Il film su Maometto del 2012 ? Un’operazione dei servizi segreti”

di Aldo Giannuli28 Settembre 2012

Tre copti di origine egiziana dietro il film su Maometto? Non diciamo sciocchezze. Per com’è stata concepita e per la raffinatissima sensibilità psicologica dimostrata, si tratta quasi certamente di un’operazione da Servizi Segreti

 

Aldo Giannuli Riporto anche qui l’intervista che ho rilasciato a Micromega, a cura di Michele Marelli.

Nella misteriosa vicenda che riguarda il film blasfemo sul Profeta Maometto, le cose che non tornano sono parecchie. La sensazione che si sia cercato di provocare una reazione a tutti i costi è forte…
Camilleri definirebbe l’autore di questo film ‘mastro d’opra fina’. Come prodotto artistico è una schifezza irripetibile, ma come operazione di guerra psicologica è assolutamente impeccabile, da manuale direi.

Stando alla versione ufficiale, dietro a questo film ci sarebbero unicamente tre copti di origine egiziana – Nakoula Basseley Nakoula, Nasrallah Abdelmasih e Morris Sadek. Le sembra un’ipotesi credibile?
Non diciamo cazzate. Per com’è stata concepita e per la raffinatissima sensibilità psicologica dimostrata, si tratta quasi certamente di un’operazione da Servizi Segreti. Quei tre cretini dovrebbero innanzitutto spiegare dove hanno trovato i soldi per fare questo film; ma, in ogni caso, se io – insieme a dieci amici – trovassi dei soldi per girare un cortometraggio con l’obiettivo di prendere a pesci in faccia l’Islam, potrei pure metterlo su YouTube ma non è che automaticamente tutti se ne accorgerebbero. Se aspettassi il passaparola, forse in cinque anni… Se una cosa del genere scoppia in modo così repentino, significa che qualcuno, oltre ad averci messo dei soldi, ha organizzato alla perfezione il lancio del film via web proprio allo scopo di ottenere un’eco mediatica come quella che abbiamo visto.

Pare che il film fosse in rete già dallo scorso giugno e che solo con la comparsa – circa due settimane fa – di una versione sottotitolata in arabo si sia giunti allo scoppio, decisamente repentino, di questa crisi. Strano, se si pensa che in Paesi come la Libia e lo Yemen l’alfabetizzazione si attesta intorno al 50%…
Cerchiamo di capire, innanzitutto, chi ci guadagna. Non può non colpire la coincidenza fra questa crisi e l’avvicinarsi della possibile azione militare israeliana contro l’Iran. Diciamo che la ‘minestra’ era preparata da un po’. Se è vero che il film era stato caricato su YouTube già lo scorso giugno, probabilmente questa cosa era ‘in viaggio’ già dalla scorsa primavera, se non addirittura da prima. Qualche tempo tecnico per preparare questa porcheria ci sarà pure voluto…

Tra l’altro pare che questo misterioso produttore, Nakoula, si sia recato in Egitto alla ricerca di fondi. Sarà un caso, ma la presenza dei Servizi Segreti israeliani in Egitto è un fatto assodato…
Si può dire che lì stiano di casa… L’interesse è chiaramente di chi auspica una frattura fra il Mondo islamico e l’Occidente. È per questo che mi viene da pensare più agli israeliani che agli americani. Questi ultimi puntano, semmai, più a una rottura fra l’Iran e il Mondo arabo, giocando – con l’appoggio dell’Arabia Saudita – sul crinale sunniti-sciiti. Qui invece l’operazione ha mirato a spostare la spaccatura sulla contrapposizione Occidente-Islam: l’intento è inequivocabilmente quello di impedire un ponte col mondo islamico. Per quanto possa sembrare paradossale, gli israeliani sono più interessati a un Medio Oriente fondamentalista che non a un Medio Oriente che evolva verso forme di democrazia più o meno simili a quelle occidentali. In un Medio Oriente tendenzialmente filo-occidentale, democratizzato e secolarizzato, infatti, Israele perderebbe gran parte della sua ragione d’essere.

Quando parla di un coinvolgimento israeliano in questa vicenda, a chi si riferisce?
Parlare di Israele in toto sarebbe un errore. Ho in mente alcuni circoli di destra che, per esempio, non vogliono saperne di alcun processo di distensione coi palestinesi e che premono per un’operazione in Iran. Consideriamo poi un altro fatto: la destra israeliana non ama Obama. Non le sembra strano che questa crisi in Nordafrica e in Medio Oriente sia scoppiata a poco più di un mese dalle Presidenziali americane? Di colpo Obama si è trovato tra le mani, oltre a un Ambasciatore ucciso in un modo a dir poco atroce, una situazione delicatissima: se non reagisce trasmette un’immagine di debolezza, ma può forse reagire bombardando a cuor leggero le città di un Paese che lui stesso ha contribuito a liberare da una dittatura?

