ECCO GLI OBIETTIVI DELL’AGENDA DELLE NAZIONI UNITE PER IL NUOVO ORDINE MONDIALE

Postato il Martedì, 29 settembre @ 23:10:00 BST di davide

DI MICHAEL SNYDER
theeconomiccollapseblog.com
Avete sentito parlare di “obiettivi globali”? Se non ne avete sentito parlare, certamente ne sentirete parlare molto nei prossimi giorni. Il 25 settembre, le Nazioni Unite hanno lanciato una serie di 17 obiettivi ambiziosi che si prevede di poter raggiungere nel corso dei prossimi 15 anni. Un nuovo sito web per promuovere questo piano è stato stabilito, e si può trovare proprio qui. Il nome ufficiale di questo nuovo piano è “l’Agenda 2030“, ma le èlite hanno deciso che avevano bisogno di qualcosa di orecchiabile per promuovere queste idee alla popolazione in generale.

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che questi nuovi “obiettivi globali” rappresentano una “nuova agenda universale” per l’umanità. Praticamente ogni nazione del pianeta ha volontariamente firmato per questo nuovo programma, a cui si dovrà attenere obtorto collo.
Alcune delle più grandi star in tutto il mondo sono state assunte per promuovere “gli obiettivi globali”. Basta controllare il video di YouTube che ho postato qui sotto. Questo è il genere di cose che ci si aspetta da un culto religioso fondamentalista…
Se si vive a New York City probabilmente si è consapevoli del “Global Citizen Festival” che si è tenuto a Central Park sabato scorso alla presenza di alcuni dei più grandi nomi nel settore della musica impegnati a promuovere questi nuovi “obiettivi globali”. Di seguito vediamo come il New York Daily News d ha descritto la riunione …
“E ‘stata una festa con uno scopo.
Una festa piena di vip e un appello appassionato a porre fine alla povertà hanno scosso il Great Lawn di Central Park. Più di 60.000 fan si sono riuniti sabato per la quarta edizione del Global Citizen Festival.
Nell’evento filantropico, in coincidenza con l’incontro annuale dei leader mondiali in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, si sono esibiti da Beyoncé, Pearl Jam, Ed Sheeran e Coldplay“.
E non era solo l’industria del divertimento che stava promuovendo il nuovo piano delle Nazioni Unite per un mondo unito. Papa Francesco si è recato a New York per leggere il discorso che ha dato il via alla conferenza in cui è stato presentata questa nuova agenda ….
Papa Francesco ha dato il suo appoggio alla nuova agenda per lo sviluppo in un discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni affinchè i grandi del globo adottassero il piano di 17 punti, definendolo “un segno importante di speranza” in un momento molto travagliato in Medio Oriente e Africa .
Quando il primo ministro danese Lars Rasmussen ha colpito il suo martelletto per approvare la road map di sviluppo, i leader e diplomatici provenienti dai 193 Stati membri dell’ONU si sono alzati in piedi e hanno applaudito fragorosamente.
Poi, il vertice si rivolse immediatamente al vero e proprio business della riunione di tre giorni – l’attuazione degli obiettivi, che dovrebbe dai 3,5 trilioni ai 5 trilioni di dollari ogni anno (fino al 2030).
Wow.
Okay, allora dove saranno le migliaia di miliardi di dollari che sono necessari per attuare questi nuovi “obiettivi globali”
Permettetemi di darvi un suggerimento – non verranno dalle nazioni povere.
Quando si leggono questi “obiettivi globali“, molti di loro sono abbastanza buoni. Dopo tutto, chi non vorrebbe “porre fine alla fame”? So che mi piacerebbe “porre fine alla fame” se potessi.
La chiave è quella di guardare dietro le parole e capire che cosa realmente viene detto. E ciò che realmente stanno dicendo è che le élite vogliono rafforzare il loro sogno di un sistema unipolare e senza barriere.
L’elenco che segue viene da Truthstream Media, e penso che faccia un ottimo lavoro traducendo questi nuovi “obiettivi globali” in lingua che tutti possiamo capire …
Obiettivo 1: porre fine alla povertà in tutte le sue forme in tutto il mondo
Traduzione: Banche centrali, FMI, Banca Mondiale, potere della Fed di controllare tutte le finanze, valuta di un mondo digitale in una società senza contanti
Obiettivo 2: fine della fame, raggiungere la sicurezza alimentare e il miglioramento della nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile
Traduzione: OGM
Obiettivo 3: Garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età
Traduzione: la vaccinazione di massa, il Codex Alimentarius
Obiettivo 4: Garantire un’istruzione di qualità inclusivo ed equo e promuovere le opportunità di apprendimento permanente per tutti
Traduzione: la propaganda delle Nazioni Unite, il lavaggio del cervello attraverso l’istruzione obbligatoria dalla culla alla tomba
Obiettivo 5: raggiungere la parità di genere e l’empowerment tutte le donne e le ragazze
Traduzione: Il controllo della popolazione attraverso la forzata “pianificazione familiare”:
Obiettivo 6: Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile delle acque e di servizi igienico-sanitari per tutti
Traduzione: Privatizzare tutte le fonti d’acqua, non dimenticare di aggiungere fluoro
Obiettivo 7: Assicurare l’accesso a energia a prezzi accessibili, affidabile, sostenibile e moderna per tutti
Traduzione: Smart grid con contatori intelligenti su tutto, prezzi al massimo
Obiettivo 8: Promuovere la crescita sostenuta, inclusiva e sostenibile economica, l’occupazione piena e produttiva e il lavoro dignitoso per tutti
Traduzione: TPP, zone di libero scambio che favoriscono gli interessi delle megacorporate
Obiettivo 9: Costruire infrastrutture resilienti, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e promuovere l’innovazione
Traduzione: strade a pedaggio, buttare fuori il trasporto pubblico, rimuovere vincoli ambientali
Obiettivo 10: ridurre le disuguaglianze all’interno e fra i paesi
Traduzione: Più burocrazia governativa inutile
Obiettivo 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivo, sicuri, flessibili e sostenibili
Traduzione: Stato di sorveglianza e Grande Fratello globale
Obiettivo 12: Garantire consumo produzione sostenibili
Traduzione: Austerity forzata
Obiettivo 13: Prendere misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze *
Traduzione: Nuove tasse di dubbia utilità (ad es. tasse sull’impronta ecologica)
Obiettivo 14: Conservare e sostenibile utilizzare gli oceani, i mari e le risorse marine per lo sviluppo sostenibile
Traduzione: restrizioni ambientali, controllare tutti gli oceani, tra cui i diritti minerari dei fondali oceanici
Obiettivo 15: proteggere, restaurare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, in modo sostenibile gestire le foreste, la lotta alla desertificazione, e bloccare o invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità
Traduzione: più vincoli ambientali, più risorse di controllo e diritti minerari
Obiettivo 16: promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, fornire l’accesso alla giustizia per tutti e costruire istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli
Traduzione: le missioni delle Nazioni Unite di “peacekeeping” (ex 1, ex 2), la Corte Internazionale (cieca) di Giustizia, costringere la gente ad emigrare attraverso crisi di rifugiati false e poi cercare la soluzione con più “peacekeeping delle Nazioni Unite”quando la tensione scoppia, rimuovere il secondo emendamento in USA
Obiettivo 17: rafforzare le modalità di attuazione e rivitalizzare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile
Traduzione: Rimuovere la sovranità nazionale in tutto il mondo, favorire la promozione del globalismo, ingrassare la burocrazia orwelliana delle Nazioni Unite
Se avete dei dubbi su tutto questo, è possibile trovare il documento ufficiale per questa nuova agenda delle Nazioni Unite proprio qui.. Quanto più si scava nei dettagli, più ci si rende conto di quanto siano insidiosi questi “obiettivi globali”.
Le élite vogliono un governo mondiale, un sistema economico-mondo e una religione mondiale. Ma non hanno intenzione di realizzare queste cose con la conquista. Piuttosto, vogliono che tutti firmino questi impegni pacificamente, usano il soft power.
Gli “obiettivi globali” sono un modello per un mondo unito. Per molti, l’ “utopia” suona abbastanza promettente. Ma per quelli che sanno in che situazione siamo, il presente invito a un “mondo unito” è molto, molto agghiacciante.

Michael Snyder
Fonte: http://theeconomiccollapseblog.com
Link: http://theeconomiccollapseblog.com/archives/this-happened-in-september-the-un-launched-the-global-goals-a-blueprint-for-a-united-world
28.0’9.2015

Traduzione per www.comedonchisciotteorg a cura del BUCANIERE

Preso da: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15627

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Kalergi: Il cosmopolita massone alle origini dell’Unione Europea

di Mario Cecere

E’ apparso a febbraio di quest’anno, e già si prevede l’uscita di una nuova edizione arricchita, l’interessante saggio sul “Piano Kalergi” di Matteo Simonetti, insegnante di storia e filosofia e pianista, autore di libri di argomento politico e filosofico.

Il testo in questione, La verità sul Piano Kalergi, (Edizioni Radio Spada, Milano) è il primo studio a ricostruire integralmente il percorso intellettuale e l’azione politica del conte Kalergi – eminenza grigia del lager eurocratico al cui nome è intitolato perfino un premio recentemente attribuito ad Angela Merkel – e ad offrire una visione d’insieme dell’ambiente in cui opera e delle finalità perseguite da un autorevole esponente della sovversione mondialista a partire da una lettura ragionata del famigerato Praktischer Idealismus, lo scritto filosofico pressoché introvabile (perché fatto sparire dalla circolazione) che racchiude il pensiero dell’attivista austro-nipponico, fondatore di Pan-Europa nonché “profeta” dell’attuale Unione Europea.

