I LEGAMI FRA BOERI, DE BENEDETTI E SOROS… ECCOVELI QUI

23 luglio 2017
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Grazie ad un nostro attento lettore  dalla memoria lunga (Grazie Fabrice) siamo in grado di darvi qualche chicca storica sui legami fra Deb Benedetti, Soros e Boeri
Un pezzo di Verdirami dal Corriere dell Sera di qualche anno fa
«Quando Francesco Rutelli è entrato ieri al numero 888 della Settima Avenue per conoscere George Soros, le presentazioni erano di fatto già avvenute. Perché il leader della Margherita era stato preceduto da una lettera inviata giorni fa da Carlo De Benedetti. Poche righe in cui l’Ingegnere aveva tracciato al potente finanziere il profilo dell’ex sindaco di Roma, definito «un giovane brillante politico italiano”. I rivali di Rutelli diranno che si è fatto raccomandare, che per essere ricevuto si è valso di una lettera per accreditarsi. Ma la tesi stride con la genesi dell’incontro, se è vero che l’idea risale a due settimane fa, e che l’approccio è avvenuto via email. Con la posta elettronica Lapo Pistelli provò infatti a contattare il magnate americano. Il responsabile Esteri dei Dl si trovava insieme a Rutelli a Cipro per un incontro del Partito democratico europeo: studiando l’agenda del viaggio negli Stati Uniti, si accorsero che mancava qualcosa, “ci sono gli appuntamenti politici, però ne servirebbe uno con il mondo della finanza”. è una storia tipicamente americana quella capitata al capo della Margherita, visto che quando partì il messaggio nessuno pensava di ottenere risposta, “nessuno in Italia – commenta Pistelli – si sognerebbe di entrare in contatto così con un industriale o un banchiere”: “La storia del nostro incontro con Soros dimostra che in America, dall’altro capo del telefono o del computer, c’ è sempre qualcuno pronto a darti attenzione”.»

Quindi De Benedetti è in grado di metter in contatto diretto con Soros, con ui ha famigliarità. Del resto l’anello di congiunzione è il banchiere svizzero Edgar de Picciotto che è nel CdA di Quantum Fund , fondato da Soros, ma il cui figlio è stato nel CdA della Olivetti di De Benedetti negli anni 80. Per conoscere in quali affari sia De Picciotto e le sue banche TBA e CBI, cercate sul web….
Del resto, parliamo chiaro, è stato De Bendetti a volere all’INPS Boeri, come ricorda bene anche Dagospia…

Potete leggere l’articolo originale QUI.
Non possiamo poi dimenticare che SOROS fu invitato al Festival dell’Economia di trento nel 2012, proprio quando era presidente del comitato scientifico  TITO BOERI, che non mancò di invitare, guarda caso, anche DE BENEDETTI.
Trovate in questa pagina l’invito a Debenedetti, e in quest’altra l’intervento di Soros.
Insomma TITO BOERI lavora a braccetto con chi sostiene la “Open Society”, cioè una società “Aperta” si, allo sfruttamento economico ed alla distruzione culturale. Perchè se una nazione vuole svilupparsi in modo autonomo, usando le proprie risorse, allora è “CLOSED”…
Con questo chiudiamo il quadro complessivo che spiega l’intervento di Tito Boeri tramite i suoi collegamenti con Soros e con De Benedetti…

Preso da: https://scenarieconomici.it/i-legami-fra-boeri-debenedetti-e-soros-eccoveli-qui/

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Tutti migranti, come merce dentro ai pacchi: le nuove direttive UE e Onu contro ogni sovranità

 

L’Europa e l’ONU si accingono a mettere nero su bianco le regole definitive sull’immigrazione, che saranno valide per tutti i Paesi. E’ la costruzione di un vero sistema per la mobilità umana, che prevede società aperte, accoglienza, e zero respingimenti. Lo scopo? Nel mondo globalizzato anche  gli esseri umani devono essere rapidamente spostabili come le merci. Opporsi? Non è previsto.
di Francesca Totolo
Partiamo dall’ultima trovata che arriva dalla Commissione Europea. I Paesi membri dell’Unione Europea che hanno mostrato più solidarietà nell’accoglienza dei migranti, come Grecia e Italia, saranno premiati dai fondi strutturali del prossimo budget UE 2021-2027. Chi invece si mostrerà refrattario a fare la sua parte a favore degli immigranti e sul rispetto dello stato di diritto, come Ungheria e Polonia, si troverà penalizzato. Continue promesse da Jean-Claude Juncker e Frans Timmermans, sempre disattese, che sembrano piuttosto voler colpire gli Stati Visegrad e l’Austria, rei di voler difendere gli interessi dei propri connazionali invece di aprire le frontiere agli stranieri indiscriminatamente.
Le dichiarazioni della Commissione Europea arrivano in seguito all’incontro pubblico del 16 aprile scorso voluto da George Soros. Durante il meeting, lo speculatore ungherese ha esposto le sue ragioni a Timmermans (Vice Presidente della Commissione Europea) contro il governo ungherese guidato dal Premier Viktor Orbán a proposito del pacchetto legislativo “StopSoros” che ha portato alla chiusura della sede della Open Society Foundations di Budapest e a quella, che sarà definitiva nel 2021, della Central European University fondata e finanziata dalla fondazione di Soros.

