Libya Free… to steal, rape and kill!

[06.11.2011] di GilGuySparks

I lealisti e le forze governative lo avevano detto dai primi giorni dei disordini in Libia nella parte orientale del paese; coloro che si presentavano come i democratici, vittime di repressioni efferate, erano, per lo più, una congerie mal assortita di estremisti islamici, esuli dalla dubbia fama e qualche migliaio di giovanissimi tra i 18 e i 25 anni che hanno dimostrato fin da subito quali fossero  le loro reali intenzioni. Lo si era visto nei numerosi filmati e nelle fotografie che rappresentavano, senza dubbio alcuno, l’inaudita ferocia, la compiaciuta adorazione e ostentazione per le torture efferate, la negazione di qualsiasi, anche minimo, rispetto per gli esseri umani e le loro cose.

Lo avevano sperimentato, questo mix spietato, gli abitanti di Bengasi diversi mesi fa, il cui terrore era andato crescendo, man mano che il potere passava dalle mani del legittimo governo libico in quelle delle bande criminali e assassine che spadroneggiavano, picchiando a morte, razziando, stuprando e commettendo ogni genere di abuso sulla popolazione civile. Questi giovani, che il colonnello Gheddafi aveva descritto come invasati e drogati, agivano e continuano ad agire in un delirio di onnipotenza, tipico di coloro che sono stati testimoni complici di inenarrabili bagni di sangue e orge di violenze. Questi bravi ragazzi imberbi sono stati educati, in poco più di otto mesi, alla barbarie deliberata; hanno perpetrato o hanno visto perpetrare violenze inaudite rivolte prevalentemente ad esseri umani inermi. Le vittime sono state senz’altro anche le forze militari lealiste, le cui fosse comuni sparse tra Bengasi e Misurata, tra Sirte e Tripoli nessun organismo umanitario internazionale, nessun giornalista occidentale andrà mai a documentare e denunciare. I barbuti pseudo rivoluzionari che si accompagnavano con torme di quei ragazzi invasati della peggiore teppaglia, con la scure e il machete alla cinta hanno amputato le dita, le mani, i piedi e le teste di un numero di esseri umani incommensurabile. Non sono stati risparmiati a questo scempio né i bambini, né le donne, né gli anziani. Centinaia di migliaia sono ormai i desaparecidos libici e le efferatezze continuano sotto lo sguardo indifferente della comunità internazionale e delle autorità neo insediate che dovrebbero essere portate in giudizio per aver infranto qualsiasi legge nazionale ed internazionale sui diritti civili, umani in tempo di pace così come di guerra.
La violenza feroce, disumana, spettacolarizzata da quelle decine di videofonini che riprendevano, tra una torma di degenerati ululanti un mal riposto “Allah Akbar”, le torture, ampiamente censurate, alle quali è stato sottoposto l’anziano leader e colonnello del popolo libico, Muammar Gheddafi, sono state la rappresentazione di quello che ha subito la Libia e il suo popolo dagli inizi di febbraio ad oggi, cioè da quando è scattato il piano golpistico dei paesi occidentali per rovesciare uno Stato sovrano. Difficilmente la Libia potrà mai tornare a i livelli di sviluppo che aveva raggiunto con la Jamahiriya; più di otto mesi di bombardamenti di infrastrutture civili hanno ridotto la Libia ad un cumulo di macerie, mentre i saccheggi, le ruberie e le violenze più atroci hanno trasformato un popolo che aveva il più alto benessere tra i popoli dell’Africa, in un popolo in condizioni di grave indigenza, privato di servizi essenziali, privato della stessa sicurezza per sé, per i propri familiari e per le proprie cose. Con la risoluzione Onu 1973 gli Stati occidentali aderenti alla Nato hanno distrutto assieme agli edifici, la possibilità di una serena esistenza, la certezza del diritto e della stessa vita di migliaia di persone. Con la pretesa, assurda e menzognera, di difendere i diritti umani e civili della popolazione libica, la Nato e i suoi alleati arabi hanno, in tutti questi mesi, difeso una banda di stragisti, malfattori, estremisti islamici e criminali efferati della peggior specie.

Usando le parole del prof. James Petras : “fondamentalisti […], delinquenti, assassini. […] Come possiamo vedere in Libia, nel saccheggio e nel terrore che sta accadendo dentro il paese, […] le uniche forze sulle quali gli Stati Uniti possono contare sono quelle che potremmo chiamare la spazzatura della società, teppa sottoproletaria che si presta al saccheggio del paese.”
Una parte minoritaria della popolazione aveva appoggiato i ribelli, aveva parteggiato per loro anche a Tripoli anche se in minoranza evidente; a distanza di poco più di due mesi dalla caduta di Tripoli nelle mani di quel miscuglio di milizie islamiste e bande armate di facinorosi, assettati di violenze e facili arricchimenti, moltissimi dei simpatizzanti dei ribelli cominciano a realizzare che quei bravi ragazzi sono mossi unicamente dalla ricerca senza scrupoli della brama di ricchezze e di un potere che nelle loro teste si declina come esercizio senza freni del sopruso sull’altro, sul diverso, sulle donne, su tutti coloro che gli si oppongono. Aveva ragione Gheddafi che li definiva drogati per i loro comportamenti, non sapendo dare altra spiegazione alle loro azioni, ma non erano drogati con droghe sintetiche o di altra natura, erano e sono come animali feroci che assaggiato il sapore del sangue, il gusto per la sadica tortura e quello della polvere da sparo dei loro fucili mitragliatori, si muovono come degli invasati, si comportano come tossici all’ultimo stadio; necessitano, come fossero in astinenza, dell’appagamento quotidiano nell’esercizio di violenze barbare, catturando prede inermi da poter seviziare impunemente e commettendo abusi sfrenati, giunti come sono all’apice della loro volontà di potenza.
Tuttavia questa violenza inaudita comincia a riversarsi indistintamente, non più sulla popolazione vicina al colonnello Gheddafi, ma investe anche quella parte minoritaria a Tripoli che aveva scelto la fazione dei ribelli e ne aveva sposato la causa. Lo ha compreso e realizzato un abitante di Tripoli, Abdul Mojan nel momento in cui sono venuti dei bravi ragazzi lo hanno gettato nel bagagliaio della loro auto, […] e sono partiti con lui un prigioniero dentro. Quando finalmente si sono fermati e lo hanno trascinato fuori, ha chiesto a loro: “Che cosa state facendo io sono un rivoluzionario come voi non ho mai sostenuto Gheddafi”-  Ma agli ex ribelli non importava. Avevano preso in simpatia l’edificio del nuovo ufficio nella zona occidentale di Tripoli che il signor Mojan gestiva e volevano le chiavi e i documenti di proprietà. Ha cercato di ragionare con loro, sottolineando che c’erano un sacco di edifici governativi vuoti in ​​piedi. Inutilmente, però. Da un arrogante diciottenne gli fu detto: “Ci siamo sacrificati per questa rivoluzione e tu non lo hai fatto, e ora noi ci prendiamo quello che vogliamo. Potrai riavere l’edificio quando la rivoluzione sarà finita.
Il signor Mojan era ancora incredulo quando rilasciava al Telegraph la sua intervista “ammettendo che si sentiva fortunato ad esserne uscito senza un pestaggio anche se non c’era nulla che potesse fare per i  5.000 dinari (£ 2.550) che avevano rubato dalla sua auto.”

