Dietro le quinte del colpo di stato libico: l’aiuto russo alla Jamahiriya (I parte)

  • Dietro le quinte del colpo di stato libico: l’aiuto russo alla Jamahiriya
    (I parte)
    [06.10.2011] di GilGuySparks

Ex maggiore delle forze speciali della Armata Rossa, Ilya Korenev, ufficiale dell’ex Unione Sovietica, divenuto tenente colonnello nella Russia odierna, ufficialmente in pensione, ha rilasciato nelle scorse settimane un’intervista preziosa pubblicata ieri dal sito Argumenti.ru, vicino ai servizi segreti russi.
Koronev ha trascorso quasi sei mesi accanto al colonnello Gheddafi e alla sua famiglia con il compito di supportare con la sua esperienza maturata tra Caucaso e Russia, le difese delle forze lealiste della Jamaijria libica.
Ilya Koronev è stato intervistato dopo aver passato una settimana in America Latina per le cure di ferite e contusioni procuratesi nel deserto libico, vicino al confine con l’Algeria.

Alla  domanda sul come sarebbe arrivato in Libia visto che la Russia non ha ufficialmente fornito assistenza a Gheddafi, il colonnello risponde senza giri di parole:

Il viaggio è stato svolto nella primavera di quest’anno in Algeria, come missione commerciale. Ma il problema principale era quello di farlo a Tripoli. Da concordare con l’ambasciata per il transito di una “carovana”. Sono andato al quartier generale di Muammar Gheddafi. Quasi subito abbiamo cominciato a preparare il personale della 32° brigata d’elite, che è stata ordinata e comandata da Khamis al-Gheddafi. Si è svolta la preparazione e l’addestramento per il combattimento in ambienti urbani. Il fatto che Tripoli non sarebbe stata in grado di resistere, è apparso chiaro circa a giugno o luglio. Quindi si cominciò a preparare il personale delle brigate a condurre addestramenti per gli scontri in piccoli gruppi autonomi nelle aree urbane, e al di fuori degli insediamenti. Ci siamo concentrati sulla formazione di commandos.
I soldati e gli ufficiali della 32° sono stati ben preparati. Alcuni si erano formati tra i corpi d’elite in Francia. Ma in Libia è molto rinomata la scuola militare russa.

Apprendiamo diversi dettagli inediti sulla guerra in Libia delle potenze colonialiste occidentali che erano rimasti coperti per tutto questo tempo. Determinante per la comprensione della preparazione delle difese della Libia lealista il racconto del colonnello Koronev che rivela come la preparazione dei corpi d’elite iniziò immediatamente durante la primavera con il contributo di personale russo:
Li abbiamo addestrati alle tattiche di combattimento in piccoli gruppi, istruendoli grazie all’esperienza dei guerriglieri nella Grande Guerra Patriottica e – in Cecenia. Piccoli gruppi di 20-30 elementi addestrati allo scopo di attaccare convogli militari e dopo il sabotaggio commesso, retrocedere in aree di sicurezza.

Proseguendo nel suo racconto sotto insistenza dell’intervistatore Alexander Grigoriev che sottolineando l’uso del termine “noi” in relazione al lavoro di preparazione del personale della 32° brigata d’elite di Khamis al-Gheddafi, chiedeva: “[…]sai di qualcun altro che era con te in Libia?” – il colonnello Ilya Korenev rispondeva:

Certo, non ero solo. Tutto quello che posso dire in questo momento, è che dei nostri ragazzi sono da Gheddafi. Dalla Russia, per lo più funzionari in pensione,che hanno terminato incarichi per l’esercito russo, così come specialisti delle ex repubbliche sovietiche.”

Koronev rivela quindi che un congruo staff di personale militare, ufficialmente non più in attività presso l’esercito russo, ha lavorato dall’inizio del conflitto in Libia con compiti di consulenza militare e di addestramento, nonostante il divieto delle autorità russe per i propri cittadini di recarsi nella Libia, dicendo:
Chi può negare ad un alto ufficiale di inviare un subordinato in Algeria per un viaggio d’affari? Per esempio, in cooperazione tecnico-militare?“.
Il supporto russo al di là di quello che è apparso sui media, c’è stato e come è in uso in questi casi l’operazione è stata condotta attraverso paesi terzi. Il ruolo della Russia all’interno della vicenda verrebbe così illuminata da una luce particolare che la porrebbe parte in causa e possibile prossimo obiettivo dell’espansionismo imperialistico delle potenze europee e degli USA:
I professionisti capiscono che l’attacco alla Libia – fa parte di azioni previste. Le prossime saranno: Siria, Algeria, Yemen, Arabia Saudita, Iran, Asia Centrale e Russia. Non importa in quale sequenza. Ma la Russia rischia di pagare un prezzo prima […] circondata da radar e basi militari ostili […] mentre cresce la corruzione e il dissenso all’interno del paese.

