Mahmoud Jibril e il progetto di ridistribuzione della ricchezza di Gheddafi

Il Colonnello Muammar Gheddafi simboleggia molte cose per molte differenti persone nel mondo. Che si ami o si odi il leader libico, sotto di lui la Libia si è trasformata da uno dei paesi più poveri sulla faccia della terra al paese con i migliori standard di vita in Africa.

5 novembre 2011

Per usare le parole del professor Henri Habibi:

“Quando la Libia ottenne la sua indipendenza dalle Nazioni Unite il 24 dicembre 1951, fu descritta come una delle nazioni più povere e maggiormente arretrate del mondo. La popolazione all’epoca non superava 1,5 milioni di abitanti, era analfabeta per oltre il 90% e non aveva esperienza politica o di know-how. Non c’erano università e solo un numero limitato di scuole secondarie che erano state istituite sette anni prima dell’indipendenza” [1].

Gheddafi aveva molti grandi progetti. Molti di questi erano di natura pan-africana, inclusa la formazione degli Stati Uniti d’Africa.

Il Progetto pan-africano di Gheddafi

Il Colonnello Gheddafi iniziò la costruzione del Grande Fiume Fatto dall’Uomo. Si tratta di un imponente progetto per trasformare il deserto del Sahara e invertire il processo di desertificazione in Africa. Il Grande Fiume, con i suoi piani di irrigazione, fu pensato anche per aiutare il settore agricolo in altre parti dell’Africa. Questo progetto è stato uno degli obbiettivi vittime degli attacchi NATO in Libia.

Gheddafi aveva anche previsto istituzioni finanziarie pan-africane indipendenti. La Libyan Investment Authority e la Libyan Foreign Bank sono stati attori importanti nella creazione di queste istituzioni. Attraverso di esse, Gheddafi è stato determinante nel creare la prima rete satellitare dell’Africa, la RASCOM (Regional African Satellite Communication Organization) per ridurre la dipendenza africana da poteri esterni [2].

Si pensa che il suo coronamento sarebbe stata la creazione degli Stati Uniti di Africa. Questa entità sopranazionale sarebbe stata creata attraverso l’African Investment Bank, l’African Monetary Fund e, infine, l’African Central Bank. Tutte queste istituzioni erano viste con ostilità dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti, dal FMI e dalla Banca Mondiale.

Il progetto di redistribuzione della ricchezza di Gheddafi

Gheddafi aveva un progetto di redistribuzione della ricchezza all’interno della Libia. Fonti del Congresso americano in un rapporto al Congresso lo confermano. Il 18 febbraio 2011, nel rapporto si legge:

“Nel marzo del 2008 (il Colonnello Gheddafi) aveva annunciato l’intenzione di sciogliere la maggior parte degli organi amministrativi e di istituire il Programma di Distribuzione della Ricchezza per cui i proventi del petrolio sarebbero stati erogati ai cittadini con cadenza mensile per permettergli di amministrarli personalmente, in collaborazione e tramite i comitati locali. Citando le critiche del popolo riguardo gli assolvimenti del governo in un lungo discorso a tutto il paese, (egli) ha affermato ripetutamente che lo Stato tradizionale sarebbe presto “morto” in Libia e che il controllo diretto dei cittadini sarebbe stato realizzato attraverso la distribuzione dei proventi derivati dal petrolio. (Esercito), affari esteri, sicurezza e modalità di produzione del petrolio, ha riferito, sarebbero rimasti sotto la responsabilità del governo nazionale, mentre altri settori sarebbero stati eliminati. Nei primi mesi del 2009 i Congressi Popolari di Base Libici hanno analizzato gli emendamenti variazioni alle proposte e il Congresso Generale del Popolo ha votato per prorogare gli adempimenti” [3].

Il Progetto di Redistribuzione della Ricchezza, insieme alla creazione di un sistema politico anarchico, fu visto come una vera e propria minaccia dagli USA e dall’UE e da un gruppo di funzionari libici corrotti. In caso di successo avrebbe creato disordini politici nelle popolazioni di tutto il mondo. All’interno, molti funzionali libici erano al lavoro per ritardare il progetto.

Perché Mahmoud Jibril ha aderito al Consiglio di Transizione

Tra i funzionari libici che si sono opposti a questo progetto e lo hanno guardato con orrore c’è Mahmoud Jibril. Jibril era stato posto in carica da Saif Al-Islam Gheddafi. A causa della forte influenza e dei suggerimenti di Stati Uniti e Unione Europea, Saif Al-Islam ha scelto Jibril per trasformare l’economia libica e imporre riforme economiche neoliberiste.

Jibril sarebbe diventato il capo di due istituzioni della Jamahiriya Araba Libica, il Consiglio Nazionale di Pianificazione della Libia e il Consiglio Nazionale per lo Sviluppo Economico. Mentre quest’ultimo era un ministero normale, il primo avrebbe effettivamente messo Jibril in una posizione superiore a quella del Primo Ministro – l’Ufficio del Segretario Generale del Comitato Popolare della Libia. Jibril, a tutti gli effetti, è stato una delle forze che hanno spalancato le porte alla privatizzazione e alla povertà in Libia.

