Haftar: come un traditore viene fatto passare per “salvatore” della Libia

in questi giorni (eravamo a dicembre 2014), si trovano molti articoli, reportage, perfino qualche intervista al generale Haftar, ci viene spiegato che è l’ unica salvezza per la Libia, che combatte gli islamisti, ecco uno di questi articoli.

«Combatto il terrorismo anche per voi: se vince in Libia arriva in Italia»
Parla il leader degli anti-islamici, il generale Haftar, ex comandante di Gheddafi, tornato in Libia nel 2011: «Non sono un uomo della Cia, ma ora mi servono armi»
di Francesco Battistini, Generale Haftar, state per conquistare Bengasi?
«Lo spero. L’importante è che il parlamento libico lasci Tobruk e torni a lavorare nella città liberata dalle milizie islamiche. Il mio compito è di portarcelo. Mi sono dato una deadline: il 15 dicembre…».
Di colpo, salta la luce e gli uomini della sicurezza gli sono subito addosso. Nel buio, il generale dice «è la guerra a Bengasi, afwan»: scusate… L’unico sorriso che ci concede è di sollievo, quando la stanza si riaccende. Vecchio uomo nuovo della rivoluzione libica, una faccia socchiusa alle emozioni, a 71 anni Khalifa Haftar sa maneggiare la paura. Il più osservato dai lealisti di Tobruk e dalle milizie di Zintan, che sospettano della sua ambizione. Il più odiato dai fratelli musulmani di Tripoli, che hanno messo una taglia su di lui temendone i grandi protettori al Cairo e nel Golfo. Vive nascosto tra questa casamatta color senape dell’eliporto di Al Marj, l’antica Barca alle porte di Bengasi, e decine di rifugi che cambia ogni notte. Sospettoso di tutti, irraggiungibile da molti. Ci vogliono due settimane d’appuntamenti mancati, i fedelissimi della brigata 115-S che ti svitano

pure la biro, e controllano ogni pulsante del fotoreporter Gabriele Micalizzi, prima d’arrivare a stringergli la mano e chiedergli un’intervista in esclusiva per il Corriere . Tre figli al fronte con lui. Due figlie all’estero sotto copertura. Dopo vent’anni d’America, a metà fra la guerra lampo e il golpe, lo scorso febbraio il generale è spuntato dal nulla e ha lanciato la sua Operazione Karama (dignità) contro gl’islamisti di Alba libica e Ansar al Sharia. Alle spalle ha un piccolo mappamondo. In mente, una Libia senza barbe fanatiche. Nel cuore, un antico condottiero dell’Islam: «Khaled Ibn Al Walid. Lo conosce? E’ il più grande stratega della storia. Prima combatté i musulmani, poi si convertì e si mise con loro. Senza perdere mai una battaglia. Ancora oggi uso certe sue tattiche…».
Come quella su Tripoli? Ha appena lanciato un’offensiva pesante…
«Con Tripoli è solo l’inizio: ci servono più forze, più rifornimenti. Mi sono dato tre mesi, ma forse ne basteranno meno: gl’islamisti d’Alba libica non sono difficili da combattere, come non lo è l’Isis che sta a Derna. La priorità resta Bengasi: Ansar al
Sharia è ben addestrata, richiede più impegno. Anche se non ha grandi strateghi militari e ormai siamo in vantaggio: controlliamo l’80 per cento della città».
A Vienna i leader mondiali hanno detto che il vuoto di potere, in questa guerra civile, fa paura.
«Finalmente se ne accorgono. Il parlamento a Tobruk è quello eletto dal popolo. Quella di Tripoli è un’assemblea illegale e islamista che vuole portare indietro la storia. Ma la vera minaccia sono i fondamentalisti che cercano d’imporre ovunque la loro volontà. Tripoli s’affida a loro, lascia che combattano contro di noi a Bengasi. Ansar al Sharia usa la spada in tutto il mondo arabo ed è appena finita nella lista Onu del terrorismo. Se prende il potere qui, la minaccia arriverà da voi in Europa. Nelle vostre case».
Vuol dire che lei sta combattendo per noi?
«Certo. Combatto il terrorismo nell’interesse del mondo intero. La prima linea passa per la Siria, per l’Iraq. E per la Libia. Gli europei non capiscono la catastrofe che si rischia da questa parte di Mediterraneo. Attraverso l’immigrazione illegale, ci arrivano jihadisti turchi, egiziani, algerini, sudanesi. Tutti fedeli ad Ansar al Sharia o all’Isis: quanti italiani sanno che davanti a casa loro, a Derna, è stato proclamato il califfato e si tagliano le teste? L’Europa deve svegliarsi».
S’aspetta un sostegno in armi, come quello dato ai curdi?
«Non c’è bisogno di venire e dirvi: per favore, aiutatemi. Siete voi che dovete capire se è il caso di aiutare Haftar. L’Egitto, l’Algeria, gli Emirati, i sauditi ci mandano armi e munizioni, ma è tecnologia vecchia. Non chiediamo che ci mandiate truppe di terra o aerei a bombardare: se abbiamo le forniture militari giuste, facciamo da noi. Il mondo vede i nostri soldati decapitati, le autobombe, le torture: potete accettare tutto questo?».
Vuole ricacciare in un angolo i fratelli musulmani: Haftar si candida a essere per la Libia quel che è stato il generale Al Sisi per l’Egitto?
«L’Egitto e Al Sisi sono una cosa molto diversa dalla Libia. L’unica cosa in comune è che finalmente sono i popoli a scegliere. Poi, c’è la mia posizione politica. Ho iniziato Karama per rispondere alla richiesta dei libici che non ne potevano più. Se sarà necessario, continueremo insieme la nostra battaglia militare e poi politica».
Operazione Dignità: l’ha inventato lei, questo nome?
«Certo. Ci sono due parole: operazione, che significa il percorso militare per raggiungere un risultato; karama, che nasce dalla domanda “di che cosa abbiamo bisogno?”. L’ho chiesto ai miei ufficiali. Molti suggerivano il nome d’Omar Mukhtar, l’eroe libico. Ma quello che stiamo affrontando è più di quel che affrontò Mukhtar. Dignità è una parola che dà la speranza in qualcosa che i soldi o il petrolio non ti possono dare».
Amnesty ha avuto parole molto dure sulle sue milizie. E si dice che lei sia pagato dagli Usa: gli americani che la liberarono da una prigione del Ciad, quando Gheddafi l’aveva mollata; la Cia che le diede casa a pochi chilometri dalla sua sede di Fort Langley…
«Karama non è legata ad altri Paesi. Nasce dai libici. Io sto combattendo una guerra chiara e trasparente a pochi chilometri da dove sono nato. Ho fatto molte campagne, dal Kippur al Ciad, sono abituato alla vita militare, ma questa è la mia sfida più dura. Purtroppo, ci sono politicanti che mestano nel torbido, m’associano alla Cia per screditarmi».
Si può dire almeno che gli americani l’apprezzeranno, se riuscirà a vendicare l’uccisione del loro ambasciatore a Bengasi, Chris Stevens…
«Deborah Jones, l’ambasciatrice Usa, non mi sponsorizza, tutt’altro. Quando l’ho sentita parlare, ho pensato che piuttosto sostenesse i Fratelli musulmani: Washington sta giocando una partita ambigua e doppia, come gli europei…».
Ha parlato della sua guerra del Kippur: accetterebbe un aiuto da Israele?
«Il nemico del mio nemico è mio amico. Perché no? Ma non credo che Israele mi appoggerebbe, sono troppo impegnati a destabilizzare la Libia attraverso il terrorismo».
Preso da: http://www.corriere.it/esteri/14_novembre_28/combatto-terrorismo-anche-voi-se-vince-libia-arriva-italia-194b88b0-76c9-11e4-90d4-0eff89180b47.shtml

Non dimentichiamo mai che Haftar è un uomo della CIA, ha avuto un suo ruolo nella finta rivoluzione, INVASIONE NATO/RATTI del 2011, ed adesso gli stessi invasori vogliono metterlo a capo della loro colonia Libia.
Dalle poche notizie che arrivano dalla Libia ( peraltro tutte presenti sui social media), NON è Haftar che combatte i terroristi islamici, ma le tribù libiche oneste, il popolo, la gente, quelli che non si sono venduti.

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Roberts: mentecatti europei, pagati per portarvi in guerra

Scritto il 25/9/14

Pagliacci pericolosi, pagati per mentire. Dal portoghese José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea prima del degno sostituto Juncker, fino al danese Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato. Obbediscono agli ordini di chi li ha piazzati al vertice: gli Stati Uniti. E l’ordine è semplice: raccontare il contrario della verità, in modo da “orientare” l’opinione pubblica grazie ai media mainstream, anch’essi “zerbini” del super-potere come i loro editori, per nulla indipendenti. E’ la dura accusa lanciata sul blog “Counterpunch” da Paul Craig Roberts, già editor e viceministro di Reagan, indignato per la criminale manipolazione delle notizie sul fronte ucraino, orchestrata dallo staff di Obama. E perché gli europei non si ribellano, visto che hanno tutto da perdere in caso di un’escalation con la Russia? Perché noi americani li paghiamo, scrive Roberts: tutti i leader europei sono stati elevati a ruoli di comando dallo Zio Sam. Grazie agli Usa hanno fatto carriera e ricevuto denaro a palate. Per questo, sono pronti a dire (e fare) qualsiasi cosa. Anche la guerra, persino contro una superpotenza nucleare.

«Herbert E. Meyer, un pazzo che per un periodo aveva occupato il ruolo di assistente speciale del direttore della Cia durante l’amministrazione Reagan, Barroso e Junckerha scritto un articolo invitando all’assassinio del presidente russo Vladimir Putin», riferisce Craig Roberts in un post tradotto da “Come Don Chisciotte”. Dice l’ex uomo Cia: «Se dobbiamo farlo uscire dal Cremlino con i piedi in avanti e un foro di proiettile nella nuca, non avremmo problemi». Assassinare Putin? «Come il folle Meyer spiega – ribatte Roberts – il delirio che Washington ha diffuso nel mondo non ha limiti». Lo provano, su un altro piano, le bugie di Barroso, «messo alla presidenza della Commissione Europea come burattino degli Usa». Dopo una recente telefonata con Putin, Barroso ha raccontato ai media che il capo del Cremlino avrebbe espresso la seguente minaccia: «Se volessi, potrei prendermi Kiev in due settimane». C’è da mettersi a ridere, dice Roberts: «Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la disparità tra le forze russe e ucraine sa più che bene che alla Russia basterebbero 14 ore, e non 14 giorni, per prendersi l’Ucraina».

Basta ricordarsi cosa accadde all’armata georgiana «addestrata e armata da Usa e Israele quando Washington aveva piazzato i suoi bambolotti georgiani nell’Ossezia del Sud». Le forze georgiane, precisa Roberts, sono collassate sotto il contrattacco russo in appena 5 ore.  In ogni caso, «Putin non ha minacciato nessuno: una minaccia non sarebbe coerente con l’intero approccio attendista di Putin alla minaccia strategica che Washington e i suoi burattini della Nato hanno mosso alla Russia in Ucraina». Il rappresentante permanente della Russia all’Ue, Vladimir Chizhov, ha detto che se la menzogna di Barroso non verrà ritrattata, la Russia divulgherà la registrazione dell’intera conversazione. «La bugia che la marionetta di Washington Barroso ha raccontato non è degna di una persona rispettabile», scrive Roberts. «Ma dove, in Europa, c’è qualcuno di rispettabile al potere? Vladimir ChizhovDa nessuna parte. Le poche persone serie sono del tutto fuori dai centri di potere».

Al vertice c’è gente come Rasmussen: era solo il premier della piccola Danimarca, e un giorno capì che «avrebbe potuto salire oltre, diventando una marionetta degli Usa». Come? Per esempio supportando l’invasione illegale dell’Iraq. E quindi, mentendo: «Sappiamo – disse – che Saddam Hussein possiede armi di distruzione di massa». Il danese conosceva le regole: «Chi serve Washington fa carriera, e Rasmussen ne ha fatta». Osserva Craig Roberts: «Il problema del mettere in certe posizioni dei mentecatti è che essi rischierebbero il mondo per la loro carriera». Ora, secondo l’ex viceministro di Reagan, il segretario della Nato ha «messo a rischio la sopravvivenza di tutta l’Europa, occidentale e orientale», annunciando al vertice di Newport la creazione di una forza speciale di attacco capace di operazioni-lampo in Russia. Ciò che «il burattino di Washington chiama “piano di azione immediata”» è giustificato come una risposta al quello che viene definito «l’atteggiamento aggressivo della Russia in Ucraina». Tutto falso, ovviamente. Inoltre, la “forza d’attacco fulminea” di Rasmussen «verrà spazzata via così come ogni capitale europea». Aggiunge Roberts: «Che tipo di idiota provoca in questo modo una superpotenza nucleare?». Risposta: un “idiota” prezzolato, riempito di dollari e quindi ricattabile.

Racconta Craig Roberts: «Il mio professore di dibattito all’università, che è diventato un alto ufficiale del Pentagono con il compito di terminare la guerra in Vietnam, in risposta alla mia domanda su come Washington faccia sempre fare all’Europa ciò che vuole ha detto: “Soldi, diamo loro soldi”. “Aiuti stranieri?”, ho chiesto. “No, diamo ai politici europei un sacco di soldi. Loro sono in vendita. Noi li compriamo, e loro ci rendono conto”. Forse – aggiunge Roberts – questo spiega i 50 milioni di dollari guadagnati da Blair, in un anno, con il suo ufficio». Facile prendersela con Mosca, inventando di sana pianta ogni accusa: «La Russia se ne è stata in disparte mentre il governo-marionetta di Kiev ha accerchiato e bombardato insediamenti civili, ospedali, scuole, e lanciato una serie costante di bugie». Putin ha persino respinto le richieste delle province ora indipendenti del Sud e dell’Est dell’Ucraina, in passato territori russi, di venire nuovamente annesse. La verità è esattamente opposta: «Sono le milizie naziste ucraine ad attaccare i Un soldato ucraino con svastica, immagini del Tg2civili nei territori che appartenevano alla Russia». Infatti, «molti militari ucraini hanno disertato a favore delle repubbliche indipendenti».

A quei soldati disertori non piaceva l’idea di bombardare civili inermi e di combattere accanto a dei neonazisti, alcuni ripresi con la svastica stampata sull’elmetto. «L’Ucraina dell’Ovest – ricorda Craig Roberts – è la dimora delle divisioni ucraine delle SS che combatterono al fianco di Hitler. Oggi le milizie organizzate dal “Right Sector” e altri partiti politici di destra indossano la divisa delle divisioni ucraine delle SS. Queste sono le persone che Washington e l’Ue sostengono. Se i nazisti ucraini potessero vincere contro la Russia, e non possono, si rivolterebbero all’Occidente. Esattamente come l’Isis, creato da Washington, e che Washington ha sguinzagliato contro Siria e Libia. Ora l’Isis sta ricreando un Medio Oriente unito, e Washington non sembra in grado di reagire. William Binney, un ex ufficiale dell’Nsa, ha scritto alla cancelliera tedesca Angela Merkel avvertendola di difendersi dalle menzogne di Obama al summit della Nato in Galles. Gli ufficiali dell’intelligence statunitense avvertono la Merkel di ricordarsi delle “armi di distruzione di massa” irachene e di non farsi ingannare nuovamente, entrando stavolta in conflitto con la Russia».

La domanda è: chi rappresenta la Merkel? Washington o la Germania? «Fino ad ora», nella vertenza con Mosca sull’Ucraina, la cancelliera «ha rappresentato Washington, non gli interessi dell’economia tedesca, non il popolo tedesco, non la Germania come nazione», sostiene Roberts, ricordando che in una manifestazione di protesta, a Dresda, una folla ha ostacolato il discorso della Merkel gridandole “kriegstreiber” (guerrafondaia), “bugiarda” e “nessuna guerra contro la Russia”. Nulla, comunque, che abbia perforato il muro dei media mainstream, silenzio e menzogna. «I media occidentali, la più grande casa chiusa del mondo, agognano la guerra». Craig Roberts denuncia il “Washington Post”, «un giornale-trofeo nelle mani del proprietario miliardario di “Amazon.com”», divenuto «un zimbello mondiale» per «le bugie di Washington» su Putin, «sbrodolate» in editoriali come quello del 31 agosto. Putin avrenne «resuscitato la tirannia» per ricostituire l’impero russo. «Come ex editore del “Wall Street Journal” – replica Paul Craig Roberts – posso dire con Anders Fogh Rasmussenassoluta certezza che una propaganda di questo tipo, spacciata per editoriale, sarebbe conseguita nell’immediato licenziamento di tutte le persone coinvolte».

I nostri media evitando persino di riferire quello che Kiev racconta al Fmi: e cioè che l’Ucraina non è mai stata invasa. In caso di invasione, infatti, la guerra sarebbe conclamata. E una Ucraina ufficialmente in guerra con un paese straniero non potrebbe neppure ricevere le agognate sovvenzioni del Fondo Monetario. «Ma i media occidentali non si interessano ai fatti: bastano le bugie, solo le bugie. Il “Washington Post”, il “New York Times”, la “Cnn”, “Fox News”, “Die Welt”, la stampa francese e quella inglese pregano in coro: “Per favore, Washington, dacci altre bugie sensazionali da sbandierare. La nostra circolazione ne ha bisogno. Chissenefrega della guerra e della razza umana, se in cambio possiamo avere stabilità finanziaria”». Siamo seri, aggiunge Roberts: se unità militari russe fossero davvero in azione nell’Est del paese, l’Ucraina «non esisterebbe più» e sarebbe di nuovo «parte della Russia, come secoli prima che Washington sfruttasse il crollo dell’Unione Paul Craig RobertsSovietica per separarla».

Piuttosto, c’è da domandarsi «quanto durerà la pazienza russa di fronte alle continue bugie e provocazioni dell’Occidente», visto che «le menzogne di Washington, insieme a quelle dei suoi bambolotti europei e dei media occidentali, rendono inutili gli sforzi della Russia per risolvere la situazione con la diplomazia e un comportamento non aggressivo». Per Roberts,  «non c’è nulla che la Nato possa fare se la Russia decide che un’Ucraina nelle mani di Washington è una minaccia strategica troppo grande per i propri interessi». Niente da fare, se Mosca decissere davvero di “reincorporare” Kiev: «Qualsiasi forza d’intervento della Nato inizierebbe una guerra che non potrebbe vincere. E la popolazione tedesca, memore delle conseguenze della guerra contro la Russia, ribalterebbe il governo burattino di Washington». A quel punto, «la Nato e la Ue crollerebbero, se la Germania si staccasse dall’assurdo costrutto asservito agli interessi di Washington a spese dell’Europa». Solo allora, finalmente, «il mondo avrebbe pace».

Preso da: http://www.libreidee.org/2014/09/roberts-mentecatti-europei-pagati-per-portarvi-in-guerra/

Hillary Clinton: L’Isil è roba nostra, ma ci è sfuggita di mano

11 agosto 2014
L’ex segretario di Stato Usa rivendica la creazione della guerriglia islamista, in funzione anti Assad. Poi accusa Obama di averne perso il controllo a causa della sua posizione troppo attendista. «Avrebbe dovuto fare come Netanyahu, affondando il colpo».

di Franco Fracassi

«È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq». L’ex segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton ha rilasciato un’intervista a Jeffrey Goldberg del giornale web “The Atlantic”. «In un’intervista che risale allo scorso febbraio il presidente Obama mi disse: “Quando hai un esercito di professionisti che combatte contro contadini, falegnami e ingegneri che iniziano una protesta devi fare qualcosa. Purtroppo modificare l’equazione delle forze in campo è difficile, e quasi mai ci si riesce. All’epoca non capii. Oggi mi è tutto chiaro», scrive Goldberg.