Riguardo alla caduta di Tripoli e alle responsabilità nella difesa della capitale, il colonnello chiarisce quello che alla fine di agosto andò storto e che portò all’impossibilità di mantenere il controllo della città più popolata della Libia:
Il fatto che mantenere Tripoli sarebbe stato impossibile, è diventato chiaro in giugno/luglio. Pertanto era necessario preparare personale brigata per l’impegno in piccoli gruppi autonomi sia in ambienti urbani, sia all’interno sia all’esterno degli insediamenti, concentrandosi sulla formazione per il sabotaggio.[…]
L’errore non è stato nella difesa, ma nella valutazione del conflitto. E’ avvenuto che Gheddafi viveva in due mondi paralleli. Non ha aderito ad una certa politica, come il leader della Corea del Nord. […] Gheddafi non credeva all’attacco contro il suo paese fino a poco tempo fa. Anche a metà agosto, quando sono stati condotti attacchi missilistici e bombardamenti su Tripoli, in altre città, ha parlato con Berlusconi e Sarkozy. Gli avevano assicurato che l’operazione di terra a Tripoli non ci sarebbe stata. Diversi anni fa, Gheddafi si era proposto di creare un potente sistema di difesa aerea nella sua interezza. Questo avrebbe potuto esser fatto attraverso alcuni dei paesi dell’ex Unione Sovietica. Ma credeva che queste azioni avrebbero solo teso i rapporti con gli Stati Uniti e l’Europa. Ripeteva che l’Italia e anche Francia e pure la Gran Bretagna gli avevano assicurato che la guerra di terra contro la Libia non ci sarebbe stata. Un errore, anche, è stato il lungo monitoraggio degli ufficiali libici corrotti. Sarebbe stato necessario arrestarli immediatamente, per non diffondere il contagio impunemente. Ma Gheddafi voleva far rivelare quanto più possibili traditori. L’indecisione di Gheddafi, in virtù del suo personale punto di vista sul conflitto, fu, per inciso, il fattore che persuase diversi alti ufficiali militari a prendere un paio di milioni di dollari e passare dalla parte dei ribelli. Immaginate, che ovunque vi sia una pioggia di pietre che cadono sulla testa, e voi dite mi piacerebbe tenere una festa. Molti si farebbero convincere ad andarvi secondo voi? Specialmente quelli che saranno obiettivi importanti e primari per il nemico.
Il fattore umano, anche in Africa, è il fattore umano
.

Durante gli ultimi anni erano stati compiuti molti sforzi da parte del colonnello Gheddafi e della sua famiglia di rompere l’isolamento che stringeva il paese; dopo la fine riservata a Saddam Hussein, il colonnello aveva cercato in tutti i modi di ricostruire un rapporto con Inglesi e Americani risarcendo le vittime dell’attentato di Lockerbie, anche se sussistevano seri dubbi sulla reale matrice libica dell’attentato. Ha instaurato un rischioso rapporto di collaborazione di intelligence con CIA e MI6 acconsentendo le illegal rendition di terroristi islamici; numerosissimi riscontri testimoniano che la città di Tripoli era divenuta una delle tappe di transito dei voli della CIA e dell’MI6 che trasportavano presunti terroristi islamici per provvedere ad interrogatori particolari con l’uso ampio di torture di ogni genere.

Saif al Islam era anche giunto ad affidare praticamente l’intero fondo sovrano della Libia alla Goldman Sacs (che era l’equivalente di dare in consegna eroina ad un tossico), infatti “all’inizio del 2008 il fondo sovrano libico, controllato dal colonnello Moammar Gheddafi, [aveva] affidato 1,3 miliardi di dollari al gruppo Goldman Sachs per investirlo in valute e in altri complicati strumenti finanziari. Gli investimenti hanno persero il 98% del loro valore, secondo i dati di un documento interno di Goldman.

Secondo un cablogramma dell’ambasciata americana a Tripoli del 15.01.2009 (The pro-U.S. group included Moammar Gadhafi id187231) sebbene molto sospettoso nei confronti degli americani, Gheddafi incoraggiava una collaborazione con gli USA che valutavano ambivalente la posizione del governo libico, spaccato al suo interno in due posizioni una filo USA ed una più cauta: “Elementi elevati del regime erano rimasti in conflitto sulla natura del rapporto che Libia ha voluto con gli Stati Uniti[..]. C’erano “due correnti” di pensiero all’interno del GOL(Governo libico) rispetto ai legami Usa-Libia: una pro-U.S. e un gruppo che è rimasto sospettoso sulle motivazioni degli Stati Uniti e fermamente contrario ad un impegno più ampio successivo. Il gruppo pro-U.S. comprendeva Muammar Gheddafi, il Presidente della Gheddafi Development Foundation Saif al-Islam al-Gheddafi, il Consigliere della Sicurezza Nazionale Muatassim Gheddafi, il direttore esterno dell’organizzazione della sicurezza il direttore Musa Kusa, un alto funzionario del regime Abdullah Sanussi, e membri chiave della Commissione Rivoluzionaria e della vecchia guardia Mustapha e Kharrubi al-Hweildi al-Hmeidi. […] Muammar al-Gheddafi in genere sosteneva l’incremento della cooperazione USA-Libia, ma con “riserve” nate da una preoccupazione costante che l’eventuale obiettivo del coinvolgimento degli Stati Uniti con la Libia fosse un cambio di regime.”
Le preoccupazione di Muammar Gheddafi erano tutt’altro che infondate, visto che gli Usa attraverso la loro ambasciata a Tripoli tessevano la trama della dissidenza e si informavano sugli equilibri nelle regioni orientali della Libia, dove il controllo degli apparati di sicurezza libici erano molto più vulnerabili. Alla luce dell’avvicinamento all’occidente di Gheddafi, andrebbe letto il punto di vista russo sulla questione libica; il colonnello Koronev non manca di sottolineare e lo fa in maniera chiara, alcuni degli errori di fondo dell’approccio di Gheddafi rispetto alla situazione che si era venuta a creare, in particolare la fiducia riposta fino all’ultimo nelle cancellerie europee di Francia, Inghilterra e Italia che escludevano, mentendo, l’uso di reparti militari di terra.