Il libro di Simonetti è un’accurata quanto spietata documentazione sulle cause dell’immigrazione selvaggia che sta letteralmente travolgendo e deturpando, per inconfessabili ragioni di logge e cosche, l’identità europea ed italiana, sulla rete di interessi che si dipana tra alta finanza, massoneria, vaticano, imperialismo anglosassone, materialismo capitalista e bolscevico, interessi oligarchici e settari. E’ proprio dall’analisi di quest’opera fondamentale, della quale vengono tradotti e commentati i passaggi chiave, che comincia la prima parte del libro.

Ereticamente_Kalergi

Richard Coudenhove-Kalergi, erede di una importante famiglia di aristocratici e diplomatici, è stato una figura politica di rilievo nella costruzione dell’attuale UE e risulta davvero oscuro il motivo della sua pressoché integrale estraneità al grande pubblico. I motivi di questa riservatezza salteranno agli occhi nel corso della lettura del libro di Simonetti che sottolinea opportunamente – e in questo consiste un pregio non minore dell’opera – le affinità rinvenibili tra la dottrina di Kalergi e le idee correnti in un’epoca particolarmente convulsa e cruciale della storia europea – l’Occidente nichilistico democratizzato e imbevuto di ideali progressistici e mercantilistici, tra utopismi tecnocratici, esaltazione del cosmopolitismo, delle “magnifiche sorti e progressive”, dello spirito “eroico” mercantile. Singolari sono, in questo senso, le letture travisate e i rimasticamenti di Nietzsche e Spengler di cui si nutre Kalergi e che risaltano in quelle divagazioni eugenetiche tra il profetico ed il prescrittivo che confermano sinistramente e crudamente l’esistenza di un progetto, maturato negli ambienti dell’aristocrazia apolide dell’usura e del denaro, di liquidazione dell’Europa da effettuarsi tramite incroci razziali con popolazioni africane ed asiatiche.

Così Kalergi: “L’uomo del futuro sarà un meticcio. Le razze e le caste di oggi saranno vittime del crescente superamento di spazio, tempo e pregiudizio. La razza del futuro, negroide-euroasiatica, simile in aspetto a quella dell’Egitto antico, rimpiazzerà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità.” Il richiamo all’attualità è d’obbligo in tempi come questi, dove una scellerata politica immigrazionista, perseguita con sintomatico accanimento dalle istituzioni economiche e sovranazionali dell’UE e dalle autorità religiose di massa, oltre che dalla pletora delle cooperative, mafie e papaboys di tutte le declinazioni parlamentari, oltre a provocare inevitabili sconvolgimenti politico-sociali, costituisce l’infausta premessa – a causa della massiva sproporzione demografica tra autoctoni ed allogeni ed il lavaggio del cervello buonista e auto-colpevolizzante dei media – di quello che lo scrittore francese di sinistra Renaud Camus ha definito il Grand Remplacement, vale a dire il fenomeno storico di progressiva sostituzione etnica, culturale, religiosa di cui siamo impotenti spettatori.

verità sul piano kalergi

Quali sono i caratteri esteriori della visione del mondo che anima Kalergi e i suoi finanziatori banchieri (Simonetti ne elencherà nel corso dell’esposizione quelli più famigerati)? Il solito brodo massonico di scientismo, umanitarismo, vitalismo, razionalismo, pacifismo, progressismo e materialismo pratico in cui elementi eterocliti si sovrappongono in maniera grossolana a venature di superomismo imprenditoriale oligarchico-calvinista, il tutto nelle immancabili tinte messianico-tecnocratiche che da sempre impregnano i conati filantropici, cosmopolitici e utopistici degli uomini delle logge.

Acutamente Simonetti segnala l’affinità tra queste vedute relative ad una futura umanità eugeneticamente modificata e livellata, contraddistinta dall’efflorescente pullulare di molteplici personalità, e la Gender Theory dell’ebrea Judith Butler: “La scomparsa dei popoli (e con essi dell’anima delle nazioni) che Kalergi prevede e auspica, è un movimento di cui i popoli sono consapevoli? Che essi hanno approvato, hanno deliberato, sul quale hanno riflettuto? O è una scelta che altri hanno preso per loro? Questa estrema differenziazione degli individui, che resta comunque difficile se si ammette la scomparsa legata alle caratteristiche etnico-culturali che oggi conosciamo e ravvisiamo, in cosa consiste? Forse in un aumento delle varietà di genere che oggi si intende promuovere? Mi riferisco alla Gender Theory, per la quale saranno moltiplicati i generi umani di maschile e femminile e anche il loro particolare modo di rapportarsi tra loro. L’orientamento sessuale, combinato alla configurazione sessuale esterna, può dare origine in effetti a un’ampia gamma di possibilità, tutte legate all’individualità piuttosto che a differenze relazionali”.

Dissoluzione dei popoli, centrifuga di anime, produzione di individui dalle molteplici e cangianti personalità, flussi energetici privi di centro, forma e ‘persona’, eterodiretti dal Grande Fratello planetario e ‘coltivati’ nella placenta dolciastra del Mercato e delle Religioni della Nuova Era, che predicano opportunamente la rinuncia al ‘conflitto’ e al ‘mentale’, la fusione estatica nel ‘Tutto’ di una natura deificata e a sua volta modificata geneticamente: l’Europa figlia dei Lumi, razionalista, laica, emancipata e liberata dall’insopportabile religione cristiana dei nonni è oggi il (non) luogo di appartenenze multiple e a termine, religioni esotiche, fedi liquide, orgogli effimeri: sembra sempre più di vivere in un libro di Houellebecq.

Simonetti cita autori e tendenze dell’orientamento pansessualista e ‘deviante’ affermatosi nei vari campi dello scibile occidentale e divenuto, in qualche decennio, tracimando dalle pareti universitarie, Verità di massa sostitutiva, Verbo indiscutibile che separa il mondo in emancipate persone moderne ed urbane e sanguinari retrogradi ignoranti: dal magistero psicanalitico di Freud, affiliato alla massoneria ebraica B’nai B’rith, alle speculazioni cabalistiche di Elliot Wolfson, alle derive psicotiche della scuola “francese” esaltatrice della schizofrenia, della devianza, dell’alienazione dei vari Lacan, Derrida e Foucault – quest’ultimo insuperato guru della degenerazione liberal-libertaria di matrice sessantottina, DNA ideologico della sinistra umanitaria di dominazione.

Sarebbe interessante anche mostrare come questa nauseabonda inversione patologica dell’Occidente giudaico-cristiano, per usare i termini cari alla Fallaci, sia accostabile alla lettura filosofica e politica “di sinistra” di Nietzsche, che appunto decreta la fine della metafisica e delle grandi narrazioni per sfociare nella palude postmoderna della “fine della storia”, dove l’individuo radicale è esaltato come portatore di difference, nomadismo e pluralità – proprio quando, neutralizzato spiritualmente ed intellettualmente dai dogmi paralizzanti del Pensiero Unico, è ignobilmente schiacciato dalle tecnostrutture del Big Brother e condannato alla precarietà integrale (sociale, affettiva, esistenziale) prescritta dai Santoni in Risorse Umane e altri aruspici del Libero Mercato.

Precursore inconsapevole del pensiero nomade e profeta dell’attuale Europa, nonché razzista eugenetico fautore dell’avvento di una massa di meteci privi di volontà e carattere dominati da una casta apolide di super-ricchi, il massone Kalergi è per sovramercato un suprematista filo-ebraico figlio di diplomatico pro-sionista e di consorte ebrea. Fedele alla dottrina della doppia verità, se egli prescrive l’endogamia ai dominati, raccomanda invece la consanguineità alla razza dei dominatori “Ciò che separa principalmente gli ebrei dai cittadini medi è il fatto che siano degli individui consanguinei. La forza di carattere alleata all’acutezza spirituale, predestina l’ebreo a divenire, attraverso i suoi esponenti di spicco, il leader dell’umanità urbana, il falso o vero (!) aristocratico dello spirito, un protagonista del capitalismo come della rivoluzione”. Affermazioni, certo, alquanto imbarazzanti per un “padre” della sobria Europa delle commissioni di Bruxelles, un massone in combutta con alti prelati vaticani attraverso importanti personalità “cattoliche” come il capo di stato austriaco Ignaz Seipel.

Sulla vicenda Seipel, spiega Simonetti, “possiamo sottolineare come proprio in questo periodo assistiamo ad una convergenza tra gli ideali massonici e quelli presuntamente “cristiani”, soprattutto in senso ecumenico“. Il rilievo ci pare particolarmente arguto e intrigante e andrebbe senz’altro sviluppato, soprattutto alla luce delle attuali politiche degenerate del Vaticano diBergoglio e dei suoi livorosi vescovi fanatizzati nell’humus venefico dell’odio levantino contro Roma e l’Italia.

