Pronto il piano Macron-Sanchez contro l’Italia

di  Luciano Lago

Gli esponenti della finanza mondialista preparano un piano per contrastare l’ascesa dei governi populisti in Europa.
In queste settimane sembra certo che i maggiori esponenti del mondo finanziario stiano pianificando le loro mosse per contrastare l’ascesa dei movimenti populisti in Europa ed in particolare per erodere il consenso del nuovo governo italiano Conte/Salvini e del governo austriaco, che sono quelli di recente saliti alla ribalta in Europa grazie all’ondata populista/sovranista che ha scosso le acque ferme della sinistra egemone, ribaltando la situazione politica europea.

La stessa Germania corre il rischio di tornare alle elezioni e vedere una ascesa della AfD che ricalca i temi sovranisti ed anti immigrazione del partito dell’Austria e della Lega in Italia. Una situazione di “allarme rosso” per le centrali mondialiste.
L’idea è quella di correre ai ripari e utilizzare le grandi leve finanziarie e mediatiche di cui dispongono i sostenitori del gobalismo per rovesciare la situazione.

Non è un caso che si siano incontrati riservatamente il 27 Giugno  il nuovo primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, con il finanziere speculatore George Soros per discutere di questa situazione.  Vedi: Encuentro secreto: Para que se reuniò Pedro Sanchez…

Non è un mistero che sono allo studio misure  prese in sintonia fra i governi di Spagna e Francia  per mettere in minoranza il Governo Italiano ed evitare che venga fermato il piano di migrazioni accuratamente seguito e finanziato da Soros e dalle sue organizzazioni. Emmanuel Macron è il perno di questo piano, l’uomo dei Rothshild vuole essere al centro dell’attenzione, il solerte esecutore.
In questo momento le navi delle ONG stanno predisponendo una raccolta straordinaria di profughi sulle coste libiche per mettere in difficoltà le guardia coste della Marina Libica ed obbligare le navi della Marina Militare italiana ad intervenire.

Non è escluso che si vada predisponendo un apposito naufragio di qualche barcone, con relativo bilancio di affogati, per responsabilizzare il governo italiano del mancato intervento e gettare una campagna di discredito sul governo e sul minstro Salvini, facendo appello alla violazione dei diritti umanitari.

Il controllo dei media di cui dispongono le centrali mondialiste permette loro di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e distorcere i fatti. Si preparano gruppi di giornalisti da imbarcare per documentare la inumanità del governo italiano ed creare la campagna di accuse. Saranno in prima fila Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa e gli inviati della RAI. Mentana farà una trasmissione straordinaria sulla 7 ed in TV appariranno Roberto Saviano, ospite di “Che Tempo Fa” di Fabio Fazio, per lanciare le sue invettive contro Salvini. Non mancheranno Formigli, la Gruber, Furio Colombo, Vittorio Zucconi e altri “prestigiosi” opinionisti nel partecipare al coro di accuse contro Salvini ed il Governo.

Il ministro Matteo Salvini dovrà andare in Parlamento per giustificarsi di fronte agli attacchi concentrici di tutte le oppposizioni e non mancherà anche un “alto” messaggio di Papa Bergoglio incentrato su necessità di accoglienza ed integrazione delle masse dei migranti.
Tutto sarà come da copione per mettere il nuovo governo sulla graticola delle accuse e si cercherà di creare un cuneo fra la Lega ed i 5 Stelle, facendo affidamento sull’anima mondialista del movimento. Possiamo scommetterci che questo sarà il prossimo sviluppo degli avvenimenti.

Naturalmente sembra escluso che, nel dibattito e nelle analisi, qualcuno voglia realmente fare luce su chi muove queste masse di migranti dall’Africa incentivando gli spostamenti, perchè lo fa e quali siano le sue finalità.
Non si tratta soltanto di business e della catena di interessi che lega le varie mafie, le ONG, gli scafisti e le Cooperative allo sfruttamento del fenomeno.

Macron con Attali

Parlare solo di questo aspetto è riduttivo e non offre un quadro completo della situazione. Non si spiegherebbe perchè personaggi come Soros o come Attali (gruppo Rothshild) siano interessati di per se stessi a favorire il fenomento del business delle migrazioni, vista la enorme disponibilità finanziaria di cui dispongono.

Lo abbiamo scritto altre volte: le migrazioni sono un’arma di utilizzo per finalità geopolitiche che consentono una destabilizzazione silenziosa e graduale dell’assetto sociale di alcuni paesi. Le migrazioni permettono di sradicare le culture autoctone, sostituire popolazioni originarie, creare una società multiculturale, abolire il sentimento identitario e di appartenenza di una popolazione. In prospettiva di deve andare verso una abolizione degli Stati Nazionali e la creazione di un nuovo Ordine Mondiale gestito da acumi organismi sovranazionali.

Gli esponenti dell’ideologia mondialista come Macron e come Attali, come Soros, sono ben consapevoli di questo e lo hanno anche dichiarato in vari discorsi pubblici, il superamento della cultura francese, di quella italiana o spagnola, l’avvento di una nuova morale relativista, l’obiettivo della società multiculturale, lo sradicamento della famiglia e dei valori tradizionali. Vedi: Jacques Attali e il Nuovo Ordine Mondiale

Le oligarchie mondialiste non nascondono i loro obiettivi, i discorsi sono chiari ed evidenti basta andare a leggerseli.

Fonte:https://www.controinformazione.info/pronto-il-piano-macron-sanchez-contro-litalia/

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ISIS: Mandanti, registi e attori del “terrorismo” internazionale

ISIS: Mandanti, registi e attori del “terrorismo” internazionale [by Paolo Sensini]

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Terrorismo e Isis: da tempo sui mezzi d’informazione non si parla d’altro, anche in seguito agli ultimi attentati in alcune capitali europee. Concetti declinati in tutte le maniere possibili e immaginabili, soprattutto riferendosi alle guerre combattute nel Vicino e Medio Oriente.

Ma conosciamo tutta la verità? Abbiamo davvero tutte le informazioni per esprimere un giudizio preciso? Quelle che leggiamo sui giornali o ascoltiamo in tv corrispondono alla realtà dei fatti oppure sono menzogne? È possibile che gli uomini di governo dell’occidente stiano sfruttando il terrorismo, che non cessano di calunniare come se fosse l’origine di tutti i mali, per ottenere un potere straordinario nei confronti della società?

Che cos’è dunque il cosiddetto terrorismo internazionale (Al-Qa’ida, ISIS, Jabhat al-Nusra, Boko Haram, al-Shabaab, etc.)? Ma, soprattutto, chi ne trae beneficio?

Sono queste le domande fondamentali a cui il libro diPaolo Sensini, dopo aver vagliato un’imponente mole di materiali e documenti originali, risponde per la prima volta in maniera esaustiva e completa.
E lo fa mettendo finalmente in luce la totalità degli aspetti che riguardano i mandanti, i registi, gli attori e le pratiche di quella che definisce come strategia del caos.
In questo scenario anche l’Islam e le sue centrali ideologiche, su cui si sono versati fiumi di parole senza mai toccare il cuore del problema, assumono un significato e dei contorni molto più chiari e definiti. Ne emerge così un quadro sconvolgente, ma allo stesso tempo necessario, per capire e orientarsi nel mare tempestoso in cui ci troviamo a vivere.

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Paolo Sensini, storico ed esperto di geopolitica, è autore di numerosi libri tra cui Il «dissenso» nella sinistra extraparlamentare italiana dal 1968 al 1977 (Rubbettino, Soveria Mannelli 2010), Libia 2011 (Jaca Book, Milano 2011), Divide et Impera, Strategie del caos per il XXI secolo nel Vicino e Medio Oriente (Mimesis, Milano 2013) e Sowing Chaos. Libya in the Wake of Humanitarian Intervention (Clarity Press, Atlanta 2016). Suoi scritti sono apparsi su varie riviste italiane ed estere.

Libro disponibile in libreria a questo link

(http://www.ariannaeditrice.it/punti_vendita.php)

oppure on-line nei formati Book e Ebook:

Isis – EBOOK

(http://www.ariannaeditrice.it/prodotti/isis-epub)

Isis – LIBRO [BOOK]

(http://www.ariannaeditrice.it/prodotti/isis)

Preso da: https://libyanfreepress.wordpress.com/2016/09/30/isis-mandanti-registi-e-attori-del-terrorismo-internazionale-by-paolo-sensini/

A proposito di bufale: 2016, I neonati venezuelani nelle scatole di cartone e la manipolazione dei media italiani

DI ATTILIO FOLLIERO
linterferenza.info
Che strano! Un paio di settimane fa, esattamente l’8 settembre scorso, la figlia di una nostra amica ha partorito un bel bambino in un ospedale pubblico di Caracas, la “Maternidad Santa Ana” (foto a lato), situato nel quartiere di San Bernardino.
Questo quartiere di Caracas è famoso per essere uno dei “quartieri bene” della città: vivono persone con un alto livello economico, ospita importanti ospedali e cliniche private, ministeri ed uffici pubblici; con l’adiacente quartiere de “La Candelaria” condivide anche le sedi delle più importanti banche ed istituzioni finanziarie del paese.


