Sostenere il governo USA “senza saperlo”: il grave esempio di “Avaaz”

18 febbraio 2012
L’associazione non governativa “Avaaz” sta spopolando su internet e nei circoli della sinistra liberal occidentale in nome della difesa dei diritti umani. Pochi conoscono però chi si cela dietro questa organizzazione che di umanitario ha solo l’apparenza e che è stata creata per “coprire a sinistra” gli interessi geopolitici ed economici dei poteri forti occidentali, soprattutto americani. La tattica è molto semplice: si promuovono decina se non centinaia di petizioni su temi umanitari, democratici, anti-corruzione che trovano immediato consenso fra il pubblico di sentimenti progressisti (ad esempio la lotta contro la censura su internet oppure il riconoscimento della Palestina). Fra di essi vi sono anche attacchi ai governi occidentali e contro lo strapotere delle banche, così da convincere questo pubblico particolare della bontà della ONG. Fra tutti questi temi – che poi non sortiranno in gran parte comunque nessun risultato – si inseriscono invece questioni strategiche per i padroni nascosti di “Avaaz” (governi, multinazionali, eserciti) che così potranno più facilmente superare la diffidenza da parte della popolazione genericamente di “sinistra”, che non sospetterà mai che dietro a questi presunti critici degli USA è nascosto proprio il Partito Democratico del presidente Obama e dell’ex-presidente Cliton, attraverso l’organizzazione “MoveOn” che sta alla base di “Avaaz”, e che ha ricevuto un finanziamento di 1,46 millioni di dollari da George Soros per utilizzarla nella battaglia elettorale contro il Partito Repubblicano.

Una ONG schierata coi potenti

“Avaaz” è infatti una ONG creata da Ricken Patel, personaggio politicamente ben schierato a destra che gode del sostegno finanziario del patron della multinazionale informatica “Microsoft” Bill Gates e della Fondazione Rockefeller (il cui ruolo a favore dei governi americani è ben spiegato in quest’altro articolo). Non è tutto: “Avaaz” collabora strettamente con la famosa Fondazione Soros, una struttura vicina all’attuale governo statunitense e ai suoi servizi segreti che viene utilizzata per organizzare disordini e golpi nei paesi che in qualche modo non ubbidiscono ai diktat di Washington oppure che non autorizzano le grandi aziende occidentali a entrare nel loro mercato nazionale. Non a caso la Cina, che dispone di un mercato ancora fortemente controllato dallo Stato, è una delle vittime preferite di Soros e della ONG di cui stiamo parlando. Naturalmente “Avaaz” non parla di “libertà economica mancante” ma attacca la Cina in altro modo, ad esempio strumentalizzando la questione della pena di morte o del separatismo feudale del Dalai Lama in Tibet. Secondo altre fonti dietro “Avaaz” vi sarebbero mandanti di ben più alta caratura come si evince ad esempio da Indymedia Barcellona, dalla discussione interna a PeaceLink, oppure da questo blog molto dettagliato. Proponiamo ora alcuni dei tanti esempi che rendono perlomeno poco credibile “Avaaz” per chi, come la nostra redazione, si dichiara di sinistra.

Avaaz truffa gli ecologisti

A fine 2011 dichiarazioni, articoli, lettere circolano su Internet chiedendo la fine della “distruzione dell’Amazzonia”: “Avaaz” si tinge insomma di verde per ingannare gli attivisti ecologisti che mai si sognerebbero di sostenere i veri mandanti della campagna. 
 L’obiettivo che queste iniziative si pongono, infatti, non è certo quello di colpire le corporazioni transnazionali o i potenti governi filo-americani che le appoggiano, ma il governo popolare del primo presidente indigeno della Bolivia, Evo Morales. Al centro del dibattito c’è la controversa proposta di Morales di costruire un’autostrada attraverso il Territorio Indigeno del Parco Nazionale Isidoro Sécure (TIPNIS).

 Quest’ultimo, che copre una superficie di più di 1 milione di ettari di foresta, ha ottenuto lo statuto di territorio indigeno dal governo di Evo Morales nel 2009. Circa 2’000 persone vivono in 64 comunità all’interno del TIPNIS.

 Il 15 agosto, rappresentanti di tali comunità hanno iniziato una marcia verso la capitale, La Paz, per protestare contro il piano dell’autostrada.

 Sono subito partite petizioni internazionali da parte, naturalmente, di “Avaaz” che solidarizzando con gli indigeni, condannano il governo boliviano per avere indebolito i diritti indigeni.

