SOROS / 8 miliardi le elargizioni in Italia a varie entità: la maggior parte per promuovere le leggi italiane favorevoli all’immigrazione

Una barca di dollari elargita dalle generose casse della Open Society Foundations griffata George Soros ad associazioni e sigle italiane.
Il totale ammonta ad 8 miliardi e mezzo di dollari e concerne il biennio 2017-2018. A calcolarli l’Adn Kronos.
Ecco alcuni dettagli sui fortunati beneficiari.
In cima alla hit una misteriosa sigla, Purpose Europe Limited, che “non sembra riconducibile direttamente all’Italia – specifica l’agenzia – ma in riferimento al nostro Paese ha tra l’altro pubblicato nel luglio 2018 il rapporto ‘Attitudes towards National Identity, Immigration and Refugees in Italy”. Purpose Europe Ltd ha ricevuto, per questo suo impegno, la bella cifra di 1 milione di dollari. Un autentico terno al lotto.

Attestata al secondo posto, nella speciale classifica, ASGIl’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, che si è vista recapitare da Open Society un bel bonifico da quasi 400 mila dollari, per la precisione 385 mila per il solo 2018.
Al terzo posto – udite udite – i Radicali italiani, che hanno ricevuto un cadeau perfettamente infiocchettato: quasi 300 mila, 298 mila per la precisione. Ma la motivazione li giustifica tutti, fino all’ultimo dollaro: dovranno, infatti, impegnarsi a “promuovere un’ampia riforma delle leggi italiane sull’immigrazione, attraverso iniziative che puntino a fornire aiuto agli immigrati e avanzare il loro benessere sociale”.
Sorge spontaneo un interrogativo: come mai neanche una mancia a + Europa della fedelissima Emma Bonino, che siede nell’international board della Open Foundation?
Al quarto posto si colloca IAI, vale a dire l’Istituto Affari Internazionali, presieduto dall’ex commissario europeo Ferdinando Nelli Feroci. Una sigla che non ha bisogno di grossi aiuti, ed invece fa bingo con la non disprezzabile cifra di 230 mila dollari. Il motivo? Deve continuare nella sua fondamentale azione “per educare e favorire il dialogo con gli attori politici sui nuovi approcci all’immigrazione e alle politiche di asilo europee, a beneficio di migranti, rifugiati e società ospiti”. Menù ottimo e abbondante.
Passiamo agli spiccioli. Tra le prime a beneficiarne alcune università di casa nostra. Come quella di Urbino, alla quale vanno 25 mila dollari per un progetto riguardante la “mappatura dell’informazione politica sui media italiani in vista delle elezioni politiche nel 2018”. Non si capisce bene quale sia lo scopo di tale indagine, ma tant’è: le casse targate Open sono davvero “aperte”.
Lo stesso appannaggio, solo qualche dollaro in meno (24 mila 828) per il Dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo di Perugia, per l’allestimento di “un workshop dedicato ai social media e alla comunicazione politica”.
Una spiccata predilezione – quella dei Soros boys – per le politiche d’informazione, soprattutto in vista delle elezioni.
Last but not least, un pensierino per i cittadini di Ventimiglia, scelto fior tra fiori per un regalino da 83 mila 500 dollari, stanziati nel 2018: si tratta di “revitalizzare il parco pubblico”. All’epoca il sindaco della cittadina, Enrico Ioculano, indossava la casacca del Pd.
In totale, la Open Society che fa capo al magnate di origini ungheresi, ha finanziato nel biennio 70 progetti.
Un miliardario filantropo che nel corso degli anni ha tentato la scalata per comprare non pochi paesi ai “saldi”, prima soffocandoli nelle sue spire finanziarie. Cercò un’operazione del genere perfino con l’Inghilterra inizio anni ’90, che costrinse anche l’Italia alla manovra “lacrime e sangue” decisa dall’esecutivo guidato da Giuliano Amato.
La storia si è ripetuta nel tempo, fino agli ultimi tentativi d’assalto alla Macedonia, in forte difficoltà finanziaria.
Ma il pescecane Soros, a bordo della sua corazzata Open Society, è sempre pronto a soccorrere gli immigrati di ogni Paese. In nome della solidarietà…

autore:  MARIO AVENA
link fonte:http://www.lavocedellevoci.it

Preso da: https://www.vietatoparlare.it/soros-8-miliardi-le-elargizioni-in-italia-a-varie-entita-la-maggior-parte-per-promuovere-le-leggi-italiane-favorevoli-allimmigrazione/

Soros finanzia l’associazione che fa causa ai sindaci anti-migranti

Le attività dell’Asgi finanziati dalla Open Society Foundations. E l’associazione ha fatto causa ai comuni di centrodestra

  “Ancora tu? Ma non dovevamo non vederci più?”. Le note di Lucio Battisti sembrano perfette per descrivere il modo in cui gli Stati, in particolare l’Italia, e il finanziere George Soros si ritrovano, puntualmente, a giocare la stessa partita.

Soprattutto quando si parla di immigrazione. L’ultimo collegamento tra Soros e i pro migranti di casa nostra sarebbe il filo rosso che collega la Open Society Foundation e l’Asgi, l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione.
Avrete già sentito nominare questa associazione, forse.
Al fine della promozione di azioni anti discriminatorie – si legge nel loro sito – Asgi si è costituita in giudizio con ricorsi civili e penali nell’ambito di alcuni procedimenti di rilevanza nazionale e in diverse cause concernenti il diritto anti discriminatorio e sta promuovendo una rete italiana di operatori e professionisti capaci di sollevare presso gli organismi amministrativi e giudiziari le questioni antidiscriminatorie l’Asgi ha, nel tempo, contribuito con suoi documenti all’elaborazione dei testi normativi statali e comunitari in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza, promuovendo nel dibattito politico parlamentare e nell’operato dei pubblici poteri la tutela dei diritti nei confronti degli stranieri“. La sigla è rimbalzata agli onori delle cronache, come fa notare La Verità che oggi pubblica una inchiesta sull’Asgi, per via del sostegno legale offerto nei ricorsi presentati (e vinti) da parte di alcune donne immigrate escluse dall’Inps dal bonus mamma. E l’Asgi compare pure al fianco della coop Ruah di Bergamo nella causa intentata contro la decisione di alcuni Comuni di introdurre una norma che imponeva una multa per i cittadini che accolgono migranti senza comunicarlo prima all’amministrazione cittadina. I sindaci di centrodestra di Ardesio, Capizzone, Chiuduno, Pontida e Torre Boldone si sono così ritrovati una causa e una richiesta di risarcimento.
Cosa collega Soros e l’Asgi? Secondo La Verità, “sul sito dell’associazione, si trovano alcuni comunicati stampa. Uno di questi presenta il rapporto chiamato ‘Lungo la rotta del Brennero'” sulla situazione dei migranti e che “è stato realizzato da Anten- ne migranti, Asgi e fondazione Alexander Langer, grazie al contributo di Open society foundation”. Non solo. Sempre sul sito si legge che “le attività e i servizi di ASGI nel settore del diritto antidiscriminatorio sono finanziati dalla Fondazione italiana a finalità umanitarie Charlemagne ONLUS, dalla Tavola Valdese e da Open Society Foundations”.

