio dai servizi segreti tedeschi ed americani.
2)almeno un degli imputati, Musbah Eter, ha lavorato per la CIA nel corso di molti anni
3)alcuni dei principali indagati non sono apparsi in tribunale, perche’ sono protetti dai servizi segreti occidentali
4)almeno uno di questi, Mohammed Amaidi, e’ un agente del Mossad, il servizio segreto israeliano
L’uomo accusato di essere la mente degli attacchi alla discoteca La Belle, Yasser Chraidi, 38 anni, era un autista presso l’ambasciata libica a Berlino Est nel 1986. Successivamente si trasferi’
in Libano, da dove e’ stato estradato in Germania nel maggio 1996.
Il magazine Frontal ha intervistato i due libanesi responsabili per l’estradimento di Chraidi : l’ex-procuratore Mounif Oueidat ed il suo vicee Mrad Azoury.
Entrambi confermano che le autorita’ tedesche hanno usato l’inganno per estradare Chraidi.
Secondo Azoury non ha ricevuto prove che Chraidi era effettivamente coinvolto nell’attacco; ci sono stati solo ‘suggerimenti’. Oueidat afferma che i tedeschi hanno mostrato grande interesse ad avere Chraidi. ”Gli americani erano dietro questa richiesta” dice.”Questo e’ stato evidente. Hanno spronato i tedeschi per accellerare l’estradizione”
Alla fine Chraidi, etichettato come ‘terrorista top’, viene trasferito in Germania in un’operazione spettacolare di sicurezza.
Ma un giudice di Berlino ha trovato le prove, presentate dal pubblico ministero, cosi’ deboli. Minacciando di rilasciare Chraidi entro tre settimane se non vengono presentate maggiori prove.
A questo punto un altro uomo entra in scena che, secondo Frontal, doveva essere risparmiato dal pubblico ministero fino ad allora.
Il 9 settembre 1996 lo stesso giorno in cui il giudice di Berlino ha minacciato di rilasciare Chraidi, il procuratore di Berlino Detlev Mehlis, l’ispettore di polizia di Berliono Uwe Wihelms e Winterstein dei servizi segreti tedeschi (BND) incontrano Musbah Eter nell’isola di Malta.

Coinvolgimento della CIA
L’incontro e’ stato preparato dai servizi segreti tedeschi (BND) che mantengono stretti rapporti con la CIA.
Musbah Eter era impegnato in un business internazionale a Malta e serviva come copertura per vaste operazioni di intelligence per conto della CIA.
Le autorita’ tedesche lo volevano con l’accusa di omicidio. Ma nella riunione di Malta venne raggiunto un accordo. ”Immunita’ per Eter se incrimina Chraidi per il bombardamento della discoteca. Il giorno dopo Eter andava in Germania all’ambasciata tedesca per testimoniare. Di conseguenza il mandato contro di lui era demolito e gli fu permesso di recarsi in Germania.
Secondo Frontal, Eter e’ la figura chiave nel processo La Belle. Al momento del bombardamento della discoteca lavorava per l’ambasciata libica a Berlino Est ed inoltre visitava regolarmente l’ambasciata americana, Secondo Christian Strobele, l’avvocato per Chraidi, questo fatto estremamente insolito e’ dimostrato da ampie note della polizia segreta della Germania dell’Est, che hanno tenuto d’occhio Eter molto attentamente in quel momento.
Ci sono molte indicazioni che Eter era attivamente coinvolto nel bombardamento della discoteca La Belle. Secondo la trascrizione degli interrogatori studidati da Frontal, aveva le conoscenze dettagliate di uno dei partecipanti. Ha anche ammesso di aver portato le istruzioni operative per la bomba al piano di un coimputato.
Frontal asserisce che oltre gli imputati al presente processo, un altro gruppo era coinvolto nel bombardamento della discoteca, un gruppo di terroristi professionisti che lavoravano per qualcuno che li pagava, un certo ‘Mahmoud’ Abu Jaber.
Membri di questo gruppo, secondo Frontal, ”sono stati appena disturbati dal pubblico ministero e vivono in modo sicuro in altri paesi”
Nei mesi precedenti all’attacco alla discoteca La Belle essi vivevano a Berlino Est e si incontravano, quasi quotidianamente, con gli attuali imputati. Ore prima dell’attacco si trasferirono a Berlino Ovest, dove e’ esposta una bomba. I loro movimenti sono stati monitorati dalla Germania dell’Est ed i servizi segreti russi che hanno concluso che stavano lavorando per i servizi segreti occidentali
Secondo il KGB russo, in un documento citato da Frontal, il controspionaggio americano pianificava di usare ‘Mahmoud’ per inventare un caso di coinvolgimento di terroristi libici nell’attacco alla discoteca. Secondo lo stesso documento del KGB, Mahmoud aveva messo in guardia l’intelligence di Berlino Ovest due giorni prima dell’esplosione.
Frontal ha seguito le tracce di Mohammed Amairi, il braccio destro di ‘Mahmoud’ Abu Jaber che, secondo documenti che ha studiato, e’ stato particolarmente impegnato nella preparazione dell’attacco alla discoteca.

