Libia 2011: il fallito assalto a Sirte getta in un caos disperato il CNT

Libia il fallito assalto a Sirte getta in un caos disperato il CNT
[04.10.2011] trad. di Levred per GilGuySparks
Ieri Mercenari NATO e del CNT hanno avviato un ancor più pesante attacco alla città, strategicamente ed economicamente importante, di Sirte, avanzando nei sobborghi della città. Dopo pesanti combattimenti l’attacco è stato fermato con la battuta d’arresto di questa mattina. Anche se pesanti combattimenti sono continuati in altre città i fronti erano relativamente tranquilli, cosa che indica che il CNT sta esaurendo le riserve. È tutto un assalto disperato nel tentativo di registrare una vittoria prima della riunione della NATO tra due giorni, intelligence vicina al CNT riferisce che il Consiglio nazionale di transizione è nel caos totale. Questa mattina in una conferenza stampa, Abdelhakim Belhadj ha “supplicato” la popolazione a Tripoli di aiutare a riportare “stabilità, legge e ordine” e restituire le proprie armi al Consigliere Militare Tripoli.
dal Dott. Christof Lehmann

Tra due giorni, il 6 ottobre, i leaders della Nato si incontreranno per discutere su come hanno intenzione di procedere con il loro, moderno, Vietnam nord africano. Mentre la situazione nel sud della Libia è relativamente stabile, e pesanti combattimenti sono continuati all’interno di Bengasi e di altre città del nord, come riportato ieri, la situazione era relativamente calma. A Bengasi, che è stata liberata con l’eccezione del centro città dove combattenti del CNT sono fortemente radicati, un gruppo di anziani della tribù ha promesso eterna vendetta dopo aver esaminato le prove video di oltre 200 omicidi commessi dalle truppe del CNT di Al Qaeda.

Sembra come se il CNT avesse ieri concentrato tutte le truppe disponibili in tutti gli assalti su Sirte. Sotto la copertura di sbarramento dell’artiglieria pesante e leggera da terra e da mare, così come sotto la copertura del supporto aereo, i combattenti del CNT si stavano avvicinando verso posizioni avanzate, prendendo alcuni dei sobborghi di Sirte, pagando il prezzo di pesanti perdite. Quanto fosse fluida la situazione per i combattenti del CNT è divenuto chiaro quando il comandante dei ribelli, che di recente aveva sostituito un altro comandante ribelle che era caduto in un’imboscata, è stato ucciso da una speciale operazione di stanotte dall’esercito libico. A dispetto di un forte investimento in risorse umane e materiali, questa mattina l’assalto a Sirte ha macinato una battuta d’arresto, e le truppe TNC attaccando in massa si sono rese disponibili come obiettivo per operazioni speciali dei militari libici, le milizie tribali e le altre forze alleate provenienti da tutto il Nord Africa.

Colpo di ritorno francese – Mine francesi distruggono 35 veicoli della NATO

Secondo un operativo di intelligence russo che sta osservando la situazione in Libia da vicino, ieri guerrieri della tribù Tuareg hanno dato una dimostrazione delle loro abilità speciali di guerra nel deserto. La fonte di intelligence russa ha rivelato allo Stalinist Live Journal, che comunicazioni NATO intercettate hanno rivelato che due AV-8B Harrier II e due jet Eurofighter della portaerei italiana Giuseppe Garibaldi cercavano invano la causa della distruzione di 35 carri armati e mezzi blindati. La distruzione degli obiettivi con 5 minuti di intervallo è stata interpretata come un segno di un attacco dal cielo, anche se nè tracce radar, né agli infrarossi sono state trovate. Un attento esame dei veicoli distrutti ha rivelato i resti di mine francesi anticarro, che secondo la fonte stessa di intelligence erano state collocate sotto i veicoli dai guerrieri Tuareg, che sono esperti in guerriglia invisibile nel deserto.

Stasera nsnbc ricevuto [n.d.t. notizie di] intelligence che ciò che resta del CNT dopo che il 90% dei suoi membri ha lasciato, rimane nel caos. Il Movimento Giovanile Libico (Libyan Youth Movement), che recentemente ha dichiarato guerra al CNT, ha iniziato una campagna di assassinio di persone che collaborano con il CNT e con Abdelhakim Belhadj del Consiglio militare di Tripoli alias Gruppo combattente islamico libico. Ieri un giudice, responsabile di severe condanne contro ufficiali militari fedeli al legittimo governo libico catturati,  è stato assassinato nella sua casa. La casa del giudice è in uno dei più “sicuri” distretti con il più alto livello di sorveglianza di Tripoli, a poche centinaia di metri dalla Reale Ambasciata danese.

Nel corso di una conferenza stampa questa mattina, Abdelhakim Belhadj ha supplicato i residenti di Tripoli a consegnare le armi in modo che il Consiglio militare di Tripoli alias Gruppo combattente islamico libico possa ristabilire “legge e ordine” come base per l’adozione di misure verso la costruzione di istituzioni democratiche. Parole disperate, considerando che non molto tempo fa il CNT promise “la democrazia entro 20 mesi”. Con probabilità schiacciante le sue parole saranno vane, considerando il precedente “legge e ordine” alla Belhadj di cui la popolazione ha fatto esperienza. Con oltre il 90% del popolo libico contro l’occupazione illegale del loro paese, e i maggiori aiuti militari da tutto il nord Africa, le migliori possibilità di ristabilire l’ordine sarebbero quelle, per Belhadj, Jalil, Jibril e la NATO, di lasciare la Libia. Per quanto riguarda la Siria, la creazione e il sostegno massiccio del Consiglio Nazionale Siriano, dopo gli ultimi mesi della rivolta, le sanzioni e la guerra non convenzionale sostenuta dalla Nato deve alzare bandiere rosse dove i prossimi attacchi della NATO sono in programma.

Dr. Christof Lehmann

http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/04/libya-storm-on-sirte-failed-tnc-in-desperate-chaos/

Vedi anche
https://gilguysparks.wordpress.com/2011/09/30/libia-comandante-nato-abbiamo-fallito/

https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/04/la-liberazione-libica-continua-con-lingresso-in-guerra-delle-tribu-algerine/

Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/10/05/libia-il-fallito-assalto-a-sirte-getta-in-un-caos-disperato-il-cnt/

Riservata corrispondenza tra ribelli e al-Qaeda: E’ lecito uccidere gli alti leaders del CNT, ex alleati di Gheddafi. E’ ora di creare l’emirato islamico in Libia

  • Riservata corrispondenza tra ribelli e al-Qaeda:
    E’ lecito uccidere gli alti leaders del CNT, ex alleati di Gheddafi.
    E’ ora di creare l’emirato islamico in Libia
    [26.09.2011] di GilGuySparks

Al-Qaeda avverte il CNT in una fatwa: E’ consentito uccidere gli alti leaders dei servizi di sicurezza che erano leali al regime di Gheddafi,  anche dopo che si sono uniti ai ribelli.
Rivelati i testi della corrispondenza tra i gruppi di ribelli libici e i leader della cosiddetta “Piattaforma Tawhid M ‘e Jihad” che fa capo ad Abu al Muhammad, noto come connesso all’organizzazione di al Qaeda; è messa nero su bianco l’esistenza di un coordinamento e la fedeltà non dichiarata, dimostrata da gruppi di membri influenti all’interno della guerriglia delle Brigate libiche ad Al-Qaeda e ai suoi leaders.