Il colonnello Iliya Koronev  non ha trascurato di soffermarsi sulla rocambolesca fuga da Tripoli dalla quale uscirono indenni con una fortuna alla quale anche lo stesso colonnello stentava a credere, dilungandosi in inediti dettagli della caduta di Tripoli:
Siamo messi sull’avviso da “Al Jazeera” e CNN. Abbiamo visto filmati della “vittoria” dei ribelli girati in Qatar. Era già noto dello scenario della piazza Verde a Tripoli, allestita nel deserto vicino a Doha. Sapevano ciò che erano [quelle immagini]. Quei filmati sono stati il segnale per l’attacco dei ribelli e dei sovversivi. Immediatamente dopo queste immagini in tutta la città “cellule dormienti” dei ribelli cominciarono a creare posti di blocco, tagliavano i centri di comando tra gli ufficiali di stanza che non avevano tradito Gheddafi. Nel porto è cominciato lo sbarco di truppe straniere. Uno dei fianchi ha smesso di rispondere. Il Generale Eshkal ha consegnato la posizione senza combattere. Gheddafi ha ordinato di non cessare il fuoco […] Per non trasformare in una bolgia Tripoli si è rettificato l’ordine alle unità dell’esercito e dei civili. Diverse centinaia di unità d’artiglieria hanno rifiutato di conformarsi al presente ordine e stavano combattendo nella città, nel tentativo di infliggere il massimo danno al nemico, per distoglierlo dal perseguire la leadership e il comando. Essi continuano a resistere. Da più di un mese a Tripoli, ci sono zone in cui anche gli islamisti non sono ben d’accordo. E’ una loro (dei lealisti) scelta, è la loro città, e io li capisco.
L’attacco ebbe inizio. Abbiamo lasciato la casa vicino alla base del Bab al-Aziz […]. Solo poche ore dopo con diverse vetture abbiamo lasciato la città e ci siamo trasferiti in un luogo sicuro. Si è scappati appena in tempo – prima che colpissero tre volte consecutive la casa – bombe anti bunker e bombe di profondità. Le macchine erano jeep comuni, non ci sono “Mercedes” appositamente costruite per Gheddafi. Perché attirare l’attenzione? Anche se non ho dubbi che gli americani spesso sanno dove è al-Gheddafi. Ma i razzi e le bombe sono ripresi dopo 5 minuti dopo la partenza. Sembrano averlo dimostrato che da un momento all’altro si potesse essere distrutti, ma finora, a quanto pare, c’è un divieto di distruzione. Nel conflitto libico hanno fatto molta attenzione anche agli attacchi psicologici di informazione.

[Continua]

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/06/dietro-le-quinte-del-colpo-di-stato-libico-laiuto-russo-i-parte/

2011: La liberazione libica continua con l’ingresso in guerra delle tribù algerine

La liberazione libica continua con l’ingresso in guerra delle tribù algerine

[03.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks

Le zone più a sud della Libia sono saldamente sotto il controllo delle forze libiche e alleate. Combattimenti continuano a Tripoli, nel nord-est e nel nord-ovest della Libia. Tribù algerine sono entrate in ciò che i capi delle tribù algerine chiamano “La guerra per la liberazione del Nord Africa”. Le corporation degli organi d’informazione occidentali continuano il loro blackout dei media, mentre la NATO riferisce di avere svolto 40 sortite aeree.
dal Dott. Christof Lehmann

Nsnbc sta cercando di portare ai suoi lettori un informazione equilibrata sulla guerra di Libia, che contiene sia un’analisi approfondita e giorno per giorno i rapporti. Ieri nsnbc ricevuto una e-mail da una famiglia libica espatriata in Europa, che ringraziava nsnbc per la consegna di giorno in giorno degli aggiornamenti sulla situazione sul terreno in Libia. Con la comunicazione tra Europa e Libia che sta diventando problematica nel migliore dei casi e elementare o inesistente nel peggiore dei casi, i nostri rapporti giornalieri sono spesso tutta l’informazione che le famiglie hanno a disposizione che può dare almeno qualche indicazione sulla situazione dei loro cari. Abbiamo promesso di trasmettere questa grazie a tutti gli altri media indipendenti che coprono il conflitto.

Xavier Driencourt

 

 

__________________________________________________________


Sirte
– Secondo il sito della resistenza libica Zangetna nella zona marittima di Jiza, i combattenti della resistenza libica sono riusciti a colpire e hanno fatto esplodere un elicottero d’assalto Apache, il 1 ottobre alle ore 23:00.

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1406/libye-octobre-2011-helicoptere-apatchi-est-tombe-sirte-suite-une-attaque-resistance-libyenne-explose.html

Black Hawk Down (Ridley Scott – 2001)

___________________

Sirte – Sempre secondo il sito della resistenza libica Zangetna (dopo il saccheggio del Museo nazionale di Tripoli ad agosto) anche il Museo situato nella zona Soltane di Sirte est  è stato vittima di un saccheggio organizzato dai ribelli/golpisti della NATO. Tutto era trasportato su pickup. I tesori libici rubati erano probabilmente commissionati dagli occidentali per completare la raccolta di qualche autentico collezionista.

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1404/libye-octobre-2011-musee-sirte-pillee-par-les-rebelles.html

Sirte – Per quanto riguarda la situazione a Sirte, Moussa Ibrahim ha riferito di un violento bombardamento con carri armati e missili Grad (…) che ha distrutto interi quartieri e le case (…) Costringendo centinaia di abitanti a lasciare la città.” Per quanto riguarda la situazione di sabato (01.09.2011) a Sirte, ha detto che “secondo le ultime informazioni giunte dai combattenti (…) i lealisti hanno condotto un attacco qualitativo a est della città, respingendo le forze (pro-CNT) per diversi chilometriI lati sud e nord stanno andando bene, ci aspettiamo un’intensificazione del (…) combattimento da domani sul fronte occidentale e meridionale, ma siamo pronti, abbiamo un gran numero di combattenti sul fronte occidentale“, ha aggiunto, affermando inoltre che le forze del CNT lottano “su cinque fronti a Sirte supportati da aerei della NATO e armi molto moderne.
Il numero di cadaveri dei ribelli golpisti nelle periferia di Sirte, abbandonati durante le numerose ritirate dopo i fallimentari tentativi di espugnare la roccaforte lealiste, sono numerosissimi e alcune strade ne sono disseminate. I cadaveri in avanzato stato di decomposizione stanno creando un grosso problema; dalla città di Sirte i lealisti domandano che le associazioni umanitarie si facciano carico di trasportare i corpi fuori dal centro abitato. La Nato ha negato però fino a qualche giorno fa alla Croce Rossa l’ingresso a Sirte e a Bani Walid. Perfino la Germania Hitleriana aveva consentito alla Croce Rossa internazionale di operare. La Nato e i suoi ufficiali dovranno rispondere di probabili procedimenti internazionali di crimini contro l’umanità per bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile, le infrastrutture civili come centrali elettriche, acquedotti, ospedali, scuole e zone residenziali che hanno portato alla morte di decine di migliaia di persone che si  sarebbero dovute proteggere. Contro tutte le Convenzioni internazionali la Nato continua con i suoi assedi medioevali non consentendo alcuna forma di aiuto umanitario alle città lealiste che fieramente resistono contro forze preponderanti.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6270/moussa-ibrahim-sur-tous-les-fronts.html