Eppure, stando ai primi sondaggi, sembra che Romney non abbia guadagnato terreno su Obama in questa fase. Anzi, sembra che ci stia addirittura rimettendo…
Romney ci sta rimettendo perché è un inetto. Però, obiettivamente, lo ‘scherzo’ a Obama non è stato carino…

In questa operazione, secondo lei, quali altri attori potrebbero essere in gioco?
Io non escluderei l’ipotesi di una ‘manina’ americana riconducibile a quei settori legati ai petrolieri. L’idea che abbiano dato una mano o che siano essi stessi i ‘committenti’ non è campata per aria. Non vedo, viceversa, la possibilità di coinvolgimenti di altri Servizi Segreti. Nessun Servizio europeo, in un momento di crisi come questo, si prenderebbe la briga di far scoppiare un simile caos. I cinesi? Che interesse vuole che abbiano… I russi? Quelli hanno già tanti problemi coi ceceni e la creazione del nemico americano è roba da URSS, non da Russia di Putin… Gli iraniani…?

Trova così improbabile l’ipotesi di un coinvolgimento dei Servizi Segreti iraniani? In effetti, questa crisi sembra aver ricompattato l’opinione pubblica musulmana contro il comune nemico americano, indipendentemente dalle divisioni fra sunniti e sciiti…
Sì, è vero. Ma un’operazione simile, a tre settimane da un possibile attacco israeliano in Iran, non avrebbe alcun senso. Il tempismo fa pensare agli israeliani, non agli iraniani.

Ha in mente altre possibili ‘regie’?
Si potrebbe anche pensare a un’operazione dei Fratelli Musulmani egiziani organizzata per mettere in crisi l’Esercito e per mobilitare le masse verso un fondamentalismo religioso lontano da uno sbocco di tipo democratico-occidentale. Ma è un’ipotesi poco probabile…

La ‘pista egiziana’ non la convince?
Non è una pista campata per aria, intendiamoci. Tuttavia, i Servizi Segreti egiziani – i cosiddetti Mukhabarat – sono roba seria e, a quanto ne so io, sono controllati dall’Esercito. Se i Fratelli Musulmani si fossero mossi in questo senso (e dubito che siano così ‘raffinati’), i Mukhabarat l’avrebbero scoperto e, a quel punto, l’obiettivo dell’operazione sarebbe stato chiarissimo. Il piano, le garantisco, non sarebbe andato in porto.

Un gioco di sponda fra alcune frange dei Servizi Segreti americani e l’Intelligence israeliana legata alla destra, dunque?
È sicuramente un’ipotesi molto più convincente.

Quando parla di Servizi Segreti israeliani a chi allude?
È sbagliato pensare necessariamente al Mossad. Esistono altri Servizi, come quello dell’Esercito, decisamente più ‘cattivelli’. A confronto, quelli del Mossad sono i ‘buoni’ (quant’è difficile usare quest’espressione…). È l’Esercito che in questa storia ha un interesse maggiore a mantenere una tensione permanente, in modo da restare un’istituzione intoccabile. Fino a quando permarrà una situazione d’emergenza, infatti, l’Esercito potrà fare ciò che vuole.

Torniamo ai tre copti che avrebbero prodotto il film blasfemo su Maometto. È probabile che siano stati usati e che non abbiano la minima idea di chi siano in realtà le persone per cui stanno lavorando?
Quando dico che il regista di questa operazione è ‘mastro d’opra fina’ penso anche alla scelta della ‘faccia’. Tra tutti i possibili ‘candidati’ chi si è deciso di usare per un’operazione di questo tipo? Tre copti. Così magari ci scappa pure un bel massacro dei cristiani in Egitto. Ulteriore motivo per poter dire: «Guardate i musulmani che carogne che sono»… Probabilmente si tratta di tre imbecilli reclutati per l’occasione. Qualcuno avrà detto loro: «Facciamo una cosa contro Maometto» e quelli ci sono cascati in pieno. Se si fosse voluto creare un caos simile in Turchia, a metterci la faccia sarebbero stati sicuramente tre armeni… Sotto questo punto di vista, ripeto, è stata un’operazione perfetta.

Colpisce anche un altro fatto, tralasciato dai più. Si parla di rivolte in tutto il mondo islamico, eppure nella Penisola Arabica – ad eccezione dello Yemen – sembra che non stia succedendo niente. In Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Oman nessuno si muove in difesa del Profeta…?
Questo ha colpito anche me. Tuttavia, l’Arabia Saudita è un Paese poco popoloso, molto più controllato anche per ciò che riguarda Internet e colpito solo in misura ridottissima dalla Primavera Araba, mentre Qatar ed Emirati sono Paesi ad alto reddito. In più, non dimentichiamo che in quella zona ci sono le basi americane… Diciamo che le condizioni e gli interessi per tenere sotto controllo la cosa ci sono. È la dimostrazione di un fatto: se non si crea un ‘ponte’, la notizia non passa. A colpirmi è anche un altro fatto: a muoversi maggiormente sono stati, guarda caso, i Paesi colpiti dalla Primavera. L’impressione è che si tratti proprio di un’operazione mirata…

Fonte:http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/28/il_film_su_maometto_unoperazione_dei_servizi_segreti.html

Il Pentagono Utilizza Un vecchio Video di Propaganda di 10 anni fa Per Giustificare il Raid USA nello Yemen

Matt Agorist
thefreethoughtproject.com

Il Pentagono ha tirato fuori, un vecchio video, messo sul suo sito web una incursione dello Yemen sostenendo sia stato filmato la scorsa settimana – dopo che è stato visto e reso pubblico una decina d’anni fa  come un filmato su Al-Qaeda.

