Onu: in Siria fu un attacco con armi convenzionali.

Fonte Euronews: http://it.euronews.com/2017/04/22/siria-primo-rappoprto-onu-su-idlib-vittime-uccise-da-armi-convenzionali

Una strage con ancora molti dubbi. Secondo l’ultimo rapporto rilasciato dalle Nazioni Unite, quello a Khan Shaykhun, nella provincia di Idlib, in Siria fu un attacco con armi convenzionali. La maggior parte delle vittime, molte delle quali bambini, non furono uccise da gas tossici.

Alla luce di queste conferme e dei documenti già riportati su questo blog:

https://suriyayahabibati.wordpress.com/2017/04/16/non-e-stato-assad/

https://suriyayahabibati.wordpress.com/2017/04/08/cosa-ce-dietro-losservatorio-siriano-per-i-diritti-umani/

https://suriyayahabibati.wordpress.com/2017/04/14/lattacco-chimico-in-siria-e-un-false-flag/

https://suriyayahabibati.wordpress.com/2017/04/14/1568/

possiamo tranquillamente dedurre che i dubbi che si trattasse di un false flag non siano del tutto infondati.

L’organizzazione dei White Helmets è il dopo-lavoro dei terroristi (attenzione immagine di esecuzione di un soldato siriano)

Le prove che i white Helmets sono parte integrante dei gruppi terroristici sono dappertutto su facebook, sui social etc. Non serve certo la Cia per scoprire una cosa così evidente. Nemmeno gli stessi membri ne fanno un mistero. Solo la comunità internazionale dice di essere ignara di tutto. Però quando vuole interviene. Però immancabilmente senza prove , fintamente commossa e sempre in soccorso ai terroristi…

Come sappiamo, un caso da manuale è il falso attacco in provincia di Idlib con i gas.

Della colpevolezza dei White Helmets con i crimini dei cosiddetti ribelli ‘moderati’ ce ne sono a palate. Sono prove sicure e incontrovertibili ma il ‘mondo che conta’ della ‘democrazia’ usa le false prove che le organizzazioni pseudo-umanitarie apportano dai luoghi di guerra per avvalorare la falsa retorica utile all’occidente, Turchia, e stati del Golfo. Tale attività di propaganda è tesa a giustificare la propria agenda di ‘regime change’.

Quella che segue è una semplice indagine su internet che svela come tale Hassan Agha, sia nello stesso tempo terrorista e membro dei White Helmets.

 

 

Il noto casco bianco e terrorista di Jund-Al-Aqsa Muawiya Hassan Agha insieme ai suoi complici terroristi erano presenti sul luogo del devastante attacco suicida sui civili che dovevano essere evacuati dai villaggi sciiti di Fuah e Kafriya il 15 aprile 2017: lo dice lui stesso sul suo profilo facebook e lo dimostrano le foto che sempre lui ha caricato sulla sua pagina del social.

sui bus.


Molti dei suoi messaggi dimostrano che i volontari dei ‘caschi bianchi’ conducono una doppia vita: nello stesso tempo usano le armi combattendo contro l’esercito governativo e nello stesso tempo conducono atrocità senza risparmiare i bambini piccoli. Poi tranquillamente fanno i finti soccorritori umanitari alle proprie stesse vittime. Molti dei loro messaggi su facebook includono reali decapitazioni. Per inciso, anche se questi crimini di guerra orribili sono una chiara violazione delle politiche pubblicazione di Facebook, sembra che Facebook permetta continuamente questo comportamento.

Muawiya Hassan Agha afferma sulla sua pagina di Facebook che era presente in prossimità di Rashideen al momento del massacro sui bus.

Foto di Muawiya Hassan Agha datata 14 aprile mostra la sua presenza nel luogo prima che avvenisse l’attentato sugli autobus

Muawiya Hassan Agha ei suoi complici jihadisti, che sono apparsi come Caschi Bianchi, Jund Al Aqsa e Al Qaeda, dovrebbero essere tra i sospetti principali del bombardamento in Rashideen. C’è anche il sospetto che questo gruppo è responsabile non solo per l’attentato, ma anche per il successivo sequestro di numerose persone, la maggior parte dei quali bambini durante il caos seguito all’ attentato.

Nelle foto seguenti vediamo Muawiya Hassan Agha mentre sta conducendo la sua normale attività terroristica. Le foto sono tratte dalla sua pagina di Facebook.

Eccolo ancora con soldati siriani catturati che sono stati torturati e poi giustiziati, come dimostrano le foto qui sotto

Immagine dell’assassinio del soldato.

Questo Screenshot di Facebook  mostra che Muawiya Hassan Agha ha partecipato all’esecuzione ed caricato il filmato dell’ esecuzione del soldato dell’esercito siriano fatto prigioniero.

Poi di nuovo nel suo lavoro umanitario come mostra la sua pagina di Facebook ……

Qui è con i suoi complici dei caschi bianchi … ..

 

A giudicare dalle foto di cui sopra, oltre al fatto che Muawiya Hassan Agha ammette sulla sua pagina Facebook che era presente per l’attacco degli autobus di Rashideen il 15 aprile 2017, è abbastanza inquietante che le fonti dei media occidentali hanno ignorato questo importante aspetto di questa incredibile tragica storia.

Sembra che a questo terrorista è stato anche dato un pass gratuito dei caschi bianchi per aggirare i controlli contro le attività terroristiche. Questo è particolarmente inquietante visto come i bambini nelle città assediate sono stati continuamente rapiti, uccisi e usati in eventi false flag svolte dai terroristi sostenuti dall’occidente. Tutto questo mentre mentre i media degli Stati Uniti, Regno Unito, occidente e degli Stati del Golfo continuano ad essere complici nella copertura di queste barbare atrocità.

Robert Fisk, scrivendo per l’Independent, ha criticato i governi occidentali per un doppio standard usato per quanto riguarda l’attacco. Il loro silenzio per l’ettentato ai bus è stato in evidente contrasto con la loro reazione per l’attacco chimico Khan Shaykhun all’inizio del mese.Robert Fisk ha detto che “dopo attentato suicida di questo fine settimana […] la Casa Bianca non ha detto niente […] perché, e qui è il punto, erano le vittime del tipo sbagliato di assassino.”