Secondo il padre dell’Europa, è nel comunismo sovietico che si prepara l’avvento della nuova nobiltà di sangue e spirito:“E’ qui che si eleva al rango di simbolo, l’unione tra Lenin, l’uomo della piccola nobiltà rurale e Trotsky, il letterato ebreo: qui si riconcilia l’opposizione tra il carattere e lo spirito, lo junker e il letterato, gli uomini rustici e gli uomini urbani, i pagani e i cristiani, in una sintesi creatrice dell’aristocrazia rivoluzionaria”. Quest’ultima è investita di un’eccezionale missione palingenetica risolutrice di conflitti plurisecolari: “Così la spada di Damocle del terrore bolscevico riuscirà più velocemente ad ammorbidire il cuore dei plutocrati e a rendere le esigenze sociali accessibili più di quanto abbia fatto in due millenni il vangelo di Cristo”. Non è del resto certo un caso se:“Gli emissari principali della nobiltà cerebrale – che sia essa corrotta o integra (!!!) – del capitalismo, del giornalismo, della letteratura, sono degli ebrei. La superiorità del loro spirito li predestina a divenire uno degli elementi più importanti della futura nobiltà. (…) Una provvidenza piena di bontà ha dunque, nel momento in cui la nobiltà feudale declina, offerto all’Europa, attraverso l’emancipazione degli ebrei, la grazia di una nuova nobiltà di spirito. Il giudaismo è il nocciolo intorno al quale si riunisce una nuova nobiltà, una razza di signori (Herrenrasse)”;un tale nocciolo è non per nulla irrigato dal sangue del “popolo eletto”: “gli eroi e i martiri ebrei delle rivoluzioni dell’Europa dell’Est e dell’Europa centrale non hanno nulla a che invidiare, in termini di coraggio, di resistenza e di idealismo, agli eroi non-ebrei della prima guerra mondiale, anzi essi li sorpassano spesso in spirito” – e via di questo passo.

Questo connubio tra bolscevismo e capitalismo mediato dalla componente ebraica alla testa di entrambi i partiti, trova una tipica espressione nella figura dell’ebreo massone Leonid Krasin, ricco manager e alto dirigente bolscevico, stretto collaboratore di Lenin nonché trafugatore dei beni dello Zar. Per lui Kalergi ha parole elogiative: “Krasin ha riconosciuto che per il comunismo è essenziale imparare dal capitalismo”. Che dire, non ne avevamo dubbi. Come giustamente rileva Simonetti, “La plutocrazia quindi rimarrà viva solo in quanto illuminata, sfolgorante della luce benefica del magnatismo filantropico, rigenerata dal nuovo vangelo socialista. Al bando i piccoli plutocrati “arrivisti”, rinchiusi nel loro orticello egoistico, evviva il grande magnate, unica speranza per la salvezza messianica del mondo”.

Il capitalismo illuminato della BCE e la burocrazia social-democratica dei kapò delle commissioni di Bruxelles salveranno il mondo. Del resto l’aristocrazia filantropica non tardò a riconoscere nel mediocre filosofo Kalergi un fratello da aiutare. Nel 1924, il fondatore di Pan-Europa, l’organismo politico europeista alle origini dell’Unione Europea, conobbe il barone Louis de Rothschild e “attraverso questi entrò in contatto con il magnate della finanza Max Warburg, che con una donazione di 60.000 marchi d’oro finanziò l’associazione paneuropea per tre anni. Il contatto con Warburg avrà lunghissima durata e quest’ultimo curerà i viaggi di Kalergi in America, introducendolo nella cerchia de banchieri Paul Warburg e Bernard Baruch. Lo stesso Rothschild sarà tra i suoi finanziatori.(…) Ottenne l’appoggio di Edward Benes, Otto d’Asburgo, Hjalmar Schacht, Konrad Adenauer, Robert Schuman, Alcide de Gasperi e Winston Churchill. In particolare, il messaggio di Kalergi ispirerà ad Aristide Briand il “suo” progetto di Unione Europea presentato nel 1929 davanti alla Società delle nazioni di Ginevra”. Tutti questi importanti attori del movimento paneuropeo, attivi collaboratori di Kalergi erano massoni (e ferventi sionisti, come Briand, tra i principali responsabili delle condizioni capestro imposte a Versailles alla Germania sconfitta), De Gasperi ed Adenauer erano membri dell’Opus Dei (“un altro filone che meriterebbe di essere esaminato a parte è quello del pensiero e dell’operato di alcuni personaggi vicini sia ai gesuiti che alla costruzione di quest’Europa, tra i quali spicca la figura di Joseph Retinger, fondatore del gruppo Bilderberg”) e tutti costoro sono oggi considerati “padri dell’Europa” – altri idoli del massone Kalergi sono invece più volgari terroristi o assassini caduti nel dimenticatoio della storia, indicati però come prototipi della nobiltà ideale in virtù della loro natura prometeico-luciferica.kalergi

Il libro di Simonetti abbonda di esempi di queste frequentazioni dubbie e simpatie per lo meno ambigue del conte. Oltre alle citazioni sulla “elezione” degli ebrei, sul marx-capitalismo, numerosissime quelle che suffragano la tesi del razzismo biologico di Kalergi, elemento davvero sconcertante e compromottente per la credibilità e l’aplomb buonista eurocratico, ferocemente filo-immigrazionista, mondialista e anti-nazionale. Se queste affermazioni di Kalergi, sconcertanti per la sensibilità del nostro tempo, fossero state pronunciate, mutatis mutandis, da un membro del NSDAP, verrebbero oggi immediatamente censurate o liquidate come deliri di uno squilibrato. Sarà per questo che le oligarchie europee si sforzano con evidente solerzia di tenere nascosto il pensiero filosofico del fondatore di Pan-Europa?

Occorre segnalare queste singolari concordanze invertite con il biologismo nazional-socialista anche a coloro che, ancora oggi, non vedono tutta la nocività insita in questo genere di deviazioni moderne, già nella ragion d’essere di questo pensiero che altro non è che il frutto della mentalità nichilistico-scientista a cavallo tra Ottocento e Novecento, posizioni meccanicistiche di origine positivistica – dunque materialistiche e deviate – partorite dalla cultura protestante anglosassone del tempo e presa a prestito dal delirio razzistico suprematista giudaico contenuto nel vecchio testamento biblico.

In Germania esse si incrociarono con correnti di pensiero eterogenee, alcune di orientamento neo-paganeggiante, genericamente ostili alla latinità, associata indebitamente al papismo e visioni del mondo decadenti o levantine – se non ottusamente ostili alla funzione imperiale-ecumenica di Roma in nome del particolarismo etnico nordico. Tali gravi abbagli e incomprensioni (che dovettero arrecare non poco danno alla stessa Germania), provenientidalla confusa temperie del Romanticismo, presero forme peculiari che si manifestarono – nelle concezioni razziste nazional-socialiste – in senso mistico e tellurocratico, sostanziando pericolosamente una direzione ambigua e virulentemente anti-tradizionale – e in ultima istanza integralmente nichilistic ae democratica – per cui va riconosciuto a Julius Evola il merito di aver smascherato simile tragica impostura con dovizia di argomenti e profondità di visione filosofica.

Questo coacervo di elementi discordi, se non lascia dubbi sul mediocre spessore filosofico e sull’appartenenza del massone Kalergi al campo della sovversione mondialista, riveste invece un’eccezionale valore testimoniale sul piano della storia – palese ed occulta – delle idee, rivelando quello che possiamo considerare un manifesto delle nefaste tendenze sovversive e mondialiste disseminate in ogni angolo della modernità, anche presso quei filoni di pensiero e correnti “metapolitiche” che ostentano una presunta immunità da simili tare. A questo proposito non si può nascondere una certa sorpresa nello scoprire chi pubblica l’opera di Kalergi, Pan-Europa, in Italia: si tratta della casa editrice dello psicologo Adolfo Morganti, nota nell’ambito del neo-guelfismo nazional-popolare e che annoverava estasiati ammiratori nel campo delle neo-destre bucolico-tolkieniane. Il console sanmarinese, estimatore veemente della politica del rottamatore gesuita “terçerista” (di quelli che piacerebbero tanto a Kalergi) Bergoglio, risulta essere il responsabile di un think-tank legato al Partito Popolare europeo che si fregia, già nel nome, Fondazione PanEuropa, del lascito “intellettuale” del conte massone. In termini quasi apologetici è presentata l’opera del fratello “europeista” sul sito che ne pubblicizza il libro e ne viene celebrata la figura “profetica” insieme a quella di San Colombano in una conferenza erudita organizzata dall’associazione Identità-Europa presso l’Università di Gorizia.

Chissà cosa ne direbbe Gandalf.

Mario CECERE

Fonte: Ereticamente

Preso da: http://www.controinformazione.info/kalergi-il-cosmopolita-massone-alle-origini-dellunione-europea/

Hilary Clinton rivela l’agenda occulta del Nuovo Ordine Mondiale

15 maggio 2015

di José Javier Esparza –

Uno scomodo velo di silenzio è stato calato sulle sorprendenti parole pronunciate di recente da Hilary Clinton. Forse la signora ha parlato più di quanto fosse conveniente.
“I codici culturali profondamente radicati, le credenze religiose e le fobie strutturali devono essere modificate. I governi devono utilizzare i loro strumenti e le risorse coercitive per ridefinire i dogmi religiosi tradizionali”.

Queste parole Hilary Clinton le ha pronunciate pubblicamente e senza sotterfugi, nel corso di un convegno pro abortista ed hanno lasciato più di una persona con la bocca aperta.