Così gli uomini di Soros hanno scritto il programma immigrazione e licenze AAMS del M5S

2 gennaio 2018.
Ci sono pochi capisaldi nella politica italiana e nei programmi dei vari partiti, eccezione fatta sui programmi di accoglienza e gestione dei flussi migratori e la lotta al gioco d’azzardo: riguardo il primo punto, tutti i partiti dell’area della sinistra liberal, globalista, e radicale (PD, Liberi e Uguali di Grasso, Più Europa della Bonino) sono per un’accoglienza incondizionata e illimitata, mentre i partiti che si riconoscono nella destra, dalla più moderata a quella più estrema (Forza Italia, Lega, Fratelli di Italia, Movimento Nazionale per la Sovranità, CasaPound) anche se con differenti sfumature, sono per fermare il costante e incontrollato sbarco nei porti italiani e per un veloce rimpatrio dei non aventi diritto alla protezione internazionale.
Per quanto riguarda la situazione relativa al gioco d’azzardo in Italia, c’è da dire che si tratta di uno dei pochi punti su cui le due forze che guidano l’attuale esecutivo sembrano essere in quasi totale armonia. Non che si tratti di una questione semplice, beninteso; il mercato del gioco italiano è il secondo più grande d’Europa, dietro solo al Regno Unito. Nel 2018, nelle casse del Governo italiano sono confluiti circa 10 miliardi di euro, risultato delle giocate effettuate presso siti di scommesse e casino online con licenza AAMS/ADM[0] e il numero di giocatori – anche occasionali – è in continua crescita. L’espansione del mercato del gioco legale sotto l’egida dell’Amministrazione Dogane e Monopoli è stata costante negli ultimi 8 anni e intervenire su un meccanismo di tali dimensioni è senz’altro un’operazione complessa.

D’altro canto, il giro di vite sul gioco parte certamente da motivazioni di carattere sociale. I dati parlano chiaro: il numero di italiani che presentano disturbi legati al gioco patologico è in costante aumento e già nel 2016 il Governo aveva stanziato 100 milioni di euro – su base biennale – da destinare a piani di lotta contro i fenomeni di ludopatia. E se il M5S è stato il principale promotore delle misure contro la pubblicità a siti di scommesse e casino online AAMS presenti nel Decreto dignità, la Lega si è a propria volta pronunciata in varie occasioni contro il fenomeno del gioco. Finora, i risultati sono stati contraddittori; se in alcune Regioni – vedasi il Piemonte – il gioco nei casino e nelle sale fisiche ha vissuto una fase di netta contrazione, i siti di scommesse e i casino online sono in crescita continua. Con, però, un trend piuttosto preoccupante: nelle classifiche di ricerca di Google per la stringa ‘casino online’ compaiono al momento ben tre operatori stranieri non dotati di licenza AAMS e dunque illegali in Italia. Si presenta così un’ulteriore sfaccettatura della questione gioco online, ossia la potenziale fuga dei giocatori italiani verso siti non autorizzati, con tutti i rischi del caso. Vedremo se il governo sarà in grado di tappare questa falla potenzialmente molto pericolosa.
Qualche perplessità, invece, ha sempre destato il Movimento 5 Stelle, che a seconda dell’esponente, non si è mai espresso univocamente, passando dalle dichiarazioni di Luigi Di Maio che, dopo l’avvio delle indagini delle Procure siciliane e la divulgazione dei report di Frontex, si accorse del business che ruota intorno all’immigrazione e dei lati oscuri delle ONG[1], a quelle di Roberto Fico che si definì contrario al respingimento e dichiarò che non bisognava “mettere al centro il dibattito sulle ONG che oggi sembrano essere considerate quasi le responsabili dei flussi migratori[2].
Due correnti di pensiero molto differenti e difficilmente accostabili, visto che l’una esclude l’altra. Per questo motivo, abbiamo deciso di approfondire la questione analizzando i documenti e le pubblicazioni ufficiali del Movimento 5 Stelle, e nel concreto il Programma Immigrazione intitolato emblematicamente: “Immigrazione: Obiettivo sbarchi zero – L’Italia non è il campo profughi d’Europa[3]. Vi garantiamo che il titolo, che sembrerebbe partorito da Matteo Salvini, trae seriamente in inganno.
Analizziamo i punti del programma immigrazione del Movimento di Grillo, fieramente votati proprio dal popolo pentastellato (“Hanno votato il programma immigrazione 80.085 iscritti certificati che hanno espresso 80.085 voti”): a volte, la “democrazia dal basso” può essere solo apparente se non supportata da una chiara informazione. Il secondo punto “Il ricollocamento dei richiedenti asilo” è stato redatto da Maurizio Veglio, noto avvocato tra i membri di ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione)[4].

Ma chi si cela dietro a questa associazione dalle caratteristiche fortemente immigrazioniste?

L’associazione è stata fondata ed è finanziata dalla Open Society Foundations del famoso speculatore George Soros, che ha fatto dell’immigrazione non controllata verso l’Europa e l’Italia una sua particolare battaglia, destinando, a tal proposito, una pioggia di fondi ad ONG e associazioni insediate ad ogni livello istituzionale. ASGI ha aderito a numerose campagne pro-immigrazione e pro-ius soli tra le quali “L’Italia sono anch’io, campagna per i diritti di cittadinanza[5], “Out of Limbo[6] per la promozione dei diritti dei rom apolidi o a rischio apolidia, “Ero straniero – L’umanità che fa bene[7], “Non aver paura. Apriti agli altri, apri ai diritti[8], e molte altre, in collaborazione con associazioni religiose (Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio), altre associazioni e organizzazioni sorosiane (A Buon Diritto, CIR, ARCI, Amnesty International, Antigone), Partito Radicale e diversi esponenti del Partito Democratico[9].
Quindi non ci si può aspettare di certo dall’avvocato Maurizio Veglio un orientamento intransigente, volto a fermare il flusso migratorio verso l’Italia. Infatti, nel punto del programma immigrazione da lui stilato, si parla di ricollocamento in Europa e della utopistica ridiscussione a proposito delle logiche del Trattato di Dublino. Sappiamo benissimo che gli stati confinanti con l’Italia e quelli affacciati sul Mediterraneo hanno chiuso le frontiere terrestri e marittime, mentre altri, come i paesi Visegrad, hanno rifiutato il ricollocamento, con posizioni difficilmente rinegoziabili. E anche ASGI ne è pienamente a conoscenza; i migranti continueranno a rimanere “imbottigliati” nel nostro Paese. Una piccola curiosità: ASGI è tra i promotori del ricorso vinto contro l’INPS[10] a proposito del “Bonus Mamma” che in origine non veniva assegnato alle straniere senza permesso di soggiorno di lungo periodo. Quindi, grazie all’associazione di Soros, tutte le straniere regolarmente soggiornanti in Italia ora hanno diritto all’assegno di 800 euro, che in origine era nato come sostegno alla natalità alla luce della crisi demografica.

Anche il punto 3 del programma immigrazione del M5S è stato scritto da un avvocato di ASGI, Guido Savio, e riguarda le “Commissioni Territoriali”, ovvero chi decide in merito all’esistenza dei requisiti per l’ottenimento dello status di profugo dei richiedenti asilo[11].


