2015: ONG europea in Turchia distribuisce manuali a chi vuole immigrare clandestinamente

Su una spiaggia nell’isola greca di Lesbo, giornalisti del canale televisivo Sky News hanno scoperto un piccolo vademecum distribuito ai candidati per l’immigrazione clandestina con suggerimenti, mappe, numeri di telefono e consigli per attraversare illegalmente l’Europa.
Questo manuale distribuito dalla ONG w2eu (“Welcome to Europe” – Benvenuti in Europa) era stato dimenticato da un clandestino tra giubbotti abbandonati e gommoni perforati. In copertina, un giovane uomo su una spiaggia al tramonto, rivolto verso il mare, con i piedi vicino ai remi della barca che servirà per fare la traversata.

La guida, scritta in arabo, contiene i numeri di telefono delle organizzazioni che possono aiutarli nel loro viaggio clandestino, come la Croce Rossa e l’UNHCR. Contiene anche una scheda con le solite spiagge di arrivo piene di imbarcazioni illegali. Sul retro della guida sono rappresentate fotografie di soleggiate isole greche, il porto Mitilene, Lesbo, e un uomo sorridente con la didascalia: “Quando sono arrivato a Mitilene, ho capito che non ero più un bambino. ”

Il giornalista di canale Sky News è riuscito a parlare con un volontario di w2eu, il quale ha spiegato che la sua organizzazione stava distribuendo queste guide gratuitamente in Turchia. Tra i numeri di telefono forniti, un servizio di assistenza 24h / 24 in caso di problemi in mare al quale risponde un volontario che poi si occupa di chiamare la guardia costiera greca affinché vada a prelevarli. Sonia ,la volontaria che il canale Sky News ha contattato, lavora per questo numero verde dall’ Austria dove vive. Parla l’arabo. Spiega che la sua organizzazione è composta da un centinaio di persone con sede in Europa e Nord Africa. Il server del sito web della ONG si trova in Germania.

W2eu sul sito, dice “Diamo il benvenuto a tutti i viaggiatori che hanno intrapreso questo difficile percorso e auguriamo a tutti un buon viaggio, perché la libertà di movimento è un diritto di tutti! “(Sic).

La rete Internet che w2eu dirige è stata finanziata dalla Fondazione Open Society di George Soros, un miliardario ungherese di origine ebraica che, tra gli altri progetti, ha anche il rovesciamento Viktor Orbán nel suo paese d’origine.

Per quanto riguarda questa guida, non ho trovato niente che andasse oltre la semplice accusa, anche se vediamo che le fondazioni di George Soros appaiono nella stessa nebulosa di organizzazioni internazionaliste immigrationniste che favoriscono la rimozione delle frontiere esterne dell’Unione europea e danno consigli alle persone che vogliono arrivare in Europa, legalmente o illegalmente.

Tratto da Thankyou Oriana

Nota:

Solo al teleutente italiano  possono far credere che migliaia o perfino decine di migliaia di persone decidano tutti nello stesso momento di muoversi  “spontaneamente” ,  di prendere le proprie cose, “armi e bagagli” e partire per un viaggio verso la meta europea.

-Solo ai plaudenti elettori di Renzi e del PD si può far credere  che migliaia o decine di migliaia di persone non siano organizzate, scaglionate e prima ancora preavvisate  di quando partire.

-Soltanto ai lettori di Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa ed il Fatto,   possono far credere che le autorità dello Stato di partenza (la Turchia di Erdogan) siano all’oscuro di tutto  e non siano invece proprio quelle che organizzano l’esodo.

-Solo al teleutente possono nascondere che ci sono accordi bilaterali da decenni tra gli Stati.

-Solo agli estimatori  della Boldrini, della Bonino e di Vendola  si  può  far credere che gli Stati che dovrebbero accogliere i migranti, a loro volta, non sappiano nulla e non abbiano ricevuto precise “direttive”.

-Solo al teleutente dei canali RAI e Mediaset si può far credere che quegli Stati non possano far nulla, e anche con largo anticipo, se solo lo volessero, per fermare o limitare a quanto voluto l’immigrazione.

-Solo al pubblico beota  infine si può far credere che le stesse persone intenzionate ad emigrare si muovano, spendano soldi e affrontino viaggi lunghi e disagevoli, senza aver avuto prima una garanzia  di poter essere accolte nei paesi di destinazione.

-Solo il teleutente italiano può credere alla narrazione dei mezzobusti delle reti TV dell’improvvisa “ondata”, e non  capire invece che tale ondata  è la conseguenza precisa e voluta di un altrettanto precisa volontà poòlitica sovranazionale.