Se Trump si preoccupa tanto di bambini siriani, perché è lui, non condanna i ribelli che macellano i bambini?

Ci si dovrebbe porre la domanda “perché sono i media occidentali ignorano completamente la presenza di questo terrorista ben noto, durante l’attentato ai bus nel parcheggio di Rashideen che ha ucciso tanti innocenti?” “ la vita di questi bambini innocenti e e delle loro famiglie non significa assolutamente nulla per questi corrotti mezzi di comunicazione occidentali?”Certo, la domanda è puramente retorica, ma dovrebbe essere chiesto comunque …… ..ancora e ancora …… .. per esporre i sociopatici e psicopatici che sono complici della copertura e della falsa inquadratura di queste false flag legate agli Stati Uniti, Regno Unito, Israele, occidentale e Stati del Golfo per addivenire alla loro agenda di regime change.

Una grande quantità di informazioni acquisite per questo post è attribuita al seguente sito WordPress tedesco ed è stato tradotto per un pubblico di lingua inglese. Ulteriori informazioni sono disponibili ai seguenti link:

Bekannter JUND-AL-Aqsa-WEISSHELM-TERRORISTA GUERRA IN RASHIDEE

WhiteHelmetsEXP Terrorist Muawiya Agha Hassan vanta era in #Rashideen al momento del bombardamento previsto!

Il contesto della bomba di Aleppo e le KhanSheikhoun False Flag orchestratori

Questo video mostra ciò che realmente è avvenuto mentre i bambini venivano finalmente salvate dal governo siriano dai terroristi detenuti comuni. Questo è ciò che non si vedrà in televisione occidentale. Altamente avvertimento grafica.

 

Non ci dovrebbe essere alcun dubbio che ha fatto questo.

1. La presente era in una zona ‘ribelli’ dove essi controllano tutto il traffico dentro e fuori.
2. I ‘ribelli’ sono gli unici che fanno uso di attentati suicidi.
3. I ‘ribelli’ hanno già attaccato altri convogli cercando di evacuare i civili.
4. I ‘ribelli’ hanno già dichiarato la propria intenzione di uccidere uomini donne e bambini sciiti e alawiti  solo per motivi settari.
5. I ‘ribelli’ si lamentavano che lo scambio non era abbastanza soddisfacente.

 

Altre foto dalla pagina Facebook del terrorista Muawiya Hassan Agha. (Si noti l’uso eccessivo dei bambini nelle foto a sua pagina di Facebook mescolati con la propaganda di al-Qaeda , bandiere di al-Nusra, foto di Caschi Bianchi e immagini di Bin Laden e altri terroristi. Link alla pagina di Facebook.

Link alla pagina Facebook del terrorista- Casco Bianco Muawiya Hassan Agha

Foto in collegamento ……

 

ISIS bandiera .png

 

Assad: Siria pronta a collaborare con coalizione occidentale per liberazione di Raqqa

L’esercito siriano è pronto a collaborare con tutte le forze che intendono combattere il terrorismo per liberare Raqqa, tra le quali la coalizione occidentale, ha detto in un’intervista con Sputnik il presidente Bashar al-Assad.

“Annunciamo che siamo disposti a collaborare con qualsiasi paese che abbia davvero le intenzioni di combattere il terrorismo”, ha detto Assad, rispondendo alla domanda se ci sono possibilità di collaborazione con la coalizione occidentale in un’operazione per la liberazione di Raqqa.

“Non abbiamo mai posto nessuna condizione per quale paese; qualsiasi paese, compresi quelli occidentali, tenendo conto però che l’Occidente sostiene i terroristi e non ha intenzione di combattere contro di essi. Noi lo abbiamo annunciato e non importa con chi lo faremo, noi siamo pronti”, ha aggiunto.

Parlando delle prospettive di partecipazione alle operazioni dei militari russi e curdi, Assad ha detto che ufficialmente Damasco “ha sempre comunicato con diversi gruppi in Siria che stanno lottando contro i terroristi”. “Abbiamo avuto un contatto diretto con i curdi e, naturalmente con i russi per quanto riguarda la liberazione. La domanda è come procedere”, ha dichiarato Assad.

Il consigliere di Assad Buseyn Shabaan il 14 aprile ha confermato che l’offensiva le truppe governative siriane continuerà in direzione di Rrorismo
 Aleppo
 avvaqqa.

La liberazione della “capitale siriana” dello Stato Islamico, Raqqa, fa parte dell’operazione militare delle “Forze Democratiche Siriane” “Rabbia dell’Eufrate”. L’operazione è iniziata il 5 novembre 2016. La base delle forze armate sono unità curde, ma partecipano anche guerriglieri delle tribù arabe locali. L’operazione viene condotta con il supporto dell’aviazione americana e delle forze speciali. Questo ha scatenato le proteste ufficiali di Damasco, la quale sottolinea il fatto che gli americani agiscono senza il consenso delle autorità siriane e che la loro presenza nel nord della Siria, infatti, è un’ingerenza negli affari del paese.

Fonte:https://it.sputniknews.com/mondo/201704214388652-Assad-siria-pronta-a-collaborare-con-coalizione-occidentale-per-liberazione-di-Raqqa/

Assad a Sputnik: “attacco chimico inventato dall’occidente”

La Siria ha inoltrato all’ONU una richiesta affinchè venga inviata una commissione d’inchiesta sulla notizia dell’attacco chimico nella provincia di Idlib, ma non c’è stata nessuna risposta

“Formalmente abbiamo inviato una lettera all’ONU chiedendo l’invio di una commissione per indagare quanto successo a Khan Sheikhun. Ma finora non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Non hanno inviato nessuno, perchè gli USA ed i paesi occidentali ostacolano l’invio di una qualunque delegazione” — ha detto Assad.

Il presidente siriano ha ricordato che dopo il primo attacco dei terroristi contro le forze governative ad Aleppo, avvenuto un paio d’anni fa, Damasco aveva inviato una simile richiesta all’ ONU, affinchè venisse inviato un gruppo di esperti per indagare e “dimostrare che i terroristi avevano impiegato il gas contro il nostro esercito”.

