La Libia è stata liberata? Da che cosa? Per condurla dove e come?

Malta
Cosa accadrà se le forze di invasione non lasciano la nostra terra? Se l’esercito degli Usa e degli altri rimarrà sulla nostra amata patria? Se le loro aziende e le loro ambasciate rimarranno aperte, la bandiera Americana ben esposta? Rimarremo in silenzio? Potete immaginarlo?
Finalmente “Siamo liberi”.    (Se l’ISIS o l’UE non arriveranno prima!)
Mentre l’instabilità politica e la sicurezza in deterioramento hanno complicato i loro sforzi, gli Usa si impegnano ad addestrare le forze di sicurezza del Paese, forze che, ovviamente, avevano precedentemente distrutto insieme con la Nato.
“Gli Usa, e I loro alleati della Nato costruiscono l’esercito spalleggiatore libico, a spese della Libia. Gli Usa si impegnano ad addestrare le Forze di sicurezza libiche”, dichiara il Dipartimento statunitense della Difesa, aggiungendo che “la Libia sta pagando per l’addestramento, che dovrebbe richiedere otto anni”. Vedete, gli Usa hanno già detto che si prenderanno la loro fetta di torta!

E adesso, a che punto siamo!
Presto potrebbero essere strette altre due catene, l’UE e l’ISIS!
Nel Marzo 2008 Muammar al – Gheddafi prese la parola al summit della Lega araba a Damasco per pronunciare uno dei suoi discorsi.
Tra le altre cose, indirizzò ai capi di Stato un ammonimento profetico, accusandoli di avere avvallato il rovesciamento e la seguente esecuzione di Saddam Hussein. “Una Potenza straniera occupa un Paese arabo e impicca il suo leader mentre noi restiamo a guardare ridendo…”. Gheddafi tuonò: “Il vostro turno arriverà presto!” Il pubblico scoppiò a ridere. Le telecamere inquadrarono in sala il padrone di casa, il Presidente siriano Bashar Al-Assad, mentre sorrideva. Gheddafi proseguì imperterrito: “Perfino voi, gli amici dell’America. Anzi, noi – noi, gli amici dell’America. L’America potrebbe essere d’accordo con la nostra risata, un giorno.” Ci furono ulteriori risate. Chi ride ora?
Quale profezia! Quelli che adesso ridono sono i distruttori di quel Paese, anche se sembra che non saranno loro a ridere per ultimi.
Con l’uccisione sommaria del Col. Gheddafi, almeno due cose sono state rubate al popolo libico . Uno era la giustizia, di dare all’uomo la possibilità di difendersi contro tutte le accuse.                             E in secondo luogo, se trovato colpevole, assicurare che ottenesse una pena adeguata per le sue azioni dopo, naturalmente, avere assicurato una corretta valutazione, con un bilancio veritiero e completo delle sue (non quello che gli altri hanno fatto in suo nome) normative amministrative e dei risultati per il suo paese. Sono sicuro che ogni libico onesto, sincero e amante del suo paese, avrebbe senza dubbio voluto questo. Ma è stata negata al popolo libico!
Dopo tutto, non è questo che la presuntuosa e ipocrita ECHR predica costantemente, mentre guarda comodamente dall’altra parte quando i suoi indesiderabili vengono assassinati.
Molto probabilmente, voi pensate di sapere il motivo per cui gli Stati Uniti e i paesi occidentali invasero e la Libia e Gheddafi. O credete alla menzogna che la popolazione libica si sia rivoltata contro il regime di Gheddafi. O pensate che la ragione fosse il petrolio! In ogni caso, è con queste spiegazioni che ci hanno foraggiati. E non sono la verità! La copertura delle notizie da parte dei media occidentali è stato semplificata e fuorviante.
Gli USA e la NATO avevano già distrutto la maggior parte delle infrastrutture di Iraq e Afghanistan prima di mettere gli occhi sulla Libia. Così, che cosa sta realmente succedendo e chi vogliono prendere in giro?
Le potenze occidentali hanno fomentato la ribellione contro Gheddafi e la hanno sostenuta attraverso la NATO e le Nazioni Unite. Volevano sbarazzarsi di Gheddafi e lo hanno rimosso dal potere.
Forse Gheddafi era lontano dalla perfezione (chi non lo è?) Ma, certamente, ebbe una visione di grandezza per la Libia e l’Africa. Anche se la sua logica di base era semplice, il suo piano avrebbe palesemente mostrato la vulnerabilità delle potenze occidentali. Gheddafi ha fronteggiato il loro potere. Ha affrontato lo status quo degli “Imperi”. Ha chiesto una maggiore potenza per i paesi africani, nonché una maggiore potenza per i paesi più piccoli della Nazioni Unite. Ha proposto e ha insistito su un nuovo modo di procedere che avrebbe ridotto la capacità di uno o pochi paesi a dominare il mondo.
Questo è il punto. Il popolo libico ha avuto il più alto tenore di vita di una nazione africana (lo so, ero lì), ma Gheddafi ha smesso di accettare banconote della Federal Reserve ed euro per il suo petrolio e ha chiesto di essere pagato in oro. Ha quindi cercato di ritirare il suo oro dalle casseforti a Londra e New York. Non era una cosa che Rothschild, oppure qualsiasi altro paese capitalistico occidentale, avrebbero  permesso che accadesse.                                                                                          Aveva così intenzione di sostenere il dinaro d’oro e aveva accordi con altre nazioni in Africa di basare i loro interscambi sul dinaro, piuttosto che l’euro o il dollaro. Il suo unico errore fu parlarne con altri leader troppo presto. Avrebbe dovuto farlo e basta! Tuttavia, credo che l’errore più grande che ha fatto sia stato quello di avvicinarsi amichevole ad alcuni politici occidentali, confidando in personaggi perfidi come Sarkozy (chiedetegli del sostegno di Gheddafi verso la sua campagna elettorale e sul ruolo determinante del suo paese nella sua cacciata e uccisione), per citare un esempio.
Quanto sono male informati, come ad esempio Anthony Manduca, che ha definito l’era Gheddafi come “una brutale dittatura di 42 anni”. La Libia è stata devastata. Tutti i progressi economici ottenuti durante 42 anni di potere di Gheddafi sono stati buttati via e sono seguite  la morte, la violenza, la miseria, il caos … ciò che ora è la Libia. Robert Gates, l’allora segretario alla Difesa, ha dichiarato che solo un pazzo avrebbe rovesciato Gheddafi. Ma, amico mio, bisogna sapere che l’avidità non ha limiti!
Spodestare Gheddafi non è stata opera solo degli statunitensi. Non avevano cercato invano di ucciderlo all’inizio bombardando la sua capitale, Tripoli? Era ben voluto dal suo popolo. Sapevate come era la Libia prima di Gheddafi? Ma questa è un’altra cosa. I suoi problemi li aveva con i cartelli bancari internazionali, che hanno usato i loro tirapiedi per sistemarlo. Ucciderlo ha aiutato la gente comune di qualche Paese? La guerra in Libia è stata una battaglia per l’Africa!
Per non commettere errori bisogna capire che una volta sconfitti Gheddafi e la rivoluzione libica da parte di questo conglomerato opportunistico di reazionari e razzisti, le forze progressiste di tutto il mondo e il progetto panafricano hanno subito una grande sconfitta e una battuta d’arresto. Quando i bombardamenti alleati della Libia iniziarono nel 2011, l’amministrazione Obama respinse un’offerta di Muammar Gheddafi per avviare negoziati, per abdicare e persino per accettare l’esilio dalla Libia, (egli ritirò perfino le sue forze da diverse città libiche, come segno di buona fede), come testimonia un ex ufficiale di Marina degli Stati Uniti, il quale affermò di essere stato predisposto a gestire la vicenda.
Al contrario gli Usa decisero di fornire armi ai “ribelli”, cioè alle milizie locali libiche affiliate ad Al Qaida e alla Fratellanza musulmana. Così si è consumato l’apice dell’ipocrisia occidentale.
Mustafa Abdul Jalil-, un ex alto funzionario del regime di Gheddafi, aveva dichiarato che i poteri che appoggiavano i ribelli avrebbero ricevuto un accesso preferenziale alla risorse petrolifere della Libia. “I nostri amici che sostengono questa rivoluzione avranno le migliori occasioni nei contratti futuri in Libia“, ha detto. Un altro motivo per l’Occidente di raccogliere i suoi guadagni illeciti (ottenuti con la morte). Molto probabilmente, la loro debolezza li terrà in un continuo stato di servitù, se non la schiavitù, agli imperi dominanti! Nessuno dei paesi che hanno partecipato agli attacchi illegali Libia ha mai avuto a cuore il popolo libico. La loro unica preoccupazione era il ‘commercio’ e il ‘commercio’, in altre parole significa: ‘Quanto grande sarà la mia fetta di torta dopo la rimozione di Gheddafi e la disintegrazione della Libia?’ Gli Stati Uniti possono continuare a guidare l’operazione dalle retrovie in modo efficace, sollecitando gli europei a sostenere un onere commisurato ai loro interessi.
Mentre gli occhi del mondo sono sulla lotta contro l’ISIS in Iraq e in Siria, un altro problema molto reale è ora la Libia, un paese nel caos, per dirla con leggerezza.                                                                           Siamo tutti ancora in attesa che si realizzi la previsione di Manduca, che “il mondo sarà sicuramente un posto migliore senza di Gheddafi” e che vi saranno “buone notizie per Malta!”
Tutto quello che so è che la questione Libia è un cattivo presagio e che l’eliminazione di Gheddafi è stata la più grande tragedia per l’Occidente.
Lo spirito di Gheddafi non deve mai morire!
“Il nome di ‘riforma’ copre semplicemente ciò che cela un processo di furto del patrimonio nazionale”.
Aleksandr Solzhenitsyn
Traduzione di Andrea B. per civg.it