Clinton: «Obama in politica estera è troppo cauto. L’America ha bisogno di un leader che crede che il proprio Paese sia un’indispensabile forza di pace, nonostante gli errori commessi. Anzi, gli errori li commette proprio chi fa, fanno parte del ruolo dell’America. Obama cerca con troppa insistenza di comunicare agli americani che non sta facendo qualcosa di folle. È troppo ragioniere. Noi, invece, dovremmo portare avanti una politica estera bilanciata. Una via di mezzo tra la bellicosità di Bush e l’attesa di Obama. Attendere lo sviluppo degli eventi non ti porta a prendere decisioni migliori e più sagge per il mondo e per l’America».

«Abbiamo fatto un gran lavoro contro l’Unione Sovietica. Ma abbiamo anche commesso molti errori. Abbiamo appoggiato personaggi veramente cattivi. Abbiamo fatto cose in America Latina e nel Sud-est asiatico di cui non vado per nulla fiera. Ma all’epoca c’era un obiettivo più grande. E lo abbiamo raggiunto. Tutto il resto è passato in secondo piano. È così che bisogna agire, che deve agire l’America», ha proseguito l’ex ministra degli Esteri.

E a proposito dell’atteggiamento di Israele verso i palestinesi: «Israele ha fatto quello che serviva per contrastare i missili sparati dai palestinesi. Israele ha il diritto di difendersi. Netanyahu ha agito correttamente, come andava fatto. Le vittime civili, i bambini, le donne, sono tutti effetti collaterali di una politica giusta. Quando un Paese democratico attacca, ovviamente, colpisce anche civili innocenti. Ma alla base c’è comunque un processo decisionale etico che non appartiene ai Paesi non occidentali. E comunque, la colpa per quello che sta accadendo resta ad Hamas».

«Obama deve prendere esempio da Netanyahu. Se avessimo agito con la stessa decisione in Siria i combattenti della Jihad non ci sarebbero sfuggiti di mano, come poi è accaduto. Adesso rappresentano un vero pericolo per il Medio Oriente, per l’Europa e perfino per gli Stati Uniti», ha concluso la Clinton.

Preso da: http://popoffquotidiano.it/2014/08/11/hillary-clinton-lisil-e-roba-nostra-ma-ci-e-sfuggito-di-mano

Cosa dire? complimenti “signora” Clinton! lei ragiona come un vero criminale.

GHEDDAFI E GLI ALTRI.

5 Marzo 2011

http://fulviogrimaldi.blogspot.com/
La terra è tua madre, lei ti diede la nascita dal suo ventre. E’ colei che ti allattò e ti alimentò. Non disubbidire a tua madre e non tosare i suoi capelli, tagliare le sue membra, lacerare la sua carne, o ferire il suo corpo. Devi solamente aggiustare le sue unghie, fare che il suo corpo sia pulito da ogni lordura. Darle la medicina per curare ogni sua malattia. Non mettere pesi gravosi sopra la sua mammella, fango o cemento sopra le sue costole. Rispettala e ricorda che se sei troppo aspro con lei, non ne troverai un’altra. Non distruggere la tua dimora, il tuo rifugio, o ti perderai.
(Muammar Gheddafi).
Forse è per questo che gira con una tenda. Mentre il nostro viaggia da Arcore in Grazioli in Certosa in castelli in Santa Lucia e costruisce Milano 2 e C.A.S.E.

C’è qualcuno in giro che s’è chiesto perché mai quasi tutti i governanti, i progressisti, rivoluzionari, antimperialisti del Sud del mondo, America Latina in testa, pur non negando critiche al Gheddafi degli ultimi 10 anni sotto ricatto occidentale, si schierano a difesa del legittimo governo libico e del suo leader e denunciano le mire imperialiste di una “comunità internazionale” che da vent’anni, con la scusa dei dittatori e con l’uso di provocatori e provocazioni, assalta e massacra popoli,
stende sul mondo una cappa di miseria sul quale danzano alcune migliaia di ultraricchi, svuota libertà e diritti democratici, sociali, culturali, avvia ovunque Stati di polizia intrecciati alla criminalità organizzata, traffica in droga e armi, distrugge la possibilità di istruirsi e informarsi? C’è qualcuno che pensa che questi siano peggiori di Bush, Cheney, Obama, D’Alema, Fassino, Berlusconi, Netaniahu, Calderon, Karzai, Al Maliki, i golpisti killer dell’Honduras?
Coerenze. Voto bipartisan, salvo IDV, per la missione afghana nel 2010. Missione dei 36 “professionisti” italiani caduti e dei 34mila raid aerei all’anno (il doppio rispetto al 2007), per 25 miliardi e mezzo di euro tra Afghanistan, lotta ai pirati somali (in difesa di pesca di frodo e scarico di rifiuti tossici europei), Unifil, addestramento di ascari vari…62 milioni alla ricostruzione. “Per il buon nome del paese” (Pinotti, PD). Da promuovere ora in Libia
I vernacolari del “Campo Antimperialista“, collaudato il loro pluralismo nell’unione antimericana con i neonazisti di Franco Freda, manifestata la loro chiaroveggenza politica con orgasmatici applausi al trapanatore iracheno-iraniano di resistenti e sunniti, Moqtada, perfezionano la missione schierandosi “con l’insurrezione popolare” in Libia. Loro vestale, Emma Bonino, ancora zuppa di sangue serbo, iracheno, afghano.
Potenza dell’ignoranza. Andrea Camilleri, Luigi Ciotti, Cristina Comencini, Magherita Hack, Dacia Maraini, Moni Ovadia, Igiaba Scego, firmano un appello “Fermiamo il massacro in Libia”. Come si compromette una vita onorata. In arrivo anche gli amici del giaguaro, Saviano, Fazio, Santoro, tutto il PD, il papa, Sgrena, l’intera celebrata “società civile” in marcia per “promuovere i diritti culturali delle popolazioni contro dirigenti corrotti e venduti”. Sono bravi, chiedono di sfasciare ma senza sparare troppo.
Dall’inizio del 2011 Israele ha rapito e incarcerato 80 bambini palestinesi nella Gerusalemme Est occupata e stuprata dai coloni carburati da Obama. Ne invade le case di notte e se li porta via. Innumerevoli sono le denunce di tortura e abusi sessuali. Ieri ad altre 22 famiglie della città è arrivato l’ordine di demolizione delle loro case. Parlarne? Ma se sono riusciti anche a occultare i 500 bambini terroristi sterminati da Piombo Fuso…
Al Jazira pompa le balle dei “ribelli democratici”. Gli editoriali di Al Jazira sono gestiti da agenti dei servizi segreti con targa BBC. Al Jazira trasmette ogni singola patacca del defunto Bin Laden, senza controlli di autenticità, favorendo la “guerra al terrorismo”. E’ dal Qatar che gli Usa lanciarono l’invasione dell’Iraq, visto che Turchia e Arabia Saudita rifiutarono. E’ un pollaio che si fa difendere dal capo volpe
Al Jazira inventa bombardamenti aerei di Gheddafi (smentiti da tutti, compresi i satelliti russi), il delegato libico al Tribunale dell’Aja offre in pasto ai media e ai Obama 10mila morti, subito confermati da Al Jazira (e poi il Tribunale smentisce di avere tale delegato). Ma come, l’emittente del Qatar non era anti-israeliana? Sì, ma filo-americana e, da tv pagata dall’emiro, anche filo-monarchica, ovunque qualche stronzo risusciti un re.
In Sudan, distretto di Abyei, 70 ammazzati e villaggi rasi al suolo perchè il Sud secessionista grazie a USraele, UE, comboniani e Vaticano vuole anche quella regione assegnata al Nord. C’è quel po’ di petrolio che è rimasto al Sudan libero. Se possono somalizzare la Libia, vuoi che non ci provino con il Sudan che, oltre agli idrocarburi, ha il Nilo? Già tengono Etiopia, Ruanda, Uganda, Kenya. Per l’Eritrea, a forza di trattamento alla Saddam, si avvicina l’ora. Usraele ueber alles anche in Africa.
Centinaia di migliaia di iracheni manifestano nel “Grande Giorno della Collera” in tutto il paese “restituito alla democrazia”, ma non a luce, acqua, pane, scuola, vita. Vengono abbattuti come mosche in città militarizzate, sotto coprifuoco e proibite ai giornalisti. Il popolo di Mosul ha cacciato il generale fantoccio con i suoi 450 sgherri. Ovunque vengono costretti alla fuga governatori fantoccio installati dagli occupanti e loro sicari. La rivolta è in prima linea contro l’occupazione, causa di tutto. Ne avete sentito niente?
La Libia si difende da reazionari salafiti e monarchici ansiosi di Occidente e neoliberismo, chiamati “patrioti”. I governatori di Wisconsin, Ohio, Idaho e altri Stati Usa si difendono da centinaia di migliaia di manifestanti che assediano da settimane i palazzi del potere contro leggi neoliberiste che eliminano sindacati, contratti, diritti, chiamati “estremisti”. Un’insurrezione di lavoratori nel cuore dell’impero. Visto come ci si avventano i media?
L’ONU sanziona la Libia e fa scattare orde distruttrici su ordine Usa. L’ONU classifica il Messico primo al mondo per violazioni dei diritti umani. Mortalità materna 5 volte superiore a quella degli altri paesi. Con 35mila ammazzati in quattro anni si muore di più che in qualsiasi paese non in guerra. 2.500 donne uccise all’anno per reprimere l’opposizione e disintegrare il tessuto sociale con la psicosi della paura. 170 incarcerate per aborto con pene fino a 25 anni. 20mila migranti scomparsi o uccisi ogni anno. Zitti, da lì arrivano la droga per il mercato Usa e i dollari per le sue banche, dollari con i quali si finanziano le campagne elettorali dei presidenti. I cinque Stati Usa che risultano i massimi riciclatori di denaro da droga sono i cinque Stati che contribuiscono maggiormente alle campagne presidenziali.
Obama, vindice del diritto internazionale, decide che urge abbattere il leader di un paese sovrano. Non è interferenza. E’ democrazia ai tempi dei Berlusconi e di tutti i masochimbecilli della “sinistra”. Curioso: quelle del governo sono “milizie” e “mercenari” “che “sparano sulla folla”, quelle dei ribelli con istruttori Blackwater sono “truppe” e “volontari”, quando non “civili inermi” (con tanto di RPG e cannoni moderni). Mentre Karzai in Afghanistan e al Maliki in Iraq hanno truppe e gli altri sono “terroristi”. E dal sole piove e di notte ci si abbronza.
‎2010: 10mila afghani, all’80% civili, uccisi da USA e Isaf (160mila mercenari nella più lunga e costosa guerra dell’era democratica), 712 militari occupanti, migliaia di contractors, di cui 36 italiani, morti per le lacrime tossiche del mandante La Russa. 1000 civili pakistani, fatti passare per “taliban”, massacrati dai droni Cia nell’alleato Pakistan. Bombe Cia-Mossad a tutto spiano nelle moschee e città pakistane per destabilizzare un paese dal popolo ostile. Exit strategy di Obama svaporata e quattro enormi basi permanenti annunciate. Ma che mascalzone quel Gheddafi!
Nello Stato di Chihuahua hanno appena ucciso tre famigliari di una donna, Maria Magdalena Reyes Salazar, che si batteva per la giustizia per l’assassinio di suo figlio. Poi le hanno incendiato la casa. I narcos minacciano di sgozzare i bambini di un asilo a Ciudad Juarez. Qui sono state uccise in gennaio-febbraio 79 donne, il 32% in più rispetto ai due mesi del 2010. Quando qualche biasimo al presidente complice o un bell’ “intervento umanitario”?
Israele, che detesta gli anti Ben Ali, anti-Mubaraq, anti-Saleh, anti-Abdallah, adora (infiltra) i “rivoluzionari”, anche un po’ linciatori, di Bengasi. Portatrice, come questi, di diritti umani e democrazia, ha ammazzato altri tre palestinesi a Gaza e ha raso al suolo per la 20esima volta un villaggio beduino nel Sinai, 19 volte ricostruito, per far spazio ai coloni. Chiede ai beduini il costo degli smantellamenti
Antropologia imperiale, ovvero quando le facce spiegano. A Tehran le belle gnocche “verdi” ingioiellate e fresche di stilista. A Brega, Cirenaica, dove lealisti e ribelli si contendono il terminale petrolifero, i “rivoluzionari libici” di Anno Zero. Una turba barbuta armatissima, parossistica, schiumante, urlante in una specie di ballo di S.Vito alla salafita “Allah u Akbar”. Del tutto simile a studenti, operai, donne, poveri del Cairo e Tunisi…
Le lotte nelle piazze arabe sono una lotta transnazionale di proporzioni epiche. Si combatte per dignità, diritti, giustizia e sovranità. Sono lotte che non possono prescindere della consapevolezza del nemico: l’imperialismo globalizzante che sta attaccando la Libia che quelle lotte le aveva vinte. L’ordine globale vive o muore con la rivoluzione pan-araba. Ne fa parte il popolo libico, non chi lo frantuma.
Fidel Castro: “La campagna colossale di bugie sparse dai mezzi di comunicazione di massa, ha creato una grande confusione nell’opinione pubblica mondiale. Passerà del tempo prima di poter ricostruire ciò che è successo realmentre in Libia e di separare i fatti reali dai falsi che sono stati diffusi”. Già, nel frattempo le armate barbare passeranno sulla nostra coscienza nel viaggio verso Tripoli.
Il ”satrapo” Gheddafi, che non ha manco un palazzo d’oro o ville in Sardegna e Santa Lucia. L’ONU pone la Libia al primo posto nel Continente per Indice di Sviluppo Umano, reddito, longevità, istruzione, sanità (tutti gratuiti), distribuzione della ricchezza, la più bassa mortalità infantile, la maggiore partecipazione popolare al potere. Il Libro Verde garantisce la proprietà della terra a chi la lavora e della casa a chi ci abita. Coinvolge i lavoratori nella gestione delle aziende. Ogni decisione politica è presa dai Comitati Popolari e dal Congresso del popolo. Ma la burocrazia era corrotta e faceva affari con i capitalisti. Come a Cuba. Allora diamo addosso a Gheddafi, più tardi a Cuba, noi del popolo sovrano e benestante grazie alla “porcata” di Calderoli, la modernità di Marchionne, la gentilezza di Maroni, il patriottismo di La Russa, la sobrietà di Berlusconi, il socialismo di Bersani. Sono nostri i diritti umani!
Gheddafi ha sottratto la sua gente al vampirismo neoliberista e alle basi Usa, ha sempre avversato i monarchi arabi venduti, ha sostenuto la liberazione di Nicaragua, Cuba, Angola, Mozambico, Sudafrica, Palestina, baschi, irlandesi, ha preso uno spezzatino tribale e ne ha fatto una nazione moderna laica, si batte per l’unità africana. Ma i suoi burocrati erano corrotti e lui pazzo. Diamogli addosso.
Quando Gheddafi, dal solito “bunker” alla Hitler, articolato in ristoranti sul mare, palazzi di congressi e piazze pubbliche, accusa Al Qaida, sa bene cosa dice. Al Qaida in Afghanistan, in Kossovo e Bosnia, Cecenia, Yemen, Somalia, Maghreb, Latinoamerica, Europa. Sempre un bonus per l’imperialismo e un’inculata per arabi e musulmani. Possibile che l’illuminante “cui prodest” non interessi nessuno?
Hanno sequestrato decine di miliardi del “tesoro di Gheddafi“. Fondi del commercio estero del governo libico depositati in banche occidentali. In vista del furto del petrolio finora negato agli Usa, la criminalità organizzata “comunità internazionale” esegue una rapina con scasso (di sicari armati locali) dei beni di un popolo cui i futuri fantocci garantiranno sopravvivenza con Marchionne e narcotraffico. 700 miliardi, invece, Obama li ha cavati dai cittadini per darli alle banche che li avevano rovinati. In 40 miliardi di euro si calcola il “tesoro” del guitto mannaro, questo sì personale.
Il presidente Chavez che, per demonizzare due disobbedienti, era stato inventato ospitante di Gheddafi, ha espresso solidarietà a Gheddafi contro le belve imperialiste. Ha detto: “Sarei un codardo se, sulla base di falsità, condannassi chi è stato mio amico“. Uomo vero. Berlusconi e Frattini, nella tomba dei morti viventi, hanno avuto un sussulto.
La balla risolutrice per i genocidi imperiali: “Il dittatore ha massacrato il proprio popolo”. Chi non interverrebbe umanitariamente, vero D’Alema, Prodi, Berlusconi? Così con le false stragi di Milosevic a Sarajevo e in Kosovo, con i massacri di curdi e sciti da parte di Saddam, con lo sterminio di donne per mano taleban. Ma mai con le Torri Gemelle, il metrò di Londra, il treno di Madrid. Ma quelli li ha fatti Al Qaida, mica i loro governi.
Tre commandos dei marines olandesi, cioè Nato, sono sbarcati dalla nave “Tromp” a Sirte, tuttora in mano libica, per innescare la rivolta anche lì. Le truppe regolari li hanno catturati. E’ spontanea un’insurrezione “Allah u Akbar”, guidata a Bengasi da istruttori e armatori Usa-Nato, coperta da false stragi mediatiche di Gheddafi, incitata dalla moglie di colui che sbranò la Jugoslavia, zeppa di commandos imperiali?
Provasto a normalizzare con militari e fantocci le potenziali rivoluzioni anti-globalizzazione in Egitto e Tunisia, scatenati i secessionisti salafiti in Libia e berberi in Algeria, la Libia, che contrattava alla pari con il mondo e respingeva gli Usa, è bella e incastrata. Si torna, come in Jugoslavia, a mafia-narco-statarelli, come ai bei tempi del colonialismo. Qui Cirenaica, Tripolitania e Fezzan a sbranarsi per gli sghignazzi e il petrolio Usa
Cirenaica come Kosovo. “Consiglieri” Usa a Bengasi stanno già ponendo le fondamenta per una nuova base Bondsteel da cui intervenire sull’Africa tutta, in culo a UE, Cina e Russia. Prima la creazione di una quinta colonna di invasati e banditi islamici, poi le false stragi di Slobo e Gheddafi sovrapposte a quelle vere degli ascari, quindi criminalizzazione del “dittatore”, bombe e squartamento del paese. La globalizzazione funziona. Oddio, se la dovrà vedere con Attac e I Social Forum. Paura!!!
Frattini, amico di Mubaraq, Ben Ali e gaglioffi sanguinari vari, manichino Standa, baciatore di deretani arcoriani, a nome del baciatore di anelli sollecita Piombo Fuso su Gheddafi. Meglio del moralista Chavez.Astuto! Le sanzioni Usa-UE hanno messo sotto scacco Eni, Finmeccanica, banche, cordate varie. Con un colpo gli Usa fanno fuori Libia e Italia, nel giubilo dei nostri media, sinistri e destri. E il guitto mannaro offre le basi d’attacco, come D’Alema con il Kosovo. Taffazzi al posto di Mattei. Che scaltri! Appunto masochimbecilli.

Fonte:http://www.stampalibera.com/?p=23447

Gheddafi attraverso i suoi scritti.