“Ci sono stati altri casi simili in seguito, ma l’ ONU non ha inviato mai nessuna delegazione e lo stesso sta accadendo ora” — ha precisato Assad. “Se dovessero arrivare degli esperti si renderebbero subito conto che tutti i loro racconti su quanto successo ad Khan Sheikhun ed il loro attacco alla base di Shairat erano una menzogna. Proprio per questo non hanno inviato nessuno. Gli unici contatti che attualmente sono in corso avvengono fra la Russia ed alcuni paesi singolarmente, per organizzare l’arrivo di una delegazione di esperti. Tuttavia fino a ora non abbiamo avuta nessuna notizia positiva in merito ad un loro arrivo”.

Assad intervistato da Sputnik
© SPUTNIK.
Assad intervistato da Sputnik

 

 

Non c’è stato nessun attacco nella provincia di Idlib: è una provocazione voluta e cercata per giustificare il bombardamento della base di Shairat

“Quella zona si trova sotto il controllo del fronte Al Nusra, vale a dire di Al Qaida. L’unica versione di cui il mondo dispone è quella mostrata in un video pubblicato da loro su Youtube e poi diffuso per lo più dai media occidentali. Noi non possiamo fare affidamento su questo nel fare le nostre valutazioni. Per prima cosa non sappiamo se alle 11:30 di quel giorno è stato attaccato da noi un deposito di armi chimiche o un altro edificio. Nel loro racconto si dice che l’attacco invece è avvenuto tra le 6 e le 6:30 del mattino, ma in quell’orario noi non abbiamo compiuto nessun attacco. Per questo di fronte a voi ci sono due ipotesi: la prima, che c’è stato un attacco alle 11:30, la seconda — in cui crediamo noi — che si tratta di una provocazione e non c’è stato nessun attacco” ha detto Assad.Secondo il leader siriano in futuro emergerà la verità, ovvero che tutto ciò è stata una messa in scena:

“Le loro fotografie, in cui i bambini sarebbero rimasti uccisi dopo l’attacco aereo russo verrà fuori che sono false e che hanno messo li un bambino e gli hanno sporcato il volto di sangue — finto — e polvere. Secondo noi si tratta di una provocazione per un motivo molto semplice: se c’è stata una fuga di gas o un attacco, allora come ha fatto la città a continuare a vivere come prima? Loro non hanno evacuato la popolazione della città. Nessuno ha abbandonato la città e la vita è continuata al suo ritmo abituale, anche se secondo la loro versione è stato usato del gas tossico.”

Assad ha poi osservato che subito dopo è stata attaccata la base aerea di Shairat, dove secondo gli USA c’erano dei depositi di gas.

“Hanno colpito tutti i magazzini, ma nessun gas si è disperso nel territorio della base aerea. Nessuno dei nostri ufficiali o del personale militare è rimasto ferito. Per questo motivo siamo convinti che non c’è stato nessun attacco con gas chimico, come non c’era nessun deposito di gas. Si è trattata di una provocazione per giustificare il bombardamento di Shairat. Ecco quello che è successo.” — ha concluso Assad.

fontehttps://it.sputniknews.com/mondo/201704204384865-sputnik-intervista-assad/

Strage degli innocenti 2.0 ad Aleppo

Una strage di civili innocenti. Senza ‘forse’. Chiara nella sua esecuzione. Certa nelle sue responsabilità.

Attacco terroristico sul convoglio che portava in salvo i civili in fuga dalle città assediate dai miliziani di al-Fu’ah vicino Aleppo. I pullman erano in una area di sosta in attesa di proseguire quando è esplosa una auto imbottita di esplosivo. Secondo la fonte Associated Press, più di 100 persone sono state uccise nell’esplosione. In precedenza l’agenzia aveva riferito  70 morti e 130 feriti.L’attentatore ha fatto esplodere un’autobomba contro la colonna di autobus di sfollati di al-Fu’ah .  L’esplosione è avvenuta nella zona di Rashin controllata dalle bande armate.

Il giorno prima l’esercito governativo aveva fatto un patto con l’opposizione armata ed era stato concordato l’evacuazione di 30 mila abitanti delle città  Zabadani e Madaya circondate dall’esercito siriano. Questa evacuazione era avvenuta regolarmente e senza incidenti . In cambio, le bande armate salafite di al-Nusra, Jaysh al-Fattah, Ahrar al-Sham e Jabhat al-Islamiyah avevano accettato di far uscire dalle cittadine a maggioranza sciita di al Fuya e Krafaya migliaia di persone che tenevano sotto assedio e sotto il costante tiro di mortai e razzi dal 2015.  Ma le bande criminali non hanno tenuto fede alla parola data ed hanno dimostrato ancora una volta la pasta di cui sono fatti.

Questa è la misura della dignità e la lealtà di chi sta distruggendo la Siria.

Quanti attentati deliberati ha fatto l’esercito governativo contro tutto il mondo che cospira? Quanti contro i civili?  Nessuno. Quanti ne hanno fatto dall’altra parte?
Basterebbe questo dato per chiarire la natura degli aggressori.

Molte le domande e soprattutto: gli Usa mostreranno queste terribili immagini alle nazioni Unite? La Francia e la Gran Bretagna chiederanno un intervento? E’ già arrivata la condanna internazionale? Sono pronte le risoluzioni Onu? Le sanzioni contro i paesi che li finanziano sono pronte? Trump davanti a queste immagini come ha fatto in occasione delle vittime dei gas? Ma le bande criminali ancora una volta non hanno tenuto fede alla parola data ed hanno dimostrato ancora una volta la pasta di cui sono fatti.

Non faranno nulla: gli autori di questa ennesima strage, questi vili assassini, sono i candidati che gli USA e l’Europa prevedono di mettere alla guida del paese.