US Launches a New Propaganda Campaign Around the Assassination of Their Asset, Abu Baker al-Baghdadi

Editorial Comment:

Airstrikes that the US claim were instrumental in the killing of their Daesh asset,Abu Baker al-Baghdadi, did not actually happen, according to Maj.Gen. Igor Konashenkov, of the Russian Ministry of Defense:

“No airstrikes performed by US aircraft or aircraft belonging to the so called ‘international coalition’ were detected on Saturday or during the following days.Since the moment of the final Daesh’s defeat at the hands of the Syrian government army supported by Russian Aerospace Forces in early 2018, yet another ‘death’ of Abu Bakr al-Baghdadi does not have any strategic importance regarding the situation in Syria or the actions of the remaining terrorists in Idlib.”

Abubakr al-Baghdadi

This latest announcement follows Russia’s publication of evidence of the US theft and export of Syrian oil and the release of a statement by the Russian and Syrian Joint Coordination Committee on crimes committed against civilians and refugees by the US and their proxies and the obstruction of efforts to free citizens living in inhumane conditions in Rukban Camp.

A.V.

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La Libia è stata liberata? Da che cosa? Per condurla dove e come?

Malta

Cosa accadrà se le forze di invasione non lasciano la nostra terra? Se l’esercito degli Usa e degli altri rimarrà sulla nostra amata patria? Se le loro aziende e le loro ambasciate rimarranno aperte, la bandiera Americana ben esposta? Rimarremo in silenzio? Potete immaginarlo?

Muqtada al Sadr

 

 

Finalmente “Siamo liberi”.    (Se l’ISIS o l’UE non arriveranno prima!)

Mentre l’instabilità politica e la sicurezza in deterioramento hanno complicato i loro sforzi, gli Usa si impegnano ad addestrare le forze di sicurezza del Paese, forze che, ovviamente, avevano precedentemente distrutto insieme con la Nato.

“Gli Usa, e I loro alleati della Nato costruiscono l’esercito spalleggiatore libico, a spese della Libia. Gli Usa si impegnano ad addestrare le Forze di sicurezza libiche”, dichiara il Dipartimento statunitense della Difesa, aggiungendo che “la Libia sta pagando per l’addestramento, che dovrebbe richiedere otto anni”. Vedete, gli Usa hanno già detto che si prenderanno la loro fetta di torta!

 

E adesso, a che punto siamo!

Presto potrebbero essere strette altre due catene, l’UE e l’ISIS!

Nel Marzo 2008 Muammar al – Gheddafi prese la parola al summit della Lega araba a Damasco per pronunciare uno dei suoi discorsi.

Tra le altre cose, indirizzò ai capi di Stato un ammonimento profetico, accusandoli di avere avvallato il rovesciamento e la seguente esecuzione di Saddam Hussein. “Una Potenza straniera occupa un Paese arabo e impicca il suo leader mentre noi restiamo a guardare ridendo…”. Gheddafi tuonò: “Il vostro turno arriverà presto!” Il pubblico scoppiò a ridere. Le telecamere inquadrarono in sala il padrone di casa, il Presidente siriano Bashar Al-Assad, mentre sorrideva. Gheddafi proseguì imperterrito: “Perfino voi, gli amici dell’America. Anzi, noi – noi, gli amici dell’America. L’America potrebbe essere d’accordo con la nostra risata, un giorno.” Ci furono ulteriori risate. Chi ride ora?

Quale profezia! Quelli che adesso ridono sono i distruttori di quel Paese, anche se sembra che non saranno loro a ridere per ultimi.

Con l’uccisione sommaria del Col. Gheddafi, almeno due cose sono state rubate al popolo libico . Uno era la giustizia, di dare all’uomo la possibilità di difendersi contro tutte le accuse.                             E in secondo luogo, se trovato colpevole, assicurare che ottenesse una pena adeguata per le sue azioni dopo, naturalmente, avere assicurato una corretta valutazione, con un bilancio veritiero e completo delle sue (non quello che gli altri hanno fatto in suo nome) normative amministrative e dei risultati per il suo paese. Sono sicuro che ogni libico onesto, sincero e amante del suo paese, avrebbe senza dubbio voluto questo. Ma è stata negata al popolo libico!

