“Pizzagate”, la Rete Pedofilo-Satanica attorno a Hillary Clinton

30 novembre 2016

Qualcuno mi manda per mail una copertina di Uomo Vogue Italia: ritrae James Franco,un attore di qualche notorietà, insieme a Marina Abramovic.  Questa, il lettore ricorderà, è la ‘artista’ e strega  che invitò  John Podesta, il capo della campagna di Hillary,  a un “cooking spirituale”  con sangue e sperma.

Mi mandano anche un’altra foto:  Riccardo Tisci, uno stilista italiano di  successo  (ha realizzato costumi per Madonna) che  si fa’allattare al seno della Abramovic.
  • riccardo-tisci-abramovic
  • Mi tocca parlarvi dunque dello scandalo pedofilo-satanico che viene in questi giorni represso e sepolto dai media americani, perché coinvolge l’entourage intimo di Hillary Clinton. La Abramovic è solo una del vastp giro: ha ricevuto dalla Fondazione Clinton 10 mila dollari, probabilmente come compenso di una “performance privata”. Sui media alternativi e social (i soli che hanno compiuto l’indagine, collettivamente e con risultati  probanti)  lo scandalo è battezzato PIZZAGATE.  Perché tutto gira attorno alla Pizzeria Comet Ping Pong, 5037 Connecticut Ave NW, Washington, proprietà di James Alefantis.

Qui sotto una immagine diffusa dallo stesso Alefantis su Instagram, che fa’ capire che lì non si mangia  pizza.
pizza-o-qualcosaltro
I blogger sono convinti che il gruppo usi un linguaggio cifrato. Dove “pizza” sta per bambina, “hot dog” per bambino, e così via. Ora, il gruppo Podesta  – ricco e sofisticato – sembra insaziabilmente affamato di questi cibi semplici  e popolari.  Li cercano in tutto il mondo.  John Podesta, in una mail del 3 settembre 2015,  scrive  all’interlocutore: “Sogno il tuo  banchetto hotdog   in Hawaii”

  • From:SternTD@state.gov To: podesta@gmail.com Date: 2015-09-03 18:17 Subject: man, I miss you
  • I’m dreaming about your hotdog stand in Hawaii…
  • Nel 2009, il presidente Obama si fa’ arrivare in volo da Chicago, per “un evento privato alla Casa Bianca”, “pizze ed hotdog” per 65 mila dollari.

https://wikileaks.org/gifiles/docs/12/1223066_re-get-ready-for-chicago-hot-dog-friday-.html
Mancano forse pizze e panini al wurstel a Washington? Anche le pizze cui si allude fra adepti. Qui “Joshua”, che è il cuoco del Comet  Ping Pog, fa capire   quali siano le specialità della casa.
joush-lavora-al-comet-pin-pong

Introduciamo dunque il padrone della Comet Ping Pong, James Alefantis. La rivista del lusso e della moda “GQ” lo dice “una delle 50 persone più potenti di Washington”, il che – ammettiamolo  –   è strano per un pizzaiolo. E’ uno dei massimi raccoglitori di fondi per Hillary. Bisessuale,  il suo compagno è David Brock,   noto giornalista liberal, che il Time Magazine ha descritto come “uno dei membri più influenti del partito democratico”.  La coppia ha raccolto fondi e fatto intensa campagna per la Clinton.
Perché una pizzeria  si chiama “Ping Pong”. Perché si gioca a ping pong, risponde la pubblicità della Comet.   Secondo i bloggers, nel gergo pornografico, “ping-pong”   è una pratica sessuale aberrante  dove due uomini penetrano una donna.  O il contrario…  Si vedano le racchette da ping pong che appaiono sui menù del Comet:
racchette-ping-o-donne
Sono due simboli per “femmina”, uniti dal lato del sesso.
Sul suo conto Istagram, Alefantis – che qui si firma jimmycomet – posta foto come questa  (o le postava, oggi ha chiuso):
bambina-legata
O come questa:
bambina-con-banconote