مراسلات سرية بين ثوار ليبيا ومنظّر‮ ‬القاعدة‮‬

Pubblicati oggi, estratti e sintesi dei testi di messaggi scambiati tra i leaders dei ribelli in Libia con Abu Mundhir Aelchenkotaia “padre” e uno dei due importanti [uomini] vicini a Abu Muhammad di al-Qaeda e membri legittimi del Comitato “Piattaforma Tawhid e Jihad”. Uno di quei messaggi era relativo alla richiesta di un parere consultivo sull’applicazione dell’atteggiamento di punizione dell’Islam contro dissidenti funzionari libici del regime di Gheddafi.
In una lettera pubblicata settimane prima dal sito “Piattaforma Tawhid e Jihad” si chiedeva un ruolo guida in battaglioni della guerriglia libica, dal simbolico nome Abu Hamza al-Ansari (messaggero del Profeta). Si poneva la questione su quale dovesse essere, secondo la dottrina islamica, l’atteggiamento da tenere nell’uccisione di dissidenti degli agenti di Gheddafi che andavano ad ingrossare le fila dei ribelli; come indicato nella domanda: “quale poteva essere la sentenza da seguire per l’uccisione di comandanti dei soldati del “tiranno” Muammar Gheddafi, dopo si erano uniti ai ribelli, ma senza dubbio coinvolti in crimini nel passato perché erano i capi nella guerra contro il jihad dei fratelli salafiti in Libia?”.
Il messaggio era stato inviato ad al-Qaeda settimane fa ed era volto a cercare un parere consultivo; come è noto il generale dissidente Abdel Fattah Younes, ex ministro degli Interni di Gheddafi era stato ucciso da ignoti ribelli a Bengasi nelle zone controllate dal CNT. Secondo una tesi in voga presso gli islamisti: “il generale dissidente Abdel Fattah Younes fu ucciso come ritorsione per aver cospirato con la NATO allo scopo di attaccare i Mujahideen. Parlando in condizione di anonimato, un alto ufficiale libico, recentemente nominato come rappresentante NTC in un grande paese europeo, ha affermato che Younis era solito dare le coordinate delle posizioni per bombardamenti aerei della NATO dei membri delle sue truppe che lui considerava “troppo islamiche”. Così, in molti casi la NATO ha annunciato che i bombardamenti sui gruppi di ribelli sono stati causati da errori tecnici, in realtà si trattava attacchi deliberato contro i mujaheddin. Inoltre, un alto funzionario libico ha affermato che il 70% di ribelli libici combattenti in operazioni di terra contro le forze di al-Gheddafi sono “islamisti” seriamente contro l’intervento della NATO e le forze occidentali“.
Secondo recenti dichiarazioni del sito della resistenza libica Zangetna, il dott. Youcef Chaki (il più importante e famoso speaker e giornalista della Libia) ha promesso la diffusione nei prossimi giorni di diffondere il video dell’assassinio del generale Abdel Fateh Younes da parte dei membri del CNT, sul canale televisivo Syriano El Raey.
Il video mostrerebbe gli assassini ben visibili e riconoscibili e renderebbe palese il complotto montato dal CNT ai danni di Younes.

La risposta dei clerici islamisti sulla possibilità di eliminare membri dei ribelli con un passato tra le fila dei gheddafiani è arrivata attraverso l’emanazione di una fatwa che ha stabilito che è lecito uccidere i principali leader nei servizi di sicurezza che erano fedeli al regime di Gheddafi, anche dopo che si sono uniti ai ribelli. Rimane inteso che si tratti di un esplicito invito a portare “ad espiazione” anche i sostenitori del sistema democratico in Libia, che affrontavano i seguaci del Gruppo combattente islamico libico in precedenza, e contrastavano l’opera dell’emiro, predicatore islamista, Abd al-Hakim Belhadj, tesa a stabilire un emirato islamico in Libia. La stessa fatwa ha decisamente negato che vi sia la possibilità di seppellire i combattenti di Gheddafi al cimitero musulmano, affermando in maniera assoluta che ”non possano essere sepolti accanto alle tombe dei musulmani“.

In una lettera, indirizzata agli jihadisti in Libia, da parte di Abu Munther Shanqeeti di al Qaeda , intitolata ”un messaggio scritto nel sangue”, si dice che lo scopo di portare armi non solo limitato al rovesciamento di Gheddafi, aggiungendo che i colpevoli di tradimento forniscono la vittoria ai nemici della religione ”su un piatto d’argento“. Shanqeeti ha detto nella sua lettera: ”E ‘tempo per l’inaugurazione di un principe Tqoumoua Mujahideen e la dichiarazione dell’emirato islamico, che cerchi di applicare la legge di Dio“. Shanqeeti ha invitato i ribelli della Libia a ribellarsi contro il Consiglio Nazionale di transizione, incitandoli ad attaccarlo prima che vi sia un assestamento delle cose: “sappiate cosa vi aspetta: [il CNT] tesse trame contro di voi”.
Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/09/26/riservata-corrispondenza-tra-ribelli-e-al-qaeda-e-lecito-uccidere-gli-alti-leaders-del-cnt-ex-alleati-di-gheddafi-e-ora-di-creare-lemirato-islamico-in-libia/

Cronache dalla Libia 11

27 agosto 2011

  • NATO: un Crimine contro l’umanità
    Migliaia di civili uccisi. Donne e bambine violentate. Caccia ai neri
    Esecuzioni di massa sui marciapiedi. Saccheggi e distruzione

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  • Alqaeda in Libya libera 600 terroristi islamici: NATO missione compiuta!

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MATHABA [27.08.2011]: Asset di Al-Qaeda è il comandante dei ribelli a Tripoli
L’ostilità persiste a Tripoli e i ribelli libici continuano la ricerca di Gheddafi, ma chi guida i ribelli? Chi sono i beneficiari della caduta di Gheddafi? Quale sarà il contraccolpo per quelli in Libia e in tutto il mondo?
Pepe Escobar,
corrispondente di Asia Times, ci dà alcune risposte a queste domande.

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Urgent
: In a final attempt to traitors for news of the army and volunteers in all parts of Libya and Tripoli in particular .. Therefore, we ask all our brothers and members are free to all sites not to publish any information about movements on the ground, especially in these days.

Перевод:Предатели в последней своей попытке следят за новостями о ливийской армии и добровольцах во всех частях Ливии и, в частности, в Триполи… Поэтому мы просим всех наших братьев и всех участников бесплатных сайтов не публиковать никакой информации о передвижениях ливийской армии и ополчения на земле, особенно в эти дни. Идет слежка НАТО.