In imboscate a Sirte, durante la ritirata dei golpisti chiusi in trappola tra i quartieri della periferia, quasi 40 rinnegati sono morti mentre un altro centinaio è rimasto ferito. I ribelli erano avanzati per poi ritrovarsi imprigionati sotto il fuoco di cecchini, mortai, razzi rpg; numerose auto Toyota pick-up sono state distrutte. Tra quelli che sono riusciti a fuggire, ci sono circa 100 feriti che hanno potuto raggiungere la città di Misurata. La NATO è stata costretta a fornire i farmaci, perché l’ospedale locale è completamente stracolmo. Il personale medico dell’ospedale non riesce a sopperire a tutti i casi, essendo sopraffatto da un numero di feriti esponenziale.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6271/libye-les-dernieres-nouvelles-front-2011.html

(AGI)Misurata, 1 ott. – A Sirte, la citta’ natale di Muammar Gheddafi assediata da giorni, la “situazione e’ disperata“.
Secondo la Croce Rossa Internazionale la gente muore per la mancanza di cure mediche di base, e anche perche’ l’ospedale, colpito da razzi, non e’ in grado di aiutare i feriti. Lo ha riferito Hichem Khadhraoui, inviato della Croce Rossa Internazionale, aggiungendo che la squadra che ha guidato a Sirte ha consegnato 300 “kit per ferite da guerra” e circa “150 sacchi per cadaveri“.
http://www.agi.it/news/notizie/201110012301-cro-rt10104-libia_croce_rossa_la_situazione_e_disperata_a_sirte
La Croce Rossa visita nelle giornate del 1 e del 2 ottobre gli ospedali di Sirte sotto una feroce offensiva dei ribelli golpisti, in corso in queste ore.

_________________________________________________________________

  • Herman Morris intervista Leonor: Arrendersi a cosa? Agli stupri, agli arresti, ai saccheggi, alle uccisioni? La guerriglia non sia arrenderà mai!

__________________________________________________________________

Tripoli – Secondo il sito web della resistenza libica Zangetna, i combattenti della resistenza libica hanno ucciso Muhamad Muftah Shalkan, un cugino di Abdel Rahman Shalkan, un membro della CNT (ex ministro degli Esteri ed ex ambasciatore delle Nazioni Unite, leader della CNT) comandante dei mercenari del CNT della zona di al-Graefe, vicino a Tripoli. I colpi ricevuti dai mercenari della Nato per mano della Resistenza Libica sono una prova del livello di organizzazione e della determinazione di vittoria o morte del popolo libico che non lascerà mai in pace i ratti golpisti per liberare il paese dai suoi padroni occidentali.

http://www.zangetna.com/t15951-topic#112983

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1405/libye-octobre-2011-cousin-membre-cnt-abderahmane-chalkem-tue-par-resistance.html

Sparatoria alla Piazza Verde di Tripoli, sono stati uccisi due ribelli dopo uno scontro a fuoco. Alcune ambulanze sono state inviate sul posto.

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1403/libye-octobre-2011-fusillade-place-verte-tripoli.html

Secondo Allen Jules nella periferia di Tripoli, in una località chiamata Bab Gargaresh, più di 45 ribelli sono stati eliminati finora.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6271/libye-les-dernieres-nouvelles-front-2011.html

 

Bani WalidDiverse fonti all’interno delle nuove autorità libiche avevano rivendicato che Ibrahim Moussa (portavoce del governo libico legittimo) la settimana scorsa fosse presso l’oasi di Bani Walid, circondato dalle forze anti-Gheddafi. La roccaforte lealista si trova a 170 km a sud-est di Tripoli e resiste alla forte offensiva del CNT. In realtà, Moussa IBRAHIM si muove con le colonne mobili lealiste su tutti i fronti in cui si porta l’attacco. IBRAHIM, parlando regolarmente sul canale Arraya, ha detto l’altro ieri che “Bani Walid è stata completamente ripulita e gli agenti della NATO (i golpisti del CNT) si trovano alla periferia della città e sulle montagne.”
La notizia di Bani Walid è eccellente, Bani Walid rappresenta la morte per le forze del CNT, gli ospedali sono pieni di combattenti anti-Gheddafi“, ha aggiunto. Questo confermerebbe la notizia di diserzioni attorno al migliaio di unità sul fronte di Bani Walid e Sirte tra le forze del CNT che hanno lasciato sul campo altrettanti combattenti, mentre altri ribelli si rifiuterebbero di andare a fare da “carne di cannone” sui due fronti che negli ultimi 20 giorni hanno portato una carneficina tra le fila dei golpisti ribelli.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6270/moussa-ibrahim-sur-tous-les-fronts.html

Secondo Allen Jules in imboscate a Walid Bani, la resistenza libica avrebbe eliminato altri 40 rinnegati.
Mentre rimangono sempre nelle mani dei lealisti decine di mercenari, armati dalla NATO, tra i quali diversi francesi e inglesi come: Jaques Monse:35 anni – Alan Abano di 29 – Mark Moren di 31 – Henry Richardson di 26 – Ryan Kirk di 37.

_______________________________________________________________________________________________

Frente Francisco de Miranda

” data-medium-file=”” data-large-file=”” />

Dopo le notizie di ieri dei preparativi della NATO di espandere le operazioni militari in Algeria, e la conferma che squadre delle operazioni speciali della Nato sono state portate a terra in Algeria per un tempo considerevole, e dopo le notizie di ieri che l’ambasciatore francese in Algeria, Xavier Driencourt, si sta preparando per l’evacuazione di emergenza entro una settimana; nsnbc ha ricevuto reports che hanno confermato che le tribù provenienti dall’Algeria sono entrate in guerra.