È paradossale che Guido Savio abbia sviluppato un documento per ASGI “con il sostegno di Open Society Foundations”[12], che sviluppa le medesime tematiche e le medesime critiche all’attuale regolamentazione delle Commissioni Territoriali, riportate poi nel punto del programma immigrazione del Movimento 5 Stelle.
Ancora più curiose sono le soluzioni sviluppate da Savio, con contenuti decisamente globalisti e di certo non “anti-establishment” che dovrebbero essere la nemesi dei pentastellati.
Guido Savio propone di formare 15.000 nuovi commissari formati da enti e organizzazioni come la Croce Rossa, UNHCR e EASO (European Asylum Support Office, agenzia della Commissione Europea supportata da varie ONG, molte delle quali finanziate da Soros[13] e tra le quali figura anche ASGI[14]). Quindi, secondo l’avvocato di ASGI delle organizzazioni internazionali, governative e non, dovrebbero istruire chi dovrà decidere a proposito dello status di profugo, sul sovrano territorio italiano: nulla di più “establishment”. Inoltre, ASGI “al fine della promozione di azioni anti-discriminatorie, si è costituita in giudizio con ricorsi civili e penali nell’ambito di alcuni procedimenti di rilevanza nazionale e in diverse cause concernenti il diritto anti-discriminatorio e sta promuovendo una rete italiana di operatori e professionisti capaci di sollevare presso gli organismi amministrativi e giudiziari le questioni antidiscriminatorie[15]
Per tale motivazione, Guido Savio ha assistito un cittadino kosovaro, già pregiudicato (4 anni di carcere) presso il Tribunale di Milano, che aveva ricevuto un decreto di espulsione dall’Italia per pericolosità sociale (due rapine “violente” e un furto aggravato): il risultato è stato l’annullamento dell’allontanamento dal nostro Paese per “motivi familiari” (figlio minore residente in Italia)[16]. Savio, inoltre, in un documento[17] del 2016 tratta la legge n. 94 del 2009 che concerne il “reato di clandestinità” contenuto nel “Pacchetto Sicurezza”, sbeffeggiando l’allora Ministro Maroni, a causa dell’inefficacia della normativa vista l’impossibilità dell’irregolare di pagare l’ammenda pecuniaria. Forse l’avvocato non ha letto l’intero testo della legge e non l’ha considerata come parte integrante del pacchetto che riguardava, per esempio, anche l’impiego di alcune migliaia di membri delle forze armate in funzione di “controllo del territorio”. Quindi perché una legge “così inutile” ha sollevato un simile polverone, con le associazioni (anche ASGI) in prima linea per la sua abolizione?

A tal proposito, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio[18] nel 2013:

Passiamo al punto 4 del Programma Immigrazione del Movimento 5 Stelle che tratta di “Cooperazione Internazionale”, redatto da Nancy Porsia, giornalista esperta di Medio Oriente e Nord Africa e collaboratrice di diverse testate italiane e straniere molto mainstream media (RAI, SkyTG24, La Repubblica, L’Espresso, The Guardian, Al Jazeera, Middle East Eye).

Nel punto da lei scritto, Nancy Porsia bacchetta l’Italia per essere ancora lontana dagli impegni presi in sede internazionale come quota di aiuto ufficiale allo sviluppo”[19]. Non neghiamo la realtà della questione, ma vogliamo ricordare alla giornalista quanto il nostro Paese abbia investito nell’accoglienza dei migranti negli ultimi 5 anni, senza un reale impegno dell’Europa. La stessa, anche se non direttamente riconducibile a Open Society Foundations, è l’esperta che spesso viene chiamata per sostenere le iniziative e i progetti sviluppati dalla fondazione di Soros. Nell’agosto scorso viene “intervistata” sulla situazione in Libia dopo l’entrata in vigore del Codice di Condotta di Minniti da Open Migration[20] (progetto ideologicamente immigrazionista sviluppato da CILD-Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili[21], che vede tra i partecipanti le associazioni sostenute di Open Society Foundations), mentre a gennaio vince un “working grant”[22] per il suo lavoro “Priorità europee, realtà libiche”, assegnato da Journalismfund[23], organizzazione nata per “stimolare il giornalismo transfrontaliero in Europa” finanziata da Open Society. Quindi i punti 2, 3 e 4 del programma immigrazione del Movimento 5 Stelle sono legati da un filo rosso: l’Open Society Foundations di George Soros.
Il punto 1 che tratta delle “Vie legali di accesso” è stato redatto da Paolo Morozzo Della Rocca[24], docente di diritto e responsabile “Corridoi Umanitari” della Comunità di Sant’Egidio[25], associazione religiosa fondata dall’ex Ministro per la Cooperazione del Governo Monti, Andrea Riccardi.
Proprio Sant’Egidio è tra i fautori dei primi corridoi umanitari dal Libano, Marocco e Etiopia concordati con il nostro governo nel 2015, e poi riproposti negli anni successivi; l’operazione è stato implementata all’interno del progetto “Mediterranean Hope”: “I corridoi umanitari sono il frutto di una collaborazione ecumenica fra cristiani cattolici e protestanti: Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche, Chiese valdesi e metodiste che hanno scelto di unire le loro forze per un progetto di alto profilo umanitario[26].

Il “punto programmatico” scritto da Paolo Morozzi Della Rocca riporta: “Il Movimento 5 Stelle s’impegnerà per affermare vie legali e sicure di accesso all’Europa. Chiediamo che la valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale nelle ambasciate e nei consolati nei Paesi di origine o di transito o nelle delegazioni dell’Unione europea presso i Paesi terzi, con il supporto delle Agenzie europee preposte”. Si stimano milioni di africani sub-sahariani pronti a partire per l’Europa: vi immaginate le code a perdita d’occhio davanti alle ambasciate italiane di aspiranti richiedenti asilo speranzosi di venire nel nostro Paese, e i connessi aggravi economici connessi al sicuro aumento del personale per la gestione delle domande di protezione internazionale?
Dopo aver analizzato i 4 punti del programma immigrazione del movimento di Grillo votati forse da ignari iscritti, chiudiamo l’articolo con un veloce controllo sull’attività dell’eurodeputata Laura Ferrara. Siamo partiti da due post pubblicati su Twitter, chiedendoci il motivo della contrarietà della Ferrara agli accordi intercorsi tra il governo italiano e Al Serraj, che miravano a bloccare la rotta libica e il business dei trafficanti di essere umani.