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Tripoli:[26.08.2011]

  • Abu Salim ieri

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  • Secondo fonti vicine a Gheddafi, i ribelli meglio addestrati a Tripoli subito si sono lanciati verso la città di Sirte e Breguet. Per essere utilizzati come “carne da cannone”, per l’apertura di punti di fuoco, dalle truppe governative, come è successo a Tripoli. Allo stesso tempo, la capitale libica, i sostenitori dell’Islam radicale provengono da quasi tutti i paesi del mondo. La maggior parte viene trasportata via mare a bordo delle navi della NATO.

  • I ribelli non sono ancora riusciti a raggiungere il controllo di Tripoli. Per diversi giorni in alcune zone della città vi è stato un confronto serio. Ai checkpoint dei ribelli operano squadre mobili di cecchini fedeli Gheddafi. Consiglio nazionale di transizione (PNC) non è stato ancora trasferito a Tripoli in Libia Ci sono solo alcuni dei suoi membri, altri si trovavano a Bengasi e alloggiati al comando della nave francese (UDC) “Mistral” – secondo quanto riferito da “Argumentam.ru” una fonte della comunità segreti russi, che stanno monitorando la situazione in Libia.Le forze fedeli al leader libico, Muammar Gheddafi, hanno isolato l’aeroporto della capitale, Tripoli. Almeno quattro aerei, tra cui Airbus A330, sono state distrutti da razzi.

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  • Una “rivoluzione” hollywoodiana prodotta in Qatar: contro la realtà

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  • Herman Morris e Leonor Massanet su Leptis Magna (Libia)
    [26.08.2011]

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Preso da: https://gilguysparks.wordpress.com/2011/08/27/libyan-chronicles-11-0/

Cronache dalla Libia 8

  • Su RT il giornalista Richard Spenser dice che c’è un’altra guerra che sta per cominciare in Libya, and quella è tra i ribelli pe chi sarà al comando dopo la caduta di Gheddafi.
Credo che ciò che gli Stati Uniti abbiano compiuto sia quello di stabilire una prossima guerra civile in Libia, che noi abbiamo finanziato. Avremmo formato un certo numero di persone che andranno ad uccidersi a vicenda tra loro”, ha detto. “Non dobbiamo essere ingenui bambini e pensare che questi ribelli siano piccoli simpatici paesani che vogliono la democrazia e la libertà e Macdonald. Questa è chiaramente una possibilità per loro di ottenere il potere, di emanare forse qualche vendetta contro un vecchio nemico, ma soprattutto per loro di essere al comando. Stanno per combattersi a vicenda per il controllo [del paese] per i prossimi mesi e anni“.

http://rt.com/files/news/street-fighting-rebels-gaddafi-951/richard-spencer-23.flv
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  • CNN segnala saccheggi caotici dei ‘ribelli’ a Tripoli (in città la polizia è bombardata dalla Nato se tenta di fermarli
  • In queste ore il popolo libico a Tripoli donne e uomini stanno dimostrando una tenace resistenza dinanzi alle bande armate mercenarie della Nato e agli alqaedisti ribelli. L’enunciato evidenziato appena espresso, sintetizzato dalla CNN suonebbe così: “sparute sacche di ribelli molto pericolose stanno impegnando i rivoluzionari”. Onore alle e ai combattenti contro la masnada Nato e golpista.___________________________________________________________________________
  • Moussa Ibrahim ha tenuto una conferenza stampa [1:51 am  24.08.2011]:
    “La Libia sarà un Vulcano, vi dico ora che i volontari continuano a giungere a Tripoli, io vi comunico che 6000 Volontari sono appena arrivati ora in questo momento sono dentro la città. Ratti sotto la copertura di Hilocapters NATO sono entrati a Tripoli, oltre l’80% è libera. Saluto tutte le tribù che vengono qui per proteggere Tripoli.
    Grande progresso per voi che siete riusciti a entrare a Bab Azizia che la NATO ha bombardato 64 volte, e siamo andati fuori di esso, perché a Bab Azizia non è presente nulla ma sarà il simbolo.
    Dico alla gente che il governo libico, la Libia ancora controlla tutto e siamo ancora in grado di passare al piano B, C o D, abbiamo ancora tanti progetti.
    I ratti non possono rappresentare qualcosa di reale perché sono sotto la copertura della Nato, e ci accingiamo a rendere un inferno su di loro, non sono appartenengono alla Libia per nulla, hanno rapinato le case, hanno ucciso persone innocenti, anche se i loro padroni gli avevano ordinato di essere gentili con la gente.
    Hanno cercato di tagliare l’elettricità, l’acqua alle persone, vogliono distruggere la Libia per portare le loro aziende.
    Ero con le tribù, hanno fatto un comando per condurre la battaglia a Tripoli, un sacco di volontari ancora devono venire qui, alcuni vengono in taxi, perché le tribù più anziane hanno dichiarato lo Jehaad, i topi non possono continuare in questa guerra ma ancora chiedono alla NATO.
    Oggi ne abbiamo catturato 4 del Qater, uno Emirati e un sacco di stranieri che sono nelle mani del nostro esercito, abbiamo catturato anche 20 ratti in alcune strade, anche Khamis Gheddafi e alcuni volontari hanno attaccato alcuni ratti in Ayen Zara e hanno ucciso tutti. Abbiamo qualche martire, ma dei topi non posso dire quanti, tuttavia al mattino abbiamo ne abbiamo ucciso 65, e non posso dire quanti altri sono stati uccisi perché alcuni dei leader della battaglia non mi ha detto.
    I ratti hanno attaccato l’ambasciata d’Algeria e l’hanno bruciata, chiediamo a tutte le organizzazioni del mondo di respingere queste bande e non li accettino come rappresentanti del popolo libico.
    Brega e tutte le altre città sono libere, l’unica battaglia è a Tripoli. Dopo che libereremo tutta la Libia. Il compito per il nostro esercito è ora più facile perché abbiamo ucciso tutti i loro capi.
    La NATO ha bombardato la Tv della Libia e tutte le comunicazioni libiche, stiamo combattendo il nemico più grande nemico del mondo, ma per noi il nostro morale proveniene dall’Islam, siamo dei duri combattenti.”

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  • Tripoli 01:10 am 24.08.2011
Gheddafi da pochi minuti ha parlato alla radio e ha detto  Bab Azizia è sotto controllo. Lui guida la battaglia delle forze lealiste nella battaglia a Tripoli. Gheddafi ha detto che ritirarsi dal Bab Azizia è stata una tattica dopo che la NATO ha bombardato 64 volte oggi, ma ” lotteremo fino alla fine. O Vittoria o Morte.”