“Riformare coercitivamente le Religioni”? Dove rimarrebbe quindi la libertà religiosa? “Modificare le identità culturali”? Dove rimane quindi semplicemente la libertà di esistere? Simili intenzioni, messe in bocca a niente meno che alla principale candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti, avrebbero dovuto aprire un forte dibattito.

Non è stato così. Come un fatto molto significativo, i principali media in tutto l’Occidente hanno preferito silenziare le rivelazioni. Fatto rivelatore che i media non abbiano voluto dare risalto a queste dichiarazioni.

Quale significato dare alle dichiarazioni di Hillary Clinton?

Punto uno: che che i ” codici culturali profondamente radicati”, questi sono da intendere come le identità culturali tradizionali, che sono considerati in realtà nidi di “fobie strutturali”, vale a dire pregiudizi che deve essere giusto eliminare.

Punto due: che all’interno di queste “fobie strutturali” si trovano i “dogmi religiosi tradizionali”.

Punto tre: che i governo, ed il potere pubblico sono legittimati per utilizzare la loro forza coercitiva contro i dogmi religiosi e le identità culturali.

Quando si osserva in cosa consiste questa forza coercitiva, questa è, in soldoni, il “monopolio legale della violenza”, allora uno deve iniziare a preoccuparsi. Quando inoltre si constata che per le “fobie” o i “dogmi” si considerano quelli che sono i principi tradizionali della civilizzazione occidentale, vale a dire, la filosofia naturale, (per esempio il diritto alla vita), allora la preoccupazione ascende fino a tramutarsi in allarme. Quello che ha espresso sinteticamente la Hilary Clinton è un progetto politico totalitario di ingegneria sociale e culturale. Nè più nè meno.

Questo progetto è già in atto.

Sorprendente? In realtà non tanto. Questi luoghi comuni non sono affatto nuovi: essi sono già in circolazione nell’ideologia modernista dai tempi della Rivoluzione Francese. Dall’altro lato questi conservano una perfetta consonanza con quello che abbiamo visto crescere in Occidente negli ultimi venticinque anni, dalla caduta del Muro di Berlino nel 1989: i programmi di ingegneria sociale dell’ONU- di frequente avallati dagli Stati Uniti-, le politiche abortiste ed omosessualiste adottate da quasi tutti i paesi europei e lo smantellamento delle identità etniche nell’area occidentale. Hilary Clinton di è di fatto limitata a rendere manifesto quello che già era latente.

Queste parole della Hilary Clinton sono state interpretate in chiave strettamente nordamericana: sono un progetto di ingegneria sociale- meglio si può dire spirituale- in un paese che si vanta di essere nato sulla base della libertà religiosa. Di sicuro nel contesto nordamericano, simili idee non smettono di essere una rettifica della propria identità delle origini del paese, di modo che potrebbe sembrare incomprensibile lo stupore di molti. Tuttavia i propositi di Clinton fanno parte delle tematiche abituali della sinistra USA dal 1968. Per dirlo così. quello che abbiamo visto fino ad ora è stata la sua “messa in pista”, la sua trasformazione in un programma politico senza camuffamenti.

Allo stesso modo, molti osservatori hanno visto nelle dichiarazioni della Clinton una specie di dichiarazione di guerra contro il Cristianesimo. Questa è una prospettiva corretta ma incompleta: la guerra non concerne soltanto le religioni tradizionali ma si estende anche, come dice la stessa signora Clinton, ai “codici culturali profondamente radicati”.

Questo significa che tutta l’identità culturale e storica, quale che sia stato il suo ambito e la sua natura, devono essere riformate coercitivamente dal potere politico. Non si tratta solo della religione che corre il pericolo: la minaccia si estende a qualsiasi tratto identitario che non coincida con il programma del “tempo nuovo” segnato dalla globalizzazione e dalla sua potenza egemone, che sono gli Stati Uniti d’America.

E noi europei cosa facciamo? In generale si segue la corrente. Bene, sembra sicuro che il percorso presenta delle complicazioni inaspettate e queste non hanno tardato a manifestarsi. Risulta francamente difficile mantenere la coesione sociale in un contesto di smantellamento dei “codici culturali profondamente radicati”.
A questo proposito l’esperienza francese è sommamente interessante : dagli anni ’80 la Francia ha vissuto un processo di costruzione di una nuova indentità sulla base di quella denominata “identità repubblicana” , che in pratica è consistita nella distruzione dei riferimenti classici della Nazione e la loro sostituzione con nuovi dogmi. “La Francia- diceva De Gaulle- è una Nazione europea di razza bianca e di religione cristiana”. Ha iniziato a smettere di essere tale poco dopo la morte del generale. L’europeismo si è convertito in una forma di cosmopolitismo che vedeva la Francia come protagonista in un mondo senza frontiere, in mondo in cui la stessa Europa non è altra cosa che una regione privilegiata in un contesto globale.

Allo stesso modo, qualsiasi fattore di carattere etnico – razziale, culturale, ecc.- ha iniziato ad essere un tabù a vantaggio di una società di nuovo conio edificata sull’affluenza massiccia di popolazione straniera. In quanto alla religione, questa andava ad essere sistematicamente posposta nella scia di un laicismo radicale che non è scemato neppure quando Sarkozy, a San Giovanni in Laterano, scoprì davanti al papa Benedetto XVI i valori del “laicismo positivo”.

Il risultato è stato quello di una Nazione disarticolata sul piano politico, su quello economico e sociale. Il discorso ufficiale continua ad incamminarsi verso il medesimo obiettivo, la realtà sociale già cammina per una strada diversa.

La crescita impetuosa del “Front National” non è un caso. I politici cercano di reagire adattandosi al terreno. L’ultimo è stato il primo ministro Valls, il quale l’anno scorso aveva aperto istituzionalmente il “Ramadan”, mentre adesso si affanna a rivendicare il carattere inequivocabilmente cristiano della Francia. Forse lo ha fatto troppo tardi.

Sia come sia, quello che ha esposto la candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti è molto di più che una dichiarazione di intenzioni: si tratta della trama occulta del programma del nuovo ordine mondiale, che per imporsi senza grandi resistenze necessita, precisamente, di demolire le radici culturali e le religioni tradizionali. Era inevitabile che qualcuno avrebbe prima o poi finito con l’invocare la forza dello Stato per mettere in esecuzione coercitivamente tale operazione. Hilary Clinton lo ha fatto.

La sinistra mondialista europea (e non solo quella), molto probabilmente è già salita sul carro. Così vedremo, alla nostra sinistra, appoggiare la politica mondialista in nome del progresso. Sono le svolte che avvengono nella Storia.

Fonte: La Gaceta.es

Traduzione: Luciano Lago per Controinformazione

Preso da: http://www.informarexresistere.fr/2015/05/15/hilary-clinton-rivela-lagenda-occulta-del-nuovo-ordine-mondiale/

Il piano di “balcanizzazione” del Medio Oriente conforme al progetto della “Grande Israele”

Dal piano Yinon allo schema  Yaalon: balcanizzazione della Libia, dell’Iraq, della Siria, secondo Israele

di  Alfredo Jalife-Rahme

Nel corso del suo viaggio di cinque giorni negli Stati Uniti, il ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha dichiarato, in una intervista con Steve Inskeep, nella edizione del mattino, del canale NPR , che “le frontiere del Medio Oriente sono instradate verso un cambiamento definitivo” (sic). Yaalon segue alla lettera il piano di balcanizzazione del Medio Oriente elaborato nel 1982  nel “Plan Yinon” (il piano conosciuto come quello della “grande Israele”).Vedi: Greater Israel”: The Zionist Plan for the Middle East

Yinon era stato un precedente funzionario della cancelleria di Tel Aviv:  “le frontiere sono già in corso di cambiamento, visto che la Siria non può essere riunificata dal suo Presidente Bashar Al Assad, il quale controlla soltanto una parte del territorio, un conflitto nel quale anche Israele dovrà combattere”, ha detto Yaalon.


Secondo la visione paleo biblica di Yaalon, esistono paesi con una storia differente ed altri le cui frontiere furono tracciate artificialmente dalla Francia e dalla Gran Bretagna ( le potenze coloniali) con riferimento agli accordi di Sykes-Picot del 1916 per spartirsi quello che rimaneva dell’Impero Ottomanno.

Moshe Yaalon esterna verità lapalissiane in modo perentorio: l’Egitto ha continuato ad essere l’Egitto, tuttavia “la Libia fu una nuova creazione, una creazione occidentale come risultato della Prima Guerra Mondiale: La Siria, l’Iraq, lo stesso-furono Stati nazione artificiali (sic!!) e quello che vediamo adesso è il collasso dell’idea occidentale”

Non sappiamo se per caso risulti, a questo eminente funzionario israeliano, che Israele è stata una creazione dei banchieri schiavisti Rothschild e lo studio di avvocati del Lloyd George, quello che poi sarà un premier della Gran Bretagna.

Dopo  una sua incrostazione  e l’ulteriore persecuzione subita in Russia nel 1883, ancora nel 1903 il sionismo errante titubava con la possibilità di un insediamento ufficiale esogeno nei paesi dell’anglosfera: si guardava al Canada, all’Australia, all’Africa orientale, alla parte sud occidentale del Texas (sic!!), all’Angola ed all’Uganda (quest’ultima proposta come terra per l’insediamento dal Congresso Sionista del 1903).