Analizzando il suo operato nel Parlamento Europeo, abbiamo riscontrato che l’eurodeputata ha appoggiato diverse volte iniziative sostenute da altri membri del Parlamento Europeo eletti nelle fila del Partito Democratico. Nel 2014, per esempio, la Ferrara ha sottoscritto un’interrogazione parlamentare proposta da Barbara Spinelli (presente nell’elenco di Open Society Institute “Reliable allies in the European Parliament” che elenca i membri eletti nel Parlamento Europeo ideologicamente “alleati” di Soros[27]) “per chiedere l’avvio di una procedura d’infrazione contro in merito agli abusi e alle violenze compiute dalle forze di polizia italiana nell’ambito delle recenti operazioni di identificazione e foto segnalamento[28] e sostenuta anche dalla Kyenge, e da Elly Schlein (altre “alleate” Open Society). Sempre nel 2014, l’eurodeputata 5 Stelle compare tra i 59 firmatari (compaiono ancora la Kyenge e la Schlein) dell’interrogazione sempre presentata dalla Spinelli per “chiedere conto della conformità dell’accordo UE-Turchia con il divieto di respingimento (il principio di non-refoulement)”[29] in seguito alle testimonianze riportate dalla sorosiana Amnesty International[30], utilizzate anche nell’interrogazione precedente.

La sua portavoce Eleonora Evi è stata ospitata nel novembre scorso come relatrice ad una conferenza organizzata da International Institute for Democracy & Electoral Assistance (IDEA), per esporre la piattaforma Rousseau al pubblico, commentando: “Siamo per la democrazia diretta e stiamo portando il futuro della partecipazione politica”.

Peccato che IDEA sia molto distante dalla “democrazia dal basso” essendo finanziata dal meglio dell’èlite globalista, come la solita Open Society Foundations, la Ford Foundation, USAID, etc[31]. Nel 2015, è la stessa Laura Ferrara[32] ad organizzare con Ignazio Corrao e Barbara Spinelli, la proiezione del documentario “EU 2013, The Last Frontier”, prodotto dalla stessa Open Society Foundations[33]; nel dibattito seguente è intervenuta anche uno degli allora più attivi agenti di Soros in Italia, Costanza Hermanin (attuale assistenze particolare del Sottosegratario Gennaro Migliore).

Non servono ulteriori commenti e riflessioni: sulla questione flussi, il Movimento 5 Stelle, il suo programma immigrazione e l’eurodeputata Laura Ferrara, sono assolutamente lontani da chi vuole fermare la rotta mediterranea verso l’Italia, da chi vuole un differente impiego dei contributi versati dai cittadini a favore di chi le tasse le ha pagate per decenni, da chi vuole più sovranità e meno ingerenze di Europa ed èlite globalista, e da chi proclama “prima gli italiani”. Elettori pentastellati riflettete sui personaggi che si accompagnano ai vostri leader; forse non basta la piattaforma Rousseau a garantirvi il pieno esercizio della democrazia partecipativa.
Francesca Totolo
NOTE
[0] Crescita del gioco online e concessione della licenza AAMS: https://casinopilota.it
[1] Di Maio: “Da ipocriti non vedere business su immigrazione”: http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2017/04/23/maio-ipocriti-non-vedere-business-immigrazione_pl1rNe8EURYhOSjtPQSVHN.html
[2] Una riflessione sul tema dell’immigrazione: http://www.robertofico.it/una-riflessione-sul-tema-dellimmigrazione/
[3] Immigrazione: Obiettivo sbarchi zero. L’Italia non è il campo profughi d’Europa: http://www.movimento5stelle.it/programma/immigrazione.htm
[4] ASGI: https://www.asgi.it/
[5] L’Italia sono anch’io: http://www.litaliasonoanchio.it/
[6] Out of Limbo: https://www.asgi.it/progetti/out-of-limbo/
[7] Ero Straniero-L’umanità che fa bene: http://www.radicali.it/campagne/immigrazione/
[8]Non aver paura. Apriti agli altri, apri ai diritti: http://www.caritasitaliana.it/materiali/campagne/apriti_aglialtri/comunicato.pdf
[9] Onlus e Migranti in Italia: https://www.lucadonadel.it/onlus-e-migranti-in-italia-open-society/
[10] Bonus mamma domani, giudice vs Inps: “Spetta anche alle straniere. Altrimenti la condotta è discriminatoria”: https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/13/bonus-bebe-il-giudice-contro-linps-va-esteso-a-tutte-le-madri-anche-straniere-altrimenti-la-condotta-e-discriminatoria/4037551/
[11] Le Commissioni Territoriali: http://www.beppegrillo.it/2017/07/programmaimmigrazione_le_commissioni_territoriali.html
[12] la legge 13 aprile 2017 n. 46 recante disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale di Guido Savio: https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/07/Scheda-pratica-legge-Minniti-DEF_2.pdf
[13] Input by civil society to the EASO Annual Report 2016: https://www.easo.europa.eu/input-civil-society-easo-annual-report-2016

[14] ECRE: Our Members: https://www.ecre.org/members/
[15] ASGI, chi siamo: https://www.asgi.it/chi-siamo/

[16] Tribunale di Milano, sez. affari immigrazione civile, decreto 7.3.2017: https://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-milano-sez-affari-immigrazione-civile-decreto-7-3-2017/

[17] le buone ragioni per abrogare il reato di clandestinità’: un atto necessario e di onestà: http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2016/01/2016_1_11_savio_reato_imm_irregolare1.pdf
[18] Il reato di immigrazione clandestina: http://www.ilpost.it/2013/10/10/reato-di-immigrazione-clandestina/
[19] La cooperazione internazionale: http://www.beppegrillo.it/2017/07/programmaimmigrazione_la_cooperazione_internazionale.html
[20] Quattro domande cruciali sulla Libia a Nancy Porsia: http://openmigration.org/analisi/quattro-domande-cruciali-sulla-libia-a-nancy-porsia/
[21] CILD, chi siamo: https://cild.eu/chi-siamo/
[22] Working grant: http://www.journalismfund.eu/workinggrant/operation-sophia
[23] Journalismfund, about us: http://www.journalismfund.eu/about-us
[24] Le vie legali di accesso: http://www.beppegrillo.it/2017/07/programmaimmigrazione_le_vie_legali_di_accesso.html
[25] Associazioni religiose e migranti in Italia: https://www.lucadonadel.it/associazioni-religiose-e-migranti-in-italia/
[26] Mediterranean Hope, corridoi umanitari: http://www.mediterraneanhope.com/corridoi-umanitari-0
[27] Reliable allies in the European Parliament(2014 – 2019): https://legacy.gscdn.nl/archives/images/soroskooptbrussel.pdf
[28] Identificazioni e violenze, richiesto l’avvio di una procedura d’infrazione contro l’Italia: http://www.cronachediordinariorazzismo.org/identificazioni-violenze-richiesto-lavvio-procedura-dinfrazione-contro-litalia/
[29] Rimandare i migranti in Turchia viola il principio di non-respingimento: http://www.cronachediordinariorazzismo.org/rimandare-i-migranti-in-turchia-viola-il-principio-di-non-respingimento/
[30] ONG E MIGRANTI: Amnesty International, Oxfam, Human Rights Watch: https://www.lucadonadel.it/ong-e-migranti-amnesty-oxfam-human/
[31] Annual Report IDEA: https://www.idea.int/sites/default/files/reference_docs/annual-results-report-2016_interactive.pdf
[32] Al Parlamento Europeo: proiezione del documentario EU 2013 The Last Frontier: http://www.unitademocraticagiudicidipace.it/2015/06/15/al-parlamento-europeo-proiezione-del-documentario-eu013-the-last-frontier/
[33] EU 2013, The Last Frontier: http://www.filmitalia.org/p.aspx?t=film&l=en&did=78151