I legami di amicizia e stima personale che legano George Soros, Jean-Claude Juncker e Frans Timmermans sono chiari e noti da tempo. Lo stesso Vice Presidente della Commissione Europea parla di un rapporto che lo lega al magnate da più di vent’anni e di condividere il suo impegno a favore della “società aperta”. Come sono noti i pranzi informali, che si svolgono mensilmente a Bruxelles, dove i tre e Martin Schulz condividono le proprie opinioni e le possibili soluzioni da portare in Commissione.
L’Unione Europea, sembra seguendo le direttive del consulente George Soros, sta cercando di correre ai ripari a causa della crescente “minaccia populista” dilagante in ogni Stato membro, delle sempre crescenti percentuali di cittadini europei che chiedono lo stop all’immigrazione (ora il 78%), e in vista delle elezioni del 2019.
Gli eurocrati, quindi, sembrano sempre più convinti che si debba intervenire sulla questione migratoria per quietare l’opinione pubblica, ovviamente senza nessuna intenzione di arrestare il flusso costante e continuo grazie a opportuni accordi con i Paesi di origine e attraverso una seria ridiscussione della cooperazione internazionale.
Dal 2016, come sancito dal Migration Partnership Framework redatto dalla Commissione Europea e come suggerito dall’ispiratore degli Stati Uniti d’Europa, George Soros, la UE sta tentando di riprendere il controllo dei suoi confini e si sta impegnando nel costruire meccanismi comuni per proteggere le frontiere, per determinare le richieste di asilo e per trasferire i rifugiati.
Questo piano della Commissione Europea non è altro che un’ulteriore perdita di sovranità degli Stati membri; si parla della gestione centralizzata dei confini dell’Unione attraverso il rafforzamento del coinvolgimento delle agenzie europee, come Frontex e EUROPOL, che andranno di fatto a coordinare le autorità nazionali, di uffici della UE dislocati nei Paesi di transito per una comune amministrazione delle procedure delle richieste di asilo, e di una maggiore partecipazione delle organizzazioni del settore privato. Ovviamente nel piano, non potevano mancare i corridoi umanitari gestiti centralmente dalla Commissione Europea con ricollocamento obbligatorio negli Stati membri.
Quando tutte le operazioni comprese nel Migration Partnership Framework saranno implementate, l’Italia non avrà più nessun potere e controllo a proposito delle politiche migratorie. In cambio il nostro Paese forse riceverà due denari in fondi strutturali che saranno chiaramente destinati alla formazione e all’inclusione sociale degli immigrati arrivati.
E a livello internazionale non va meglio. Nel dicembre del 2018, sarà pubblicato il Global Compact on Migration, documento delle Nazioni Unite che segnerà un punto di svolta per l’immigrazione e traccerà le linee guida che le singole nazioni e l’Unione Europea dovranno seguire.
Possiamo affermare che il tweet pubblicato a Pasqua di IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), agenzia collegata alle Nazioni Unite, non promette nulla di buono.
Per IOM, “l’immigrazione è inevitabile, desiderabile e necessaria”. Quindi nessuna intenzione di intervenire, come si dovrebbe, nei Paesi di origine, perché l’immigrazione è un fenomeno auspicabile per l’occidente. Alla Boeri, insomma.
Il 4 aprile scorso, alti funzionari dell’Unione Europea e della IOM si sono incontrati a Bruxelles per discutere sui contenuti del futuro Global Compact on Migration. Il direttore generale dell’IOM, William Lacy Swing, ha dichiarato: “Abbiamo un’opportunità storica per costruire un sistema per la mobilità umana in cui le persone possano muoversi in sicurezza, legalmente e volontariamente, nel pieno rispetto dei loro diritti umani. Abbiamo particolarmente bisogno di fare progressi nell’affrontare il movimento dei migranti più vulnerabili con esigenze di protezione specifiche.(…) Siamo ottimisti sul fatto che con i leader dell’Unione Europea, raggiungeremo un accordo che fornisca un quadro unificante di principi comuni, degli impegni e di comprensione tra gli Stati membri su tutti gli aspetti della migrazione”.
Sono state pubblicate varie bozze sul futuro Global Compact on Migration, e sono perfettamente in linea con la nuova direzione, di sorosiana ispirazione, presa dalla Commissione Europea. Prenderemo in esame l’ultima versione stilata il 26 marzo scorso.
Già il preambolo svela il contenuto che sarà sviluppato nel documento: “Questo Global Compact esprime il nostro impegno collettivo a migliorare la cooperazione sull’immigrazione (il termine utilizzato è migrazione ma gli uccelli migrano, non le persone) internazionale. L’immigrazione ha fatto parte dell’esperienza umana nel corso di tutta la sua storia, e riconosciamo che è una fonte di prosperità, innovazione e sviluppo sostenibile del nostro mondo globalizzato. La maggior parte dei migranti di tutto il mondo oggi viaggia, vive e lavora in modo sicuro, ordinato e regolare. Ma la migrazione incide indubbiamente sui nostri Paesi in modo molto diverso e a volte in modi imprevedibili. È fondamentale che l’immigrazione internazionale ci unisca piuttosto che dividerci. Questo Global Compact definisce la nostra comprensione comune, le responsabilità condivise e l’unità di intenti in merito all’immigrazione in modo tale che funzioni per tutti”.
Nel Global Compact, si continua a parlare di canali legali per l’immigrazione. Le Nazioni Unite si impegneranno a migliorare la disponibilità e la flessibilità dei percorsi per l’immigrazione regolare, basandosi sulle realtà demografiche e globali del mercato del lavoro per “massimizzare l’impatto socioeconomico degli immigranti”. Ovvero i mondialisti delle Nazioni Unite continuano a spingere verso la costituzione di quello che Karl Marx ne Il Capitale chiamava l’esercito industriale di riserva.
L’obiettivo 8 riguarda molto da vicino l’Italia: “Ci impegniamo a collaborare a livello internazionale per salvare vite umane e prevenire morti e feriti tra i migranti, attraverso operazioni congiunte di ricerca e soccorso, raccolta e scambio standardizzati di informazioni. Per questo impegno dovremo sviluppare procedure e accordi sulla ricerca e il salvataggio con l’obiettivo primario di proteggere il diritto alla vita dei migranti che è negato dai respingimenti alle frontiere terrestri e marittime”.
Questo significa che le Nazioni Unite e l’Unione Europea non permetteranno, dopo l’introduzione del Global Compact, i respingimenti assistiti dei barconi partiti dalla Libia, punto inserito nel programma elettorale della coalizione del centro destra e sviluppato da Gianandrea Gaiani.
L’obiettivo 11 ”Gestire i confini in modo integrato, sicuro e coordinato” auspica dichiaratamente un coordinamento centrale delle frontiere, in piena sintonia con il piano europeo: “Impegno a gestire i confini nazionali in modo coordinato che garantisca la sicurezza e faciliti i movimenti regolari di persone, nel pieno rispetto dei diritti umani di tutti i migranti, indipendentemente dal loro status”. Quindi libero accesso a tutti i migranti, senza alcuna distinzione tra i reali beneficiari della protezione internazionale e i migranti economici.
Rafforzare la certezza e la prevedibilità nelle procedure di immigrazione” è l’obiettivo 12, e prevede la standardizzazione a livello internazionale delle metodologie riguardanti la gestione nazionale degli immigrati (identificazione, valutazione, assistenza, etc). Gli Stati avranno dei protocolli operativi forniti dalle Nazioni Unite, e non godranno più di nessun tipo di libertà nelle procedure di smistamento e riconoscimento degli immigrati.
La detenzione degli immigrati sarà usata solo limitatamente, e questo varrà sia al momento dell’ingresso sia nel procedimento di rimpatrio. Quindi in Italia, saranno pressoché aboliti i CIE (Centri di identificazione ed espulsione), mentre gli Hotspot e i CARA saranno regolamentati per non ledere i diritti degli immigrati che, come documentato, spesso fanno resistenze, anche violente, nelle procedure di identificazione.
L’obiettivo 16 prevede l’impegno dello Stato, che accoglie gli immigrati, di “promuovere società inclusive e coese”, riducendo al minimo le disparità, cercando di aumentare la fiducia dell’opinione pubblica a proposito delle politiche migratorie applicate e facendo comprendere ai cittadini che gli stranieri contribuiscono positivamente alla prosperità del Paese. Le famose “risorse” di boldriniana memoria.
E questi sono solo gli obiettivi più prevaricanti delle sovranità nazionali. Il Global Compact on Migration delle Nazioni Unite, al momento della sua sottoscrizione a fine anno, toglierà ogni tipo di libertà di azione ai governi dei Paesi di transito e/o di arrivo dei migranti. Tutte le procedure saranno standardizzate, realizzando in un prossimo futuro un occidente “no border” dove vigerà la libertà totale di mobilità delle persone oltre a quello delle merci.
E così sarà il vero globalismo voluto dal capitale, con gli orwelliani maiali della Fattoria degli animali al potere.