Dopo tutto, non è questo che la presuntuosa e ipocrita ECHR predica costantemente, mentre guarda comodamente dall’altra parte quando i suoi indesiderabili vengono assassinati.

Molto probabilmente, voi pensate di sapere il motivo per cui gli Stati Uniti e i paesi occidentali invasero e la Libia e Gheddafi. O credete alla menzogna che la popolazione libica si sia rivoltata contro il regime di Gheddafi. O pensate che la ragione fosse il petrolio! In ogni caso, è con queste spiegazioni che ci hanno foraggiati. E non sono la verità! La copertura delle notizie da parte dei media occidentali è stato semplificata e fuorviante.

Gli USA e la NATO avevano già distrutto la maggior parte delle infrastrutture di Iraq e Afghanistan prima di mettere gli occhi sulla Libia. Così, che cosa sta realmente succedendo e chi vogliono prendere in giro?

Le potenze occidentali hanno fomentato la ribellione contro Gheddafi e la hanno sostenuta attraverso la NATO e le Nazioni Unite. Volevano sbarazzarsi di Gheddafi e lo hanno rimosso dal potere.

Forse Gheddafi era lontano dalla perfezione (chi non lo è?) Ma, certamente, ebbe una visione di grandezza per la Libia e l’Africa. Anche se la sua logica di base era semplice, il suo piano avrebbe palesemente mostrato la vulnerabilità delle potenze occidentali. Gheddafi ha fronteggiato il loro potere. Ha affrontato lo status quo degli “Imperi”. Ha chiesto una maggiore potenza per i paesi africani, nonché una maggiore potenza per i paesi più piccoli della Nazioni Unite. Ha proposto e ha insistito su un nuovo modo di procedere che avrebbe ridotto la capacità di uno o pochi paesi a dominare il mondo.

Questo è il punto. Il popolo libico ha avuto il più alto tenore di vita di una nazione africana (lo so, ero lì), ma Gheddafi ha smesso di accettare banconote della Federal Reserve ed euro per il suo petrolio e ha chiesto di essere pagato in oro. Ha quindi cercato di ritirare il suo oro dalle casseforti a Londra e New York. Non era una cosa che Rothschild, oppure qualsiasi altro paese capitalistico occidentale, avrebbero  permesso che accadesse.                                                                                          Aveva così intenzione di sostenere il dinaro d’oro e aveva accordi con altre nazioni in Africa di basare i loro interscambi sul dinaro, piuttosto che l’euro o il dollaro. Il suo unico errore fu parlarne con altri leader troppo presto. Avrebbe dovuto farlo e basta! Tuttavia, credo che l’errore più grande che ha fatto sia stato quello di avvicinarsi amichevole ad alcuni politici occidentali, confidando in personaggi perfidi come Sarkozy (chiedetegli del sostegno di Gheddafi verso la sua campagna elettorale e sul ruolo determinante del suo paese nella sua cacciata e uccisione), per citare un esempio.

Quanto sono male informati, come ad esempio Anthony Manduca, che ha definito l’era Gheddafi come “una brutale dittatura di 42 anni”. La Libia è stata devastata. Tutti i progressi economici ottenuti durante 42 anni di potere di Gheddafi sono stati buttati via e sono seguite  la morte, la violenza, la miseria, il caos … ciò che ora è la Libia. Robert Gates, l’allora segretario alla Difesa, ha dichiarato che solo un pazzo avrebbe rovesciato Gheddafi. Ma, amico mio, bisogna sapere che l’avidità non ha limiti!

Spodestare Gheddafi non è stata opera solo degli statunitensi. Non avevano cercato invano di ucciderlo all’inizio bombardando la sua capitale, Tripoli? Era ben voluto dal suo popolo. Sapevate come era la Libia prima di Gheddafi? Ma questa è un’altra cosa. I suoi problemi li aveva con i cartelli bancari internazionali, che hanno usato i loro tirapiedi per sistemarlo. Ucciderlo ha aiutato la gente comune di qualche Paese? La guerra in Libia è stata una battaglia per l’Africa!

Per non commettere errori bisogna capire che una volta sconfitti Gheddafi e la rivoluzione libica da parte di questo conglomerato opportunistico di reazionari e razzisti, le forze progressiste di tutto il mondo e il progetto panafricano hanno subito una grande sconfitta e una battuta d’arresto. Quando i bombardamenti alleati della Libia iniziarono nel 2011, l’amministrazione Obama respinse un’offerta di Muammar Gheddafi per avviare negoziati, per abdicare e persino per accettare l’esilio dalla Libia, (egli ritirò perfino le sue forze da diverse città libiche, come segno di buona fede), come testimonia un ex ufficiale di Marina degli Stati Uniti, il quale affermò di essere stato predisposto a gestire la vicenda.

Al contrario gli Usa decisero di fornire armi ai “ribelli”, cioè alle milizie locali libiche affiliate ad Al Qaida e alla Fratellanza musulmana. Così si è consumato l’apice dell’ipocrisia occidentale.

Mustafa Abdul Jalil-, un ex alto funzionario del regime di Gheddafi, aveva dichiarato che i poteri che appoggiavano i ribelli avrebbero ricevuto un accesso preferenziale alla risorse petrolifere della Libia. “I nostri amici che sostengono questa rivoluzione avranno le migliori occasioni nei contratti futuri in Libia“, ha detto. Un altro motivo per l’Occidente di raccogliere i suoi guadagni illeciti (ottenuti con la morte). Molto probabilmente, la loro debolezza li terrà in un continuo stato di servitù, se non la schiavitù, agli imperi dominanti! Nessuno dei paesi che hanno partecipato agli attacchi illegali Libia ha mai avuto a cuore il popolo libico. La loro unica preoccupazione era il ‘commercio’ e il ‘commercio’, in altre parole significa: ‘Quanto grande sarà la mia fetta di torta dopo la rimozione di Gheddafi e la disintegrazione della Libia?’ Gli Stati Uniti possono continuare a guidare l’operazione dalle retrovie in modo efficace, sollecitando gli europei a sostenere un onere commisurato ai loro interessi.

Mentre gli occhi del mondo sono sulla lotta contro l’ISIS in Iraq e in Siria, un altro problema molto reale è ora la Libia, un paese nel caos, per dirla con leggerezza.                                                                           Siamo tutti ancora in attesa che si realizzi la previsione di Manduca, che “il mondo sarà sicuramente un posto migliore senza di Gheddafi” e che vi saranno “buone notizie per Malta!”

Tutto quello che so è che la questione Libia è un cattivo presagio e che l’eliminazione di Gheddafi è stata la più grande tragedia per l’Occidente.

Lo spirito di Gheddafi non deve mai morire!

 

“Il nome di ‘riforma’ copre semplicemente ciò che cela un processo di furto del patrimonio nazionale”.

Aleksandr Solzhenitsyn

Traduzione di Andrea B. per civg.it

Preso da: http://www.civg.it/index.php?option=com_multicategories&view=article&id=612:la-libia-e-stata-liberata-da-che-cosa-per-condurla-dove-e-come&catid=25&Itemid=139

I gruppi armati di Misurata stanno militarizzando Sirte

2 ottiobre 2019.
Di Vanessa Tomassini.