Foto tratte da Internet
 Io e mia moglie per questa lieta occasione, la nascita di questo bambino, l’8 settembre scorso siamo entrati in questo ospedale pubblico. In questo momento in Venezuela ci sono problemi economici, con file davanti ai negozi ed alle farmacie per la scarsità di cibo e medicine; con giornali e TV, almeno quelli che simpatizzano con i partiti oppositori al governo, che parlano di problemi negli ospedali, inclusi quelli dedicati alla maternità; a dire il vero lo hanno sempre fatto, anche quando non c’erano problemi veri.
Comunque dovendo entrare in un ospedale pubblico mi aspettavo di trovare una struttura con dei problemi, con camere affollate e pazienti obbligati a portarsi da casa le medicine, come era in Italia ancora alla fine degli anni sessanta, come magistralmente descritto nel famoso film “Il medico della mutua” con Alberto Sordi o nei vari film comici di Pierino e Lino Banfi, che trattavano, appunto in chiave comica, le tematiche della disastrosa sanità pubblica in Italia.
Invece no! Questo ospedale pubblico di Caracas, dedicato alla maternità, ed in cui sono entrato per la prima volta per questa lieta occasione, mi è sembrato un buon ospedale, che non aveva niente da invidiare ad una clinica privata in cui qualche tempo prima aveva partorito una nipote di mia moglie. Ho commentato questa mia impressione positiva con mia moglie e con la neo-mamma che eravamo andati a trovare e che si è mostrata totalmente soddisfatta del trattamento ricevuto.
Con mia moglie ci siamo anche soffermati a vedere “incantati” i neonati nelle loro culle e francamente non ho notato niente di strano; i neonati erano in culle ed incubatrici assolutamente normali, esattamente come nel reparto maternità dell’ospedale “Casa sollievo della sofferenza” di San Giovanni Rotondo, o degli Ospedali Riuniti di Foggia, che in tante liete occasioni ho vistato quando ero in Italia.

Chiunque potrebbe confondere questa stanza dell’ospedale “Maternidad Concepcion Palacio” con una stanza di un ospedale italiano. O non è vero?

La cattiveria, la manipolazione e la disinformazione dei media italiani  
Poi, con immensa meraviglia guardo la foto dei neonati posti in scatole di cartone in un ospedale dell’oriente venezuelano. La notizia di questi bambini nelle scatole di cartone ha prontamente fatto il giro del mondo ed ovviamente anche i media italiani non hanno perso la ghiotta occasione di parlare, anzi sparlare del Venezuela. Tutti i media italiani come avvoltoi si sono avventati sulla presa e quindi felici e contenti hanno potuto fare un grande banchetto, hanno potuto parlare male – come fanno sempre – del Venezuela.

Il Corriere della sera

Preso da: http://comedonchisciotte.org/neonati-venezuelani-nelle-scatole-cartone-la-manipolazione-dei-media-italiani/ 

I MEDIA MENTONO! ECCO COME FUNZIONA IL SISTEMA DELL’INFORMAZIONE

La maggior parte delle persone, a livello globale, danno per certo che le TV e i Giornali ci raccontino sempre verità certe. Si da per scontato che se lo dicono in TV è vero di sicuro..
Ma siamo così sicuri che quello che i media ci raccontano tutti i giorni sia vero?
Il Giornalista tedesco, Marko Josilo, in un intervista rivela quello che sto per scrivere.
Il Giornalista di guerra ci dice come i mezzi di comunicazione fanno la guerra. Le guerre in Iraq, Libia, Afghanistan, Siria, quelle guerre con un’infintà di morti..Ci dice che in realtà sono state guerre finanziate, internazionalmente gestite, che furono iniziate e legittimate grazie alla manipolazione dell’opinione pubblica ed al lavaggio del cervello attraverso i mezzi di comunicazione..
Dott. Udo Ulfkotte


Su questo argomento un altro Giornalista tedesco, il Dott. Udo Ulfkotte, ci spiega come i servizi segreti influenzano i giornalisti. Tutti i principali mezzi di comunicazione informano a favore degli USA e contro la Russia, dice Ulfkotte. Questo si vede sempre più chiaramente, basta guardare come i Russi vengono sempre evidenziati come i “cattivi”, gli USA sono i “buoni”, si vede chiaramente da che parte stanno i principali mezzi di comunicazione.
E perchè è così? C’è qualcuno con una mitraglia dietro nella Redazione e li obbliga a fare questo? No.
E’ molto semplice, i giornalisti più importanti, centinaia di loro, appartengono ad organizzazioni transatlantiche come il “German Marshall Fund of United States” al quale io stesso sono affiliato, continua il Giornalista, o l’Aspen Insitute, Atlantik-Brucke (Ponte Atlantico), potrei citarne molti altri.
Queste organizzazioni e molte altre sono state fondate dagli USA dopo la Seconda Guerra Mondiale nella Guerra Fredda, molte volte con l’appoggio del servizio di intelligence degli Stati Uniti.
Ed avevano, e hanno ancora, il compito di creare un ambiente favorevole agli USA, tra la popolazione tedesca, per esempio stanno per aiutare e preparare, guerre Nordamericane, guerre di risorse e per assecondarle ed accompagnarle nei mezzi di comunicazione.
E questo lo stanno facendo e non solo si vede nella crisi in Siria, questo si è visto in tutte le guerre per le risorse naturali in Africa, questo si vede nelle cosiddette rivoluzioni nel Vicino Oriente che, come dicono, portano la democrazia.
Possiamo vederlo dalla Libia fino all’Egitto dove non è cambiato niente dopo queste rivoluzioni ma i gli USA hanno ottenuto il loro scopo che è quello di rovesciare questi regimi.
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Come procedono queste organizzazioni?
Invitano i giornalisti a venire negli Stati Uniti e li , secondo il mio punto di vista, io stesso l’ho vissuto, continua Ulfkotte, gli fanno il lavaggio del cervello. Io stesso fui invitato dal German Marshall Fund of the United States.
Mi hanno pagato tutto, per ogni giorno ho ricevuto denaro in contanti, mi hanno dato le chiavi di una Limusine, potevo viaggiare in aereo dove volevo, potevo parlare con qualunque politico, impresario etc…potevo fare quello che volevo ed i servizi degli USA erano a mia disposizione.
Ed affinchè continuassi a seguire questo lavaggio del cervello mi hanno adulato con incredibili regali.
Quindi è chiaro che poi parli positivamente degli Stati Uniti perchè non si nota come uno sia corteggiato ed integrato in una rete, cioè uno si converte accuratamente in un NOC.
NOC significa “Non official Cover”(Copertura non ufficiale).
Cioè, se ad uno lo scoprono come NOC, gli USA possono sempre dire, questo non è dei nostri, non l’abbiamo contattato, l’ha fatto per suo conto…
Direi che con tutte queste rivelazioni è ovvio che qualcuno controlla i Media e quel qualcuno può dire le proprie menzogne e la sua propaganda come “informazione” alla popolazione.
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Continua il discorso anche Chris Hedges, Giornalista statunitense vincitore del premio Pulitzer, la cosa bella è che la stampa non ha ostacoli, non ha limiti, può dire quello che vuole, può dire la verità al potere..
In realtà, i limiti sono sommamente stretti, per esempio e specialmente in temi di sicurezza Nazionale. Lavorai per 15 anni nel New York Times ed il modello da seguire a livello non ufficiale è non offendere in modo significativo quelli dai quali dipendiamo finanziariamente, come gli inserzionisti o gli accessi, che hanno potere.
E’ incredibilmente facile manipolare il pubblico, attraverso forme di propaganda e dei mezzi di comunicazione.
Un esempio sarebbe l’ISIS.
Li attaccano militarmente con droni, con missili cruiser, con missili hellfire.
Queste persone sonio state abbrutite, centinaia di migliaia di morti, milioni di rifugiati.!
Noi abbiamo decapitato molte più persone, includendo bambini, che quelle che l’ISIS ha decapitato mai.
Ma non vediamo questo, non vediamo gli effetti della nostra brutalità e della nostra violenza. Vediamo la reazione a questa brutalità e violenza, per questo motivo non comprendiamo essenzialmente che l’abbrutito diventa il brutale.
Noi non comprendiamo che questi personaggi sono la nostra stessa creazione, e questo è pericoloso perchè è il fallimento della stampa una stampa che funzioni…
E comprendere non è giustificare, non lo giustifico, ma dobbiamo comprenderlo.
Dobbiamo comprendere quello che stiamo facendo e dobbiamo comprendere gli effetti di quello che stiamo facendo, conclude Hedges.
Letto queste interviste la mia domanda è d’obbligo, non è urgente mettere in discussione la fiducia verso i media e i giornalisti, per impedire questa manipolazione spudorata, e cercare altri media alternativi per conoscere la verità su quanto accade?
di Sergio T. – HTM
Fonte: hackthematrix