Preso da: https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/cosi-gli-uomini-di-soros-hanno-scritto-il-programma-immigrazione-del-m5s-77760/

“Così uomini di Soros hanno scritto il piano migranti del M5S”

Uomini di un’associazione finanziata da Soros avrebbero redatto una parte del programma grillino sui migranti. Ecco chi sono

“In Grecia 700 bambini morti per la crisi. Ma decisi di non parlarne”. La confessione choc di Fubini




Fubini nel board dell’Open Society Foundations

Membro del board dell’Open Society Foundations di George Soros, Fubini ha dunque preferito omettere una notizia piuttosto che fornire argomenti ai sovranisti. “La morte di 700 bambini in più dagli 0 ai 12 mesi è l’effetto drammatico della crisi in Grecia (e delle misure di austerità imposte dalla Troika, ndr). Ho deciso di non scrivere perché il dibattito in Italia è avvelenato tra anti europei pronti a utilizzare materiale del genere come una clava contro quello che l’Europa rappresenta, una democrazia fondata sulle regole e sulle istituzioni, e dall’altro chi rifiuta di affrontare questo. Mi sono detto se lo scrivo vengo strumentalizzato dagli anti europei e in qualche modo ostracizzato anche dagli altri e la sostanza del problema si perde e avrei dovuto passare il tempo a difendermi da attacchi assurdi sui social network”.

Un problema di coscienza

Insomma, il dovere di cronaca di un giornalista – tra l’altro del vicedirettore del più importante quotidiano italiano – si ferma di fronte al rischio di qualche commento di troppo su Facebook o di mezzo punto percentuale in più per Salvini nei sondaggi. Ora Fubini prova a rimettersi a posto con la coscienza (e la deontologia) parlando della questione della mortalità infantile in Grecia nel suo nuovo libro. “E’ stato un grande peccato non averne scritto sul Corriere della Sera, adesso spero di essermi in parte ripreso dedicandogli un capitolo nel libro. Ho analizzato i dati e sono andato negli ospedali greci”. Meglio tardi che mai. Forse.

Il video con la confessione di Fubini


Davide Di Stefano

Preso da: https://www.ilprimatonazionale.it/cultura/cosi-nascosi-la-notizia-dei-bambini-morti-in-grecia-per-la-crisi-la-confessione-choc-di-fubini-116107/

I LEGAMI FRA BOERI, DE BENEDETTI E SOROS… ECCOVELI QUI

23 luglio 2017
https://i1.wp.com/scenarieconomici.it/wp-content/uploads/2017/07/boeri-soros.jpg?ssl=1
Grazie ad un nostro attento lettore  dalla memoria lunga (Grazie Fabrice) siamo in grado di darvi qualche chicca storica sui legami fra Deb Benedetti, Soros e Boeri
Un pezzo di Verdirami dal Corriere dell Sera di qualche anno fa
«Quando Francesco Rutelli è entrato ieri al numero 888 della Settima Avenue per conoscere George Soros, le presentazioni erano di fatto già avvenute. Perché il leader della Margherita era stato preceduto da una lettera inviata giorni fa da Carlo De Benedetti. Poche righe in cui l’Ingegnere aveva tracciato al potente finanziere il profilo dell’ex sindaco di Roma, definito «un giovane brillante politico italiano”. I rivali di Rutelli diranno che si è fatto raccomandare, che per essere ricevuto si è valso di una lettera per accreditarsi. Ma la tesi stride con la genesi dell’incontro, se è vero che l’idea risale a due settimane fa, e che l’approccio è avvenuto via email. Con la posta elettronica Lapo Pistelli provò infatti a contattare il magnate americano. Il responsabile Esteri dei Dl si trovava insieme a Rutelli a Cipro per un incontro del Partito democratico europeo: studiando l’agenda del viaggio negli Stati Uniti, si accorsero che mancava qualcosa, “ci sono gli appuntamenti politici, però ne servirebbe uno con il mondo della finanza”. è una storia tipicamente americana quella capitata al capo della Margherita, visto che quando partì il messaggio nessuno pensava di ottenere risposta, “nessuno in Italia – commenta Pistelli – si sognerebbe di entrare in contatto così con un industriale o un banchiere”: “La storia del nostro incontro con Soros dimostra che in America, dall’altro capo del telefono o del computer, c’ è sempre qualcuno pronto a darti attenzione”.»

Quindi De Benedetti è in grado di metter in contatto diretto con Soros, con ui ha famigliarità. Del resto l’anello di congiunzione è il banchiere svizzero Edgar de Picciotto che è nel CdA di Quantum Fund , fondato da Soros, ma il cui figlio è stato nel CdA della Olivetti di De Benedetti negli anni 80. Per conoscere in quali affari sia De Picciotto e le sue banche TBA e CBI, cercate sul web….
Del resto, parliamo chiaro, è stato De Bendetti a volere all’INPS Boeri, come ricorda bene anche Dagospia…

Potete leggere l’articolo originale QUI.
Non possiamo poi dimenticare che SOROS fu invitato al Festival dell’Economia di trento nel 2012, proprio quando era presidente del comitato scientifico  TITO BOERI, che non mancò di invitare, guarda caso, anche DE BENEDETTI.
Trovate in questa pagina l’invito a Debenedetti, e in quest’altra l’intervento di Soros.
Insomma TITO BOERI lavora a braccetto con chi sostiene la “Open Society”, cioè una società “Aperta” si, allo sfruttamento economico ed alla distruzione culturale. Perchè se una nazione vuole svilupparsi in modo autonomo, usando le proprie risorse, allora è “CLOSED”…
Con questo chiudiamo il quadro complessivo che spiega l’intervento di Tito Boeri tramite i suoi collegamenti con Soros e con De Benedetti…

Preso da: https://scenarieconomici.it/i-legami-fra-boeri-debenedetti-e-soros-eccoveli-qui/

Tutti migranti, come merce dentro ai pacchi: le nuove direttive UE e Onu contro ogni sovranità

 

L’Europa e l’ONU si accingono a mettere nero su bianco le regole definitive sull’immigrazione, che saranno valide per tutti i Paesi. E’ la costruzione di un vero sistema per la mobilità umana, che prevede società aperte, accoglienza, e zero respingimenti. Lo scopo? Nel mondo globalizzato anche  gli esseri umani devono essere rapidamente spostabili come le merci. Opporsi? Non è previsto.
di Francesca Totolo
Partiamo dall’ultima trovata che arriva dalla Commissione Europea. I Paesi membri dell’Unione Europea che hanno mostrato più solidarietà nell’accoglienza dei migranti, come Grecia e Italia, saranno premiati dai fondi strutturali del prossimo budget UE 2021-2027. Chi invece si mostrerà refrattario a fare la sua parte a favore degli immigranti e sul rispetto dello stato di diritto, come Ungheria e Polonia, si troverà penalizzato. Continue promesse da Jean-Claude Juncker e Frans Timmermans, sempre disattese, che sembrano piuttosto voler colpire gli Stati Visegrad e l’Austria, rei di voler difendere gli interessi dei propri connazionali invece di aprire le frontiere agli stranieri indiscriminatamente.
Le dichiarazioni della Commissione Europea arrivano in seguito all’incontro pubblico del 16 aprile scorso voluto da George Soros. Durante il meeting, lo speculatore ungherese ha esposto le sue ragioni a Timmermans (Vice Presidente della Commissione Europea) contro il governo ungherese guidato dal Premier Viktor Orbán a proposito del pacchetto legislativo “StopSoros” che ha portato alla chiusura della sede della Open Society Foundations di Budapest e a quella, che sarà definitiva nel 2021, della Central European University fondata e finanziata dalla fondazione di Soros.