 La gente del TIPNIS ha preoccupazioni legittime sull’impatto dell’autostrada. 

Disgraziatamente, però, la campagna di “Avaaz” strumentalizza queste preoccupazioni per indebolire politicamente Morales, il cui sentimento ostile al capitalismo americano non piace ai padroni di “Avaaz”. Con una lettera aperta firmata da più di 60 gruppi ecologisti, in maggioranza però fuori dalla Bolivia, “Avaaz” distorce i fatti e con una retorica progressista afferma “che le imprese straniere si spartiscano l’Amazzonia… e si scatenerà una febbre depredatrice su una delle selve più importanti del mondo”. Ma non menziona il fatto che la distruzione ha già luogo nell’area e che proprio il governo di Morales sta promuovendo una legge per aggiungere nuove norme protettive del parco nazionale. 

La legge proposta comminerebbe pene detentive tra i 10 e i 20 anni di carcere per insediamenti illegali, la coltivazione della coca o il taglio degli alberi nel parco nazionale.

 Avaaz questo non lo dice, ma trasmette l’idea alla sinistra e agli ecologisti che Morales (che è di sinistra e pure ecologista) non vada sostenuto. Al resto ci penseranno poi i “dissidenti” interni alla Bolivia.

Dalla Bolivia all’Iran: il caso Sakineh

A fine 2010 parte un appello mediatico globale che chiede di salvare dalla condanna a morte per lapidazione una donna iraniana, Sakineh Ashtiani. In quello stesso periodo l’Iran era il nemico numero uno dell’amministrazione Obama, si stava preparando una possibile guerra e occorreva che l’opinione pubblica avesse un’immagine demoniaca del paese. Ecco allora che “Avaaz” entra in gioco e inventa il caso Sakineh, subito dato in pasto ai giornalisti occidentali (sì, perché i giornalsti latinoamericani e orientali, invece, hanno evitato questa figuraccia andando a verificare le informazioni!). Sakineh sarebbe condannata alla “lapidazione” perché “adultera”. In realtà si verrà a sapere che Sakineh è stata condannata per aver assassinato il marito, non per averlo tradito; e in ogni caso la lapidazione nel codice penale iraniano non esiste più da decenni. Queste confutazioni sono state documentate non solo da siti di approfondimento come quello di “Come Don Chisciotte“, ma ha suscitato qualche dubbio infine anche ai giornalisti dei quotidiani italiani come “La Stampa”. Insomma “Avaaz” ha strumentalizzato politicamente questa vicenda e pochissimi media occidentali, dopo aver demonizzato l’Ira, raccontando notizie non verificate, hanno però avuto l’etica professionale di scusarsi e di rettificare, cosa che peraltro non ha fatto nemmeno l’ONG stessa, a dimostrazione che non si è trattato di un errore in buona fede.

Pacifisti che preparano la guerra

Di recente di fronte alle rivolte di alcune tribù feudali contro il governo della Libia Popolare, “Avaaz” – sempre con la scusa dei diritti umani – ha sostenuto e diffuso la rivendicazione di una “Non-Fly-Zone” contro la Libia, la quale altro non era che il primo passo per l’invasione militare del paese nordafricano da parte delle truppe della NATO che, con bombardamenti a tappeto, hanno ucciso migliaia di civili e hanno permesso ai rivoltosi di assumere il controllo del Paese e di uccidere Muammar Gheddafi. Una scelta duramente condannata, ad esempio, dal gruppo anti-militarista di Alicante (leggi). Va ricordato che oggi in Libia il governo “democratico” sostenuto da “Avaaz” e dalle diplomazie occidentali è di carattere liberista (vedi filmato), ha riabilitato non solo la figura del dittatore fascista Benito Mussolini, ma ha pure definito quale “periodo fiorente” l’epoca in cui il fascismo italiano aveva colonizzato e saccheggiato la Libia. Sul fronte dei diritti umani, inoltre, la Libia odierna si caratterizza per violenza di vario genere spesso di tipo razziale contro i neri accusati di essere tutti “mercenari al soldo di Gheddafi”, come documentato dai video pubblicati dal sito di “Fortresse Europe“. Stranamente, però, “Avaaz” ora della Libia non si occupa più, evidentemente ha raggiunto il suo vero scopo.