Un agente del Mossad
Amairi lascio’ la Germania per la Norvegia nel 1990, quando un mandato e’ stato emesso per il suo arresto. Ora vive nella citta’ norvegese di Bergen dove Frontal lo ha trovato ed intervistato.
Egli ha bloccato l’intervista quando gli fu chiesto per quale servizio segreto aveva lavorato. Il suo avvocato Odd Drevland poi racconta la storia.
Quando Amairi si e’ trasferito in Norvegia e’ stato arrestato e marchiato come ‘un pericolo per il suo paese’ sulla prima pagina dei giornali.
Ma poi il Mossad ha preso cura di lui e tutto e’ cambiato.”Amairi era un agente Mossad?’ chiese Frontal. ”Era un uomo Mossad’ rispose Drevland.
Nel frattempo la Norvegia concesse asilo ad Amairi e presto ricevera’ la cittadinanza norvegese.
Il pubblico ministero di Berlino ha tolto il mandato contro di lui.
”Questi intrighi dei servizi segreti presentano un compito per il Tribunale di Berlino che e’ quasi insolubile” concluse il rapporto Frontal-
”Ma una cosa e’ certa, la leggende americana del terrorismo di stato libico non puo’ reggere, non puo’ piu’ essere mantenuta’

Fonte :

http://100777.com/node/101

Prima dell’attentato alla discoteca, il Mossad aveva messo un trasmettitore sul suolo libico che ha fatto sembrare che la Libia stesse mandando ordini terroristici alle sue varie ambasciate che gli americani creduloni hanno pensato fossero vero

Fonte :

https://www.radioislam.org/islam/english/terror/ostrov3.htm

Preso da: http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/2015/08/lattacco-usa-alla-libia-nel-1986-fu.html

Di Anniversari, Ricorrenti menzogne e Unintended consequences

Dodici anni fa, il 20 marzo 2003, gli Stati Uniti – a capo di una coalizione di ossequienti  “volenterosi” e con il mandato delle ossequienti Nazioni Unite – iniziavano l’attacco all’Iraq per distruggere le “armi di distruzione di massa” di cui quel paese era dotato, bloccarne la politica di “appoggio al terrorismo islamico”, fargli dono della democrazia.
Nel giro di quaranta giorni Baghdad fu “liberata”, la statua del dittatore immancabilmente abbattuta. Di fronte ai soldati schierati sulla portaerei Lincoln, il presidente Bush poté trionfalmente dichiarare: “Missione compiuta”.

Busch missione compiuta

La campagna mediatica per “vendere” alla manipolabile opinione pubblica (americana e internazionale) l’inevitabilità di quella guerra preventiva, si era appoggiata su un documento prodotto dall’Intelligence nell’ottobre del 2002 che per ovvi motivi di sicurezza doveva rimanere secretato. A detta dei vertici dell’amministrazione, il documento dimostrava oltre ogni dubbio la grave minaccia costituita dall’Iraq per la sicurezza degli Stati Uniti e del mondo occidentale: i programmi di fabbricazione degli ordigni nucleari non erano stati abbandonati, gli arsenali di armi chimiche e biologiche non erano stati distrutti, l’appoggio attivo al terrorismo alqaidista non era stato interrotto.
Condoleeza Rice, di fronte all’insaziabile e continua richiesta di prove provate che gli ispettori ONU non riuscivano a trovare, affermò stizzita e con efficace metafora che gli Stati Uniti non potevano aspettare che la “pistola fumante” si trasformasse in un fungo atomico.