Fonte:http://www.vietatoparlare.it/strage-innocenti-vicino-aleppo-vergognoso-silenzio-della-comunita-internazionale/

Non è stato Assad!

craterIL PROF. POSTOL
Theodore Postol è uno scienziato del MIT di Boston.
In quella che è una delle più importanti Istituzioni di Ricerca del mondo, Postolinsegna Tecnologia e Sicurezza Internazionale; ha lavorato per anni con il Pentagono, è stato consulente della Cia ed ha ricevuto innumerevoli premi scientifici per la sua attività di ricerca nel settore tecno-militare.
Già nel 2013, le sue analisi contribuirono a confutare la teoria dell’Amministrazione Obama secondo cui l’attacco chimico di Goutha alla periferia di Damasco, che produsse centinaia di morti, era stato causato dall’artiglieria siriana di Assad. Attacco che, ricordiamolo, aveva spinto Obama a dichiarare “superata la linea rossa” che apriva all’intervento militare Usa contro la Siria.
Ma proprio le contraddizioni delle informazioni e la non certezza dell’inchiesta, spinsero il Presidente americano a retrocedere e, con l’aiuto della Russia, limitarsi ad imporre al regime di Assad la distruzione del proprio arsenale chimico; distruzione completamente avvenuta, secondo il monitoraggio delle organizzazioni internazionali.
Ora il prof. Postol interviene a confutare nuovamente la Casa Bianca, sul “presunto” attacco chimico a Khan Shaykun, nel nord della Siria nella provincia di Idlib.

Facciamo un passo indietro.

Schermata 2017-04-14 alle 08.56.08IL REPORT DELLA CASA BIANCA
Tre giorni fa l’amministrazione Trump ha reso pubblico un documento di quattro pagine “declassificato” con le“valutazioni inequivocabili”dell’intelligence Usa, secondo cui sarebbe stata l’aviazione siriana ad usare le armi chimiche che hanno causato circa 80 morti e centinaia di feriti. Le immagini dei bambini morti o agonizzanti colpiti dal gas Sarin, hanno scosso l’opinione pubblica mondiale e spinto gli Usa ad attaccare Assad senza alcuna autorizzazione internazionale.

In realtà il documento americano, riportato con enfasi impressionante da tutti i media occidentali, non prova minimamente che l’attacco chimico è stato opera del regime siriano. Lo dice, ma non lo prova.

Nei giorni scorsi persino a noi che non siamo tecnici, quelle quattro pagine sono apparse quantomeno superficiali e dubbie.
Le prove raccolte dagli americani si basano su fotografie satellitari ed intercettazioni (che però non sono mostrate), più una serie di (testuale): “report di social media pro-opposizione” e video open-source”, cioè praticamente filmati presi da internet e materiale fotografico, prodotti ovviamente da chi era sul terreno e aveva agibilità nella zona colpita dal bombardamento.
Bisogna ricordare che la zona interessata non è sotto il controllo di romantici “ribelli moderati”, ma sotto le formazioni mercenarie di Al Qaeda; sono loro ad aver girato i video e fatto circolare immagini che la Cia e i media occidentali hanno preso come base di conclusione.

E noi stessi, avevamo sollevato il dubbio che forse, nessuna Commissione d’Inchiesta internazionale avrebbe preso il documento americano come prova per confermare l’accusa al regime siriano e legittimare un intervento armato.
Ed è esattamente quello che scrive Postol: il documento non fornisce la benché minima prova che il governo siriano sia stata la fonte dell’attacco chimico in Khan Shaykhun. L’unico fatto indiscutibile riportato nel dossier della Casa Bianca è l’affermazione che un attacco chimico di gas nervino si è verificato”.
Postol è categorico: il rapporto della Casa Bianca “non contiene assolutamente alcuna prova che possa indicare chi è stato l’autore di questa atrocità”.

Non solo, ma lo scienziato del MIT va ben oltre e analizza l’immagine che gli americani hanno individuato come prova del bombardamento chimico da parte di un aereo siriano:il famoso “cratere nella strada a nord di Khan Shaykun” con all’interno il presunto resto di bomba che avrebbe rilasciato il Sarin.

Questa immagine riprodotta più volte sulla rete e ripresa sul mainstream, sarebbe per l’intelligence Usa la pistola fumante che inchioda Assad e il suo regime al crimine.
Secondo il documento Usa, “i resti di munizione osservati presso il cratere e la colorazione attorno al punto di impatto sono coerenti con una munizione che si è attivata, ma le strutture più vicine al cratere non hanno subito danni che ci si aspetterebbe da un normale carico ad alto potenziale. Al contrario, hanno subito un danno più coerente con una munizione chimica”.

Schermata 2017-04-14 alle 15.02.24LA BOMBA NON È UNA BOMBA
Secondo il prof. Postol è esattamente il contrario; questa immagine dimostrerebbe che “il rapporto della Casa Bianca contiene conclusioni false e fuorvianti”.

Perché?

Innanzitutto il munizionamento è un tubo apparentemente di 122 mm simile a quelli usati in artiglieria. Nel 2013 furono questi razzi modificati ad essere utilizzati per l’attacco chimico di Goutha. Di certo questo oggetto non ha nulla a che vedere con un bomba d’aereo.
“Il tubo originariamente sigillato nelle due estremità si presenta schiacciato e con un taglio longitudinale (…) Ma la deformazione del manufatto indica che non è stato lanciato dal cielo”.

Se il cratere e la carcassa contenente il Sarin “non sono una messa in scena” ma vere “come ipotizzato nella relazione della Casa Bianca”, allora secondo Postol la munizione è stata quasi certamente messa a terra con un esplosivo detonante esterno su di essa che ha schiacciato il contenitore in modo da disperdere il carico di Sarin”.

Schermata 2017-04-14 alle 08.56.35COME UN TUBO DI DENTIFRICIO
Un’ipotesi, secondo il professore, è che“una lastra di esplosivo ad alto potenziale” sia stata posta “sopra una delle estremità del tubo riempito di sarin e fatta detonare (…) Poiché il Sarin è un gas incomprimibile” con la pressione “ha agito sulle pareti e sull’estremità del tubo causando una fessura lungo la lunghezza e  il cedimento del tappo” Per capire questo meccanismo immaginiamo “dicolpire un tubo di dentifricio con un grande maglio.

La relazione di Postol è poi suffragata da ulteriori prove fotografiche ed un’attenta analisi delle condizioni metereologiche la mattina del presunto attacco chimico. Sorprende che questo report non abbia avuto il benché minimo risalto sui media.

Postol non raggiunge conclusioni politiche. Da scienziato si limita a confutare le “presunte prove” poste da Washington; ma afferma che “nessun analista competente avrebbe omesso che il presunto contenitore di Sarin è stato con forza schiacciato dall’alto, e non è esploso dall’interno”.