Molti degli abitanti di Tripoli hanno avuto un momento simile di triste risveglio in queste ultime settimane. I loro liberatori, ancora spavaldi girano per la città armati fino ai denti e non sono tornati alle loro città di origine come avevano promesso.
Qualche abitante di Tripoli che ha ancora lo spirito per fare ironia ha sibilato “Quando hanno detto Libia Free, intendevano le auto, i frigoriferi e i televisori a schermo piatto“.
Le case private dei cittadini di Tripoli e di Sirte, e quelle di quasi tutti i villaggi caduti nelle mani dei ribelli, sono state prese d’assalto e saccheggiate di tutto il loro arredo. Camion di televisori al plasma, lampadari, mobili impianti stereo e tutto ciò che potesse avere un valore vengono caricati e trasportati verso Bengasi dove finiscono nei bazaar e nei mercati a basso costo.
Nella Tripoli liberata può accadere di essere fermati ad un posto di blocco e sentirsi requisire l’auto, ricevendo in cambio ricevute che dicono che verrà restituita dopo la rivoluzione.

Nella capitale le bande dei miliziani si scontrano sempre più spesso tra di loro, ma non per questioni tribali come qualche volta riportano i giornali e i media, piuttosto per dissidi sulla spartizione dei territori e dei bottini. Le milizie ribelli del CNT hanno assaltato sistematicamente tutti i depositi di armi, di prima necessità, non una sola banca è stata risparmiata, sono state tutte assaltate svuotate del loro contenuto e dati alle fiamme tutti i documenti dei depositi; non sono stati risparmiati neppure i musei da questi saccheggi sfrenati. Come riportato da varie fonti i musei di Bengasi , quello Soltane nella parte est di Sirte, e quello Nazionale e Islamico a Tripoli sono stati razziati di tutto ciò che aveva un valore. Nikolai Sologubovsky, giornalista e vice capo di un comitato russo di solidarietà con il popolo di Libia e Siria aveva dichiarato alla televisione russa, verso la fine di agosto, che il Museo Nazionale di Tripoli al-Jamahiriya era stato saccheggiato e i manufatti venivano spediti via mare verso l’Europa.

Ma ciò che allarma ancora di più, anche quella parte di popolazione che, sebbene minoritaria, aveva appoggiato la pseudo rivoluzione, è  il fatto che i presunti liberatori si siano rivelati essere criminali della peggior specie, spesso ubriachi fradici, che girano armati di tutto punto come se fossero i padroni della città di Tripoli. Numerose sono le segnalazioni di scontri armati tra milizie, solo limitandosi la scorsa settimana, sono state registrate non meno di cinque sparatorie di una certa entità che hanno coinvolto gruppi di miliziani di Zintan e quelli delle forze legate al terrorista islamico, ora consigliere militare di Tripoli, Abdel Akim Belhaji. Proprio ieri 5 novembre queste milizie contrapposte si sono affrontate duramente nel quartiere Al Andalous, situato nella zona turistica; mentre in un altro scontro a fuoco tra le stesse milizie, nella Piazza Verde, un bambino sarebbe stato colpito, assieme un’altra persona, da proiettili vaganti.

Altri scontri sono stati registrati nell’ultima settimana presso diversi ospedali, presso l’aeroporto e il porto di Tripoli; gli scontri erano sempre tra fazioni contrapposte di ribelli che hanno lasciato sul campo parecchi morti e decine di feriti.

Perfino a Bengasi dove ha preso inizio il colpo di stato sono stati registrati negli ultimi giorni numerosi scontri tra le stesse milizie; i motivi di questi scontri ruotano sempre attorno alle forniture di armi e ultimamente anche sulle paghe che sarebbero state distribuite tra i ribelli.

I signori della guerra occidentali hanno seminato le divisioni, esasperato la violenza, incoraggiato e spalleggiato estremisti islamici e imberbi ragazzotti che educati alla mattanza gratuita ora si aggirano come belve assetate in cerca della propria soddisfazione, e che continuano a sequestrare, torturare e stuprare migliaia di libici, tutti dichiarati “sospetti sostenitori Gheddafi”  in una vasta caccia alle streghe, basata spesso sulla base di  accuse che sono poco più di voci.
Capita così in Libia che anche gente che aveva sostenuto la rivoluzione ingenuamente e che fino ad un mese fa era piena di speranza, descriva come un fallimento la rivoluzione. Abbacinati dal sogno surreale di trasformare la Libia in uno stato europeo si sono svegliati in una Libia che aveva come vittoriosi, oscurantisti terroristi islamici e brigate di criminali rabbiosi. Non rimpiangono ancora la Libia di Gheddafi ma avranno tempo per farlo.
E’ il caso di Omar che ha potuto toccare con mano il profilo tagliente della Libia liberata, quando uomini armati di Misurata lo hanno preso e sequestrato. Quei ribelli avevano agito per un ricco uomo d’affari della città, con il quale Omar aveva avuto una controversia parecchi anni fa. “Sono giunti  a casa sua e Omar è andato con loro perché credeva nella rivoluzione e ha pensato che era un equivoco che presto sarebbe stato risolto. Ma quando sono arrivati ​​a Misurata lo hanno  gettato nella loro prigione privata e hanno detto che avrebbero battuto le piante dei suoi piedi fino a quando non avrebbe confessato. E ‘una vecchia tortura turca chiamata falakha.

Oggi si possono vedere “questi rivoluzionari” guidare sui  loro pick-up con grandi mitragliatrici e girare tra i bungalow nel sobborgo di Regata, un delizioso quartiere di palme e bungalow di fronte al mare, mentre raccolgono congelatori e televisori a schermo piatto frutto dei saccheggi.

La storia più di colore, non negata dal comandante Mohammed al-Madhni, è quella che racconta che i ribelli di  Zintan rubarono perfino “un elefante dallo zoo di  Tripoli come un trofeo di guerra, portando  la bestia sfortunata alla loro città in un camion.

Siamo qui per aiutare a costruire la democrazia e proteggere la rivoluzione“, ha detto lo stesso Mohammed al-Madhni, con un sorriso furbo.
C’è da credergli.

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Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/11/06/libya-free-to-steal-rape-and-kill/

Le bombe a grappolo della Clinton e le rivendicazioni di vittoria

  • Le bombe a grappolo della Clinton e le rivendicazioni di vittoria
    [19.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks

Hillary Clinton è il più alto ufficiale americano a visitare la Libia dopo la caduta del legittimo governo libico. La “visita a sorpresa” della Clinton faceva seguito ad una ancor più “ilare” rivendicazione di vittoria, e all’annuncio della NATO del ritiro della Svezia dalla Libia, per arrivare ai progressi nella sua campagna militare. I media corporati occidentali si concentrano  su Hillary e Mahmud, una foto opportunity in un ospedale, la narrativa umanitaria, e la  dichiarazione di un “Gheddafi, ricercato vivo o morto”, mentre la NATO lanciava bombe al fosforo su Bani Walid.
dal Dr. Christof Lehmann

Che incubo logistico deve essere stato per i servizi segreti e l’intelligence della NATO recapitare la Clinton salva a Tripoli. Pesanti combattimenti attorno all’aeroporto di Tripoli e sull’altopiano di Abu Salim avrebbero reso il suo aereo vulnerabile ad attacchi. Così è stata introdotta clandestinamente a Tripoli in barca? Molto probabilmente. Si poteva quasi vedere dal sorrisetto sul suo viso, quando ha affrontato una selezione di media compiacenti assieme a Jibril, che era “eccitata” dall’avventura. Dopo anni insieme al marito, dipendente dalla Coca (n.d.t. il significato è giocato sull’ambiguità del termine coca cola/cocaina) ed ex presidente degli Stati Uniti, William Jefferson Clinton, Hillary ne ha l’abitudine per stare “su di giri”, quindi chissà, potrebbe essere che Jibril e Hillary si siano fatti una Coca e un sorriso prima di affrontare la stampa. Accanto alla speculazione, però, ci sono alcuni dei sintomi psicologici di abuso di coka a lungo termine, le manie di grandezza, l’umore instabile, la paranoia e i comportamenti aggressivi, che sono una perfetta descrizione della politica che lei rappresenta riguardo alla Libia.