Great Israel

Non avrà forse ottenuto, il sionismo finanziario – più letale che non il suo irredentismo territoriale- di incorporare i citati paesi della sfera anglofona nella loro totalità nel secolo XXI, attraverso la deregolamentazione della globalizzazione bancaria?
In un’altra intervista con Charlie Rose, Yalon si è scagliato contro il presidente turco Erdogan, che ha qualificato come “un conosciuto sostenitore della Fratellanza Mussulmana”.

Il quotidiano israeliano Haaretz ha commentato che Yaalon non ha discusso se le frontiere di Israele, che furono determinate dalle potenze occidentali dopo la Prima Guerra Mondiale, dovranno cambiare.

Yaalon si aspetta altre aggressioni razziste contro i palestinesi, arrivando all’oltraggio di considerare un trasferimento etnico di tutta la popolazione.

Il giro di Yaalon negli USA è stato fatto  per riappacificare gli animi con l’equipe di Obama dopo gli affronti tossici fatti da Naftali Bennet- leader del partito religioso fondamentalista dell’ultra destra “The Jewish Home-, contro John Kerry, segretario di Stato USA, che aveva collegato il sorgere dello Stato Islamico (ISIS) con la mancata risoluzione del conflitto Israel- palestinese.

Poco prima Kerry aveva osservato che Israele è quasi da considerare uno “Stato paria”. Quasi?

Il quotidiano Haaretz manifesta che Yaalon era stato umiliato pubblicamente dagli USA, che gli hanno negato una udienza per riunirsi con gli alti funzionari dell’Amministrazioe Obama: il vice presidente Joe Biden, John Kerry e la consigliera per la Sicurezza Nazionale, Susan Rice.

In una abituale convergenza con il piano di Israele, la rivista “The Economist”- di proprietà, assieme al Financial Times, del gruppo Pearson, che controlla la maggiore Banca d’Affari del Mondo, la Black Rock che dirige l’israeliano statunitense Larry Fink- stabilisce che la maggior parte dei 3 milioni circa di rifugiati siriani contemplano la perdita del loro paese.

Il governo di Bashar Assad  controlla circa un 25% della Siria (secondo Haaretz) e la maggior parte del restante territorio si trova nelle mani degli jihadisti del Califfato Islamico (ISIS) (la cui capitale è la città di Racka, si trova oggi sotto il controllo dall’esercito mercenario transnazionale di incappucciati telediretti), mentre una relativa piccola porzione del territorio al nord este, si trova nelle mani dei curdi- siriani nella frontiera della Turchia- il cui simbolo si è trasformato nella città martire d Kobani, dove forse i miliziani hanno lanciato armi chimiche, cosa che è stata stranamente occultata dalla macchina della propaganda nera degli USA ed Israele.

Esistono altre enclave ad Aleppo, fuori da Damasco, e sulle alture del Golan (dove Israele gioca la carte di Al-Nusra) nelle mani della bizzarra coalizione cucinata in Occidente: l’Esercito Libero della Siria/Al Nusra/Al Quaeda/gli Jihadist dell’ISIS.

Lo schema balcanizzatore degli israeliani Yinon e Yaalon fa rapidamente progressi grazie all’illusione del califfato dell’ISIS, i cui tentacoli emergono nel Magreb (nella parte occidentale e nord africana del mondo arabo) per la sua balcanizzazione il cui paradigma è la Libia.

Saranno forse gli jihadisti dell’ISIS  il “coltello nel burro” per tagliare in forma squisita e selettiva il mondo arabo, in accordo con gli schemi dei funzionari israeliani Yinon e Yaalon, i cui obiettivi arrivano fino allo Yemen?

Ad un innocente pensiero lineare, non abituato ai marchingegni Israel -anglosassoni, potrebbe stupire il fatto che gli aerei degli USA si siano sbagliati nella consegna di armi destinate ai curdi-siriani assediati a Kobani, armi che sono finite nelle mani degli jihadisti dell’ISIS.

Nessuno conosce meglio la perfidia degli schemi di balcanizzazione- del  duo Yinon/Yaalon,  passando per gli jihadisti dell’ISIS  fino ai geostrateghi degli USA (la formula Brzezinski/Rice/Peters/Clark/Whright) – che il rude presidente turco Erdogan- con il suo proprio programma in relazione ai kurdi (appoggiati da Israele e dalla NATO) che costituiscono tra il 15 ed il 25% della popolazione turca al limite dell’implosione-,    ha frustrato i piani dei nuovi Lawrence d’Arabia, per inciso una spia della Gran Bretagna e massimo esperto dell’epoca  in processi di balcanizzazione.

Israele si prepara alla sua ennesima guerra contro gli Hezbollah in Libano al limite dell’implosione, mentre,  in un escalation strategicamente più alta, la convergenza verso la balcanizzazione di tutto l’arsenale propagandistico di Tel Aviv  viene propalata dal centro di propaganda sionista MERI . Un centro  con sede in Washington e fondato da Yigal Carmon, una spia militare israeliana, e da Meyrav Wurmser, una amazzone dell’Hudson Insitute collegata con il partito fondamentalista sionista Likud- che programma i 4 assi del Nuovo Ordine Mondiale in Medio Oriente secondo la convenienza unilaterale del Grande Israele, grazie all’avanzata folgorante degli Jihadisti dell’SIS:

1) un contenzioso nucleare con l’Iran (senza diritto a disporre di armi atomiche in contrasto con quanto dispone il “popolo eletto”); 2) Il conflitto arabo -israeliano (congelato); 3) il processo turco-kurdo (implosione della Turchia ed espansione del Gran Kurdistan?); 4) il conflitto sciita-sunnita (da prolungare teologicamente in una nuova Guerra dei 30 anni?).

Per un fatto di estetica, lasciamo da parte la gravissima accusa fatta dal Presidente Putin:  che gli USA promuovono il terrorismo con il loro finanziamento agli jihadisti dello Stato Islamico.

La balcanizzazione del grande Medio Oriente ed il suo “Nuovo Ordine” si inserisce nei piani della accoppiata israeliana Yinon/Yaalon, incastrati con la formula Brzezinski/Rice/Peters/Clark/Wrighty nell’avanzata selettiva dei suoi “Pulcinella” jihadisti?

Fonte: Alfredo Jalife.com

Traduzione: Luciano Lago

Nella foto in alto: i terroristi dell’ISIS

Nella foto al centro: una mappa del progetto della “grande Israele”

Preso da: http://www.controinformazione.info/il-piano-di-balcanizzazione-del-medio-oriente-conforme-al-progetto-della-grande-israele/

L’ONU predispone il piano per il “ripopolamento” dell’Italia

17 novembre 2014

di Luciano Lago

E’ stato pubblicato il recente piano dell’ONU che si presenta come un apparente studio: «Replacement Migration: is it a solution to declining and ageing populations?».

Redatto dal Dipartimento degli Affari sociali ed economici dell’Onu, in questo studio vengono analizzati i movimenti migratori a partire dal 1995 e, attraverso modelli matematici, vengono prospettati diversi scenari che prevedono per l’Italia la “necessità” di far entrare tra i 35.088.000 e i 119.684.000 immigrati, principalmente dall’Africa, per “rimpiazzare” i lavoratori italiani. Visto che tra 36 anni gli over 65 saranno il 35% della popolazione e presupposto che il tasso di natalità per donna resti fermo a 1,2 bambini (negli Anni Cinquanta la media era 2,3).

Le Nazioni Unite prospettano come soluzione al problema demografico dell’Italia (e di altri paesi europei) quello di «rimpiazzare» (come riportato nel titolo del dossier) l’Europa che invecchia con un massiccio afflusso di immigrati dall’Africa e dall’Asia. Lo studio prende in considerazione gli immigrati, quasi sempre giovani, che dopo lo sbarco molto probabilmente si stabiliranno in Italia, dal nord al sud della penisola. Questi dovranno convivere la popolazione autoctona, saranno molto più prolifici degli italiani. Di conseguenza in un arco medio di tempo, l’Italia degli italiani si trasformerà in un «melting pot», un’insieme di razze, culture, religioni dove tra quarant’anni ci sarà ancora un nucleo di italiani che non saranno più la maggioranza della popolazione.

Lo studio dell’ONU calcola circa ventiseimilioni di immigrati e i loro discendenti che risiederanno nelle varie città italiane nel 2050. Attualmente sono quasi 5 milioni, contro i 7,8 presenti in Germania.

Potrebbe sembrare assurdo e poco razionale un piano che prospetti di incrementare a tal punto una popolazione in un territorio già super popolato e problematico come quello italiano. Considerando poi che in Italia esiste una disoccupazione giovanile che equivale al 43% non si capisce su quali basi si possa proporre un aumento di masse di immigrati che apporterebbero una completa destabilizzazione degli equilibri sociali già compromessi, a meno che non si voglia disporre di una massa di mano d’opera da sfruttamento per le nuove imprese transnazionali che si installeranno nel paese. Dai soloni dell’ONU, che non hanno mai risolto una sola situazione internazionale, ci si può aspettare di tutto e di più.

Questo dell’ONU in realtà non è soltanto uno studio teorico ma un preciso piano elaborato da uno dei massimi organismi della strategia mondialista, quale è l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Un piano che prevede la distruzione degli Stati nazionali, l’omologazione di tutte i paesi, di ogni cultura, nella creazione di un unico grande mercato globale, dominato dall’elite finanziaria, nel progetto globale di quello che sarà un Nuovo Ordine Mondiale (NWO) obiettivo finale di tutti gli strateghi del mondialismo.