Dall’amministrazione Obama 9 milioni di dollari a Soros per destabilizzare l’Albania


Sono 32 pagine che inchiodano l’amministrazione Obama e l’Usaid (l’Agenzia governativa Usa che lavora per “sostenere la politica estera americana”nel mondo), mostrando i loro legami con George Soros nell’attività di destabilizzazione nei Balcani.

di Giampaolo Rossi  – – www.occhidellaguerra.it

In pratica si parla di 9 milioni di dollari con cui il Governo americano ha finanziato la campagna “Justice for all” in Albania, promossa da East West Management Institute legato a George Soros, con lo scopo di realizzare la riforma giudiziaria del governo socialista di Tirana.
Il documento è stato reso pubblico da Judicial Watch un’organizzazione conservatrice specializzata nel controllo delle attività governative.
Le 32 pagine sono state ottenute attraverso un FOIA (il Freedom Of Information Act che consente l’accesso ad atti del Governo) presentato nel 2017 contro il Dipartimento di Stato e l’Usaid, dopo che questi ultimi si erano rifiutati di consentire la visione dei documenti richiesti.

Tra il materiale è incluso un memo dell’Aprile del 2016 che rivela come l’Ambasciata Usa in Albania e la Open Society di George Soros abbiano finanziato un sondaggio realizzato dall’Ong albanese Idra Insitute, sul tema della giustizia nel paese.
Il sondaggio serviva a dimostrare che oltre il 90% degli albanesi appoggiavano la riforma giudiziaria voluta dal governo socialista in carica; riforma considerata illiberale dall’opposizione di centro-destra che arrivò a definirla “la Riforma Soros”.
In un secondo documento del 10 Febbraio 2017, il finanziamento a Soros parte direttamente dal Dipartimento di Stato che conferma come l’Open Society sia uno dei soggetti chiamati “a svolgere revisione tecnica per i progetti” che il Governo Usa finanzia in Albania e “valutarne la fattibilità e la non sovrapposizione con altre iniziative” di Istituzioni internazionali.
Tom Fitton, Presidente di Judicial Watch, si è chiesto se è lecito che un miliardario come George Soros “riceva i soldi dei contribuenti americani per portare avanti il ​​suo programma di sinistra radicale in patria e all’estero”.
In altre parole l’Amministrazione Obama ha finanziato Soros nelle iniziative che la sua Open Society ha svolto in Albania a supporto del governo socialista; governo il cui Premier Edi Rama è stato anche membro del Consiglio d’Amministrazione della Open Society albanese prima di diventare capo del Governo. Insomma un vero e proprio prodotto di laboratorio dell’élite mondialista .
Lo scandalo dell’ingerenza Obama/Soros in Albania è emerso con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, quando un gruppo di senatori repubblicani chiese al neo Segretario di Stato Tillerson di indagare sui fondi pubblici elargiti alla Open Society tramite l’Usaid, “per creare il controverso progetto strategico per la riforma giudiziaria in Albania”.

Soros anche in Macedonia

L’azione di infiltrazione nei processi democratici e nelle sovranità nazionali da parte di Soros non è limitato alla sola Albania ma è una strategia diffusa in tutti i Balcani.
Un anno fa abbiamo spiegato come tra il 2012 e il 2014 la Open Society di George Soros abbia stipulato un accordo con il Governo degli Stati Uniti di complessivi 5 milioni di dollari “per realizzare in Macedonia il Civil Society Project, il piano di democratizzazione della piccola nazione balcanica; progetto realizzato attraverso una serie di Ong e associazioni macedoni” tutte emanazioni del Partito della Sinistra macedone (SDSM) che nel 2015 scatenò la Rivoluzione colorata contro il governo conservatore eletto.
È curioso notare come la sinistra americana ed il sistema di potere legato a George Soros, che sono in prima linea nell’accusare la Russia di un’inverosimile ed ancora non dimostrata ingerenza nell’elezione di Donald Trump, siano in realtà coloro che hanno concretamente svolto attività di ingerenza nei processi democratici ed elettivi di molte nazioni europee. Accusare gli altri di ciò che si fa è una classica tecnica di depistaggio di cui Soros è un maestro.

Preso da: http://www.imolaoggi.it/2018/04/09/dallamministrazione-obama-9-milioni-di-dollari-a-soros-per-destabilizzare-lalbania/

I Governi finanziano George Soros e lui finanzia Migranti, Gender, Rom, Detenuti, Legalizzazione droga e Colpi di Stato nel mondo!

22 novembre 2017

Le Istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali sono Partners (finanziatori) della Open Society Foundation di George Soros. Governi, UE, ONU, OMS, UNESCO, UNICEF, e moltissimi altri enti, sono nella lista dei finanziatori.


Già con questa scandalosa e spudorata ammissione ufficiale bisognerebbe prendere atto dell’origine di moltissimi problemi nazionali e non. Ma andiamo oltre, nel nostro piccolo, per cercare di capire cosa ci fa con i soldi pubblici, George Soros e la sua Open Society Foundation. Aiuta i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli emarginati, le famiglie? NO! 
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia i ROM europei.
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia, secondo La Stampa, Il Giornale ed altri quotidiani, le principali ONG impegnate nel traffico di africani verso l’Italia, come Médecins sans frontières, Save the children, Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Proactiva Open Arms, Sea-watch.org, Sea-Eye, Life boat.

 La Open Society Foundation di George Soros avrebbe finanziato persino il Comune di Lampedusa per accogliere i migranti.
– La Open Society Foundation di George Soros ha finanziato il blog Fortress Europe di Daniele Del Grande, il presunto giornalista italiano imprigionato in Turchia (e poi liberato con tanta enfasi patriottica da parte di Alfano) che si occupa di flussi migratori in Europa.
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia la più potente organizzazione italiana di volontari delle carceri: Antigone.
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia le associazioni LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali)
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia Arcigay e i progetti GENDER nelle scuole.
E, per finire, la Open Society Foundation di George Soros, coi soldi pubblici, finanzia… i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli emarginati, le famiglie? Ancora e sempre: NO!
La Open Society Foundation di George Soros finanzia CILD, un’associazione italica che finanzia: lo IUS SOLI (allargamento della cittadinanza a tutti i migranti), i diritti dei detenuti, i diritti dei rifugiati, i diritti degli LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali), i diritti dei Rom, Sinti e Camminanti, la legalizzazione delle droghe.
Presunti e strani collegamenti indiretti anche tra la Open Society Foundation di George Soros e il Ministero della Giustizia italiano. Ci chiediamo, infine, come mai e perché Gentiloni si sia premurato ad accogliere George Soros, proprio lo stesso giorno in cui il Procuratore di Catania dott. Zuccaro, famoso per aver denunciato personaggi discutibili che finanziano le ONG che si occupano di traffici clandestini di migranti, era in audizione alla Commissione Difesa del Senato.
Ora capiamo meglio perché George Soros e le associazioni satelliti della sua Open Society Foundation, sarebbero state sfrattate dall’Austria, dichiarate non gradite dall’Ungheria e dalla Russia e considerate artefici di tutti i colpi di stato degli ultimi 25 anni, come avrebbe candidamente ammesso lo stesso Soros in Ucraina.
Fonte: http://www.liberascelta.eu/2017/10/21/governi-finanziano-george-soros-e-lui-finanzia-migranti-gender-rom-detenuti-e-legalizzazione-della-droga/
via Conoscenze al Confine