Se alcuni dei media che erano presenti alla foto opportunity con Jibril avessero onorato l’etica del loro mestiere, che cosa ci sarebbe stato sui titoli e sulle prime pagine di oggi, ci sarebbe “La canaglia di Stato Hillary chiede la cattura di un legittimo capo di Stato in Libia, vivo o morto” o che dire di “Hillary una photo opportunity umanitaria in ospedale, mentre la NATO bombarda Bani Walid con bombe al fosforo bianco“. Ma no, i media occidentali corporati sono compiacenti e assolvono con  precisione la funzione che sono destinati a soddisfare, mantenere le popolazioni dell’occidente in uno stato di sonno confortevole e di illusione. Una foto opportunity all’ospedale di Tripoli avrebbe dovuto coprire la situazione caotica e disastrosa a Sirte. Il semplice fatto che Clinton pronunci pubblicamente la sua speranza che “Gheddafi presto venga ucciso o catturato” dovrebbe farle guadagnare un atto d’accusa per crimini di guerra. Quanti capi di stato  hanno ucciso gli Stati Uniti dagli anni 60.

La NATO e la sua leadership politica sono alla disperata ricerca di una vittoria, sapendo che le proteste nazionali che infuriano in Europa e negli Stati Uniti, che finora sono state ben gestite e controllate, potrebbero essere cooptati dai loro stessi popoli, chiedendo uno stop immediato alla guerra assassina. La NATO è disperata, perché a dispetto di mesi di massicce campagne militari in Libia, il popolo della Libia e i suoi militari rifiutano di dare un pollice per l’esercito ribelle da quattro soldi di mercenari e i loro Comandanti delle Forze Speciali, senza combattere per essi. Uno degli sbocchi più favoriti della propaganda CIA, il Washington Post sta cercando di convincere i suoi lettori di una vittoria imminente, cosa che è tanto credibile quanto la promessa degli imperatori della Germania al popolo tedesco, che le truppe sarebbero tornate a casa prima di Natale, all’inizio della prima guerra mondiale. Così cosa può fare la NATO per contrastare ciò che sempre più si sta trasformando in un disastro di pubbliche relazioni. Lasciare che la Svezia ritiri gli otto aerei da combattimento.
Quelli sono qualcosa che le portaerei americane hanno comunque di riserva, forse il pubblico potrà acquistare la nostra narrativa sulla vittoria se ritiriamo alcuni get svedesi, giusto. Oppure inviare ancora un po ‘dal Qatar. Il problema più grande con il quale si misura sia Hillary e la NATO è che, indipendentemente dalla bugia alla quale crede la gente, la situazione sul terreno sostanzialmente non cambia, e guardare la situazione sul terreno mentre si parla di vittoria, sarebbe veramente vicino all’ “H-ilare” se non fosse che la popolazione libica ha ricevuto alla fine i crimini di guerra della NATO.

Tripoli e Abu Salim sono state ancora una volta il bersaglio delle bombe della NATO, e la dura resistenza continua a sfidare la narrazione della vittoria della NATO in tutta la città. A Sirte il fronte è rimasto fermo, e una zona in più è stata sommersa dall’acqua. Anche se del territorio sta cambiando di mano, e anche se la città è stata oggetto di un massiccio fuoco di artiglieria e di carri armati, la resistenza sta resistendo nella parte occidentale della città. Per sapere quanto costosamente, pericolosamente e con estrema lentezza proceda la guerriglia urbana, uno può studiare Stalingrado o Beirut durante la guerra civile libanese. Non c’è vittoria facile per la NATO, a prescindere da quanto a Hillary piacerebbe procedere e attaccare la Siria, il popolo di Sirte sfida la sua maestà che chiede la resa.

Un giornalista libico per nsnbc è stato in grado di riferire che Bani Walid è stata oggetto di un massiccio attacco via terra e via aria. Truppe del CNT, ha riferito, sono riuscite a mettere in sicurezza un distretto industriale di Bani Walid, pagando il prezzo di enormi perdite umane, e solo dopo che gli aerei della NATO hanno usato bombe FAE, che disperdono una nuvola di microscopiche particelle di combustibile in aria prima di esplodere. L’arma è stata già utilizzata da Israele, contro obiettivi civili a Beirut. Il reporter ha visto anche l’uso di munizioni a grappolo e al fosforo. Anche altre fonti hanno segnalato l’impiego da parte della NATO di armi inumane e illegali contro Bani Walid. Algeria ISP ha riferito dell’uso di fosforo bianco contro Bani Walid. Bombe FAE* e al fosforo bianco difficilmente sono armi che ci si aspetterebbe vengano utilizzate da forze che combattono solo contro poche sacche di resistenza residua.

Gli Stati Uniti d’America e la NATO hanno un unica vittoria sorprendente però. Venti anni di guerre illegali dall’Afghanistan al Kosovo, in Iraq, Ossezia, Cecenia, Costa d’Avorio, Libia, con Iran, Siria, Uganda e altre ancora segretamente già in corso, senza una comunità internazionale che richiede all’aggressiva espansione dell’impero anglo americano di fermarsi, è una vittoria senza precedenti. La NATO ha ottenuto una vittoria massiccia di propaganda contro le proprie popolazioni che tranquillamente accettano che la stessa Al Qaeda che è stata utilizzata per una stretta sempre più fascista delle libertà civili e dei diritti, sia usata come fanteria in guerre illegali contro Stati sovrani. Quanto a lungo le sarà permesso di continuare è una questione completamente diversa.

Christof Lehmann

http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/19/clinton-cluster-bombs-and-claimes-of-victory/

(* N.d.t. Le bombe FAE sono state utilizzate in vari teatri di guerra e con tutta probabilità fecero la loro comparsa sui campi di battaglia nella prima guerra del Golfo contro l’Iraq. Queste bombe dette anche termobariche vengono utilizzate in maniere differenti; a seconda dell’altezza alla quale viene dato avvio all’innesco della miscela di idrocarburi che contengono. La modalità utilizzata in Iraq e in Libia sembra essere quella di disperdere a circa 300-400 metri d’altezza la miscela che poi viene, da un apposito meccanismo, incendiata; l’aria sottostante verrebbe risucchiata dal fuoco e tutti quelli che si trovano al di sotto del raggio d’azione della bomba FAE morirebbero per asfissia.)