Circa sei mesi prima dell’inizio dei conflitti in Libia, Mahmoud Jibril incontrò Bernard-Henry Lévy in Australia per discutere la formazione del Consiglio di Transizione con lo scopo di rimuovere Gheddafi [4]. Descrisse il Progetto di Redistribuzione della Ricchezza di Gheddafi come “folle” nei rapporti e nei documenti del Consiglio Nazionale per lo Sviluppo Economico della Jamahiriya Araba Libica [5]. Jibril era convinto che le masse non erano adatte a governare sé stesse e che un’élite avrebbe dovuto avere il controllo del destino e della ricchezza di ogni nazione. Ciò che Jibril aveva in mente era ridimensionare il governo e licenziare una larga parte del settore pubblico, in cambio di un aumento dei regolamenti governativi in Libia. Citava sempre Singapore come perfetto esempio di stato neo-liberista. È probabile che incontrerà Bernard-Henry Lévy anche a Singapore, dove aveva l’abitudine di recarsi regolarmente.

Quando i problemi sono scoppiati a Bengasi, Mahmoud Jibril è andato al Cairo, in Egitto. Ha detto ai suoi colleghi che sarebbe ritornato presto a Tripoli, ma non aveva intenzione di ritornare. In realtà è andato al Cairo per incontrare i dirigenti del Consiglio Nazionale siriano e Lévy. Lo stavano tutti aspettando per coordinare gli eventi in Libia e in Siria. Questa è una delle ragioni per cui il Consiglio di Transizione ha riconosciuto il Consiglio Nazionale siriano come legittimo governo della Siria.

Mahmoud Jibril è oggi Primo Ministro del Consiglio di Transizione libico. L’opposizione di Jibril al Progetto di Redistribuzione della Ricchezza di Gheddafi e il suo atteggiamento elitario sono tra le ragioni della sua cospirazione nei confronti di Gheddafi e del suo contributo alla formazione del Consiglio di Transizione. Questo funzionario dell’ex regime, che è stato sempre un aperto sostenitore dei dittatori arabi nel Golfo Persico, è davvero un rappresentante del popolo?

Mahdi Darius Nazemroaya
28 ottobre 2011.


Mahdi Darius Nazemroaya è un Sociologo e Ricercatore Associato del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione (CRG) di Montréal. Si è specializzato sul Medio Oriente e sull’Asia Centrale. E’ stato in Libia per oltre due mesi ed è stato Corrispondente Speciale per Flashpoints. Ha rilasciato articoli sulla Libia in collaborazione con discussioni radio di Cynthia McKinney di Freedom Now, uno show trasmesso alle 17.00 PST, il sabato, su KPKF, Los Angeles, California.

 


[1Henri Pierre Habib, Politics and Government of Revolutionary Libya (Montmagny, Québec: Le Cercle de Livre de France Ltée, 1975), p. 1.

[2Regional African Satellite Communication Organization, “Launch of the Pan African Satellite,” 26 luglio 2010.

[3Christopher M. Blanchard and James Zanotti, “Libya Christopher M. Blanchard and James Zanotti, “Libya: Background and U.S. Relations,” Congressional Research Service, 28 febbraio 2011,” Congressional Research Service, 18 febbraio 2011, p. 22.

[4Discussioni private avute con i collaboratori di Mahmoud Jiribil in Libia e all’estero..

[5Documenti interni privati del National Economic Development Board.


La Libia dei RATTI: spari, mine, schiave, miseria

LIBIA “NOSTRA”: spari, mine, schiave, miseria

10 gennaio 2012

Anche coloro che furono favorevoli alla No Fly Zone dovrebbero cominciare a ricredersi ora che i media dipingono, sottovoce, la Libia che “noi” abbiamo sostituito a quella del “dittatore” Gheddafi.  In realtà LA Libia non esiste più. E’ una zona franca che potrebbe finire a brandelli anche formalmente. Quattro o cinque grandi partizioni a dominanza tribale secondo  questa  che è l’ultima mappa di cui sono a conoscenza

ARMI & BANDE

Ultimatum e lusinghe del Governo non vanno a segno. Le bande non disarmano per non perdere il vantaggio di combattersi e prendere il sopravvento per ottenere più lauti dividendi concreti e politici.  Recentemente   Mustafa Abdel Jalil ha ammesso l’evidenza, che era prevedibile fin da marzo

TRIPOLI (Reuters) – La Libia rischia di scivolare in una vera e propria guerra civile se non riporta sotto controllo le milizie rivali che hanno riempito il vuoto lasciato dalla caduta di Muammar Gheddafi.
Lo ha detto Mustafa Abdel Jalil, presidente del Consiglio nazionale di transizione, dopo l’esplosione di violenza ieri nella Capitale, che ha provocato la morte di 4 combattenti di milizie in uno scontro nel centro città.
“Ora ci troviamo tra due opzioni amare”, ha detto ieri sera Jalil a una folla a Bengasi. “Affrontiamo con severità queste violazioni (gli scontri tra le milizie) e mettiamo i libici di fronte a uno scontro militare che non accettiamo, oppure ci dividiamo, e allora sarà guerra civile”.
“Se non c’è sicurezza, non ci sarà legge, né sviluppo né elezioni“, ha detto Jalil.
Il Cnt ha iniziato a muoversi per creare una forza di polizia e un esercito che funzionino pienamente e sostituiscano le milizie, ma Jalil ha ammesso che i progressi sono ancora troppo lenti
.