La CIA consegnò copia di quel documento al Comitato per la Sicurezza del Senato – che lo aveva reclamato in base al Freedom Information Act – una prima volta nel 2004, con 72 pagine completamente censurate su un totale di 93. In seguito il Comitato poté disporre di un testo più esaustivo, in base al quale nel settembre 2006 – a disastro avvenuto e Bush rieletto –  arrivò alla conclusione che Washington aveva “esagerato” la minaccia irachena e che il rapporto non confermava in alcun modo le accuse.
Il documento è stato definitivamente desecretato a fine gennaio di quest’anno.

Che i pretesti fossero inconsistenti  era già risultato palese fin dai primi mesi dell’occupazione, quando nonostante le accanite ricerche sul campo non era stata trovata alcuna traccia di armi chimico-batteriologiche o di impianti per la fabbricazione di ordigni nucleari. Tuttavia le conclusioni del Comitato erano importanti, o avrebbero dovuto esserlo, perché inchiodavano  i vertici della Casa Bianca alle loro reponsabilità: non erano stati indotti in errore da un rapporto sbagliato, ma ne avevano anzi deliberatamente falsificato le indicazioni per rafforzare la loro menzogna, di fatto mentendo due volte.Statua Saddam Hussein abbattuta

Migliaia di morti nella coalizione dei volenterosi, centinaia di migliaia fra gli iracheni, milioni di profughi, miliardi di dollari spesi e dodici anni più tardi le conseguenze dell’inganno sono ancora tutte da risolvere. La previsione del generale William Odom, secondo il quale l’invasione dell’Iraq si sarebbe rivelata “il più grande disastro strategico nella storia degli Stati Uniti”, si è puntualmente avverata. La rinascita irachena e il risveglio sunnita, su cui gli strateghi americani avevano contato per la normalizzazione del paese, non sono mai avvenuti. Al contrario, le violenze settarie scatenate con l’invasione hanno alimentato la crescita di al Qaida, da cui le ancora più radicali milizie dello Stato Islamico hanno origine.

In un mondo ideale, gli psicopatici che si sono resi colpevoli di un simile disastro sarebbero processati e condannati. Nel nostro mondo imperfetto, al contrario, pare che il loro sia un esempio da seguire.

Barack Obama ne prende le distanze, a parole, quando in una recente intervista ammette che l’ISIS è una derivazione di al Qaida, che a sua volta ha potuto crescere in Iraq grazie all’invasione americana. “È un esempio di conseguenze non intenzionali  [unintended consequences], dice. Ed è la ragione per cui, in linea di massima, dovremmo prendere la mira prima di sparare“.
Nei fatti adotta la stessa tattica (manipolazione della realtà e noncuranza delle conseguenze umanitarie) che ha caratterizzato il suo predecessore, dal quale diventa sempre più difficile distinguerlo, per imbarcarsi anch’egli in avventure di esito catastrofico per l’intera comunità mondiale.

Libia – il bagno di sangue evitato
È il caso della Libia, di cui ricorre in questi giorni il quarto anniversario dell’inizio dei bombardamenti aeronavali a opera della NATO (19 marzo 2011). John Pilger ricorda che l’assassinio di Gheddafi e la distruzione del suo paese fu giustificato dalla solita menzogna dell’intervento umanitario: il dittatore stava pianificando un genocidio contro il suo popolo. “Sapevamo – disse Obama – che se avessimo aspettato ancora un giorno Bengasi, una città grande come Charlotte, avrebbe patito un massacro che si sarebbe ripercosso sull’intera regione e avrebbe macchiato la coscienza del mondo”.avvoltoi libia
L’autorevole fonte di questa informazione era un portavoce delle forze ribelli, che stavano subendo pesanti rovesci e spingevano per l’intervento occidentale. In un’intervista alla Reuters costui dichiarò che ci sarebbe stato “un vero bagno di sangue, un massacro come quello accaduto in Rwanda” (14/03/2011). Questo fornì la giustificazione morale all’intervento umanitario della Nato: 9700 incursioni aeree, un terzo delle quali su obiettivi civili; l’uso di uranio impoverito; Misurata e Sirte bombardate a tappeto; migliaia di morti, il paese nel caos.
“Il bagno di sangue che lui  aveva promesso di infliggere alla città assediata di Bengasi è stato evitato”, affermò Obama un mese dopo. “Lui” sottintendeva Gheddafi, anche se il solo a parlare di bagno di sangue era stato il portavoce delle forze ribelli (molte delle quali, segretamente addestrate ed equipaggiate dai corpi speciali inglesi, sarebbero poi confluite nelle file dello Stato Islamico).
Il vero crimine di Gheddafi, ovviamente indicibile, era il suo progetto di una valuta africana comune, sostenuta da riserve in oro e greggio, che tramite una Banca continentale affrancasse il continente dall’egemonia finanziaria del petrodollaro. Garikai Chengu, membro del DuBois Institute for African Research Harvard University,  in un articolo su Global Research, sostiene che in agosto 2011 gli Stati Uniti confiscarono alla Banca centrale libica 30 miliardi di dollari che Gheddafi aveva destinato alla creazione di di un Fondo Monetario Africano.
L’obiettivo più verosimile delle potenze occidentali era dunque quello di sbarazzarsi di un leader recalcitrante alla soggezione politica ed economica, metterne uno più docile e acquisire il controllo delle risorse del sottosuolo libico. Ma detta così non suona bene.