Di fatto questo piano dell’ONU rientra perfettamente nel vecchio piano Kallergi che pochi conoscono ma che è alla base del progetto originario dell’Unione Europea. Non a caso il progetto viene appoggiato e sostenuto dalla Commissione Europea che ha imposto all’Italia, come ad altri paesi europei, di accogliere le masse dei migranti clandestini che arrivano dall’Africa.

Richard Coudenhove Kalergi (1894-1972), personaggio storico sconosciuto all’opinione pubblica, mai citato nei libri di storia ufficiali e sconosciuto anche tra i deputati europei è considerato come il vero padre di Maastricht, fondatore del paneuropeismo e del multiculturalismo.

Questo personaggio ( austriaco ma nato a Tokio) nel suo libro «Praktischer Idealismus» pubblicato nel 1925, Kalergi esponeva una sua visione multiculturalista e multi-etnicista dell’Europa, dichiarando che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa” non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una nuova popolazione multietnica ottenuta da un processo di mescolanza razziale”
Kalergi, con le sue teorie, ebbe allora il sostegno finanziario del banchiere Max Warburg, che rappresentava la banca tedesca di Amburgo (la Banca Warburg). Consideriamo che il fratello di Max Warburg, Paul Warburg, trasferitosi negli USA,fu uno dei fondatori della FED (la Federal Reserve statunitense) oltre che leader del Council on Foreign Relation (il CFR), uno dei più importanti organismi della elite dominante.

In sintesi il piano teorizzato da Kallergi prevedeva la necessità che i popoli d’Europa dovessero essere mescolati con africani ed asiatici per distruggerne l’identità originale e le culture e creare un’unica popolazione meticcia, multiculturale, un concetto che sta alla base di tutte le politiche comunitarie volte all’integrazione e alla tutela delle minoranze. Secondo il Kalergi, questa popolazione, mescolata e privata di una propria identità, avrebbe reso più facile il dominio della elite di potere sovranazionale. Benché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste fra i principi ispiratori dell’odierna Unione Europea. Vedi: Il Piano Kalergi

Da notare che, in suo onore, è stato istituito il premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo piano criminale. Tra di loro troviamo nomi del calibro di Angela Merkel o Herman Van Rompuy.

I cittadini italiani non sono ancora consapevoli di cosa si stia preparando alle loro spalle e quale sia il livello di complicità dei governanti ed esponenti politici nazionali, dagli alti rappresentanti delle istituzioni come Matteo Renzi, al ministro Alfano, alla Laura Boldrini, noti esponenti del mondialismo e del modello multiculturale al pari di Giuliano Pisapia, sindaco di Milano e del sindaco di Roma, l’ineffabile dr. Marino.

C’erano stati gli allarmi lanciati da una scienziata antropologa come Ida Magli sul prossimo avvento dell’africanizzazione dell’Italia ma non era stata ascoltata nè presa sul serio. Le sue previsioni si stanno rivelate serie e fondate. Piuttosto la scienziata è stata emarginata dagli ambienti ufficiali della cultura e della docenza poichè le sue affermazioni sono ritenute non allineate al pensiero “politicamente corretto”.

Preso da: http://www.controinformazione.info/lonu-predispone-il-piano-per-il-ripopolamento-dellitalia/

La vera situazione sul campo in Libia nel 2011

(Redazionale del 22/08/2011)

Analisi e testimonianze da Tripoli:

in Redazione con Jacinta Ryan

Redazionale di LibyanFreePress
22 agosto 2011, ore 18.00

Nel Video nell’ articolo originale ( che è stato fatto sparire): Intervista con Thierry Meyssan

Crepitii di armi da fuoco, boati d’esplosioni, deflagrazioni delle bombe sganciate dalla North Atlantic Terrorist Organization (NATO), misti a notizie frammentate, a volte confuse e contradditorie, su quel che realmente accade a Tripoli, sono gli ingredienti di questi momenti di tensione e apprensione per la sorte della Libia e della sua popolazione sin’ora in sintonia col governo legittimo di Tripoli, inclusi gli amici e corrispondenti che aiutano questa piccola redazione a diffondere il maggior numero possibile di informazioni e video, in tutte le lingue e ad ogni latitudine, per rompere il muro di omertà e falsità che circonda questa sporca guerra d’aggressione coloniale, in pieno terzo millennio.
Perchè, oltre alle bombe euro-americane sganciate sulla Jamahiriya, il punto forte di questa guerra è la malainformazione, la disinformazione, la manipolazione degli avvenimenti e la creazione di notizie false.
E lo scopo e motivo d’esistere di questa piattaforma per la diffusione di news-on-line è infatti proprio quello di contrastare la mafia mediatica euro-yankee.
Per meglio decifrare gli ultimi avvenimenti, questa mattina abbiamo parlato con la nostra amica e stretta collaboratrice, Jacinta Ryan, free-lance australiana, sposata con un libico, professore della “Alfateh University”, che da sei anni è residente nel centro di Tripoli, a due passi dalla Piazza Verde, la quale ci ha raccontato ed evidenziato particolari importanti.
Intanto una cosa è chiara: i mercenari Nato-Al Qaedisti, i così detti “ribelli” (dalla stampa asservita) di Bengasi, non hanno affatto il totale controllo della capitale.
E’ vero che i giornalisti forestieri sono assediati al Rixos Hotel, ma sino a ieri sera si poteva ancora, facendo molta attenzione ai “cecchini umanitari Nato”, entrare ed uscire dall’albergo. Questa mattina ancora Thierry Meyssan aveva parlato al telefono con Jacinta Ryan, per confermare che tutti all’interno dell’hotel stavano bene, che alcuni dirigenti politici e membri del governo di Gheddafi erano ancora al suo interno, ben armati, e che i bombardamenti Nato erano momentaneamente cessati.
Tutti attenderebbero una scorta di veicoli ONU (non Nato, viste le frequentazioni poco raccomandabili jihadiste) e delle organizzazioni “umanitarie” ancora presenti a Tripoli, per poter raggiungere le rispettive ambasciate, l’aeroporto o il porto.
“Attenderebbero”, al condizionale: perchè in realtà nessuna delle “forze umanitarie” ha la volontà e capacità di effettuare una sortita dalle proprie residenze diplomatiche per raggiungere i giornalisti e trasferirli in luoghi più sicuri. E’ stato infatti loro detto di trovare il modo di raggiungere, con mezzi propri, le ambasciate.
Particolarmente a rischio sarebbe la posizione di 4 o 5 giornalisti, gli unici che abbiano avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di raccontare e analizzare gli avvenimenti degli ultimi mesi senza bavagli politicamente corretti.

Tutto il resto delle decine di corrispondenti per le varie testate giornalistiche internazionali, TV e Stampa, non correrrebbero invece alcun rischio, essendo stati visti esultanti, indice e medio della mano alzati a “V”, in segno di vittoria, sfacciatamente, e durante la conferenza stampa del dr. Moussa Ibrahim di ieri, il quale denunciava in tale occasione le centinaia di civili ammazzati dai bombardamenti Nato, implorando le nazioni e le popolazioni del mondo ad intervenire nelle opportune sedi per chiedere ai propri governi di porre fine al massacro.
Testimoni oculari, tra cui Jacinta Ryan, hanno assistito alla vergogna, etica e professionale, del sabbah mediatico di prezzolati scribacchini e mezzi busti, i quali, dopo essere stati trattati con guanti di velluto, protetti, rispettati e agevolati nel proprio lavoro di informazione, vilmente si prendevano beffe di chi li aveva sin’ora ospitati, di chi si era fidato della loro inesistente professionalità, e macabramente gioivano della sopraffazione di decine, centinaia, migliaia di vite di civili, uomini, donne, bambini, democraticamente massacrati dall’impero del crimine per il New World Order.
Una vergognosa accozzaglia di cialtroni e parassiti mediatici, stipendiati profumtamente dai contribuenti, occidentali e petrol-monarchici (canone-tasse-pubblicità), danzano sui cadaveri della gente di Jamahiria e presto continueranno il loro lavoro di brainwashing nelle vostre putride ed inquinate metropoli. Riceveranno probabilmente, per questa prova di fedeltà ai banksters di Wall street, un avanzamento di carriera ed un aumento di stipendio.
Intanto la popolazione di Tripoli se ne sta barricata in casa, perchè, nonostante la situazione sia ancora fluttuante, restano sparsi qua e là troppi focolai di guerra, cecchini appostati e nascosti,  ed i check-points governativi sono il bersaglio preferito dell’aviazione euro-yankee.
Ma la gente di Tripoli ancora crede sia possibile ricacciare le bande di predoni che vorrebbero impossessarsi del potere, e resiste, insieme ai militari fedeli al governo di Muammar Gheddafi. Tutti sono armati e pronti a reagire. Nessuno vuole abbandonare le case e farsi prendere, come vorrebbero i comandi Nato, dal panico.
L’autorità di Tripoli ha intanto ripristinato l’uso di internet, anche se la linea è debole e instabile.
Inoltre sono stati automaticamente ricaricati, di 50 dinari l’uno, tutti i telefoni cellulari della popolazione.
Ora ditemi: avete mai sentito parlare di un tiranno che, in un momento di attacco da parte della popolazione insorta contro di lui, distribuisca a tale popolazione armi, ricarichi loro i cellulari affinchè possano restare meglio in contatto, faciliti l’accesso ad internet?
Veramente uno strano tiranno.
In qualsiasi modo vadano le cose nelle prossime ore, anche se tutto volgesse a discapito della legittima autorità di Jamahiria, quella della leadership di Muammar Gheddafi, una cosa ci è chiara: non abbiamo assistito ad una “rivoluzione” popolare e spontanea, ma ad una pianificata manovra militare e di intelligence,  per destabilizzare l’area afro-mediorientale sensibile geostrategicamente ed appetibile per via delle immense ricchezze energetiche.
Ed infine i “rats” di Bengasi, che non godono dell’appoggio popolare e dell’approvazione delle tribù libiche, nulla avrebbero potuto senza il preponderante aiuto militare delle nazioni più forti ed organizzate dell’occidente coalizzato, senza parlare della connivenza fratricida delle petrolmonarchie arabe.
Per concludere: tutte le cose che vi abbiamo appena narrato erano state da Jacinta Ryan raccontate pure ad un “giornalista” de “La Repubblica”, con la speranza che potessero raggiungere un più ampio pubblico anche in Italia. Ma non essendo esse nella vulgata desiderata e temendo il corrispondente per il proprio stipendio e carriera, sono state cestinate.
Se questi sono uomini…