Inquietante il “niente elezioni”. Realistica ammissione di sconfitta del governo o un modo per preparare un’occupazione straniera, che sarebbe  chiamata peace keeping, e attuare o scongiurare (questo lo sanno solo Sarkozy, Cameron e Obama) la frantumazione del paese? 
Intanto, poichè la  recente nomina  a capo di stato maggiore del generale in pensione Youssef al-Mankouch non piace: chi la rifiuta, chi pone condizioni, chi si prepara ad attaccare Tripoli per far fuori la brigata predominante, Jalil fa leva sull’avidità. Propone – a gente che non ha avuto la paga promessa – un bonus di 500 $ a persona per chi consegna le armi. 

BAMBINI & BOMBE

A novembre scrivevo L’emergenza sono gli ordigni inesplosi. A Sirte e a Bani Walid soprattutto, i civili continuano a morire. Croce Rossa e Mezzaluna Rossa cercano di informare, ma come si fa ad informare i bambini? Una piccola di otto anni è rimasta uccisa in Sirte.”   L’aggiornamento è questo

Louise Skilling, direttrice di una comunità locale, ha detto: “c’è un’enorme  contaminazione nelle case e zone residenziali. “Gli incidenti  principalmente  coinvolgono i bambini – ragazzi adolescenti in particolare – che non capiscono il pericolo “Stiamo cercando di cambiare il comportamento tra ragazzi giovani e il modo migliore per farlo è attraverso loro madri. “Stiamo lavorando attraverso le scuole, gruppi di donne e
a domicilio nelle aeree contaminate”. Ha aggiunto: “il numero di incidenti è aumentato dalla fine della guerra  perché le persone  sfollate stanno tornando alle loro case  cercando di riavere indietro  la loro vita normale.

DONNE: le MANIFESTANTI & le SCOMPARSE

Franklin Lamb, attivista dei diritti umani da sempre impegnato per la pace in M.O.,  con  il suo report del 4 gennaio da Tripoli ci offre  degli  spiragli significativi, a volte anche ironici. In estate, dice, incappando in una banda armata bastava dire “Allah, Muhammar, Libia al bas (è tutto ciò di cui abbiamo bisogno)” e si era ben accolti, ora bisogna memorizzare i nomi delle bande e la dislocazione per non pronunciare un saluto che faccia finire nei guai.

Riferisce di dimostrazioni guidate da donne. Una di queste manifestazioni era apertamente pro-gheddafiana.  Parlando con una delle attiviste,  avvocatessa,  della stupefacente scarsità di donne in giro per Tripoli  è emersa una tragica possibilità.
Ogni residenza  lussuosa della città e dei dintorni è stata razziata e sequestrata dai ribelli. Il bottino  si trova in vendita nel suk, nelle case  si sono installati i ribelli chiamando a sè la famiglia. Perché tornare al paese se si può vivere nel lusso? Si teme che molte donne, personale di servizio dei funzionari del regime , vivano sequestrate come schiave. Aggiunge l’avvocatessa “temiamo anche che rapiscano le donne per strada e le portino nei loro quartieri.”  
La donna libica “liberata”  .. deve stare tappata in casa!

Ma tutto questo non viene fuori nei media, spiega Lamb:

Quel che è notevole nella “nuova libera Libia,  nuovi liberi media” è che il 100% dei media è pro “nuovo governo”. Mi si dice che solo in parte ciò si deve alla paura di sforare il supporto al CNT.  Un’altra ragione, secondo un ambasciatore occidentale che ha ripreso il suo posto,  è che i nuovi media sono nati dalla milizia e hanno un problema psicologico nel criticare  uno qualsiasi degli evidenti problemi che sembrano espandersi di giorno in giorno. Ahmad concorda. “Erano così coinvolti con la NATO e i suoi ribelli che non vogliono ammettere di esseri sbagliati in molti modi, così ignorano ciò che sta realmente accadendo davanti ai loro occhi”.

Non è lo stesso anche per i media e l’opinione pubblica italiana?
Continua Lamb 

Altri conflitti  vengono dai  problemi  derivanti dall’aumento dei prezzi , su tutto tranne che l’energia elettrica che nessuno ha pagato in tutto il paese, secondo le mie fonti, fin dal febbraio scorso. Ma i tagli di elettricità sono simili a quelli che avvenivano durante i bombardamenti della NATO.
La mancanza di soldi è un problema anche perché i cittadini non sono autorizzati a  prelevare più di 750 dinari ogni mese. La liquidità è scarsa, considerando che 7 miliardi sono stati prelevati dalle banche libiche da ex funzionari libici e uomini d’affari all’inizio della primavera scorsa e più di 8 miliardi ritirati dai cittadini in preda al panico la scorsa estate prima che il limite di 500 dinari al mese fosse imposto dal governo Gheddafi.