Siria – la linea rossa
In agosto 2012 Obama tracciò la linea rossa che il presidente siriano Bashar al Assad non avrebbe mai dovuto superare, quella dell’uso di armi chimiche: una linea rossa che di nuovo si richiamava al potente topos dell’intervento umanitario, perfetta per preparare il successivo passo verso un confronto armato contro il regime siriano. Le accuse ad Assad di averla ripetutamente superata si sprecavano, e l’eccidio avvenuto alla periferia di Damasco nell’agosto 2013 sembrò segnare il punto di non ritorno. La confusione sul campo di battaglia avrebbe consigliato prudenza nell’attribuire l’uso di armi chimiche all’una o all’altra parte; molti indizi anzi portavano a ritenere che l’uso del sarin potesse essere stato cinicamente usato dai ribelli come false flag  perché l’Occidente intervenisse.

crocodile_tears_for_syriaBarack Obama era perfettamente al corrente di queste riserve, espresse peraltro da buona parte degli analisti della sua stessa Intelligence; e tuttavia non perse occasione per parlarne come se fosse provata la colpevolezza del regime, fino al suo discorso davanti alle Nazioni Unite del 24 settembre 2013, quando dichiarò: “È un insulto alla ragione umana e alla legittimità di questa assemblea ipotizzare che siano stati altri e non il regime siriano a condurre questo attacco”.

Fortunatamente, la volontà di Obama di rovesciare il regime siriano si scontrò contro quella dei russi di sostenerlo, stavolta molto più determinati di quanto non avevano dimostrato con la Libia. E sfortunatamente per i falchi, un’intervista di John Kerry produsse una “unintended consequence” che inceppò il meccanismo di intervento bellico. Oggi lo stesso Kerry – dopo duecentomila vittime, 11 milioni di profughi e uno Stato Islamico che occupa buona parte del paese – è costretto ad ammettere che sì, per trovare una soluzione alla guerra in Siria, si dovrà necessariamente negoziare con il Presidente Bashar al Assad. Scusate, avevamo scherzato.

Ucraina – l’invasione russa
Il 24 settembre 2014, esattamente un anno dopo il suo discorso sulla Siria, Obama si rivolgeva di nuovo all’Assemblea delle Nazioni Unite dando la seguente personale rappresentazione della crisi in Ucraina e dell’atteggiamento geopolitico russo:

“Le recenti azioni della Russia in Ucraina mettono a repentaglio l’ordine mondiale quale si è delineato nel dopoguerra. Questi sono i fatti. A seguito delle mobilitazioni di protesta del popolo ucraino che chiedeva riforme, il loro corrotto presidente è fuggito. Contro la volontà del governo di Kiev, la Crimea è stata annessa alla Federazione Russa. La Russia ha riversato armi nell’Ucraina orientale appoggiando le violenze dei separatisti e un conflitto che ha ucciso migliaia di persone.
Quando un aereo civile è stato abbattuto da un’area controllata da questi emissari, costoro rifiutarono per giorni l’accesso ai relitti. 
Quando l’Ucraina ha cominciato a riaffermare il suo controllo sul territorio, la Russia ha abbandonato ogni finzione di sostenere i separatisti e ha inviato proprie truppe oltre il confine.