Preso da: https://ununiverso.it/2016/09/12/i-media-mentono-ecco-come-funziona-il-sistema-dellinformazione/

VIDEOCORSO PER SMASCHERARE LE BUFALE DI GUERRA

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Tu dammi le fotografie e io ti darò la guerra” tuonava l’editore William Hearst al suo fotografo Frederick Remington che, nel 1898, non trovava a Cuba nessuna scena che giustificasse una invasione USA.
Da allora molte cose sono cambiate, ovviamente in peggio. E oggi, secondo Sheldon Rampton – già autore di un libro che ha fatto scuola – soltanto negli USA, le organizzazioni governative e gli istituti, organizzazioni e fondazioni ad esse aggregate spenderebbero annualmente più di un miliardo di dollari per promuovere, tramite la Rete, le guerre dell’Impero. Un lavoro condotto, spesso con maestria, da legioni di giornalisti, pubblicitari, esperti in video… e che gli ignari utenti della Rete (un miliardo e mezzo di persone solo Facebook) provvedono a diffondere in ogni dove.

Per cercare di arginare questo fiume di menzogne, pochi attivisti NoWar e qualche giornalista ancora onesto si industriano nell’analizzare e smascherare le “bufale” che – sopratutto dopo la guerra alla Libia del 2011 – ci vengono tutti i giorni propinate. E per far crescere questa fondamentale rete di controinformazione Sibialiria ha realizzato un videocorso che illustra alcuni segreti di bottega per smascherare queste bufale.
Qui sotto le prime due puntate.

La Redazione di Sibialiria

Alcuni link per analizzare bufale segnalate nella seconda puntata
“Aerei siriani lanciano bombe al Cloro”
“I Barili Bomba di Assad”
“Cecchini di Assad si allenano sparando su donne incinte”
“Sarin sganciato da missili siriani a Goutha”
“Panetteria bombardata a Halfaya”
“Fosse comuni di Gheddafi”
“Scuola colpita dal napalm dell’aviazione di Assad”
“Il bambino nell’ambulanza”
“Donne in gabbia vendute come schiave dall’ISIS”

9 settembre 2016
Fonte: sibialiria.org

Originale con 2 video: https://desertoepace.wordpress.com/2016/09/14/videocorso-per-smascherare-le-bufale-di-guerra/

Occidente fariseo

Molte sono state e sono le bugie degli organi d’informazione circa la situazione in Siria. L’obiettivo? Sempre il solito. La conquista delle coscienze e del consenso. E a riguardo non si può dire che questo: il nostro è un Occidente fariseo, dove la menzogna tiene banco di prova. Sta alla vera stampa invertire la narrativa Neocon della guerra.

di Claudio Davini – 10 settembre 2016 

Narrativa manichea: ecco il marchio di fabbrica di certa stampa occidentale. Soprattutto per quel che riguarda l’apologetica dei conflitti scatenati dagli Stati Uniti. Non sono trascorsi troppi anni da quando Colin Powell, segretario di Stato Usa nel 2003, agitava in mondovisione una boccettina da un grammo d’antrace per mostrare come la guerra d’Iraq fosse l’impresa dei giusti contro il male. Sappiamo tutti com’è andata a finire: armi di distruzione di massa inesistenti e Paese devastato. Storia simile per la Siria. Sin dall’inizio del conflitto, Bashar al-Assad – legittimo Presidente della Nazione – è stato dipinto come il diavolo fatto persona, mentre i cosiddetti ribelli moderati sono stati presentati nelle vesti della bontà più sincera. E forse a nulla vale ricordare ciò che la Decima Brigata ha fatto al pilota russo atterrato col paracadute su suolo siriano dopo che il suo caccia era stato abbattuto da un F-16 turco.

Molte sono state le bugie degli organi d’informazione circa la situazione in Siria, tanto che farne una lista completa richiederebbe battute per un saggio più che per un articolo. Escludendo il ritornello sulle armi chimiche – il cui utilizzo da parte del Governo non è mai stato provato, mentre è stato dimostrato l’uso che ne hanno fatto i ribelli qaedisti – alcune delle più clamorose menzogne riguardano la battaglia di Aleppo, decisiva per l’esito della guerra e per lo stesso futuro di Bashar al-Assad, che vincendo si ritroverebbe in una posizione di forza nei negoziati internazionali. Si è scritto ovunque che il secondogenito di Hafiz al-Asad sta assediando la sua capitale, ma questo non è vero che in parte: se fino a luglio erano le forze governative con l’aiuto dei Russi a bloccare completamente l’accesso ai quartieri est della città lardellati di terroristi, non si può certo dire che ad assediare Aleppo siano state le stesse forze governative. Sono stati invero i ribelli jihadisti ad aver circondato la Bigia, dopo esser penetrati in Siria dal confine turco nell’estate del 2012. Si sono poi accusati i Russi di aver impedito la fuga dei civili dai quartieri est: un’altra frottola. Infatti, prima che i ribelli qaedisti rompessero a luglio l’accerchiamento dei quartieri est – come ha ricordato Gian Micalessin su IlGiornale.it – sia i Russi che i soldati della Repubblica garantivano il libero passaggio a tutti i civili che desiderassero abbandonare la zona ribelle e a tutti quei militanti che fossero pronti ad arrendersi. Per non parlare dell’accusa, rivolta al Presidente Bashar al-Assad, di tenere sotto scacco un’intera città d’oppositori sostenuti dalla maggioranza sunnita del Paese. Se così fosse, Aleppo, città di quasi due milioni di abitanti in larga parte sunniti, sarebbe dovuta cadere ormai da un pezzo.
Detto questo, non resta che compatire l’ipocrisia dei MogheBoys: di coloro che hanno pianto lacrime di coccodrillo sulla foto di Omran Daqneesh – il piccoletto siriano coperto di sangue e polverume. E non solo in quanto zimbelli del pietismo mediatico degli Organi d’Infarinatura McMondiani. Ma anche perché incapaci d’avvedersi della burla quotidiana dei vari Teletruffa e FuffaPost, e quindi d’affrancarsene. Poveri piccini, vittime della guerra! Ecco il ritornello che i Me(r)dia fischiettano quotidianamente. Il motivetto col quale i creduloni sciacquano la loro buona coscienza. Nondimeno, dobbiamo domandarci: chi beneficia di questa fantasiosa della guerra in Siria? Di certo ne traggono vantaggio Arabia Saudita, Qatar e Stati Uniti, che dopo aver finanziato i ribelli jihadisti e non esser però riusciti a rovesciare il legittimo governo del Presidente Bashar al-Assad non possono vendere al mondo la versione del vincitore, e debbono quindi distogliere l’attenzione dalle loro gravi responsabilità. Per farlo, come s’è visto, non esitano ad imbracciare le armi della guerra mediatica, una guerra per la conquista delle coscienze e del consenso. E a riguardo non si può dire che questo: il nostro è un Occidente fariseo, dove la menzogna tiene banco di prova. Sta dunque alla vera stampa sbugiardare le miriadi di non banali verità sulla situazione in Siria, condite d’un voluto pressappochismo circa i risultati conseguiti dalle Forze Armate della Federazione Russa e dalle Forze Armate siriane contro l’Isis. Sta dunque alla vera stampa evitare che si butti giù la pillolina lava panni dell’antiputinismo aprioristico e dei posatissimi gentilissimi pacatissimi ribelli moderati. Sta dunque alla vera stampa invertire la narrativa Neocon della guerra in Siria. E questo, in nome della verità.