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Il giornalista francese Thierry Meyssan ci ha inviato questo terrificante notizia il 22 agosto. Diffonderla è un modo per proteggere sia i nostri colleghi a rischio. Conosciamo i nomi di questi cosiddetti “giornalisti” che ha pronunciato la minaccia e il loro nome sarà pubblicato a tempo debito. Tre ambasciate si sono proposte di dare protezione ai due giornalisti ma sono impossibilitati a raggiungerle perchè sono bloccati dentro l’albergo, dove sotto la copertura di inviat lavorano diversi agenti MI6 e CIA dai quali sarebbero giunte le minacce.

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  • Brega sotto il controllo dei nostri eroi. Sconfitti i ratti golpisti  in una feroce battaglia oggi; Un numero estremamente elevato di cadaveri di mercenari Qatar sulle strade di Tripoli. Aisha Gheddafi parla al canale tv multimediale Alray : “Tutti i rapporti dei media sono per la metà falsi”. [00:30 24.08.2011]

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[23.08.2011]
Roma (AsiaNews) – Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli dice che potrebbe essere pazzo, ma lui è ancora convinto che la riconciliazione tra Gheddafi e i ribelli è possibile per “portare la pace nel Paese”. Altrimenti, “non c’è altra soluzione. Gli attacchi aerei della NATO non sono una soluzione. Il fatto di bombardare la popolazione civile per sei mesi è orribile. “
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  • Tripoli – Diverse fonti confermano [00:30 24.08.2011]:

La NATO ha bombardato massicciamente Bab al-Azizia molte persone sono morte.
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  • StarTribuneChavez: Venezuela riconosce solo il governo Gheddafi in Libia, non il governo guidato dai ribelli   23-08-2011 – 4:58 PM
Hugo Chavez ha condannato gli attacchi aerei della NATO, definendola una “follia imperiale”, e ha accusato i paesi americani ed europei di utilizzare il conflitto come mezzo per cogliere la ricchezza del petrolio libico. “L’hanno saccheggiato e gli prendono le riserve internazionali e il petrolio”, ha detto Chavez. “Questo distrugge il diritto internazionale e il mondo torna all’età della pietra.”
Il presidente Hugo Chavez ha detto martedì che il Venezuela continuerà a riconoscere Muammar Gheddafi come leader della Libia e si rifiuta di riconoscere un governo ribelle guidato ad interim.

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  • BREAKING ore 11:50 23.08.2011
    Grandi esplosioni sentite vicino all’Rixos Hotel a Tripoli e jet della Nato ancora volteggiano. Confermato sbarco sulle coste con ampia presenza di mercenari francesi.

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Drammatico messaggio su Tweet di LibyanLiberal (che ci ha sempre informato dal fronte di Tripoli rischiando la sua vita) 23:45  23.08.2011:
“Più di 1000 le forze speciali estere stanno sbarcando sulla strada costiera sotto la copertura dell’artiglieria di una nave da guerra. Andrò a difendere il mio paese.
Una volta in una vita c’è un momento in cui si deve dimostrare che si posseggono dei valori. Il mio tempo è ora. Per Allah, per la Libia, per Mouamar. Avanti.
Il mio prossimo TWEET  sarà dopo la vittoria. Se andrò incontro al martirio pregate per la mia anima.

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  • Rabble rats in Libya – Rats en Libye:

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  • Tripoli– 23.08.2011 23:00 –  Esecuzioni sommarie di prigionieri da parte dei ribelli a Tripoli, un’abitudine che non hanno smesso di tenere per tutti questi mesi; successivamente i morti si attribuiscono agli uomini di Gheddafi; quando si tratta di soldati giustiziati la scusante ricorrente è che si erano rifiutati di sparare ai civili.
    La ZONA OVEST DI TRIPOLI è controllata da forze fedeli a MOUAMAR Gheddafi.
    Strada costiera da TUNISA a Tripoli non è controllata dai ribelli!”
    Fonte (REPORTER GRECO TELEVISIONE DI STATO FA).
    Ha dichiarato che ” le forze fedeli sono presenti dal confine Tunisino alla periferia ovest di TRIPOLI.”_______________________________________________________________________
  • Voci ancora non confermate sostengono che i ribelli siano caduti in una trappola dentro il compound a Bab al-Azizia, sembra che siano appena rimasti chiusi sotto il fuoco pesante di forze fedeli al colonnello Gheddafi.
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Da Tripoli:
Testimoni da diverse fonti confermano che: “Diversi soldati britannici (mercenari della regina d’Inghilterra) sono stati uccisi, molti feriti nell’assalto a Tripoli nel quale sono state impiegate forze mercenarie francesi, del Qatar, della Giordania. Zouari, Misrata, Zlitan , Ben Walid, Basha, sono saldamnete sotto il controllo delle forze regolari libiche che si oppongono fermamente al golpe. Notizie di torbidi a Benghazi al quartier generale delle forze ribelli golpiste, dove sono state segnalate esplosioni. Contestazioni  e scontri si erano segnalati ieri notte quando alcune fazioni dei ribelli hanno avuto notizie delle continue menzogne dette da Abdel Jalil e sono scesi in piazza insultando i membri del CNT. Oggi ha affermato ai media in conferenza stampa che Gheddafi non ha appoggio tra la popolazione, ma a smentirlo sono immediatamente giunte le notizie dei rinforzi al rais da parte delle più grandi tribù della Libia e l’impegno di centinaia di migliaia di civili di Tripoli che stanno dando filo da torcere alle forze prezzolate mercenarie e agli alqaedisti.”
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  • Ben Bellà, l’orgoglio di Algeria, (Esponente dell’ala più radicale del movimento di liberazione nazionale d’Algeria, è visto come il padre della patria algerina. Fu il primo Presidente dell’Algeria.) afferma che i ribelli libici sono gli schiavi moderni.Guevara e Ben Bella

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Tripoli 23.08.2011    22.00 pm   Ribelli della NATO depongono le armi dopo essersi arresi e consegnati alle forze armate; molti sono stati uccisi nella città di Tripoli.
Mouamar il fratello leader Gheddafi ha parlato da pochi minuti dalla radio. Egli ha detto: “Io sono a Tripoli, non ci arrenderemo abbiamo il controllo di Tripoli.
Esplosione presso la sede del Consiglio di transizione (il Consiglio di vergogna e di umiliazione) nella città di Bengasi.
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In questo momento 25.000 uomini delle tribù libiche Tarhunah e Warfala, cioè le due maggiori tribù in Libia, sono intorno a Tripoli. Sono volontari, non dell’esercito libico fanno parte delle grandi famiglie o tribù organizzate per collaborare.”
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TheTruthLibyaTheTruthAboutLibya22:47 23.08.2011
 Breaking news:

Ho telefonato in Libia attraverso il telefono Thuria. Tutto va bene, tutto ciò che si vede sui Media News è falso.