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  • (Crimini di guerra)  Bombe a grappolo sulla Libia (Sirte)
  • (Crimini di guerra)  Bombe al fosforo bianco sulla Libia (Bani Walid)

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/20/le-bombe-a-grappolo-della-clinton-e-le-rivendicazioni-di-vittoria/

La Libia e le narrazioni assassine della NATO

  • La Libia e le narrazioni assassine della NATO
    [16.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks

Le parole possono uccidere. La prima vittima della guerra è la verità. Conosciamo i proverbi, ma tendiamo a dimenticare che la forza assassina delle narrazioni è mille volte potenziata quando c’è la guerra, e la forza della penna è combinata con la forza della spada. Vari media, tra cui Arrai TV, hanno riportato ieri e oggi della morte di Khamis Gheddafi, comandante della 32° Brigata d’Elite che era impegnato ad attuare la strategia a seguito della quale è stata causata alla Nato un’ammaccatura seria nella sua armatura, ed è stato decimato l’esercito NATO fatto di mercenari, terroristi jihadisti indottrinati e avvoltoi opportunisti, assunti da imprenditori come XE (n.d.t. ex Black Water). Finora, la morte di Khamis Gheddafi non ha potuto essere confermata da nsnbc, e anche i media alternativi sembrano essere mancanti su questo punto. La liberazione libica è una lotta contro il nuovo colonialismo che non è diretto contro una famiglia, ma contro tutti gli africani. La resistenza non è una famiglia o persona, ma il Popolo Africano che si stanno svegliando all’aggressione dell’impero anglo americano. Le parole possono uccidere anche se trascurano di concentrarsi sulle questioni centrali.
dal Dr. Christof Lehmann

Dopo la riuscita attuazione della nuova fase di resistenza di venerdì, che ha avuto inizio con manifestazioni in tutta la nazione, e ha portato alla liberazione di gran parte di Tripoli, e di altre città nel nord della Libia, [giunge] il messaggio che il comandante della 32° Brigata d’Elite delle Forze armate libiche, Khamis Gheddafi è stato ucciso. I reports sono stati mandati in onda su vari media, tra cui Arrai TV, che è ampiamente riconosciuta come la “voce ufficiale” del legittimo governo libico. Altri media solitamente ben informati, come l’ISP Algeria informano che la morte di Khamis Gheddafi è fabbricata dall’ Intelligence della NATO.
Alla luce dei  ripetuti falsi allarmi di questi ultimi mesi, e del fatto che nsnbc finora non ha ricevuto una conferma positiva, sarebbe prematuro confermare o respingere le relazioni.

Gli analisti militari e di intelligence che cooperano con nsnbc hanno per lungo tempo avuto il sospetto che i ripetuti messaggi fabbricati della cattura di importanti funzionari politici e militari del legittimo governo libico sono funzioni di un’operazione con lo scopo di tracciare le linee di comunicazione tra la leadership politica e militare e mediatica. L’ipotesi è stata fortemente sostenuta, quando nsnbc ha ricevuto rapporti che la NATO aveva cominciato prendere di mira edifici a Sirte, da dove venivano fatte telefonate con cellulari satellitari all’estero. Gli analisti hanno convenuto che questo non era solo un tentativo di isolare la popolazione, e di prevenire che reports di massicci crimini di guerra uscissero tra il pubblico europeo ed americano. Con i media occidentali corporati saldamente controllati, quella sarebbe solo una considerazione secondaria. La funzione principale della strategia aveva previsto la riduzione delle linee di comunicazione per il governo libico e la leadership militare verso i media, nel tentativo di mirare alle strutture della leadership. Algeria ISP potrebbe oggi aver confermato l’ipotesi, nel riferire che la NATO e il CNT hanno attuato la campagna di disinformazione per permettere loro di trovare funzionari governativi e militari.


L’attenzione sui principali funzionari politici e militari del legittimo governo libico ha più di una funzione altrettanto critica, che è distrarre l’opinione pubblica dal fatto che la guerra non è diretta contro il “governo libico”, o “una famiglia libica” “un leader libico politico o militare” o “lo Stato della Libia”, ma che fa parte da lungo tempo di una pianificazione, una guerra gradualmente attuata in ogni stato nazione indipendente nell’Africa del nord e nord occidentale, come parte di una guerra su Cina e Russia.

Per quanto Muammar Gheddafi, Khamis Gheddafi, il Dr. Ibrahim Moussa, e altri funzionari governativi e militari leader del legittimo governo libico siano amati dal popolo libico, per quanto sia un fatto, che l’omicidio deplorevole di uno di essi non fermerebbe la guerra coloniale della NATO, né farebbe diminuire la volontà e la capacità del popolo libico a resistere. La NATO è disperata nel tentar di mantenere una narrazione a spettro ristretto di copertura mediatica, e questo racconto ristretto è quello che sta uccidendo migliaia di persone, tenendo le popolazioni occidentali europee e americane sospese in una soap opera, allo stesso modo della copertura di ciò che fa parte della nuova colonizzazione dell’Africa. Oltre a ciò, la narrazione distrae l’attenzione dal fatto, che la NATO e il CNT stanno perdendo la guerra sul terreno, e il fatto che crimini di guerra dei più grotteschi sono commessi sul popolo libico su base quotidiana. Per quanto riguarda nsnbc, un necrologio per Khamis Gheddafi sarà ritardato, fino a quando il legittimo governo libico non avrà avuto il tempo di utilizzare canali di comunicazione sicuri per confermare o respingere le rivendicazioni della NATO e del CNT.

La situazione militare in Libia è instabile, ma nonostante il dominio assoluto della NATO in aria, delle forze speciali, e dei mercenari importati, la resistenza sta facendo un progresso con estrema lentezza, ma costante. Secondo gli ultimi rapporti che nsnbc ha ricevuto direttamente dalla Libia, la maggior parte dei quartieri residenziali di Tripoli sono controllati dalle forze libiche e dalla resistenza popolare. La bandiera verde è stata issata sopra l’Hotel Rixos, e nel campo militare 77 di Tripoli. Ci sono pesanti scontri nel centro della città così come per tutta la grande Tripoli. A Bani Walid la maggior parte della città è sotto il controllo delle forze libiche, ma un gruppo isolato di combattenti del CNT è tiene circa il 20% della città sotto il loro controllo. La città di Zawiyah è libera. Ci sono pesanti combattimenti a Tarhuna, dove uno dei più importanti leader militari del CNT, Hakim Abu Zoadh Naaji, è stato ucciso. Naaji Hakim era uno dei membri del Gruppo combattente islamico libico e dei prigionieri che erano stati rilasciati dalla prigione di Abu Salim, durante l’amnistia concessa da Saif Al-Islam.

L’avvio della nuova fase di resistenza di venerdì e il trasferimento della lotta a Tripoli ha costretto il CNT e la NATO a ritirare una quantità significativa di combattenti da Sirte. La quantità di attacchi in città è stata ridotta, e là sono stati lanciati feroci controattacchi. Sembra che ci sia uno spostamento verso una strategia non meno letale, e non meno criminale. Per tutta la notte, Sirte è stata oggetto di raffiche implacabili di fuoco, di artiglieria pesante e a medio raggio.

Non sono solo il fuoco di artiglieria, le bombe e le mitragliatrici ad essere le armi più potenti della Nato contro la Libia. Una delle più grandi armi contro il popolo della Libia e del popolo dell’Africa è la penna della NATO, rappresentata dai grandi media, che non riportano il fatto che gli USA, la UE e la NATO sono nella fase di attuazione di una colonizzazione aggressiva dell’Africa del nord ed occidentale, che può avere come conseguenza un conflitto globale di conseguenze incalcolabili.