Comprendere Muhammar Gheddafi non era certo compito facile, sia per la complessità del personaggio, sia perché nel corso della sua vita egli ha attraversato diverse fasi personali e politiche. A un anno dalla sua morte nel mondo si registrano varie opinioni sul suo conto e non mancano quelle positive, soprattutto in Africa1. Tuttavia, in Europa e negli Stati Uniti il Colonnello non ha mai goduto di buona fama e la sua 2. Riflettendo su tale tendenza, negli anni ’80 Giulio Andreotti osservava: ” io non penso davvero che gheddafi sia un cherubino, ma non mi piace il sistema di creare una specie di diavolo di turno, su cui riversare anche le colpe che non ha

immagine è stata abitualmente riassunta nei prototipi del terrorista o del buffone
“.
L’invito di Andreotti ad evitare “la drastica e semplicistica classificazione degli uomini in buoni e cattivi”4 non ha raccolto molti consensi. E lo stesso Gheddafi non ha fatto granché per cambiare la sua reputazione, anzi, il suo egocentrismo è stato gratificato dal ricevere un’attenzione mediatica che, sebbene non fosse lusinghiera, era senza pari per un capo di Stato africano.
OLTRE LA LEGGENDA NERA.
Uno strumento utile, ma poco noto, per cogliere alcuni aspetti della complessa personalità di Gheddafi è la sua produzione letteraria (Muhammar Gheddafi, Fuga all’inferno e altre storie, introduzione di Valentino Parlato, Manifestolibri, Roma 2005, pp.128, 14,00 €). In essa il Colonnello mantiene un atteggiamento molto distante dall’iperbole provocatoria delle sue apparizioni pubbliche.
Nei primi racconti (La città, Il villaggio…il villaggio, La terra…la terra, Il suicidio dell’astronauta), l’autore contrappone le dinamiche alienanti della vita in città ai ritmi lenti del deserto e della campagna. Per il beduino Gheddafi la vita in città mette in discussione i valori tradizionali, senza però proporre valori alternativi. “Se ti atterrai a idee, valori e comportamenti non cittadini ti ritroverai isolato, incompreso. Quando cambierai comportamento, trasformandoti in cittadino, diverrai squallido”. Decisamente interessanti sono i racconti sull’integralismo islamico (Rompete il digiuno alla sua vista, La preghiera dell’ultimo venerdì, È passato il venerdì senza preghiera). Il Colonnello biasima i gruppi islamisti come i Fratelli Musulmani per il loro settarismo e per il rifiuto dello sviluppo e del progresso. Sarcasticamente Gheddafi ammette: “Abbiamo sbagliato a creare l’industria del ferro e dell’acciaio e a fondare fabbriche chimiche e petrolchimiche, sborsando per queste imprese miliardi”, mentre si poteva utilizzare quelle somme “per la ristampa di volumi ingialliti”. Gheddafi imputa inoltre agli integralisti un uso strumentale della religione, i cui precetti vengono da essi usati e distorti “per raggiungere il potere e giustificare l’abuso, l’inganno, la senseria e perfino l’ubbidienza supina e l’apertura [a Israele]”. Il Colonnello conclude dunque che gli islamisti agiscono “contro la nazione araba, in nome della religione, per annientare il nazionalismo arabo, (…) e per avversare l’orientamento progressista sociale e radicale [del panarabismo] con un orientamento islamico fittizio in base all’accordo segreto con la Cia e il Mossad”.
IL COLONNELLO E LA MORTE
Al centro del volume si trovano i racconti più personali: Fuga all’inferno, L’erba della debolezza e l’albero maledetto, La morte. In Fuga all’inferno e ne L’erba della debolezza e l’albero maledetto traspare la delusione per le difficoltà di realizzare nella realtà quotidiana i principi del Libro Verde. Il Colonnello affronta inoltre con occhio disincantato la relazione tra un governante e le masse, entusiaste nel momento del trionfo ma irrimediabilmente volubili nei loro sentimenti:

Nel momento della gioia di quanta devozione esse sono capaci! Hanno sostenuto Annibale, Pericle, Savonarola, Danton, Robespierre, Mussolini, Nixon, e quanta crudeltà poi hanno dimostrato nel momento dell’ira! Hanno cospirato contro Annibale e lo hanno avvelenato, hanno bruciato Savonarola sul rogo, hanno mandato il loro eroe Danton alla ghigliottina, hanno fracassato le mascelle di Robespierre, il loro amato oratore, e hanno trascinato nelle strade il cadavere di Mussolini, hanno sputato in faccia a Nixon mentre lasciava la Casa Bianca dopo che erano state loro a farcelo entrare!Ne La morte il Colonnello rievoca la figura del padre e descrive con orgoglio la sua lotta contro l’esercito italiano e i suoi alleati locali, capeggiati dal futuro re Idris el Senussi:

Nonostante la situazione fosse pessima, le possibilità di scampo disperate, la lotta ineguale, mio padre decise senza alcuna riserva di combattere […] proclamò il suo disprezzo per la morte, il suo esercito e ciò che sarebbe avvenuto.Chiude la raccolta L’annunciatore del sahur di mezzogiorno. Nel personaggio di questo racconto sembra riflettersi la figura del riformatore sociale, investito come l’annunciatore di una responsabilità “di carattere morale”, che “ha a che fare con l’animo la coscienza e un profondo senso della propria funzione”. Per svegliare i fedeli durante il mese del ramadan, l’annunciatore prosegue la sua marcia, nonostante gli ostacoli che incontra sul suo cammino, “finché tutti non abbiano udito la sua voce”. Come L’annunciatore del sahur di mezzogiorno, il Colonnello ha sempre creduto di adempiere una missione. Poco dopo il colpo di stato incruento con cui depose re Idris, Gheddafi si dichiarava pronto ad assumere i difficili compiti che lo attendevano, “perché questo è il mio dovere e anche il mio destino”5 E nonostante i ripensamenti, le delusioni e gli errori che hanno marcato la sua esistenza, egli ha voluto rimanere fedele a quella che a torto o ragione riteneva la sua missione. Così, come aveva promesso, il Colonnello è rimasto fino alla fine nel suo paese, preferendo alla fuga verso l’esilio la possibilità di proporsi come un “emblema del dovere e dell’onore”6.
NOTE:Giordano Merlicco è un analista delle relazioni internazionali.

1. Il più esplicito elogio di Gheddafi è probabilmente quello formulato dall’organizzazione giovanile dell’Anc, movimento che da due decenni governa il Sud Africa: The ANC Youth League salutes the Anti-Imperialist Martyr, Colonel Muammar Gadaffi, 21 October 2011; http://www.ancyl.org.za/show.php?id=8103 .
2. Di questo atteggiamento è emblematico il commento del Financial Times all’uccisione di Gheddafi: David Gardner, Nation awakes from nightmare of terror and buffoonery, “Financial Times”, 24/10/11. Secondo Gardner, in 42 anni di potere Gheddafi non ha ottenuto nulla, se non rendere il suo paese “sinonimo di uno sconcertate misto di terrore e buffoneria”.
3. Giulio Andreotti, L’Urss vista da vicino. Dalla guerra fredda a Gorbaciov, Rizzoli, Milano, 1988, p. 286.
4. Giulio Andreotti, Visti da vicino. Terza serie, Rizzoli, Milano, 1985, p. 14.
5. Cit. in: Angelo Del Boca, Gheddafi. Una sfida dal deserto. Laterza, Roma-Bari 2010, p. 33.
6. Gaddafi: The last will and testament, “Asharq Al-Awsat”, 23/10/2011,
http://www.asharq-e.com/news.asp?section=3&id=27056. Fonte:http://www.geopolitica-rivista.org/19261/gheddafi-attraverso-i-suoi-scritti/

L’incontro del Fratello Guida coi Capi delle Chiese presenti per tutta la Grande Jamāhīriyya, con gli Ambasciatori dei Paesi Amici, e con personaggi della politica, della religione e della cultura della società libica

6/3/2010
In tempi molto recenti, il mondo ha festeggiato la fine dell’anno 2006 e l’inizio dell’anno 2007 dalla nascita di Cristo, la pace sia con lui.

Il giorno di oggi, venerdì, segna la Vigilia al Monte Arafat durante la grande stagione di Hajj e, quasi due giorni dopo, il nuovo anno, che segna il passaggio dei 2007 dopo la circoncisione di Cristo dopo la sua nascita il 24 di questo mese. Inoltre, tra due giorni, saranno passati 1375 dalla morte del Profeta Maometto, ultimo tra i profeti, la pace e la benedizione di Dio siano con lui. È doveroso per noi e per il mondo intero segnare queste due date, la nascità di Gesù, pace sia con lui, e la morte di Maometto, la pace e la benedizione di Dio siano con lui, perché la nascita di Gesù è una delle meraviglie di Dio e un miracolo. Tale data doverbbe essere segnata e impiegata come base per il calendario e dovrebbe essere festeggiata ogni anno. Lo stesso vale per la morte di Maometto, l’ultimo dei profeti, che è un evento di portata cosmica e dovrebbe allo stesso modo venire impiegato come base per il calendario in tutto il mondo.

La nascita di Gesù, coem abbiamo già detto, è una delle meraviglie di Dio e un miracolo. Conoscete bene i miracoli di Gesù, sia pace a lui, come raccontati nel Corano. Gesù parlava al popolo quando ancora era un bimbo in culla, curava i malati e resuscitava i morti, col permesso di Dio. Il Corano afferma che Dio prese Gesù con Sé e lo innalzò a Sé. Dio Onnipotente dice nel Corano: “Io ti prenderò e ti innalzerò a me” e “non lo uccisero né lo crocifissero; solo un sosia fu mostrato loro”. Ed Egli dice anche “… e lo uccisero senza certezza”.

Questi è colui che, col permesso di Dio, risuscita i morti e cura i malati e fa miracoli e meraviglie. Dovremmo rispettare questa data, festeggiarla e impiegarla come base per il calendario. Questa data coincidel con la morte di Maometto, l’ultimo dei profeti. Con la sua morte cessò la rivelazione, il cielo si zittì del tutto e non si sarebbe più rivolt alla terra dopo di lui fino al Giorno del Giudizio.

Il significato della questione storica è manifesto quendo si chiede: “Quando cessò la rivelazione? Quando decise Iddio di non mandare altri messaggeri sulla terra? Quando si è zittito il cielo e ha smesso di rivolgersi alla terra? Quando hanno avuto l’avviso del loro differimento i messaggeri?”La risposta verrà il giorno della decisione. La risposta è che tutto questo è successo con la morte dell’ultimo dei profeti, Maometto, la pace e la benedizione di Dio siano con lui.

In questa realtà di cui noi stiamo facendo esperienza, signori, è difficile dichiarare l’irrefutabile verità, specialmente in materia di religione, assieme alle altre verità in materia di società, economia e politica. Però larealtà che stiamo esperendo è peggiorata e ha finito col porre una minaccia alla pace e alla stabilità del pianeta e alla vita della gente.

D’altra parte, la porta dello sfruttamento della religione è stata spalancata al punto tale che è stata usata per giustificare takfir , terrorismo, distruzione, guerre e omicidi di massa. Perciò chi non dichiara la verita è un demone muto; e visto che nessuno vuole essere un demone muto, ho ritenuto mio dovere incontrarmi con voi.

Stasera abbiamo l’onore della presenza dei capi delle chiese presenti in tutta la Grande Jamāhīriyya e gli ambasciatori degli stati amici e i personaggi guida della politica, della religione e della cultura nella società libica; e abbiamo anche l’onore della presenza della Regina d’Uganda della Repubblica dell’Uganda e della delegazione di dignitari che l’accompagna. Ho ritenuto che questa fosse l’occasione appropriata per dichiarare alcune verità che non sono stato io a scoprire né vi sono giunto in seguito a un’interpretazione, come succede oggi.

Avete visto che il mercato dell’inganno, dell’eresia e della sofisticheria è pronto a sfruttare i sempliciotti, la gente comune e le masse. Tutti quelli che hanno un interesse nell’eresia, i grassatori di guerra e i trafficanti di armi, hanno tratto vantaggio dalla confusione e dagli errori promossi al momento.

Secondo il nostro credo, io sostengo che c’è un grande malinteso riguardo il problema religioso. Ciò che sta succedendo ora è solo una tradizione ereditata basata su opinioni discrezionali di mondo, posizioni di mondo e interessi di mondo. I furbi hanno sfruttato la religione adattandola a servire i loro interessi per poi presentarla a noi. Hanno creato una realtà religiosa che non ha nulla a che vedere con la religione.

Per prima cosa, circolare attorno alla Ka’ba e fare la veglia sul Monte Arafat dovrebbe essere permesso a tutti. Il primo errore è che hanno dato il diritto di officiare il rito solo ai seguaci di Maometto, cosa che non ha alcuno fondamento nella religione, nel Corano o in qualsiasi altro documento originale.

Quando il Corano venne rivelato a Maometto, il popolo aveva circolato attorno alla Ka’ba per 2500 anni per riconoscimento di Abramo, la pace sia con lui. Circolare attorno alla Ka’ba non è ristretto a Maometto e ai suoi seguaci, ma permesso a tutti. Dio dice che la Ka’ba è stata la prima casa mai costruita per l’adorazione di Dio. Ora citiamo versi del Corano che di solito vengono trascurati, specie dai seguaci di Maometto:

“La prima casa istituita per il popolo era quella di Becca, un luogo santo e una guida per tutti”. Dio ci ha detto che la prima casa istituita per il popolo non è solo per gli arabi e per Maometto, ma per tutti. Questa era la casa istituita per tutto il popolo nella terra come guida santa per tutti. Era quella a Becca, che è la Ka’ba della Mecca. È per tutti, non solo per gli arabi, per gli abitanti della Penisola Araba e per gli abitanti della Mecca. Con ciò ci si riferisce al posto su cui poggia la Ka’ba, che è sacro, e non all’edificio stesso, che non lo è.

C’è chi ora si aggrappa ai teli di copertura della Ka’ba e all’edificio e al muro: questo è paganesimo. Se lo si dicesse ora, milioni di quelli che circolano attorno alla Ka’ba farebbero obienzioni. La santità non è nell’edificio, che non venne costruito nel passato remoto, e che potrebbe crollare ed essere ricostruito. È la terra sotto che è pura e santa, e su cui Dio ordinò ad Abramo e Ismaele di costruire la casa per far conoscere quel luogo puro e santo. Altrimenti nessuno saprebbe che cosa c’era un questa valle o in un’altra.

Questa casa di mattoni che ora vediamo e che la gente tocca non ha alcuna santità. Inoltre, circolare attorno al luogo definito dall’edificio non è solo per gli arabi o i seguaci di Maometto, ma per tutti. Fu la prima casa istituita per il popolo. Tutti, da ogni continente hanno il diritto di circolare attorno alla Ka’ba e di vegliare sul Monte Arafat. Di chi vorrebbe fermarli, Dio dice: “Chi, ritenuto eguale tra gli uomini, non crede e sbarra la via di Dio e la Santa Moschea…” Chi impedisce di circolare attorno alla Ka’ba alla gente, che siano abitanti dell’area o che vengano da fuori, è dichiarato non credente da Dio nel Corano. Se il Legato Pontificio vuole recarsi a circolare attorno alla Ka’ba domani, ciò è suo diritto perché la Ka’ba è per tutti. Se qualcuno glielo impedisce, il Corano dice: “Chi non crede e sbarra la via a Dio e alla Moschea…” è considerato un miscredente, perché impedisce alla gente di circolare attorno alla Ka’ba. Chi ha mai detto che al Legato Pontificio non sia permesso di visitare la Ka’ba e di circolarvi attorno? Chi l’ha mai detto? Chi glielo impedisce? C’è un verso del Corano che lo fa? No, non c’è!

Chi sono quelli a cui viene impedito di circolare attorno alla Ka’ba? Sono quelli di cui il Corano dice: “gli idolatri sono del tutto immondi, quindi non li si lascino avvicinare alla Santa Moschea dopo questo loro anno”. L’idolatra è immondo. Perciò chi è l’idolatra a cui si dovrebbe impedire di circolare attorno alla Ka’ba? È quello che non adora solo Iddio, non crede a un solo Dio e adora gli idoli.

La parola “al-mushrekeen” (idolatri) nel Corano denota sempre quegli arabi che adorano gli idoli; erano i politeisti che adoravano ‘Allat’, ‘Alazza’ e il terzo, ‘Mounat’, e poi altri idoli. Quelli sono gli idolatri immondi e, in quanto tali, a loro viene impedito di circolare attorno alla Ka’ba. Quest’ordine deve essere fatto rispettare da ora e tutti debbono poter circolare attorno alla Ka’ba. Ne verrebbero grandi benefici.

Ho parlato di un mondo che ora sta peggiorando. Dio voleva che tutti circolassero attorno alla Ka’ba per una ragione. “Abbiamo istituito la casa come luogo di visita per la gente”, “e un santuario e ‘prendetevi il campo di Abramo come luogo di preghiera’, e facemmo un patto con Abramo e Ismaele”. Purifica la mia casa per chi vi si avvicina e per chi vi si aggrappa, per chi si inchina e per chi si prostra.

Fu Abramo, non Maometto, a cui Iddio ordinò di costruire questa casa, di purificarla e di chiamare la gente a circolarvi attorno “e quando abbiamo deciso di fare di questa casa un luogo di visita” che fosse un punto di incontro per il popolo. Dio vuole che tutti si ritrovino ogni anno attorno alla Ka’ba, così che l’umanità possa riunirsi e conoscersi.

È un congresso internazionale come l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha una sua sessione annuale in cui si incontrano le delegazioni, stilano dichiarazioni e cercano di raggiungere la pace sulla terra e l’armonia e la cooperazione tra i popoli. Ciò è appunto quanto Dio vuole che la Ka’ba sia: un punto d’incontro. Dio volle che la Ka’ba fosse un punto di incontro ogni anno per tutti i popoli, non solo per gli arabi o i seguaci di Maometto.

Il monopolio della Ka’ba è razzista. La Ka’ba è per tutti; e ciò è molto saggio. Tutti, da tutti i continenti (America, Europa, Africa, Asia e Australia) debbono venire ogni anno, circolare attorno alla Ka’ba e conoscersi. Questa è adorazione congiunta.

Se qualcuno vi dicessse che circolando attorno alla Ka’ba voi diventereste seguaci di Maometto, costui sarebbe bugiardo e impostore. I popoli dovevano circolare attorno alla Ka’ba per 2500 anni circa prima di Maometto, sin dall’epoca di Abramo. Tutti i popoli erano soliti circolare attorno alla Ka’ba prima del Corano e prima di Maometto.

Dio disse: “è dovere verso Dio di tutti gli uomini di venire alla casa come pellegrini, se sono in condizioni di poterci arrivare.” Non ha detto “solo gli arabi”. Inoltre, non ha detto che fosse dovere verso Dio degli arabi, dei seguaci di Maometto o degli abitanti della Penisola Araba; disse invece: “È dovere verso Dio di tutti gli uomini”. Ciò significa che Egli chiede a tutti gli uomini di andare in pellegrinaggio alla Ka’ba. Disse anche: “… e di diffondere il pellegrinaggio tra gli uomini”, che era diretto ad Abramo e non a Maometto, perché il pellegrinaggio viene prima di Maometto. Quando Abramo costruì la Ka’ba, Egli gli disse “proclamate il pellegrinaggio tra gli uomini e verranno da te a piedi verranno da ogni baratro profondo…”. Egli stava chiedendo ad Abramo di proclamarlo tra gli uomini; non stava chiedendo di proclamarlo tra gli arabi, tra gli abitanti della Penisola Aranica o della Mecca, ma gli chiese di programarlo tra tutti gli uomini. Gli chese di chiamare tutto gli uomini al pellegrinaggio perché nella sua saggezza Dio vollte tutta l’umanità attorno alla Ka’ba, così che ci potesse essere comprensione, pace e fratellanza umana.

Certo, se lo si dovesse dire nella Penisola Arabica, in un contesto politico o diplomatico, sarebbe il terremoto; ma non avrebbero argomenti contrari. Li sfiderei a citarmi un verso solo del Corano che sbarrasse ai seguaci di Gesù, di Mosè o di altre religioni la via attorno alla Ka’ba! Non c’è alcun verso del genere: solo l’infedele immondo è bandito.

Se mai qualcuno dovesse dire che non crede affatto, allora non lo si lascerebbe affatto avvicinarsi alla Santa Moschea. Però monaci, preti, chierici e milioni e milioni del Popolo del libro non sono miscredenti immondi. Allora, come potremmo impedir loro il pellegrinaggio? Ciò va fatto rispettare e deve diventare realtà.

Mi si mostri un altro posto nel mondo dove la gente circoli! C’è solo un posto così ed è la Ka’ba. Fortunatamente, ora ci sono i satelli che trasmettono queste immagini a tutta l’umanità a al mondo intero.