Le volpi del deserto

__________________________________________________________


Sirte
– Secondo il sito della resistenza libica Zangetna nella zona marittima di Jiza, i combattenti della resistenza libica sono riusciti a colpire e hanno fatto esplodere un elicottero d’assalto Apache, il 1 ottobre alle ore 23:00.

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1406/libye-octobre-2011-helicoptere-apatchi-est-tombe-sirte-suite-une-attaque-resistance-libyenne-explose.html

Black Hawk Down (Ridley Scott – 2001)

___________________

Sirte – Sempre secondo il sito della resistenza libica Zangetna (dopo il saccheggio del Museo nazionale di Tripoli ad agosto) anche il Museo situato nella zona Soltane di Sirte est  è stato vittima di un saccheggio organizzato dai ribelli/golpisti della NATO. Tutto era trasportato su pickup. I tesori libici rubati erano probabilmente commissionati dagli occidentali per completare la raccolta di qualche autentico collezionista.

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1404/libye-octobre-2011-musee-sirte-pillee-par-les-rebelles.html

Sirte – Per quanto riguarda la situazione a Sirte, Moussa Ibrahim ha riferito di un violento bombardamento con carri armati e missili Grad (…) che ha distrutto interi quartieri e le case (…) Costringendo centinaia di abitanti a lasciare la città.” Per quanto riguarda la situazione di sabato (01.09.2011) a Sirte, ha detto che “secondo le ultime informazioni giunte dai combattenti (…) i lealisti hanno condotto un attacco qualitativo a est della città, respingendo le forze (pro-CNT) per diversi chilometriI lati sud e nord stanno andando bene, ci aspettiamo un’intensificazione del (…) combattimento da domani sul fronte occidentale e meridionale, ma siamo pronti, abbiamo un gran numero di combattenti sul fronte occidentale“, ha aggiunto, affermando inoltre che le forze del CNT lottano “su cinque fronti a Sirte supportati da aerei della NATO e armi molto moderne.
Il numero di cadaveri dei ribelli golpisti nelle periferia di Sirte, abbandonati durante le numerose ritirate dopo i fallimentari tentativi di espugnare la roccaforte lealiste, sono numerosissimi e alcune strade ne sono disseminate. I cadaveri in avanzato stato di decomposizione stanno creando un grosso problema; dalla città di Sirte i lealisti domandano che le associazioni umanitarie si facciano carico di trasportare i corpi fuori dal centro abitato. La Nato ha negato però fino a qualche giorno fa alla Croce Rossa l’ingresso a Sirte e a Bani Walid. Perfino la Germania Hitleriana aveva consentito alla Croce Rossa internazionale di operare. La Nato e i suoi ufficiali dovranno rispondere di probabili procedimenti internazionali di crimini contro l’umanità per bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile, le infrastrutture civili come centrali elettriche, acquedotti, ospedali, scuole e zone residenziali che hanno portato alla morte di decine di migliaia di persone che si  sarebbero dovute proteggere. Contro tutte le Convenzioni internazionali la Nato continua con i suoi assedi medioevali non consentendo alcuna forma di aiuto umanitario alle città lealiste che fieramente resistono contro forze preponderanti.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6270/moussa-ibrahim-sur-tous-les-fronts.html

In imboscate a Sirte, durante la ritirata dei golpisti chiusi in trappola tra i quartieri della periferia, quasi 40 rinnegati sono morti mentre un altro centinaio è rimasto ferito. I ribelli erano avanzati per poi ritrovarsi imprigionati sotto il fuoco di cecchini, mortai, razzi rpg; numerose auto Toyota pick-up sono state distrutte. Tra quelli che sono riusciti a fuggire, ci sono circa 100 feriti che hanno potuto raggiungere la città di Misurata. La NATO è stata costretta a fornire i farmaci, perché l’ospedale locale è completamente stracolmo. Il personale medico dell’ospedale non riesce a sopperire a tutti i casi, essendo sopraffatto da un numero di feriti esponenziale.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6271/libye-les-dernieres-nouvelles-front-2011.html

(AGI)Misurata, 1 ott. – A Sirte, la citta’ natale di Muammar Gheddafi assediata da giorni, la “situazione e’ disperata“.
Secondo la Croce Rossa Internazionale la gente muore per la mancanza di cure mediche di base, e anche perche’ l’ospedale, colpito da razzi, non e’ in grado di aiutare i feriti. Lo ha riferito Hichem Khadhraoui, inviato della Croce Rossa Internazionale, aggiungendo che la squadra che ha guidato a Sirte ha consegnato 300 “kit per ferite da guerra” e circa “150 sacchi per cadaveri“.
http://www.agi.it/news/notizie/201110012301-cro-rt10104-libia_croce_rossa_la_situazione_e_disperata_a_sirte
La Croce Rossa visita nelle giornate del 1 e del 2 ottobre gli ospedali di Sirte sotto una feroce offensiva dei ribelli golpisti, in corso in queste ore.

_________________________________________________________________

  • Herman Morris intervista Leonor: Arrendersi a cosa? Agli stupri, agli arresti, ai saccheggi, alle uccisioni? La guerriglia non sia arrenderà mai!

__________________________________________________________________

Tripoli – Secondo il sito web della resistenza libica Zangetna, i combattenti della resistenza libica hanno ucciso Muhamad Muftah Shalkan, un cugino di Abdel Rahman Shalkan, un membro della CNT (ex ministro degli Esteri ed ex ambasciatore delle Nazioni Unite, leader della CNT) comandante dei mercenari del CNT della zona di al-Graefe, vicino a Tripoli. I colpi ricevuti dai mercenari della Nato per mano della Resistenza Libica sono una prova del livello di organizzazione e della determinazione di vittoria o morte del popolo libico che non lascerà mai in pace i ratti golpisti per liberare il paese dai suoi padroni occidentali.

http://www.zangetna.com/t15951-topic#112983

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1405/libye-octobre-2011-cousin-membre-cnt-abderahmane-chalkem-tue-par-resistance.html

Sparatoria alla Piazza Verde di Tripoli, sono stati uccisi due ribelli dopo uno scontro a fuoco. Alcune ambulanze sono state inviate sul posto.