Preso da: http://www.complottisti.info/i-governi-finanziano-george-soros-e-lui-finanzia-migranti-gender-rom-detenuti-legalizzazione-droga-e-colpi-di-stato-nel-mondo/

George Soros ha collaborato, da nazista, all’Olocausto

George Soros ha collaborato, da nazista, all’Olocausto
Quando i nazisti occuparono Budapest nel 1944, il padre di George Soros era un avvocato ebreo di successo, viveva su un’isola nel Danubio e amava andare al lavoro in barca. All’avvento di Hitler, saputo che gli ebrei erano in pericolo, fece giustamente di tutto per proteggere la sua famiglia. Comprò documenti falsi e dopo aver corrotto un funzionario di governo fece passare la sua famiglia da ebrea a cristiana.
Il giovane George Soros, che aveva all’epoca 14 anni, da neo-cristiano, mentre godeva del privilegio dell’immunità, vide centinaia di migliaia di ebrei ungheresi mentre venivano deportati nei campi di sterminio. In coincidenza con questi fatti, George Soros trovò lavoro, venne assunto in un ufficio che si occupava della confisca delle proprietà ebraiche.
Stralcio dell’intervista rilasciata da George Soros al programma “60 Minutes”. Si tratta di un programma televisivo di attualità, trasmesso dal network televisivo statunitense CBS diretto da Steve Kroft. Durante l’intervista, sullo schermo alle spalle venivano trasmesse immagini e filmati d’epoca, che mostravano gli ebrei marciare in fila e un uomo che trascinava un bambino tra la folla:
Kroft: Queste sono immagini del 1944 di quello che è successo agli amici e vicini di George Soros:
lei è un Ebreo ungherese scampato all’Olocausto fingendosi cristiano e ha visto un sacco di persone mentre venivano deportate nei campi di sterminio.

Soros: Proprio così. Avevo 14 anni. E direi che è proprio in quei momenti che si è formato il mio carattere.
Kroft: Come?
Soros: Capisco che dobbiamo sempre riflettere, comprendere e anticipare gli eventi, soprattutto quando si è minacciati, all’epoca era in atto una minaccia enorme… voglio dire, è stata un’esperienza molto personale del male.
Kroft: Capisco che sia riuscito a salvarsi grazie a certe protezioni.
Soros: Sì. Sì.
Kroft: Cioè, ha evitato la loro stessa sorte e ha contribuito a confiscare i beni degli ebrei.
Soros: Sì. E’ vero. Sì.
Kroft: Voglio dire, è… suona come un’esperienza che sarebbe potuta finire in un ospedale psichiatrico per la maggior parte delle persone. E ‘difficile?
Soros: Niente affatto, niente affatto, forse perché quando sei un ragazzo, non vedi il quadro completo, ma per me non è stato un problema.
Kroft: Nessun senso di colpa?
Soros: .
Kroft: Per esempio: “Sono ebreo e sto lì a guardare queste persone? Potrei anche essere finito come loro? Dovevo essere lì. Niente di tutto questo?”
Soros: Beh, naturalmente sarei potuto essere dall’altra parte o potrei essere tra coloro i cui beni ho confiscati. Ma non c’è alcun senso a teorizzare su questo ora, perché è come il mercato, se non l’avessi fatto io, qualcun altro l’avrebbe fatto comunque. Io ero solo uno spettatore in quella situazione, quando la proprietà veniva confiscata: Siccome non ero responsabile non avevo alcun senso di colpa.
Naturalmente, molti di noi sono a conoscenza di azioni molto dubbie commesse da Soros durante l’occupazione nazista, anzi, in questo blog abbiamo trattato più volte coinvolgimenti e traffici del personaggio. Le dichiarazioni rese in questa intervista ci mostrano una personalità in grado di perdonarsi tutto “se non l’avessi fatto io, qualcun altro l’avrebbe fatto comunque”
Tutto questo indica che Soros, definito “Un Filantropo” dal Corriere della Sera e da molti media, non ha una coscienza che gli suggerisca la differenza tra bene e male, una mancanza di consapevolezza che si dice sia comune nei sociopatici.
Se qualcuno non dovesse crederci ecco un parte dell’intervista sopra citata, dove è proprio Soros a parlarne:
Luciano Bonazzi
Fonti>
-http://www.cbsnews.com/60-minutes/
-http://www.snopes.com/george-soros-ss-nazi-germany/
-http://www.yadvashem.org/
-http://katehon.com/
-http://www.thedailybeast.com/

La macchina sovversiva di Soros esposta al pubblico

Lo speculatore globale ha fatto il lavaggio del cervello a un’intera generazione. Legioni di giornalisti e movimenti comprati in una raffinata manipolazione di massa
10 maggio 2017

 