I legami di amicizia e stima personale che legano George Soros, Jean-Claude Juncker e Frans Timmermans sono chiari e noti da tempo. Lo stesso Vice Presidente della Commissione Europea parla di un rapporto che lo lega al magnate da più di vent’anni e di condividere il suo impegno a favore della “società aperta”. Come sono noti i pranzi informali, che si svolgono mensilmente a Bruxelles, dove i tre e Martin Schulz condividono le proprie opinioni e le possibili soluzioni da portare in Commissione.
L’Unione Europea, sembra seguendo le direttive del consulente George Soros, sta cercando di correre ai ripari a causa della crescente “minaccia populista” dilagante in ogni Stato membro, delle sempre crescenti percentuali di cittadini europei che chiedono lo stop all’immigrazione (ora il 78%), e in vista delle elezioni del 2019.
Gli eurocrati, quindi, sembrano sempre più convinti che si debba intervenire sulla questione migratoria per quietare l’opinione pubblica, ovviamente senza nessuna intenzione di arrestare il flusso costante e continuo grazie a opportuni accordi con i Paesi di origine e attraverso una seria ridiscussione della cooperazione internazionale.
Dal 2016, come sancito dal Migration Partnership Framework redatto dalla Commissione Europea e come suggerito dall’ispiratore degli Stati Uniti d’Europa, George Soros, la UE sta tentando di riprendere il controllo dei suoi confini e si sta impegnando nel costruire meccanismi comuni per proteggere le frontiere, per determinare le richieste di asilo e per trasferire i rifugiati.
Questo piano della Commissione Europea non è altro che un’ulteriore perdita di sovranità degli Stati membri; si parla della gestione centralizzata dei confini dell’Unione attraverso il rafforzamento del coinvolgimento delle agenzie europee, come Frontex e EUROPOL, che andranno di fatto a coordinare le autorità nazionali, di uffici della UE dislocati nei Paesi di transito per una comune amministrazione delle procedure delle richieste di asilo, e di una maggiore partecipazione delle organizzazioni del settore privato. Ovviamente nel piano, non potevano mancare i corridoi umanitari gestiti centralmente dalla Commissione Europea con ricollocamento obbligatorio negli Stati membri.
Quando tutte le operazioni comprese nel Migration Partnership Framework saranno implementate, l’Italia non avrà più nessun potere e controllo a proposito delle politiche migratorie. In cambio il nostro Paese forse riceverà due denari in fondi strutturali che saranno chiaramente destinati alla formazione e all’inclusione sociale degli immigrati arrivati.
E a livello internazionale non va meglio. Nel dicembre del 2018, sarà pubblicato il Global Compact on Migration, documento delle Nazioni Unite che segnerà un punto di svolta per l’immigrazione e traccerà le linee guida che le singole nazioni e l’Unione Europea dovranno seguire.
Possiamo affermare che il tweet pubblicato a Pasqua di IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), agenzia collegata alle Nazioni Unite, non promette nulla di buono.
Per IOM, “l’immigrazione è inevitabile, desiderabile e necessaria”. Quindi nessuna intenzione di intervenire, come si dovrebbe, nei Paesi di origine, perché l’immigrazione è un fenomeno auspicabile per l’occidente. Alla Boeri, insomma.
Il 4 aprile scorso, alti funzionari dell’Unione Europea e della IOM si sono incontrati a Bruxelles per discutere sui contenuti del futuro Global Compact on Migration. Il direttore generale dell’IOM, William Lacy Swing, ha dichiarato: “Abbiamo un’opportunità storica per costruire un sistema per la mobilità umana in cui le persone possano muoversi in sicurezza, legalmente e volontariamente, nel pieno rispetto dei loro diritti umani. Abbiamo particolarmente bisogno di fare progressi nell’affrontare il movimento dei migranti più vulnerabili con esigenze di protezione specifiche.(…) Siamo ottimisti sul fatto che con i leader dell’Unione Europea, raggiungeremo un accordo che fornisca un quadro unificante di principi comuni, degli impegni e di comprensione tra gli Stati membri su tutti gli aspetti della migrazione”.
Sono state pubblicate varie bozze sul futuro Global Compact on Migration, e sono perfettamente in linea con la nuova direzione, di sorosiana ispirazione, presa dalla Commissione Europea. Prenderemo in esame l’ultima versione stilata il 26 marzo scorso.
Già il preambolo svela il contenuto che sarà sviluppato nel documento: “Questo Global Compact esprime il nostro impegno collettivo a migliorare la cooperazione sull’immigrazione (il termine utilizzato è migrazione ma gli uccelli migrano, non le persone) internazionale. L’immigrazione ha fatto parte dell’esperienza umana nel corso di tutta la sua storia, e riconosciamo che è una fonte di prosperità, innovazione e sviluppo sostenibile del nostro mondo globalizzato. La maggior parte dei migranti di tutto il mondo oggi viaggia, vive e lavora in modo sicuro, ordinato e regolare. Ma la migrazione incide indubbiamente sui nostri Paesi in modo molto diverso e a volte in modi imprevedibili. È fondamentale che l’immigrazione internazionale ci unisca piuttosto che dividerci. Questo Global Compact definisce la nostra comprensione comune, le responsabilità condivise e l’unità di intenti in merito all’immigrazione in modo tale che funzioni per tutti”.
Nel Global Compact, si continua a parlare di canali legali per l’immigrazione. Le Nazioni Unite si impegneranno a migliorare la disponibilità e la flessibilità dei percorsi per l’immigrazione regolare, basandosi sulle realtà demografiche e globali del mercato del lavoro per “massimizzare l’impatto socioeconomico degli immigranti”. Ovvero i mondialisti delle Nazioni Unite continuano a spingere verso la costituzione di quello che Karl Marx ne Il Capitale chiamava l’esercito industriale di riserva.
L’obiettivo 8 riguarda molto da vicino l’Italia: “Ci impegniamo a collaborare a livello internazionale per salvare vite umane e prevenire morti e feriti tra i migranti, attraverso operazioni congiunte di ricerca e soccorso, raccolta e scambio standardizzati di informazioni. Per questo impegno dovremo sviluppare procedure e accordi sulla ricerca e il salvataggio con l’obiettivo primario di proteggere il diritto alla vita dei migranti che è negato dai respingimenti alle frontiere terrestri e marittime”.
Questo significa che le Nazioni Unite e l’Unione Europea non permetteranno, dopo l’introduzione del Global Compact, i respingimenti assistiti dei barconi partiti dalla Libia, punto inserito nel programma elettorale della coalizione del centro destra e sviluppato da Gianandrea Gaiani.
L’obiettivo 11 ”Gestire i confini in modo integrato, sicuro e coordinato” auspica dichiaratamente un coordinamento centrale delle frontiere, in piena sintonia con il piano europeo: “Impegno a gestire i confini nazionali in modo coordinato che garantisca la sicurezza e faciliti i movimenti regolari di persone, nel pieno rispetto dei diritti umani di tutti i migranti, indipendentemente dal loro status”. Quindi libero accesso a tutti i migranti, senza alcuna distinzione tra i reali beneficiari della protezione internazionale e i migranti economici.
Rafforzare la certezza e la prevedibilità nelle procedure di immigrazione” è l’obiettivo 12, e prevede la standardizzazione a livello internazionale delle metodologie riguardanti la gestione nazionale degli immigrati (identificazione, valutazione, assistenza, etc). Gli Stati avranno dei protocolli operativi forniti dalle Nazioni Unite, e non godranno più di nessun tipo di libertà nelle procedure di smistamento e riconoscimento degli immigrati.
La detenzione degli immigrati sarà usata solo limitatamente, e questo varrà sia al momento dell’ingresso sia nel procedimento di rimpatrio. Quindi in Italia, saranno pressoché aboliti i CIE (Centri di identificazione ed espulsione), mentre gli Hotspot e i CARA saranno regolamentati per non ledere i diritti degli immigrati che, come documentato, spesso fanno resistenze, anche violente, nelle procedure di identificazione.
L’obiettivo 16 prevede l’impegno dello Stato, che accoglie gli immigrati, di “promuovere società inclusive e coese”, riducendo al minimo le disparità, cercando di aumentare la fiducia dell’opinione pubblica a proposito delle politiche migratorie applicate e facendo comprendere ai cittadini che gli stranieri contribuiscono positivamente alla prosperità del Paese. Le famose “risorse” di boldriniana memoria.
E questi sono solo gli obiettivi più prevaricanti delle sovranità nazionali. Il Global Compact on Migration delle Nazioni Unite, al momento della sua sottoscrizione a fine anno, toglierà ogni tipo di libertà di azione ai governi dei Paesi di transito e/o di arrivo dei migranti. Tutte le procedure saranno standardizzate, realizzando in un prossimo futuro un occidente “no border” dove vigerà la libertà totale di mobilità delle persone oltre a quello delle merci.
E così sarà il vero globalismo voluto dal capitale, con gli orwelliani maiali della Fattoria degli animali al potere.