Esportare la democrazia e rubare il petrolio

“Normalizzata” la situazione libica al volere delle multinazionali occidentali, ora “Avaaz” si è spostata su altri fronti: anzitutto inventare notizie false su quanto accade in Siria. Secondo l’ONG il governo siriano guidato dal presidente Assad (e composto – guarda caso – da socialisti e comunisti particolarmente invisi a Washington e a Bruxelles) starebbe massacrando la popolazione civile e la starebbe opprimendo. Una falsità smentita non solo dallo stesso ex-cancelliere statunitense Henry Kissinger che anzi ha espresso stupore (e rammarico) per il fatto che il popolo siriano sia fortemente schierato a favore di Assad, ma anche da altre fonti, come il sito d’inchiesta indipendente “Informare per resistere” e come la Federazione Sindacale Mondiale, la quale parla di diritti sociali a favore dei lavoratori molto avanzati grazie al governo siriano che cerca di frenare il capitalismo europeo ed americano. “Avaaz” queste cose non le dice, così come non dice che i ribelli siriani hanno già promesso petrolio gratis alla Francia se invaderà il paese come abbiamo scritto qualche mese fa su questo stesso sito. Al contrario, “Avaaz” impropriamete si fa passare per paladina dei diritti umani, quando i suoi promotori non sono affatto dei benefattori. Il lavoro di “Avaaz” in Siria è molto pericoloso poiché qualora si scatenasse una guerra dell’Unione Europea, di Israele e degli USA contro questo paese mediorientale, molto probabilmente la Cina e la Russia dichiarerebbero guerra per impedire agli occidentali di colonizzare il bacino mediorientale e asiatico. Ognuno, soprattutto chi si dichiara a favore della pace e dei diritti umani, dovrebbe operare non per riscaldare gli animi, ma per disinnescare l’odio fra i popoli. Invece in una situazione esplosiva come questa “Avaaz” ha il compito ideologico di far passare come una lotta per la democrazia e la libertà nella mente dei cittadini dei paesi occidentali e nella sinistra europea e americana, così che non si mobiliti contro la guerra.

Originale, con tutti i link : http://www.sinistra.ch/?p=1627

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Libia 2011: Dichiarazione del Movimento Donne Coscienza della Serbia (Zenes)

14 marzo 2011.
Il Movimento Zenes, che segue con un’attenzione particolare la situazione in Libia, denuncia il flusso di disinformazione e di menzogna che si abbatte su questo paese e sui suoi dirigenti. Un’odiosa campagna di stampa scatenata dai grandi media dei paesi della NATO e dalle petromonarchie arabe deforma da tre settimane la realtà, demonizza la Guida libica Mouhammar Gheddafi e getta infamia sulle sue strutture di difesa.
Per la sua ampiezza e il suo stile, questa campagna di stampa rilanciata da alcune ONG ad hoc, ricorda quella scatenata qualche anno fa dagli stessi soggetti contro la Repubblica Federale di Jugoslavia e la Serbia.
In parallelo a questo bombardamento mediatico, in effetti, sono stati messi in piazza con una estrema rapidità a New York, Londra e Bruxelles gli stessi strumenti di “diplomazia coercitiva” volti ad isolare, indebolire, demonizzare e abbattere uno Stato indipendente e sovrano e i suoi dirigenti.

La rapidità con la quale le decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e degli Stati e organismi sotto l’influenza degli Anglosassoni sono state prese (come l’esclusione dal Consiglio dei Diritti Umani, l’indagine della Corte Penale Internazionale e il “blocco dei beni” libici) così come la presenza attestata delle forze speciali occidentali che addestrano i ribelli, indicano che i tumulti non hanno nulla di spontaneo come si è preteso di far credere. Come si è fatto ieri in Jugoslavia la “comunità internazionale” ha sostenuto i suoi spioni reazionari e islamisti in un paese che vuole occupare.
Seguendo il copione di un film già visto in Jugoslavia, gli Anglosassoni e il loro seguito ci vogliono convincere che i rivoltosi della Cirenaica sono dei “resistenti alla dittatura” di Mohuammar Gheddafi che “ha massacrato dei civili”, al punto che BBC e CNN fanno parlare dei diplomatici di ritorno eretti quali “soli rappresentanti legittimi” e mettono in scena il “flusso di rifugiati” alle frontiere.
Vero atto di guerra contro uno Stato sovrano la “zona di esclusione aerea” che la NATO vuole instaurare non è per proteggere dei “manifestanti” ma per aiutare dei ribelli armati, dopo che i portavoce del Dipartimento di Stato e del Foreign Office hanno pubblicato delle notizie fantasiose e dei bilanci menzogneri. All’inizio del film, le ONG di Soros, Human Rights Watch e International Crisis Group, si sono precipitate per avanzare la tesi che bisognasse urgentemente portare “assistenza ai civili” per impedire un “genocidio” e un “disastro umanitario”. La “responsabilità di proteggere”, variante semantica del “dovere d’ingerenza” e maschera dell’ “imperialismo umanitario”, serve una volta di più da pretesto allo scatenamento di una scellerata spedizione militare americano-occidentale con la complicità delle Nazioni Unite.
Già impiegate nei Balcani e in Mesopotamia, queste dichiarazioni e misure sono quelle che precedono le aggressioni di grande portata. All’opposto di questa propaganda formattata la verità è che i resistenti sono coloro che resistono all’aggressione dei media, degli organismi di spioni azionati da un Impero americano che si nutre di guerre.
Per questo motivo, nelle circostanze drammatiche attuali, il Movimento Zenes:

  • Accusa gli Angloamericani e la loro fanteria coloniale araba e europea di condurre una nuova guerra d’aggressione contro uno Stato indipendente e sovrano in una zona strategica del Sahara che dispone d’importanti risorse in petrolio e gas.
  • Denuncia l’atteggiamento spregevole del Governo allineato della Serbia che fino a ieri ancora si pavoneggiava in Libia e che, al fischio degli Stati Uniti, si è allineato servilmente sulle posizioni della cosiddetta comunità internazionale.
  • Manifesta la sua intera solidarietà con la Jamahirya Araba Socialista libica, al suo popolo e alla sua Guida nella situazione drammatica in cui sono stati messi e cui i colpevoli sono, una volta di più, gli Occidentali.
  • Ricorda il suo estremo attaccamento alle donne e agli uomini liberi di Libia odiosamente aggredita dall’imperialismo americano e dai suoi valletti.
  • Lancia un appello alle organizzazioni nazionali progressiste e non allineate di Serbia, dei Balcani e d’Eurasia a mobilitarsi per difendere, qualunque cosa accada, la giustizia e la libertà. Queste ultime non consistono, in effetti, nella difesa virtuale d’individui e di gruppi spinti contro la loro patria dall’ingegneria dei centri finanziari imperialisti ma nell’affermazione viva e dinamica di Stati e di nazioni indipendenti e sovrane in seno ad un mondo multipolare nel quale i popoli uniti e solidali possano trovare pienamente l’espressione della loro identità e della loro libertà.

Belgrado, 7 marzo 2011
Il Presidente del Movimento Zenes: Dr. Mila Aleckovic Nikolic
javljamse@zenes.org

Fonte: http://www.eurasia-rivista.org/libia-%E2%80%93-dichiarazione-del-movimento-donne-coscienza-della-serbia-zenes/8675/

come nascono le rivolte, chi le manovra e per quali scopi! il N.W.O.

CHI STA’ DIETRO ALLE RIVOLTE? CHI VERAMENTE LE ORGANIZZA E LE CREA?
GLI ILLUMINATI, USANO LO STESSO PRINCIPIO, ma in maniera diversa di volta in volta a seconda dell’evoluzione delle cose. (Vedi anche “Pearl Harbor“)
PROBLEMA – Creato ad arte in una versione che fa più comodo, attraverso i mass media a sua volta controllati, facendola sembrare reale anche se non vera, e/o causa di altri: terrorismo, guerre, finaniario.
REAZIONE – Evento sensazionalista, grande sgomento, grande impressione con forti emozioni e shock, quindi: paura e terrore, rabbia, sdegno, indignazione, proteste e richiesta di fare qualche cosa.
OFFERTA DI UNA SOLUZIONE – La loro, limitando le libertà e quasi sempre con una guerra, o centralizzando il potere economico a poche super banche per rimettere ordine: venendo poi accettata con favore dalla popolazione.
Questo meccanismo, funziona per qualsiasi cosa. PROBLEMA= REAZIONE= SOLUZIONE!
Semplice, e in questo modo gli illuminati, controllano e raggiungono poco per volta il loro obiettivo! Il Nuovo Ordine Mondiale! N.W.O.
Come mai per più di 40 anni, ci sono state nazioni con dittatori, che usavano metodi di controllo sulla popolazione a dir poco inquietanti, e mai nessuno,  e nessuna nazione occidentale si è mai mossa per fare qualche cosa, invece ora, sembra che tutto questo stia crollando, proprio adesso che la fame di petrolio a livello mondiale aumenta sempre più ed è in atto una crisi economica mondiale?
I  nuovi mass media come Facebook e Twitter, sono i nuovi strumenti di controllo e manipolazione della popolazione! Lo dice anche Assange!!
Questo video, originariamente, proveniente quasi certamente dalla Russia, o paese ex Sovietico, tradotto in italiano, prova di far luce sulla guerra contro la Libia e le varie rivolte in tutti i paesi con a capo dittatori, ma ricchi di petrolio.