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1403/libye-octobre-2011-fusillade-place-verte-tripoli.html

Secondo Allen Jules nella periferia di Tripoli, in una località chiamata Bab Gargaresh, più di 45 ribelli sono stati eliminati finora.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6271/libye-les-dernieres-nouvelles-front-2011.html

Bani WalidDiverse fonti all’interno delle nuove autorità libiche avevano rivendicato che Ibrahim Moussa (portavoce del governo libico legittimo) la settimana scorsa fosse presso l’oasi di Bani Walid, circondato dalle forze anti-Gheddafi. La roccaforte lealista si trova a 170 km a sud-est di Tripoli e resiste alla forte offensiva del CNT. In realtà, Moussa IBRAHIM si muove con le colonne mobili lealiste su tutti i fronti in cui si porta l’attacco. IBRAHIM, parlando regolarmente sul canale Arraya, ha detto l’altro ieri che “Bani Walid è stata completamente ripulita e gli agenti della NATO (i golpisti del CNT) si trovano alla periferia della città e sulle montagne.”
La notizia di Bani Walid è eccellente, Bani Walid rappresenta la morte per le forze del CNT, gli ospedali sono pieni di combattenti anti-Gheddafi“, ha aggiunto. Questo confermerebbe la notizia di diserzioni attorno al migliaio di unità sul fronte di Bani Walid e Sirte tra le forze del CNT che hanno lasciato sul campo altrettanti combattenti, mentre altri ribelli si rifiuterebbero di andare a fare da “carne di cannone” sui due fronti che negli ultimi 20 giorni hanno portato una carneficina tra le fila dei golpisti ribelli.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6270/moussa-ibrahim-sur-tous-les-fronts.html

Secondo Allen Jules in imboscate a Walid Bani, la resistenza libica avrebbe eliminato altri 40 rinnegati.
Mentre rimangono sempre nelle mani dei lealisti decine di mercenari, armati dalla NATO, tra i quali diversi francesi e inglesi come: Jaques Monse:35 anni – Alan Abano di 29 – Mark Moren di 31 – Henry Richardson di 26 – Ryan Kirk di 37.

_______________________________________________________________________________________________

Frente Francisco de Miranda

” data-medium-file=”” data-large-file=”” />
Secondo fonti attendibili, una serie di incontri segreti tra i leader tribali di Zintan, Libia e Algeria, ha portato questa sera ad un accordo secondo cui un fronte unito delle milizie tribali entrerà in una guerra che viene chiamata “La guerra per la liberazione del Nord Africa”. Secondo le stesse fonti questa alleanza di tribù è sostenuta da un fronte unito del Nord Africa, tra le tribù del Marocco così come il Polisario che combatte contro l’amministrazione marocchina della Repubblica Democratica Araba Saharawi. Molti membri del governo provvisorio Saharawi e combattenti del Polisario vivono in esilio in Algeria. La Repubblica Democratica Araba Saharawi è stata ufficialmente riconosciuta dalla Libia nel 1980 ed è riconosciuta da una vasta gamma di paesi di cui non uno è stato membro della NATO.

Khamis Gheddafi

Da quando l’appoggio militare internazionale contro l’aggressione guidata dalla NATO ha cominciato a manifestarsi e dal conseguente adattamento della strategia e della tattica da parte di Khamis Gheddafi e della leadership militare delle Forze Armate libiche, la situazione sul terreno ha portato, a dispetto dei pesanti combattimenti a perdite su entrambi i fronti, a risultati così positivi che si stima che il 95% del Sud della Libia sia sotto il controllo del legittimo governo libico, godendo di un travolgente sostegno popolare.

Una panoramica sulla situazione militare delle ultime notti fino al mattino di oggi.

A Derna un grande contingente di combattenti del CNT sono fuggiti dalla città subendo pesanti perdite quando è stato tenacemente inseguito dai militari libici, dalla resistenza tribale e popolare. Pesanti combattimenti ad Al-Baida hanno portato questa mattina alla liberazione di circa il 50% della città.
Alle sei in punto di questa mattina abbiamo ricevuto reports di pesanti combattimenti strada per strada, casa per casa e stanza per stanza in lotta a Bengasi con pesanti perdite da entrambe le parti. Si stima che circa il 50% della città è segnalata esser stata liberata. La resistenza principale da parte delle forze del CNT è radicata nel centro di Bengasi. Un contingente di combattenti del CNT da Tobruk che era stato distaccato in soccorso dei combattenti del CNT, circondati nella città di Bengasi, è stato letteralmente spazzato via quando l’intelligence dall’interno dei quadri del CNT a Tobruk ha reso possibile preparare un agguato da parte delle Forze libiche.

Izzat Ibrahim

__________________________________________________________


Sirte
– Secondo il sito della resistenza libica Zangetna nella zona marittima di Jiza, i combattenti della resistenza libica sono riusciti a colpire e hanno fatto esplodere un elicottero d’assalto Apache, il 1 ottobre alle ore 23:00.

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1406/libye-octobre-2011-helicoptere-apatchi-est-tombe-sirte-suite-une-attaque-resistance-libyenne-explose.html

Black Hawk Down (Ridley Scott – 2001)

___________________

Sirte – Sempre secondo il sito della resistenza libica Zangetna (dopo il saccheggio del Museo nazionale di Tripoli ad agosto) anche il Museo situato nella zona Soltane di Sirte est  è stato vittima di un saccheggio organizzato dai ribelli/golpisti della NATO. Tutto era trasportato su pickup. I tesori libici rubati erano probabilmente commissionati dagli occidentali per completare la raccolta di qualche autentico collezionista.