In un settore almeno ci sono dei lavoratori che dimostrano una consapevolezza che non restringe le richieste alla pura sopravivenza. Da Globalist Syndication 

Domenica scorsa, circa 300 dei 1800 lavoratori  [del porto ] si sono riuniti presso il cancello principale per inscenare una manifestazione: “Non stiamo chiedendo più soldi”, ha dichiarato Adel al-Tomi, 43 anni, un impiegato amministrativo che lavora al porto da 15 anni. “Vogliamo che l’azienda [statale] si prenda cura del porto. Vogliamo i nostri diritti di lavoratori, vogliamo un posto dove ripararci dal freddo e dal caldo “.

VITA da BUSINESS MAN

 A fine novembre scrivevo che agli uomini d’affari stranieri  era consigliato girare accompagnati da un libico, stante la situazione turbolenta e pericolosa.
Morte misteriosa, titola il Figaro, di un ex colonnello francese, nonchè ex-legionario.  Hugues de Samie era a Tripoli per  dare consiglio e protezione alle imprese francesi che operano in Libia. Secondo le autorità locali, il contractor sarebbe stato ucciso da un teppista drogato.
Quando il “consulente d’affari” austriaco autore del  WD in Tripolis  scriveva il post di cui traduco un brano, non sapeva ancora della brutta fine del suo collega francese. Iniziava l’articolo lamentando la mancanza di energia elettrica, i collegamenti Internet  lenti e spesso del tutto assenti, i cellulari senza copertura, poi:

  […]  non il giorno migliore per la Libia oggi: durante un meeting all’hotel Radisson, uno scontro a fuoco ha eruttato, abbiamo scherzato bevendo il caffè su tutti gli “spari celebrativi” in questi giorni. Tornavo al mio ufficio, mi sono imbattuto in dimostranti davanti all’ambasciata di Tunisia che chiedevano l’estradizione dell’ex primo ministro Baghdadi in Libia (attualmente è detenuto  a Tunisi). Non vorrei commentare questioni politiche e militari, ma oggi mi hanno incasinato davvero : incontri che avrei avuto nel pomeriggio sono stati cancellati. Guidavo verso casa e la pioggia scendeva a scrosci, la strada allagata come il solito, ma la cosa buona quando piove è che non si sentono colpi di fucile.

… quando piove,
non si sentono colpi di fucile.
Questo il bello della nuova Tripoli.

Preso da: https://mcc43.wordpress.com/2012/01/10/libia-nostra-spari-mine-schiave-miseria/

Muʿammar Abū Minyar ʿAbd al-Salām al-Qadhdhāfī

  • Muʿammar Abū Minyar ʿAbd al-Salām al-Qadhdhāfī
    (Orazione funebre di Chavez a Mu’ammar dal Giulio Cesare)
    [24.10.2011] di GilguySparks