Dr. Christof Lehmann

http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/16/libya-and-nato%c2%b4s-killer-narratives/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/16/la-libia-e-le-narrazioni-assassine-della-nato/

RATTI “democratici” del 2011: Il Museo Islamico di Tripoli saccheggiato

12 ottobre 2011

Il Museo Islamico di Tripoli che era stato affidato dalla caduta di Tripoli nelle mani delle milizie del CNT perchè lo proteggessero, è stato saccheggiato completamente. Nulla di quello che si poteva ammirare in precedenza è rimasto nelle stanze che nell’800 facevano parte di un palazzo che era residenza estiva dell’ottomano Yusuf Pasha.
Il museo era in via di allestimento quando sono emerse le prime avvisaglie del colpo di stato contro lo stato e il popolo libico.
La ristrutturazione del palazzo era stata affidata da Saif Gaddafi ad una ditta italiana, la Studio Italia Costruzioni, che ne aveva avviato i lavori poi interrotti; l’inaugurazione sarebbe stata inizialmente prevista per settembre ma gli sconvolgimenti a seguito della rivolta sponsorizzata dagli stati occidentali avevano rappresentato la fine dei lavori.

Come il Museo Nazionale di Tripoli anche il Museo Islamico è stato oggetto di saccheggio da parte delle brigate pseudorivoluzionarie dei  ribelli che come volgari banditi hanno messo a soqquadro le stanze e si sono impossessati di tutto ciò che poteva avere un valore. Tra gli oggetti trafugati, alcuni dei quali sono raffigurati dalle fotografie in bianco e nero sottostanti, si potevano ammirare i pezzi di antiquariato, i bracciali e le collane di proprietà della contessa Volpi.

Molti degli oggetti della collezione Volpi sarebbero già stati venduti ad antiquari e collezionisti italiani e di altri paesi europei, nonostante rimangano dettagliati inventari dei pezzi posseduti dal Museo.



Nel clima di caos succeduto al golpe promosso dal Consiglio Nazionale di Transizione su mandato ONU; niente è stato risparmiato dalla furia razziatrice dei ribelli, estremisti islamici e malfattori, che si sono avventati su qualsiasi cosa avesse un valore e continuano a farlo, rappresentando, paradossalmente, la legge.
Gli scorsi giorni si aveva notizia dell’assalto perpetrato da più di 200 uomini armati dei cosidetti ribelli che, arrivati verso le 23:00 alla moschea di Tripoli, la hanno dapprima tempestata con i colpi dei mitragliatori che tenevano sui pickup poi la hanno completamente saccheggiata, distruggendo arredi e testi sacri e profanando le tombe di due imam, Abdel Rahman el-Masri e Salem Abu Seif.
La scorsa settimana un cimitero mussulmano nel distretto occidentale di Gargaresh e uno nei pressi dell’aeroporto di Tripoli sono stati profanati e saccheggiati dalle bande di razziatori ribelli che da quando hanno in mano Tripoli si danno, impuniti, alle devastazioni deliberate, agli stupri punitivi, alle esecuzioni sommarie, alle torture più sadiche.
Questi ribelli sciacalli della Nato non hanno rispetto di nulla, nè della cultura, nè dei morti, nè dei vivi; la popolazione di Tripoli e degli altri centri è sprofondata in un cupo incubo da quando imperversano le orde dei delinquenti e degli islamisti amici e complici della NATO.

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/12/il-museo-islamico-di-tripoli-saccheggiato/

Libia 2011: I Tuareg hanno inferto un duro colpo ai nemici di Gheddafi

  • I Tuareg hanno inferto un duro colpo ai nemici di Gheddafi
    [03.10.2011] di Alexander Grigoriev – tradotto da Vera Zasulich per GilGuySparks

Secondo le intercettazioni radiofoniche dei piloti della NATO, la scorsa notte l’allarme è stato elevato da 4 aerei AV-8B Harrier II e 2 Eurofigher della portaerei italiana Giuseppe Garibaldi (Nave ammiraglia italiana GARIBALDI).

Il motivo era la distruzione di 35 tra carri armati e APCs (n.d.t. Armoured personnel carrier) da parte delle “Brigate Zintana” Amazigh e ufficiali Katara. Con un intervallo di 5 minuti, a 7 km da Tarragona (circa 70 km da Tripoli) e vicino al borgo Musaya  sono stati rispettivamente distrutti 11 e 24 blindati. Questa sequenza e precisione ha portato l’esercito Nato ad un certo numero di ipotesi che gli attacchi provenissero dall’aria, anche se i radar non mostrano nulla, e neppure è stata osservata attività termica di lancia missili a terra.
Gli aerei sono tornati dal combattimento aereo con niente.
“Dallo studio dei resti dei veicoli più da vicino, si è constatato che carri armati e APCs sono stati compromessi da mine anticarro francesi ADWAT”, – ha detto ad “Argumenti.ru” una fonte dei servizi segreti russi impegnati nel monitoraggio della situazione in Libia.

“Più tardi, da fonti dell’intelligence militare, è divenuto chiaro che l’azione di posa delle mine era dei Tuareg della” Squadra 55 (“Farik Hamsa Hamsa”), che combattono dalla parte di Muammar Gheddafi. Un silenzioso movimento sulla sabbia, la nebbia sottile del deserto e un uliveto vicino a Musayey ha permesso loro di passare inosservati, a posare le mine e scivolare nella notte.

Dopo 30 minuti che le mine erano state attivate, sono stati anche trovati detonatori delle cariche nei pressi di un contenitore di metallo. L’intervallo tra le esplosioni è probabilmente dovuto alla fatto che nel raid audace che ha coinvolto circa 25 uomini dei commandos, i Tuareg, essi dicono, non avevano abbastanza mani per piazzare una alla volta tutte le mine sotto la colonna corazzata dei ribelli. Come sapete, ora tutte le forze fedeli a Muammar Gheddafi sono formate da gruppi mobili di 20-30 persone, “- ha detto l’ufficiale (n.d.t. russo).

Anche il presidente della Corte d’Appello di Tripoli, Murad Alraubi è stato sparato a casa sua dai combattenti del “Movimento Giovanile della Libia”. Collaborando con l’MSP e la NATO, il giudice aveva accettato di partecipare a un procedimento giudiziario contro gli ufficiali dell’esercito libico che erano rimasti fedeli a Muammar Gheddafi e intrappolati durante l’assalto di Tripoli alla fine di agosto di quest’anno. I giovani combattenti hanno preso un sacco di documenti nella casa del giudice. Nessuno degli altri membri della famiglia del giudice è rimasto ferito. La casa del giudice assassinato è in Ashour Bin accanto al consolato della Danimarca. Questa zona, secondo le linee guida del CNT – è la più sicura a Tripoli.