Preso da: http://www.lintellettualedissidente.it/esteri-3/occidente-fariseo/

MILITARI USA: COME INFLUENZARE GLI UTENTI DI TWITTER GRAZIE AD UNA RICERCA FINANZIATA DA DARPA

Postato il Giovedì, 28 luglio @ 23:05:00 BST di davide

FONTE: GUARDIAN.COM
Le attività degli utenti di Twitter e altri social media sono state registrate e analizzate come parte di un grande progetto finanziato dai militari USA, all’interno di un programma che copre aspetti simili al controverso esperimento di Facebook sul controllo delle emozioni attraverso la manipolazione del suo feed di news.
La ricerca, finanziata direttamente e indirettamente dal centro di ricerca del Dipartimento di Difesa statunitense , conosciuto come DARPA, ha coinvolto utenti dei più grossi social, inclusi Facebook, Twitter, Pinterest e Kickstarter. Lo studio riguarda le connessioni tra social networks e come i messaggi si diffondono all’interno di essi.

Mentre alcuni degli aspetti della progetto (costato milioni di dollari) possono far sorridere come ad esempio la ricerca ha incluso l’analisi dei tweet di celebrità come Lady Gaga e Justin Bieber, nel tentativo di capire l’influenza che questi hanno su Twitter, altri invece hanno avuto come risultato la creazione di un enorme database di tweet ed altri messaggi di social media.

Alcuni studi sono andati oltre il semplice monitoraggio dei messaggi scambiati: ad ignari partecipanti sono stati presentati messaggi preparati ad-hoc con lo scopo di monitorare le loro risposte.

Prima che scoppiasse la controversia di Facebook, DARPA pubblico’ una lunga lista dei progetti finanziati tramite il programma SMISC (Social Media in Strategic Communication), includendo i collegamenti a tutti i paper e i riassunti delle ricerche.

La lista dei progetti comprendeva tra l’altro uno studio di come gli attivisti di Occupy avevano usato Twitter e altre immagini virali, e una ricerca per capire come azioni del tipo “mi piace”, “retweet” e “seguimi” scaturiscono e si diffondono in piattaforme come Pinterest, Twitter, Kickstarter, Digg e Reddit.

DARPA, creata nel 1958, e’ responsabile per la ricerca tecnologica all’interno della Difesa americana. Tra i suoi successi e’ bene ricordare Arpanet, il precursore dell’odierno Internet, e numerose altre innovazioni, come ad esempio Onion, la tecnologia che permette il collegamento ai server anonimi di Tor. A causa di alcuni progetti di natura più “esoterica”, tipo braccia robot controllate dalla mente, programmi di sorveglianza di intere città e eso-scheletri, l’agenzia e’ diventata il bersaglio di molte teorie complottiste e protagonista di programmi come gli X-Files.

Presentato nel 2011, il programma SMISC era considerato come una scommessa dei militari USA per l’individuazione e creazione a tavolino di campagne di propaganda sui social media.

Sulla webpage dove erano stati pubblicati i link ai paper delle ricerche, DARPA scrive che lo scopo generale del programma SMISC e’ quello di “sviluppare una nuova scienza dei social networks fondata su una base tecnologica emergente. … Attraverso il programma, DARPA cerca di sviluppare strumenti che facilitano il lavoro degli operatori umani per contrastare la disinformazione e la propaganda ingannevole con informazioni veritiere”.

Ad ogni modo, i documenti della NSA (National Security Agency) rivelati da Snowden indicano che gli USA e l’Intelligence inglese hanno lavorato a stretto contatto per pianificare l’utilizzo dei social media a scopo di propaganda e inganno.

Documenti preparati dalla NSA e dall’inglese GCHQ (il corrispettivo del DARPA nel Regno Unito, n.d.t), e precedentemente pubblicati da the Intercept e dalla NBC News hanno rivelato alcuni aspetti di questi programmi. Si menziona un’unita’ impegnata a “screditare” i nemici dell’agenzia con false informazioni diffuse online.

All’inizio di quest’anno, la Associated Press rivelo’ inoltre la creazione da parte dell’USAid della versione cubana di un network simile a Twitter con lo scopo di screditare il governo di Havana. Il network, gestito da societa’ di comodo e finanziato da banche estere, e’ durato per più di due anni e ha attirato decine di migliaia di utenti. Ha cercato in tutti i modi di sottrarsi alle limitazioni all’accesso a internet da parte del governo di Cuba grazie ad una piattaforma molto primitiva.

DARPA ha destinato 8.9 milioni di dollari alla IBM attraverso una serie di ricercatori accademici . Altri 9.6 milioni di dollari sono stati destinati a centri di ricerca quali il Georgia Tech dell’Università’ dell’Indiana.

Facebook, il primo network al mondo, si e’ scusato per lo studio da lui promosso nel 2012, che ha coinvolto test psicologici su quasi 700,000 utenti senza il loro consenso. Il fatto provoco’ una marea di proteste sia dagli utenti che dagli esperti, essendo stato “comunicato in maniera poco chiara” al pubblico.

L’esperimento, i cui risultati sono stati pubblicati nel numero di Marzo del Proceedings of the National Academy od Sciences, si realizzo’ nascondendo una “piccola percentuale” di parole di natura emotiva dai loro feed, senza che lo sapessero, per testare l’effetto che si ha sul loro “status” o “likes”, come reazione.

Sembra comunque che Facebook fosse coinvolta in almeno un altro progetto di ricerca finanziato dai militari, secondo i dati pubblicati da DARPA recentemente.

La ricerca e’ stata portata avanti da Xuanhuai Wang, un ingegnere di Facebook, e Yi Chang, lo scienziato di punta di Yahoo Labs insieme ad altri ricercatori presso l’Università’ del Michigan e California del Sud.

Il progetto, che si occupa di studiare in che modo gli utenti comprendono e consumano le informazioni su twitter, ad un certo punto ha analizzato i tweet e retweet e altre interazioni generate da Lady Gaga (descritta come “la più popolare utente di elite su Twitter) e Justin Bieber (“che e’ estremamente popolare tra i teenagers”).

Altri studi si sono spinti oltre. Uno, in particolare, sullo “Studio delle interazioni sociali su Twitter”, che e’ stato pubblicato dall’Università’ della California del Sud, ha collezionato messaggi di 2400 utenti di twitter che hanno indicato risiedere nel Medio Oriente. Si e’ vista la frequenza di interazione con altri utenti e come questi sono geograficamente diffusi.

E’ possibile trovare molti studi circa la possibilità di automatizzare la capacita’ di determinare quanto bene differenti persone si conoscano attraverso l’analisi della frequenza, del tono e del tipo di interazione dei loro messaggi. Tali ricerche potranno avere applicazioni nell’analisi automatizzata dei metadata degli strumenti di sorveglianza, inclusi i metadata delle telefonate gia’ in possesso del governo americano, come rivelato da Snowden.

Studi che hanno ricevuto finanziamenti militari sono anche quelli della IBM. Uno di loro si intitola “Realizzazione di un modello dell’attitudine dell’utente verso argomenti controversi nei social media”, che ha analizzato le opinioni degli utenti su Twitter sul fracking.

Nel discutere le applicazioni pratiche di questa ricerca, gli autori dichiarano: “Ad esempio, una campagna governativa su Twitter in supporto delle vaccinazioni può essere fatta con il coinvolgimento degli utenti che sono più propensi a questo tipo di azioni (diffondere messaggi di campagne governative) in base alle loro opinioni favorevoli.

“Quando messaggi anti-governativi vengono diffusi sui socia media, il governo può decidere di diffondere contro-messaggi per bilanciare quell’azione e quindi identificare utenti che sono più propensi a diffondere tali contro-messaggi, in base all’analisi delle loro opinioni”.

Un paper dal titolo simile (“Il ruolo dei social media nella discussione di argomenti controversi”) prodotto dall’Università della California del Sud, studia il comportamento degli utenti di Twitter in base ai loro messaggi del 2012 su argomenti come l’aumento delle tasse, organismi geneticamente modificati e la pena di morte.

“I nostri risultati suggeriscono che Twitter viene principalmente utilizzato per diffondere informazioni tra persone con simili opinioni, piuttosto che dibattere problemi”, gli autori scrivono.

In uno studio della Georgia Tech, “Indizi di inganno nella comunicazione all’interno dei social media”, si e’ messo su un esperimento in laboratorio usando un social media sperimentale, FaceFriend, e 61 partecipanti remunerati. Mentre le ricerche passate si erano interessate di “inganno malevole per iscritto” in forme di comunicazione quali email, questo studio ha allargato il campo di interesse ai social media , e i ricercatori hanno concluso: “Le notizie dell’ultima ora e dal mondo -per esempio la Primavera Araba- fanno la parte del leone sui social media, rendendole facilmente suscettibili di tentativi di inganno”.

Molti di questi studi sono andati oltre le semplici osservazioni; al contrario, sono intervenuti direttamente con gli utenti dei social media e ne hanno analizzato le reazioni.