di Phil Butler.
Molti esperti politici sono consci della forte influenza esercitata dal miliardario George Soros. Ma ormai anche i cittadini comuni associano il suo nome al controllo e alle speculazioni di borsa. L’uomo dietro il caos anti-Trump, l’oligarca dei fondi speculativi, il bizzarro filantropo: Soros è l’equivalente del dottor Male nel mondo reale. Ma, fino ad ora, le sue macchinazioni sono state generalmente tollerate, e il mondo non è riuscito a vedere chiaramente quanto i miliardi di Soros abbiano portato miseria e sofferenza a un miliardo di persone.
Un mio collega, l’analista politico olandese Hoger Eekhof, recentemente mi ha telefonato in preda ad un forte stato di incredulità. Me lo ricordo esclamare al telefono, qualche tempo prima: “Phil, fughe di notizie dalle organizzazioni di Soros confermano la sua complicità nel controllo delle politiche europee!“. Dopodiché, essendo lui stato sulle tracce di Soros per qualche anno, sono stato ansioso di sapere cosa aveva scoperto. Sorprendentemente, sembra che le prove schiaccianti su Soros e la sua Open Society Foundations si trovino alla luce del giorno, tra alcune recenti intercettazioni su DC Leaks delle ONG del miliardario. Di sicuro alcuni lettori saranno stupiti nel non trovare da nessuna parte queste intercettazioni [in inglese] nei media mainstream. Le rivelazioni che ne derivano sono talmente sconvolgenti che non so da dove cominciare a raccontare: forse è meglio iniziare con Soros che si compra i media europei!
Edizione straordinaria! Soros paga per le elezioni europee!
Uno dei documenti (PDF) tratti dal fiume di intercettazioni su DC Leaks riguardanti l’OSIFE (Open Society Initiative for Europe) spiega in dettaglio i programmi e i piani per influenzare le elezioni europee del 2014. Non solo: il documento fornisce le quantità di denaro e i relativi beneficiari che l’ungherese pagò per “creare” la politica d’Europa e gli uomini politici per attuarla. Tra i programmi citati, uno in particolare mi ha sconvolto da giornalista e analista mediatico: l’ente non profit EUobserver è stato creato e finanziato da Soros per “comprare” i media europei. Cito dagli obiettivi del programma:
Questo progetto usa le notizie per incoraggiare il dibattito su come i valori della società aperta siano minacciati durante la corsa alle elezioni europee. Gli argomenti includono il sorgere dello “hate speech” [“discorsi di odio”] da parte dell’estrema destra europea, l’uso crescente di retorica dell’intolleranza dei politici mainstream, e l’aumento dei crimini legati all’odio nelle strade d’Europa. EUobserver ha reclutato giornalisti locali esperti per assistere agli eventi legati alle campagne elettorali, per condurre interviste e scrivere editoriali di alto livello in 16 Stati. Con questa strategia di infiltrarsi nel giornalismo locale, EUobserver è stato in grado di indicare i preoccupanti trend internazionali, piuttosto che limitarsi a riportare incidenti isolati. Hanno pubblicato un totale di 128 articoli nel periodo che va da febbraio a maggio 2014.
Ciò significa che Soros ha finanziato il piano dell’EUobserver con 130.922 dollari, permettendo la pubblicazione di 128 influenti articoli che sono stati poi letti in tutto il Continente. Approssimativamente si parla di 1000 dollari per articolo, che è abbastanza per influenzare il 90% dei giornalisti europei di mia conoscenza. Il documento arriva a definire l’area territoriale per cui questi articoli sono stati intesi, che include: Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Romania, Svezia, Olanda, Polonia e Regno Unito. L’acquisto di spazio mediatico da parte dell’EUobserver è stato esteso ad ulteriori 32 articoli, sempre a 1000 dollari l’uno, nel periodo immediatamente precedente le elezioni. Analizziamo questi dati.
La Open Society Foundations ha finanziato l’EUobserver per “reclutare un network di giornalisti indipendenti nelle capitali europee allo scopo di evidenziare l’impatto di queste politiche e sottolineare importanti eventi locali“. Questo aspetto del controllo e della manipolazione dei media è stato finanziato con 75mila dollari, ma non c’è indicazione su quanti giornalisti siano stati effettivamente reclutati.
Attizzare l’inquietudine marginalizzata dei giovani
Per quanto inquietanti siano queste rivelazioni di DC Leaks sulla corruzione dei media, la manipolazione sociale da parte delle varie ONG di Soros è scioccante. All’interno dello stesso documento trapelato dalla Open Society Foundations, è mostrata chiaramente la “assunzione” e manipolazione delle politiche neo-liberali. Un altro programma finanziato dalla Open Society è stato quello dell’European Alternatives, nello specifico la branca italiana. Questo aspetto ha come obiettivo di “amplificare le voci di coloro che si trovano lontani dai centri di potere europei, includendo chi si trova in situazioni vulnerabili, come migranti e giovani“. Attraverso una serie di meccanismi di supporto, Soros ha cercato di convertire la gioventù italiana, la comunità LGBT [Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender] e praticamente ogni gruppetto anti-conservatore su cui riuscisse ad arrivare, tramite l’uso di “humour e satira” dei media. È stata creata una entità web, Voice of the Voiceless EU, ora non più attiva. È qui che vediamo Soros utilizzare le armi affilate dei segmenti più esuberanti e aggressivi della società. Voice of the Voiceless si è trasformata in un movimento molto più ampio che si è ora trasferito nei media, nelle università e più in generale nella società europea. Lo European Youth Portal [in inglese] è un meccanismo per la standardizzazione degli ideali giovanili.
Questo aspetto della macchinazione di Soros è parecchio brillante. Ciò che potrebbe sembrare un supporto dal basso per movimenti legati all’attivismo LGBT e ai matrimoni omosessuali, è in realtà nient’altro che una delle tante ricette preparate da gente come Soros per deviare i giovani nel pentolone del globalismo ultraliberale. Fuor di metafora, Soros ha fatto il lavaggio del cervello ad una generazione vulnerabile affinché credesse in ideali e obiettivi anti-conservatori. La gioventù di Europa e Stati Uniti sarebbe potuta essere predisposta, in caso contrario, a ideali di estrema destra, per esempio. Ma il denaro di Soros è giunto fin nel profondo della sottocultura delle organizzazioni giovanili, e la sua “macchina” è molto più potente di qualsiasi altro segmento.
Controlliamo la società – Controlliamo la vostra cultura
Devo ammettere di aver sottovalutato quanto realmente potente sia George Soros. Scoprire la profondità e l’ampiezza del machiavellismo di Soros nelle intercettazioni di DC Leaks è stata una rivelazione sconvolgente. Sì, le intercettazioni dimostrano inequivocabilmente che io e i miei colleghi avevamo sempre avuto ragione. Ma non vogliamo nessun premio: queste rivelazioni dimostrano anche quanto poco si sappia delle macchinazioni di Soros, delle sue connessioni, nonché da dove derivi questo immenso potere. Non si può sbagliare: nessuno potrebbe nasconderlo così bene, eppure.
Un altro programma fondato con quasi 300mila dollari dalla Open Society fu il cosiddetto “Radical Democracy for Europe“. Ancora una volta cito direttamente dai documenti: questo programma nacque
“per coinvolgere la comunità di media-making creativo (tra cui artisti video e d’animazione) nel dibattito sulle elezioni e sulle politiche europee, in linea con gli obiettivi generali della Open Society, connettendosi ai social network e alle piattaforme digitali e usando i film come uno strumento di incremento della consapevolezza, allo scopo di raggiungere un’ampia audience e massimizzare l’impatto”.
Leggendo questo passaggio è facile immaginarsi George Soros come il “Grande Fratello” di Orwell. La lista di programmi e di obiettivi per sovvertire e incanalare il libero pensiero coerentemente con gli ideali di Soros è lunghissima. Alcuni degli altri programmi erano:
  • Elezioni Europee 2014: contrastare il sorgere dello “hate speech” – Questo ha aiutato ad uniformare la comunità LGBT, i Rom e le donne in uno strumento politico manipolabile
  • La campagna internazionale #DON’TmasturHATE – Questa iniziativa della Open Society di Bratislava illustra come gli sforzi dal basso sono stati creati per contrastare i punti di vista opposti
Gli sforzi volti ad influenzare le elezioni europee si sono spinti al punto di raggiungere, nella sfera digitale, segmenti di società in precedenza irraggiungibili. Attraverso la creazione e manipolazione di app e altri strumenti tecnologici, Soros cerca di “acchiappare” chiunque possa sostenere i suoi obiettivi. Da piccoli programmi come iChange Europe a innovazioni come Vote Match Europe, gli scagnozzi di Soros hanno impiantato sistemi di controllo in ogni angolo dell’Unione. SPIOR in Olanda, Transparency International in Lettonia, l’European Youth ForumMigrant Voice. la lista di strumenti dell’Open Society per influenzare le elezioni del 2014 è impressionante. Soros ha lanciato una campagna di massa per trasformare l’Europa con queste elezioni. Ciò che mi sconvolge è che ha poi effettivamente raggiunto questi obiettivi preliminari. Tre anni dopo l’Europa è un pentolone politico pronto a bollire.
Il quadro generale
Altri documenti dell’archivio “Soros” di DC Leaks dimostrano inequivocabilmente che il miliardario è il vero “cattivo” nell’attuale catastrofe europea. Quantomeno, è il più potente tra gli antagonisti visibili. C’è ampia evidenza che George Soros sia l’architetto e il dittatore dell’intera situazione migratoria che sta distruggendo l’Europa. Attraverso meccanismi di controllo acquisiti o influenzati ad ogni livello, non è irragionevole pensare che Soros diriga le leadership dell’Unione Europea alla stregua di un burattinaio. Ogni dogma, obiettivo, retorica, tono, e direzione della documentazione dell’Open Society che DC Leaks ha svelato mette le attività di Soros al centro del reticolo. Da Medici Senza Frontiere a misconosciute organizzazioni come la Federazione delle Organizzazioni Greche per Persone con Disabilità, Soros fa leva su qualsiasi cosa e qualsiasi persona capace di aiutarlo nei suoi obiettivi.
In prospettiva più ampia, la fondazione di Soros ricorda più un’organizzazione di stampo mafioso che una tipica struttura affaristica o filantropica. All’interno di queste intercettazioni ci sono prove che suggeriscono che Soros eserciti influenza non solo su leader come Angela Merkel e le sue controparti dell’Est Europa, ma anche sulle organizzazioni deputate alla mediazione dei conflitti. Dall’OSCE ad un’ampia gamma di cosiddette “ONG dei diritti umani”, Soros si comporta come una specie di “Padrino”. Le sue offerte, che nessuno sembra capace di rifiutare, ora si estendono molto più in là della mera offerta di denaro. Posso solo immaginare il livello di ricatto e di bullismo che un uomo come Soros può esercitare. Oggi, ogniqualvolta un governo minaccia dissenso contro il movimento liberal-globalista, Soros raduna (ad esempio: OSCE e ONG contro l’Ungheria) un potentissimo esercito di collaboratori.
Noi continueremo ad analizzare e studiare questi documenti di DC Leaks riguardanti Soros, e ne scriveremo. Non so da dove cominciare ad esprimere la mia sorpresa sulla poca risonanza mediatica di queste intercettazioni. Forse, come noi, altri analisti sono stati impegnati a seguire le faccende legate alla candidatura e all’elezione di Donald Trump. Ciò che si delinea sempre più è l’enigma chiamato George Soros, un uomo che esercita un’influenza tremenda sulle nostre vite.
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Articolo di Phil Butler pubblicato su New Eastern Outlook il 19 aprile 2017
Traduzione in italiano a cura di barg per SakerItalia.it
 