Ora il popolo vede questa immagine maestosa di milioni di persone attorno alla Ka’ba in un rito di adorazione. C’è nient’altro del genere altrove nel mondo? No, ma ci sono sindoni, come quelle in India dove i Sik e i Bramini visitano il Taj Mahal e i Buddisti la statua di Budda e i seguaci di Gesù, Mosè o Maometto visitano Gerusalemme. È una visita.

Il popolo visita il Santo Sepolcro esattamente come noi che crediamo che Maometto sia sepolto nella moschea di Al-Medina, che il popolo visita. È una visita e non un rito di adorazione. E se andate alla tomba di Maometto, allora il vostro pellgrinaggio non è valido, perché visitare la tomba del Messaggero se mai tale tomba esiste, non è parte del pellegrinaggio. Per come la vediamo noi, la tomba non esiste perché tutte le tombe sono state spianate dopo l’emergere del movimento riformista di Wahabi, che ha spianato le tombe ed eliminato tutti i monumenti storici. Io non credo che sia certo che la tomba di Maometto esista. Comunque, che esista o no non ci riguarda.

Una visita in Vaticano è una visita al Papa che si vuole salutare. Una visita alla tomba di Maometto e la lettura di “Al-Fatiha” a lui, o la curiosità di vedere la tomba, è solo una visita.

Comunque, non c’è posto sulla terra oltre la Ka’ba attorno il quale la gente circoli. È il solo luogo in cui Dio ha ordinato che la gente circolasse; e non c’è bisogno di essere seguaci di Maometto, Mosè o Gesù. Dio non ha mai stabilito questa condizione; disse semplicemente che bisogna girare attorno la Ka’ba. Poi si possono officiare i riti di adorazione, che sia in forma di preghiera che abbiamo noi o quella che hano altri nella chiesa in diversa maniera. Uno può meditare e l’altro può fare movimenti, perché ognuno è libero di adorare Dio alla sua maniera. Uno può digiunare dalla mezzanotte al mezzogiorno per quaranta giorni, mentre un altro può digiunare dall’alba al tramonto per trenta giorni. Va bene per ciascuno digiunare e pregare nella maniera a lui prescritta, ma girare attorno la Ka’ba è preghiera comune.

Ora, non tutti i pellegrini visitano Al-Madina e non necessariamente visitano la tomba del Messaggero perché sanno che non è un rito di venerazione. Qualcuno la visita e altri no e non sono in colpa per questo. Si può visitare Gerusalemme o nem, visto che non è stipulato, e lo stesos vale per il Vaticano e per il Taj Mahal, ma girare attorno alla Ka’ba è l’unica stipulazione perché non è una visita, ma un rito di adorazione. È uno dei fatti che dissiperà la situazione distorta che prevale oggi assieme ai credi erronei.

Non possiamo tacere oltre di fronte agli errori, ai sofismi e alle eresie di cui siamo testimoni ora, quando sentiamo di Armageddon e del terrorismo, mentre vediamo coi nostri occhi la distruzione. Non possiamo permetterci di tacere oltre, perché chi conosce la verità la deve proclamare.

La seconda verità è che è un errore dire che i mussulmani sono seguaci di Maometto. Seguaci di Maometto non sono solo i mussulmani. Anche i seguaci di Gesù sono mussulmani e così i seguaci di Mosè, di Abramo, di Noè, di Idriss, di Saleh e di tutti i profeti. Ciò è detto nel Corano.

Forse lo Sceicco Al-Zanati o lo Sceicco Al-Dukali che, Dio li benedica, conoscono il Corano a memoria, possono aiutarci citando quei versi che ci dicono che mussulmani non sono solo seguaci di Maometto. In primo luogo, non ha forse il Corano detto che egli stesso era mussulmano?

La parola allo Sceicco Aldukali:

Intervento dello Sceicco Al-Dukali: Fratello Guida, c’è un verso santo che comanda al Messaggero, sia pace e benedizione a lui, di seguire l’esempio dei profeti che vennero prima di lui, come dice l’Onnipotente: “Questo è la nostra parola, che Noi abbiamo affidato ad Abramo contro il suo popolo. Alziamo di grado chi vogliamo. Certo il tuo Dio è Onnisciente. E gli abbiamo dato Isacco e Giacobbe, e ognuno l’abbiamo guidato noi, e prima avevamo guidato Noè; e del suo seme Davide e Salomone, Giobbe e Giuseppe, Mosè e Aronne. E anche in questo caso Noi premiamo chi ha fatto del bene: Zaccaria e Giovanni, Gesù ed Elia. Ognuno di loro era tra i giusti: Ismaele ed Eliseo, Giona e Lot. Abbiamo preferito ognuno di loro sopra tutti; anche tra i loro padri, tra i loro parent, tra i loro fratelli. E li abbiamo scelti, e Noi li guidammo sulla retta via. Ecco la guida di Dio. Egli guida attraverso colui che sceglie tra i suoi servi; se fossero stati idolatri, avrebbe punito loro e i loro atti.”

Colonnello Al-Gheddafi:Chiedo scusa, ma vogliamo il verso in cui si dice che anche Abramo era mussulmano.

 Sceicco Al-Dukali: Sì, eccolo: “Chi è guidato da Dio. Queste sono le istruzioni per il Messaggero di Dio, la pace e la benedizione di Dio scendano su di lui. Essi sono coloro a cui Dio ha segnato la via, quindi seguite la loro guida”. Ciò significa che egli deve seguire la loro guida così come deve seguire la guida di Abramo. “Certamente, Abramo era una nazione che obbediva a Dio, un uomo di pura fede e non un idolatra; e mostrò riconoscenza per la Sua benedizione. Egli lo scelse ed Egli lo diresse sulla retta via. E gli diede bene al mondo”.

Colonnello Al-Gheddafi: “Abramo inverità non era né ebreo né cristiano; ma era mussulmano e di fede pura e certamente non è mai stato idolatra”. Ciò significa che Abramo era mussulmano. Poi disse “E Abramo così impartì a Giacobbe e ai suoi figli: ‘Figli miei, Dio ha scelto per voi la religione; fate sì di non morire arrendendovi”. In altre parole, Giacobbe disse ai suoi figli di non morire se non mussulmani; e ciò successe prima di Maometto. Cosa dissero i sacerdoti di Faraone quando proclamarono la loro fede in Mosé e Aronne?

Sceicco Al-Dukali: Dissero: “Crediamo nel Dio di Mosé e di Aronne”.

 Colonnello Al-Gheddafi: C’è un verso che dice che proclamarono la loro adesione all’Islam.

Sceicco Al-Dukali: “E a Lui ci rendiamo”.

 Colonnello Al-Gheddafi: I sacerdoti di Faraone, quando riconobbero le meraviglie di Mosé, dissero: “Noi crediamo… nel Signore di Mosé e di Aronne”, che significa che Abramo era mussulmano. E quando la morte visitò Giacobbe, cosa disse egli ai suoi figli?

Sceicco Al-Dukali: “Perché, eravate testimoni quando la morte visitò Giacobbe? Quando disse ‘Chi servirete dopo di me?’ dissero: ‘Serviremo Dio e il Dio dei tuoi padri Abramo, Ismaele e Isacco, il Solo Dio; a Lui ci rendiamo”.

Il Capo: I figli di Giacobbe disssero al padre: “Adoreremo Dio come Mussulmani”. E i sacerdoti di Faraone, quando credettero al Signore di Mosé e di Aronne, dissero “Siamo mussulmani”. E anche Abramo disse “Io sono mussulmano. Chi crede in Dio è mussulmano”. Quindi, quando venne Maometto, chi lo seguì si unì a questa religione e io ho approvato l’Islam come vostra religione.

 Sceicco Al-Dukali: Oggi ho portato alla perfezione la vostra religione per voi, e ho portato a compimento le mie benedizioni su di voi e ho approvato l’Islam come vostra religione”.

Colonnello A-Gheddafi: In altre parole, disse loro: “Non adorate idoli. L’Islam prima di me è l’Islam di Gesù, Mosé e Abramo”. Orbene, perché diciamo che l’Islam è una religione universale? Perché ci sono idoli e c’è Iddio. Adorare gli idoli è adorare il diavolo, i pianeti, le immagini vili, i fenomeni naturali, ecc. Questa idolatria è la parte del Diavolo, mentre la parte di Dio è l’Islam, che sono coloro che credono in Dio. Tutti coloro che credono in Dio erano mussulmani prima di Maometto. L’ultimo gruppo che ha abbracciato la religione islamica, in esistenza dai giorni di Abramo, furono i seguaci di Maometto.

Altra inesattezza è quando si dice che: “I mussulmani sono terroristi… l’Islam è terrorismo”. Ciò significa che si disprezzano tutti quelli che credono in Dio, perché chi si rende a Dio è mussulmano. Se uno dice che i mussulmani sono terroristi, ciò vuol dire che lo sono anche i danesi, gli americani, i canadesi, gli australiani, gli indiani e gli arabi.

Maometto, sia su di lui la benedizione di Dio, non s’è mai rivolto a chi credeva in lui dicendo “O mussulmani”, ma si rivolse a loro come “fedeli”, “servi di Dio” e “popolo”. Si rivolgeva a loro così perché i mussulmani non sono solo quelli che credono in Maometto; invece, tutti quelli che credono in Dio sono mussulmani. Quando ci dicono che “per dio la religione è l’Islam”, ciò significa che chi crede a Maometto segue la religione giusta.

Perché Dio e la religione – siano di Gesù, di Mosé o di Abramo – sono Islam. Rendersi a Dio è la religione giusta agli occhi di Dio e chi non si rende a Dio non è mussulmano. Se qualcuno desidera una religione altra dall’Islam (sottomissione ad Allah) ciò non sarà mai accettato; e nell’Aldilà sarà tra le schiere di chi ha perso.

Chi sarà tra le schiere di coloro che hanno perso, e in chi non si accetterà mai tale scelta? È colui che non crede in Dio, perché colui che crede in Dio è mussulmano. Oggi noi siamo in una situazione positiva per mano dell’uomo, come la Sharia islamica. La Sharia non è islamica, ma il risultato di un’interpretazione discrezionale. C’è stato chi ha applicato la sua interpretazione discrezionale alle pene, un altro l’ha applicato alle procedure e un terzo ai provvedimenti preparativi per la Sharia.

Queste sono interpretazioni discrezionali che vengono chiamate Sharia Islamica, che però non è questa. La Sharia Islamica sono i libri sacri. La Sharia Islamica sono i testi rivelati. Quindi noi siamo davanti a tante distorsioni e falsificazioni.

Nella Bibbia si dice che Maometto è un profeta che viene dopo Gesù. Gesù disse ai suoi seguaci di seguire il profeta che fosse venuto dopo di lui “che confermerà la legge dopo di me”. Gesù disse ai suoi seguaci: “O figli di Israele! Io sono l’apostolo di Allah mandato a voi a conferma della Legge che venne prima di me e che dà la Buona Novella di un Messaggero che viene dopo di me, il cui nome sarà Amhad”. In altre parole, li stava avvertendo di un profeta che sarebbe venuto dopo di lui, così che lo seguissero.

Ciò significa che sarebbero stati felici quando avrebbero seguito quel profeta che sarebbe venuto dopo Gesù, per la Buona Novella; e la parola araba “Injeel”, nella Bibbia, significa Buona Novella. Dov’è scritto? Non è qui; vuol dire che qualcuno l’ha cancellato.

Ho detto che ci sono cose nel Cristianesimo, nel Giudaismo e nel Maomettismo, termine molto più preciso, che sono state distorte col proposito di opprimere il popolo, controllarlo e derubarlo dei suoi averi. Così crearono rituali e varie forme di controllo del popolo. Per esempio, se volete condurre le preghiere dovete coprirvi il capo. Chi l’ha detto? Perché chi conduce le preghiere non può avere il capo scoperto? Lo dicono perché il berretto distingue l’Imam (la guida delle preghiere) e sarebbe per lui come una corona.

Fa questo, vestiti così. No, Gesù non l’ha mai detto e nemmeno Mosè o Maometto, che si vestivano come la gente di Al-Medina o della Mecca. Era solito alzarsi la veste perché c’erano le paludi ad Al-Medina. Di solito piantavano palme, attingevano acqua, lavavano con l’acqua e costruivano moschee e case e quindi dovevano alzarsi la veste. Oggi c’è chi viene e si alza la veste dicendo che così emula il Profeta mentre cammina per il deserto senza paludi. E allora perché si alza la veste? Questa è ciarlataneria, non religione.

Per quanto riguarda il Corano, in questi giorni non si pensa al suo significato, ma ti sorprendono col modo corretto di recitarlo e col suono e l’amalgama delle consonanti. Quindi ci si sente in perdita e si pensa a come si può memorizzare tutto invece di chiedersi il significato del verso. Ci si preoccupa della pronuncia, anche se l’amalgama e il suono delle consonanti dovrebbero venire automaticamente. Quando si parla o si legge, due suoni simili che si incontrano si fondono automaticamente. Per esempio, quando si dice “kibbati”, per la verità si dice “kidbati”, perché la ‘d’ e la ‘b’ si fondono. Però parlano ancora di amalgama delle consonanti e dicono che questo suono diventa muto e che si pronuncia con la punta della lingua, ecc. Sono sicuro che lo Sceicco Al-Dukali ha passato una vita ha studiare la cosa.

Hanno anche fatto differenze tra moschee. Non sappiamo se i Sunniti o gli Sciiti abbiano la loro moschea. In Nigeria i seguaci di Maometto bruciano chiese e i seguaci di Gesù bruciano moschee. Questi sono infedeli: una chiesa è una casa di preghiera e così è una moschea. Se si crede in Dio, allora come si può bruciare un luogo dove il Dio in cui si crede è adorato? Bisogna invece avere tale luogo come sacro e riverire il popolo perché adorano Dio, sia in una moschea sia in una chiesa. Bisogna gioire e dire: “Questi sono credenti come me e adorano Iddio e non il Diavolo”. Però succede il contrario e ciò è dovuto a scarsa comprensione della religione.

Allo stato attuale, la religione è piena di difetti. Ci sono anche tante cose nascoste. Vogliamo ricercare nella Bibbia ogni menzione di Maometto. Dio ci disse che Gesù disse che portò la buona novella di un profeta chiamato Maometto che sarebbe venuto dopo di lui.

Se Mosè fosse stato vivo alla venuta di Gesù, lo avrebbe immediatamente seguito. Lo puoi chiamare cristiano o come vuoi, ma anche Mosè avrebbe seguito Gesù e si sarebbe accordato ai suoi insegnamenti. Inoltre, se Gesù fosse stato vivo al tempo di Maometto, l’avrebbe seguito subito. Se vogliamo parlare di religione, allora questa è la religione. Dovremmo eliminare sciovinismo, razzismo, colonialismo e bigotteria. Un luogo di preghiera è dove si prega Iddio, ed è lo stesso Dio.

Lasciamo che disprezzino i mussulmani e dicano: “i mussulmani sono terroristi”. Non dovremmo mai replicare. I seguaci di Maometto non dovrebbero parlare perché la parola “mussulmano” non denota solo loro, ma tutti i gli altri seguaci delle religioni monoteiste. Quando si disprezzano i mussulmani, si disprezzano i seguaci di Maometto, di Gesù, di Mosè, di Abramo e di Noè. Lasciamoli dire quel che vogliono. I seguaci di Maometto sono solo un gruppo di quei mussulmeni che seguirono Mosè, Gesù, Giacobbe, Isacco, Ismaele, Abramo, Zaccaria, Giovanni ed Elia. Tutti gli altri sono mussulmani.

Quando disprezzano il Profeta Maometto, che venne per tutti i popoli, disprezzano il loro vero profeta. In Danimarca non hanno forse disprezzato il Profeta Maometto? Hanno disprezzato il loro profeta, perché Maometto è il profeta degli arabi, dei danesi, degli australiani, dei canadesi, dei latinoamericani e di tutti, perché fu l’ultimo dei profeti.

Se i seguaci di Maometto non credono in Gesù e negli altri profeti, allora non possono essere detti veri credenti, perché noi non facciamo differenza tra i profeti. A questo proposito, il Corano dice: “loro: e ci inchiniamo ad Allah (nell’Islam)”. Noi crediamo ad Allah e alla rivelazione data a noi, e ad Abramo, a Ismaele, Isacco, Giacobbe e le tribu, e quindi a Mosé e a Gesù, e a quella data a tutti i profeti dal loro Signore. “Non facciamo differenza tra l’uno e l’altro, e a Lui ci rendiamo.”

Se non vi piace, allora non credete a Maometto, perché chi crede a Maometto deve credere a Gesù, Mosé, Isacco e Ismaele. Deve credere a loro e non fare mai differenza tra loro.

Se Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe, Mosé e Gesù fossero vivi oggi, la nostra situazione sarebbe molto diversa. Noi avremmo trovato che i profeti erano fratelli e saremmo stati tutti mussulmani, credenti in un solo Dio. Per coloro che non credessero, la loro stima finale verrà nel Giorno del Giudizio. Se così fosse stato il caso, non avremmo i problemi attuali. Comunque, poiché così non è, il popolo sfrutta la religione per creare sette e denominazioni diverse e causa discordia tra la gente così da poterla sfruttare.

E ricordate, Gesù, figlio di Maria disse: “Figli di Israele, io sono l’apostolo di Allah mandato a voi a conferma della Legge che venne prima di me e vi do la Buona Novella di un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà Amhad”. E disse a Maometto di dire non “O arabi”, ma “o popolo” e “O popolo, io sono il Messaggero di Dio presso tutti voi”.

Per coloro che stanno in Asia, Europa, Africa, Americhe e Australia e negli oceani, Maometto è il profeta di tutti loro. Non si è rivolto solo agli arabi, ma ha detto “Popolo, io sono il messaggero di Dio per tutti voi”. Dice loro che viene nella tradizione di Gesù e Mosè e che essi erano suoi fratelli e che questi erano libri sacri e parola di Dio, in cui debbo credere per poter essere mussulmani.

Perché nella Torah e nella Bibbia non si fa menzione di Maometto? Ciò significa che qualcuno si è messo a cancellare ogni riferimento a Maometto e che ne dovrà rispondere nel Giorno del Giudizio. È un peccato grave, perché dio disse qualcosa e qualcuno la cancellò. Se togliessimo una parola sola dal Corano “dovremmo farti provare una parte eguale di castigo in vita e una parte eguale in morte”: Dio punirebbe chiunque facesse ciò tante volte in vita quante in morte. Gesù ricorre venticinque volte nel Corano e nessun seguace di Maometto potrebbe togliere quel riferimento a Gesù. Se mai qualcuno volesse farlo per lui sarebbe un inferno, perché come si potrebbe mai cancellare una parola che Dio ha detto venticinque volte?

Nel Corano, Mosé ricorre centotrentotto volte e Maria trentotto; e non si possono cancellare. Così il Corano ha delle belle cose da dire sui cristiani, sugli ebrei e sui loro profeti che nessuno potrà mai cancellare. Perché non hanno detto: “No, queste vanno cancellate; dite che solo Maometto e i suoi profeti erano il popolo eletto da Dio”? Ciò sarebbe blasfemia, ma la Torah e la Bibbia vennero scritte molto prima di Gesù.

Ora vediamo la Torah e la Bibbia, in cui si fa menzione di Maometto. “Coloro che non credono e sbarrano la via verso Dio e la Santa Moschea e che abbiamo nominato eguali tra gli uomini”. Quindi chiunque impedisca ai cristiani e agli ebrei o ai seguaci di altre religioni di circolare attorno alla Kaaba è un miscredente.