Fonte: http://news.argumenti.ru/world/2011/10/127939?type=all


Libia 2011, catturati 16 paracadutisti delle SAS e 44 uccisi

  • Libia,  catturati 16 paracadutisti delle SAS e 44 uccisi
    [11.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks

Dopo che Mahmud Jibril ieri ha ritirato i combattenti a lui fedeli da Sirte, chiamando senza senso la morte di 200 combattenti per un 1 minuto di vittoria televisiva, l’irlandese Mahdi AL-Harati, il secondo in comando del consiglio militare di Tripoli, guidato da Abdelhakim Belhadj, ha lasciato il suo incarico. L’esaurimento dei combattenti del CNT di importazione, e la resistenza contro i pesanti attacchi sulla Sirte costringe la NATO ad incrementare l’utilizzo di unità di operazioni speciali. Stasera 16 paracadutisti delle SAS sono stati catturati e 44 uccisi durante un’operazione all’interno di Sirte.
dal Dott. Christof Lehmann

Il Consiglio Nazionale di transizione della Libia è nel caos. Nelle ultime settimane sono fuoriusciti il 90% dei suoi membri, e i tentativi di assassinio di entrambi, il presidente del CNT, Mahmud Jibril e il Comandante del Consiglio Militare di Tripoli (CMT), alias Gruppo combattente islamico libico, Abdelhakim Belhadj, sono stati seguiti dalle dimissioni del libico-irlandese Mahdi Al-Harati, secondo in comando presso il CMT. La decisione di al-Harati è tra i libici ampiamente percepita come il ratto proverbiale che abbandona la nave che affonda. E’ inoltre ancora una volta mette in luce che il racconto ufficiale della rivoluzione libica copre il fatto che la stragrande maggioranza di tutti i combattenti alleati della NATO sono reclutati da Al Qaeda, Talebani, e da varie organizzazioni terroristiche e dalle milizie dei signori della guerra nelle ex repubbliche sovietiche al confine con il Pakistan, Cina, Afghanistan e Russia.

Tripoli, la scorsa notte è stata scossa da pesanti scontri tra forze libiche [lealiste], combattenti popolari di liberazione, e le forze del CNT. Dopo, manifestazioni pacifiche contro il CNT e la NATO sono state disperse da due attacchi armati a terra, e da elicotteri Apache, da cui si è sparato in modo indiscriminato sui manifestanti. Un uomo, che sventolava una bandiera verde sulla Piazza Verde, che non ha avuto la fortuna di fuggire abbastanza velocemente, è stato bloccato e picchiato a morte dai mercenari per la democrazia. Dopo l’iniziale chock per l’assalto sui manifestanti, pesanti scontri sono scoppiati ad Hadbha, Arada, Abu Salim e in altre aree di Tripoli.

Dopo l’ultimo attacco su Sirte che ha provocato oltre 200 morti e oltre 1.000 combattenti feriti del CNT, e il ritiro dei  combattenti del CNT fedeli a Mahmud Jibril dall’offensiva contro Sirte, il CNT si arrampica per raggruppare, chiamare tutti i combattenti per la registrazione nel “nuovo esercito libico”.
La chiamata riflette sia il fatto che il CNT non ha leadership militare unificata, sia la lotta corpo a corpo tra Belhadj, Jibril e altre frazioni all’interno del CNT e del Consiglio Militare di Tripoli, e non ultimo il fatto che la NATO e il CNT sono a corto di riserve.
16 soldati SAS catturati e 44 uccisi a Sirte

Vi sono crescenti segnalazioni di forze speciali a terra della NATO, del Qatar, dell’Arabia, e degli israeliani. La scorsa notte un gruppo di 15 combattenti del CNT sono stati uccisi fuori da Bani Walid. Tutti loro portavano documenti di identità israeliana. Alle 03.15 di questa mattina, nsnbc ha ricevuto una relazione dalla Sirte. Paracadutisti delle SAS dal 22° Reggimento SAS di Credenhill, Regno Unito, erano entrati a Sirte per effettuare un’operazione speciale. 16 uomini della SAS sono stati catturati, e 44 dei soldati d’elite sono stati uccisi. Non è improbabile che l’operazione SAS fosse in preparazione di un attacco che potrebbe coincidere con un’operazione di aiuto umanitario e medico che è attualmente in preparazione nei negoziati tra le forze libiche all’interno di Sirte, il CNT e la Croce Rossa.

[N.B. L’immagine qui sopra è puramente illustrativa]

Russia e Cina hanno protestato contro l’abuso della risoluzione UNSC 1973 in termini più duri. Il rifiuto di qualsiasi risoluzione dell’ONU sulla Siria è una delle prime conseguenze evidenti di un riconoscimento russo e cinese del fatto che la campagna della NATO in Libia è in definitiva contro i [loro] due stati. Con la cattura di 16 soldati SAS a Sirte di questa sera c’è un altro pezzo a riprova del totale disprezzo degli Stati Uniti e della NATO per i principi delle Nazioni Unite, e un ulteriore esempio di totale disprezzo per i segnali russo e cinese che la NATO sta oltrepassando i limiti, le relazioni diplomatiche sono destinate a soffrirne. Sarà interessante osservare se il fatto che 15 combattenti uccisi fuori da Bani Walid avevano documenti di identità israeliani addosso, avrà delle conseguenze sulle relazioni russo-israeliane.

Dr. Christof Lehmann

Fonte: http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/11/libya-16-captured-and-44-killed-sas-paratroopers/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/11/libia-catturati-16-paracadutisti-delle-sas-e-44-uccisi/

Balle a grappolo sulla Libia

27 settembre 2011

Il Consiglio di transizione di Libia crede sia una fossa comune
26 Set, 2011  trad. levred
 
• La tomba sospetta è stata trovata il 20 agosto dicono i funzionari del governo
• Il governo di transizione della Libia dice che contiene 1.270 corpi

Tripoli, Libia (CNN) – I funzionari del governo di transizione  della Libia hanno annunciato domenica di aver individuato un sito che è sospettettato essere una fossa comune, anche se nessuno scavo ha avuto luogo e nè resti umani sono stati trovati.
Il sito di Tripoli è stato trovato dai rivoluzionari il 20 agosto, ha detto Kamal el Sherif, membro del Consiglio Nazionale di transizione. Il CNT sostiene che la tomba potrebbe contenere 1270 corpi, vittime di un massacro del 1996 nel carcere Abu Salim di Tripoli.
Un team della CNN è stato portato al sito, un campo fangoso, con gli altri media, ma hanno trovato solamente quelle che appaiono come ossa di animali, di dimensioni troppo grandi per essere resti di corpi umani.

Fonte:http://edition.cnn.com/2011/09/25/world/africa/libya-mass-grave/


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  • New York Times e Human Rights Watch hanno contraffatto le immagini
    Public Jetpak by LisaN   (trad. di levred)

Human Rights Watch (HRW), un gruppo di pressione con sede a New York City, in combinazione con il New York Times ha pubblicato le foto contraffatte delle bombe a grappolo [di Misurata 16.04.2011]. Mostriamo diverse analisi di immagini digitali che espongono la falsificazione.

Introduzione

Secondo il New York Times e Human Rigths Watch (Hrw, un nuovo gruppo di pressione York) il governo libico usato bombe a grappolo a Misurata (n.d.t. nei giorni attorno al 16 aprile tali bombe furono usate dalla NATO e dai suoi mercenari).

HRW ha mostrato diverse foto di quelle bombe.

Non so come abbiano ottenuto le immagini, ma le immagini sono false.

Immagino che sono state fatte per legittimare l’attacco illegale contro un paese libero. Questo jetpack mostra uno di questi falsi.