Fonte video: youtube.com

Articolo preso da: http://newapocalypse.altervista.org/blog/2011/08/16/come-nascono-le-rivolte-chi-le-manovra-e-per-quali-scopi-il-nwo/

e da http://marionessuno.blogspot.it/2012/07/come-nascono-le-rivolte-chi-le-manovra.html

Hillary e Google fomentarono la guerra fra sciiti e sunniti in Siria per favorire Israele

killary

di Alfredo Jalife-Rahme

Lo scrutinio delle 50 mila e-mail di Hillary Clinton, dirottate illegalmente dal suo server privato, confermano quanto sia stata settaria la sua politica estera, che pregiudica i superiori interessi geostrategici degli Stati Uniti, quando era stata segretaria  del Dipartimento di Stato come ostaggio degli interessi borsistici della vilipendiata banca di investimento Goldman Sachs e del sinistro megaspeculatore George Soros (presunto prestanome dei banchieri schiavisti Rothschild) con il fine di favorire Israele e di distruggere il mondo arabo e persiano.

Adesso 147 agenti dell’FBI analizzano le sue e-mail con 52 mila pagine divulgate dal Dipartimento di Stato, mediante le quali, la pugnace Hillary ha potuto mettere a rischio la “sicurezza nazionale” degli Stati Uniti e che le possono complicare il suo percorso verso la “nomination” per il Partito Democratico, che sembrava irresistibile e questo ha  rimesso in gioco, con una  sorprendente quanto vigorosa ripresa, il  “socialista” Bernie Sanders (un ammirevole ebreo azaro antisionista ed anti Wall Street).

Wikileaks ha filtrato  52 mila pagine di e-mail private di Hillary che dimostrano la sua stretta relazione con i banchieri nordatlantici Rothschild y Rockefeller.
In una e-mail perturbatrice, Hilary aveva benedetto l’invasione fatta dagli USA in Libia con il fine di impedire il lancio della moneta dinaro-oro, la nuova divisa libertaria progettata da Muammar Gheddafi, che avrebbe messo in difficoltà il dollaro statunitense e gli interessi francesi in Africa, senza contare il sacchggio delle riserve di acqua e del gas del paese nordafricano, oggi totalmente squartato  in conseguenza del “fallito” intervento militare della NATO.

Il Dipartimento di Stato ha svelato anche, dal server privato di Hillary,  una comunicazione in cui lei  desidera il rovesciamento del presidente siriano Bashar al-Assad per beneficiare Israele, dove la ex cancelliera commette il grave errore di prospettiva di affermare che la Russia non sarebbe intervenuta, cosa che si è dimostrata del tutto erronea, quando la zar Vladimir Putin, adesso,  alla fine dei fatti di oggi, si sta dimostrando il grande trionfatore in Siria, cosa che ha obbligato il segretario di Stato John Kerry, nel lasso di un anno, a fare tre viaggi in Russia- una umiliazione simile a quella di Canossa dell’imperatore Enrico IV davanti al Papa Gregorio VI nel 1077- a trattare i contenziosi dell’Ucraina e della Siria che posizionano, che lo si voglia o no, la status di grande potenza di Mosca.

Hillary asserisce che “il miglior modo di agevolare  Israele affinchè  possa affrontare la crescente capacità nucleare dell’Iran è quello di aiutare il popolo della Siria a rovesciare il regime di Assad, visto che la relazione strategica tra l’Iran e il regime di Bashar Al- Assad costituisce una minaccia alla sicurezza di Israele”. Vedi:Hillary Clinton E-mail archive
Dalla creazione dello stato razzista/apartheid di Israele nel 1948, grazie all’appoggio di tutti i banchieri Rotschild, tutto quello che non si assoggetta ai suoi interessi misantropi e settari viene indicato in modo strumentale come una “minaccia alla sua sicurezza”.