NO SIRIANI, NO INCIDENTE. QUINDI?
Se la sua analisi è giusta, quello che si deduce è ancora più sconvolgente.
La versione americana dice che i siriani hanno effettuato un bombardamento chimico. I siriani dicono che loro hanno bombardato con armi convenzionali e che la strage chimica potrebbe essere determinata da gas che i ribelli nascondevano nei magazzini colpiti dalle bombe.
Qui ci troviamo di fronte ad una versione ancora più sconvolgente: non sono stati i siriani e non si è trattato di un incidente. Qualcuno da terra ha volutamente fatto esplodere un contenitore di Sarin, perché colpisse la popolazione civile. 

Questo inoltre spiegherebbe il sostanziale numero limitato di vittime che nel caso di un bombardamento chimico aereo sarebbero state di gran lunga maggiore.

Ma chi può aver fatto questo? Innanzitutto qualcuno che ha completa agibilità della zona. E chi detiene il controllo della zona?

Schermata 2017-04-14 alle 15.23.25IL FRONTE CEDEVA…
Quest’ultima immagine è una cartina operativa del fronte di Hama, risalente al 31 marzo scorso (qualche giorno prima del bombardamento) pubblicata sull’account twitter @PetoLucem.

Come si vede l’offensiva scatenata dai ribelli nelle settimane precedenti era stata neutralizzata e l’esercito siriano non solo aveva riacquistato le posizioni ma stava premendo sulla linea difensiva del nemico in procinto di collassare. La provincia di Idlib, dove è avvenuto la strage chimica, è a circa 100 km più a nord di questo fronte ed è sotto il controllo totale dei gruppi legati ad Al Qaeda.

Perché i siriani, in un momento in cui stavano chiudendo in una sacca i ribelli sfondando le loro linee di difesa, dovevano fare una strage chimica sulla propria popolazione, in un posto sperduto senza alcuna ricaduta militare sul fronte operativo?

O meglio, stante questa situazione, chi aveva interesse a bloccare con qualsiasi mezzo possibile, l’offensiva di Assad scatenando una strage che avrebbe messo sotto accusa il regime e comportato l’intervento internazionale?

E infatti, come avevamo anticipato prima dell’intervento Usa, questo strano bombardamento chimico è servito proprio a colpire Assad e salvare i ribelli di Al Qaeda.

Se le analisi del Prof. Postol sono vere, e non è stata una bomba aerea a sprigionare il gas che ha ammazzato gli innocenti, ci troveremmo di fronte ad una clamorosa false flag.
E questo spiegherebbe perché i russi fin dal primo giorno hanno chiesto l’istituzione di una Commissione indipendente che indagasse su ciò che è realmente accaduto; commissione che americani ed europei si sono rifiutati di creare, convinti, come sempre, che la sola verità possibile sia quella dell’Occidente.

Fonte:http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/04/14/non-e-stato-assad/

Associazione di medici svedesi: “Attacco chimico in Siria è una fake news”

Il presidente Trump sta ora minacciando di trascinare gli USA in una guerra contro la Siria, l’Iran e persino la Russia. Guerra che dice essere giustificata da “prove innegabili” ricevute dai Caschi Bianchi. Mostreremo senza ombra di dubbio che i Caschi Bianchi sono un gruppo istituito dallo “Stato Deviato”, una mescolanza di CIA, Al-Qaeda e servizi segreti inglesi. Abbiamo ora la prova inconfutabile che Trump e quella fucina di notizie false che è MSN sono stati sempre obbedienti ai poteri forti, ingannandoci.

Mentre stava preparando l’ignobile lavoro propagandistico che gli ha fatto vincere l’Oscar, l’attore George Clooney sapeva benissimo che l’organizzazione “Medici svedesi per i Diritti Umani” (SWEDHR) aveva indicato nei Caschi Bianchi degli infanticidi. SWEDHR è un’organizzazione attendibilissima, i suoi lavori sono autorevoli, per cui il fatto che questa organizzazione avesse indicato nei Caschi Bianchi degli assassini di bambini per la preparazione di falsi video di propaganda avrebbe dovuto essere preso in considerazione da Clooney e da Netflix. Nonostante questo, i signori hanno deciso di proseguire con il loro documentario. Perché?

Anche Google ha le sue responsabilità, poiché è colpevole di oscurare nei suoi motori di ricerca le conclusioni dello SWEDHR e di organizzazioni affini.
Riporto quindi ora fatti che gli statunitensi leggeranno per la prima volta.
Ricordate che le prove che intaccano il buon nome dei Caschi Bianchi, che riteniamo essere parte delle operazioni propagandistiche di Al Qaeda, non sono mai state prese in considerazione né dallaCasa Bianca né dai mezzi di informazione occidentali. Né si è mai parlato dei numerosissimi e comprovatissimi attacchi chimici sferrati da FSA, ISIS e Al Nusra e subito dimenticati come per magia.

I Caschi Bianchi, ufficialmente una NGO autonoma, hanno ricevuto sino a 100 milioni di dollari dai “fondi occulti” della CIA e del Dipartimento degli Affari Esteri inglese. Uccidere i bambini è il loro cavallo di battaglia, come mostreremo. Condividendo il proprio quartier generale con i servizi segreti turchi a Gaziantep, questa organizzazione è composta in realtà da squadroni della morte, non certo da gruppi di difesa civile.
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BAMBINI ASSASSINATI PER VIDEO DI PROPAGANDA

I Dottori Svedesi per i Diritti Umani (swedhr.org) hanno analizzato un video dove viene filmata un’operazione per salvare un bambino dopo il supposto attacco chimico delle forze governative siriane. I dottori hanno constatato che nel video sono chiaramente presenti delle falsificazioni, dal momento che in sottofondo si sentono delle autentiche indicazioni “di regia” in arabo, e che la cosiddetta “operazione” è in realtà un omicidio. Un’analisi superficiale del video sembrerebbe infatti suggerire che i medici stessero cercando di rianimare un bambino che era ormai clinicamente morto.