“I miscredenti, che sbarrano la via verso Dio e la Santa Moschea e che abbiamo nominato uguali tra gli uomini, siano essi locali o provenienti dai territori circostanti…” cioè i residenti dell’area e i visitatori e tutti che hanno un proposito sacro. Attenti: abbiamo dato ad Abramo il sito della Casa Sacra dicendo: “Non associate nulla alla devozione verso di Me; e santificate la Mia Casa per quelli che vi circolano attorno, o restano in piedi, o si inchinano o si prostrano (quindi in preghiera)”. “E abbiamo proclamato il Pellegrinaggio tra gli uomini e verranno a te a piedi e a cavallo di ogni animale verranno dalle più profonde rovine”. Ciò significa che verranno dall’Australia, dal Canada, dalla Svizzera e dalla Finlandia. Ciò si richiedeva duecentocinquant’anni prima di Maometto: “Dalle più profonde rovine” significa da ogni remoto angolo, e non solo gli arabi che credevano in Maometto.

Quando veniamo a coloro che credono in Gesù, sia pace a loro, essi celebrano il giorno della sua nascita e il giorno della sua circoncisione; credono veramente nella missione di Gesù. Cosa disse Gesù quando salì sulla montagna e si rivolse alla gente? Disse: “Beati i miti, perché erediteranno la terra”. In altre parole, chiede al popolo di essere degno e mite, non colonialista, terrorista, bigotto, pieno d’odio per le altre nazioni o invasore e saccheggiatore.

“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”. Verso chi Iddio non ha misericordia? Ha misericordia per chi ha misericordia verso gli altri. E per quelli che distruggono la gente, colpiscono con razzi, bombe intelligenti e missili cruise, schiacciano bambini contro i cingoli dei carri armati, sono questi misericordiosi? Questi Egli punirà perché non sono tra i misericordiosi e violano gli insegnamenti di Gesù. “Beati i miti, perché erediteranno la terra; e beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. Chi è puro di cuore vedrà Dio. E per quelli dal cuore nero, che commettono genocidi, che odiano l’umanità e occupano territori, riducono la gente a schiavi e li trattano come animali, essi non vedranno Dio.

Chi vedrà Dio saranno i puri di cuore, i cui cuori saranno immuni da colonialismo, odio, invida e disprezzo. Questo è il popolo che vedrà Dio. Chi seguirà Gesù sarà puro di cuore, misericordioso e mite. Se crede in Gesù ed è un vero cristiano, questi saranno i suoi principi.

Ma dove sono i suoi insegnamenti, in vista di quanto succede oggi in Iraq, a Guantanamo e in Palestina, e di cosa è successo in Vietnam, nelle Filippine, nelle due guerre mondiali, e dell’uso delle bombe atomiche in Giappone. Hanno il diritto di dire “Siamo cristiani”? Mai!

Beati gli oppressi, perché entreranno nel Regno di Dio, non i saccheggiatori e i tiranni della terra. Loro non hanno posto in Paradiso; verranno invece consegnati nel pozzo più profondo dell’Inferno.

Gesù dice: “A chi vi prende il mantello non rifiutate nemmeno la tunica”. E disse loro: “Avete sentito detto ‘occhio per occhio e dente per dente’” perché lo si trova nella Torah, “ma io vi dico che a chi vi dà uno schiaffo dovete porgere l’altra guancia”. “Per chi fa un passo verso di voi, voi dovete fare un miglio verso di loro”. In altre parole, se qualcuno vuole farvisi amico, cooperare con voi, finire la sua lite con voi e fare un passo verso di voi, voi dovete fare un miglio verso di lui. Questi sono gli insegnamenti di Gesù. A loro disse anche: “Nessuno può servire due padroni… Non potete servire Dio e il denaro”. Come può il capitalismo oggi essere compatibile con gli insegnamenti di Cristo?

Abramo stesso era solito adorare il sole, la luna e le stelle. Non si può fargliene una colpa, perché arrivò a conoscere Dio solo quando Dio gli si rivelò. Dio gli disse: “Li ho creati tutti: il sole, la luna e le stelle che tu adori, e il mondo intero”. Quindi Abramo disse: “Ora ho visto la luce”.

Arrivammo a conoscere la resurrezione, il Giorno del Giudizio e il Paradiso e l’Inferno quando Dio ce lo disse. Altrimenti saremmo ancora rimasti al buio. La sola religione a cui dovremmo aderire è la religione di Dio. Ma se si disobbedisce alla Parola di Dio, allora riguarda solo noi e dobbiamo assumerci la nostra responsabilità.

Nessuno può cambiare nulla nel Corano; altrimenti non saremmo qui. Il Corano dà la colpa a Maometto e parla di Gesù, di Mosé e degli ebrei. Forse all’epoca c’erano guerre e comunque Maometto non poteva cancellare le frasi a loro favore e nemmeno gli scribi che poi redassero la rivelazione o i mussulmani fino al Giorno del Giudizio. Se qualcuno cancellasse una parola del Corano verrebbe consegnato all’Inferno.

Quindi siamo sicuri che questo libro sia veritiero perché ci sono cose in esso che conosciamo solo perché Dio le ha dette a noi. Inoltre, ci sono cose che Maometto non avrebbe potuto mettere di suo, perché non gli sono favorevoli. Egli gli disse: “Come poco saresti stato propenso a loro se non ti avessimo rinforzato”. E gli disse: “In tal caso dovremmo farti provare parte eguale di castigo in vita e in morte”. Questo verso venne rivelato a lui ed egli lo ripeté a tutti. Perché non lo cancellò? Perché non poteva.

Ora arriviamo in breve ai problemi che proviamo oggi e che potrebbero essere dovuti alla ciarlataneria tipica della religione e al fraintendimento della stessa. Siamo giunti a definire mussulmani i seguaci di Maometto, cristiani quelli di Gesù ed ebrei quelli di Mosè. Abbiamo adottato norme di abbigliamento che ci separano gli uni dagli altri e costruito templi diversi. Comunque, nel passato non si poteva distinguere una chiesa da una moschea.

Poi vennero il razzismo e il colonialismo e con loro chi voleva controllare l’umanità. Chiunque voglia che la gente lo segua come un gregge cerca di sfruttare la religione. Dicono: “Costruitevi il tempio per farlo differente dai templi degli altri”. E ora bruciano i templi degli altri in Nigeria e in Palestina. Gesù non ha portato con sé una statua sua e di Maria per metterle in un tempio. Ciò è avvenuto più tardi. Le preghiere, i digiuni, le elemosine ai poveri e i pellegrinaggi alla Kaaba sono riti comuni di adorazione prescritti da tutti i profeti. Il resto è uno sviluppo più tardo. E anche quando la gente si fa il segno della croce fanno qualcosa che Gesù non ha mai fatto; perché significa il crocifisso, ma Gesù non ha mai pregato così. Poiché non c’erano crocifissi allora, questo dev’essersi sviluppato dopo la morte di Gesù, sia pace a lui.

È come quelli che citano i detti del Profeta. Se Dio avesse voluto dirci qualcosa, non ce l’avrebbe detto nel Corano? Questa è un’imitazione del Talmud ebraico. Dicono che queste sono le leggi delle tavole, ma il Talmud non era scritto. Qual è la differenza tra le tavole e il Talmud? Se Dio lo dice, allora è lo stesso. I problemi che ci affliggono oggi sono il risultato degli errori in cui le religioni incorrono. Se una rivoluzione culturale o religiosa si desse oggi, allora, forse, la vita umana sulla terra migliorerebbe e la pace, l’armonia e l’amore prevarrebbero. Altrimenti, continueremmo nella corsa alle armi, nell’inimicizia e nell’odio e nel distruggerci gli uni gli altri con le bombe nucleari.

Purtroppo, in questa felice occasione che riunisce assieme i seguaci di tanti profeti diversi, l’umore è rannuvolato da eventi come i fatti di Palestina e Irak, Abdul Basset Al Megrahi, le infermiere bulgare e Saddam Hussein. Queste sono tragedie. Guardate cosa sta succedendo in Palestina, Afghanistan e Iraq. Queste sono catastrofi che non possiamo ignorare.

Da un lato dicono che non ci dovrebbe essere interferenza nella funzione delle corti. Se un traditore e un lacché dell’imperialismo è arrestato e condannato dalla corte a morte o alla prigione, dicono, “Non avete rispetto per le regole della legge e per le corti. Avete inverferito nel lavoro delle corti e non avete consentito loro di svolgerlo. Perché avete interferito e detto alla corte di condannarlo a morte?”

Bene: abbiamo permesso alla corte di decidere in libertà. Però hanno detto: “Avreste dovuto interferire, cambiare la sentenza, prosciogliere le infermiere bulgare e liberarle subito!” Noi abbiamo risposto: “Questo è quanto deciso dalla corte”. Hanno detto: “No, non vogliamo sentirlo. Proscioglietele”. Noi abbiamo detto: “Non avete detto che la legge dovrebbe regnare suprema e che bisogna stare alle decisioni della corte?”

Quindi le procedure, gli standard e le relazioni tra gli stati sono state sovvertite. C’è un punto che non ho ancora svolto perché è duro e molto triste. In primo luogo, è molto dolorosa un’accusa di omicidio per gli angeli della misericordia e per i medici che curano la gente. È intollerabile, inconcepibile e incredibile. Come può un’infermiera chiamata angelo della misericordia uccidere un bimbo?

Il quesito è se l’equipe medica è stata trovata colpevole o no. Se è stata trovata colpevole dovrebbe essere condannata a morte. Ciò è elementare. Sta alla corte decidere se qualcuno ha commesso un omicidio premeditato oppure no, o se qualcuno ha commesso una rapina o no. Se viene trovato colpevole, va punito, e se non è trovato colpevole va prosciolto.

Questa è la prima volta che parlo di questa storia. Non è importante se le infermiere di Benghazi saranno condannate a morte o no. Se qualcuno ha commesso un crimine punibile per legge con la morte, la corte deve condannarlo a morte. Se il crimine è punibile col carcere, la corte deve condannare il colpevole a un periodo in carcere. Fin qui ciò non risolve la questione. La questione è se i membri dell’equipe medica sono stati accusati di aver deliberatamente iniettato il virus dell’AIDS ai bambini libici. Sono stati trovati colpevoli e quindi condannati a morte. Questa è una questione secondaria e non c’entra comunque col caso.

Che siano stati condannati a morte o no non è rilevante per me. Chiunque perpetra un crimine deve esserne ritenuto resposabile. È un altro problema. Il quesito importante è: perché voi, membri dell’equipe medica, iniettate il virus dell’AIDS ai bambini? Questo è quanto vogliamo sapere, ma non abbiamo risposta. Chi ve l’ha ordinato? Chi ve l’ha detto? Qualcuno è venuto da voi? È stato il servizio segreto libico, quello americano, quello israeliano a venire da voi, a darvi la fiala e a dirvi di fare le iniezioni ai bambini?

Dobbiamo scoprirlo. Se è provato che le infermiere hanno deliberatamente iniettato il virus dell’AIDS ai bambini e quindi sono state condannate a morte, allora ciò non è importante. Le dovremmo condannare a morte se avessero veramente compiuto questo atto deliberatamente. In tal caso, la condanna a morte è conclusione scontata. La pena va impartita sia che si tratti di bulgare, libiche o pachistane. Il nocciolo della questione è capire perché le infermiere hanno iniettato il virus ai bambini. Se è provato che era il risultato della negligenza o dell’ignoranza del fatto che la fiala o il sangue fosse contaminato col virus dell’AIDS, allora è un chiaro caso di negligenza e di mancanza di precauzioni proprie. Comunque, se era provato che era un atto doloso, perché l’hanno fatto?

Perché avete iniettato il virus dell’AIDS ai bambini deliberatamente? Spiegateci quali interessi avete, come equipe medica, a uccidere 400 bambini. Che interesse ha la Bulgaria o la Palestina affinché voi iniettiate il virus dell’AIDS ai bimbi libici?

È essenziale che conosciamo gli interessi delle infermiere e del medico nella morte dei 400 bimbi libici. Debbono informarci del loro interesse nell’uccidere 400 bimbi libici. Come serve gli interessi della Bulgaria sei l’equipe medica bulgara uccide 400 bambini? Se qualcuno è venuto a dir loro di iniettare ai bambini il virus dell’AIDS, diteci chi è. L’avete fatto deliberatamente, ma da dove v’è venuta l’idea? Chi ve l’ha ordinato? Deovete dirci quale servizio segreto vi ha dato la fiala. Ecco il quesito che ancora non ha risposta e la cui risposta è necessaria. Perché avete fatto quelle iniezioni deliberatamente? Chi ve l’ha ordinato? Come ne uscirete? Vi hanno dato denaro? Vi hanno minacciato? Resta un enigma.

Per me, l’enigma è più importante del caso in sé. Che siano condannati a morte o no o rilasciati o no, è del tutto irrilevante. È invece rilevante che motivo ha spinto l’equipe medica a iniettare deliberatamente il virus dell’AIDS ai bambini. Chi gliel’ha ordinato? Chi gli ha dato il virus? Come l’hanno ottenuto? Ciò è molto importante perché potrebbe accadere ancora domani. Non mi interessa che l’equipe sia libica, bulgara o finlandese. Non è importante per me. Ciò che per me è importante è che un’equipe medica ha commesso un atto deliberato secondo il verdetto della corte e noi vogliamo conoscere perché l’ha fatto.

Abdul Basset Al-Mugrahi finì sotto processo in una corte la cui competenza venne messa in discussione da giudici, avvocati e osservatori internazionali che assistettero al processo. E dissero che nella corte c’erano elementi dei servizi segreti dello stato di nazionalità dell’aeroplano e dello stato di nazionalità delle vittime. Ciò significa che la corte non è valida. Il Movimento Non-Allineato, la Lega Araba, la Organizzazione della Conferenza Islamica e le Nazioni Unite hanno detto che Abdul Basset è un ostaggio politico e che non è stato condannato. Gli osservatori internazionali hanno detto che gli elementi di un certo servizio segreto erano presenti in aula e parlavano sottovoce ai giudici.

La competenza della corte che istituì il procesoo ad Abdul Bassett venne messa in discussione, ma nessuno dice che egli debba essere rilasciato. Chi l’ha condannato dice che tutto è finito perché la corte ha già prounciato la sentenza.

Perché non dite che il tribunale di Benghazi ha già pronunciato la sentenza? Piuttosto dite che l’equipe medica dovrebbe essere rilasciata a prescindere dalle decisioni della corte. Anche noi diciamo che Abdul Basset dovrebbe essere rilasciato a prescindere dalle decisione della corte di Scozia. Così dovrebbe essere; voi dite: “No, non verrà rilasciato”. Bene: allora nemmeno questi verranno rilasciati.

Sono standard corrotti. Come si può stabilire amicizia, cooperazione e pace se di norma si usano due pesi e due misure?

Chi dice che si debba stabilire un fondo a cui gli stati contribuiscano per compensare le famiglie e curare i bambini ingannano il mondo intero. Questa è una menzogna, perché nel fondo non c’è niente. Esponiamo al pubblico quegli stati che hanno detto d’aver istituito un fondo e di avervi contribuito per far fronte ai problemi dei bambini. È una menzogna. Il fondo è vuoto e nessuno stato o ditta ha mai versato contributi.

Ora veniamo a un problema che preoccupa il mondo intero. Saddam Hussein è stato condannato a morte. Quando si eseguirà la sentenza? C’è chi dice che avverrà domani e altri dicono dopodomani.

Primo, Saddam Hussein è prigioniero di guerra destituito dalle forze di invasione straniere e non dall’esercito iracheno o dal popolo iracheno. Un’occupazione straniera ha preso possesso del paese e del suo Presidente. Il Presidente venne messo in cella mentre il paese cadeva sotto l’occupazione e patì il genocidio. Così fu.

Il suo processo non fu valido perché era prigioniero di guerra, come era riconosciuto dalla potenza occupante che l’ebbe arrestato. Le Convenzioni dell’Aja e di Ginevra stipulano che è prigioniero di guerra. E allora come lo si può mettere sotto processo? Una volta compiute le operazioni militari, lo si sarebbe dovuto rilasciare.

Se supponiamo, tanto per parlare, che debba essere messo sotto processo, le potenze che l’hanno catturato, gli USA e il Regno Unito, dovrebbero metterlo sotto processo. Ma non è valido che sia processato da una corte irachena. Tale corte è una farsa.

Omar Al-Mukhtar venne arrestato dagli italiani. Non istituirono una corte libabese e chieserlo di processarlo. Gli italiani formarono la loro corte nominale e lo condannarono immediatamente a morte. Occuparono il paese, arrestarono il leader della resistenza e lo condannarono a morte. Tale è la natura della tirannia e del colonialismo e la storia ricordò il martire Omar Al-Mukhtar che cadde in battaglia e venne assassinato dall’Italia.

Se vogliono uccidere Saddam Hussein, che l’America e l’Inghilterra lo facciano e se ne assumano la responsabilità. Che mandino generali americani e inglesi, che istituiscano una corte nominale e lo ammazzino. “Tu, Saddam Hussein, eri Presidente dell’Iraq e hai costruito una bomba nucleare che noi non abbiamo trovato. Abbiamo distrutto il tuo paese e ti abbiamo arrestato. A prescindere dalla nostra prospettiva ora, non ti vogliamo; vogliamo ucciderti e sbarazzarci di te.”

Che si assumano con coraggio le loro responsabilità di fronte al mondo e lo ammazzino. Ma dire: “Forza iracheni: processate Saddam Hussein” è una burla. Chi credono di far fessi? È una farsa. Che ha l’Iraq a che fare con Saddam Hussein quando è occupato? Tutti gli iracheni subiscono l’occupazione, anche i giudici, gli edifici, le leggi e tutto quanto hanno. Anche il giudice è schiavo e sotto occupazione, con la sua casa il suo ufficio, le sue leggi e tutto quanto ha.

Come si possono rompere i trattati internazionali? Se questo mondo ha ancora una coscienza, e, purtroppo, io stesso sono tra i responsabili in questo mondo basso e degradato, il caso di Saddam Hussein dovrebbe essere portato di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per un consulto.

Forse che la Corte Internazionale di Giustizia non può decidere, sulla base del diritto internazionale, su come affrontare un tale caso? La Corte Internazionale può dare un’opinione di stima riguado l’illegittimità della corte istituita dagli americani in Iraq e la sua mancanza di diritto di processare e condannare Saddam Hussein.

Che la Corte Internazionale si pronunci così e che l’Assemblea Generale dell’ONU entri in sessione e quindi si pronunci. È il Parlamento del mondo e vogliamo che il Parlamento del mondo si pronunci, perché la corte che l’ha processato non solo è stata messa in discussione non solo come procedura, ma anche nella sua stessa validità. Che la Corte Internazionale ci informi se un prigioniero di guerra può essere messo o no sotto processo. Vorremmo anche sapere se i massacri perpetrati ogni giorno sono punibili ai sensi dei trattati internazionali o no. Chi ne è responsabile? Come mai scoprono centinaia di corpi bendati di sconosciuti ogni giorno? Chi sta usando le auto-bomba? Chi colloca le mine? Perché non li identificano se sono una delle organizzazioni di resistenza? Perché non dichiarano: “Noi siamo la resistenza tal dei tali, sciita, sunnita o che?”

Potrebbero dire: “È il nostro nemico e l’abbiamo fatto”. Ma non c’è responsabilità da rivendicare per nessuna operazione. Perché tutte queste operazioni anonime mentre le altre operazioni del mondo sono identificate? Anche Al-Qaeda, che considerano un’organizzazione terroristica, rivendica la responsabilità delle sue operazioni. L’IRA, l’Esercito Repubblicano Irlandese, classificato come organizzazione terrorista, rivendica la responsabilità delle sue operazioni. Tra i baschi, l’ETA rivendica la responsabilità delle sue operazioni. Anche Al-Zarqawi e gli altri considerati terroristi rivendicavano la responsabilità delle loro operazioni

Vogliono mostrare che sono capaci di colpire il nemico e che hanno una leadership efficace e che è nel loro interesse annunciare queste operazioni. Perché nessuno rivendica le operazioni che ogni giorno hanno luogo in Iraq, che tolgono centinaia di vite? Chi sta uccidendo gli esperti e gli scienziati? Che cos’hanno a che fare sciiti e sunniti con uno scienziato o un docente? Un docente di chimica è trovato assassinato? La chimica ha forse a che fare qualcosa con sciiti e sunniti? Il tizio ha insegnato chimica a sciiti, sunniti e quant’altro.