Dall’amministrazione Obama 9 milioni di dollari a Soros per destabilizzare l’Albania


Sono 32 pagine che inchiodano l’amministrazione Obama e l’Usaid (l’Agenzia governativa Usa che lavora per “sostenere la politica estera americana”nel mondo), mostrando i loro legami con George Soros nell’attività di destabilizzazione nei Balcani.

di Giampaolo Rossi  – – www.occhidellaguerra.it

In pratica si parla di 9 milioni di dollari con cui il Governo americano ha finanziato la campagna “Justice for all” in Albania, promossa da East West Management Institute legato a George Soros, con lo scopo di realizzare la riforma giudiziaria del governo socialista di Tirana.
Il documento è stato reso pubblico da Judicial Watch un’organizzazione conservatrice specializzata nel controllo delle attività governative.
Le 32 pagine sono state ottenute attraverso un FOIA (il Freedom Of Information Act che consente l’accesso ad atti del Governo) presentato nel 2017 contro il Dipartimento di Stato e l’Usaid, dopo che questi ultimi si erano rifiutati di consentire la visione dei documenti richiesti.

Tra il materiale è incluso un memo dell’Aprile del 2016 che rivela come l’Ambasciata Usa in Albania e la Open Society di George Soros abbiano finanziato un sondaggio realizzato dall’Ong albanese Idra Insitute, sul tema della giustizia nel paese.
Il sondaggio serviva a dimostrare che oltre il 90% degli albanesi appoggiavano la riforma giudiziaria voluta dal governo socialista in carica; riforma considerata illiberale dall’opposizione di centro-destra che arrivò a definirla “la Riforma Soros”.
In un secondo documento del 10 Febbraio 2017, il finanziamento a Soros parte direttamente dal Dipartimento di Stato che conferma come l’Open Society sia uno dei soggetti chiamati “a svolgere revisione tecnica per i progetti” che il Governo Usa finanzia in Albania e “valutarne la fattibilità e la non sovrapposizione con altre iniziative” di Istituzioni internazionali.
Tom Fitton, Presidente di Judicial Watch, si è chiesto se è lecito che un miliardario come George Soros “riceva i soldi dei contribuenti americani per portare avanti il ​​suo programma di sinistra radicale in patria e all’estero”.
In altre parole l’Amministrazione Obama ha finanziato Soros nelle iniziative che la sua Open Society ha svolto in Albania a supporto del governo socialista; governo il cui Premier Edi Rama è stato anche membro del Consiglio d’Amministrazione della Open Society albanese prima di diventare capo del Governo. Insomma un vero e proprio prodotto di laboratorio dell’élite mondialista .
Lo scandalo dell’ingerenza Obama/Soros in Albania è emerso con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, quando un gruppo di senatori repubblicani chiese al neo Segretario di Stato Tillerson di indagare sui fondi pubblici elargiti alla Open Society tramite l’Usaid, “per creare il controverso progetto strategico per la riforma giudiziaria in Albania”.

Soros anche in Macedonia

L’azione di infiltrazione nei processi democratici e nelle sovranità nazionali da parte di Soros non è limitato alla sola Albania ma è una strategia diffusa in tutti i Balcani.
Un anno fa abbiamo spiegato come tra il 2012 e il 2014 la Open Society di George Soros abbia stipulato un accordo con il Governo degli Stati Uniti di complessivi 5 milioni di dollari “per realizzare in Macedonia il Civil Society Project, il piano di democratizzazione della piccola nazione balcanica; progetto realizzato attraverso una serie di Ong e associazioni macedoni” tutte emanazioni del Partito della Sinistra macedone (SDSM) che nel 2015 scatenò la Rivoluzione colorata contro il governo conservatore eletto.
È curioso notare come la sinistra americana ed il sistema di potere legato a George Soros, che sono in prima linea nell’accusare la Russia di un’inverosimile ed ancora non dimostrata ingerenza nell’elezione di Donald Trump, siano in realtà coloro che hanno concretamente svolto attività di ingerenza nei processi democratici ed elettivi di molte nazioni europee. Accusare gli altri di ciò che si fa è una classica tecnica di depistaggio di cui Soros è un maestro.

Preso da: http://www.imolaoggi.it/2018/04/09/dallamministrazione-obama-9-milioni-di-dollari-a-soros-per-destabilizzare-lalbania/

I Governi finanziano George Soros e lui finanzia Migranti, Gender, Rom, Detenuti, Legalizzazione droga e Colpi di Stato nel mondo!

22 novembre 2017

Le Istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali sono Partners (finanziatori) della Open Society Foundation di George Soros. Governi, UE, ONU, OMS, UNESCO, UNICEF, e moltissimi altri enti, sono nella lista dei finanziatori.