Dopo essere rimasta fuori dal conflitto per circa sei mesi e nonostante il sindaco abbia più volte preso le distanze dalla lotta politica, la città di Sirte viene coinvolta pesantemente nella guerra a Tripoli. Il comandante della regione centro-occidentale, il misuratino Mohammed el-Haddad, ha incaricato Abdullah al-Naas, di proteggere la città che ha dato i natali al colonnello Muammar Gheddafi. All’inizio delle operazioni militari nella capitale da parte del Libyan National Army (LNA), sotto il comando del feldmaresciallo Khalifa Haftar, al-Naas ha chiesto agli anziani di Misurata di emettere un comunicato di condanna contro l’esercito orientale. Tuttavia il Consiglio, composto da 28 tribù, si è rifiutato in quanto gli anziani non potevano schierarsi contro i loro figli che hanno scelto di arruolarsi con l’esercito di Haftar. Molti giovani di Sirte, compresi i sostenitori del precedente regime, hanno scelto di schierarsi con l’LNA vedendo in esso la possibilità di recuperare quanto andato perduto nel 2011.

L’area del Golfo della Sirte, che si estende da Sirte a ovest a Sidi Abdelati, a circa sessanta chilometri a nord di Ajdabiya, è nelle mani dell’LNA. La sala operativa di Ras Lanuf è composta per l’80% da giovani di Sirte, mentre la sicurezza della città è affidata alla Sirte Security and Protection Force che comprende al suo interno gruppi di Misurata che hanno partecipato all’operazione al-Bunian al-Marsus; la milizia Burkey di Hussein al-Furjani, rifugiatasi a Sirte dopo la sconfitta a Tripoli da parte delle milizie Gnewa e i Rivoluzioni del 17 febbraio; e la Benghazi Defense Brigades (BDB), nota anche come Saraya Defense Benghazi, che nel 2016 iniziò la sua marcia su Bengasi chiamata “Operazione Vulcano di Rabbia”, stesso appellativo usato da Serraj per la controffensiva a Tripoli attuale. Il gruppo fu costretto a fermarsi ad Agedabia. Misurata continua ad usare Sirte ed in particolare al-Bunian al-Marsus, che ha portato alla cacciata di Daesh da Sirte nel 2016, come un modo per pulire la propria immagine e prendere le distanze dai movimenti terroristici, tuttavia sia le BDB che la milizia Burkey sono note per i loro collegamenti con al-Qaeda.
Ci sono diversi segnali che Misurata stia militarizzando Sirte per usarla come piattaforma per condurre e preparare attacchi contro l’LNA. Ibrahim Jidhran, l’ex capo delle Petroleum Facility Guards, insieme con le BDB, ha lanciato un attacco su tre assi a giugno dell’anno scorso alla Mezzaluna Petrolifera e fonti locali confermano che il gruppo punta ad attaccare nuovamente Ras Lanuf per ritornare in possesso delle strutture petrolifere; mentre l’ex capo di stato maggiore, Yousef Al-Mangoush, potrebbe utilizzare Sirte per colpire la base area di al-Jufra. L’LNA è riuscito a respingere un attacco alla base militare già il 13 settembre scorso. Questa rappresenta un appoggio logistico importante per l’esercito per condurre rifornimenti alle sue truppe impegnate in e intorno Tripoli.
Ore dopo l’attacco, l’LNA e l’aviazione degli Emirati Arabi Uniti hanno condotto raid aerei contro posizioni GNA nella periferia sud di Sirte, nella fattispecie l’aeroporto di Gardabya, il quartier generale della Sirte Protection Force ad al-Fatar Factory ed altre posizioni appartenenti alle milizie di Misurata. Almeno altri quattro raid aerei sono stati condotti nelle settimane successive in e ad est Sirte. Martedì sera un aeromobile a pilotaggio remoto (UAV) riconducibile all’LNA ha bombardato l’area nei pressi dell’amministrazione del fiume artificiale.  I raid aerei sono iniziati solamente sei mesi dopo l’inizio delle operazioni dell’LNA nella capitale, in risposta all’evidente militarizzazione della città, dove i gruppi di Misurata si sono riversati più per condurre attacchi che per respingerne, considerato che non ci sono stati segnali di un’imminente offensiva da parte dell’LNA, né questo ha espresso alcuna volontà di attaccare Sirte. Alcuni media hanno collegato i raid aerei alla presenza di terroristi in fuga dal sud della Libia, questa ipotesi tuttavia è da escludere in quanto le truppe della Sirte Protection Force pattugliano da sempre e con maggior costanza da aprile il centro fino alla periferia sud, e i check point non permetterebbero l’ingresso o l’uscita di nessun elemento sospetto, come ci ha confermato lo stesso portavoce della coalizione impegnata nella protezione della città.
La militarizzazione di Sirte appare ancora più evidente considerando, non solo i rinforzi inviati la scorsa settimana dal Governo di Fayez al-Serraj, ma soprattutto per il clima di intolleranza innescato dai gruppi armati di Misurata. Diversi civili hanno riferito di atti intimidatori e perquisizioni da parte delle BDB. “Un Toyota armoured B6 4×4 con firing rings sui finestrini si è appostato per ore sotto la mia abitazione”. Riferisce un funzionario di una ONG operativa in Libia. Dagli inizi di settembre, almeno 14 persone risultano scomparse. Sirte è da sempre nel mezzo della disputa tra Est ed Ovest, esattamente a metà strada tra l’amministrazione del Governo di Tripoli, verso il quale ha mostrato spesso la sua insofferenza, e l’esercito orientale da cui ugualmente ha preso le distanze, preferendo un atteggiamento neutrale. Sembra chiaro, oggi, il ruolo di Misurata nel trascinare la città nel mezzo del conflitto, come base strategica per condurre attacchi contro le forze armate e i vicini giacimenti petroliferi.

Preso da: https://specialelibia.it/2019/10/02/i-gruppi-armati-di-misurata-stanno-militarizzando-sirte/

Tripoli. La proposta disperata di Serraj, mentre tra le sue milizie spuntano nuovi terroristi

 

Di Vanessa Tomassini.
Mentre il Libyan National Army (LNA) guidato dal maresciallo Khalifa Haftar prosegue la sua guerra contro criminali e milizie, che tengono ostaggio la capitale, Tripoli, il premier Fayez al-Serraj cerca di gettare cenere negli occchi degli osservatori internazionali, non solo utilizzando ancora una volta il fattore immigrazione e terrorismo, ma anche attraverso la richiesta di elezioni e di una conferenza nazionale. In una intervista esclusiva a Sky Tg24, Serraj ha sottolineato che “c’èn un’aggressione in atto, bombardamenti sui civili, Haftar ha superato ogni limite, ogni legge internazionale”. Il premier ha anche ammesso che durante il conflitto, “l’Isis sta crescendo nel nostro Paese, proprio a causa della guerra. Molte cellule dormienti si stanno risvegliando, il rischio non è soltanto per noi ma per tutta la regione. L’Isis sta combattendo in alcune città nel sud della Libia, proprio ora”.