Questa è una visione del mondo in cui la forza crea il diritto, un mondo in cui i confini di una nazione possono essere ridisegnati da un’altra, e per evitare che la verità sia rivelata i civili non hanno il permesso di recuperare i resti dei loro cari. L’America sostiene qualcosa di diverso.
Noi crediamo che sia il diritto a dare la forza, che le grandi nazioni non dovrebbero prevaricare quelle piccole e che ognuno dovrebbe essere in grado di scegliere il proprio futuro. Sono semplici verità, ma devono essere difese. L’America, con i suoi alleati, appoggerà il popolo ucraino nello sviluppo della loro democrazia ed economia. Noi rinforzeremo i nostri alleati nella NATO e sosterremo il nostro impegno di autodifesa collettiva. La Russia dovrà pagare il costo dell’aggressione, e contrasteremo le menzogne con la verità.
Chiediamo ad altri di unirsi a noi dalla parte giusta della storia – perché i piccoli vantaggi che si possono estorcere puntando una pistola alla fine si ritorceranno contro,  se saranno abbastanza le voci che si levano per la libertà delle nazioni e dei popoli di decidere autonomamente.

Ho già commentato altrove le affermazioni dei primi tre capoversi: alla fine del post “Il fascino discreto dei neocons” e nel post “Un Boeing insabbiato” – a cui rimando chi avesse voglia e tempo.
Quanto ai capoversi successivi mi chiedo se anche voi, come me, avvertite una sensazione di grottesca ipocrisia, o di cieca negazione della realtà come fa il proverbiale bue quando dà del cornuto all’asino.
Ecco allora un breve elenco, probabilmente incompleto, delle nazioni che direttamente o indirettamente  hanno goduto della traboccante passione americana per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli nel corso degli ultimi 35 anni:

Iran (1980, 1987-1988)
Libia (1981, 1986, 1989, 2011)
Libano (1983)
Kuwait (1991)
Iraq (1991-2011, 2014)
Somalia (1992-1993, 2007-)
Bosnia (1995)
Saudi Arabia (1991, 1996)
Afghanistan (1998, 2001-)
Sudan (1998)
Kosovo (1999)
Yemen (2000, 2002-)
Venezuela (2002)
Pakistan (2004-)
Honduras (2009)
Siria (2011-)
Ucraina (2013-)

imagesIl filosofo Georges Santayana diceva che colui che non impara dalla Storia è condannato a riviverla. Gramsci, meno possibilista, sosteneva che la Storia è maestra, ma non ha allievi.

Se invece di dedicarsi a migliorare la mira, che comunque presuppone la volontà di sparare, Obama e chi gli succederà si preoccupassero di imparare dalla Storia, forse le ragioni per lamentarsi di unintended consequences si ridurrebbero significativamente, a tutto vantaggio dell’America e soprattutto del mondo intero.

Documenti per approfondire:

DIECI TEORIE COSPIRATIVE DIVENUTE REALTÀ

Postato il Sabato, 13 settembre @ 23:10:00 BST di Truman

DI PAUL JOSEPH WATSON E ALEX JONES

Infowars

Anche se il termine “teoria del complotto” è diventato un dispregiativo usato contro chiunque metta in discussione la versione ufficiale degli eventi, ci sono innumerevoli esempi in tutta la storia delle cospirazioni che si sono poi dimostrati veri. Diamo uno sguardo a dieci casi.

1) Operazione AJAX e operazioni False Flag

L’idea che i governi e le agenzie di intelligence svolgano atti di terrorismo sotto false flag è stata a lungo derisa dai media del sistema come una teoria della cospirazione, nonostante ci sia una pletora di casi storicamente documentati.

Dopo decenni di smentite, nel mese di agosto 2013, la CIA infine ha ammesso il suo ruolo (1) nella messa in scena del colpo di stato in Iran che ha portato al rovesciamento di Mohammad Mossadegh nel 1953 sotto l’egida della Operazione AJAX. Tramite l’AJAX, la CIA ha supervisionato le operazioni segrete che includevano atti terroristici false flag che sono costati la vita a circa 300 persone (2).