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AP news: Il Venezuela non riconoscerà il nuovo governo in Libia 23.08.2011

CARACAS, Venezuela (AP) – Il presidente Hugo Chavez dice Venezuela continua a sostenere merlata leader libico Muammar Gheddafi.
Chavez dice che il Venezuela si rifiuterebbe di riconoscere un governo ribelle guidato  ad interim in Libia. Il leader venezuelano è stato uno strenuo difensore di Gheddafi e ha condannato ripetutamente il ruolo della NATO in Libia. Egli chiama i ribelli del paese un “gruppo di terroristi”.
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  • Filmato di aprile  Appoggio di tribù pellerossa dei nativi americani per Gheddafi e la Libya

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  • LibyanLiberalLibyanLiberal da Tripoli conferma:
Prima di tutto i filmati che raffigurano la piazza Verde and Bab al-Azizia sono fake . Le strade di Tripoli sono ancora pienamente verdi. A dimostrazione delle mie parole tra alcune ore reporter del Rixos verranno presi per un tour dal governo come ieri sera. Non preoccupatevi situazione sotto controllo.”

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  • Si è fatto notare che ci sarebbero delle incongruenze nel video che mostra la scultura First Crushing a U.S. Fighter Plane collocata davanti a Bab al-Azizia il compound nella capitale libica di Tripoli. Mancherebbero sull’aereo la bandiera americana della coda dell’aereo e la scritta USA.

Fist Crushing U.S. Fighter Plane, Libya
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“Dr. Yousef Shakeer parlando alla radio Bani Walid, ha ringraziato la tribù Bani Walid che ha inviato 20 mila volontari che la notte scorsa a Tripoli per proteggerla. Come detto prima, il dottor Shakeer ha detto che i terroristi-ribelli traditori (tebels alias “ratti”) hanno falsamente affermato che l’avevano catturato, ma che questo era solo nei loro sogni. Saadi Gheddafi è arrivato con 4.600 combattenti per proteggere Tripoli 1.600 combattenti di Bani Walid e 3.000 dalla tribù Tarhouna. Bani Walid ha inviato 20.000 volontari la scorsa notte per proteggere Tripoli.”
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Associated Press, Published: 22.08.11

PECHINO – La Cina è pronta a svolgere un ruolo attivo nella ricostruzione della Libia, un portavoce del ministero degli Esteri lo ha detto lunedì mentre i combattenti dell’opposizione libica tentatavano di estromettere il Leader Muammar Gheddafi a Tripoli. Il portavoce Ma Zhaoxu ha detto in una dichiarazione sul sito web del ministero che la Cina aveva notato “i recenti cambiamenti della situazione in Libia” e che Pechino rispetta la scelta del popolo libico. La dichiarazione non ha fatto alcuna menzione di Gheddafi o dei ribelli che lo combattono, ma ha detto che Pechino è pronta a lavorare con la comunità internazionale sulla ricostruzione della Libia.
“La parte cinese rispetta la scelta del popolo libico e spera che la situazione in Libia possa tornare alla normalità il più presto possibile,” Ma ha detto. “La Cina è pronta a collaborare con la comunità internazionale e di svolgere un ruolo attivo nella ricostruzione futuro della Libia”.
Dopo i combattimenti scoppiati in Libia nel mese di febbraio, la Cina ha evacuato 35.000 dei suoi cittadini che vi lavorano. Le stime degli investimenti della Cina in Libia prima del conflitto si stimano fino a 18 miliardi di dollari.
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Con un forte segnale che l’intelligence russa condivide, il fatto che sia Gheddafi e che il sistema libico di diretta democrazia partecipativa e il socialismo nazionale sono lì per restare, la Russia non riconosce i cosiddetti ribelli.
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  • ORA 19:55 _ Forti esplosioni fanno interrompere conferenza stampa della coalizione in diretta da Tripoli su RT appena iniziata
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  • PRISON PLANET: LIVE UPDATES: Fighting rages at Gaddafi compound
    Aug 23, 2011

    “[…] Il complesso fortificato Tripoli attaccato dai ribelli libici martedì è la sede del potere politico Muammar Gheddafi e la base principale dei combattenti lealisti. Gli analisti dicono che i combattenti lealisti di Gheddafi di fronte ad un afflusso di ribelli dal fine settimana hanno cercato di usare la sua Bab al-Azizyah come bastione e come trampolino di lancio da cui partire per ritagliarsi una zona lealista e sgretolare il controllo dei ribelli dei quartieri adiacenti. Il compound si crede  stia in cima ad una rete di tunnel e bunker che portano a distretti adiacenti e anche eventualmente ad un percorso sotterraneo verso la costa. Ma le reti di tunnel non sono la sola carta dei miliziani lealisti: i combattenti di Gheddafi  hanno una conoscenza approfondita della città e in molti si ritiene abbiano un maggior grado di addestramento militare rispetto alla guerriglia degli avversari dell’opposizione. Lungo la sede del potere di Gheddafi e la sua casa principale di Tripoli, la caserma potrebbe essere la battaglia finale della guerra della Libia. Anche se Gheddafi non c’è, la sua perdita avrebbe inflitto una sconfitta potenzialmente invalidante a livello simbolico.

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  • CubaDebate: I Ribelli libici irrompono nel palazzo presidenziale di Gheddafi
    23 Agosto 2011

    “[…] I ribelli hanno perso il controllo della zona portuale di Tripoli, secondo Al Arabiya, hanno ucciso questa mattina decine di lealisti di Gheddafi in un convoglio di Sirte, la città natale del colonnello nel nord.
    I reports della BBC dicono che l’hotel Rixos, dove fece la sua apparizione la notte scorsa Saif al Islam e che ospita giornalisti stranieri, è stato attaccato. La stessa fonte ha anche ascoltato esplosioni e sparatorie nei pressi di Bab al Aziziya, la residenza del leader libico […].”

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URGENTE: le tribù libiche d’onore continuino a inviare uomini a Tripoli per combattere nella battaglia del destino.

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La NATO sta imparando dall’occupazione dell’Iraq nel suo tentativo di controllo della Libia post Gheddafi e le sue redditizie risorse petrolifere e i depositi in oro, sostenendo che non saranno inviate truppe a terra, a meno che naturalmente il governo fantoccio controllato dalle Nazioni Unite e la NATO stessa facciano “richieste” perchè vengano inviate…

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  • Intervista su RT a Peppe Escobar – corrispondente di ASIA TIMES

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  • Ai confini della realtà: another fake hoax?


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Libya17f: A look inside the truth


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  • Ulteriore conferma il criminale comandante di Al Qaeda, alleato della NATO, Abdel Hakem Belhadj è stato ucciso oggi a  Tripoli dalle forze moujahedeen delle coraggiose tribù libiche.
    pic.twitter.com/l9CDgFH

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LibyanLiberal Esercito libico uccide comandante di Al Qaeda e stermina l’intero battaglione di ribelli cosiddetto Tripoli.

  • 17:40 circa 23.08.2011

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Numero di volontari 600,000 da fuori Tripoli, vengono dalle città vicino a Tripoli. Credetemi è sotto controllo, l’unico problema: non c’è la TV, ma le persone all’interno di Tripoli conoscono la verità, la vita è più normale di quanto ci si aspetti, banche al  lavoro, negozi, la gente ancora in piazza Verde e in Bab Azizia.
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  • Una Brigata di donne moujaheed coinvolte nella pulizia di Tripoli. I volontari che hanno una risposta  affermativa alla chiamata vicino a Tripoli per proteggere la capitale dai topi golpisti superano le 500.000 unità.
    Sacca di resistenza ribelle nella zona di Bab Bengasir è stata sterminata.