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L’esercito (GNA) di Fayez al-Serraj impegnato nell’asse dell’areoporto internazionale

In realtà Serraj ha tralasciato il fatto che diversi terroristi di Ansar al-Sharia ed elementi di Daesh ed al-Qaeda stanno combattendo al fianco di quelle che definisce forze legittime, o militari. Dopo la ricomparsa, al fianco delle milizie di Tripoli, di Adel al-Rubaie, fanatico della Shura dei Mujaheddin e membro di Ansar Al-Sharia fuggito dalla Cirenaica, al fronte contro l’LNA sono scesi in campo anche: Issa al-Busti, originario di Souq al-Juma, noto per la sua partecipazione ad attacchi terroristici in Cirenaica da parte di cellule collegate ad Ansara al-Sharia che nella foto a sinistra, pubblicata da lui stesso sui social network, appare con Muhammad Ghabaka, altro terrorista fuggito da Bengasi ed un’altra persona incappucciata di cui non si conosce l’identità, ma che fonti locali ritengono sia originario di Derna. Inoltre è stata confermata la presenza al fronte del terrorista Massoud al-Akouri, noto anche come Masoud al-Azari, mentre fonti delle forze armate hanno rivendicato l’uccisione di Omar Juzair, che appare con Wissam Bin Humaid, leader del Consiglio della Shura di Benghazi nella foto a destra.

La proposta di Serraj è stata fortemente criticata dal premier del Governo di Al-Beida, Abdullah al-Thani –recentemente intervistato da Speciale Libia – mentre è stata benvenuta dalla Missione di Sostegno delle Nazioni Unite (UNSMIL) che in un tweet l’ha definita “costruttiva” precisando di accogliere positivamente “ogni altra iniziativa proposta da qualsiasi grande attore” sulla scena libica. La missione ha ribadito la sua disponibilità ad offrire “i propri buoni uffici per aiutare il Paese a riemergere dalla sua lunga fase di transizione”.

Preso da: https://specialelibia.it/2019/06/17/tripoli-la-proposta-disperata-di-serraj-mentre-tra-le-sue-milizie-spuntano-nuovi-terroristi/

I Tabligh, islamici: il terrorismo Isis viene da massoni Usa

Hamid25/2/19.
Date retta: il terrorismo islamico è roba americana, fabbricata da massoni. Chi lo dice? Un musulmano integralista, Jaouad, intervistato da Giuseppe De Lorenzo sul “Giornale”, nell’ambito di un report esclusivo sui Tabligh Eddawa, frati missionari itineranti. E’ la prima volta, a quanto pare, che sulla stampa italiana compare una denuncia simile. Le comunità islamiche hanno regolarmente condannato il terrorismo condotto in nome di Allah, sia che si trattasse di Al-Qaeda che poi dell’Isis. Ma non si erano mai spinte – sui giornali, almeno – a denunciare direttamente settori della massoneria atlantica. I grandi media, certo, evitano di ricordare che lo stesso Osama Bin Laden fu reclutato da Zbigniew Brzezinski, stratega della Casa Bianca, per guidare i muhajeddin in Afghanistan contro l’Urss. C’è voluto Gioele Magaldi per spiegare – nel saggio “Massoni” – che Brzezinski, pezzo da novanta della massoneria mondiale nonché della Commissione Trilaterale, non si limitò a ingaggiare Bin Laden come pedina strategica: il leader della futura Al-Qaeda venne “iniziato” alla superloggia “Three Eyes” (che poi abbadonò, dice sempre Magaldi, per passare coi Bush nella “Hathor Pentalpha”, una Ur-Lodge sospettata di aver ispirato il maxi-attentato dell’11 Settembre).

Le prove? Magaldi dichiara di disporre di 6.000 pagine di documenti da poter esibire. Ma nessuno, dal 2014, si è mai fatto avanti per contestare le sue rivelazioni, secondo cui alla “Three Eyes” apparterrebbero personaggi di primissimo piano, daHenry Kissinger a Giorgio Napolitano. Quanto all’Isis, è illuminante il saggio “Dalla massoneria al terrorismo” firmato da Gianfranco Carpeoro nel 2016: un libro che analizza il retroterra simbolico – non islamico, ma interamente massonico e “templarista” – dei sanguinosi attentati condotti in Europa negli ultimi anni. Stragi affidate a manovalanza islamista e finite tutte nello stesso modo, con l’uccisione dei killer da parte della polizia, prima che un interrogatorio potesse consentire agli inquirenti di risalire agli eventuali mandanti. Ora, a confermare che sarebbe stato il braccio oscuro dell’Occidente a passare “dalla massoneria al terrorismo” sono i Tabligh Eddawa, asceti islamici che battono anche le nostre strade, di moschea in moschea. «Gli studiosi – scrive De Lorenzo, sul “Giornale” – li chiamano i “testimoni di Geova dell’Islam”. E forse i Tabligh Eddawa lo sono. O se volete sono i “frati di Maometto” che islamizzano l’Italia».
Tabligh Eddawa in preghieraMissionari, itineranti e radicali. «Predicano il vero Islam, vivono imitando lo stile di vita del Profeta e su questa strada cercano di riportare tutti i musulmani dalla fede affievolita». Il movimento nacque cent’anni fa in Pakistan dall’idea di Muhammad Ilyas Kandhalawi. «Da allora si sono diffusi in tutto il mondo, Italia compresa».  Ogni membro, spiega De Lorenzo, deve seguire sei principi fondamentali: la preghiera, il ricordo continuo di Dio, lo studio, la generosità, la predicazione e la missione. «Ognuno deve sforzarsi in un percorso di auto-riforma verso il “vero”, unico Islam». “Eddawa” significa “parlare di Dio”, “Tabligh” invece “andare a portare il messaggio”: per questo, il loro obiettivo ultimo è la predicazione. Nel mondo, ricorda il “Giornale”, ci sono tra i 70 e gli 80 milioni di musulmani itineranti. Ma di loro si sa poco: non ci sono elenchi ufficiali dei membri e non esistono bilanci scritti. Non esiste una sede centrale italiana, ma solo cellule – in ogni moschea – che scelgono i responsabili «in base alla saggezza e al percorso di crescita personale». Durante le missioni i partecipanti si auto-tassano per sostenere le attività e gli spostamenti. «Il più delle volte dormono a terra, nelle moschee delle città dove si recano a predicare».
Di loro, l’antiterrorismo italiano sa molto: anche se rifiutano categoricamente la violenza, sono strettamente monitorati dall’apparato di sicurezza che finora ha impedito che in Italia si verificassero gravi fatti di sangue, come invece è accaduto nel resto d’Europa. Nel suo pregevolissimo reportage, Giuseppe De Lorenzo restituisce perfettamente il clima dei colloqui intrapresi durante i tre giorni trascorsi insieme ai Tabligh Eddawa. «Uccidere è il più grande dei peccati», spiega Maufakir: un fedele può impugnare le armi solo per «combattere chi ci impedisce di professare la nostra fede». E poiché in Italia non è vietato praticare il Ramadan, non è lecito sposare la causa terrorista. L’atteggiamento del gruppo islamico radicale è duplice, osserva De Lorenzo: da una parte condannano senza mezzi termini gli attentati, dall’altra non nascondono una vena di complottismo sull’origine del jihadismo. «Un comportamento – annota il reporter – che tende a spostare le responsabilità dal mondo islamico a quello occidentale. Negano, infatti, che le bombe siano diretta espressione di una ideologia che trova nel Corano il suo testo di riferimento». Lo confermano le parole di alcuni di loro, come Jaouad: «Gli attacchi non sono opera dei musulmani. È tutto costruito: c’è qualcuno dietro».
Un giovane TablighDi fronte ai microfoni, scrive De Lorenzo, nessuno si sbilancia sugli autori di questo presunto complotto. E l’attenzione si sposta sui media, accusati dai Tabligh di falsificare i video degli attentati. Un altro esponente della comunità, Hamid, ripete che le eventuali colpe dei singoli non possono ricadere sulle spalle di tutta la religione. L’Isis? Secondo i Tabligh Eddawa non è opera di Allah, ma del demonio. Abu-Bakr Al-Bahdadi? Per Magadi è un supermassone, esponente – come già Bin Laden – della “Hathor Pentalpha”. «Un criminale da sconfiggere», lo giudicano i “frati di Maometto”. Osserva De Lorenzo: «Daesh non è visto come metastasi di un tumore nato all’interno dell’Islam, ma come qualcosa di eterodiretto». Letteralmente: una pedina politica delle potenze straniere. «Per me – sentenzia Jaouad – l’Isis è una organizzazione criminale organizzata da qualche furbetto che cerca di sporcare la faccia dei musulmani». Furbetto manovrato da chi? «Dovreste indagare», risponde con sicurezza Jaouad: «Daesh è una cellula americana». Tombola: così si spiegano meglio anche le foto che, qualche anno fa in Siria, ritraevano Al-Baghdadi con l’inviato di Obama, John McCain.
E’ comunque la prima volta – grazie al quotidiano milanese diretto da Alessandro Sallusti – che i media italiani registrano la denuncia del complotto, per bocca di esponenti musulmani radicali: si scrive Isis, ma si legge massoneria Usa. O meglio: spezzoni occulti della massoneria di potere di stampo reazionario, quella che alimenta il Deep State e la strategia della tensione internazionale, con il terrorismo “false flag”, sotto falsa bandiera, regolarmente proposto al pubblico occidentale sotto mentite spoglie, a colpi di “fake news”. Al “Giornale” ha collaborato a lungo Marcello Foa, la cui elezione alla presidenza della Rai – sostiene Gianfranco Carperoro – è stata a lungo ostacolata dal supermassone francese Jacques Attali, “padrino” di Macron. Ad Attali, addirittura Napolitano avrebbe consigliato di premere su Berlusconi, attraverso Tajani, per far mancare a Foa i numeri necessari. Nel saggio “Gli stregoni della notizia”, lo stesso Foa spiega come la verità venga sistematicamente deformata. Non è un caso, probabilmente, che sia proprio il “Giornale” a firmare lo scoop che accusa di terrorismo la massoneria atlantica, attraverso la voce dei “missionari del Profeta”.