Basato sulle opere di Maritxu (lavorato su dati EXIF) e Lolamento (scratch e il livello di analisi delle immagini) [Lisa Nelson]

p.s. fate la vostra analisi, le foto originali qui: http://www.hrwnews.org/press/libya_cluster.zip

I dati EXIF

Maritxu ha confrontato i dati EXIF (i dati incorporati nelle immagini JPEG, mostrano data, ora, velocità, ecc zomm apertura) con i fatti. Lei conclude che le immagini sono state “girate” prima che il governo libico abbia cercato di riprendere la città.

Immagini EXIF ​​data e ora rispetto alle dichiarazioni HWR:

Dati EXIF: 14.04.2011 14:11:32

Battaglia iniziata 14.04.2011 notte.

La foto è stata scattata 7 ore prima dell’inizio battaglia

A man holds the remnant tail section of the MAT-120 cluster munition in Misrata, Libya on April 15, 2011. © 2011 Human Rights Watch

EXIF DATI: 15.04.2011 14:01:38

HRW ha dichiarato: 15.04.2011

Battaglia iniziata il 14.04.2011 notte.

Remnant from the projectile body of a MAT-120 cluster munition found in Misrata, Libya, on April 15, 2011. © 2011 Medical Committee Misurata Hospital

HRW: Resti di proiettile dal corpo di una munizione MAT-120 grappolo trovato a Misurata, in Libia, il 15 aprile 2011.

DATI EXIF: 10.04.2011 23:24:19

La battaglia è iniziata il 14.04.2011 notte.

Come si spiega che questa foto sia stata scattata quattro giorni prima della battaglia?

Graffi
nota: graffi sulla vernice verde, solo le lettere non sono graffiate.


Error Image Analysis per scoprire le parti contraffatte della foto

original picture
original picture

I punti contraffatti sono messi in evidenza  dall’ Error Image Analysis. Vedi qui

Che cosa succede qui?

[n.d.t. Il livello di analisi degli errori di un immagine è un metodo forense rapido e facile, che consente di determinare se un’immagine è stata modificata da programmi come Adobe Photoshop; il procedimento è in grado di rilevare la sovrapposizione di immagini differenti che risultano di qualità differente, in base al numero di volte che le foto sono state salvate; ad ogni salvataggio corrisponde una perdità di qualità].
Livello di analisi degli errori può aiutare a capire se una foto è stata modificata digitalmente. Foto in un formato di file jpeg in realtà perde di qualità ogni volta che vengono salvati nuovamente loro. Possiamo approfittare di questo per cercare di capire se un’immagine è stata manipolata digitalmente.

Per esempio, se hai una foto jpeg al 90% di qualità, e la si salva di nuovo al 90% di qualità, vi ritroverete con una immagine al 90% del 90% (quindi, con qualità all’81%). Se ora si dovesse copiare e incollare un elemento da una foto diversa nella tua foto attuale, si terminerebbe con sezioni dell’immagine a differenti livelli di qualità. Ciò accade perché alcune parti sono state risalvate tre volte, mentre alcune parti possono essere state salvate solo una volta. Se l’immagine non ha avuto modifiche, tutte le parti della foto saranno della stessa qualità.
Come funziona?

Livello di analisi degli errori consente di vedere di vedere la differenza di livello di qualità, rappresentato dalla luminosità. Cose che sono molto luminose sono state modificate più di recente, mentre parti più opache sono state risalvate più volte. Questo ti permette di vedere non solo quali parti dell’immagine sono state modificate, ma anche in quale ordine i cambiamenti sono avvenuti.
—————————————————————

Un altro test per la manipolazione digitale: JPEGsnooper

Utilizzando JPEGsnooper otteniamo


EXIF.Make/Software  EXIF. Model  Quality       Subsamp Match?
——————  ———-  ——-       ————– 

      SW:[Adobe Photoshop]   [        ]  [Save As 12]  [             ]

NOTE: Photoshop IRB detected
NOTE: EXIF Software field recognized as from editor
Based on the analysis of compression characteristics and EXIF metadata:

ASSESSMENT: Class 1 –Image is processed/edited

Fonte: http://www.jeteye.com/jetpak/097aa2fe-60cc-44ca-9b4c-e20c75edb925/

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HUMAN RIGHT INVESTIGATIONS
Global Research

L’indagine in corso dall’HRI sui bombardamenti dell’11 aprile su Misurata con le bombe a grappolo ha trovato prove convincenti del fatto che il bombardamento è stato compiuto dalle forze navali USA

Fonte: http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=25004
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[Destinata alla lettura solo degli amanti della fantascienza, la ricostruzione di armi israeliane a grappolo date da Israele a Gheddafi attraverso l’ANP…
…ai confini della realtà il 17 aprile 2011
http://www.libreidee.org/2011/04/%C2%ABmisurata-da-israele-le-armi-proibite-per-gheddafi%C2%BB/]

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/09/27/balle-a-grappolo-sulla-libia/

I criminali, tu non li conosci? Si chiamano i ribelli!

15 settembre 2011

  • trad. levred

Un mese dalla caduta di Tripoli nelle mani delle forze ribelli, i leader di Francia e Gran Bretagna stanno viaggiando verso la città per uno show a sostegno al regime che i loro aerei da guerra hanno contribuito a porre al potere, mentre coloro che hanno appoggiato il colonnello Gheddafi restano spavaldi ma timorosi.
Alla vigilia della visita del presidente francese Nicholas Sarkozy e del ministro britannico David Cameron, il capo del Consiglio nazionale di transizione, Mustafa Abdul Jalil, ha chiesto più armi per combattere le sacche dei fedelissimi del Colonnello Gheddafi e rimuoverli dalle loro roccaforti rimanenti.

Il governo ribelle pensa che il deposto ‘dittatore’ si nasconda nel sud della Libia e pianifichi una rivincita. Tuttavia, l’autorità va asserendo che cresce il livello di controllo sul paese. Per alcuni ciò è motivo di celebrazione – ma molti altri sono riservati nel loro ottimismo.
In alcune zone di Tripoli ci si sente come se la trionfale campagna dei ribelli non sia mai avvenuta, o lo sia altrove, in qualche versione parallela della capitale libica.

“Faremo qualsiasi cosa per Muammar, solo Muammar! Anche se si dovrà dare la vita per questo!” sostiene uno venditore ambulante, mentre si nascondeva il volto dalla telecamera RT.

Nella Tripoli di oggi, sta diventando un luogo comune incontrare persone che hanno paura di parlare apertamente con i giornalisti come ha scoperto la squadra di RT per le strade della città. Questo è come è andato un incontro:

“Tutte le persone qui amano Muammar Gaddafi”.
“Siamo della televisione – potrebbe dirlo davanti alla telecamera?”
“No, no”.
“Perché?”
“Questo è pericoloso …”

Ed era la stessa storia con altri che con fervore sostengono il leader libico spodestato.

“Gheddafi è al 100 per cento buono!”
“Non vogliamo questa rivoluzione, non conosciamo i ribelli.”
“Vogliamo che vadano via”.
“Potrebbe parlare alla telecamera? Siamo della TV.”
“No, no, no grazie, se compaio davanti alla telecamera, mi metteranno un proiettile in testa …”
“Chi? Chi?”
“Chi? I criminali, tu non li conosci? Si chiamano i ribelli!”
“Ciao ragazzi, vi ricordate di Ehab, il ragazzo nero, è stato arrestato pochi giorni fa, dopo essere apparso in TV … non farlo!”