Ma c’è anche questa foto: un lugubre sotterraneo senza finestre, forse una stanza frigorifera.
freezerroom
I commenti dei suoi “amici” sembrano sapere che lì succederà qualcosa di orribile: “killroom”, commenta uno. Un altro: “E’ dove i lupi mannari si chiudono nelle notti di luna piena?”.  Lui, Alefantis, scrive: “murder”, assassinio.
Nella pizzeria di Alefantis, si esibiscono gruppi  pop.  Uno si chiama “Sex Stain” (macchia di sesso). Si guardi la foto  del gruppo che si esibisce, in una performance alla Comet il 15 settembre scorso. . Il simbolo sulla sinistra della cantante, a forma di piramide o triangolo blu  sul grosso dado:
sexstainpedosymbol

E’ il simbolo che l’FBI ha identificato, fra molti altri, attraverso i  quali  i pedofili si riconoscono.
fbi-pedophile-symbols-page1
Quando nel corso di un’inchiesta ci si imbatta in questo simbolo, gli agenti federali sono istruiti a  sospettare  delitti di pedofilia.

A  questo punto  bisogna introdurre Tony Podesta, il fratello di John Podesta. Descritto  dai media come “Un superlobbista”, professionalmente “capace di tutto”, con una cerchia di amicizie potenti.  “Tony ha trasformato la sua magione di Kalorama in un santuario dell’arte contemporanea”, hanno scritto i giornalisti del Washington Post fra  l’adulatorio e il terrificato. Perché nel suo studio, Tony Podesta tiene un quadro della pittrice Biljana Djiurdjevic.  Qui sotto un altro quadro della Djurdjevic:
biljana2

Cercate di metterla come volete, è un bambino che sta per essere torturato.
Qui un altro:
4dummies
Gli occhi dilatati dal terrore e le faccine impaurite  di queste vittime, sembrano attrarre l’attenzione (erotica) della pittrice.
Secondo un blogger psichiatra,  da questi quadri si può ritenere che la stessa Djurdjevic deve  aver subito qualche violenza carnale nell’infanzia.

Qui posto anche la pubblicità dell’agenzia di PR di John Podesta.
agenzia-di-podesta-pubblicita
Molto istruttivo (e abietto) il comportamento dei mainstream media di fronte a queste scoperte. Invece di sguinzagliare torme di giornalisti ad indagare, hanno taciuto per settimane, sperando che il vecchio trucco “la CNN non ne parla” bastasse ad insabbiare la storia. Poi, siccome  il vecchio trucco non funziona più e  la storia diventa sempre più spaventosa  via via che si moltiplicano le ricerche dei blogger,   il New York Times si è deciso a pubblicare un articolo. Titolo: “i creatori di notizie false  si scatenano contro una pizzeria  che accusano di essere il nido di un traffico di bambini”.

Particolare interessante: il titolo dell’articolo è stato cambiato tre volte  nella versione online. Prima è apparso come “Controlliamo i fatti – Questa pizzeria non è un sito di traffico pedofilo”  « Fact Check – This Pizzeria Is Not A Child Trafficking Site ».  Poi, la frasetta: “Fact Check” è scomparsa. Probabilmente hanno “controllato i fatti”, e trovato la pistola fumante. Allora il titolo è quello che abbiamo detto: : « Fake News Onslaught Targets Pizzeria as Nest of Child-Trafficking ».
I media hanno   così  inserito la storia nella campagna che stanno sferrando contro i blogger, e che chiamano “Fake News”, Notizie False.  Una campagna che consiste in questo argomento:  i blogger alternativi hanno  provocato la disfatta  di Hillary diffondendo “fake news”  sul suo conto. Le sole notizie vere sono quelle che diamo noi sui nostri media.  Noi siamo i professionisti, noi prima di dare le  notizie “controlliamo i fatti” (fact check).  I  gestori dei  social sono invitati a  censurare, anzi  chiudere i siti che danno “fake news”. Esiste  anche una lista,che comprende persino  Zero Hedge, Drudgereport,  ed altri rispettatissimi siti.
http://www.fakenewswatch.com/
In realtà, l’articolo del New York Times non porta alcun argomento o  fatto che smentisca quel che i blogger hanno scoperto. Si limita a simpatizzare con Alefantis, poveretto, aggredito da cospirazionisti deliranti mentre lui gestisce solo una semplice pizzeria per famiglia.
Portateci i vostri bambini…

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Affresco alla pizzeria Comet Ping Pong
"Chickenlover" sarebbe parola in codice per pedofilo
Chickenlover” sarebbe parola in codice per pedofilo

  

collana-gialla
…collana gialla starebbe per “analingus”.