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RT on AIR:
http://rt.com/on-air/libya-tripoli-rebels-green-square/

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Il Governo difende la capitale libica contro i ribelli della NATO arretrati
da Pan-African News Wire
Da CHARLES LEVINSON
Sostenitori armati del governo libico difendono la loro rivoluzione dai ribelli arretrati a occidente che sono stati intrappolati in diverse aree della capitale Tripoli. Nonostante le affermazioni da parte delle corporation dei media [ndt parte della grande menzogna] le forze TNC non controllano Tripoli.
Giubilo mutato in inquietudine incerta al termine di lunedì nella capitale della Libia, con persistenti rapporti di sparatorie casuali nella capitale, con alcune sacche di combattimento vera e propria.
Un limbo nervoso, scandito da colpi di arma da fuoco, ha afferrato la capitale libica lunedì, il giorno dopo che gli oppositori del colonnello Muammar Gheddafi hanno trionfalmente ballato nella piazza centrale, dopo che si sono smorzate le speranze dei ribelli e i loro alleati internazionali che i sostenitori dell’uomo forte si sarebbero sciolti a distanza.

Mitragliatrici e fuoco antiaereo poteva essere sentito nel corso della giornata a Tripoli, come i residenti hanno detto, uomini armati lealisti avevano preso posizione in diversi quartieri. I ribelli che hanno tentato di trasformare una vecchia accademia di polizia nel loro quartier generale militare presto sono caduti sotto il fuoco nemico, mandando un flusso di vittime in una clinica di fortuna.
La piazza verde, dove le truppe dei ribelli avevano celebrato la domenica successiva marcia incontrastata in gran parte nella capitale roccaforte del colonnello Gheddafi, sembrava essere una terra di nessuno. Strade che portano alla piazza sono state rese impraticabili da quelli che gli abitanti hanno detto del luogo essere cecchini lealisti.[continua]
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RT :  Spie dell’MI6 aprivano la strada al fronte di battaglia dei ribelli a Tripoli. 13:43 a.m. 23.08.2011


Per settimane, militari e funzionari dei servizi segreti inglesi MI6 hanno aiutato i ribelli a pianificare le loro coordinate di attacco alla capitale, e le fonti di Whitehall hanno rivelato che la RAF ha intensificato i raid su Tripoli sabato mattina in un piano predisposto per spianare la strada ai ribelli in anticipo. Agenti MI6, con sede nella roccaforte dei ribelli di Bengasi, avevano affinato per la battaglia piani elaborati dal Consiglio nazionale di transizione (TNC) della Libia, che sono stati concordati 10 settimane fa. Il consiglio tattico costantemente aggiornato fornito dagli esperti britannici ai leaders dei ribelli, era centrato sulla necessità di innescare una rivolta fresca all’interno di Tripoli che avrebbe potuto essere utilizzato come spunto per i combattenti per avanzare sulla città.
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RT 11:37 a.m. 23.08.2011
Può un CNT sciolto a seguito della morte del generale Younis entrare in crisi?

Pare di si visto che poco fa un capo di Al-Qaeda a Bengasi ha detto che Abdul “NATO” Jalil capo del  NTC non li rappresenta ed essi respingono l’idea dell’unità della forza militare. Quanto camperà ancora Abdul “NATO” Jalil?
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Cecchini sparano oggi dai grattacieli, cecchini sparavano i primi giorni del colpo di stato; cecchini sparavano dai tetti durante il tentativo di golpe in Venezuela 1992, le vittime si attribuiscono sempre al “regime” da abbattere, stesso modus operandi di una strategia della tensione che poi legittima il rovesciamento di un potere legittimo per instaurarne uno più accondiscendente e sottomesso alle necessità dell’imperialismo. Oggi i media italiani ripetevano come un mantra dei cecchini del Rais che avrebbero ucciso due bambini ma perchè mai gli uomini di Gheddafi avrebbero dovuto sparare a due bambini? Chi ha cercato in questi mesi invece di instillare paura, terrore, ansia e desolazione negli animi dei libici che seguivano il loro legittimo governo? La NATO e i ribelli di Benghasi. Anche questa azione, al contempo psyop e  falsflag, sarà stata coordinata assieme?

A look back!

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  • Hermann Morris intervista Franklin Lamb sparato a Tripoli – 21.08.2011

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  • Cecchini ribelli uccidono a Tripoli chiunque, soprattutto libici dalla pelle scura che non siano portatori di una bandiera dei ribelli o berbera.

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  • Aljazeera si lascia sfuggire fotogramma che ritrae soldati libici  con le mani legate dietro la schiena giustiziati dai golpisti della NATO fautori dei diritti umani.
    Bombardamenti e invasione di pacifiche città: è stato ridefinito il termine “intervento umanitario”.


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  • Libia – Tripoli # Cittadini prendono spontaneamente le armi per difendere la città dagli attacchi dei ‘ribelli’ guidati dalla NATO, divisioni all’interno della dirigenza ribelle. Questo potrebbe portare a combattimenti inter-etnici, un vero pericolo a lungo termine per coloro che vogliono un accordo post-Gheddafi.
    Rinforzi delle tribù per i lealisti di Gaddafi sono giunte a Tripoli. Le celebrazioni dei ribelli sono state interrotte repentinamente; i golpisti sono sotto attacco in molte parti della città e avrebbero difficoltà serie per i rifornimenti e per l’alto numero di perdite; l’unico ospedale in mano ai ribelli è al collasso. 07:56 23.08.2011


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  • Benghasi – Il CNT non avrebbe più il controllo della città; poco minuti fa sarebbe stato appena dichiarato da Al Qaeda che Benghasi è uno stato islamico. Libya’s TNC leader si dimette?  06:55 a.m. 23.08.2011

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  • Libia: il governo dice che sta ristabilendo il controllo sulla città di Tripoli e che i ribelli a guida NATO fuggono sotto l’attacco dalla maggioranza dei residenti locali. L’esito della battaglia per Tripoli potrebbe derivare da quante migliaia di giovani pazzi la NATO può convincere a mandare alla morte. 06:55 a.m. 23.08.2011

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da teleSURtv 05:55 am 23.08.2011
Secondo quanto riferito da Rolando Segura da Tripoli, forze fedeli a Gheddafi proteggono i giornalisti al Rixos Hotel dagli attacchi dei ribelli.
“Le forze di Gheddafi sembrano aver recuperato e le linee di rifornimento dei ribelli vengono attaccate”, dice la BBC.
Media internazionali riportano che aerei NATO hanno lanciato volantini su Tripoli chiedendo alle forze leali a Gheddafi di unirsi ai ribelli.