Soltanto gli imbecilli non hanno ancora compreso che tutto il fenomeno è stato attentamente pianificato dalle centrali di potere mondialiste per destabilizzare il sistema sociale dei paesi europei.

Nella foto sopra: ondata di profughi arrivata sull’isola greca di Lesbo

Preso da: http://www.controinformazione.info/ong-europea-in-turchia-distribuisce-manuali-a-chi-vuole-immigrare-clandestinamente/

Da Mare Nostrum all’Unhcr Tutti i soldi buttati in Libia

L’Onu spende 19 milioni per i rifugiati ma non ferma i barconi

Molte parole, tanti fallimenti, troppi morti ma anche un sacco milioni di euro impiegati. L’emergenza immigrazione è dramma umano, tensione politica e sociale, inutili vertici europei, fantomatici piani B e invocazione continua della «comunità internazionale». Come se questa non fosse già presente, come se non avesse in mano i mezzi economici necessari per fare la sua parte sulle coste del Nord Africa utilizzando budget di tutto rispetto. E come se negli ultimi due anni non avesse già utilizzato centinaia di milioni di euro per operazioni che non hanno mai raggiunto il loro obiettivo. Sulla carta esistono almeno 12 missioni Onu che operano nel settore umanitario. Una di queste è coordinata sulle coste della Libia dall’Unhcr, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della gestione dei rifugiati. Inutilmente. Eppure il budget dell’organizzazione per il 2015 rimane a livelli molto alti. I dati ufficiali riferiti al Nord Africa parlano di 180 milioni di dollari, 85 dei quali destinati al fronte “caldo” egiziano, dove si trova l’ufficio regionale dell’agenzia. Ci sono poi 33 milioni per l’Algeria, quasi 24 per la Mauritiana e “solo” 19.663.147 di dollari per la Libia. Di questi, poco più di 18 sono destinati al programma di aiuto ai rifugiati. Per far cosa rimane un mistero. Ma di soldi a disposizione ce ne sono stati e ce ne sono molti anche per l’operazione italiana Mare Nostrum e quella Triton targata Frontex (Agenzia europea per la protezione delle frontiere). Quelli finora utilizzati, infatti, sono 145 milioni di euro. A cui andrebbero aggiunti anche i soldi impiegati per tenere in piedi proprio Frontex: 5 milioni di euro all’anno solo per la sede, 114 milioni il budget per il 2015 e poco meno di 300 quello dei tre anni precedenti. Mare Nostrum, ad esempio, è partita nell’ottobre del 2013 subito dopo la strage di Lampedusa che costò la vita a 366 migranti. Obiettivo: soccorso in mare e arresto degli scafisti. La spesa complessiva è stata di circa 320mila euro al giorno, che significa 9,5 milioni al mese e dunque 115 milioni di euro in un anno. Mare Nostrum è stata abbandonata al suo destino nell’ottobre del 2014, sostituita da Triton, non più con il compito principale di salvare vite umane ma di pattugliare le frontiere. Inizialmente i costi sono stati inferiori: tre milioni di euro all’anno dal novembre 2014 all’aprile del 2015. Mese in cui, dopo l’ennesima strage con 900 morti, sono triplicati: non più 3 milioni al mese ma nove. Dunque circa 30 milioni di euro dal novembre scorso. A fine maggio Frontex ha però annunciato un ulteriore ampliamento della missione Triton e di conseguenza la Commissione europea, dunque i singoli Stati fra cui l’Italia, fornirà all’Agenzia europea 26,25 milioni di euro aggiuntivi per rafforzare Triton in Italia e Poseidon in Grecia. Ma quanto ci costa il “carrozzone” Frontex? I numeri parlano chiaro. Nel 2012 il budget è stato di 89.578.000, nel 2013 di 93.950.000, nel 2014 di 97.945.000 e infine 114 milioni nel 2015. Totale: circa 400 milioni di euro negli ultimi quattro anni. Ma da quando è nata, nel 2005, Frontex ha ricevuto dall’Unione più di 750 milioni di euro, molti dei quali utilizzati per tenere a galla un apparato elefantiaco formato da 317 persone. Mantenere la sede di Frontex, che si trova in Polonia, costa 5 milioni di euro all’anno, ma dieci anni fa, quando emise i primi vagiti, erano sufficienti 120mila euro.

Preso da: http://www.iltempo.it/cronache/2015/06/16/gallery/da-mare-nostrum-allunhcr-tutti-i-soldi-buttati-in-libia-979670/