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/09/15/i-criminali-tu-non-li-conosci-si-chiamano-i-ribelli/

Cronache dalla Libia 13

29 agosto 2011

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)

“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • Ad Ovest la TV sulla Libia tace, distorce e mente [29.08.2011]
    “Argumenty.ru” Alexander Grigoriev
Libya: The massacre, the cover-up. What is going on?

“Sembra che stiamo lavorando alla televisione sovietica. La censura è totale, il tutto coordinato con l’ufficio di Londra. Hanno scattato una foto a Tripoli nella zona che controllano i ribelli; le persone uccise erano in abiti civili e disarmati, ma con segni di tortura. Viene distillata in ufficio. Esce con la didascalia: <<L’esercito di Gheddafi ha ucciso gli abitanti di Tripoli>>.
Ho chiamato, dicendo, non c’è l’esercito di Gheddafi in questa regione, è dove gli islamisti controllano tutto completamente. Risposta: “Lo sappiamo bene qui!”.
E’ così ogni storia “.

http://vimeo.com/28305143

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  • Secondo fonti di stampa russa[29.08.2011] a Benghasi combatte un ex ufficiale sovietico e poi russo, Ilya Korenev, ora colonnello delle forze speciali libiche, il quale dichiara in una lettera che: “Diverse piccole unità di ribelli hanno cercato questa sera di avvicinarsi in ricognizione, ma sono stati distrutte. Allo stesso tempo in aria sorvolava la città un drone telecomandato da ricognizione (UAV), che ha svelato le difese della città. Dopo un’ora su quei punti sono stati tracciati attacchi aerei. Tuttavia, i difensori della città, avevano già lasciato le loro posizioni. I bombardamenti della Nato per intensità sono paragonabili a quelli della guerra del ’95. Sparano su tutto ciò che si muove. Vogliono radere al suolo Benghasi”.
    НАТО стирает Сирт с лица земли

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  • MATRIX LIBYA

http://vimeo.com/28174161

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  • I rivoluzionari di Misurata criminali di guerra

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  • Uno  dei più evidenti crimini dei golpisti di Benghasi: l’arresto di militari libici e la loro esecuzione sommaria. (I nostri telegiornali ci hanno fatto vedere le due parti del filmato separatamente istruendoci per la prima parte che si trattava dell’arresto di mercenari del centro Africa; mentre nel mostrare, in un secondo momento, i cadaveri, legati mani e piedi e giustiziati alla maniera delle SS con un colpo di pistola alla testa, ci hanno raccontato la fola che si trattava dell’esecuzione fatta  dai lealisti di Gheddafi di militari ammutinatisi perchè si erano rifiutati di sparare sui civili…[marzo 2011] )

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  • Ecco chi ama mutilare i propri nemici, carbonizzarne i resti e posare con i trofei; macabra riprova di chi siano gli alleati della NATO

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  • E’ dura essere neri in Libya…

Non un mercenario ma un semplice soldato libico del sud…

Quello che i nostri tg hanno presentato come un mercenario era solo un poliziotto…

Il linciaggio di un nero a Benghasi… giusto per far capire che diritto verrà applicato in Libya

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  • I ribelli golpisti e fascisti di Benghasi hanno una malsana passione per le torture degli inermi, le mutilazioni, l’ostentazione della barbarie: un assaggio della nuova Libya, quella monarchica amata dai francesi, inglesi, italiani e americani…

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Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/08/29/libyan-chronicles-13-0/

Cronache dalla Libia 12

  • Hollywoood is now in Libya  Proprio ciò che è stato detto dai tg italiani…Thierry Meyssan del Réseau Voltaire presente a Tripoli, tra l’altro minacciato di morte poichè giornalista indipendente, denuncia che la Nato fa strage bombardando di tutto e uccidendo 1.300 persone in poche ore ma Repubblica on line scrive che Gheddafi bombarda la folla. Tripoli e la Libia non si sono mai sollevati, semmai sono stati stremati dai bombardamenti degli aggressori.

 

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  • Giornalisti della CNN di grande coraggio
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  • La BBC mostra le manifestazioni di Tripoli per la rivoluzione…ops ma portano la bandiera dell’India, sono tutti indiani!

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  • Perla della CNN che colloca la libica Tripoli in Libano…
… irridente la scritta sottostante – Breaking News: I ribelli a Tripoli ignorano dove si trovi Gheddafi
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  • Herman Morris sulla situazione di Tripoli [27.08.2011]
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  • Senza un inchiesta internazionale indipendente come si fa ad affermare che anche queste morti sono a carico dell’esercito libico, dove sono le prove?
    I media italiani, salvo qualche condizionale e  salvo rettifiche, sono sicuri, quella strage è opera dell’essenza del male, Gheddafi… ma le prove non ci sono, e non ci saranno; indagini serie dimostrerebbero con tutta probabilità il contrario, cioè che a perpetrare quest’altro crimine sono stati ancora una volta i puri ribelli di Benghasi.
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  • La storica chiesa di San Giorgio che si trova in Libia, a Tripoli, risalente al 1647 è stata saccheggiata. La chiesa è la più antica chiesa ortodossa in Nord Africa. Il presidente della comunità greca, Dimitris Anastassiou ha trasmesso la notizia al Metropolita di Tripoli Mr. Teofilatto, che è stato in Grecia dalla fine del mese di giugno.
    “Mi sento il cuore spezzato per ciò che sta accadendo in Libia, questo bellissimo paese che è stato distrutto e le cui persone sono note per la loro ospitalità”, ha dichiarato il metropolita di Tripoli, che si insediò in Libia nel 1991. “Ero triste al sentire le notizie dal sig Anastassiou.
    I ladri hanno saccheggiato il santuario del nostro santo patrono che avevo portato dal Monte Athos. Antichi Vangeli, calici, cherubini, turiboli, uno dei quali ci era stato dato dal Patriarca ecumenico Bartolomeo. Chi ha rubato gli oggetti sacri ha contattato il presidente della comunità e hachiesto soldi per restituirli. Mr. Anastassiou segnalato l’incidente alla polizia, ma per come stanno le cose al momento, nessuno si occuperà di questo tema “, ha detto.
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  • Leonor informa che LIZZIE  Phelam, la giornalista indipendente di cui si erano perse le tracce la scorsa settimana, ha lasciato Tripoli e arriverà in barca nella mattina di domani a Malta. Lizzie dice: “Sono molto triste di lasciare Tripoli”.
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  • Il Repubblicano Ron Paul spiega come creda che la politica estera statunitense di intervento e di sostegno di fazioni crei un pantano. Il deputato Paul indica il rapporto degli Stati Uniti con il colonnello Gheddafi come prova di questo.
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    • Tripoli è ora come Bengasi. I neri libici vengono perseguitati per il colore della loro pelle e giustiziati dai ribelli della NATO.
      Dei 5.000 uomini di forze mercenarie inglesi, francesi e del Qatar circa mille sono decedute negli scontri e almeno 800 sono state gravemente ferite. Oltre 2000 i civili morti in questi giorni.

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FONTE:http://gilguysparks.wordpress.com/2011/08/28/libyan-chronicles-12-0-2/

PS: da notare come alcuni video, che erano nell’ articolo originale sono stati fatti sparire.