Dalla Libia alla Siria, la strana storia di un giornalista free-lance finanziato da George Soros

Dalla Libia alla Siria, la strana storia di un giornalista free-lance finanziato da un miliardario

I media mainstream italiani stanno dando grande enfasi in queste ore alla storia eroica di Gabriele Del Grande, 35 anni, giornalista mai iscrittosi all’Ordine dei Giornalisti italiano, originario di Lucca. E’ stato fermato in Turchia nella provincia sud-orientale di Hatay, al confine con la Siria e sarà espulso dal Paese. Fonti giornalistiche occidentali affermano che Del Grande sia stato preso in consegna dalle autorità turche perché sprovvisto del necessario permesso stampa, senza il quale non puoi esercitare come giornalista. Ma, forse, c’è dell’altro…
Un free-lance e un magnate
La fiaba di un free-lance idealista e di un magnate filantropo
Bisogna infatti sapere che Del Grande, che deve la sua popolarità ai flussi migratori, gestisce il blog Fortress Europe, creato nel 2006 come “osservatorio sulle vittime della frontiera”, il quale è stato finanziato nientemeno che dalla Open Society Foundation del miliardario George Soros. A confermarlo è anche la Agenzia Giornalistica Italiana (AGI) ma basterebbe navigare sul sito di Soros per scoprirlo (vedi). La Open Society Foundation è un ente che – stando anche a WikiLeaks – oltre a lucrare sull’emigrazione di massa, finanzia i partiti politici anti-russi e favorevoli all’Unione Europa, e gestisce una rete di think tank atti a influenzare l’opinione pubblica a favore del globalismo. In modo particolare Soros è ritenuto vicino ai movimenti eversivi filo-imperialisti, protagonisti ad esempio del colpo di stato fascista in Ucraina e delle cosiddette “primavere arabe” che hanno destabilizzato la Libia e la Siria facendo esplodere il dramma dei profughi. Insomma: con questi sponsor Del Grande non è propriamente l’immagine del free-lance indipendente e idealista di cui si parla e già nel 2013 la Radiotelevisione pubblica della Svizzera Italiana gli dava ampio spazio (link).
Prima di affrontare la guerra siriana questo strano free-lance ha raccontato il conflitto libico accusando i giornalisti della sinistra anti-imperialista di raccontare il falso: fra le vittime dei suoi anatemi non solo Valentino Parlato de “Il Manifesto”, ma anche “TeleSur”, il canale Tv latinoamericano promosso dal Venezuela di Hugo Chavez, definito in sostanza come poco affidabile. Insomma: solo Del Grande sapeva quello che accadeva davvero in Libia ed era naturalmente la solita retorica mielosa di una presunta rivolta di popolo per la libertà e la democrazia, senza alcuna ingerenza neo-coloniale estera. Basta vedere cosa è la Libia oggi per capire quali interessi rappresentava in realtà questo giornalista. Ma andiamo a leggere quale era l’accusa che Del Grande rivolgeva al governo libico di Muammer Al-Gheddafi: “l’unica forma di opposizione interna negli ultimi decenni è stata quella dell’islam politico. Represso durissimamente dalla dittatura!”. In pratica l’aver contrastato con forza il terrorismo di matrice islamista sarebbe stato …negativo!
Del Grande davanti a una bandiera dell'insurrezione filo-atlantica in Siria
Del Grande davanti a una bandiera dell’insurrezione filo-atlantica
Ma questa uscita quasi simpatetica nei confronti dell’eversione islamista non è una gaffe… in altre occasioni il nostro strano free-lance si è espresso in termini ambigui, tanto che sembra, secondo voci per ora non confermate, che il suo fermo sia avvenuto mentre tentava di entrare illegalmente in territorio siriano dalla Turchia in compagnia di miliziani jihadisti. Del Grande, in effetti, ha più volte parlato dell’aggressione ai danni della Siria come di un movimento “rivoluzionario” e ha definito i terroristi come dei “partigiani”. In un suo testo è arrivato persino a descrivere la bandiera nera delle bande armate integraliste come un “simbolo dell’internazionalismo islamista” (sic!) arrivando a spiegare che molti terroristi “sono venuti semplicemente per seguire un grande ideale di solidarietà con la comunità musulmana sunnita siriana, a cui sentono di appartenere al di là delle frontiere”. Solidarietà sì, ma per rovesciare un governo laico, instaurare un regime di terrore estremista dedito alle decapitazioni? Non mancano foto che lo ritraggono con la bandiera dei ribelli siriani, quelli armati dagli Stati Uniti, mentre fa il segno della vittoria. Anche qui: più che un reporter super partes, appare come un militante ben addentro a una dinamica di guerra.
“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono” diceva Malcolm X

I ROTHSCHILD CONTROLLANO LA CORTE INTERNAZIONALE DELL’AIA

Pubblicato da

I Rothschild controllano anche Ministeri della Giustizia nei paesi occidentali.
Hanno fondato la Corte Internazionale dell’AIA per giudicare le nazioni che si oppongono a loro.
Ecco perche’ sono stati puniti i serbi.
Piu’ di recente sono stati giudicati  innocenti Gotovina e Markac o il politico kosovaro Haradinaj durante la guerra in Jugoslavia mentre il generale serbo Tolomir veniva condannato all’ergastolo..
La sentenza sono dei crimini del tribunale corrotto.
Milosevic e’ stato assassinato dall’AIA ed il tribinale  non aveva alcuna prova contro di lui.