Ho pubblicato solo una minima parte delle scoperte dei blogger. Da ultimo è  emersa questa notizia: un possibile collegamento fra la morte di Andrew Breitbart, celebre giornalista fondatore del notiziario più pro-Trump  ed anti-Clinton, Breditbart Com.
Mi sfugge come mai il guru-progressista John Podesta non è  noto piuttosto come insabbiatore di una operazione di schiavi sessuali  bambini di livelo mondiale”,  scrisse  Breitbart  in un tweet il 4 febbraio 2011. Il primo marzo 2012, Breitbart è morto per “collasso cardiaco”. A  43 anni di età. Il suo posto  l’ha preso Steve Bannon, che oggi è  al fianco di Trump come suo consigliere speciale, nonostante le frenetiche accuse  scatenategli contro di essere un “razzista, anti-donne, anti-negri” ed “antisemita” (ha litigato   con metà dei neocon, tutti ebrei).
http://m.washingtontimes.com/news/2016/nov/28/andrew-breitbart-tweet-before-death-adds-fuel-to-o/
Penso non occorra ricordare che questo tipo di pratiche, oltre che per lussuria, sono esercitate per acquistare potenza magica.  Sono  “Peccati del Nono Cerchio”,   il più profondo dell’inferno, dove Dante pone  i “traditori contro chi si fida”.  I bambini, innocenti, per eccellenza si fidano.

La Abramovic
La Abramovic
Preso da: http://www.complottisti.com/pizzagate-la-rete-pedofilo-satanica-attorno-hillary-clinton/ 

2016: L’FBI chiude un sito pedopornografico. Era gestito da… loro

31 agosto 2016

di Alice Salles 1
Tra il 20 febbraio e il 4 marzo, l’FBI ha gestito uno dei maggiori siti di pedopornografia: playpen. Come sia stato effettuata quest’operazione e l’operazione stessa rimane un’informazione per lo piú riservata, ma il Dipartimento di Giustizia ha riconosciuto nella documentazione processuale che era l’FBI ad esserci dietro.

Il sito gestito dall’FBI ha permesso agli utenti di scaricare migliaia di immagini illecite e video pedopornografici. L’operazione è avvenuta da un sito governativo della Virginia ed è per la terza volta che l’ufficio viene coinvolto in pericolose operazioni di siti pedopornografici.
Dal tweet di Edward Snowden : “L’FBI ha volontariamente distribuito pedopornografia. ‘Gestivamo il sito ma non aggiungevamo immagini, quindi va bene’. Una novità”:

Negli anni passati, gli agenti dell’FBI controllavano i siti pedopornografici e in nessun caso li hanno chiusi subito, anzi hanno sempre continuato a permettere l’accesso agli utenti che continuavano a credere di navigare in modo anonimo. Secondo USA Today, l’FBI invece ha infettato i siti con un software progettato per perforare i sistemi cifrati, facendo emergere l’identità di centinaia di utenti.
Durante la gestione dell’FBI, Playpen aveva più di 215.000 utenti ed ha lasciato liberamente scaricabili più di 9000 immagini pedopornografiche, addirittura di bambini ancora in età prescolare. Questa strategia, però, sembra contraddire quelle passate che tutelavano le immagini dei minori proprio per evitarne lo sfruttamento a fini sessuali.
Da USA Today:

Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che i bambini raffigurati in quelle immagini sono stati danneggiati ogni volta che sono state visualizzate e una volta che quelle immagini restano attive nonostante il controllo del governo, gli agenti non hanno comunque alcun modo per impedirne copie e riproduzioni su internet.
Ma gli stessi funzionari hanno riconosciuto tali rischi, ma sostengono che non avevano altro modo per identificare le persone che accedevano al sito.