Amici, libici, compagni, prestatemi orecchio; io vengo a seppellire Muʿammar, non a lodarlo. Il male che gli uomini fanno sopravvive loro; il bene è spesso sepolto con le loro ossa; e così sia per Muʿammar. Il nobile Jalil v’ha detto che Muʿammar era ambizioso: se così era, fu un ben grave difetto: e gravemente Muʿammar ne ha pagato il fio. Qui, col permesso di Jalil e degli altri – perché Jalil è uomo d’onore; così sono tutti, tutti uomini d’onore – io vengo a parlare al funerale di Muʿammar. Egli fu mio amico, fedele e giusto verso di me: ma Jalil dice che fu ambizioso; e Jalil è uomo d’onore. Molti prigionieri islamisti egli ha riportato a Tripoli, il prezzo del cui riscatto ha riempito il pubblico tesoro: sembrò questo atto ambizioso in Muʿammar?
Quando i poveri hanno pianto, Muʿammar ha versato lacrime: l’ambizione dovrebbe essere fatta di più rude stoffa; eppure Jalil dice ch’egli fu ambizioso; e Jalil è uomo d’onore. Tutti vedeste come tre volte gli presentai una corona di re ch’egli tre volte rifiutò: fu questo atto di ambizione?
Eppure Jalil dice ch’egli fu ambizioso; e, invero, Jalil è uomo d’onore. Non parlo, no, per smentire ciò che Jalil ha detto, ma qui io sono per dire ciò che io so.
Tutti lo amaste una volta, né senza ragione: qual ragione vi trattiene dunque dal piangerlo? Oh senno, tu sei fuggito tra gli animali bruti e gli uomini hanno perduto la ragione. Scusatemi; il mio cuore giace là nella bara con Muʿammar e debbo tacere sinché non ritorni a me.
Perché se io fossi Jalil e Jalil Chavez, qui ora ci sarebbe un Chavez che squasserebbe i vostri spiriti e che ad ognuna delle ferita di Muʿammar donerebbe una lingua così eloquente da spingere fin le pietre di Tripoli a sollevarsi, a rivoltarsi.
Soltanto ieri la parola di Muʿammar poteva opporsi al mondo intero: ora egli giace là, e non v’è alcuno, per quanto basso, che gli renda onore.
O signori, se io fossi disposto ad eccitarvi il cuore e la mente alla ribellione ed al furore, farei un torto a Jalil e un torto a Jibril, i quali, lo sapete tutti, sono uomini d’onore: e non voglio far loro torto: preferisco piuttosto far torto al defunto, far torto a me stesso e a voi, che far torto a sì onorata gente.
Ma qui ho una pergamena col sigillo di Muʿammar – l’ho trovata nel suo studio, è il suo testamento: che voi, popolo, udiate soltanto questo testamento, che, perdonatemi, io non intendo leggere, e andreste a baciar le ferite del morto Muʿammar, ed immergereste i vostri panni nel suo sacro sangue; anzi, chiedereste un capello per ricordo e, morendo, ne fareste menzione nel vostro testamento, lasciandolo, come un ricco lascito, alla prole.
Pazienza, gentili amici, non debbo leggerlo; non è bene che voi sappiate quanto Muʿammar vi ha amato. Non siete di legno, non siete di pietra, ma uomini, e essendo uomini, e udendo il testamento di Muʿammar, esso v’infiammerebbe, vi farebbe impazzire: è bene che non sappiate che siete i suoi eredi; ché, se lo sapeste oh, che ne seguirebbe!
Se avete lacrime, preparatevi a spargerle adesso.
Tutti conoscete questo mantello: io ricordo la prima volta che Muʿammar lo indossò: era una serata estiva, nella sua tenda, il giorno in cui sconfisse re Idris: guardate, qui il pugnale di Jibril l’ha trapassato: mirate lo strappo che Belhaji nel suo odio vi ha fatto: attraverso questo il ben amato Jalil l’ha trafitto; e quando tirò fuori il maledetto acciaio, guardate come il sangue di Muʿammar lo seguì, quasi si precipitasse fuori di casa per assicurarsi se fosse o no Jalil che così rudemente bussava; perché Jalil, come sapete, era l’angelo di Muʿammar: giudica, o Allah, quanto caramente Muʿammar lo amava! Questo fu il più crudele colpo di tutti, perché quando il nobile Muʿammar lo vide che feriva, l’ingratitudine, più forte delle braccia dei traditori, completamente lo sopraffece: allora si spezzò il suo gran cuore; e, nascondendo il volto nel mantello che tutto il tempo s’irrorava di sangue, il gran Muʿammar cadde. Oh, qual caduta fu quella, miei compagni!

Allora io e voi e tutti noi cademmo, mentre il sanguinoso tradimento trionfava sopra di noi. Oh, ora voi piangete; e, m’accorgo, voi sentite il morso della pietà: queste son generose gocce. Anime gentili, come?
Piangete quando non vedete ferita che la veste di Muʿammar? Guardate qui, eccolo lui stesso, straziato come vedete, dai traditori.
Buoni amici, dolci amici, che io non vi sproni a così subitanea ondata di ribellione. Coloro che han commesso questa azione sono uomini d’onore; quali private cause di rancore essi avessero, ahimè, io ignoro, che li abbiano indotti a commetterla; essi sono saggi ed uomini d’onore, e, senza dubbio, con ragioni vi risponderanno. Non vengo, amici, a rapirvi il cuore. Non sono un oratore com’è Jalil; bensì, quale tutti mi conoscete, un uomo semplice e franco, che ama il suo amico; e ciò ben sanno coloro che mi han dato il permesso di parlare in pubblico di lui: perché io non ho né l’ingegno, né la facondia, né l’abilità, né il gesto, né l’accento, né la potenza di parola per scaldare il sangue degli uomini: io non parlo che alla buona, vi dico ciò che voi stessi sapete, vi mostro le ferite del dolce Muʿammar, povere, povere bocche mute, e chiedo loro di parlare per me: ma se io fossi Jalil, e Jalil Chavez, allora vi sarebbe un Chavez che sommoverebbe gli animi vostri e porrebbe una lingua in ogni ferita di Muʿammar, così da spingere anche le pietre di Tripoli a insorgere e a ribellarsi.

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/24/mu%ca%bfammar-abu-minyar-%ca%bfabd-al-salam-al-qadhdhafi/

Gangster Imperialisti

GANGSTER IMPERIALISTI di Guillermo Almeyra

 