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1404/libye-octobre-2011-musee-sirte-pillee-par-les-rebelles.html

Sirte – Per quanto riguarda la situazione a Sirte, Moussa Ibrahim ha riferito di un violento bombardamento con carri armati e missili Grad (…) che ha distrutto interi quartieri e le case (…) Costringendo centinaia di abitanti a lasciare la città.” Per quanto riguarda la situazione di sabato (01.09.2011) a Sirte, ha detto che “secondo le ultime informazioni giunte dai combattenti (…) i lealisti hanno condotto un attacco qualitativo a est della città, respingendo le forze (pro-CNT) per diversi chilometriI lati sud e nord stanno andando bene, ci aspettiamo un’intensificazione del (…) combattimento da domani sul fronte occidentale e meridionale, ma siamo pronti, abbiamo un gran numero di combattenti sul fronte occidentale“, ha aggiunto, affermando inoltre che le forze del CNT lottano “su cinque fronti a Sirte supportati da aerei della NATO e armi molto moderne.
Il numero di cadaveri dei ribelli golpisti nelle periferia di Sirte, abbandonati durante le numerose ritirate dopo i fallimentari tentativi di espugnare la roccaforte lealiste, sono numerosissimi e alcune strade ne sono disseminate. I cadaveri in avanzato stato di decomposizione stanno creando un grosso problema; dalla città di Sirte i lealisti domandano che le associazioni umanitarie si facciano carico di trasportare i corpi fuori dal centro abitato. La Nato ha negato però fino a qualche giorno fa alla Croce Rossa l’ingresso a Sirte e a Bani Walid. Perfino la Germania Hitleriana aveva consentito alla Croce Rossa internazionale di operare. La Nato e i suoi ufficiali dovranno rispondere di probabili procedimenti internazionali di crimini contro l’umanità per bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile, le infrastrutture civili come centrali elettriche, acquedotti, ospedali, scuole e zone residenziali che hanno portato alla morte di decine di migliaia di persone che si  sarebbero dovute proteggere. Contro tutte le Convenzioni internazionali la Nato continua con i suoi assedi medioevali non consentendo alcuna forma di aiuto umanitario alle città lealiste che fieramente resistono contro forze preponderanti.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6270/moussa-ibrahim-sur-tous-les-fronts.html

In imboscate a Sirte, durante la ritirata dei golpisti chiusi in trappola tra i quartieri della periferia, quasi 40 rinnegati sono morti mentre un altro centinaio è rimasto ferito. I ribelli erano avanzati per poi ritrovarsi imprigionati sotto il fuoco di cecchini, mortai, razzi rpg; numerose auto Toyota pick-up sono state distrutte. Tra quelli che sono riusciti a fuggire, ci sono circa 100 feriti che hanno potuto raggiungere la città di Misurata. La NATO è stata costretta a fornire i farmaci, perché l’ospedale locale è completamente stracolmo. Il personale medico dell’ospedale non riesce a sopperire a tutti i casi, essendo sopraffatto da un numero di feriti esponenziale.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6271/libye-les-dernieres-nouvelles-front-2011.html

(AGI)Misurata, 1 ott. – A Sirte, la citta’ natale di Muammar Gheddafi assediata da giorni, la “situazione e’ disperata“.
Secondo la Croce Rossa Internazionale la gente muore per la mancanza di cure mediche di base, e anche perche’ l’ospedale, colpito da razzi, non e’ in grado di aiutare i feriti. Lo ha riferito Hichem Khadhraoui, inviato della Croce Rossa Internazionale, aggiungendo che la squadra che ha guidato a Sirte ha consegnato 300 “kit per ferite da guerra” e circa “150 sacchi per cadaveri“.
http://www.agi.it/news/notizie/201110012301-cro-rt10104-libia_croce_rossa_la_situazione_e_disperata_a_sirte
La Croce Rossa visita nelle giornate del 1 e del 2 ottobre gli ospedali di Sirte sotto una feroce offensiva dei ribelli golpisti, in corso in queste ore.

_________________________________________________________________

  • Herman Morris intervista Leonor: Arrendersi a cosa? Agli stupri, agli arresti, ai saccheggi, alle uccisioni? La guerriglia non sia arrenderà mai!

__________________________________________________________________

Tripoli – Secondo il sito web della resistenza libica Zangetna, i combattenti della resistenza libica hanno ucciso Muhamad Muftah Shalkan, un cugino di Abdel Rahman Shalkan, un membro della CNT (ex ministro degli Esteri ed ex ambasciatore delle Nazioni Unite, leader della CNT) comandante dei mercenari del CNT della zona di al-Graefe, vicino a Tripoli. I colpi ricevuti dai mercenari della Nato per mano della Resistenza Libica sono una prova del livello di organizzazione e della determinazione di vittoria o morte del popolo libico che non lascerà mai in pace i ratti golpisti per liberare il paese dai suoi padroni occidentali.

http://www.zangetna.com/t15951-topic#112983

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1405/libye-octobre-2011-cousin-membre-cnt-abderahmane-chalkem-tue-par-resistance.html

Sparatoria alla Piazza Verde di Tripoli, sono stati uccisi due ribelli dopo uno scontro a fuoco. Alcune ambulanze sono state inviate sul posto.

http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201110-D1403/libye-octobre-2011-fusillade-place-verte-tripoli.html

Secondo Allen Jules nella periferia di Tripoli, in una località chiamata Bab Gargaresh, più di 45 ribelli sono stati eliminati finora.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6271/libye-les-dernieres-nouvelles-front-2011.html