.
Manifestiamo in questa tragica occasione tutta la solidarietà e amicizia nei confronti dell’eroica popolazione di Tripoli e di tutta la Libia, del legittimo governo della Jamahiria, del colonnello Muammar Gheddafi e dei fedeli patrioti libici.

Redazionale di LibyanFreePress
22 agosto 2011, ore 18.00

Jacinta Ryan può essere contattata, in inglese, presso libialibera@gmail.com

 

Preso da: https://libyanfreepress.wordpress.com/2011/08/22/testimonianze-da-tripoli-redazionale-del-22082011/

Controllo delle masse

Spesso accade a coloro che cercano informazioni in rete, di incontrare articoli, resoconti o documentazioni sul cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale” o sugli “Illuminati”.
Capita così di frequente che ho deciso di approfondire tale argomento, cercando di rispondere ad alcune domande: ma chi solo gli “Illuminati”? Da dove provengono? Fino a che punto compenetrano la nostra realtà, la nostra storia? E a che scopo?

 Analizzando superficialmente i messaggi che ci provengono dalla realtà esterna, si può già intravedere l’accenno di una risposta a tali quesiti. E’ un dato di fatto per cominciare, che i mezzi di comunicazione più comuni (televisione, cinema, quotidiani, libri e riviste) diventino giorno dopo giorno più scadenti, uniformando e appiattendo le informazioni (soprattutto tivù e giornali), passando una realtà sempre più squallida e sovvertendo – in maniera non casuale, come vedremo in seguito – la scala di valori che ogni individuo equilibrato con un po’ di cultura, buon senso e rispetto per la vita, avrebbe come saldo punto di riferimento nella propria esistenza.

Per dirla in parole povere risulta difficile da accettare che un matrimonio tra vips possa diventare notizia di apertura di un serio TG che abbia la pretesa di informare la gente. E ancora mi è difficile accettare che tale TG si riduca a 20 minuti con pubblicità per poi lasciare spazio alla tanto attesa e sospirata ricetta di cucina a cui, pare, gli italiani non sappiano rinunciare.

Per non parlare dei reality che tanto hanno preso piede nel nostro paese ma che – a detta di Maurizio Costanzo – sono ancora più diffusi all’estero, o che dire dei programmi dove la gente si rinnova grazie alla chirurgia plastica, rendendola una pratica talmente normale che, come riportato poco tempo fa su tutti i quotidiani, persino le teenagers inglesi a Natale o per il compleanno chiedono ai loro genitori di rifarsi il seno. Oppure pensiamo ai pianti e alle disgrazie in TV dove si vedono solo comuni cittadini che mettono in piazza i loro problemi familiari, abituandoci sempre più all’idea che ci possa essere qualcuno (o qualche milione di telespettatori) che ci osservi e conosca anche i nostri fatti più intimi.

Solo per quanto detto, un normale osservatore constaterebbe che qualcosa non funziona nel sistema. Come non funziona il fatto che nonostante l’avanzare della tecnologia l’uomo si riduca a lavorare di più, a dedicare sempre meno tempo ai rapporti umani diventando quasi incapace di gestirli, diventando sempre più stressato, insofferente e, lasciatemelo dire, frustrato.

Qualcosa non quadra ma questo qualcosa non è limitato alla nostra realtà cittadina, né nazionale, si tratta di qualcosa che esula dalle nostre conoscenze perché sta dietro alle quinte, dietro a ciò che viviamo. Qualcuno la chiama dietrologia!
Lo stesso Manifesto piduista di Licio Gelli (il famoso Piano di Rinascita Democratica) è disgiunto dalle radici più ampie del malfunzionamento del sistema, anche se rende bene l’idea del controllo sui media che già egli aveva, a suo tempo, sottolineato come prioritario.

Infatti, per datare tale progetto, è necessario retrocedere ulteriormente nel tempo fino al lontano 1760 quando un’organizzazione fondata da Adam Weisshaupt, ebreo di nascita convertito al cattolicesimo e futuro sacerdote cattolico, chiamata successivamente “Illuminati di Baviera” aveva già nel suo DNA il controllo mentale e quello dei mezzi di comunicazione. In testa a tale organizzazione capeggiata da Weisshaupt, professore di legge canonica presso l’Università di Engelstock, c’era un rinnovato casato, una famiglia ben nota anche ai nostri giorni, ovvero quella dei Rothschild, i quali avrebbero, grazie al loro potere economico, finanziato qualunque iniziativa e qualunque guerra da quel momento oltre che indotto il nostro professore a recuperare e a modernizzare gli antichi protocolli del Sionismo (vedi la lettera che il Ministro degli Esteri britannico Lord Arthur James Balfours inviò il 2 novembre 1917 a Lord Lionel Walter Rothschild, capo della Federazione Sionista).

Tanto per cominciare gli Illuminati promossero e finanziarono la Rivoluzione Francese utilizzando svariati nomi e forme di aggregazione.
Seguendo la loro precisa e condivisa filosofia di azione, era necessario:

1) portare le nazioni all’eliminazione di ogni forma di governo e di religione già esistente

2) armare e sostenere entrambe le fazioni opposte in un conflitto con lo scopo di indebolire gradualmente suddette nazioni per facilitare il crollo di ogni struttura esistente e rendere i paesi più controllabili allo scopo di creare un unico governo mondiale (una parte della famiglia Rothschild finanziò Napoleone mentre l’altra sostenne la Gran Bretagna , la Germania ed altri stati durante le guerre napoleoniche).

Immediatamente dopo le guerre napoleoniche, gli Illuminati si resero conto che le nazioni erano così provate e impoverite dalle guerre che avrebbero accettato qualunque compromesso per migliorare la loro posizione, così i Rothschild ne approfittarono per organizzare il Congresso di Vienna tentando, con l’occasione, di creare una prima Lega delle Nazioni. Ma lo zar di Russia, resosi conto del progetto di controllo che risultava dalla proposta, rifiutò di farne parte. Il capostipite della famiglia Rothschild, Nathan Mayer, promise che un giorno uno dei suoi discendenti avrebbe vendicato tale ingiuria distruggendo lo zar, e così accade nella congiura del 1917 (la famosa rivoluzione d’ottobre che portò all’assassinio dei Romanov la notte tra il 16 e il 17 luglio 1918).

Subito dopo la Prima Guerra Mondiale, negli Stati Uniti, essi crearono un organo chiamato “Council on Foreign Relations” (Consiglio per le Relazioni Internazionali) conosciuto con la sigla CFR che è anche oggi costituito prevalentemente da membri e successori degli Illuminati i quali, per la maggior parte possiedono nomi stranieri, non americani, ma che per l’occasione venivano e vengono modificati con sonorità più consone alla lingua anglosassone (ad esempio uno degli ex Segretari al Ministero del Tesoro Statunitense, tale Douglas Dillon, si chiamava, in realtà, Laposky).

Un organo similare fu fondato contemporaneamente in Gran Bretagna, sotto il nome di “British Institute of International Affairs” l’attuale “Royal Institute of Interntional Affairs” in sigla, RIIA.
Il CFR e il RIIA ebbero a loro volta il compito di formare successive, svariate, organizzazioni di facciata da infiltrare in ogni aspetto della vita socio-politico-economica dei paesi. Ma a loro volta, le operazioni e le organizzazioni stesse venivano finanziate e controllate direttamente dall’ Unione Internazionale dei Banchieri, la quale dipendeva, ovviamente, dai Rothschild. Nacquero così enti e organizzazioni sussidiarie come “L’Associazione per la Politica Estera ” (FPA), il “Consiglio per gli Affari Mondiali” (WAC), il “Comitato Consultivo per il Commercio” (BAC), il noto “ADA” ovvero “L’Azione Democratica Americana” e il “13- 13” in Chicago, alle quali venivano assegnati obiettivi specifici.

Ma lo scopo primario del CFR era il totale controllo dei mezzi di comunicazione di massa. Il controllo della stampa venne affidato ai Rockefeller. Henry Luce venne finanziato per far nascere una numerosa serie di riviste nazionali, tra cui “Life”, “Time” e “Fortune” e molti altri. I Rockefeller sostennero anche i Fratelli Coles con il loro “Look Magazine” e con le loro altre catene di quotidiani nazionali. Eugene Myer, uno dei fondatori del CFR, acquistò il “Washington Post”, il “Newsweek”, il “Weekly Magazine” e molte altre pubblicazioni.