Come può il mondo celebrare questi come giorni gloriosi, i 2006 anni trascorsi dalla nascita di Cristo e i 1374 anni passati dalla morte dell’ultimo dei profeti, mentre una tragedia si spiega sotto i nostri occhi? Cristo disse: “Avete sentito dire ‘occhio per occhio e dente per dente’, ma io vi dico, a chi vi dà uno schiaffo porgete l’altra guancia’”.

Come si può rimanere in silenzio quando si sente ogni giorno della orte di centinaia di iracheni? Qual è la ragione di questo genocidio? Questo è assassinio di massa contro la razza araba. È una campagna di annientamento contro gli arabi e come tale dovrebbe essere documentata.

Vogliamo che la Corte Internazionale e l’Assemblea Generale dell’ONU si pronuncino sul caso di Saddam Hussein e sul problema del genocidio. Chi ne è responsabile? Qualcuno deve esserne ritenuto responsabile e quindi processato.

D’accordo, Saddam Hussein venne processato per il massacro di Al-Dujeil. Ci informano che ci furono centoquaranta vittime. Comunque, ora ci sono centoquarantamila vittime. Chi verrà processato per i mille Dujeil perpetrati ogni giorno? O quello di Saddam Hussein è criminale e gli altri che succedono van bene?

Che farsa è questa? Dov’è il Papa? Dov’è la Chiesa? Dov’è Gesù? Dov’è Mosè? Dov’è Maometto? Dov’è Budda? Dov’è Zarathustra? Dov’è Confucio? Dov’è la coscienza del mondo? Che mondo ipocrita è questo? Se solo quelli che hanno commesso questi crimini uscissero alla luce e confessassero, allora il mondo potrebbe parlare e chiamarli per quello che sono.

Questo è un genocidio, che è punibile secondo il diritto internazionale di fronte alla Corte Criminale Internazionale e secondo tutti i trattati che combattono i crimini contro l’umanità.

Non c’è dubbio che ciò che sta avendo luogo in Iraq è un genocidio. Dopo vent’anni Saddam Hussein è accusato di aver ucciso centoquaranta persone e ora ne muoiono centoquarantamila al giorno. Quanti Saddam si possono trovare per i Dujeil che hanno luogo oggi?

È naturale che il mondo abbia paura. È un mondo ipocrita e meschino, senza importanza e pieno di chiacchericcio inutile. È un mondo codardo, spregevole e incapace di dire la verità. Ci sono diavoli muti tra gli aderenti a tutte le sette e le religioni e in tutte le nazioni e in tutti i popoli. Sono insignificanti e spregevoli. Come può il mondo starsene zitto di fronte a tutti questi massacri?

Infine, in questa occasione, copie del Libro Bianco saranno distribuite agli ambasciatori e ai distinti capi delle chiese. Il Libro Bianco è la soluzione radicale, migliore e definitiva ai problemi del Medio Oriente e della Palestina.

Non c’è altra soluzione che l’istituzione di un solo stato. Chi parla di due stati sta perdendo tempo, non è serio e non sa nulla della Questione. Non conoscono né l’area geografica né la gente. L’area situata tra il Giordano e il Mediterraneo non potrà mai ospitare due stati. Sarebbe un sacrificio per gli ebrei e per i palestinesi. Chi parla di due stati non ha a cuore il futuro né degli ebrei né dei palestinesi.

Cossiga, Presidente dell’Italia, una volta disse a un mio inviato: “Senta! A noi non interessa cosa succede ai palestinesi e agli ebrei domani, non ci interessa nemmeno se vanno all’inferno. Ciò che ci interessa oggi è che vogliamo istituire la pace nei nostri giorni. Possiamo istituire due stati o cos’altro. Comunque, se questa pace si rivela poi una bomba a orologeria, allora che saltino in aria entrambi”. Così la vedevano. Avrebbero voluto dire: “Il problema della Palestina venne risolto durante il governo del Presidente tal dei tali. Aprimmo i negoziati e li risolvemmo. Se dopo di ciò si sono annientati a noi non interessa”. Così chi parla di due stati inganna gli ebrei e i palestinesi.

Uno stato ebraico non potrebbe sopravvivere con uno stato palestinese accanto. Leggete il Libro Bianco; è convincente. Comunque, se gli israeliti stessi lo rifiutano, ciò significa che il movimento sionista è un movimento razzista e si autocondannerebbe come movimento razzista religioso.

Dobbiamo accettare l’ ‘altro’. Dobbiamo accettare i palestinesi. Dobbiamo accettare i cristiani, i mussulmani, i drusi e tutti gli altri. Questo stato sarebbe una mescidanza come il Libano. Il Libano è uno stato e ci sono quote, ma non si annientano a vicenda; alla fine della giornata, tale stato sarebbe un altro Libano, uno stato armonioso come ogni stato unico.

Perché non può esserci un solo stato chiamato “Isratina”o come volete? Perché non uno stato solo? Se gli israeliani dicono “no”, ciò significa che vogliono chiudere la porta in faccia alla pace.

Nella città storica di Agadez il Fratello, Leader della Rivoluzione, guida i capi di stato e gli altri mussulmani in preghiera durante la nell’Anniversario dell Nascita del Suggello dei Profeti di Dio, Maometto

Nella città storica di Agadez il Fratello, Leader della Rivoluzione, guida i capi di stato e gli altri mussulmani in preghiera durante la nell’Anniversario dell Nascita del Suggello dei Profeti di Dio, Maometto (Pace e Lodi a lui).
A lui rivolgeremo pace e preghiere. (Allah e i Suoi angeli diedero benedizioni al Profete. Credenti! A lui rivolgete le vostre benedizioni e salutatelo con tutto rispetto 33.56) A tutti i messaggeri di Dio è conferita la pace. Solo Maometto si distingue per la pace e la benedizione. Sento tanti predicatori dire: “Come hai benedetto Ibrahim”.

È sbagliato. Le benedizioni sono solo per Maometto. Dio purificò la famiglia del Profeta, però non disse mai “pace e benedizione su di loro”. La pace e la benedizione sono solo di Maometto. L’altro segno di distinzione che l’Onnipotente ha dato a Maometto è che il suo messaggio è stato l’ultimo tra i Rivelati da Dio. Perciò egli è il Sigillo dei Profeti.

Tale era la volontà di Dio e la verità divina rivelata nel Corano. È scorretto e improprio descrivere Maometto in termini riservati per altri profeti. Per lui è sufficiente essere il Sigillo dei Profeti e che la benedizione di Dio sia conferita su di lui. Nel Corano, Dio gli dice: (Dice: “Umanità! Io sono mandato su di voi come Messaggero di Dio” 7:158). Per quanto riguarda Gesù, il Corano dice (Gesù, figlio di Maria, disse: “Figli di Israele! Io sono il Messaggerò di Allah presso di voi” 61:6)

Egli dice anche che Gesù venne mandato tra i Figli di Israele. Gesù (pace a lui) non venne mandato in Asia, in Europa, in America o in Africa. Le popolazioni di questi continenti non hanno alcun interesse nel messaggio di Gesù mandato ai soli Figli di Israele per rettificare il canone di Mosè. Gesù disse ai Figli di Israele: “Io vengo a confermare la Torah che venne prima di me e a dare la buona novella del Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà Ahmad. 61:6”

Dov’è la Bibbia che contiene le parole di Dio a Gesù? Non esiste. La vera Bibbia fa menzione del nome di Maometto. La Bibbia che ora abbiamo non contiene il nome di Maometto che viene mandato dopo Gesù. Perciò non èd la Bibbia autentica rivelata da Dio a Mosè e a Gesù. Venne scritta secoli dopo Mosè e Gesù.

C’è una Bibbia nota come la “Bibbia di San Barnaba”. Fa menzione di Maometto. Sembra essere quella autentica. Però venne obliterata. È scomparsa dalla superficie della Terra senza lasciar traccia. Gesù venne mandato solo ai Figli di Israele. Maometto venne mandato a tutta l’Umanità. Il messaggio di Gesù non riguarda altre nazioni che Israele.

Invece, il messaggio di maometto le riguarda tutte perché egli venne mandato a tutti i popoli ed era il Sigillo dei Profeti, In quest’epoca di scienza e informazione la gente deve conoscere la verità e i fatti per quanto riguarda la religione. Certamente dobbiamo credere in Gesù come profeta dei Figli di Israele.

Dobbiamo credere che la sua nascita fosse un miracolo divino. Per non lasciare dubbi in mente a Figli di Israele sulla missione divina di Gesù e sulla buona novella che dà del messaggero che verrà dopo di lui, Dio ha dato a Gesù l’abilità di fare miracoli incomparabili con qualsiasi altro profeta.

Per grazia di Dio, Gesù ha riportato i morti in vita, ha guarito gli ammalati e ha mandato cibo dal Cielo per gli affamati. Nel Corano, Dio dice che Maometto venne mandato per salvare l’umanità intera. Egli chiede ai seguaci di Mosè e di Gesù di seguire Maometto del cui nome si fa menzione nella Bibbia.

La Bibbia che abbiamo oggi non fa menzione di Maometto; percìo non è la Bibbia auttentica. Oggi il nostro calendario inizia con la nascita di Gesù. È comprensibile perché la sua nascita fu un miracolo divino. Ma perché non cominciamo il calendario con la morte di Maometto? Anche la sua morte fu un evento di proporzioni cosmiche.

Ful la morte dell’ultimo profeta mandato da Dio. Con la sua morte, il Cielo si zittì completamente e smise di comunicare direttamente con gli umani fino al Giorno del Giudizi. Dall’epoca di Adamo a quella di Maometto, il Cielo è sempre stato in contatto con la Terra attraverso i messaggeri mandati da Dio. Tutto cìo terminò del tutto con la morte di Maometto.

Per 1375 anni non ci furono altre rivelazioni divine all’Umanità. Quindi il calendario deve cominciare con la morte di Maometto, evento cosmico memorabile. Da ora in poi, il mondo dovrebbe dire che sono passati 2007 anni dalla nascita di Gesù e 1375 dalla morte di Maometto, il Sigillo dei Profeti. Perché il calendario comincia con la nascita di Gesù e non la morte di Maometto? La ragione è che i mussulmani sono deboli e sconfitti.

Stiamo ora correggendo gli errori e i fraintendimenti del mondo secondo gli insegnamenti del Corano. Non stiamo inventando niente di nuovo. È di certo un miracolo che Gesù sia nato senza un padre È anche un miracolo che sia resuscitato da morte e che abbia curato i malati per grazia divina. Riconosciamo questi miracoli. Ma è un errore pensare che Gesù (la pace sia con lui) sia stato mandato in Asia, in Europa, in America o in Africa. Egli era il profeta dei Figli di Israele soltanto. Fosse stato vivo durante l’avvento di Maometto e del suo messaggi, Gesù (la pace sia con lui) avrebbe seguito Maometto. Un altro grave errore storico è che tante religioni continuino a esistere dopo Maometto.

Dopo la missione di Maometto c’è stata una sola religione. “La Vera Fede di fronte a Dio è l’Islam” 3:19; “e chiunque cerchi una religione altra che l’Islam non sarà accettato e nel Dopo sarà trai perdenti”. 3:85 È uo dei fatti universali. Un altro errore che ha a lungo sviato i profani è che Gesù si sia lasciato crocifiggere per espiare i peccati di chi venisse dopo di lui. Gesù non fu mai né crocifisso né ucciso.

“Non l’hanno ucciso né crocifisso, ma l’aspetto di Gesù venne conferito a un altro uomo” 4:157. La persona crocifissa 2000 anni fa fu un uomo che rassomigliava a Gesù, non Gesù stesso. Gesù non venne crocifisso.

Il libro che ora abbiamo non è la parola di dio. Venne messo in carta secoli dopo la morte di Gesù. Tale libro dice che Maria, Maria Maddalena, Giuseppe il Falegname e forse alcuni apostoli erano presenti alla Crocifissione. Tutti sapevano che il crocifisso non era Gesù ma fecero finta di ciò per permettere al vero Gesù di scappare. Queste sono parole di Dio, non nostre.

Ogni parola che ho detto viene dal Libro di Dio. Non ne ho inventata nemeno una. Come potremmo conoscere quei fatti se Dio non li avesse rivelati nel Corano? Dio disse a Gesù: “Io sto per mettere termine al tuo periodo (sulla terra) e farò sì che tu ascenda a me e ti purifichi di chi non crede” 3:55.

Il metodo di adorazione adottato dai seguaci di Gesù non venne mai ordinato da lui. Il segno della croce, per esempio, non venne stabilito da Gesù. Non avrebbe potuto stabilirlo prima di venire crocifisso? Le immagini di Gesù e di Maria messe di fronte ai fedeli sono forme di idolatria che Gesù non ha mai sostenuto. Anche le preghiere dei fedeli non sono quelle insegnate da Gesù.

Se sei uno dei Figli di Israele, puoi diventare Cristiano; se non lo sei, non puoi avere alcun rapporto con la Cristianità.

Non era rivoltà a te. Il Capo si riverivas ai tre gruppi di sultani, principi, capi e anziani delle tribù e dei clan del Togo, del Ghana e del Burkina Faso, che vennero al Raduno per convertirsi all’Islam; e ciò è prova vivente del fatto. Alla fine del sermone disse: “Questi signori si convinsero che, in quanto non-israeliti, non potevano essere cristiani”.

Si persuasero anche che Dio aveva detto che: “la Vera Fede di fronte a Dio è l’Islam” 3:19. Oggi si sono convertiti con noi all’Islam. Quando giunge l’Aiuto di Allah e la vittoria, si vede il popolo che a folle abbraccia la religione di Dio (l’Islam). Perciò sia gloria e lode al Vostro Signore e chiedetegli Perdono. In verità, Egli è Colui che accetta il pentimento e perdona. 110:1-3.
Fonte:http://www.algaddafi.org/muammaralgheddafiparlaitaliano/muammar-al-gheddafi-parla-italiano—nella-citt-storica-di-agadez-il-fratello-leader-della-rivoluzione-guida-i-capi-di-stato-e-gli-altri-mussulmani-in-preghiera-durante-la-nellanniversario-dell-nascita-del-suggello-dei-profe

Discorso del Fratello Leader davanti agli studenti ed i docenti dell’Università di Meiji, Giappone

15.12.2009

Buongiorno ai miei figli e figlie, studenti dell’Università di Meiji e agli stimati docenti di questa nota università. Vorrei ringraziare il professor Fukuda per aver preparato questo incontro e per le sue parole introduttive. Vorrei anche ringraziare l’Università per il suo interesse nelle questioni dell’Africa.

In poche parole, purtroppo l’Africa è un continente che è stato devastato dall’era della schiavitù, dall’era del colonialismo e dall’attuale era dello sfruttamento straniero e delle interferenze nei suoi affari interni. L’Africa è un continente che è stato violato, tormentato e che è stato arretrato a causa degli atti malvagi degli altri in particolare i bianchi, i razzisti ed i colonialisti. Ora viene saccheggiata dalle corporazioni sfruttatrici occidentali e sioniste. Purtroppo, l’Africa vive nella miseria. L’Africa è una vittima della malattia, dell’arretratezza, della desertificazione e della siccità che risultano dalle emissioni di gas serra nei paesi industrializzati. Il riscaldamento globale che è il risultato diretto dell’inquinamento ha inciso negativamente sull’Africa. Tutte le potenze considerano l’Africa una preda facile. Stanno combattendo per essa.

L’America sta utilizzando il “potere duro” in Africa. E’ alla ricerca di basi militari. Sta parlando delle scoperte di petrolio e della loro protezione con la forza, come se questa terra non avesse dei popoli, dei proprietari e un futuro. A differenza dell’America, la Cina ricorre al potere morbido. Sembra che lo scopo della Cina sia quello di spopolare l’Africa al fine di trasferire la sua popolazione. L’Africa ha una superficie di 32 milioni di chilometri quadrati e la sua popolazione conta meno di un miliardo di persone. Questo porta a pensare che ci sia spazio in Africa per la popolazione in eccesso della Cina o dell’India. Purtroppo, questa è l’invasione fredda a cui l’Africa è sottoposta.

Il Giappone non ha una popolazione in eccesso da trasferire in Africa e nemmeno ricorre al potere duro come l’America. L’America interferisce negli affari interni, utilizza le minacce della forza militare, interferisce nelle elezioni e nella natura di governo. In Africa, l’America predica ciò che essa non pratica nei propri affari interni degli Stati Uniti. Questa è la situazione in cui l’Africa si trova.

Il Giappone è diverso. A differenza della Cina, non vuole esportare le persone. A differenza dell’America, non è un potere militare arrogante. Il Giappone potrebbe avere un approccio morbido e benefico nella sua cooperazione con l’Africa. Purtroppo, qui c’è un elemento molto importante. Ho sempre evitato di affrontare questo elemento con i miei amici giapponesi, per non offenderli. Io parlo sempre con franchezza, e metto i fatti di fronte ai popoli del mondo e non ricorro a sottigliezze in questioni di importanza vitale. Quando parlo del Giappone, mi rendo conto che potrei dire cose imbarazzanti riguardo ad una questione delicata. Questo è anche il motivo per cui ho evitato le interviste con i media giapponesi per non mettermi o mettere i miei amici giapponesi in una situazione imbarazzante. Tuttavia, mi avete chiesto di parlare con voi ed io sono grato per questo. Devo dire che il Giappone potrebbe svolgere un ruolo utile. Potrebbe beneficiare dall’Africa e da tutto il mondo. Spero che mi perdonerete se dico senza mezzi termini che, con grande rammarico, il Giappone non è un paese libero. Il Giappone è finito sotto l’occupazione americana dopo la seconda guerra mondiale. Purtroppo è stato vittima di due bombe atomiche. Era terrorizzato da quell’arma letale. E’ stato messo in ginocchio. Ha ceduto completamente davanti alla potenza militare travolgente ed arrogante dell’America. Da quel momento decine di migliaia di soldati americani hanno occupato il Giappone. Il numero dichiarato è di 50.000 truppe americane sostenute nella loro occupazione del Giappone da basi militari e dalla flotta americana nel Mar del Giappone. Dalla seconda guerra mondiale fino a poco tempo fa, il Giappone era completamente sotto il dominio americano. Era quasi una colonia degli Stati Uniti. La Germania è stata, in larga misura, nella stessa posizione. È profondamente umiliante che a grandi nazioni come il Giappone e la Germania, non sia consentito avere il loro proprio esercito come gli altri paesi del mondo. Ora che è stato consentito al Giappone di avere le sue proprie forze, è proibito chiamarle, l’Esercito Giapponese o le Forze Armate Giapponesi. Esse possono essere chiamate solo le Forze di Autodifesa. Questo è un tentativo deliberato di umiliare il Giappone; di negargli il diritto di chiamare le sue forze armate, la sua forza aerea e la sua flotta con il loro nome corretto, e di chiamarle solamente le forze di autodifesa. Questo è un insulto insopportabile. I giapponesi sono un popolo creativo. Essi sono in grado di competere con l’America nel campo della tecnologia. Essi possono competere con l’Europa e la Cina. Si tratta di un grande popolo che dovrebbe vivere nel rispetto a testa alta.