Uno dei tanti studi che si occupa di vedere come le notizie si diffondono sui networks si intitola “Chi ha ri-twittato questo? Metodi di identificazione automatica e interazione con sconosciuti su Twitter allo scopo di diffondere informazioni”

Il ricercatore spiega “Dato che ogni singolo e’ potenzialmente un elemento di influenza all’interno dei social media ed ha la capacita’ di diffondere informazioni, il nostro lavoro ha lo scopo di identificare e interagire con le persone giuste al momento giusto, per aiutarli a propagare informazioni utili quando e’ necessario”.

Nel paper, che include dati raccolti interagendo attivamente con un campione di 3761 utenti di Twitter su argomenti tipo sicurezza pubblica e influenza aviaria, il ricercatore aggiunge: “Al contrario di lavori già pubblicati che spesso usano solo per proprietà dei social network, la nostra ricerca prende in considerazione tratti della personalità che possono influenzare la tendenza di ciascuno a ri-twittare”.

In un comunicato ufficiale, DARPA difende il finanziamento di queste ricerche come parte degli interessi della difesa americana.

“I social media stanno cambiando il modo in cui la gente si informa, condivide idee, e si organizza in gruppi di interesse, alcuni dei quali potrebbero danneggiare gli Stati Uniti”, ha detto il portavoce. “DARPA supporta ricerche accademiche che cercano di capire alcune di queste dinamiche attraverso l’analisi di discussioni pubblicamente disponibili sui social media”.

Il Guardian ha contattato alcuni dei ricercatori coinvolti, domandando lor sul perché’ la difesa USA dovrebbe essere in qualche modo interessata a finanziare ricerche di questo tipo, e sul consenso che e’ stato richiesto alle persone i messaggi dei quali sono stati presi in analisi.

Tra coloro che hanno risposto, Emilio Ferrara, che e’ stato coinvolto nella ricerca il cui paper si intitola “La rivoluzione digitale di Occupy Wall Street”, ha detto: “Secondo la regolamentazione federale sugli esperimenti umani, per studi che non influenzano l’ambiente degli utenti online e per i quali le informazioni sono pubblicamente accessibili (per esempio dal feed di Twitter), non e’ necessario richiedere il consenso. Questo e’ il modello utilizzato per gli studi su Twitter. Inoltre tutti i nostri studi si basano su dati aggregati e non individuali”.

Un suo collega, Dott. Filippo Menczer ha aggiunto: “Nel nostro laboratorio studiamo tutti gli aspetti della diffusione nei social media. Questo lavoro ha applicazioni vaste nel momento in cui cerchiamo di capire i meccanismi fondamentali della comunicazione sociale, ad esempio come idee e immagini/video virali competono per la nostra attenzione, e come esattamente si diffondono in maniera virale”.

Fonte: www.theguardian.com
Link: https://www.theguardian.com/world/2014/jul/08/darpa-social-networks-research-twitter-influence-studies
8.07.2016
Scelto e tradotto per http://www.comedonchisciotte.org da COLOSSEUM

Preso da: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=16720

Degenerazione e fondamentalismo nel controllo dei media occidentali

Non c’è nulla di più triste e patetico di un famigerato bugiardo che urla, sputa saliva, insulta le persone normali a destra e sinistra, mentre terrorizza coloro che stanno dicendo la verità.
Ultimamente, l’Occidente è diventato chiaramente furioso. Più ha paura di perdere il controllo sul cervello di miliardi di persone in tutti gli angoli del mondo, più aggressivamente urla, prende a calci e si prende gioco di se stesso.
Il Nuovo Ordine Mondiale non nasconde nemmeno più le sue intenzioni. Le intenzioni sono chiare: distruggere tutti i suoi avversari, siano essi in Russia, Cina, Iran o in qualsiasi altro stato patriottico e indipendente. Silenziare tutti i media che stanno dicendo la verità; non è la verità così come è definita a Londra, Washington, Parigi o Berlino, ma la verità è percepita a Mosca, Pechino, Caracas o Teheran; la verità che serve semplicemente la gente, non la falsa, pseudo-verità inventata per sostenere la supremazia dell’Impero occidentale.

Sono stati ora stanziati enormi fondi per l’assalto mortale della propaganda, originatosi prevalentemente a Londra e Washington. Milioni di sterline e dollari sono stati assegnati e spesi, ufficialmente e apertamente, per “contrastare” le voci di russi, cinesi, arabi, iraniani e latinoamericani; voci che stanno finalmente raggiungendo gli “Altri” – gli abitanti desolati del “sud globale”, gli abitanti delle colonie e delle neo-colonie; gli schiavi moderni che vivono negli stati “client”.
La maschera sta cadendo e la faccia cancrena della propaganda occidentale viene esposta nella sua realtà. È terribile, spaventosa, ma almeno è quello che è, perché tutti possano vederla. Niente più suspense, niente sorprese. All’improvviso è tutto allo scoperto. È spaventoso ma onesto. Questo è il nostro mondo Questo è quanto è diminuita la nostra umanità. Questo è il cosiddetto ordine mondiale, o più precisamente neocolonialismo.
L’Occidente degli imperialisti anglo-USA sa come massacrare milioni e sa come manipolare le masse. La sua propaganda è sempre stata dura (e ripetuta mille volte, non diversamente dalle pubblicità aziendali o dalle campagne di indottrinamento fascista della Seconda Guerra Mondiale) quando è originaria degli Stati Uniti, o brillantemente machiavellica e letalmente efficace quando viene dal Regno Unito. Non dimentichiamolo mai: il Regno Unito ha assassinato e ridotto in schiavitù centinaia di milioni di esseri umani innocenti e molto più avanzati, per molti lunghi secoli e in tutto il mondo. A causa del suo talento nel lavaggio del cervello e nella manipolazione delle masse, la Gran Bretagna ha fatto innumerevoli genocidi,
Il regime occidentale sa mentire, spudoratamente ma professionalmente, e soprattutto, perpetuamente. Ci sono migliaia di menzogne ​​accatastate l’una sull’altra, con perfetti accenti “educati” di classe superiore: bugie su Salisbury, sul comunismo, la Russia, la Cina, l’Iran, il Venezuela, Cuba, la Corea del Nord, la Siria, la Jugoslavia, il Ruanda, Sud Africa, Libia, rifugiati. Ci sono bugie sul passato, sul presente e persino sul futuro.
Nessuno ride, vedendo questi teppisti imperialisti come il Regno Unito e la Francia che predicano, in tutto il mondo e con la faccia seria, sia sulla libertà che sui diritti umani. Non ridere, ancora. Ma molti si stanno lentamente indignando.
Le persone in Medio Oriente, Africa, Asia e America Latina cominciano a rendersi conto di essere state ingannate, ingannate, mentite; che la cosiddetta ‘educazione’ e ‘informazione’ proveniente dall’Occidente non erano altro che spudorate campagne di indottrinamento. Per anni ho lavorato in tutti i continenti, compilando storie e testimonianze sui crimini dell’imperialismo e sul risveglio del mondo, “riassunti” nel mio libro di 840 pagine: ” Exposing Lies Of The Empire “.
Milioni di persone che ora possono vedere, per la prima volta, che i media, come BBC, DW, CNN, Voice of America, Radio Free Europe / Radio Liberty, li hanno codificati senza pietà e per anni e anni. Reuters, AP, AFP e diverse altre agenzie di stampa occidentali (Repubblica, La Stampa, RAI, Sky News, ecc..) sono riuscite a creare una narrativa in uniforme per l’intero pianeta, con giornali locali in tutto il mondo che pubblicano ora manipolazioni identiche che provengono da Washington, Londra, Parigi e altre capitali occidentali. Immagini totalmente false su argomenti così importanti come l’Unione Sovietica, il Comunismo, la Cina, ma anche la libertà e la democrazia sono state incise in miliardi di cervelli umani.
La ragione principale dell’apertura degli occhi di persone del mondo che è ancora oppressa dall’imperialismo occidentale, è il lavoro inarrestabile dei media come il New Eastern Outlook (NEO), RT e Sputnik, con sede in Russia, come Cina- ha sede la CGTN, China Radio International e China Daily, TeleSur con sede in Venezuela, Libanese Al-Mayadeen e Iranian Press TV. Certo, ci sono molti altri mezzi di comunicazione anti-imperialisti orgogliosi e determinati in varie parti del mondo, ma quelli sopra citati sono i veicoli più importanti della contro-propaganda proveniente dai paesi che hanno combattuto per la loro libertà e semplicemente hanno rifiutato essere conquistato, colonizzato,
Una potente coalizione anti-imperialista di stati veramente indipendenti si è formata e si è solidificata. Ora sta ispirando miliardi di esseri umani oppressi ovunque sulla Terra, dando loro speranza, promettendo un futuro migliore, ottimista e giusto. Essere all’avanguardia di molti cambiamenti positivi e aspettative è il “nuovo media”.
E l’Occidente sta guardando, inorridito, disperato e sempre più al vetriolo. È disposto a distruggere, uccidere e schiacciare, solo per fermare questa ondata di “ottimismo pericoloso” e lottare per una vera indipendenza e libertà.