Secondo un ex alto funzionario dell’FBI che faceva parte di una delle prime operazioni dell’Ufficio di presidenza per la chiusura dei siti web di pornografia infantile, “Non c’era altro modo per identificare il maggior numero di utenti.”
Per gli avvocati che rappresentano le vittime di pedopornografia, la decisione del FBI di mantenere i siti in esecuzione dalla propria posizione è abbastanza scioccante. Tuttavia, alcuni sembrano aver accettato la tattica dell’FBI.
“Questi sono luoghi dove le persone sanno esattamente quello che stanno cercando, quando arrivano”, ha detto l’avvocato James Marsh. “Non è come se fossero fuori dal mondo.”
Marsh rappresenta alcuni dei bambini raffigurati in un gran numero di immagini ampiamente diffusi.
Mentre Marsh appoggia la strategia dell’FBI, il programma dell’ufficio governativo è stato bersaglio di aspre critiche. In una richiesta presentata al tribunale dall’avvocato che rappresenta un uomo arrestato a seguito dell’operazione dell’ FBI, il governo è stato accusato di incoraggiare il crimine invece di combatterlo.
La deposizione scritta dall’ avvocato difensore Colin Fieman sostiene che “ciò che il governo ha fatto in questo caso è paragonabile all’aumento delle quantitá di eroina in un quartiere nella speranza di accalappiare più consumatori di questo genere di droghe.”
Fieman ha chiesto, dunque, al giudice federale di far cadere le accuse di pornografia infantile contro il suo cliente.
Playpen era nascosto nell’ormai conosciuto “dark” o “deep” web, una parte di internet accessibile solo attraverso il software di rete Tor. Per mantenere il computer dell’utente anonimo, il sistema fa rimbalzare il loro traffico internet da un computer all’altro.
L’FBI sostiene che Playpen è il “servizio nascosto più conosciuto di pornografia infantile rimasto al mondo.” Il sito è stato rintracciato da un server in North Carolina. A febbraio, l’FBI ha sequestrato il sito e si è trasferito nel suo stabilimento di Newington, VA.
Fieman dichiara che oltre 100.000 utenti hanno visitato il sito durante i 13 giorni che era rimasto sotto il controllo dell’ufficio di presidenza. Secondo il Dipartimento di Giustizia, l’FBI ha trovato 1.300 indirizzi di computer connessi. Almeno 137 sono stati accusati del reato. Le identità di coloro che sono stati accusati, non sono state rilevate.
Nella documentazione processuale del Dipartimento di Giustizia si legge che gli agenti non erano responsabili per il caricamento di materiale di pornografia infantile sul sito.
Da USA Today:

“… [Il dipartimento di Giustizia] non discute che gli agenti permettessero di visionare le immagini che erano già presenti sul sito, e che non hanno bloccato gli utenti del sito nel caricare nuove immagini mentre era sotto il controllo del governo. E l’FBI ha detto che non aveva alcuna possibilità di impedire agli utenti di far circolare il materiale scaricato da altri siti”.

Secondo Università della California Davis ‘Elizabeth Joh, professore di diritto con esperienza di indagini sotto copertura “l’indagine del governo [ad un certo punto] diventa indistinguibile dal reato, e dovremmo vedere se è una cosa giusta.”

“Quanto è folle a questo proposito chi sta facendo l’analisi costi/benefici su questo? Chi stabilisce qual è il miglior metodo per identificare queste persone?”

L’FBI è stata legata a casi simili di pornografia infantile anche nel 2012. USA Today riporta che nel caso del 2012 i federali hanno indagato di pornografia infantile ben 25 individui. In almeno nove di questi casi, i record vengono registrati sotto “John Doe”, un dettaglio che può darci un’idea di quanto sia difficile per l’FBI collegare gli individui agli indirizzi di rete registrati nei server utilizzati per memorizzare i siti.
L’FBI utilizza appaltatori esterni per sviluppare il sistema utilizzato per introdursi in Tor.


Traduzione a cura di Marzia Mineri per Il Portico Dipinto

FONTE: Il Portico Dipinto

Preso da: http://www.cogitoergo.it/lfbi-chiude-un-sito-pedopornografico-gestito/