2) Golfo del Tonchino

Il 4 agosto 1964 il presidente Lyndon Johnson andò in televisione nazionale e disse al Paese che il Vietnam del Nord aveva attaccato delle navi americane.
“I ripetuti atti di violenza contro le forze armate degli Stati Uniti devono ricevere una risposta non solo mettendo in allarme la nostra difesa, ma con una risposta positiva. Tale risposta viene data stasera mentre sto parlando”, dichiarò Johnson.

Il Congresso approvò subito la Risoluzione del Golfo del Tonchino, che fornì a Johnson l’autorità di condurre operazioni militari contro il Vietnam del Nord. Nel 1969, oltre 500.000 soldati stavano combattendo nel sud-est asiatico.
Johnson e il suo segretario alla Difesa, Robert McNamara, avevano ingannato il Congresso e il popolo americano. In realtà, il Vietnam del Nord non aveva attaccato la USS Maddox, come il Pentagono aveva sostenuto, e la “prova inequivocabile” di un “non provocato” secondo attacco contro la nave da guerra degli Stati Uniti era uno stratagemma.

3) Operazione Gladio: il terrore sponsorizzato dallo Stato viene imputato alla sinistra

Dopo la seconda guerra mondiale, la CIA e la britannica MI6 collaborarono assieme alla NATO nell’Operazione Gladio (3) per creare un esercito clandestino, o “stay behind”, al fine di combattere il comunismo nel caso di una invasione sovietica dell’Europa occidentale.

Gladio trascese rapidamente la sua missione originaria e divenne una rete terroristica segreta composta da milizie di destra, elementi della criminalità organizzata, agenti provocatori e unità militari segrete. Queste forze armate cosiddette stay behind erano attive in Francia, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Germania, e Svizzera (4).
La “strategia della tensione” (5) (in italiano nel testo, ndt) di Gladio venne progettata per far figurare i gruppi politici di sinistra europei come terroristici e per spaventare la popolazione inducendola così a votare per governi autoritari. Per realizzare questo obiettivo, gli agenti di Gladio hanno condotto una serie di attacchi terroristici mortali di cui sono stati in-colpati la sinistra e i marxisti. Nel mese di agosto del 1980, agenti di Gladio hanno fatto esplodere una bomba nella stazione ferroviaria di Bologna (6), uccidendo 85 persone. La responsabilità inizialmente fu data alle Brigate Rosse, ma si è poi scoperto che elementi fascisti all’interno delle forze dei servizi segreti italiani e Licio Gelli (7), capo della loggia massonica P2, erano i responsabili dell’attacco terroristico. Altri gruppi fascisti, tra cui Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo, erano stati mobilitati e impiegati nel terrore.

L’Operazione Gladio in ultima analisi, ha causato la morte di centinaia di persone in tutta Europa.
Secondo Vincenzo Vinciguerra (8), un terrorista di Gladio all’ergastolo per l’assassinio di un poliziotto, la ragione di Gladio era semplice. E’ stata progettata per costringere la gente, i cittadini italiani, a pretendere dallo stato maggiore sicurezza. Questa è la logica politica che sta dietro tutte le stragi e gli attentati che restano impuniti, perché lo Stato non può condannare se stesso o dichiararsi responsabile di quanto è accaduto.

4) Operazione Northwoods

Come parte della guerra segreta contro il regime comunista di Cuba e dell’Operazione Mangusta della CIA, lo Stato Maggi-ore USA propose all’unanimità di realizzare azioni terroristiche sponsorizzate dallo Stato all’interno degli Stati uniti (9). Il piano prevedeva l’abbattimento di aerei americani dirottati (10), l’affondamento di navi americane, e sparare americani per le strade di Washington, DC. Lo scandaloso piano includeva anche lo scenario di un disastro NASA che prevedeva la morte dell’astronauta John Glenn (10).
Il presidente John F. Kennedy, ancora vacillante dopo l’imbarazzante fallimento della CIA per l’invasione alla Baia dei Porci a Cuba, respinse il piano nel marzo del 1962. Pochi mesi dopo, Kennedy negò all’autore del piano, il Generale Lyman Lemnitzer, un secondo mandato come militare di rango più alto della nazione.
Nel novembre del 1963, Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas.