Asse della resistenza

Ora ci sono attacchi costanti contro i nuovi media del mondo libero. In Occidente, la RT è minacciata di espulsione, di nuovi e sempre più popolari New Eastern Outlook (NEO), giunta di recente sotto un malvagio attacco informatico da, probabilmente, hacker occidentali professionisti. TeleSur viene periodicamente paralizzato da sanzioni vergognosamente scatenate contro il Venezuela, e lo stesso banditismo si rivolge alla TV della stampa iraniana.
Vedete, l’Occidente può essere responsabile di miliardi di vite in rovina in tutto il mondo, ma non è ancora in grado di affrontare sanzioni, azioni punitive. Mentre paesi come Russia, Iran, Cina, Cuba, Corea del Nord o Venezuela devono “affrontare le conseguenze” principalmente sotto forma di embargo, sanzioni, propaganda, intimidazione diretta, persino bullismo militare, semplicemente per aver rifiutato di accettare la folle dittatura globale occidentale, e per aver scelto la propria forma del governo e del sistema politico oltre che economico.
L’Occidente semplicemente non sembra in grado di tollerare il dissenso. Richiede obbedienza piena e incondizionata al “Pensiero Unico”, ai suoi dogmi, una sottomissione assoluta. Agisce sia come fondamentalista religioso che come teppista globale. E per peggiorare le cose, i suoi cittadini sembrano essere così programmati o così indifferenti o entrambi, che non sono in grado di comprendere ciò che i loro paesi e la loro “cultura” stanno facendo al resto del mondo.
Quando sono intervistato, mi viene spesso chiesto: “il mondo sta affrontando il vero maggiore pericolo dalla Seconda Guerra Mondiale?”
Rispondo sempre “sì”. È perché sembra che sia il Nord America che l’Europa non siano in grado di smettere di costringere il mondo all’obbedienza e alla schiavitù virtuale. Sembrano non voler accettare alcun accordo razionale e democratico sul nostro Pianeta. Sacrificerebbero uno, decine o centinaia di milioni di esseri umani, solo per mantenere il controllo dell’universo? Sicuramente lo farebbero! Hanno già, in diverse occasioni, senza pensarci due volte, senza rimpianti e senza pietà.
La scommessa dei fondamentalisti occidentali, dell’ideologia neoliberista dominante è quella per cui il resto del mondo è molto più decente e molto meno brutale, che non potrebbe sopportare un’altra guerra, un’altra carneficina, un altro bagno di sangue; che piuttosto si arrende, piuttosto rinuncia a tutti i suoi sogni per un futuro migliore, invece di combattere e difendersi da ciò che appare sempre più come un inevitabile attacco militare occidentale.
Tali calcoli e “speranze” dei fanatici occidentali sono falsi. I paesi che ora vengono affrontati e intimiditi sono ben consapevoli di cosa aspettarsi se si arrendono e si arrendono alla pazzia occidentale e ai modelli imperialisti.
La gente sa, si ricorda cosa vuol dire essere schiavi.
La Russia sotto Yeltsin, crollata, saccheggiata dalle multinazionali occidentali, sputata in faccia dai governi europeo e nordamericano; la sua aspettativa di vita era scesa ai livelli dell’Africa sub-sahariana.
La Cina a sua volta sopravvisse a un’agonia inimmaginabile di “periodo di umiliazione”, saccheggiata, saccheggiata e divisa da invasori francesi, britannici e statunitensi.
L’Iran derubato del suo governo legittimo e socialista, dovendo vivere per anni sotto un maniaco sadico, il burattino occidentale, lo scià.
L’intera America “latina“, con le sue venature aperte, con la cultura in rovina, con la religione occidentale costretta a chiudergli la gola; con letteralmente tutti i governi e leader socialisti e comunisti democraticamente eletti o rovesciati, o direttamente assassinati, o quantomeno manipolati dal potere da Washington e dai suoi lacchè.
La Corea del Nord, sopravvissuta a un genocidio bestiale contro i suoi civili, commessa dagli Stati Uniti e dai suoi alleati nella cosiddetta guerra coreana.
Vietnam e Laos, violentati e umiliati dai francesi, e poi bombardati nelle epoche della pietra dagli Stati Uniti e dai loro alleati.
Sud Africa … Timor Est … Cambogia …
Ci sono carceri viventi, relitti di decomposizione, abbandonati dopo gli attacchi mortali occidentali “liberatori”: Libia e Iraq, Afghanistan e Honduras, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo, solo per citarne alcuni. Questi servono come avvertimenti per coloro che hanno ancora delle illusioni sulla “buona volontà” occidentale e sullo spirito di giustizia!
Siria … Oh, Siria! Guarda cosa ha fatto l’Occidente in un paese orgoglioso e bello che si è rifiutato di cadere in ginocchio e leccare i piedi di Washington e di Londra. Ma anche, guarda quanto è forte, quanto determinati possono essere coloro che amano veramente il loro paese. Contro ogni previsione, la Siria si è levata in piedi, ha combattuto i terroristi assoldati dall’estero, assieme con gli stranieri e ha vinto, circondato e sostenuto dalla grande coalizione internazionalista! L’Occidente aveva pensato di poter scatenare un altro scenario libico, ma invece ha incontrato un pugno di ferro, i nervi d’acciaio, un’altra Stalingrado. l’imperialissmo occidentale è stato identificato, affrontato e fermato. Ad un costo enorme, ma fermato!
L’intero Medio Oriente sta guardando.
Il mondo intero sta guardando.
Le persone ora vedono e ricordano. Stanno cominciando a ricordare chiaramente cosa è successo a loro. Stanno iniziando a capire. Sono incoraggiati. Comprendono chiaramente che la schiavitù non è l’unico modo di vivere le loro vite.
La coalizione anti-occidentale o più precisamente l’Asse della Resistenza anti-imperialista ed antisionista è ora solido come l’acciaio. Perché è una grande coalizione di vittime, di persone che sanno cos’è lo stupro e cos’è il saccheggio, e quale distruzione completa è. Sanno esattamente cosa viene amministrato dai sostenitori autoproclamati della libertà e della democrazia – dal fondamentalismo culturale ed economico occidentale.
Questa coalizione di nazioni indipendenti e orgogliose è qui per proteggersi, proteggersi a vicenda, così come il resto del mondo.

Manifestazione contro l’imperialismo e per la sovranità dei popoli

Non arrendersi mai, mai tornare indietro. Perché le persone hanno parlato e stanno inviando messaggi chiari ai loro leader: “Mai più! Non capitolare. Non cedere alle intimidazioni occidentali. Combatteremo se attaccati. E noi resteremo, orgogliosamente, con le nostre gambe, qualunque cosa, non importa quale forza brutale dobbiamo affrontare. Mai in ginocchio, fratelli! Non cadremo mai più in ginocchio di fronte a coloro che diffondono il terrore! ”
E i media in questi meravigliosi paesi che resistono all’imperialismo e al terrore occidentali diffondono innumerevoli messaggi ottimistici e coraggiosi.
E l’establishment occidentale imperialista sta osservando, agitandosi e sporcandosi i pantaloni.
Loro, gli imperialisti, sanno che la fine del loro brutale dominio sul mondo si sta avvicinando. Sanno che quei giorni di impunità stanno finendo. Sanno che il mondo giudicherà presto gli anglo-USA ed i loro lacchè , per i secoli di crimini che ha commesso contro l’umanità.
Sanno che la guerra dei media sarà vinta da “noi”, non da “loro”.
Il campo di battaglia è in via di definizione. Con alcune brillanti eccezioni, gli occidentali e i loro media stanno chiudendo le fila, attenendosi ai loro padroni. Come molti altri scrittori, ero stato senza tante cerimonie cacciato da Counterpunch, una delle pubblicazioni sempre più anticomuniste, anti-russi, anti-siriane e anti-cinesi degli Stati Uniti. Dal loro punto di vista, stavo scrivendo per diverse pubblicazioni “sbagliate”. Sono davvero orgoglioso che abbiano smesso di pubblicarmi. Sto bene dove sono: di fronte a loro, mentre sto affrontando altri mezzi di comunicazione di massa in Occidente.
L’estensione del controllo ideologico occidentale del mondo è degenerata, veramente perversa. I suoi media e gli sbocchi “educativi” sono pienamente al servizio del regime.
Ma il mondo si sta svegliando e si confronta con questo fondamentalismo culturale e politico mortale.
È in corso una grande battaglia ideologica. Questi sono tempi eccitanti e luminosi. Niente potrebbe essere peggio della schiavitù. Le catene si stanno rompendo. D’ora in poi, non ci sarà impunità per coloro che hanno torturato il mondo per secoli.
Le loro bugie, così come le loro armature, saranno affrontate e fermate!
*Andre Vltchek è filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È un creatore di Vltchek’s World in Word and Images , uno scrittore del romanzo rivoluzionario Aurora e diversi altri libri . Scrive in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook”.
Traduzione: Luciano Lago
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via Controinformazione