Un video, pubblicato da Le Monde, mostra Muammar Gheddafi catturato vivo e linciato dai suoi nemici. Quindi non è morto in un bombardamento della NATO mentre era in un convoglio in fuga, né in un’ambulanza come conseguenza delle ferite riportate. È stato semplicemente e tranquillamente assassinato, per non portarlo davanti a un qualsiasi tribunale, dato che lì avrebbe potuto raccontare tutto quel che sapeva sulle relazioni tra il suo governo e la CIA, i servizi segreti britannici, Sarkozy e i suoi agenti, o Berlusconi e la mafia; avrebbe potuto anche ricordare chi sono Jibril e Jalil, principali leader attualmente visibili del CNT, e precedentemente suoi fedeli servitori e collaboratori.
La lista dei “limoni spremuti” è lunga: il panamense Noriega, agente della CIA diventato ingombrante, si salvò dal bombardamento che cercava di assassinarlo a Panama e una volta catturato non è mai stato presentato a un tribunale credibile.
Saddam Hussein, agente degli Stati Uniti durante la lunga guerra di otto anni contro i curdi e l’Iran, ha avuto sì un processo davanti a un tribunale, che era però composto solo da servitori e da carnefici. Non è stato possibile conoscere qualcosa della sua difesa politica, e alla fine è stato impiccato in modo oltraggioso. Bin Laden, agente della CIA insieme ai talibani durante la guerra in Afganistan contro l’invasione sovietica, e socio del presidente George Bush nell’industria petrolifera, fu assassinato inerme in una grande operazione gangsteristica e poi gettato in mare perché non parlasse in un processo, e perché neppure la sua tomba potesse servire come punto di riferimento per coloro che in Pakistan e Afganistan rifiutano il colonialismo dei criminali imperialisti. Adesso gli imperialisti franco-anglo-statunitensi hanno utilizzato la barbarie e l’odio intertribale per sbarazzarsi di Gheddafi, che come prigioniero era un pericolo per loro. Il nuovo governo libico, che nascerà dopo una lotta feroce tra i diversi interessi e clan che compongono l’attuale CNT, potrà in questo modo ricontrattare i rapporti di forza tra le differenti regioni e tribù senza il gheddafismo e il tentativo imperialista di sottometterlo, ma ha intanto affogato il passato in un bagno di sangue, e nasce quindi coperto di orrore e di infamia davanti al mondo.
Gheddafi non sarà ricordato dai libici come un nuovo Omar Mukhtar, il leader della resistenza all’imperialismo italiano che fu impiccato dai fascisti. A differenza di quell’eroe, prima di venire assassinato dai suoi ex soci e servi, Gheddafi è stato responsabile anche di molti crimini e di enormi tradimenti. Ma il suo linciaggio ricadrà come una macchia in più sugli esecutori e sui mandanti di quella muta feroce che lo fatto a pezzi applicandogli la selvaggia pena di morte che gli imperialisti riservano ai loro agenti di cui devono disfarsi…

traduzione di Antonio Moscato

21 ottobre 2011

dal sito http://antoniomoscato.altervista.org/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/23/2802/

Libia 2011: Sirte 200 morti per 1 minuto di vittoria televisiva; Jibril ritira i suoi combattenti del CNT da Sirte

  • Sirte 200 morti per 1 minuto di vittoria televisiva; Jibril ritira i suoi combattenti del CNT da Sirte
    [10.10.2011]

Un massiccio assalto su Sirte ha portato alla breve occupazione di un campus universitario e dell’ospedale nei sobborghi sud-orientali. Dopo che la battaglia ha infuriato avanti e indietro tutto il giorno, un massiccio contrattacco che ha lasciato 200 combattenti del CNT morti e innumerevoli feriti è stato abbastanza per Mahmud Jibril che sta ritirando “i combattenti a lui fedeli” fuori dalla battaglia, dichiarando “insensata la morte di oltre 200 combattenti per un minuto di vittoria su Al-Jazeera”. La decisione di Jibril è un ulteriore esempio del fatto che la narrativa della NATO sia screditata e dell’intrinseca instabilità e delle lotte interne nel regime a delega NATO. La guerra libica è ferma in una posizione di stallo, mentre la crisi umanitaria continua.
dal Dott. Christof Lehmann

In guerra, nulla può essere dato per scontato, e anche piccoli cambiamenti possono portare a risultati catastrofici, posizioni di stallo o vittorie. Considerare il fatto che la città natale di Muammar Gheddafi sta resistendo all’assalto dell’aggressione coloniale della NATO da mesi, ricorda il classico cartone animato di “Asterix dei Galli“, nel quale un coraggioso villaggio dei Galli resisteva all’assalto dell’Impero Romano.

Anche  la narrativa hollywoodiana di Al Jazeera dell’attacco su Sirte è stata ferita gravemente quando l’ “esibizione embedded in grande stile” in un campus universitario appena catturato alla periferia di Sirte è stata interrotta con il messaggio “dobbiamo ritirarci perché sta iniziando un massiccio contrattacco”. Ma a differenza di Asterix, Obelix e dei coraggiosi Galli del fumetto di fama mondiale, né Muammar Gheddafi, né gli uomini della resistenza combattente militare, tribale e popolare hanno quella pozione magica che li dota di forza sovrumana. Sebbene ciò che posseggono possa essere ancora più forte; la volontà di resistere ad un impero coloniale e alla sua armata di ribelli da un migliaio di dollari e alle unità delle operazioni speciali e dell’Air Force della NATO. L’attacco televisivo su Sirte è stato sconfitto. Per tutto il giorno e la notte, Sirte è stata oggetto di tre assalti più grandi e altri minori, ha resistito ad ognuno di questi. Il risultato dei combattimenti di ieri è 200 combattenti morti del CNT, più numerosi feriti.