5) L’incidente di Gleiwitz

L’incidente di Gleiwitz si riferisce ad una operazione false flag effettuata dai nazisti il ​​31 agosto 1939, durante la quale le truppe delle SS organizzarono un attacco a una stazione radio tedesca per darne poi la colpa alle truppe polacche.
Agenti tedeschi, vestiti con divise polacche, sequestrarono una stazione radio situata vicino al confine polacco e trasmisero un breve messaggio di propaganda in polacco. Poi uccisero dei prigionieri di un campo di concentramento vestiti con uniformi polacche e li lasciarono sulla scena, per far apparire l’incidente come un atto di aggressione polacca. Il giorno successivo la Germania invase la Polonia, e Hitler citò l’episodio come uno dei pretesti.
Nove giorni prima dell’incidente, Hitler aveva detto ai suoi generali, “Provvederò ad un casus belli per la propaganda. La sua credibilità non ha importanza. Al vincitore non verrà chiesto se ha detto la verità”.

6) Le aziende del tabacco addizionavano deliberatamente alle sigarette sostanze chimiche che danno assuefazione

Le cospirazioni non riguardano esclusivamente i governi, possono anche essere destinate ai consumatori. Secondo la BBC (11), le aziende americane produttrici del tabacco sono state “prese con le mani nel sacco” nell’ingegnerizzare deliberatamente le sigarette additivandole con prodotti chimici che ne incrementano artificialmente la dipendenza e ne rendono migliore il sapore.
Clive Bates, direttore di ASH (Action on Smoking and Health), ha detto che la scoperta ha messo alla luce uno “scandalo in cui le aziende del tabacco deliberatamente utilizzano additivi per rendere i loro dannosi prodotti ancora peggiori”.

7) Operazione Fast and Furious

L’operazione Fast and Furious, con cui il governo Obama ha fornito armi ai signori messicani della droga con l’apparente scopo di seguirne le tracce al fine di distruggere le gang, era in realtà parte di un piano cospirativo per demonizzare il secondo emendamento (il diritto del cittadino americano di portare armi, ndt).

I documenti ottenuti da CBS News (12) nel dicembre 2011 dimostrano che gli agenti ATF avevano discusso su come avrebbero potuto collegare le armi coinvolte nelle violenze in Messico ai negozianti di armi degli Stati Uniti, al fine di far approvare normative più restrittive sul controllo delle armi. Una fonte della polizia ha detto a CBS News che le email indicano che l’ATF ha creato il problema come parte di una manovra politica. “È come se l’ATF avesse creato o incrementato il problema in modo da poter essere proprio lei a fornire la soluzione. È un modo di fare a proprio vantaggio”, ha detto la fonte.

8) Spionaggio e sorveglianza di massa dell’NSA

Negli anni ‘90, quando gli attivisti anti-sorveglianza e i personaggi dei media stavano mettendo in guardia sulla vasta operazione di spionaggio della NSA, vennero trattati come teorici paranoici della cospirazione.
Ben più di un decennio prima delle rivelazioni di Snowden, la NSA era impegnata a intercettare e registrare tutte le comunicazioni elettroniche di tutto il mondo nel quadro del programma Echelon.
Nel 1999, il governo australiano ha ammesso (13) di far parte, assieme a Stati Uniti e Gran Bretagna, di un programma di intercettazione e sorveglianza globale condotto dalla NSA denominato Echelon in grado di intercettare “ogni chiamata internazionale via telefono, fax, e-mail o trasmissione radio” del pianeta.
Inoltre, nel 2001 un dossier del Parlamento europeo ha affermato (14) che “in Europa tutte le comunicazioni e-mail, telefono e fax sono regolarmente intercettate” dalla NSA.

9) Il traffico di droga della CIA

La Central Intelligence Agency è stata implicata in operazioni di traffico di droga in tutto il mondo, anche a livello naziona-le, in particolare durante l’affare Iran-Contra, durante il quale gente del Contra, con la benedizione della CIA, contrabban-dò negli Stati Uniti cocaina che venne poi distribuita come droga di prima qualità a Los Angeles, e i cui profitti furono poi versati ai Contras.

L’ex agente di polizia di Los Angeles Michael Ruppert ha anche testimoniato di aveva assistito al traffico di droga della CIA.

I boss della droga messicani, come Jesus Vicente Zambada Niebla, hanno perfino dichiarato pubblicamente (15) che essi sono stati assunti dal governo USA per operazioni di traffico di droga. C’è un voluminoso corpo di prove (16) che conferma che la CIA e i giganti bancari degli Stati Uniti sono i maggiori players in un commercio mondiale di droga del valore di centinaia di miliardi di dollari l’anno, le informazioni pubblicate da gente come Gary Webb (17).