I collegamenti dell’Arabia Saudita con il peggiore terrorismo mondiale

Arabia Saudita: stato terrorista

di Juanlu González
L’ONU ha accusato di recente l’Arabia Saudita di aver assassinato più di 500 bambini e di averne ferito 667 nella guerra di aggressione contro lo Yemen che è i niziata nel 2015.
Da  parte sua, il Fondo ONU per l’Infanzia, UNICEF, ha denunciato che gli attacchi militari uccidono o feriscono per lo meno 6 bambini ogni giorno in quello che è il paese più povero del Medio Oriente, lo Yemen. E non si tratta di imperdonabili errori nè di danni collaterali attribuibili ad ogni guerra; si dispone di prove costanti di mezzo centinaio di bombardamenti fatti sulle scuole in poco più di un anno , per quanto il Centro Yemenita dei Diritti Umani lo quantifica in circa un migliaio di centri educativi distrutti. Il Ministero della Saute dello Yemen contabilizza oltre 7.000 morti ed un totale di 40.000 vittime in questa guerra dimenticata dal mondo e dai media occidentali.


La maggior parte di questi attacchi si realizzano con gli aerei da guerra ma neppure si possono trascurare i bombardamenti fatti dalle navi militari che si utilizzano per appoggiare  le incursioni aeree, a volte per mantenere un durissimo blocco navale che ha anche osato impedire l’arrivo di aiuti umanitari dell’ONU alla impoverita società civile yemenita. Secondo i dati dell’unica ONGeuropea, una organizzazione spagnola che opera nel paese, “Solidarios sin Fronteras”, lo Yemen sta attraversando una emergenza umanitaria tanto grave che 21 milioni di abitanti dei 26 che ha il paese dipendono dagli aiuti umanitari per bere, mangiare o avere accesso ai medicinali.
Tuttavia la cosa non finisce lì, la più prestigiosa rivista di geopolitica dell’establishment Foreign Policy, riconosce che Rijad si è alleata on organizzazioni terroristiche nello Yemen per contrarrestare la spinta della organizzazione populista Ansarullah. La pubblicazione afferma che i bombardamenti hanno sempre rispettato le posizioni di Al Qaeda sul terreno, ma le tre fonti regionali abbondano  nel riferire che la cooperazione va molto più in là,  mediante la fornituira di armi e di veicoli ed incluso addestramento dei terroristi.
E’ noto che il supporto ideologico e religioso dei Al Qaeda e dell’ISI si basa sulla corrente fondamentalista saudita conosciuta come wahabismo. Tanto è così che, fino a che l’ISIS non ha stampato i propri libri per le scuole coraniche che controllava in Siria ed in Iraq, aveva utilizzato i libri di testo ufficiali dell’Arabia Saudita. Sono molti quelli che pensano che la maggiore conquista dello Stato Islamico non è stata Raqqa o Mosul, ma piuttosto l’Arabia Saudita.
Potremmo seguire all’infinito riferendo dei collegamenti di Rijad con il peggio del terrorismo mondiale. In certe occasioni, come nel caso dell’Afghanistan, è stato lo stesso ministero dell’Interno che ha riconosciuto – niente meno che la BBC – che il sistema finanziario saudita è stato profusamente utilizzato per finanziare Al Qaeda. Senza il finanziamento ai gruppi terroristi che operano in Siria, da tempo che la guerra sarebbe terminata e si sarebbe impedito il flusso di rifugiati verso l’Europa. Distanziatisi pubblicamente dall’ISIS, gli sforzi ufficiali di Rijad si sono focalizzati su Al Qaeda e sui suoi alleati, i gruppi Ahrar al Sham e Yaish al Islam, anche questi fondamentalisti e abituati alle esecuzioni sommarie ed ai massacri di civili alle loro spalle.
Neppure  nella politica interna  la cosa migliora, Tutti sanno che l’Arabia Saudita è uno dei paesi più retrogradi del mondo. Senza libertà di espressione, senza diritti civili elementari, nè libertà politiche, dove si considera la donna poco più che un animale e dove gli intellettuali nazionali ancora discutono se la donna ha un anima, come viene attribuita agli uomini.
In Arabia Saudita puoi marcire in un carcere per aver pubblicato un blog, ti possono letteralmente tagliare la testa per aver assistito ad una manifeerstazione pacifica, possono lapidare a pietrate una donna, semplicemente per aver guardato il telefono mobile  del suo marito, possono comprarsi bambine siriane rapite dai terorristi o si svolgono sub aste pubbliche di futuri terroristi suicidi o feste per recuperare denaro per le loro famiglie.
La maggiorparte delle ONG internazionali, ancora le più proclivi al regime stabilito, chiedono insistemtemente l’embargo di armi contro Rijad, senza dubbio una delle maggiori minace per la pace e la stabilità mondiale. Non si può sentire niente altro che vergogna quando eminenti membri dei Partiti Europei, prendono le difese dei contratti di fornitura di navi da guerra o di bombe all’Arabia Saudita per dare lavoro alle maestranze europee. In qusto caso non si tratta di vendere lattughe ad un paese scarso di prodotti ortofrutticoli; neppure di modernizzare le infrastrutture di trasporto ferroviario tra le sabbie del deserto. Si tratta di vendere armi ad un paese che le sta utilizzando in questi stessi giorni per massacrare bambini e civili disarmati, un paese che ha invaso due nazioni, considerando anche il Bahrein – e che si trova coinvolto in altre guerre in cui addestra e finanzia gruppi terroristi perchè facciano il loro sinistro lavoro.
Si forniscono armi ad un paese che non rispetta i diritti umani , che invade i suoi vicini e che finanzia il terrorismo nel mondo, per i molti miliardi di petroldollari che tenga, questo paese non può essere oggetto di trasferimenti di tecnolgia militare di alcun tipo. Quelli che lo stanno difendendo (Obama, Canmeron, Hollande, Renzi) sono complici dei massacri attuali e futuri dell’Arabia Saudita e dello Stato Islamico. Un embargo effettivo delle armi sarebbe il miglior modo di fermare le guerre in cui si trova coinvolta e responsabile la Monarchia Wahabita e di lanciare un messagio inequivocabile sull’impegno di voler sdradicare qualsiasi tipo di terrorismo nella regione.
Non serve e non è moralmente accettabile mantenere tutto questo per alcuni posti di lavoro nelle industrie degli armamenti. Che potrebbero dire ai lavoratori europei di Cagliari o della Navarra le famiglie degli assassinatri da parte dell’Arabia Saudita? Che dovevano forse salvaguardarsi il posto di lavoro mandando armi per uccidere altre persone innocenti? Naturalmente la responsabilità non deve essere assunta dalla parte più debole dell’equazione.
Ovviamente questo compito spetta ai governi europei di trovare lavoro per gli operai delle fabbriche d’armi ma che questo non contravvenga alle elementari norme del diritto internazionale e del senso comune. Non si può ammettere il ricatto dei posti di lavoro in cambio del traffico di armi per dare la morte a persone innocenti. Purtroppo assistiamo al comportamento ipocrita dei Governi europei che, a prescindere dai partiti di destra o sinistra che governino, mantengono alleanze tanto esecrabili con certi regimi come quello saudita mentre si riempiono la bocca di tutele adei “diritti umani”, di democrazia e di altri concetti utilizzati per una falsa propaganda.
Fonte: Hispan Tv
Traduzione:  Manuel De Silva

Preso da: http://www.controinformazione.info/i-collegamenti-dellarabia-saudita-con-il-peggiore-terrorismo-mondiale/

UNA COSA CHE NON VI HANNO DETTO SULLA LIBIA: 2016, il regime getta merda contro il popolo libico per giustificare la prossima guerra