Bani WalidDiverse fonti all’interno delle nuove autorità libiche avevano rivendicato che Ibrahim Moussa (portavoce del governo libico legittimo) la settimana scorsa fosse presso l’oasi di Bani Walid, circondato dalle forze anti-Gheddafi. La roccaforte lealista si trova a 170 km a sud-est di Tripoli e resiste alla forte offensiva del CNT. In realtà, Moussa IBRAHIM si muove con le colonne mobili lealiste su tutti i fronti in cui si porta l’attacco. IBRAHIM, parlando regolarmente sul canale Arraya, ha detto l’altro ieri che “Bani Walid è stata completamente ripulita e gli agenti della NATO (i golpisti del CNT) si trovano alla periferia della città e sulle montagne.”
La notizia di Bani Walid è eccellente, Bani Walid rappresenta la morte per le forze del CNT, gli ospedali sono pieni di combattenti anti-Gheddafi“, ha aggiunto. Questo confermerebbe la notizia di diserzioni attorno al migliaio di unità sul fronte di Bani Walid e Sirte tra le forze del CNT che hanno lasciato sul campo altrettanti combattenti, mentre altri ribelli si rifiuterebbero di andare a fare da “carne di cannone” sui due fronti che negli ultimi 20 giorni hanno portato una carneficina tra le fila dei golpisti ribelli.

http://www.algeria-isp.com/actualites/politique-libye/201110-A6270/moussa-ibrahim-sur-tous-les-fronts.html

Secondo Allen Jules in imboscate a Walid Bani, la resistenza libica avrebbe eliminato altri 40 rinnegati.
Mentre rimangono sempre nelle mani dei lealisti decine di mercenari, armati dalla NATO, tra i quali diversi francesi e inglesi come: Jaques Monse:35 anni – Alan Abano di 29 – Mark Moren di 31 – Henry Richardson di 26 – Ryan Kirk di 37.

_______________________________________________________________________________________________

Frente Francisco de Miranda

” data-medium-file=”” data-large-file=”” />

Il caos totale nella pianificazione militare tra gli strateghi del CNT diventa evidente se si considera che un distaccamento di combattenti del CNT aveva lasciato la stessa notte Bengasi prima per preparare un attacco a Ghat, che ha incontrato una forte resistenza, avendo come risultato 30 vittime del CNT.
A Zawiah la bandiera verde è issata su una città liberata. Dopo le riunioni dei rappresentanti delle città e dei villaggi intorno a Zliten di ieri e stasera,  i rappresentanti del CNT, questa mattina sono stati avvicinati dai rappresentanti della cittadina per la consegna di un ultimatum secondo cui i rappresentanti locali del CNT, insieme ai loro mercenari stranieri dovrebbero lasciare Zliten da venerdì, o affrontare la situazione di “essere buttati fuori” dal popolo. Anche se gli psicologici strateghi del Pentagono e della NATO erano riusciti ad ingannare una parte sostanziale della popolazione libica a credere che avevano bisogno di una boccata di aria fresca e di riforme, dopo il risveglio brutale di ciò che l’Impero Anglo Americano rappresenta, e come viene rappresentato dai mercenari importati alQaedisti, afgani e altri opportunisti, uno stimato 97% della popolazione libica è decisamente schierato dietro Muammar Gheddafi e il governo legittimo della Libia.
Il 97% dovrebbe dire a qualsiasi esperto militare che la situazione è notevolmente peggiore per le ambizioni degli Stati Uniti di quanto non fosse in Vietnam.

Dr. Christof Lehmann

Fonte: http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/03/libyan-liberation-continues-with-algerian-tribes-entering-war/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/04/la-liberazione-libica-continua-con-lingresso-in-guerra-delle-tribu-algerine/

Gli Squadroni della Morte di “Al Qaeda-Nato ” a Tripoli nel 2011

MASSACRO NATO A TRIPOLI: L’OPERAZIONE ALBA DELLE SIRENE SEGNA L’ASSALTO DEI RIBELLI DELLE SQUADRE DELLA MORTE

Thierry Meyssan – Global ResearchTraduzione di FFP per LibyanFreePress

Tripoli, in Libia, 22 agosto 2011, 01:00


Sabato sera, alle 8, quando l’ora dell’Iftar segnava la fine del digiuno del Ramadan, il comando della NATO ha lanciato la sua “Operazione Sirena” contro la Libia.

Le Sirene sono stati gli altoparlanti delle moschee, che sono stati utilizzati per lanciare l’appello di Al Qaeda alla rivolta contro il governo di Gheddafi. Immediatamente le cellule dormienti dei ribelli di Bengasi sono entrati in azione. Questi sono piccoli gruppi con grande agilità di movimento, i quali hanno condotto attacchi multipli. I combattimenti, durante la notte, hanno provocato circa 350 morti e 3.000 feriti.

La situazione si è calmata un pò nel corso della domenica.

Poi una nave da guerra della NATO si è ancorata appena al largo della costa di Tripoli, fornendo armi pesanti e uomini delle forze jihadiste di Al Qaeda, le quali erano dirette da ufficiali della NATO.

I combattimenti sono ripresi durante la notte. Ci sono stati intensi scontri a fuoco. Droni della NATO e bombardamenti aerei sono continuati in tutte le direzioni. Elicotteri della NATO hanno mitragliato i civili per le strade, per aprire la via ai jihadisti.

In serata un corteo di auto che trasportavano ufficiali governativi è stata attaccata. Il convoglio ha trovato rifugio al Rixos Hotel, dove ha sede la stampa straniera. La NATO non osa bombardare l’hotel per evitare di uccidere i suoi giornalisti. Tuttavia l’hotel, che è quello che mi ospita al momento, è tutt’ora l’obiettivo di un intenso attacco.

Alle 11:30, il ministro della Salute ha dovuto annunciare che gli ospedali erano pieni fino a traboccare. Domenica sera ci sono stati circa 1.300 morti e 5.000 feriti.

La NATO era stata incaricato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU di proteggere i civili libici.  In realtà, Francia e Gran Bretagna hanno appena re-iniziato il loro massacro coloniale.

Alle 01:00, Khamis Gheddafi è venuto personalmente all ‘Hotel Rixos per consegnare armi utili alla difesa dell’ hotel. Poi se ne è andato. Vi sono al momento intensi combattimenti in tutto l’hotel.

Preso da: https://libyanfreepress.wordpress.com/2011/08/22/gli-al-qaeda-nato-squadroni-della-morte-in-tripoli/