In realtà, dopo un più attento esame, il gruppo di swedhr ha accertato che il bambino aveva perso coscienza a causa di un’overdose di oppiacei. Nel video si vede il bambino che riceve un’iniezione al petto, nel settore cardiaco, iniezione che alla fine lo hanno ucciso, mentre gli veniva data una falsa dose di adrenalina.
Si è trattato di un omicidio.
I medici svedesi hanno concluso nella loro analisi:

  • il video sembrerebbe filmare delle misure di rianimazione dopo un attacco chimico al gas clorino (ora si sostiene sia stato Sarin, ma è impossibile). Le misure includevano anche un’iniezione di adrenalina tramite un lungo ago, introdotto direttamente nel petto del bambino. La procedura seguita è assolutamente scorretta per eliminare le conseguenze di agenti chimici
  • Il trattamento e le cure impartiti al bambino sono stati incauti, pericolosi e con tutta probabilità hanno arrecato alla salute del piccolo gravi danni.
  • Assolutamente rivelatrici della natura criminale del video sono le molteplici somministrazioni di dosi di adrenalina, sembrerebbe direttamente al cuore. Il personale medico (ma io credo lo si possa chiamare in tutta tranquillità un gruppo di attori) non è in grado di spingere lo stantuffo in maniera adeguata per cui, come si può vedere dal video stesso, il contenuto della siringa non è mai stato iniettato.
  • La diagnosi fatta da un gruppo di reali medici, basata su quanto è possibile vedere dal video, indica in tutta evidenza che il bambino aveva chiari sintomi di un’overdose da oppiacei e che ne stava morendo. Non c’è alcuna evidenza di intossicazione da agenti chimici.
  • Nessuno dei bambini comparsi nei video dei Caschi Bianchi mostra di essere stato vittima di attacchi chimici. Da un video precedente diffuso dai Caschi Bianchi:
  • E’ evidente che nel video in questione è stata la falsa iniezione con l’ago conficcato attraverso i punti di sutura direttamente nel cuore ad aver ucciso il bambino. Si è trattato di un infanticidio mascherato da trattamento medico.
    -Dietro una traduzione falsata si sentono, in arabo, delle autentiche indicazioni da regia su come sistemare il bambino, non si sentono certo delle indicazioni di carattere medico.

  • I video sono stati postati nel canale gestito dai Caschi Bianchi “Syrian civil Defense in Idlib Province”. I video sono stati prodotti dai Caschi Bianchi in collaborazione con l’organizzazione “Coordinating Sarmin”, il cui stemma è una bandiera nera jihadista (Al-Qaeda). Nel video si vedono anche dei caschi bianchi.

Il professore Marcello Ferrada De Noli, presidente del Swedhr, ha pubblicato all’inizio di marzo di quest’anno un primo articolo con un’analisi del caso. Il titolo dell’articolo è: “I Medici svedesi per i Diritti Umani: il video dei Caschi Bianchi, una macabra manipolazione di bambini morti ed una falsificazione di attacchi chimici per giustificare una ‘No-fly Zone’ in Siria”.
Questa analisi è stata poi, in un altro articolo, seguita da scoperte ancora più agghiaccianti fatte in video inizialmente non esaminati. L’articolo in questione è: “Il film sui Caschi Bianchi: osservazioni aggiornate dei medici svedesi confermano che ai bambini viene data una falsa assistenza medica dagli esiti letali”.

Le scoperte congiunte dei medici svedesi in relazione alla propaganda e alle falsità diffuse da Al-Qaeda in Siria confermano le conclusioni degli scienziati tedeschi e di altre nazioni riguardo ai crimini commessi da Al-Nusra in Siria.

De Noli è il fondatore e il presidente dello Swedhr, un’organizzazione non governativa composta da un gruppo di professori e medici attivi nel settore sanitario, il cui scopo è analizzare e riferire all’opinione pubblica le atrocità commesse ai danni dei civili, i casi di tortura dei prigionieri di guerra e di infrazioni dei diritti umani.

L’organizzazione svolge la sua attività principalmente nei seguenti casi: crimini di guerra ai danni della popolazione civile documentati sul territorio, infrazioni governamentali dei diritti umani, casi individuali di dottori soggetti a violazioni dei diritti umani ed analisi degli effetti della tortura sui prigionieri di guerra.

La prima commissione eletta dello SWEDHR era composta da Leif Elinder, Marcello Ferrada De Noli (presidente), Martin Gelin, Alberto Gutierrez, OveB. Johansson, Lena Oske, Armando Popa, Anders Romelsjo (vice-presidente), Marita Troye-Blomberg e Luz Varela. Nel 2015 Ferrada ha fondato, insieme ad un gruppo di accademici ed editori europei, la rivista on-line (The Indicter), dopo essere stato eletto editore-capo.

Sorgente documento della valutazione del report della casa bianca: https://www.scribd.com/document/344995943/Report-by-White-House-Alleging-Proof-of-Syria-as-the-Perpetrator-of-the-Nerve-Agent-Attack-in-Khan-Shaykhun-on-April-4-2017#from_embed 

Sorgente dell’articolo: http://www.oltrelalinea.news/2017/04/10/associazione-di-medici-svedesi-attacco-chimico-in-siria-e-una-fake-news/

Mainstream occidentale contro la Siria di Assad

Trmp Assad Putin
L’attentato di San Pietroburgo di qualche giorno fa, rischia di trasformare Putin in vittima.
E “l’obbligo” di solidarietà potrebbe mettere in difficoltà chi invece lo avversa, tra sanzioni autolesioniste e propaganda anti Russia, che rischiano di annacquarsi improvvisamente.Bambini gas SiriaMa ecco che il mainstream, appositamente imbeccato, tira fuori il coniglio dal cilindro: L’utilizzo di armi chimiche da parte di Assad contro il suo stesso popolo, senza cogliere però l’incongruenza della notiziona. Nessuno spiega perché lo farebbe, visto che è contro l’Isis. A sua volta finanziato fino ad oggi dagli Usa, attraverso i suoi alleati più importanti: L’Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi, in particolare. È la tecnica di sempre dei conquistatores, della tendenza dominante, lontano dalla logica più elementare, però funziona sempre. Per Esempio, con Gheddafi e Saddam Hussein l’accusa di possedere armi chimiche ha funzionato alla grande, salvo non trovarne neppure un’oncia neppure a mettergliele di proposito.