Preso da: http://www.libreidee.org/2019/02/i-tabligh-islamici-il-terrorismo-isis-viene-da-massoni-usa/

Gli USA addestrano milizie per espellere, con l’aiuto dei curdi, l’esercito siriano e IRGC iraniane dal confine tra Siria e Iraq

Il quotidiano in lingua araba Al-Watan ha riferito che il gruppo armato Gaysh Mughawar Al-Thura, sostenuto dagli Stati Uniti, sta costringendo decine di giovani del campo profughi di al-Rukban ad unirsi ai loro ranghi nel Regione di al Tanf vicino al confine con l’Iraq per un’offensiva contro l’esercito siriano e le IRGC iraniane.

Gli USA addestrano milizie per espellere, con l'aiuto dei curdi, l'esercito siriano e IRGC iraniane dal confine tra Siria e Iraq
Citando fonti del gruppo sostenuto dagli Stati Uniti, il quotidiano Al-Watan ha spiegato che questo nuovo personale sta vivendo un intenso addestramento militare per una grande battaglia nel prossimo futuro.

Il giornale ha aggiunto che queste forze tenteranno di espellere l’esercito arabo siriano (SAA) e il Corpo della Guardia rivoluzionaria islamica (IRGC) dalla città di confine di Albukamal e dalla grande città di Al-Maydeen, situata nella zona rurale di Deir Ezzor.

Il quotidiano Al-Watan ha anche citato fonti informate che affermano che anche le forze democratiche siriane (SDF) sostenute dagli Stati Uniti sono state inviate su questi fronti per contribuire all’offensiva.

Le fonti hanno anche indicato gli sforzi delle SDF di inviare più attrezzature nella regione, aggiungendo che l’obiettivo principale di questa operazione è tagliare l’autostrada internazionale Damasco-Baghdad.

Diversi rapporti dei media  avevano già rivelato che Washington aveva inviato nuovi aiuti militari alle forze democratiche siriane nell’Eufrate orientale dopo aver dichiarato la fine della guerra contro l’ISIS.

Fonte: Al Watan
Notizia del:

Genocidi Washington Style – tocca al Venezuela?

9 febbraio 2018 

DI PETER KOENIG
Ci sarà un motivo per cui nessuno osa parlare di “genocidio” quando si pensa alle atrocità commesse da Washington in tutto il mondo? – Se c’è una nazione che è colpevole di omicidio di massa, questa nazione è gli Stati Uniti d’America insieme ai suoi manipolatori sionisti. Ma sembra che nessuno ci faccia caso, o meglio che nessuno osi dirlo. È diventata una cosa normale che è ormai entrata nel cervello della gente. La nazione eccezionale può fare quello che vuole, quando vuole e dove vuole – può seminare guerre e conflitti, uccidere milioni e milioni di persone e poi dare la colpa a Russia e Cina e, naturalmente, Iran, Venezuela, Siria, Cuba, Corea del Nord … ma potremo andare avanti.
Quando un certo Mr. Tillerson parla apertamente di colpo di stato militare in Venezuela, sta incitando ad un genocidio in questo pacifico vicino del sud. Questo significa, per chi sta ascoltando, come Capriles e Co., che può contare sull’appoggio degli Stati Uniti, cosa che, ovviamente,  sapeva da sempre. Ma ora la cosa è ufficiale, quando il Segretario di Stato USA chiede apertamente un intervento militare – chiede sangue – sta provocando un bagno di sangue. Questo è genocidio. Per definizione, è un assassino.