Una fonte di Nsnbc vicina al CNT ha riferito questa sera alle 02.00 GMT, che il leader del CNT Mahmud Jibril ha ritirato “tutti i combattenti a lui fedeli” dal teatro di Sirte, dicendo “non aveva senso sacrificare 200 combattenti per una vittoria di un minuto su Al Jazeera”. Jibril, che recentemente è sopravvissuto ad un attentato in cui sono state uccise sette delle sue guardie del corpo si dice anche che abbia dato l’ordine di ritiro per salvare i suoi uomini per un’imminente battaglia tra le fazioni del CNT. Secondo la stessa fonte di nsnbc”, un anonimo dell’Intelligence Agency degli Stati Uniti ha avvicinato i leader del CNT suggerendo la divisione della Libia in uno stato del nord e uno del sud, che fornisca il contesto diplomatico necessario per portare “le truppe di peace keeping dell’ONU” in Libia.
Nsnbc sta attualmente valutando se una qualsiasi di queste proposte siano state discusse presso l’Unione africana.

I crimini di guerra della NATO e dei combattenti sotto la propria responsabilità di comando proseguono, mentre la diplomazia continua a non porre fine ai massacri. Prima dell’attacco al Campus Universitario e all’ospedale di Sirte, un aereo della NATO aveva bombardato una casa di civili, uccidendone 22, con altri 20 dispersi.

Vicino Bani Walid, un convoglio di combattenti del CNT è caduto in un’imboscata e ha subito pesanti perdite. I combattenti del CNT sono in sacche isolate a Bani Walid, in attesa di rinforzi che non passano attraverso le difese libiche. A Gheryan le forze libiche hanno attaccato con successo un complesso militare industriale che è stato fortemente difeso da truppe di paesi della NATO e del Qatar. La missione è riuscita a distruggere le principali installazioni militari che erano usate dalla NATO.

A Bengasi la battaglia contro i combattenti pesantemente radicati del CNT sta facendo un lento progresso. Si può sospettare che le Forze libiche mantengano una posizione relativamente passiva, da quando c’è una dura lotta tra le fazioni circondate dei fedeli al CNT all’interno del centro città. Secondo notizie non ancora confermate, ci sarebbero trattative in corso tra forze libiche e leaders tribali a Bengasi, che sono pronti a cambiare fazione nel conflitto.

La domanda rimane, se e quando un’iniziativa diplomatica si manifesterà in grado di porre fine alla spaventosa situazione umanitaria e alle ambizioni coloniali della NATO in Nord Africa. Dove è la Fact Finding Mission delle Nazioni Unite, dove è l’Osservatore dell’Unione Africana a Sirte, dove sono i leaders africani con il coraggio di dire “basta”. Né Gheddafi, né i soldati e nè i civili a Sirte hanno quella “pozione magica dei Galli“. Tutto quello che hanno è la volontà di resistere contro una guerra, imposta su di loro con il pretesto di salvare le vite dei civili, e la speranza che i leaders russi, cinesi e africani si rendano conto che il fallimento nel porre fine a questa guerra è il fallimento nel difendere i propri popoli e le proprie nazioni.

Dr. Christof Lehmann

http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/10/sirte-200-dead-for-1-minute-tv-victory-jibril-withdraws-tnc-fighters-from-sirte/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/11/sirte-200-morti-per-1-minuto-di-vittoria-televisiva-jibril-ritira-i-suoi-combattenti-del-cnt-da-sirte/

Libia 2011, catturati 16 paracadutisti delle SAS e 44 uccisi

  • Libia,  catturati 16 paracadutisti delle SAS e 44 uccisi
    [11.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks

Dopo che Mahmud Jibril ieri ha ritirato i combattenti a lui fedeli da Sirte, chiamando senza senso la morte di 200 combattenti per un 1 minuto di vittoria televisiva, l’irlandese Mahdi AL-Harati, il secondo in comando del consiglio militare di Tripoli, guidato da Abdelhakim Belhadj, ha lasciato il suo incarico. L’esaurimento dei combattenti del CNT di importazione, e la resistenza contro i pesanti attacchi sulla Sirte costringe la NATO ad incrementare l’utilizzo di unità di operazioni speciali. Stasera 16 paracadutisti delle SAS sono stati catturati e 44 uccisi durante un’operazione all’interno di Sirte.
dal Dott. Christof Lehmann

Il Consiglio Nazionale di transizione della Libia è nel caos. Nelle ultime settimane sono fuoriusciti il 90% dei suoi membri, e i tentativi di assassinio di entrambi, il presidente del CNT, Mahmud Jibril e il Comandante del Consiglio Militare di Tripoli (CMT), alias Gruppo combattente islamico libico, Abdelhakim Belhadj, sono stati seguiti dalle dimissioni del libico-irlandese Mahdi Al-Harati, secondo in comando presso il CMT. La decisione di al-Harati è tra i libici ampiamente percepita come il ratto proverbiale che abbandona la nave che affonda. E’ inoltre ancora una volta mette in luce che il racconto ufficiale della rivoluzione libica copre il fatto che la stragrande maggioranza di tutti i combattenti alleati della NATO sono reclutati da Al Qaeda, Talebani, e da varie organizzazioni terroristiche e dalle milizie dei signori della guerra nelle ex repubbliche sovietiche al confine con il Pakistan, Cina, Afghanistan e Russia.