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  • Intervista di Saif Al Islam e  una nota di uno spaesato americano

Ok, è chiaro che non possiamo avere notizie accurate e veritiere dai nostri media americani. Come è possibile che le notizie degli Stati Uniti siano potute essere così lontane dalla realtà: il figlio di Gheddafi era stato catturato. Come è possibile? Abbiamo la più sofisticata tecnologia, satelliti, giornalisti di tutti. Come poteva essere possibile. Fa il nostro governo degli Stati Uniti realmente funzionare i mezzi di informazione? Era solo propaganda che il figlio di Gheddafi era stato catturato? Erano le nostre notizie negli Stati Uniti in complicità con i ribelli? Che cosa sta succedendo?

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  • Scoop della BBC che scopre, dopo tutti gli altri, che Saif Al Islam non era stato arrestato.
    23 Agosto 2011  00:15 GMTUno dei figli del Colonnello Gheddafi, che la BBC aveva riportato in precedenza come certamente arrestato e nelle mani dei ribelli, si è presentato in un hotel dove hanno sede numerosi giornalisti stranieri.
    Matthew Price dice Saif al-Islam è arrivato in un veicolo blindato apparendo sostenuto e sicuro di sé, e quando gli viene chiesto se suo padre era al sicuro e a Tripoli, ha minimizzato la questione, dicendo: “Naturalmente”. Saif ha dichiarato: “Sono qui per disperdere le dicerie …questa è una guerra della tecnologia* e dell’elettronica* per provocare il caos e il terrore in Libia. Essi hanno anche portato dentro Tripoli bande armate per mare e per strada”.
    Umiliata la patetica propaganda NATO e dei ribelli. [*Tra le altre cose Saif Gheddafi
    si riferiva ad un messaggio di testo inviato agli abbonati di telefonia mobile a Tripoli con i quali ci si congratulava lunedì con loro sulla caduta di Muammar Gheddafi.]

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Ribelli libici sotto attacco vicino al centro di Tripoli
dal Washington Post
Thomas Erdbrink
, Martedì 23 Agosto, 02:25
(traduzione di levred)

TRIPOLI – Ciò che i ribelli libici avevano predetto sarebbe stata una giornata di feste di strada per celebrare la loro presa di Tripoli è finita in una precipitosa ritirata da parte di alcuni lunedì, quando una brigata inviata a impostare la sicurezza in città finita sotto un attacco feroce da parte delle forze fedeli a Muammar Gheddafi .
L’arrivo dei ribelli nella capitale, domenica, aveva incontrato poca resistenza, e da Lunedi, dopo le notizie che alcuni fedelissimi di Gheddafi avevano deposto le armi, le forze dell’opposizione avevano il controllo della maggior parte della città. Ma lo scontro, lungo le sponde del Mediterraneo nei pressi del centro della città, e i reports sui cecchini attraverso Tripoli hanno chiarito che il controllo dei ribelli è lungi dall’essere completo.
Come parte di un piano dettagliato di opposizione per ristabilire la sicurezza, una brigata d’elite ribelle è stata spedita a garantire le posizioni chiave a Tripoli, tra il porto, i ministeri e il museo nazionale.

Dalla sua nuova base, in quanto era stato fino a qualche giorno fa all’accademia militare delle donne, un alto comandante ribelle, lunedì pomeriggio, si è vantato che la sua unità aveva gettato le basi per liberare Tripoli.
I ribelli avevano contrabbandato armi in città con una barca, acquistato segretamente mitragliatrici da forze di Gheddafi e organizzato una rete sotterranea di resistenza, che era stata “attivata” quando i combattenti dell’opposizione hanno marciato sulla capitale, ha detto Emhemmed Ghula, vice comandante del consiglio militare dei ribelli di Tripoli. Tali preparati aveva dato i suoi frutti, ha detto. “Siamo attualmente in controllo del 90 per cento della capitale”, ha detto Ghula, la sua veste bianca senza macchia e il gilet ricamato in oro formavano un netto contrasto con l’aspetto dei suoi combattenti – uomini barbuti con mitra in mano e sandali polverosi sui piedi. “Noi governiamo le strade ora”.
All’interno del complesso sul lungomare, i ribelli avevano strappato i manifesti di Gheddafi. Un gruppo di combattenti stavano fissando un’arma antiaerea montata su un camioncino, e l’umore era decisamente ottimista. Alcuni uomini più giovani lanciavano segni di vittoria per i giornalisti, come gli altri ripiegati in un giardino rimessa della scuola militare.
Il loro riposo è stato interrotto da una improvvisa grandinata di proiettili che sono sibilati attraverso un cancello in acciaio aperto. I ribelli sono balzati in piedi, in giro in disordine a sparare a tutto ciò che si muoveva in lontananza.
Le forze Pro-Gheddafi avevano messo su un vero e proprio assalto alla base ribelle, saltando nel compound, come i cecchini che dai vicini grattacieli hanno preso di mira le persone in accademia. Dopo mezz’ora di intensi combattimenti, i ribelli sembravano avere almeno rallentato l’attacco a sorpresa. Ma era chiaro che la base non era più sicura. “Stiamo per uscire da questa posizione,” ha detto Ghula, come i suoi uomini, pronto a trasferirsi in un quartiere più sicuro.
Ad un’altra base opposizione di fortuna in città, un  folla di ribelli hanno tentato di attaccare Hala Misrati, una presentatrice della televisione di Stato che, durante il fine settimana, aveva sventolato una pistola mentre era in onda e aveva promesso di lottare per Gheddafi.
Ribelli libici la avevano arrestata in precedenza nel corso della giornata, ma, alla base, una folla di circa 50 uomini hanno fatto irruzione nel corridoio chiedendo di vedere la Misrati, uno dei portavoce più importanti di Gheddafi negli ultimi anni.
Misrati, il cui fratello è stato anche lui arrestato, si sentiva gridare che era innocente e che Gheddafi le aveva mentito. Un uomo la ha chiamata traditrice, e un comandante ribelle ha sparato colpi di avvertimento per disperdere la folla.
“Lei è stata trattata molto bene”, ha detto Abdul al-Afiz, un ex membro forza aerea che si era unito ai ribelli. Si è rifiutata di mostrare Misrati ai giornalisti che erano presenti, ma ha detto che lei aveva riconosciuto gli errori dei suoi modi. “Lei è molto nervosa”, ha detto. “ci ha detto che non sapeva che noi siamo i buoni”.