Venerdì scorso, il Pentagono ha pubblicato il video sul sito web del Defense Video Imagery Distribution System (DVIDS), nel tentativo di giustificare il raid della US Navy SEAL   in Yemen che è costata la vita a diversi civili yemeniti.

A seguito del rilascio del video, i media mainstream lo hanno distribuito come attuale.

“Il raid ha portato al sequestro di materiali e informazioni che sta dando preziose informazioni per aiutare le nazioni partner, a scoraggiare e prevenire futuri attacchi terroristici dello Yemen  in tutto il mondo,” ha dichiarati il  US Central Command (CENTCOM)  in un comunicato .

 

Trump ha salutato il raid come un successo e ha osservato “l’importanza dell’intelligence” nell’ottenimento delle informazioni, che a suo dire avrebbe “aiutato gli Stati Uniti nella prevenzione del terrorismo contro i suoi cittadini e le persone in tutto il mondo.”

Il portavoce del Pentagono il Capitano di Marina  Jeff Davis ha affermato che, anche se il video è di un decennio fa ed é già di dominio pubblico, che è stato ottenuto nel raid, insieme ad altra intelligence del Pentagono che non è stata in grado di rilasciare al pubblico.

Non importa quando il video è stato realizzato;  è ancora illustrativo di chi sono e quali sono le loro intenzioni “, ha detto Davis, secondo Reuters .

L’asserzione del capitano che il video è stato trovato nel raid è stato contraddetto dai funzionari del Pentagono che affermano erroneamente di aver rilasciato il vecchio video, che, non è stato recuperato durante il raid.

Nella loro versione della e-mail, del vecchio video, CENTCOM ha detto che “uno dei video illustra il processo per costruire una bomba a base di  triperossido triacetone, un esplosivo usato in numerosi attacchi terroristici, tra cui il ‘shoebomber‘ nel tentato attacco del 2001 e gli attacchi in tutto il sistema di trasporto di Londra nel 2005.”

Tuttavia, come Business Insider fa notare , il metodo per creare TATP si possono trovare in pochi secondi su Google, insieme a how-to per molti altri dispositivi incendiari e altre armi. E’ anche facile da trovare  propaganda terroristica di Al Qaeda on-line, come ad esempio i sermoni di fuoco di Anwar al-Awlaki, un religioso di Al Qaeda nato in America, che nonostante sia stato ucciso nel 2011, ha continuato a ispirare altri militanti a compiere attacchi.

L’idea del raid mortale, che viene usato e giustificato con un  vecchio video pubblico di dieci anni fa, sarebbe risibile se non fosse che ha causato tanto spargimento di sangue.

Mentre il presidente Trump  ha pubblicamente fatto cordoglio e dichiarato il  lutto per la morte di un membro del Team 6 SEAL, nel mentre, il Pentagono ha negato qualsiasi vittima civile, diversi rapporti dallo Yemen indicano che ben 10 donne e bambini sono stati uccisi nel raid.

Tra i morti vi è il nipote di 8 anni, di Nasser al-Awlaki, Nawar Anwar al-Awlaki, e anche la figlia di Anwar Awlaki – un cittadino degli Stati Uniti assassinato extragiudiziale da parte dell’amministrazione Obama. Nasser al-Awlaki ha spiegato che suo nipote è stato colpito al collo ha sofferto per ore mentre moriva dissanguato.

La morte di Nawar Anwar al-Awlaki sarà ora senza dubbio utilizzata come propaganda militante come lo era il secondo dei figli di al-Awlaki  ucciso dagli Stati Uniti.

La percezione sarà che non è sufficiente a uccidere al-Awlaki – che gli Stati Uniti volevano uccidere l’intera famiglia,” Karen Greenberg, direttore del  Fordham University’s Center on National Security, ha detto a NBC. Secondo Middle East Monitor, gli Stati Uniti  sono accusati  sui social media di essere “assassini di bambini “.

Mohammad Alrubaa, un giornalista televisivo e conduttore arabo, ha scritto su Twitter: “Questa è Nawar Al-Awlaki che i marines americani sono venuti in Yemen ad uccidere … #American_terrorism.”

هذه 
التي جاءت قوات المارينز الأمريكي لليمن لتقتلها
وتنفذ عملية إستخباراتية نوعية للتخلص منها ووالدتها .

E ora,  la relazione illustra,mla morte  della bambina e del soldato della Navy SEAL in modo che il Pentagono possa sfoggiare con un video pubblico vecchio di 10 anni una vittoria imbarazzante.

Immagine di credito: Anthony Freda Art