10) L’arma della CIA che provoca un “attacco cardiaco”

Nel 1975, durante una testimonianza al Senato degli USA sulle attività illegali della CIA, fu rivelato che l’agenzia aveva sviluppato un’arma a dardi che causa un attacco di cuore. “Nella prima udienza televisiva, svolta nella sala Caucus del Senato, il presidente Church (18) mostrò una pistola a dardi velenosi della CIA. Rivelando così che la Commissione era venuta a conoscenza del fatto che l’Agenzia aveva violato un ordine presidenziale diretto conservando uno stock di tossine di molluschi che sarebbe stato sufficiente a uccidere migliaia di persone”, come spiega una pagina web del Senato (19).

“Il veleno letale poi entra rapidamente nel flusso sanguigno causando un attacco di cuore. Una volta che il danno è fatto, il veleno denatura rapidamente, in modo che nell’autopsia è molto improbabile rilevare che l’infarto è stato provocato da qualcosa di diverso da cause naturali. Suona come la perfetta arma di James Bond, non è vero? Eppure tutto questo è verificabile in una testimonianza al Congresso”, scrive Fred Burks (20).

“Il dardo di questa arma segreta della CIA trapassa l’abbigliamento e lascia null’altro che un minuscolo puntino rosso sulla pelle. Quanto alla penetrazione del dardo mortale, l’individuo a cui si è mirato per assassinarlo sente come se fosse stato punto da una zanzara, o addirittura nulla. Il dardo velenoso si disintegra completamente entrando nel bersaglio”.

Paul Joseph Watson e Alex Jones

Fonte: http://www.infowars.com

Link: http://www.infowars.com/10-conspiracy-theories-that-came-true/

31.09.2014

Traduzione dallo spagnolo per http://www.comedonchisciotte.org a cura di Gianluca Martin revisione di OLDHUNTER

1. CIA finally admits it masterminded Iran’s 1953 coup http://rt.com/usa/iran-coup-cia-operation-647/
2. The spectre of Operation Ajax http://www.theguardian.com/politics/2003/aug/20/foreignpolicy.iran
3. http://wikispooks.com/wiki/Operation_Gladio
4. http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Gladio
5. http://libcom.org/history/articles/strategy-of-tension-italy
6. http://en.wikipedia.org/wiki/Bologna_massacre
7. http://www.historycommons.org/entity.jsp?entity=licio_gelli_1
8. http://en.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Vinciguerra
9. http://www2.gwu.edu/~nsarchiv/news/20010430/northwoods.pdf
10. http://www.attackonamerica.net/operationnorthwoods.htm
11. Cigarettes ‘engineered’ for addiction http://news.bbc.co.uk/2/hi/393075.stm
12. Documents: ATF used “Fast and Furious” to make the case for gun regulations
http://www.cbsnews.com/news/documents-atf-used-fast-and-furious-to-make-the-case-for-gun-regulations/
13. Echelon spy network revealed http://news.bbc.co.uk/2/hi/503224.stm
14. http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do;jsessionid=2BF3352214AD912981BC7C2B85988698.node2?language=EN&pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A5-2001-0264+0+NOT+XML+V0//EN
15. Top Mexican drug lord: I trafficked cocaine for the U.S. Government
http://www.infowars.com/top-mexican-drug-lord-i-trafficked-cocaine-for-the-u-s-government/
16. The U.S. Government Is the Biggest Drug Dealer in the World! http://www.csun.edu/~hfspc002/news/cia.drug.html
17. Evidence Begins To Indicate Gary Webb Was Murdered http://www.prisonplanet.com/articles/december2004/141204webbmurdered.htm
18. il senatore dell’Idaho Frank Church, che presiedeva la Commissione per indagare sul caso Watergate
19. http://www.senate.gov/artandhistory/history/minute/Church_Committee_Created.htm
20. Cia secret weapon of assassination
http://www.examiner.com/article/cia-secret-weapon-of-assassination#ixzz1o9XXfvbG
21. Mark Pittman, Reporter Who Challenged Fed Secrecy, Dies at 52 http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=alcABq2uaBOc

Preso da: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13911