TrumpBisogna convincere però l’alleato americano ed ecco che prendono a circolare foto raccapriccianti di persone inermi e bambini morti, quale migliore prova? Detto fatto, gli Usa lanciano ben missili 59 missili Tomahawk da due portaerei al largo del Mediterraneo. Sempre secondo il famigerato “Osservatorio siriano per i diritti umani”, sarebbero decine le vittime del raid tra gli ufficiali delle forze di Damasco uccise e ferite, nella base a sud est di Homs, considerata la seconda più grande base aerea della Siria, equipaggiata con velivoli Sukhoi-22, Sukhoi-24 e Mig-23. “Si tratta di un attacco unilaterale gravissimo nei confronti di uno stato sovrano, che porterà gravi conseguenze internazionali. Un vero e proprio atto di aggressione”, è questo l’annuncio delle tv e giornali siriani. Anche l’Iran ha condannato con forza i bombardamenti ritenuti “un’azione unilaterale pericolosa, distruttiva e che viola i principi del diritto internazionale”. Il governo russo ha immediatamente avanzato una richiesta urgente di riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Sicuramente tale azione non potrà che rinvigorire il terrorismo, fin qui messo alle corde e costretto al ritiro dall’azione militare della Siria e della Russia, quindi aspettiamoci il peggio anche in casa nostra.
Mentre è di queste ore l’attacco a Stoccolma con le medesime modalità di Parigi e Berlino. Un camion sulla folla inerme e ancora morti e feriti.

GAs SiriaMa ci siamo veramente chiesti da dove proviene la notizia del bombardamento siriano con armi chimiche? Qual è l’unica fonte, ad oggi, ad aver parlato di attacchi perpetrati dall’esercito siriano sulla città di Idlib? Ancora una volta, che combinazione, la fonte unica della verità indiscussa, è il cosiddetto “Osservatorio Siriano dei Diritti Umani”, che dietro la facciata filantropica, in realtà non è altro che l’organizzazione politica del fronte ribelle anti Assad, la cui sede è “casualmente” in Gran Bretagna. Strano? Proprio no, dal momento che è la fonte, l’unica, di tutta la propaganda pro occidente, che vede con il fumo negli occhi il governo siriano.

AssadMa nei fatti, non vi è alcuna prova che vi sia stato un bombardamento di civili con gas nervini da parte del regime siriano, piuttosto, la distruzione di un deposito di gas letali, che però erano nella disponibilità del Califfato e non di Assad. Però quale migliore occasione per mettere al muro il dittatore scomodo? Soprattutto colpevole di non avere rapporti con la finanza internazionale, di non avere banche Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley, etc. sul proprio territorio, di possedere un ricchissimo giacimento di gas metano, da anni nelle mire delle multinazionali inglesi ed americane, e, ancora più “grave”, di non avere debiti con il FMI e quindi non ricattabile.

Succede così che i Tg europei, giornali e talk show, annunciano scandalizzati il bombardamento, da parte di aerei siriani con armi chimiche sulla popolazione civile, dello stesso regime che li difende dall’Isis. Tesi paradossale, ma scopo raggiunto. Due brillanti risultati raggiunti in un colpo solo.

San Pietroburgo 3 apr 2017Tutti smettono di parlare dei morti della metropolitana russa e la troppa scomoda solidarietà a Putin si affievolisce, mentre si riaccende il faro sul regime siriano. Ed ecco il coro unanime “abbattiamo Assad” il dittatore feroce sanguinario, affamatore e massacratore del proprio popolo che priva siriani dei diritti civili fondamentali. Mentre si evita di raccontare che, al contrario, la Siria, è uno dei paesi più progressisti del medio oriente, dove le donne godono degli stessi diritti degli uomini nell’istruzione e non hanno l’obbligo del burqa. Infatti, la Costituzione siriana è di tipo laica e vieta movimenti estremisti islamici, mentre la Sharia è dichiarata incostituzionale. Però le foto fanno orrore ed allora, come già fatto con Gheddafi ed altri “dittatori” scomodi, contro Assad cominciano a suonare i tamburi di guerra per scardinare l’unico paese mediorientale che ancora si oppone alla egemonia occidentale.


Giovanni Caianiello

source:http://www.politicaprima.com/2017/04/mainstream-occidentale-contro-la-siria.html

Cosa c’è dietro l’Osservatorio Siriano per i diritti umani?

La Russia avanza sospetti sull’attendibilità delle informazioni diffuse dall’organizzazione diretta da Rami Abdul Rahman. Storia di un “fenomeno” mediatico che sintetizza al meglio la guerra mediatica in corso in Siria

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Nella guerra mediatica in corso in Siria, la maggior parte delle informazioni sull’andamento del conflitto passano per le mani di un “uomo solo al comando”. Si tratta di Rami Abdul Rahman, direttore dell’Osservatorio Siriano per i diritti umani, organizzazione con sede a Londra, vicina all’opposizione siriana e considerata una delle fonti più attendibili da agenzie di stampa e giornali di tutto il mondo. Sulla sua figura, e sulla credibilità dell’enorme mole di notizie diffusa ogni giorno dalla sua organizzazione, da qualche settimana ha concentrato le proprie attenzioni il Cremlino. La notizia dei bombardamenti che sarebbero stati effettuati da caccia russi su un ospedale da campo nel nord-ovest della Siria nel governatorato di Idlib, provocando l’uccisione di 13 civili, è stata smentita pochi giorni fa dal portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, la quale ha parlato di una “potente campagna informativa antirussa” e di accuse illegittime a Mosca, “incolpata di perseguire interessi propri e personali nella regione, nascondendoli dietro la lotta allo Stato Islamico”.

 

Non è la prima volta che la Russia critica le notizie fornite dall’Osservatorio Siriano per i diritti umani. Dubbi sono stati posti non solo sul video che testimonierebbe l’attacco russo sull’ospedale di Idlib ma anche su ricostruzioni di altri episodi poco chiari: dall’abbattimento di droni inviati da Mosca nello spazio aereo turco, alle collisioni sfiorate tra caccia britannici e russi in Iraq, fino ai missili lanciati dal Mar Caspio dalle navi da guerra del Cremlino che sarebbero finiti in Iran e non in Siria.