Eppure, quest’uomo  e ne va in giro liberamente.
Proviamo a immaginare, chiunque altro si permetta di fare una affermazione del genere nel resto del mondo – un qualsiasi altro politico  a livello di Tillerson – uno che non si piega ai desideri di Washington sarebbe subito messo in cima alla lista di Washington, e potrebbe aspettarsi da un momento all’altro che lo colpisca un drone, o una pozione di veleno – o una qualsiasi altra cosa che la CIA sa fare ottimamente per  “neutralizzare” le persone inopportune. Eppure, nessuno nemmeno osa pensare di mandare Tillerson davanti a un tribunale internazionale o semplicemente di provare a neutralizzarlo.
Nelle basi statunitensi – del tutto illegali – che si trovano nel triangolo nord-orientale della Siria, al confine tra Iraq e Turchia, vicino a Raqqa, a Tabqa, dove le forze americane hanno preso il controllo di una base aerea siriana a al-Tanf,  Rex Tillerson chiede di aumentare l’attuale contingente di circa 2.000 soldati, fino a 30.000 – reclutandoli per lo più tra i curdi. Questa dichiarazione suona, e probabilmente è, come una espansione dell’esercito ‘ribelle’ YPG dei curdi o, piuttosto,  dell’esercito di terroristi sponsorizzati dagli USA, completamente finanziato, armato e addestrato dagli Stati Uniti. Un esercito che, in realtà,  appoggia la nuova ISIS, appena addestrata dagli USA con l’obiettivo di riuscire finalmente a mettere a segno il “Regime Change”, spodestando il presidente legittimo e democraticamente eletto Bashar al-Assad.
Ci si potrebbe anche chiedere, come mai il presidente Assad abbia tollerato queste basi illegali nel proprio paese. Avrebbe potuto chiedere di convocare un Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per farle espellere. Ovviamente non sarebbe successo niente, dato che gli Stati Uniti hanno il diritto di veto, ma questo avrebbe fatto molta pubblicità e avrebbe permesso al mondo intero di sapere che gli Stati Uniti stanno occupando il suolo di qualsiasi paese vogliano occupare – illegalmente ovviamente.

“Cambiare il regime” con qualsiasi mezzo – questo è il nome del gioco – questo è l’obiettivo finale dei Maestri del Genocidio – che fa piombare un paese nel caos, in una guerra eterna, in una occupazione eterna per  una usurpazione eterna.
Perché tutti quegli occidentali  che amano tanto la pace non vedono niente?  Perché non gridano contro questi crimini? Solo perché i media occidentali raccontano qualcosa di diverso? – Forse è così. Ma è umanamente impossibile che gli umani abbiano dei  cervelli così mieri da non poter più distinguere quello che è moralmente, eticamente corretto – da quello che è assoluta falsità.
È la “comfort zone” occidentale – stupidi! – Starcene seduti sulle nostre belle poltrone a guardare lo sport e quelle stupide e avvilenti sit-com o qualche spettacolo comico di Hollywood, mentre sorseggiamo una birra, è molto più facile che chiederci: Che cosa stiamo permettendo che accada a gente del tutto innocente? – E’ mai capitato a nessuno di pensare che chi non salta in piedi per protestare contro questi assassini di massa , compresa quest’ ultima minaccia fatta da Tillerson di “cambiamento di regime” in Venezuela con un colpo di stato militare, istigato dall’estero, è correo per complicità, per non aver fatto niente, per aver lasciato che avvenga questo nuovo genocidio ordito dagli USA? Quanto ci vorrà ancora per infrangere questa “comfort zone” ? – Forse,  alzeremo il culo solo quando aremo colpiti direttamente, noi, in Europa o negli Stati Uniti, mentre stiamo  allungati sulla nostra comoda poltrona  ad ubriacarci in un mondo  occidentale consumatore di notizie fresche?  Beh, a quel punto potrebbe essere troppo tardi.
È nostro obbligo nei confronti dell’umanità fermare questi violenti attacchi, questi genocidi che avvengono in tutto il mondo,  condotti sempre dallo stesso autore e dai suoi burattinai e mercenari: gli Stati Uniti, l’Europa, suo vassallo e la NATO.

Possiamo stare sicuri solo di una cosa, gli Stati Uniti non molleranno mai. Hanno un obiettivo e lo perseguiranno fino alla fine – e la fine può essere solo il Dominio Assoluto dello Spectrum o, si rischia la fine dell’impero. Le oscure forze che si muovono dietro gli Stati Uniti e l’esercito alleato non hanno nessuno scrupolo nel commettere un enorme genocidio pur di raggiungere il loro obiettivo. Lo hanno dimostrato negli ultimi 20 anni con una “guerra al terrore” senza fine, che ha devastato il Medio Oriente, l’Iraq, l’Afghanistan, la Siria e milioni di persone sono state uccise, mutilate o si sono trovate senza casa, senza nome, malati, profughi, gente che muore di fame e di stenti – senza un tetto sulla testa da anni –  gente che viene espulsa dal proprio paese, dagli stessi che hanno distrutto le loro case e tutto quello che serviva loro per potersi sostentare in primo luogo …… e il mondo è così timido che non vuole ammettere che questo genocidio ha assunto proporzioni bibliche?
Ora Tillerson, l’arrogante multi-miliardario, ex capo di Exxon, diventato un diplomatico per the Donald – o per il lungo braccio dell’Oscuro-Stato-Anglo-Sionista, chiede solo un genocidio in Venezuela. Solo pochi giorni fa questo mostro disumano ha espresso piacere e soddisfazione parlando dei nordcoreani che soffrono e muoiono di fame, perché le “sanzioni” stanno funzionando.
Come possiamo immaginare  il livello a cui è sprofondata l’umanità? – Nessuno nemmeno batte più ciglio nel sentire certe atrocità pronunciate dal front-man dell’ imperatore malvagio, per non parlare di chi si fa ammazzare sulle barricate. Ammazzare e il piacere di ammazzare e di far  soffrire e,  contemporaneamente, non dimenticare la massimizzazione dei profitti aziendali è diventata la nuova normalità. Abbiamo digerito il genocidio – e la maggior parte di chi vive in occidente ci convive abbastanza comodamente.
Mondo svegliati! – E’ passato Mezzogiorno! – Anche se non è Tillerson in persona a premere il grilletto, è sempre uno che fa ammazzare la gente, è quello che ordina agli altri chi devono ammazzare. Gente come Tillerson e come tutti i suoi predecessori, i capi del Pentagono e della CIA e naturalmente i capi esecutori, lo stesso Trump e i suoi predecessori, devono essere mandati davanti a un tribunale come quello di Norimberga, dove sarà applicato quello stesso tipo di giustizia  delle forze alleate che presiedettero i processi nazisti dopo la seconda guerra mondiale.
In effetti, molti dei crimini compiuti dai nazisti impallidiscono rispetto a quello che le forze degli Stati Uniti, della NATO e dei loro vassalli europei stanno compiendo – e che hanno compiuto nel corso del secolo scorso – in tutto il mondo, in Africa, in Asia, in Sud America – genocidi a pieno regime. Trump trema per “fire and fury”, Tillerson incita al colpo di stato militare in Venezuela e vuole rovesciare il governo legittimo e democraticamente eletto in Siria e, naturalmente, l’Iran è sempre nel mirino, non importa che si sia firmato e controfirmato un accordo nucleare  dai  5 + 1 , il 14 luglio 2015 a Vienna. Nessun accordo, nessun contratto, nessuna promessa viene onorata da Washington. Chi sarà il prossimo? Forse la Bolivia e, naturalmente, Cuba, dove le relazioni diplomatiche appena ristabilite con la nuova  ambasciata americana a L’Avana non sono altro che un cavallo di Troia appena velato?
Andiamo a guardare gli insulti e le provocazioni infinite di Washington contro la Russia, con le forze USA e della NATO schierate lungo i confini del Baltico, dell’Europa orientale e del Mar Nero con la Russia. Se non fosse per il Presidente Putin e per il suo avveduto ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ci sarebbe già stato qualche scontro  hot and bloody  tra Stati Uniti e Russia.
Quando Nikki Haley dichiarò apertamente che il Presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas, doveva essere rovesciato,  un alto funzionario palestinese presso le Nazioni Unite le disse  “shut up- Statti-zitta!”. Ben detto. È tempo che il mondo cominci a parlare con la pancia e dica ai criminali guerrafondai, come Tillerson,  di stare zitto, quando chiede golpe militari nei paesi che vogliono soggiogare, come il Venezuela e Cuba, le uniche vere democrazie nell’emisfero occidentale. Le uniche vere democrazie, queste non sono parole mie – anche se le sottoscrivo pienamente – ma sono parole di una eccellenza intellettuale, sono del professor Noam Chomsky.
Se qualcuno si preoccupasse di comprendere quale sia il sofisticato processo  della democrazia di rappresentanza delle persone in Venezuela, sicuramente i renderebbe meglio conto di cosa è la nostra democrazia in stile occidentale, una democrazia in cui le persone che vanno a votare, sono totalmente manipolabili e vengono manipolate in modo categorico, è tutto un trucco che ci fa credere di vivere ancora al tempo delle favole. Processi articolati e puliti come quello del Venezuela regolano anche le elezioni a Cuba.