È strano che i giapponesi sembrino essere cari amici degli americani. L’America ha usato le bombe atomiche contro il Giappone. Gli effetti di quelle bombe continuano a fare del male ai giapponesi fino ad oggi. Come avete potuto essere amici con quelli che hanno utilizzato le bombe atomiche contro di voi, vi hanno insultato apertamente di fronte a tutto il mondo e vi hanno imposto la più umiliante delle restrizioni ? Come potete essere amici di coloro che hanno ucciso i vostri padri e nonni? Non sto chiedendo di fare prevalere l’inimicizia tra l’America ed il Giappone. Questa non è mai stata la mia intenzione. Tuttavia trovo strano sentire che il Giappone è un amico ed alleato dell’America. Questa amicizia, se esiste davvero, può solo essere stata imposta con la forza. Non credo che ci sia alcun amore per l’America nel cuore dei giapponesi. Non posso credere che il Giappone è un alleato dell’America. Il Canada o il Messico potrebbero essere gli alleati dell’America. Ma il Giappone è un paese in Estremo Oriente. Potrebbe essere un alleato della Cina, della Russia e delle Filippine. Non è possibile che sia un alleato dell’America, a meno che tale alleanza gli sia stata forzatamente imposta. Recentemente, dopo la sconfitta elettorale del Partito Liberale, sono stati scritti libri e si sono udite voci che chiedono quando il Giappone verrà liberato dell’egemonia americana e quando il Giappone dirà di no? Questa evoluzione è una prova che vi è stato un risveglio in Giappone ed un tentativo di ripristinare la sua dignità ferita. È una questione di profondo rammarico per me che l’avanzamento tecnologico e la superiorità del Giappone e la capacità creativa del suo popolo non siano riusciti a liberare il Giappone o a ripristinare la sua dignità. Resta una colonia americana ed un lacchè americano. Le basi militari americane avrebbero dovuto essere evacuate. Il Giappone avrebbe dovuto essere al pari dell’America. Il Giappone avrebbe dovuto essere libero di produrre armi per la sua autodifesa. Naturalmente io sono contrario alle armi e sostengo pienamente il disarmo. Appoggio pienamente la campagna di una delle vostre scuole per il disarmo e la pace. Tuttavia, se l’America si è arrogata il diritto di acquisire armi nucleari, allora il Giappone, più di ogni altro paese, deve avere il diritto di possedere tali armi. Deve avere un deterrente nucleare in modo tale da non essere attaccato da tali armi mai più. Il Giappone ha bisogno di liberarsi dalla dominazione americana e di diventare un paese veramente indipendente con le proprie forze per la autodifesa e per la difesa della pace mondiale. A meno che non lo faccia, sarà difficile per il mondo beneficiare pienamente della superiorità tecnologica del Giappone e della sua capacità creative. Il Giappone manca di fonti di energia e di ricchezza internamente ma gode di una capacità creativa stupefacente. Il Giappone ha bisogno di energia e di materie prime dall’estero. Se non è il padrone della sua propria attività, la sua libertà di movimento è fortemente ridotta. Seguo da vicino la politica del Giappone. Posso dire che il Giappone non aderisce alla posizione delle Nazioni Unite, a meno che la posizione sia di gradimento degli Stati Uniti. Ciò è umiliante. Per esempio, il Giappone potrebbe avere interessi con la Cina, l’India, la Corea del Nord, la Russia o la Libia, ma gli Stati Uniti vogliono che le Nazioni Unite prendano una posizione contro uno di quei paesi. Il Giappone agisce contro i suoi propri interessi e rapporti con quel paese. E’ costretto a prendere posizione nei confronti di tale paese solo per sostenere la posizione americana. Così, serve la politica americana a spese delle sue proprie relazioni con altri paesi. Supponiamo che il Giappone importi il petrolio dalla Libia. Ha bisogno di quel petrolio. Supponiamo ora che gli Stati Uniti prendano posizione contro la Libia alle Nazioni Unite. Chiederanno naturalmente al Giappone di adottare la stessa posizione. Non è nell’interesse del Giappone essere contro la Libia, perché importa il petrolio da lì. Ma l’America di fatto dice “non mi interessa degli interessi del Giappone. La mia unica preoccupazione sono gli interessi dell’America. Il Giappone deve votare con me a spese dei suoi propri interessi con la Libia “. Questo è solo un esempio. E’ veramente spiacevole. Pertanto, gli interessi vitali del Giappone sono minacciati perché è un satellite americano.

Vedo che la mappa del mondo viene ridisegnata. Date un’occhiata a questa mappa. C’è l’Unione europea che sta diventando uno stato unico con una moneta unica. E potrebbe avere un esercito unificato, una sola banca centrale e una politica estera unitaria. Stiamo lavorando per sviluppare l’Unione africana in un singolo stato. Lo stesso vale per l’America del Sud. Ci potrebbe essere un’unione o un nuovo spazio che comprenda qualcosa di simile ad un singolo stato. A nord di essa c’è lo spazio NAFTA che si svilupperà in qualcosa di simile ad uno stato che comprende gli Stati Uniti ed il Canada. Dall’altra parte dell’Asia, c’è la Federazione Russa che è uno stato gigante da solo. Altrettanto vale per l’altro gigante, la Cina. C’è il raggruppamento che comprende l’India, il Pakistan, il Bangladesh, il Bhutan, il Nepal, la Sri Lanka e le Maldive. In futuro, quando l’inimicizia tra l’India ed il Pakistan è dissipata, anche loro diventeranno un singolo stato. Poi c’è l’ASEAN con i suoi dieci membri, che si sta anche muovendo per diventare uno stato. Il che lascia il Giappone e le due Coree isolati. Che cosa ne sarà di loro? Il mondo si sta formando in questo modo e dove sarà il Giappone? Non forma uno spazio gigante per se ed ha bisogno di far parte di un tale spazio. Se non ci fosse stato nessun problema tra le due Coree da un lato, e tra la Corea del Nord ed il Giappone dall’altro, questi tre paesi avrebbero potuto formare la loro propria entità. In generale, vi è un punto interrogativo sul posto del Giappone nella mappa futuro del mondo. Dove sarà il Giappone? Non è una parte di nessuna entità gigante di quelle che compongono la mappa come l’ASEAN, l’UE, l’UA, il NAFTA, il Sud America o qualsiasi altra entità del genere. Avete bisogno di riflettere su questa questione: dove sarà il Giappone? Naturalmente il desiderio più grande dell’America è quello che il Giappone non pensi al proprio futuro e rimanga un satellite americano in modo tale che possa continuare ad essere utilizzato come appoggio per l’America alle Nazioni Unite e ad altri organismi internazionali. Le forze americane sono lì per terrorizzare ed intimidire il Giappone. Sono lì per ricordare al Giappone che deve rispettare le regole e che qualsiasi deviazione risulterà in un atto simile a quello che ha avuto luogo durante la seconda guerra mondiale. Il Giappone deve ricordare che queste forze esistono. Questa è la triste realtà.

Grazie per aver sollevato la questione. Io credo di aver cercato di rispondere alle vostre domande anche se brevemente. Ringrazio i miei figli e le mie figlie, gli studenti ed il professor Fukuda. Sono pronto a rispondere a qualsiasi domanda potreste avere.

– Professore Fukuda: “La ringrazio molto, eminente Leader”.

– Uno studente: “Ho una domanda per l’eminente Leader Al Gheddafi. I paesi africani hanno risorse naturali abbondanti. Tuttavia i tassi di crescita nel continente sono molto bassi. Qual è la causa di questa performance economica inferiore? ”

– Il Leader: “Ho già risposto a questa domanda, figlio mio. Ho detto che l’Africa è in uno stato molto arretrato a causa dell’era di schiavitù, l’era del colonialismo nel passato e l’era attuale dello sfruttamento estero e delle interference nei suoi affari interni. È colpita dai cambiamenti climatici. I paesi industrializzati distruggono il clima e gli effetti nocivi, come la desertificazione e la siccità, accadono in Africa. Ho anche detto che il Giappone potrebbe aiutare l’Africa, se fosse padrone dei suoi affari. Tuttavia il Giappone non è libero di gestire le sue relazioni con gli altri paesi a causa della dominazione americana. Questo è ciò che ho detto. Questa è la causa”.

– Uno studente: “ Recentemente l’amministrazione Obama ha deciso di aumentare le truppe da combattimento americane in Afghanistan. Credo che l’aumento non sarà utile. Credo che la situazione in Afghanistan continuerà a deteriorarsi e diventerà un grande pasticcio. Io personalmente sono contrario a quest’aumento. Qual è la Sua posizione Distinto Leader?

– Il Leader: “Grazie. La situazione è molto chiara. Il presidente Obama ha già annunciato che si ritirerà dall’Afghanistan nel 2011. La decisione sembra essere stata presa. L’aumento o la diminuzione delle forze non significa nulla. Il ritiro si svolgerà nel 2011. Ha usato il ritiro del 2011 come una giustificazione dell’aumento e della spedizione di 30.000 soldati di più in Afghanistan. E’ certo che i generali sono stati quelli che hanno consigliato ad Obama di farlo. Nella scienza militare c’è una cosa chiamata “coprire il ritiro”. Quando si vuole recedere da un certo punto, è necessario intensificare il fuoco e le azioni offensive su questo fronte in modo tale da distrarre il nemico e non premettergli di far fallire il ritiro. I 30.000 soldati inviati da Obama hanno come scopo di coprire il ritiro militare e strategico dall’Afghanistan.

Io credo che Obama sia diverso dagli altri presidenti americani bianchi. Egli ha condannato la guerra in Vietnam. Egli ha anche condannato la guerra in Iraq e l’ha ritenuta una guerra sbagliata. Ha annunciato che si ritirerà dall’Iraq. Questo non è mai stato detto prima da un presidente americano. Vorrei che egli dicesse lo stesso del Giappone e ritirasse le sue truppe dal Giappone. Deve di dire che il Giappone è un paese libero e che l’America non avrebbe dovuto occuparlo dopo averlo attaccato con le bombe atomiche. Gli americani hanno giustificato la loro presenza in Afghanistan con l’attacco del 11 Settembre a New York. Tuttavia egli ha detto che non sarà il custode dell’Afghanistan e nemmeno difenderà la sua sicurezza. Egli ha condannato il governo dell’Afghanistan ed ha dichiarato che è un governo corrotto. Ha detto che l’Afghanistan deve essere responsabile della propria sicurezza e che loro lo aiuteranno solamente a fare questo. Tutto questo sembra logico. Tutta la sua analisi ed il suo approccio alla politica internazionale sono stati molto logici finora. Mi sento a mio agio con le politiche di Obama. Ho avuto con i suoi predecessori le mie controversie che hanno raggiunto il livello di guerra aperta durante la presidenza Reagan. La ringrazio per la domanda.

– Uno studente: Ho letto il Libro Verde. Nel libro c’è qualcosa circa la diversità delle fonti di istruzione. Cosa vuole dire con questo? E qual è l’obiettivo principale del processo educativo? Attualmente vi è un dibattito in Giappone, circa il processo di educazione. Ci può dare qualche esempio circa l’obiettivo principale di tale processo?

– Il Leader: So che il Libro verde menziona l’istruzione, ma la tua domanda non è molto specifica. Non ho capito appieno ciò che volevi dire.

[Il Leader procede alla lettura del capitolo 3 del suo Libro Verde riguardo l’istruzione]. L’istruzione non è quel curriculum rigido ed i materiali classificati che i giovani, seduti in fila come te ora, sono costretti ad apprendere dai libri stampati e durante un’orario specificato. Questo tipo di educazione che è prevalente nella mondo di oggi è il contrario della libertà. L’istruzione obbligatoria che i paesi sono orgogliosi di imporre alla loro gioventù è un mezzo per sopprimere la libertà. Si tratta di un atto deliberato di soffocare i talenti delle persone. Esso impone determinate scelte sulle persone con la forza. È un atto dittatoriale che soffoca la libertà, perché impedisce alle persone di fare una libera scelta. Soffoca la loro creatività e la loro capacità di brillare. È un atto dittatoriale per imporre un certo curriculum sulle persone. E’ un anche un atto dittatoriale per alimentare con la forza le persone con determinati materiali. L’istruzione obbligatoria ed i programmi stabiliti sono un atto deliberato per rendere la massa ignorante. I paesi che impongono piani di studio formali ai loro popoli, sono paesi che opprimono i loro cittadini. I metodi di educazione che prevalgono nel mondo hanno bisogno di essere distrutti da una rivoluzione culturale che liberi le menti delle persone e ponga fine al condizionamento intenzionale dell’intelletto delle persone, della loro sensibilità e del loro gusto. Una lettura superficiale della mia dichiarazione potrebbe essere interpretata come un invito a chiudere le porte delle istituzioni educative. Ciò che significa è esattamente il contrario. Le mie dichiarazioni significano che la società deve mettere a disposizione tutte le forme di istruzione e che le persone devono essere lasciate libere di scegliere la conoscenza che vogliono. Se questo è lo scopo della tua domanda ti posso dire che il Libro verde si oppone alla imposizione da parte di ogni Stato di un curriculum formale ai suoi giovani. Il Libro verde propone di rendere le conoscenze disponibili e che i giovani debbano essere lasciati liberi di imparare quello che vogliono imparare. Se le donne ad esempio, desiderano imparare una certa disciplina che è più appropriata alla loro natura, questa disciplina dovrebbe essere disponibile. Anche le scuole che la insegnano dovrebbero essere disponibili. Le donne dovrebbero essere in grado di ottenere la formazione che è adatta alla loro natura femminile. Chiunque voglia imparare qualcosa deve essere messo in condizione di farlo. Ciò che succede ora è che ci sono programmi di studio pre-determinati; geografia, storia e scienze applicate, per esempio. Gli studenti sono costretti ad imparare questi argomenti. Tuttavia, mi piacerebbe vedere una perfetta libertà nel campo dell’istruzione. Supponiamo che uno studente voglia studiare scienze marine, non sarà possibile trovarle nel set di curricula. Questo è sbagliato. Le scienze marine dovrebbero essere disponibili nelle istituzioni educative. Ci deve essere una scuola secondaria e delle università che si specializzano in quella disciplina e gli studenti devono essere in grado di studiare la scienza marina dall’inizio. Un altro studente potrebbe desiderare di studiare la scienza spaziale. Perché dovrebbe imparare cose che sono estranee a tale disciplina? Perché non è possibile che egli si diriga direttamente a tale disciplina? Purtroppo, il mondo intero ha ora lo stesso curriculum per gli uomini e le donne. Questo è sbagliato. Ci deve essere un unico curriculum per gli uomini ed un’altro per le donne. Una donna deve essere libera di scegliere. Se lei intende seguire il curriculum degli uomini deve esserle consentito di poterlo fare. Se lei sceglie di non farlo, allora può prendere il curriculum delle donne che la conduca a una professione adatta alla sua natura femminile. Grazie per la sua domanda.

– Sig.ra Yaori Ki Kwiki, Presidente dell’Associazione Amicizia tra Libia e Giappone. Il nostro paese, Il Giappone, è un bel paese. Avete in programma di visitarlo?

– Il Leader: La ringrazio, Signora. Il Suo arabo è chiaro. La saluto per il Suo ruolo di Presidente dell’Associazione Amicizia tra Libia e Giappone e per rafforzare i legami di amicizia tra il popolo libico e quello giapponese. Sarà mio piacere visitare il Giappone nel futuro.

– Docente Fukuda: Eccellenza, se Lei decide di visitare il Giappone, Le estendiamo un invito per venire all’Università diMeiji e parlarci direttamente.

– Il Leader: Assolutamente. Se vengo in visita al Giappone, sicuramente visiterò la vostra università, se Dio vuole.

– Uno studente: L’ho ascoltata attentamente mentre parlava del ruolo americano nel mondo. La mia domanda è questa: gli Stati Arabi non sono stati in grado di risolvere i problemi tra i palestinesi e gli israeliani. Nonostante le loro risorse naturali, il loro petrolio, e l’effetto leva, questi Stati non sono stati in grado di risolvere la questione Palestinese. Perché no?

– Il Leader: Lei sa che Israele è sotto la protezione americana. La Sesta flotta Americana è nel Mediterraneo e sta lì per proteggere lo Stato Ebraico. Che ci crediate o no! C’è uno stato la cui esistenza dipende dalla protezione della flotta di un altro paese straniero! Non è nemmeno uno stato. Dal punto di vista del diritto internazionale, l’esistenza del cosiddetto Israele è illegale. Gli Israeliani ed i Palestinesi vivono sullo stesso pezzo di terra e cioè, la Palestina, che si trova tra il fiume Giordano e il Mediterraneo. Si tratta di una terra contesa. Nel 1948 la maggioranza della popolazione, i tre quarti della popolazione era palestinese. Meno di un quarto della popolazione erano israeliani. Sono riusciti a cacciare i palestinesi dalle loro case e hanno dichiarato unilateralmente uno stato chiamato Israele. Ciò è inammissibile in base al diritto internazionale. Nessuno può legalmente dichiarare lo stato su un territorio conteso. Tale dichiarazione e quello stato non avrebbero dovuto essere riconosciuti. È stato dichiarato unilateralmente su un territorio conteso. Una parte ha espulso quattro milioni di palestinesi ed ha portato immigrati da tutto il mondo per sostituire i palestinesi. Da un punto di vista giuridico internazionale, questa entità non avrebbe dovuto essere riconosciuta. Il suo riconoscimento è nullo e vuoto. Tuttavia, in ultima analisi, ciò che si chiama Israele, è un protettorato degli Stati Uniti. Si tratta di un’altro Stato degli Stati Uniti. Quando gli arabi hanno combattuto contro l’ente chiamato Israele, stavano in realtà combattendo l’America. Questo è accaduto in tutte le guerre arabo-israeliane in passato. L’America è sempre intervenuta dalla parte di Israele ed ha sempre messo tutte le sue capacità a disposizione di Israele. Perché? Forse a causa del controllo ebraico o israeliano delle banche, del settore finanziario o dei media in America. Le capacità dell’America sono a disposizione degli ebrei. Hanno messo pressione sulle amministrazioni americane in modo tale che serva i loro interessi. L’America è ormai quasi sotto il controllo ebraico. Questa è una cosa. Per quanto riguarda la soluzione pacifica, gli israeliani non la vogliono. Essi contano sul sostegno degli Stati Uniti. Se c’è una votazione in un forum internazionale, come andrà a finire? A favore degli Israeliani o dei Palestinesi? Se l’America chiede al Giappone di votare a favore di Israele, egli lo farà anche se le simpatie del popolo giapponese stanno con i palestinesi. Gli israeliani vogliono prima di tutto impedire il ritorno dei palestinesi che sono stati espulsi dalle loro case nel 1948 e nel 1967. In secondo luogo vogliono sterminare quelli che sono rimasti. Questa è una politica israeliana molto chiara.

La soluzione sta nel Libro Bianco che ho presentato al mondo. Le basi di questa soluzione sono la creazione di un unico stato democratico, il ritorno di tutti i profughi palestinesi alle case dalle quali sono stati espulsi e lo smantellamento dell’arsenale di armi di distruzione di massa di Dimona. Gli israeliani possiedono centinaia di testate nucleari. Nessuno al mondo ha detto una parola su queste armi. Nessuno ha chiesto il loro smantellamento. Nessuno è autorizzato a chiedere un controllo. Quando il presidente Kennedy ha voluto ispezionare il reattore di Dimona, lo hanno assassinato. E’ un dovere quello di smantellare l’arsenale nucleare di Dimona. La nostra speranza è che il Giappone usi i suoi buoni uffici con gli USA. Come vittima della bomba atomica e paese amante della pace, il Giappone dovrebbe sottolineare ai suoi alleati americani la necessità di smantellare le armi di distruzione di massa disponibili per gli israeliani a Dimona.

Il Libro Bianco che ho presentato al mondo chiede l’istituzione di un stato unico democratico, a condizione del ritorno dei refugiati e dello smantellamento delle ADM. Questo stato potrebbe diventare come il Libano, uno stato multi-razziale e multi-religioso. In questo modo possono vivere in pace. Quello stato potrebbe essere allora accolto tra gli stati arabi e potrebbe diventare un membro della Lega araba. Con elezioni libere ed eque, il presidente potrebbe essere palestinese o israeliano. Questo non sarà importante. La cosa importante è che ai palestinesi che furono espulsi deve essere consentito di tornare. La soluzione che ho presentato nel libro è lo stato di Isratine. Si tratta di un nome composto; la prima metà “Isra” deriva da Israele e la seconda metà “tine” deriva dal nome di Palestina. Questa, figlio mio, è la soluzione. È nel mio libro bianco. Se lo leggi lo troverai molto convincente.