 

Chi è Abdul Rahman

Prima dell’intervento militare russo in Siria a sostegno di Bashar Assad, la storia di Rami Abdul Rahman era stata setacciata da diversi giornali. In un pezzo pubblicato dal New York Times nell’aprile del 2013, il direttore dell’Osservatorio Siriano per i diritti umani è stato definito uno “one man band”. Quarantaquattro anni, diplomato al liceo e con studi di marketing alle spalle, dalla sua casa di Coventry nella contea delle West Midlands al centro del Regno Unito, Rahman rappresenta dallo scoppio della guerra in Siria un punto di riferimento inamovibile per gli analisti militari di Washington, così come per le Nazioni Unite.

 

Eppure dalla Siria è scappato 15 anni fa pagando dei trafficanti, e da allora non vi ha fatto più ritorno. Il suo vero nome è Osama Suleiman. È nato e cresciuto a Baniyas, sulla costa siriana, dove è maggioritaria la presenza della comunità alawita a cui appartiene il presidente Assad. Quando nel 2000 due soci del suo negozio di abbigliamento sono stati arrestati con l’accusa di sostenere attività contro lo Stato, ha deciso di fuggire ed è finito a Coventry.

 

L’Osservatorio Siriano per i diritti umani nasce nel 2006, ufficialmente con l’obiettivo di attirare l’attenzione del mondo sugli arresti e sui soprusi perpetrati dall’esercito di Assad contro gli oppositori del regime. Il salto nel gotha nel circuito mediatico internazionale avviene però con l’inizio delle prime proteste anti-governative nel 2011. Da allora, dai primi rudimentali scambi di email e messaggi la sua organizzazione si è trasformata in una macchina capace di sfornare fiumi di informazioni, percentuali e statistiche sull’andamento del conflitto in Siria, sul numero di morti e feriti, su attacchi di terra e bombardamenti dall’alto.

11539775_720686321373042_4253459331413071724_n(Il simbolo dell’Osservatorio Siriano per i diritti umani)

 

Stando a quanto scritto dal NYT, è Rahman in persona a valutare ogni notizia che arriva all’Osservatorio da una rete formata da oltre 200 informatori sparsi tra il Medio Oriente e il Nord Africa: oltre che in Siria, anche in Egitto, Turchia e Libano. Mentre il suo team è composto da quattro collaboratori più un quinto che si occupa della traduzione delle notizie dall’arabo all’inglese e della pubblicazione dei flash sulla pagine Facebook dell’organizzazione. Rahman afferma di aver coltivato i suoi contatti prima di partire dalla Siria, ai tempi in cui partecipava all’organizzazione di manifestazioni clandestine. Si tratta di attivisti, medici ed ex militari dell’esercito regolare, ma anche di semplici testimoni che entrano in contatto con lui tramite Skype. Finora ha sempre professato la sua neutralità: “Non sono finanziato da nessuno – ha affermato al NYT -. Ho creato questo Osservatorio nel 2006 perché volevo fare qualcosa per salvare il mio Paese”.

 

Eppure è difficile credere che dietro la principale fonte di informazioni sul conflitto siriano vi sia solo lui. Un sospetto avanzato non solo dalla Russia, ma anche da altri attori protagonisti in prima linea in questa guerra. In questi anni la figura di Rahman è stata affiancata a governi, servizi segreti, personalità influenti e centri di potere. Sono stati tirati in mezzo il Qatar, i Fratelli Musulmani – a cui lui stesso ha affermato di essere vicino -, la CIA, Rifaat Assad, zio di Bashar Assad attualmente in esilio, ma anche l’Unione Europea che sosterrebbe con dei finanziamenti la sua attività. E poi c’è l’ombra di un Paese europeo, vale a dire l’Inghilterra, come dimostrano la sede dell’organizzazione a Coventry e una foto scattata il 21 novembre del 2011 in cui Rahman è ritratto mentre esce dal ministero degli Affari Esteri e del Commonwealth.

 

Il rapporto con l’opposizione siriana

Nel dicembre del 2014 un altro articolo interessante su Rami Abdul Rahman è stato postato da Le Monde nella sua sezione dedicata ai blogger. Il titolo scelto non lascia spazio ai fraintendimenti: “La crédibilité perdue de Rami Abdel-Rahman, directeur de l’Observatoire syrien des Droits de l’Homme”. Il quotidiano francese mette in evidenza un particolare su cui pochi altri giornali occidentali si sono soffermati in questi anni, vale a dire la mancanza di fiducia di buona parte dei sostenitori delle opposizioni siriane che continuano a operare a Damasco rispetto al lavoro svolto dall’Osservatorio. Molti siriani sospettano della figura di Rahman e del funzionamento della sua organizzazione, attenta esclusivamente a produrre informazioni senza verificarle in maniera il più possibile esaustiva sul campo, a differenza di quanto invece tentano di fare altre ong impegnate sul campo.

 

Smoke rises from buildings near the national hospital, after what activists said was shelling by warplanes loyal to Syria's President Bashar al-Assad in the town of Jisr al-Shughour, Idlib province(Bombardamenti su Idlib)

 

Dell’Osservatorio viene criticata anche l’attendibilità degli informatori, sulle cui storie personali e sui cui cambiamenti di opinione Rahman non può essere a conoscenza considerato che non si reca più in Siria da 15 anni. E ci sono anche sospetti sui suoi rapporti con i Fratelli Musulmani, sul suo presunto collegamento con i servizi segreti britannici e sulla possibilità concreta che tra le sue fonti vi possano essere addirittura elementi del regime di Damasco che farebbero arrivare alla sua organizzazione notizie impacchettate ad hoc per creare disinformazione.

 

Per tutti questi motivi Rahman apparirebbe in patria non tanto come un difensore dei diritti umani quanto come un manager di successo che sta fabbricando una visione della Siria a uso e consumo esclusivo per i governi e i media occidentali. In questo groviglio di accuse, la logica della guerra mediatica, anche attraverso l’Osservatorio Siriano per i diritti umani, sta esprimendo al meglio le proprie potenzialità. Non è una scoperta, lo diceva già lo scrittore George Orwell più di mezzo secolo fa: “Il linguaggio politico è concepito in modo da far sembrare vere le bugie e rispettabile l’omicidio, e per dare parvenza di solidità all’aria”. La stessa che Rahman starebbe vendendo adesso per buona all’opinione pubblica mondiale.

Sourcehttp://www.lookoutnews.it/rami-abdul-rahman-osservatorio-siriano-per-i-diritti-umani/