La CIA in tandem con il Mossad e altre forze segrete, oltre alla NATO, recluta, addestra, finanzia e arma mercenari-terroristi  per fare il lavoro sporco di Washington. Il Pentagono, la CIA, il Dipartimento di Stato e la NATO non si fermeranno prima che venga raggiunto il “cambio di regime” in Siria, e prima che il Venezuela soccomba alla calunnia costante, al ricatto, alle manipolazioni valutarie e ad una miriade di altre pressioni dall’estero; e prima che Russia e Cina siano sottomesse – a meno che questo impero sempre più indebolito non si afflosci strada facendo. E alla fine questo imperò si affloscerà. Ma quanta altra gente dovrà morire prima che il mostro morda la polvere e che lasci che la vita e la natura si evolvano e si sviluppino per portare uguaglianza e pace nel mondo?
Ripetiamolo di nuovo: l’unico paese al mondo che commette un  genocidio costante e la fa  sempre franca, è la nazione eccezionale, gli Stati Uniti d’America. Noi, il Popolo, dobbiamo e possiamo ancora fermarlo.

Peter Koenig 
economista e analista geopolitico. Ha lavorato per la  World Bank  e  – ha girato il mondo lavorando molto nel campo dell’ambiente e delle risorse idriche.  Tiene conferenze nelle  università di  USA, Europa e Sud America. Scrive regolarmente per Global Research, ICH, RT, Sputnik, PressTV, The 21st Century (China), TeleSUR, The Vineyard of The Saker Blog, ar altri siti internet. E’  autore di f Implosion – An Economic Thriller about War, Environmental Destruction and Corporate Greed – fiction basata su fatti e su esperienze di  30 anni di  World Bank  intorno al globo. E’ anche co-autore di The World Order and Revolution! – Essays from the Resistance.
7.02.2018
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

Libia: prima e dopo Gheddafi

19 ottobre 2017

A distanza di 6 anni dalla “rivoluzione per la libertà” la Libia è disgregata in diversi territori controllati da vari gruppi armati.
Libia prima e dopo Gheddafi

 

Le due principali forze politiche in conflitto non riescono fino ad oggi a formare un unico governo.

Preso da: https://it.sputniknews.com/infografica/201710195157951-Libia-prima-e-dopo-Gheddafi/

Il cancro della guerra: gli Stati Uniti ammettono l’uso di munizioni radioattive in Siria

30 settembre 2017
( RPI ) Nonostante abbia promesso di non usare munizionamento all’ uranio impoverito nella sua azione militare in Siria, il governo degli Stati Uniti ha ora ammesso di aver usato migliaia di munizioni radioattive nel territorio siriano. Come riferisce la rivista Foreign Policy  :

 “Il portavoce Maj. Josh Jacques,  del Comando Centrale statunitense (CENTCOM), ha detto a Airwars e Foreign Policy che tra il 16 novembre e il 22 novembre 2015 sono stati usati 5,265 nastri di di proiettili da 30 millimetri  contenenti  uranio impoverito (DU) da aerei di tipo A-10 della US Air Force, che hanno distrutto circa 350 veicoli nel deserto orientale del paese “.

Il portavoce dell’Inherent Resolve John Moore ha affermato nel 2015 che:
“Gli aeromobili americani e della coalizione non sono hanno e non utilizzeranno munizioni con uranio impoverito in Iraq o Siria durante l’operazione Inherent Resolve”.

Ora sappiamo che non è vero.
Numerosi studi hanno trovato che l’uranio impoverito è particolarmente dannoso quando la polvere viene inalata dalla vittima. Un studio di University of Southern Maine ha  scoperto  che:
“… DU danneggia il DNA nelle cellule polmonari umane. La squadra, guidata da John Pierce Wise, ha esposto colture di cellule a composti di uranio a diverse concentrazioni.
“I composti causarono interruzioni nei cromosomi all’interno delle cellule e impedirono loro di crescere e di dividere in modo sano. “Questi dati suggeriscono che l’esposizione al particolato DU può rappresentare un rischio significativo [danni al DNA] e potrebbe causare un cancro al polmone”, ha scritto la squadra nella rivista Chemical Research in Toxicology.

Dobbiamo ricordare che gli Stati Uniti sono impegnati in attività militari in Siria in violazione della legge internazionale e statunitense. Non esiste un’autorizzazione del Congresso per l’azione militare USA contro l’ISIS in Siria e le Nazioni Unite non hanno autorizzato la forza militare in violazione della sovranità della Siria.

I cittadini innocenti della Siria saranno costretti a sopportare un aumento dei rischi di cancro, difetti congeniti alla nascita e altre malattie legate all’esposizione a materiali radioattivi. L’uranio depletato è il sottoprodotto dell’arricchimento dell’uranio per alimentare le centrali nucleari e d ha un durata di depotenziamento della radioattività che dell’ordine di centinaia di milioni di anni. I danni al territorio siriano continueranno quindi a lungo anche dopo che chiunque è coinvolto nelle ostilità attuali è morto.
source

collegamento di origine

Preso da: http://www.vietatoparlare.it/cancro-della-guerra-gli-stati-uniti-ammettono-luso-munizioni-radioattive-siria/