– Il Professore Fukuda: Vorremmo tradurre il libro “Isratine” in Meiji University e diffonderlo il più possibile in Giappone.
– Il Leader: Sarebbe fantastico. Grazie.
– Il Professore Fukuda: Vorrei salutare il Grande Leader Al Gheddafi. La nostra speranza è che il Centro di Studi sulla Pace e il Disarmo presso l’Università Meiji contribuirà al rafforzamento delle relazioni tra il Giappone e la Libia. Chiediamo gentilmente al Grande Leader di sostenere i nostri sforzi per stabilire la ” cattedra di Al Gheddafi degli Studi per la Pace” dedicata all’insegnamento della Teoria del Grande Leader nel nostro centro.

– Il Leader: Io porgo i miei ringraziamenti più sinceri a voi, ai vostri colleghi ed ai miei figli, gli studenti. Vi ringrazio anche per il suggerimento di istituire la cattedra nella vostra università. Io sosterrò questo sforzo. Sono un amico della vostra università e spero che mi consideriate un membro della sua facoltà.

Sono a vostra disposizione in qualsiasi momento. Spero che ci incontreremo di nuovo tramite il collegamento via satellite. Se dovessi venire in Giappone, in futuro, il primo posto che visiterei sarebbe l’Università di Meiji.

Dopo la Libia, gli usurai del tempio puntano al Mali e guardano all’Algeria

Dopo la Libia, gli usurai del tempio puntano al Mali
e guardano all’Algeria… (ita/eng) 3/2/2013

Mali, Hagel e i Rothschild

Ieri, per inviare un messaggio al Comitato per le Forze Armate del Senato degli Stati Uniti, Israele ha bombardato un convoglio sul confine Siria/Libano. Sembra aver funzionato. Questa mattina, i falchi-galline presenti in tale commissione, come McCain e Inhofe, erano occupati a mettere sulla graticola la nomina di Obama a segretario alla Difesa del senatore Chuck Hagel (R-NE), sulla sua indefessa fedeltà alla madrepatria Israele e al complesso militare-industriale.
Nel frattempo, i bankster Illuminati della City di Londra, guidati dai Rothschild che gestiscono quel circo altrimenti noto come Israele, cercano di arraffare più risorse globali, e questa volta nel paese nord africano del Mali. A febbraio i ribelli tuareg del nord del Mali, con l’aiuto dei resti di al-Qaida addestrati e armati dalle agenzie di intelligence dei Rothschild, MI6 e Mossad, per rovesciare il governo di Gheddafi della vicina Libia, attaccavano le truppe governative nella città di confine algerina di Tinzaouaten.

I  tribali secolari tuareg, rappresentati dal Movimento di Liberazione Nazionale Azawad, chiedono da decenni una maggiore autonomia dal governo centrale di Bamako. Eppure sono sempre stati contenti di rimanere nella loro patria, nel nord del Mali. Ma le forze libiche di al-Qaida nel Maghreb, che si fanno chiamare Ansar al-Din, hanno chiesto l’imposizione della legge islamica nel nord del Mali, e poi misteriosamente hanno attaccato verso sud. Perché, se stavano tentando di trasformare il nord del Mali in un santuario di al-Qaida (come la propaganda “ufficiale” ci dice),  attaccare il governo centrale del Mali e far saltare la loro copertura? Questi islamisti sono anche responsabili, con l’aiuto degli Emirati Arabi Uniti, dell’attacco contro l’ambasciata degli Stati Uniti a Bengasi, dove è rimasto ucciso l’ambasciatore statunitense Christopher Stevens con altri tre, montando il vecchio trucco della destabilizzazione M16/Mossad a nome dei vampiri di risorse della City dei Rothschild di Londra (vedasi il mio libro “Big Oil & i suoi banchieri”).
Parlando, la settimana scorsa, al Centro Bunche Ralph, il capo di AFRICOM, Generale Ham, ha ammesso che gli Stati Uniti avevano addestrato molti dei ribelli coinvolti nel colpo di stato in Mali del 2012, tra cui il loro leader, capitano Amadou Sanogo. Il 18 aprile 2012 il democraticamente eletto, per due volte, Presidente Amadou Toumani Toure è stato costretto a dimettersi poco prima delle elezioni presidenziali in cui non poteva candidarsi. È interessante notare che tutti gli altri vincitori potenziali in quelle elezioni, erano contrari a qualsiasi  intervento straniero in Mali per “respingere” la ribellione di “al-Qaida“.
Nonostante i sentimenti anti-intervento del popolo del Mali, subito ci furono le grida dall’ECOWAS e dal Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla necessità di inviare truppe straniere in Mali. L’11 gennaio i francesi, ex padroni coloniali, hanno fatto proprio questo. Allora perché i francesi intervengono in Mali, ma non nella Repubblica Centrafricana, il cui governo è stato attaccato dai ribelli? La vera ragione della provocazione di al-Qaida, era rendere “necessario” l’intervento straniero per impadronirsi delle ricche risorse minerarie recentemente scoperte nel sottosuolo del Mali. Già terzo produttore africano di oro, il Mali è anche ricco di diamanti, uranio, ferro, manganese, bauxite, litio, fosfato, lignite, rame, gesso e marmo. L’esplorazione petrolifera è recentemente aumentata in Mali e la nazione ha il potenziale per diventare una importante via di comunicazione tra l’Africa sub-sahariana e l’Europa.
Con l’ennesimo furto di risorse da parte dei Rothschild, questa volta in gran parte pagata dai generosi contribuenti della classe media francese, la conferma di Chuck Hagel può essere vista come un evento causale. Se confermato, potremmo vedere sia un significativo allontanamento da Israele che dei sostanziali tagli al Pentagono. Bombardamenti di frontiera, escalation e altre minacce a parte, è il momento di sciacquare via dalla siepe i terroristi israeliani, e seguirne la puzza per tutta la catena alimentare arrivando alla feccia che i Rothschild mantengono per eseguire queste provocazioni.

Dean Henderson è l’autore di quattro libri: Big Oil & i loro banchieri nel Golfo Persico; I quattro cavalieri, le otto famiglie e le loro reti d’intelligence, del narcotraffico e del terrorismo globali, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, e Stickin ‘in to the Matrix . Potete iscrivervi gratuitamente alla sua rubrica settimanale Left Hook @ Deanhenderson.wordpress.com

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After Libya, the usurers of the temple are pointing to Mali, watching Algeria… ~ Dopo la Libia, gli usurai del tempio puntano al Mali e guardano all’Algeria… ~

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After Libya, the usurers of the temple are pointing to Mali,
watching Algeria …

Mali, Hagel & the Rothschilds

Yesterday, as if to send a message to the US Senate Armed Services Committee, Israel bombed a convoy on the Syria/Lebanon border. It seems to have worked. This morning, chicken hawks on that committee with names like McCain and Inhofe are busy grilling Obama Defense Secretary Nominee Sen. Chuck Hagel (R-NE) as to his unflagging allegiance to mother Israel and the military-industrial complex alike.
Meanwhile, the Rothschild-led City of London Illuminati banksters who run the dog and pony show otherwise known as Israel, seek to grab more global resources – this time in the north African country of Mali.
On February Tuareg rebels based in northern Mali, with help from al Qaeda remnants trained and armed by Rothschild intelligence agencies MI6 and Mossad to overthrow the neighboring Qaddafi government in Libya, attacked government troops in the Algerian border town of Tinzaouaten.
Secular Tuareg tribal people – represented by the Azawad National Liberation Movement – have for decades demanded greater autonomy from the central government in Bamako. Yet they have always been content to remain in their northern Mali homeland.
But Libyan al Qaeda in the Maghreb forces calling themselves Ansar Dine called for the imposition of Islamic law in northern Mali, then mysteriously attacked to the south. Why, if they were attempting to turn northern Mali into an al Qaeda safe-haven (as the “official” story goes), would they attack the central government in Mali and blow their cover?
These Islamists, who were also responsible – with help from the UAE – for the attack on the US embassy in Bengazi which killed US Ambassador Christopher Stevens and three others, fit the age-old pattern of M16/Mossad destabilization on behalf of the Rothschild-led City of London resource vampires (see my book Big Oil & Their Bankers…).

While speaking last week at the Ralph Bunche Center, the head of AFRICOM – General Ham – admitted that the US had trained many of the Mali rebels involved in the 2012 coup, including its leader Captain Amadou Sanogo. (http://www.veteranstoday.com/2013/01/29/us-trained-mali-rebels-commander-visited-us/)

On April 8th, 2012 twice democratically-elected President Amadou Toumani Toure was forced to step down, just prior to scheduled Presidential elections in which he was not eligible to run. Interestingly, all other potential winners in this election were against any foreign intervention in Mali to “put down” the “al Qaeda” rebellion.
Despite the anti-intervention mood of the people of Mali, soon there were cries from ECOWAS and the UN Security Council for the need to insert foreign troops into Mali. On January 11th the French former colonial masters did just that.
So why did the French intervene in Mali, but not in the Central African Republic, whose government had also been attacked by rebels?
The real reason for the al Qaeda provocation which “required” foreign intervention may lie in the rich mineral resources recently discovered beneath Mali’s soil. Already Africa’s third largest gold producer, Mali is also rich in diamonds, uranium, iron ore, manganese, bauxite, lithium, phosphate, lignite, copper, gypsum and marble.
Oil exploration has recently increased in Mali and the nation has the potential to become a major transportation route between sub-Saharan Africa and Europe.
With yet another Rothschild resource grab in progress – this time mostly paid for by generous middle-class French taxpayers – the confirmation of Chuck Hagel can be seen as a seminal event. If confirmed, we could see both a significant move away from Israel and substantial Pentagon cuts.
Border bombings, escalations and other threats aside, it’s time the flush the Israeli terrorists out of the briars and follow the stench all the way up the food chain to the inbred Rothschild scum that runs these provocateurs.

Dean Henderson is the author of four books: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve & Stickin’ it to the Matrix. You can subscribe free to his weekly Left Hook column @ http://www.deanhenderson.wordpress.com
Source: DeanHenderson

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Il film su Maometto del 2012 ? Un’operazione dei servizi segreti”

di Aldo Giannuli28 Settembre 2012

Tre copti di origine egiziana dietro il film su Maometto? Non diciamo sciocchezze. Per com’è stata concepita e per la raffinatissima sensibilità psicologica dimostrata, si tratta quasi certamente di un’operazione da Servizi Segreti

 

Aldo Giannuli Riporto anche qui l’intervista che ho rilasciato a Micromega, a cura di Michele Marelli.

Nella misteriosa vicenda che riguarda il film blasfemo sul Profeta Maometto, le cose che non tornano sono parecchie. La sensazione che si sia cercato di provocare una reazione a tutti i costi è forte…
Camilleri definirebbe l’autore di questo film ‘mastro d’opra fina’. Come prodotto artistico è una schifezza irripetibile, ma come operazione di guerra psicologica è assolutamente impeccabile, da manuale direi.

Stando alla versione ufficiale, dietro a questo film ci sarebbero unicamente tre copti di origine egiziana – Nakoula Basseley Nakoula, Nasrallah Abdelmasih e Morris Sadek. Le sembra un’ipotesi credibile?
Non diciamo cazzate. Per com’è stata concepita e per la raffinatissima sensibilità psicologica dimostrata, si tratta quasi certamente di un’operazione da Servizi Segreti. Quei tre cretini dovrebbero innanzitutto spiegare dove hanno trovato i soldi per fare questo film; ma, in ogni caso, se io – insieme a dieci amici – trovassi dei soldi per girare un cortometraggio con l’obiettivo di prendere a pesci in faccia l’Islam, potrei pure metterlo su YouTube ma non è che automaticamente tutti se ne accorgerebbero. Se aspettassi il passaparola, forse in cinque anni… Se una cosa del genere scoppia in modo così repentino, significa che qualcuno, oltre ad averci messo dei soldi, ha organizzato alla perfezione il lancio del film via web proprio allo scopo di ottenere un’eco mediatica come quella che abbiamo visto.

Pare che il film fosse in rete già dallo scorso giugno e che solo con la comparsa – circa due settimane fa – di una versione sottotitolata in arabo si sia giunti allo scoppio, decisamente repentino, di questa crisi. Strano, se si pensa che in Paesi come la Libia e lo Yemen l’alfabetizzazione si attesta intorno al 50%…
Cerchiamo di capire, innanzitutto, chi ci guadagna. Non può non colpire la coincidenza fra questa crisi e l’avvicinarsi della possibile azione militare israeliana contro l’Iran. Diciamo che la ‘minestra’ era preparata da un po’. Se è vero che il film era stato caricato su YouTube già lo scorso giugno, probabilmente questa cosa era ‘in viaggio’ già dalla scorsa primavera, se non addirittura da prima. Qualche tempo tecnico per preparare questa porcheria ci sarà pure voluto…

Tra l’altro pare che questo misterioso produttore, Nakoula, si sia recato in Egitto alla ricerca di fondi. Sarà un caso, ma la presenza dei Servizi Segreti israeliani in Egitto è un fatto assodato…
Si può dire che lì stiano di casa… L’interesse è chiaramente di chi auspica una frattura fra il Mondo islamico e l’Occidente. È per questo che mi viene da pensare più agli israeliani che agli americani. Questi ultimi puntano, semmai, più a una rottura fra l’Iran e il Mondo arabo, giocando – con l’appoggio dell’Arabia Saudita – sul crinale sunniti-sciiti. Qui invece l’operazione ha mirato a spostare la spaccatura sulla contrapposizione Occidente-Islam: l’intento è inequivocabilmente quello di impedire un ponte col mondo islamico. Per quanto possa sembrare paradossale, gli israeliani sono più interessati a un Medio Oriente fondamentalista che non a un Medio Oriente che evolva verso forme di democrazia più o meno simili a quelle occidentali. In un Medio Oriente tendenzialmente filo-occidentale, democratizzato e secolarizzato, infatti, Israele perderebbe gran parte della sua ragione d’essere.

Quando parla di un coinvolgimento israeliano in questa vicenda, a chi si riferisce?
Parlare di Israele in toto sarebbe un errore. Ho in mente alcuni circoli di destra che, per esempio, non vogliono saperne di alcun processo di distensione coi palestinesi e che premono per un’operazione in Iran. Consideriamo poi un altro fatto: la destra israeliana non ama Obama. Non le sembra strano che questa crisi in Nordafrica e in Medio Oriente sia scoppiata a poco più di un mese dalle Presidenziali americane? Di colpo Obama si è trovato tra le mani, oltre a un Ambasciatore ucciso in un modo a dir poco atroce, una situazione delicatissima: se non reagisce trasmette un’immagine di debolezza, ma può forse reagire bombardando a cuor leggero le città di un Paese che lui stesso ha contribuito a liberare da una dittatura?

Eppure, stando ai primi sondaggi, sembra che Romney non abbia guadagnato terreno su Obama in questa fase. Anzi, sembra che ci stia addirittura rimettendo…
Romney ci sta rimettendo perché è un inetto. Però, obiettivamente, lo ‘scherzo’ a Obama non è stato carino…

In questa operazione, secondo lei, quali altri attori potrebbero essere in gioco?
Io non escluderei l’ipotesi di una ‘manina’ americana riconducibile a quei settori legati ai petrolieri. L’idea che abbiano dato una mano o che siano essi stessi i ‘committenti’ non è campata per aria. Non vedo, viceversa, la possibilità di coinvolgimenti di altri Servizi Segreti. Nessun Servizio europeo, in un momento di crisi come questo, si prenderebbe la briga di far scoppiare un simile caos. I cinesi? Che interesse vuole che abbiano… I russi? Quelli hanno già tanti problemi coi ceceni e la creazione del nemico americano è roba da URSS, non da Russia di Putin… Gli iraniani…?

Trova così improbabile l’ipotesi di un coinvolgimento dei Servizi Segreti iraniani? In effetti, questa crisi sembra aver ricompattato l’opinione pubblica musulmana contro il comune nemico americano, indipendentemente dalle divisioni fra sunniti e sciiti…
Sì, è vero. Ma un’operazione simile, a tre settimane da un possibile attacco israeliano in Iran, non avrebbe alcun senso. Il tempismo fa pensare agli israeliani, non agli iraniani.

Ha in mente altre possibili ‘regie’?
Si potrebbe anche pensare a un’operazione dei Fratelli Musulmani egiziani organizzata per mettere in crisi l’Esercito e per mobilitare le masse verso un fondamentalismo religioso lontano da uno sbocco di tipo democratico-occidentale. Ma è un’ipotesi poco probabile…

La ‘pista egiziana’ non la convince?
Non è una pista campata per aria, intendiamoci. Tuttavia, i Servizi Segreti egiziani – i cosiddetti Mukhabarat – sono roba seria e, a quanto ne so io, sono controllati dall’Esercito. Se i Fratelli Musulmani si fossero mossi in questo senso (e dubito che siano così ‘raffinati’), i Mukhabarat l’avrebbero scoperto e, a quel punto, l’obiettivo dell’operazione sarebbe stato chiarissimo. Il piano, le garantisco, non sarebbe andato in porto.

Un gioco di sponda fra alcune frange dei Servizi Segreti americani e l’Intelligence israeliana legata alla destra, dunque?
È sicuramente un’ipotesi molto più convincente.

Quando parla di Servizi Segreti israeliani a chi allude?
È sbagliato pensare necessariamente al Mossad. Esistono altri Servizi, come quello dell’Esercito, decisamente più ‘cattivelli’. A confronto, quelli del Mossad sono i ‘buoni’ (quant’è difficile usare quest’espressione…). È l’Esercito che in questa storia ha un interesse maggiore a mantenere una tensione permanente, in modo da restare un’istituzione intoccabile. Fino a quando permarrà una situazione d’emergenza, infatti, l’Esercito potrà fare ciò che vuole.

Torniamo ai tre copti che avrebbero prodotto il film blasfemo su Maometto. È probabile che siano stati usati e che non abbiano la minima idea di chi siano in realtà le persone per cui stanno lavorando?
Quando dico che il regista di questa operazione è ‘mastro d’opra fina’ penso anche alla scelta della ‘faccia’. Tra tutti i possibili ‘candidati’ chi si è deciso di usare per un’operazione di questo tipo? Tre copti. Così magari ci scappa pure un bel massacro dei cristiani in Egitto. Ulteriore motivo per poter dire: «Guardate i musulmani che carogne che sono»… Probabilmente si tratta di tre imbecilli reclutati per l’occasione. Qualcuno avrà detto loro: «Facciamo una cosa contro Maometto» e quelli ci sono cascati in pieno. Se si fosse voluto creare un caos simile in Turchia, a metterci la faccia sarebbero stati sicuramente tre armeni… Sotto questo punto di vista, ripeto, è stata un’operazione perfetta.

Colpisce anche un altro fatto, tralasciato dai più. Si parla di rivolte in tutto il mondo islamico, eppure nella Penisola Arabica – ad eccezione dello Yemen – sembra che non stia succedendo niente. In Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Oman nessuno si muove in difesa del Profeta…?
Questo ha colpito anche me. Tuttavia, l’Arabia Saudita è un Paese poco popoloso, molto più controllato anche per ciò che riguarda Internet e colpito solo in misura ridottissima dalla Primavera Araba, mentre Qatar ed Emirati sono Paesi ad alto reddito. In più, non dimentichiamo che in quella zona ci sono le basi americane… Diciamo che le condizioni e gli interessi per tenere sotto controllo la cosa ci sono. È la dimostrazione di un fatto: se non si crea un ‘ponte’, la notizia non passa. A colpirmi è anche un altro fatto: a muoversi maggiormente sono stati, guarda caso, i Paesi colpiti dalla Primavera. L’impressione è che si tratti proprio di un’operazione mirata…

Fonte:http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/28/il_film_su_maometto_unoperazione_dei_servizi_segreti.html