Il mondo del cinema hollywoodiano venne occupato dalla famiglia Lehmans, Kuhn, Loeb e altre, ultima ma non meno importante dalla Goldman Sachs (la più potente banca privata d’affari al mondo) e da varie unioni internazionali di banchieri, le stesse che controllano le radio e le TV di stato.
In merito agli altri aspetti della vita di una nazione a cui accennavo, gli Illuminati si occuparono di selezionare gli uomini più intelligenti in ogni campo, come quello delle arti, della letteratura, dell’educazione, della scienza, della finanza e dell’industria. Il piano di operazione già scritto e diffuso dallo stesso Weisshaupt tra gli adepti, era il seguente:

“E’ lecito l’uso del potere monetario e della corruzione sessuale per ottenere il controllo degli uomini che già hanno raggiunto le alte sfere di potere a vari livelli dei governi o in altri campi. Una volta che le persone influenti sono cadute nell’inganno, nelle bugie e nelle tentazioni create dagli Illuminati esse devono essere tenute strettamente legate alla Loggia attraverso lettere minatorie, minacce di rovina finanziaria, di diffamazione pubblica e di danno fisico, persino grazie alla paura della morte stessa dell’individuo e dei suoi famigliari.”

Inutile dire che la mossa successiva era infiltrarsi addirittura nelle università più rinomate per selezionare gli “eletti” fin dalla tenera età.
I giovani più dotati e di buona estrazione famigliare venivano scelti dagli Illuminati i quali si facevano carico delle spese legate alla loro istruzione e al loro sostentamento fino all’età matura per l’inserimento nella Cerchia. Essi venivano istruiti ed educati con lo scopo di diventare agenti in grado di proporsi ai vari governi delle nazioni come specialisti ed esperti consiglieri nei vari settori della politica e dell’economia. Il fine ultimo era ed è avere propri uomini all’interno di ogni realtà nazionale per perseguire il piano di un unico governo globale.
Lo stesso Principe Filippo, marito della Regina Elisabetta, venne educato a Gordonstown (come anche il Principe Carlo) grazie all’insistenza di Lord Luis Mounbatten, suo zio, un parente dei Rothschild, e divenne un Ammiraglio della Flotta Navale Britannica dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Un altro dei punti cardine della filosofia degli Illuminati è la diffusione del razzismo e delle così chiamate ideologie, al fine di dividere (“dividi et impera”, dividi e controlla!) sempre più larghe masse di popoli in fazioni opposte, armarli e lasciarli combattere gli uni contro gli atri. Ma soprattutto far crollare le istituzioni politiche e religiose esistenti! A questo lavorò il Prof. Karl Ritter dell’Università di Francoforte e dopo la sua morte tale incarico fu portato avanti e completato dal filosofo tedesco Freidrich Wilhelm Nietzche che fondò il Nietzcheanesimo: corrente filosofica che aveva come perno portante la teoria del “superuomo” divenne anche successivo fondamento del Fascismo e del Nazismo che sfociarono nella Prima e Seconda Guerra Mondiale e nello sterminio, che ben consociamo da parte di Adolf Hitler (egli stesso finanziato da famiglie come Krupp, Warburgs e Rothschild).

E’ particolarmente interessante, come le teorie sviluppate e indotte in campo politico-economico poi vadano ad influenzare in maniera massiccia anche gli altri aspetti della realtà di un paese, in quanto è chiaro, per chi ha già un’infarinatura, che pure la nascita e lo sviluppo della “scienza” psichiatrica possedevano gli stessi fondamenti sopra menzionati. Tanto è vero la psichiatria stessa è stata un indispensabile strumento di selezione “genetica” (vedi Eugenetica), altresì detto razzismo.

Tutti i lati del poliedro sono uniti l’uno all’altro. Tutti si compenetrano.
La miglior arma di difesa in questa condizione sia dipanare il bandolo della matassa e capire ciò che sta alla base degli accadimenti. Per fare questo è necessario aprire la nostra mente, lasciando non solo le certezze da parte, ma mettendole seriamente in discussione, come pure tutto quello che ci è stato ‘insegnato’ (o inculcato?)a scuola.
Il passo successivo è l’interpretazione della realtà, leggendone i segnali e i messaggi.

Nel momento in cui non ci si accontenta più delle informazioni che il regime passa; nel momento in cui si mette in moto una propria ricerca personale e si analizzano gli accadimenti cercando di rispondere alla domanda ‘Cui Prodest’, e cioè, a chi giova? Vedrete che forse, determinate cose che prima non vedevamo, verranno alla luce.
Il problema a questo punto sono i bambini, perché non hanno quei filtri psicologici che noi adulti (non proprio tutti però) abbiamo.
E’ un dato di fatto che la fascia di età più sensibile ai condizionamenti mentali è quella dell’infanzia/adolescenza. Il target maggiore dei messaggi deformati di coloro che stanno “dietro alle quinte” sono ovviamente i bambini, i ragazzi. E ciò non è casuale!

La conferma è infatti l’aumento delle pseudopatologie mentali identificate, o meglio inventate, dagli “esperti” psichiatri (vedi l’aumento ingiustificato della Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività, ADHD, ‘definita’ – per alzata di mano, come pure la totalità delle patologie scritte – nel Manuale Diagnostico e Statistico delle Malattie Mentali, DSM), con la conseguenza che in Italia, negli ultimi 5 anni, le prescrizioni di psicofarmaci (droghe psicotrope, eccitanti, ansiolitici, ecc.) sono aumentate del 280%, raddoppiando perfino gli Stati Uniti (circa il 150%): patria mondiale delle droghe minorili.

Un tristissimo primato che dovrebbe far riflettere e comprendere a tutti la gravità del fenomeno, perché ‘drogare’ un bambino nella fase delicatissima della propria crescita e/o sviluppo, significa ‘creare’ un adulto corrotto (dipendente magari da sostanze chimiche). Il caso del leader dei Nirvana, Kurt Cobain, è emblematico. Per la diagnosi di iperattività infantile, gli fu prescritto uno psicofarmaco che usò fin dalla tenera età di 7 anni. Una volta cresciuto, la dipendenza fu ‘alleviata’ e ‘sostituita’ da alcool e droghe pesanti che lo hanno portato a spararsi.
La psichiatria moderna è arrivata al punto da definire ‘malattia’ perfino la ‘difficoltà dell’apprendimento della matematica’!

Come difendersi? A mio avviso la comprensione, la presa di coscienza, l’informazione (parola composta: in-formazione, che significa dare forma alla coscienza!) e l’analisi sono armi indistruttibili che vanno oltre al condizionamento dei mass media, oltre all’azione delle istituzioni, oltre l’assopimento dei sensi operato attraverso numerosi mezzi, tra cui quelli sopra elencati.

A cura di Lorenza Veronese
www.disinformazione.it

come nascono le rivolte, chi le manovra e per quali scopi! il N.W.O.

CHI STA’ DIETRO ALLE RIVOLTE? CHI VERAMENTE LE ORGANIZZA E LE CREA?
GLI ILLUMINATI, USANO LO STESSO PRINCIPIO, ma in maniera diversa di volta in volta a seconda dell’evoluzione delle cose. (Vedi anche “Pearl Harbor“)
PROBLEMA – Creato ad arte in una versione che fa più comodo, attraverso i mass media a sua volta controllati, facendola sembrare reale anche se non vera, e/o causa di altri: terrorismo, guerre, finaniario.
REAZIONE – Evento sensazionalista, grande sgomento, grande impressione con forti emozioni e shock, quindi: paura e terrore, rabbia, sdegno, indignazione, proteste e richiesta di fare qualche cosa.
OFFERTA DI UNA SOLUZIONE – La loro, limitando le libertà e quasi sempre con una guerra, o centralizzando il potere economico a poche super banche per rimettere ordine: venendo poi accettata con favore dalla popolazione.
Questo meccanismo, funziona per qualsiasi cosa. PROBLEMA= REAZIONE= SOLUZIONE!
Semplice, e in questo modo gli illuminati, controllano e raggiungono poco per volta il loro obiettivo! Il Nuovo Ordine Mondiale! N.W.O.
Come mai per più di 40 anni, ci sono state nazioni con dittatori, che usavano metodi di controllo sulla popolazione a dir poco inquietanti, e mai nessuno,  e nessuna nazione occidentale si è mai mossa per fare qualche cosa, invece ora, sembra che tutto questo stia crollando, proprio adesso che la fame di petrolio a livello mondiale aumenta sempre più ed è in atto una crisi economica mondiale?
I  nuovi mass media come Facebook e Twitter, sono i nuovi strumenti di controllo e manipolazione della popolazione! Lo dice anche Assange!!
Questo video, originariamente, proveniente quasi certamente dalla Russia, o paese ex Sovietico, tradotto in italiano, prova di far luce sulla guerra contro la Libia e le varie rivolte in tutti i paesi con a capo dittatori, ma ricchi di petrolio.


Fonte video: youtube.com

Articolo preso da: http://newapocalypse.altervista.org/blog/2011/08/16/come-nascono-le-rivolte-chi-le-manovra-e-per-quali-scopi-il-nwo/

e da http://marionessuno.blogspot.it/2012/07/come-nascono-le-rivolte-chi-le-manovra.html