Hilary, la donna dal “grilletto facile”, minacciò di assassinare Bashar al-Assad e la sua famiglia come fece con Gheddafi: “con la sua vita e quella della sua famiglia a rischio, soltanto la minaccia dell’uso della forza cambierà la mente del dittatore siriano BAshar Assad “. Si ricorda che Gheddafi fu sodomizzato (letteralmente) con l’atroce benedizione di Hillary.
Per Hillary “rovesciare Assad non soltanto sarebbe una benedizione di massa per la sicurezza di Israele, ma faciliterebbe la paura comprensibile di Israele di perdere il suo monopolio nucleare”.

“Di quale privilegio celestiale gode Israele per essere l’unico paese che dispone armi nucleari in tutto il Medio Oriente, a detrimento di tutti gli altri paesi sottomessi al suo ricatto atomico?
Secondo Hillary, “quando Assad se ne sia andato, l’Iran già non sarà più in grado di minacciare Israele mediante i suoi alleati, è possibile che gli USA ed Israele possano concordare delle linee rosse quando il programma dell’Iran abbia attraversato un livello inaccettabile”.
Mentre Obama si lava le mani del grave errore degli Stai Uniti in Libia – che gira alla Gran Bretagna ed alla Francia- . per Hillary “l’operazione Libia non ha avuto conseguenze durature per la regione”. E come!

Oggi la Libia, in piena fase di balcanizzazione, ha acceso il fuoco della destabilizzazione migratoria al sud di Europa e opera già come il nuovo centro nordafricano degli jihadisti che iniziano ad abbandonare il teatro di battaglia in Siria ed in Iraq dopo aver compiuto la loro  missione.

La geniale idea di Hillary era quella che “Washington dovrebbe iniziare ad esprimere la sua volontà per lavorare con i suoi alleati regionali come Turchia, Arabia Saudita e Qatar per organizzare, addestrare ed armare le forze ribelli siriane” quando ” i funzionari russi hanno già ammesso che non ostacoleranno un intervento”. Pensate che modo di sbagliarsi!”
Rudy Giuliani, già sindaco di New York, ha fustigato la Clinton affermando che “Hillary potrebbe essere considerata membro fondatore degli jihadisti visto che era lei il Segretario di Stato durante il ritiro dall’Iraq  dell’Amministrazione Obama”.

Lasciamo da parte il collegamento dei conti  Twitter degli jihadisti dell’ISIS con il governo della Gran Bretagna per riferire come Google, che fa parte del GAFA (Google, Apple, Facebook, Amazon) all’unisono di Hillary, cercava di rovesciare Assad appoggiando i ribelli siriani, in accordo con le comunicazioni presentate da Wikileaks, dove l’israeliano statunitense Jared Cohen (oggi direttore di Google ed in precedenza alla Segreteria di Stato USA) avvisa i funzionari di Hillary che ” la sua equipe pianifica di lanciare un applicazione (…) che individuerà e mapperà in modo pubblico le diserzioni in Siria da quali parti siano di provenienza del governo”, in associazione con la televisione qatariota Al Jazeera, che sarà la proprietaria dell’applicazione con cui ritrasmetteremo in Siria”, cosa che riteniamo possa avere un impatto importante”. Vedi: Unclassified US. Department of State

La sinergia golpista tra le televisioni e gli apparentemente innoqui motori di ricerca.
Julian Assange, fondatore di Wikileaks, nel suo librio “Quando Google incontro Wikeleaks”, aveva segnalato l’israelita-statunitense Jared Cohen come “il direttore di Google per il cambio di regime”.

In altra comunicazione i servizi di intelligenze della GB, Fancia e di Israele, osservano “un lato positivo della guerra civile in Siria”, già che la caduta di Assad potrebbe scatenare molto bene una guerra settaria tra gli sciiti e la maggioraza del sunniti nella regione, intrappolando l’Iran, cosa che, nell’ottica dei comandanti israeliani, non sarebbe un effetto negativo  per Israele ed i suoi alleati occidentali”, anzi una questione  che potrebbe giocare un fattore decisivo nella eventuale caduta del governo dell’Iran”.

Il grave difetto degli allucinanti schemi bancari israeliti-anglosassoni di Wall Street/la City e le loro marionette politiche negli Stati Uniti e nella  la G.B, è che Israele, incapsulato nella sua attitudine razzista, potrebbe spaventare con la sua armatura clandestina di 400 bombe nucleari, ma difficilmente potrebbe essere accettato se non si universalizza e di civilizza.

Fonte: Alfredo Jalife Rahme

Traduzione: Manuel De Silva

( http://www.controinformazione.info/hillary-e-google-fomentarono-la-guerra-fra-sciiti-e-sunniti-in-siria-per-favorire-israele/ )