Ultimamente ( era il 2016)  è ritornato di moda parlare male della “Libia di Gheddafi”, proprio quando fervono i preparativi per una nuova guerra, i passi vengono compiuti uno alla volta: il RATTO Serraji ha costituito la fantomatica “guardia presidenziale” , ha chiesto aiuto ai suoi padroni per combattere l’ ” immigrazione e l’ ISIS” . Tutto è pronto per una nuova guerra, ma bisogna preparare l’ opinione pubblica, ed ecco le scuse belle e pronte:

L’ultimo segreto di Aldo Moro: «La Libia dietro Ustica e Bologna»

Tutto nasce da una direttiva di Matteo Renzi, che ha fatto togliere il segreto a decine di migliaia di documenti sulle stragi italiane. Nel mucchio, i consulenti della commissione d’inchiesta sul caso Moro hanno trovato una pepita d’oro: un cablo del Sismi, da Beirut, che risale al febbraio 1978, ossia un mese prima della strage di via Fani, in cui si mettono per iscritto le modalità del “lodo Moro”. Il “lodo Moro” è quell’accordo informale tra italiani e palestinesi che risale al 1973 per cui noi sostenemmo in molti modi la loro lotta e in cambio l’Olp ma anche l’Fplp, i guerriglieri marxisti di George Habbash, avrebbero tenuto l’Italia al riparo da atti di terrorismo.
Ebbene, partendo da quel cablo cifrato, alcuni parlamentari della commissione Moro hanno continuato a scavare. Loro e soltanto loro, che hanno i poteri dell’autorità giudiziaria, hanno potuto visionare l’intero carteggio di Beirut relativamente agli anni ’79 e ’80, ancora coperto dal timbro «segreto» o «segretissimo». E ora sono convinti di avere trovato qualcosa di esplosivo. Ma non lo possono raccontare perché c’è un assoluto divieto di divulgazione.
Chi ha potuto leggere quei documenti, spera ardentemente che Renzi faccia un passo più in là e liberalizzi il resto del carteggio. Hanno presentato una prima interpellanza. «È davvero incomprensibile e scandaloso – scrivono i senatori Carlo Giovanardi, Luigi Compagna e Aldo Di Biagio – che, mentre continuano in Italia polemiche e dibattiti, con accuse pesantissime agli alleati francesi e statunitensi di essere responsabili dell’abbattimento del DC9 Itavia a Ustica nel giugno del 1980, l’opinione pubblica non sia messa a conoscenza di quanto chiaramente emerge dai documenti secretati in ordine a quella tragedia e più in generale degli attentati che insanguinarono l’Italia nel 1980, ivi compresa la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980».
Va raccontato innanzitutto l’antefatto: nelle settimane scorse, dopo un certo tira-e-molla con Palazzo Chigi, i commissari parlamentari sono stati ammessi tra mille cautele in una sede dei servizi segreti nel centro di Roma. Dagli archivi della sede centrale, a Forte Braschi, erano stati prelevati alcuni faldoni con il marchio «segretissimo» e portati, con adeguata scorta, in un ufficio attrezzato per l’occasione. Lì, finalmente, attorniati da 007, con divieto di fotocopiare, senza cellulari al seguito, ma solo una penna e qualche foglio di carta, hanno potuto prendere visione del carteggio tra Roma e Beirut che riporta al famoso colonnello Stefano Giovannone, il migliore uomo della nostra intelligence mai schierato in Medio Oriente.
Il punto è che i commissari parlamentari hanno trovato molto di più di quello che cercavano. Volevano verificare se nel dossier ci fossero state notizie di fonte palestinese per il caso Moro, cioè documenti sul 1978. Sono incappati invece in documenti che sorreggono – non comprovano, ovvio – la cosiddetta pista araba per le stragi di Ustica e di Bologna. O meglio, a giudicare da quel che ormai è noto (si veda il recente libro «La strage dimenticata. Fiumicino 17 dicembre 1973» di Gabriele Paradisi e Rosario Priore) si dovrebbe parlare di una pista libico-araba, ché per molti anni c’è stato Gheddafi dietro alcune sigle del terrore. C’era la Libia dietro Abu Nidal, per dire, come dietro Carlos, o i terroristi dell’Armata rossa giapponese.
Giovanardi e altri cinque senatori hanno presentato ieri una nuova interpellanza. Ricordando le fasi buie di quel periodo, in un crescendo che va dall’arresto di Daniele Pifano a Ortona con due lanciamissili dei palestinesi dell’Fplp, agli omicidi di dissidenti libici ad opera di sicari di Gheddafi, alla firma dell’accordo italo-maltese che subentrava a un precedente accordo tra Libia e Malta sia per l’assistenza militare che per lo sfruttamento di giacimenti di petrolio, concludono: «I membri della Commissione di inchiesta sulla morte dell’on. Aldo Moro hanno potuto consultare il carteggio di quel periodo tra la nostra ambasciata a Beirut e i servizi segreti a Roma, materiale non più coperto dal segreto di Stato ma che, essendo stato classificato come segreto e segretissimo, non può essere divulgato; il terribile e drammatico conflitto fra l’Italia e alcune organizzazioni palestinesi controllate dai libici registra il suo apice la mattina del 27 giugno 1980».
Dice ora il senatore Giovanardi, che è fuoriuscito dal gruppo di Alfano e ha seguito Gaetano Quagliariello all’opposizione, ed è da sempre sostenitore della tesi di una bomba dietro la strage di Ustica: «Io capisco che ci debbano essere degli omissis sui rapporti con Paesi stranieri, ma spero che il governo renda immediatamente pubblici quei documenti».
Articolo su: http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2016/05/05/AS5HcFcC-bologna_segreto_dietro.shtml

Ancora non basta, seconda bufala:

Libia: Le tribù libiche Gaddafah, Warfalah e Ould Suleiman giurano fedeltà a Isis

La tribù del defunto rais Muammar Gheddafi ha giurato fedeltà all’Isis: lo riferisce il Site.
“Le tribù libiche Gaddafah, Warfalah, e Ould Suleiman in Libia hanno pubblicato un resoconto accompagnato da foto annunciando la propria affiliazione alla provincia di Tripoli dello Stato Islamico”, scrive il sito di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web.
Fonte: http://www.guerrenelmondo.it/index.php/2016/05/09/libia-le-tribu-libiche-gaddafah-warfalah-e-ould-suleiman-giurano-fedelta-a-isis/

Vorrei solo ricordare che l’ ISIS è stato creato, finanziato ed inviato in Libia dall’ occidente a partire dal 2011, Le tribù libiche sono sempre state contro l’ ISIS, lo hanno sempre combattuto. Vorrei dire a questi idioti che inventano tali calunnie che la tribù Warfalla è la tribù più grande in Libia, conta un milione di persone, su 6 milioni di abitanti. Questa tribù ha pagato a caro prezzo la fedeltà al Leader Muammar Gheddafi, basti ricordare l’ assedio di Bani Walid nel 2012, ad un anno esatto dalla conclusione della RATvoluzione. Non parliamo delle migliaia di famiglie costrette a fuggire da Sirte, sotto l’ ISIS e che hanno trovato rifugio proprio ( guarda caso) a Bani Walid e Tarhuna. Per quanto riguarda la tribù Gaddafa … beh parlare male di Gheddafi è sempre di moda.

Terza bufala:

Libia, al Serraj “contatti in corso con esponenti regime Gheddafi”
Il premier libico, Fayez al Serraj, ha confermato che sono in corso trattative conesponenti del passato regime di Muammar Gheddafi residentiall’estero per arrivare ad una riconciliazione nazionalepiena. Intervistato dal giornale arabo “al Sharq al Awsat”,al Serraj ha affermato che ‘”ci sono contatti in corso conil Consiglio per la riconciliazione nazionale, che comprendeanche il vecchio regime.

Tutti gli sforzi che stiamoconducendo per la riconciliazione passano attraverso questoorgano. Siamo in contatto con quelli che sono all’esterocompreso in Egitto”. I contatti avvengono tramite leassociazioni della societa’ civile e I capi tribu’ perche'”l’obiettivo e’ quello di riconciliarci con tutti senzaesclusione”. (AGI)

Fonte: http://www.agi.it/estero/2016/05/14/news/libia_al_serraj_contatti_in_corso_con_esponenti_regime_gheddafi-775039/

Cosa dire? Serraji ovviamente ci prova, ha bisogno di consenso, ammesso che la notizia sia vera, non avrà l’ appoggio dei cosidetti ” esponenti del vecchio regime” semplicemente perchè lui è abusivo in Libia, lui e tutti quelli inviati in Libia prima di lui a partire dal 2011 sono abusivi, occupanti, invasori. Proprio per questo hanno bisogno di una nuova guerra, hanno bisogno che i loro padroni intervengano, ed ogni scusa è buona.