Già con questa scandalosa e spudorata ammissione ufficiale bisognerebbe prendere atto dell’origine di moltissimi problemi nazionali e non. Ma andiamo oltre, nel nostro piccolo, per cercare di capire cosa ci fa con i soldi pubblici, George Soros e la sua Open Society Foundation. Aiuta i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli emarginati, le famiglie? NO! 
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia i ROM europei.
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia, secondo La Stampa, Il Giornale ed altri quotidiani, le principali ONG impegnate nel traffico di africani verso l’Italia, come Médecins sans frontières, Save the children, Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Proactiva Open Arms, Sea-watch.org, Sea-Eye, Life boat.

 La Open Society Foundation di George Soros avrebbe finanziato persino il Comune di Lampedusa per accogliere i migranti.
– La Open Society Foundation di George Soros ha finanziato il blog Fortress Europe di Daniele Del Grande, il presunto giornalista italiano imprigionato in Turchia (e poi liberato con tanta enfasi patriottica da parte di Alfano) che si occupa di flussi migratori in Europa.
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia la più potente organizzazione italiana di volontari delle carceri: Antigone.
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia le associazioni LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali)
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia Arcigay e i progetti GENDER nelle scuole.
E, per finire, la Open Society Foundation di George Soros, coi soldi pubblici, finanzia… i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli emarginati, le famiglie? Ancora e sempre: NO!
La Open Society Foundation di George Soros finanzia CILD, un’associazione italica che finanzia: lo IUS SOLI (allargamento della cittadinanza a tutti i migranti), i diritti dei detenuti, i diritti dei rifugiati, i diritti degli LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali), i diritti dei Rom, Sinti e Camminanti, la legalizzazione delle droghe.
Presunti e strani collegamenti indiretti anche tra la Open Society Foundation di George Soros e il Ministero della Giustizia italiano. Ci chiediamo, infine, come mai e perché Gentiloni si sia premurato ad accogliere George Soros, proprio lo stesso giorno in cui il Procuratore di Catania dott. Zuccaro, famoso per aver denunciato personaggi discutibili che finanziano le ONG che si occupano di traffici clandestini di migranti, era in audizione alla Commissione Difesa del Senato.
Ora capiamo meglio perché George Soros e le associazioni satelliti della sua Open Society Foundation, sarebbero state sfrattate dall’Austria, dichiarate non gradite dall’Ungheria e dalla Russia e considerate artefici di tutti i colpi di stato degli ultimi 25 anni, come avrebbe candidamente ammesso lo stesso Soros in Ucraina.
Fonte: http://www.liberascelta.eu/2017/10/21/governi-finanziano-george-soros-e-lui-finanzia-migranti-gender-rom-detenuti-e-legalizzazione-della-droga/
via Conoscenze al Confine

Preso da: http://www.complottisti.info/i-governi-finanziano-george-soros-e-lui-finanzia-migranti-gender-rom-detenuti-legalizzazione-droga-e-colpi-di-stato-nel-mondo/

George Soros ha collaborato, da nazista, all’Olocausto

George Soros ha collaborato, da nazista, all’Olocausto
Quando i nazisti occuparono Budapest nel 1944, il padre di George Soros era un avvocato ebreo di successo, viveva su un’isola nel Danubio e amava andare al lavoro in barca. All’avvento di Hitler, saputo che gli ebrei erano in pericolo, fece giustamente di tutto per proteggere la sua famiglia. Comprò documenti falsi e dopo aver corrotto un funzionario di governo fece passare la sua famiglia da ebrea a cristiana.
Il giovane George Soros, che aveva all’epoca 14 anni, da neo-cristiano, mentre godeva del privilegio dell’immunità, vide centinaia di migliaia di ebrei ungheresi mentre venivano deportati nei campi di sterminio. In coincidenza con questi fatti, George Soros trovò lavoro, venne assunto in un ufficio che si occupava della confisca delle proprietà ebraiche.
Stralcio dell’intervista rilasciata da George Soros al programma “60 Minutes”. Si tratta di un programma televisivo di attualità, trasmesso dal network televisivo statunitense CBS diretto da Steve Kroft. Durante l’intervista, sullo schermo alle spalle venivano trasmesse immagini e filmati d’epoca, che mostravano gli ebrei marciare in fila e un uomo che trascinava un bambino tra la folla:
Kroft: Queste sono immagini del 1944 di quello che è successo agli amici e vicini di George Soros:
lei è un Ebreo ungherese scampato all’Olocausto fingendosi cristiano e ha visto un sacco di persone mentre venivano deportate nei campi di sterminio.

Soros: Proprio così. Avevo 14 anni. E direi che è proprio in quei momenti che si è formato il mio carattere.
Kroft: Come?
Soros: Capisco che dobbiamo sempre riflettere, comprendere e anticipare gli eventi, soprattutto quando si è minacciati, all’epoca era in atto una minaccia enorme… voglio dire, è stata un’esperienza molto personale del male.
Kroft: Capisco che sia riuscito a salvarsi grazie a certe protezioni.
Soros: Sì. Sì.
Kroft: Cioè, ha evitato la loro stessa sorte e ha contribuito a confiscare i beni degli ebrei.
Soros: Sì. E’ vero. Sì.
Kroft: Voglio dire, è… suona come un’esperienza che sarebbe potuta finire in un ospedale psichiatrico per la maggior parte delle persone. E ‘difficile?
Soros: Niente affatto, niente affatto, forse perché quando sei un ragazzo, non vedi il quadro completo, ma per me non è stato un problema.
Kroft: Nessun senso di colpa?
Soros: .
Kroft: Per esempio: “Sono ebreo e sto lì a guardare queste persone? Potrei anche essere finito come loro? Dovevo essere lì. Niente di tutto questo?”
Soros: Beh, naturalmente sarei potuto essere dall’altra parte o potrei essere tra coloro i cui beni ho confiscati. Ma non c’è alcun senso a teorizzare su questo ora, perché è come il mercato, se non l’avessi fatto io, qualcun altro l’avrebbe fatto comunque. Io ero solo uno spettatore in quella situazione, quando la proprietà veniva confiscata: Siccome non ero responsabile non avevo alcun senso di colpa.
Naturalmente, molti di noi sono a conoscenza di azioni molto dubbie commesse da Soros durante l’occupazione nazista, anzi, in questo blog abbiamo trattato più volte coinvolgimenti e traffici del personaggio. Le dichiarazioni rese in questa intervista ci mostrano una personalità in grado di perdonarsi tutto “se non l’avessi fatto io, qualcun altro l’avrebbe fatto comunque”
Tutto questo indica che Soros, definito “Un Filantropo” dal Corriere della Sera e da molti media, non ha una coscienza che gli suggerisca la differenza tra bene e male, una mancanza di consapevolezza che si dice sia comune nei sociopatici.
Se qualcuno non dovesse crederci ecco un parte dell’intervista sopra citata, dove è proprio Soros a parlarne:
Luciano Bonazzi
Fonti>
-http://www.cbsnews.com/60-minutes/
-http://www.snopes.com/george-soros-ss-nazi-germany/
-http://www.yadvashem.org/
-http://katehon.com/
-http://www.thedailybeast.com/