Tripoli, la scorsa notte è stata scossa da pesanti scontri tra forze libiche [lealiste], combattenti popolari di liberazione, e le forze del CNT. Dopo, manifestazioni pacifiche contro il CNT e la NATO sono state disperse da due attacchi armati a terra, e da elicotteri Apache, da cui si è sparato in modo indiscriminato sui manifestanti. Un uomo, che sventolava una bandiera verde sulla Piazza Verde, che non ha avuto la fortuna di fuggire abbastanza velocemente, è stato bloccato e picchiato a morte dai mercenari per la democrazia. Dopo l’iniziale chock per l’assalto sui manifestanti, pesanti scontri sono scoppiati ad Hadbha, Arada, Abu Salim e in altre aree di Tripoli.

Dopo l’ultimo attacco su Sirte che ha provocato oltre 200 morti e oltre 1.000 combattenti feriti del CNT, e il ritiro dei  combattenti del CNT fedeli a Mahmud Jibril dall’offensiva contro Sirte, il CNT si arrampica per raggruppare, chiamare tutti i combattenti per la registrazione nel “nuovo esercito libico”.
La chiamata riflette sia il fatto che il CNT non ha leadership militare unificata, sia la lotta corpo a corpo tra Belhadj, Jibril e altre frazioni all’interno del CNT e del Consiglio Militare di Tripoli, e non ultimo il fatto che la NATO e il CNT sono a corto di riserve.
16 soldati SAS catturati e 44 uccisi a Sirte

Vi sono crescenti segnalazioni di forze speciali a terra della NATO, del Qatar, dell’Arabia, e degli israeliani. La scorsa notte un gruppo di 15 combattenti del CNT sono stati uccisi fuori da Bani Walid. Tutti loro portavano documenti di identità israeliana. Alle 03.15 di questa mattina, nsnbc ha ricevuto una relazione dalla Sirte. Paracadutisti delle SAS dal 22° Reggimento SAS di Credenhill, Regno Unito, erano entrati a Sirte per effettuare un’operazione speciale. 16 uomini della SAS sono stati catturati, e 44 dei soldati d’elite sono stati uccisi. Non è improbabile che l’operazione SAS fosse in preparazione di un attacco che potrebbe coincidere con un’operazione di aiuto umanitario e medico che è attualmente in preparazione nei negoziati tra le forze libiche all’interno di Sirte, il CNT e la Croce Rossa.

[N.B. L’immagine qui sopra è puramente illustrativa]

Russia e Cina hanno protestato contro l’abuso della risoluzione UNSC 1973 in termini più duri. Il rifiuto di qualsiasi risoluzione dell’ONU sulla Siria è una delle prime conseguenze evidenti di un riconoscimento russo e cinese del fatto che la campagna della NATO in Libia è in definitiva contro i [loro] due stati. Con la cattura di 16 soldati SAS a Sirte di questa sera c’è un altro pezzo a riprova del totale disprezzo degli Stati Uniti e della NATO per i principi delle Nazioni Unite, e un ulteriore esempio di totale disprezzo per i segnali russo e cinese che la NATO sta oltrepassando i limiti, le relazioni diplomatiche sono destinate a soffrirne. Sarà interessante osservare se il fatto che 15 combattenti uccisi fuori da Bani Walid avevano documenti di identità israeliani addosso, avrà delle conseguenze sulle relazioni russo-israeliane.

Dr. Christof Lehmann

Fonte: http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/11/libya-16-captured-and-44-killed-sas-paratroopers/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/11/libia-catturati-16-paracadutisti-delle-sas-e-44-uccisi/

LA “GUERRA UMANITARIA”.

In questo breve documento video, sono spiegati i meccanismi della giustizia internazionale, e come è possibile manipolarli.
Vedremo il lavoro sporco della LLHR la “lega libica dei  diritti umani”.E’ da notare l’ intervista al suo segretario generale SLIMAN BOUCHUIGUIR. Tenete a mente questo nome, è uno degli ASSASSINI che hanno fabbricato le false prove che hanno portato alla guerra.
Guardate le sue risposte vaghe, a delle domande precise. Notare il balletto dei numeri, parla di 18000 morti, poi di 6000, riferiti da MAHMOUD JIBRIL. Si lo stesso jibril del CNT, cioé i RATTI che ora occupano la Libia.
Sembra di sentire le vecchie comari di paese, cioè: IO dico che TIZIO è cornuto; la voce gira, lo viene a sapere CAIO che vi aggiunge del suo, lo riferisce a SEMPRONIO,( che a sua volta aggiunge qualcosa), e poi lo ridice a ME. risultato? TIZIO è davvero cornuto.
Che bella giustizia…….. COMPLIMENTI.