Le tensioni di un processo stressante di 5 anni in conbinazione con il trattamento medico inadatto per il suo cuore   indebolito alla fine lo uccisero.
Vojislav Seselj presidente del partito radicale serbo e’ stato detenuto senza processo presso il Tribunale dell’Aia per 10 anni.
James Bissett, ex-ambasciatore canadese ha affermato che George Soros, agente Rothschild, ha finanziato il Tribunale Internazionale dell’Aia. Cio’ significa che i serbi sono stati processati dallo stesso uomo che li ha attaccati.
La famiglia Rothschild dovrebbe essere accusata dei ,mali che ha causato ma e’ impossibile
con una giustizia corrotta.

Fonte :
http://vol370.blogspot.it/2017/01/1301-jacob-rothschild-est-coupable-de.html
foto : Vojislav Seselj
via No a Massoneria a Macerata
Preso da: http://www.complottisti.com/i-rothschild-controllano-la-corte-internazionale-dellaia/

David Icke: gli inganni pacifisti di Avaaz e le organizzazioni degli Illuminati

30 marzo 2017.

La menzogna del global warming, la falsa ‘Primavera Araba’, il programma del “dio Salvatore dei prescelti”…

Una vecchia newsletter di David Icke del 17.6.2012, di cui avevo già fatto la traduzione anni fa. Visto i repetita della storia nel presente, forse è una utile e interessante rilettura…
La prima parte QUI

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In cosa si differenzia la storia del Cristianesimo e del Giudaismo e degli eletti salvati dal “Signore”? In niente. A parte il nome e la fonte del salvatore.
Vogliono che il mondo sai “bello”’, almeno la maggior parte di loro e quindi cercano di prendersi in giro credendo che così sia o che in quella direzione si stia andando grazie alle nuove istituzioni umane illuminate e quei gruppi che  in tal senso fanno le loro campagne. Questo finisce col metterli  per bene nella mani di organizzazioni che dicono loro quel che costoro vogliono sentirsi dire o fanno campagne che seguono questo sistema di credo e una precisa visione del mondo.

Tra le legioni di queste organizzazioni collegate agli Illuminati , c’è la Fondazione AVAAZ (avaaz significa “voce”) con sede a Manhattan, che promuove la menzogna sul cambiamento climatico provocato dall’uomo e al momento sta chiedendo intervento straniero in Siria [ricordo che il tutto fu scritto nel 2012] in linea con cio’ che la Cabala Globale vuole intensamente che accada.
La Direttrice della campagne di Avaaz, Alice Jay, avrebbe potuto essere qualsiasi portavoce NATO quando ha detto:

‘Dozzine di bambini sono ricoperti di sangue, i loro volti mostrano  la paura che hanno provato prima di morire e i loro corpi innocenti senza vita rivelano un inspiegabile massacro. Questi bambini sono stati massacrati da uomini che hanno ricevuto il severo ordine di seminare terrore. (…) Ora, governi in tutto il mondo stanno espellendo ambasciatori siriani, ma a meno di non fare una forte azione sul territorio, per questi diplomatici stabiliranno mezze misure… (…) Per fermare questa violenza …(—) firmate l‘urgente petizione nel  diritto di chiedere l’azione ONU ora e diffondete questa campagna”

Avaaz fece simile cosa, della serie… “mandate i ragazzi a bombardarli” promuovendo la campagna in Libia. Avaaz è stata co-fondata da organizzazioni chiamate Res Publica e MoveOn.org, i fronti del “piu’ potere alle persone” fondati da George Soros, agente miliardario dei Rothschild

Avaaz gode di notevoli sponsorizzazioni al punto da aver pagato il suo presidente 180.000 dollari nel 2010 ed opera in 30 Paesi, 15 lingue, ha uffici a New York, Rio de Janeiro, Delhi, Madrid e Sydney e dice di avere 13 milioni di membri. Una bella fetta per una organizzazione che inizio’ dal “nulla” nel 2007.
L’Organizzazione è strettamente legata, condividendo lo stesso edificio, al promotore e co-fondatore e compagno della agenda cabalistica Res Publica, che organizzo’ una campagna intitolata ‘Darfurian Voices, 24 Hours for Darfur’. Questa era in sostegno al progetto USA-Israele relativo al Sudan, sebbene come sempre fosse stato promosso come azione umanitaria.
Si noti l’enfasi sulla parola e tema “voce”. L’idea è prendere per i fondelli le persone facendo loro credere che si stia dando loro voce mentre, allo stesso tempo, si scrive un copione per quale tipo di voce la Cabala vuole che sia veicolata e per quali eventi vuole accadano.
La Cabala manipola la sofferenza umana e poi usa la scusa per imporre la sua volonta’ per “fermare la sofferenza”. La campagna per il Sudan di Res Republica è stata sponsorizzata da Avaaz; l’Open Society Institute di George Soros, che è stato coinvolto nel creare a tavolino false “rivoluzioni della gente” nell’Europa dell’Est e nel medio Oriente e dal National Endowment for Democracy (NED – sovvenzioni nazionali per la democrazia…), collegato a e sponsorizzato da Soros.
Circa la meta’ dei direttori di NED sono membri del Rothschild-Rockefeller Council on Foreign Relations, che è stato enormemente influente nel dirigere  la politica estera degli USA dal 1920. Un altro partner nella campagna Sudan di Res Pubblica è il Dipartimento di Stato USA.
Ci sono molte di queste organizzazioni collegate ai network Rothschild/Soros networks, che promuovono i loro interessi sotto la copertura di “diritti umani”, ‘salvare il pianeta’ e ‘intervento umanitario’. Ma, e questo è il punto relativamente a questo articolo, il fine naif della New Age e di quelli che io chiamo Robot Radicali della sinistra politica non hanno idea di quel che si cela dietro queste ”realta’ perché non vanno mai ad investigare quel che non possono concepire – o immaginare che stia accadendo.
Un membro naïf di Avaaz citato sul suo sito dice:

‘Avaaz è la voce di milioni che vogliono pace, giustizia e democrazia ma che si sentono soli, preoccupati ed impotenti per cambiare un sistema cosi vasto … mi piace partecipare in giustizia uguaglianza  con tutti i miei amicii Avaaz, piu’ di 13 milioni”

Devo piangere o ridere?
Il movimento new age in occidente ha sfornato materiale dalle credenze religiose dell’oriente e ha acutamente incluso le credenze  e le pratiche di antiche culture e popoli native sparsi per il mondo.
Ma di nuovo, con rispettabili eccezioni individuali, molti di questi credi sono in distorsione temporale. Sono rimasti fissi e non si sono mossi per riunire il meglio dal passato con il meglio delle nuove rivelazioni e intuizioni odierne.
Una guida turistica nativa peruviana, che ho incontrato, mi ha detto che i suoi maggiori clienti erano New Agers dall’America e potevo capirlo perchè  piu’ o meno ogni 10 minuti parla di luoghi sacri e di ley lines e di ringraziare lo spirito della terra in religiosa reverenza. Sicuramente si beano di questo..

Sono l’ultimo a dire che tali luoghi e centri di potere e linee di forza che li uniscono, non esistono, ma è tuttavia una trappola della mente se si arriva a questo punto e poi ci si ferma.
La guida peruviana chiedeva il permesso di entrare in questo  o quel posto, ogni volta che incrociavamo antiche strutture dedicate alla supposta aperture del ventre di Madre Terra. Ma queste pigne di pietre  e di “entrate” un tempo erano terra aperta  dove ognuno poteva andare senza essere disturbato senza bisogno di chiedere permesso tutte le volte alla Madre Terra o ringraziandola soffiando su 3 foglie di coca riposte con attenzione o facendo qualsiasi altra cosa il rituale richiedesse.
La ragione per cui queste cose vengono ancora fatte oggidi’, è semplicemente perchè un gruppo di nativi ha deciso ad un certo punto che dovessero essere fatte, cosi’ hanno costruito delle strutture o rocce di entrata o colonne per assecondare il loro sistema di credo..
E’ lo stesso principio per cui oggi i Cristiani continuano a credere cio’ che fu deciso al consiglio di Nicea nel 325AD dove un imperatore romano che adorava il sole, dopo grandi file e risse tra i riuniti in assemblea… decretò il sistema di credo ufficiale cristiano.
Osservavo per un po’ questa continua insignificanza rituale ed era chiaro che stavo vedendo all’opera un’altra religione, con le stesse modalita’ di tutte le altre. La differenza è che i New Agers e i seguaci di usanze e credi nativi, si suppone abbiamo rifiutato la religioni (la New Age)  o abbiano una diversa fede rispetto alle religioni mainstream.
Le chiese della Cristianita’, le moschee dell’Islam, e le sinagoghe del Giudaismo diventano le colonne e le pietre di una entrata artificiale in una terra sacra (terra consacrata nella Cristianita’: la stessa faccenda). Il Dio e Gesu’ della Cristianita’, l’ Allah e Maometto dell’Islam, e Yahweh e Mose’ del Giudaismo diventano la Madre Terra e gli spiriti della Terra…
C’è la stessa riverenza, lo stesso rituale, la stessa riverenza e a mio avviso le stesse palle.
Non fraintendetemi ora. Non sto dicendo che la Terra non ha  una Coscienza..  In ben pochi abbiamo detto durante questi anni che tutto ha coscienza e quindi anche il pianeta deve averla. Neppure sto dicendo che una espressione della Coscienza Infinita non dovrebbe essere rispettosa dell’altra o che non ci sono luoghi sulla terra che sono particolarmente potenti da un punto d vista energetico e dove possono avvenire dei collegamenti incredibili. Non è questo che voglio dire.
Sto evidenziando tutto il rituale ereditato e costruito, stronzate e ossequiosa reverenza, che sono all’opera mentre noi siamo lo Spirito della Terra, poiché noi siamo tutto quello che é, è stato e sara’
Sto mettendo in discussione tutta l’insignificanza, il nonsenso che si accompagna a questi rituali, come quello di “pulire la tua aura” con del fumo o della roba che puzza e tutto l’armamentario di cio’ che è come un’altra religione.
Ho letto sui rituali dei Nativi Americani con la ruota di medicina e, ad essere onesto, mi è sembrato come il protocollo (rituale) di quando si deve incontrare la regina o andare in chiesa. Alle persone viene detto che si devono “fumigare” con del fumo di salvia prima di iniziare a rimuovere “energie in squilibrio ed interferenze”.
Ho visto molte persone con tutte queste cose in abbondanza che si sono fatti le fumigazioni ma non posso dire di aver notato una differenza nella scala della loro “energia in squilibrio ed interferenze’. Ho fatto io stesso le fumigazioni e mi sono preso una zaffata della roba “odorante” per vedere cosa accadeva ed avevano anche  un buon odore., sebbene qualcuno di questi veniva diffuso con bottiglie di plastica che avranno buttato un po’ di sostanze chimiche dentro l’odore sacro. Ma… tutto questo è necessario per il nostro collegamento con cio’ che c’è la fuori?  Niente affatto.
Il protocollo della cerimonia della ruota di medicina evidenzia in modo rilevante che l’usanza delle fumigazioni di salvia,  “non è diverso dall’incenso usato nelle chiese”:
‘Dopo la fumigazione, quelli che sono riuniti procedono in fila verso al ruota di medicina. Entriamo nel portale ad una delle direzioni cardinali: di solito attraverso una delle direzioni  che sono in relazione alla stagione dell’anno. Prima di fare un passo nella Ruota, ognuno si fermi, alzo le braccia, ruoti in modo orario verso il sole e dica, “Tutte le mie relazioni” …
La mia filosofia è : “ fai quel che vuoi fintanto che non lo imponi ad altri”  Ma non dovremmo andare oltre tutto questo proprio ora? Per quanto ancora andremo avanti a ripetere i rituali degli antichi e quelli molto meno che antichi, di solo qualche centinaio di anni fa? Come quelli degli Inca Peruviani? Questo era il loro sistema di credo e modo di fare le cose… buona sorte a loro, ma non deve essere per forza il nostro.
Alcuni Nativi, come Chief Raoni della tribu’ brasiliana dei Kayopo, inserisce dei dischi nelle labbra  che progressivamente fanno sporgere sempre piu’ il labbro inferiore  . “Baciami adesso” cosi’ è fuori dal programma …  Ma e’ necessario? Certo che no. E’ solo una usanza ed un rituale che ripete i sistemi di credo delle generazioni precedenti (sempre piu’ ripetute).
Anni fa andai a Londra per vedere un evento che vedeva coinvolti dei Nativi dalla Colombia, che dicevano che stavano compiendo una antica profezia che diceva loro che dovevano scendere dalle loro montagne e parlare al mondo in un tempo di grande trasformazione. Questo sembrava molto interessante.
Ma la serata consistette prima di tutto in un gruppo di New Agers britannici che fecero un rituale di apertura in cui un uomo era nel centro con una grande spada di qualche antiquario (ma non si facevano per ammazzare la gente?) e che tenne nell’aria mentre a turno guardava verso nord, sud, est e ovest. Anche all’audience veniva chiesto di rivolgersi alle stesse sue direzioni.
Il resto della serata consistette nel vedere il nativo colombiano star seduto in silenzio sul palcoscenico facendo qualcosa con un tessuto colorato a cui attaccavano perline colorate. Come osservo’ il mio amico artista, Neil Hague, sembrava che stessero facendo delle pizze.
Ecco cosa accadde nel “parlare al mondo in un tempo di grande trasformazione’
Non viviamo piu’ in tempi antichi e dobbiamo renderci conto del modo in cui comunichiamo le informazioni e ci occupiamo delle cose. Se non lo facciamo, il potere, la chiarezza e la efficacia di quella comunicazione sara’ diluita e persa in una messa di rituale irrilevante, in abitudini e discorsi antichi-
-fine seconda parte
by D. Icke, www.davidicke.com
traduzione di Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

Preso da: http://www.complottisti.com/david-icke-gli-inganni-pacifisti-avaaz-le-organizzazioni-degli-illuminati/

George Soros, l’uomo che paga ​l’invasione dell’Europa

Gli amici degli scafisti: il magnate investirà 500 milioni nelle ong per creare una flotta di navi per salvare i migranti