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#Benghazi, testimoni confermano: Ribelli scendono nelle strade a Benghazi insultando il National Transitional Council, chiamandoli bugiardi.  Sono seguiti violenti scontri e sparatorie. I ribelli (non si sa di che tribù) per le strade  gridano “Vogliamo Saif Al Islam e suo padre”

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  • Dr . Yousef Shakeer parlando alla radio Bani Walid.!!:
    “Voglio ringraziare prima di tutto la tribù di Bani Walid che ha inviato 20000 uomini”
    04:02 a.m. 23.08.2011_______________________________________________________________________________
  • Gli alleati NATO, estremisti islamici e golpisti operano a Tawergha la “pulizia” su base etnica
    Tawergha
    , una cittadina 25 miglia a sud abitata per lo più da libici neri, un lascito delle sue origini dal 19° sec. come città di transito nella tratta degli schiavi. Prima dell’assedio, quasi quattro quinti degli abitanti del quartiere Ghoushi di Misrata erano nativi Tawergha. Ora se ne sono andati o sono nascosti, temendo attacchi di rappresaglia da parte degli abitanti di Misrata, dopo la notizia dei premi per la loro cattura. Ibrahim al-Halbous, un leader dei comandanti ribelli in lotta vicino a Tawergha, dice a tutti i residenti rimanenti dovrebbero lasciare una volta che i suoi combattenti catturano la città. “Dovrebbero fare le valigie”, ha detto Halbous. “Tawergha non esiste più, solo Misrata.” Altri capi dei ribelli chiedono anche misure drastiche come la messa al bando dei nativi Tawergha che da sempre lavorano, vivonoo mandano i figli alle scuole di Misrata.
    Sulla strada fra Misurata e Tawergha, uno slogan ribelle recita “la brigata per lo spurgo degli schiavi, abbiamo soppiantato gli sgorbi dalla pelle nera pro-Gheddafi.”

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  • From BBC website: Hermann Morris intervista Leonor Massanet
    I Lealisti di Gheddafi sapevano cosa stavano facendo

    Questa discussione ha avuto luogo dopo la mezzanotte del 22 agosto – ora di Libia.
    “Ho avuto una breve chiacchierata  con Ahmed, ha detto tutto a Tripoli va bene – ho protestato, ci sono stati bombardamenti – e poi è scomparso … E mi limiterò ad aggiungere un commento interessante appena ricevuto.
    Propagandakills221 ha fatto un post su Mahdi Nazemroaya nel pomeriggio Tripoli 22 agosto 00:43a.m.:

“Ulteriori notizie dal nostro corrispondente Matthew Price. Dice che Saif al-Islam è apparso sostenuto e sicuro di sé quando è arrivato in hotel e ha detto: “Abbiamo rotto la spina dorsale dei ribelli stata una trappola. Abbiamo dato loro un momento difficile, per cui stiamo vincendo..“.

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  • MikePrysner #Tripoli‘s “revolution”: NATO fa cadere tutte le comunicazioni, scarica migliaia di bombe e fa sbarcare dalle navi miglia di soldati… i ratti che cantavano vittoria per buona parte infatti sono morti  Martedì 23.08.2011

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  • Saif al-Islam Muammar Gheddafi, l’alba del giorno Martedì 23.08.2011 alla porta di Aziziyah


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In # Tripoli ora I ribelli sono confusi, alcuni chiedono perdono e di unirsi ai ranghi di Gheddafi dopo aver visto Seif al Islam.
nessuna invasione in Libia

Fonte:http://gilguysparks.wordpress.com/2011/08/23/802/

Il businnes della guerra alla Libia.

Libia, affari di guerra (sporca)

26 agosto 2011 – PeaceReporter.net
Lunedì, dopo l’ingresso dei ribelli a Tripoli, precipita il prezzo dell’oro e schizzano i titoli di banche e aziende petrolifere che, come Unicredit e Eni, hanno interessi nel Paese e che hanno finanziato i ribelli. Sui quali pesa l’incognita di Al Qaeda

Lunedì 22 agosto, alla riapertura dei mercati dopo la notizia dell’ingresso dei ribelli a Tripoli, si sono verificati eventi che la dicono lunga sui veri scopi di questa ennesima guerra neocolonialista mascherata da intervento umanitario.
Quel giorno il prezzo dell’oro è iniziato a scendere dopo mesi di inarrestabile e costante rialzo. Toccando ogni giorno un nuovo ‘record storico’, il metallo giallo era arrivato a sfiorare la quotazione astronomica di 1900 dollari l’oncia. Da lunedì è iniziato un deprezzamento mai visto negli ultimi mesi: in pochi giorni la quotazione è precipitata a 1700 dollari l’oncia. La certezza di poter mettere le mani sulle 144 tonnellate di lingotti d’oro conservati nei forzieri della banca centrale libica (nella foto) sembra aver placato la sete dei mercati.

Sempre lunedì, dopo giorni di crolli in borsa che nulla sembrava in grado di arrestare, le notizie provenienti da Tripoli hanno messo le ali agli scambi e le piazze affari di tutta Europa hanno chiuso con il segno più. A trascinare in alto i listini sono stati soprattutto i titoli energetici e bancari.
La caduta di Gheddafi rimette sul mercato le principali riserve energetiche del continente africano (60 miliardi di barili di greggio e 1.500 miliardi di metri cubi di gas naturale), 150 miliardi di dollari di ‘asset finanziari’ (quote di grandi banche straniere e azioni di aziende multinazionali) e commesse miliardarie che la guerra ha bloccato.
Imbarazzante l’euforia mostrata lunedì dai titoli delle aziende e della banche italiane con maggiori interessi in Libia: Eni +6 per cento, Saras +6 per cento, Ansaldo +6 per cento, Telecom +4 per cento, Unicredit +3 per cento. Frutti di veri e propri ‘investimenti di guerra’, come i 300 e i 150 milioni di euro che Unicredit e Eni hanno rispettivamente donato ai ribelli libici.

Ribelli su cui, tra l’altro, rimangono inquietanti punti interrogativi. Il fronte anti-regime comprende infatti anche combattenti delle cellule libiche di Al Qaeda, in particolare del Gruppo di Combattimento Islamico della Libia (Lifg), creato negli anni ’90 dai servizi segreti occidentali (Cia e Mi6) proprio allo scopo di assassinare o rovesciare Gheddafi e composto da veterani della guerra contro i sovietici in Afghanistan.

La presenza di questi integralisti tra i ribelli, poco pubblicizzata ma nota fin dalle prime fasi di questa guerra, è stata liquidata dalla stampa occidentale come marginale e non preoccupante. Molti, però, hanno cambiato idea dopo l’uccisione del comandante militare dei ribelli, l’ex generale nazionalsita libico Abdul Fatah Younis, da parte di mujaheddin della brigata islamica Abu Obeida Al Jarrah (nella foto, un veicolo con le sue insegne a Tripoli). Il suo posto è stato preso da Khalifa Belqasim Haftar, ex agente della Cia che fino a pochi mesi fa viveva a Langley, in Virginia.

Enrico Piovesana – PeaceReporter.net

La NATO (euro-yankee) detta la politica di Al-Qaeda

Responsabile dei servizi di sicurezza libici accusa LA NATO di sostenere AL-QAEDA

 Madison Ruppert, Contributing Writer –Activist Post


La “guerra al terrore” americana è una farsa progettata per togliere  libertà agli americani consolidando la ricchezza e il potere nelle mani dell’élite.

Da quando è iniziata la guerra al terrorismo, assolutamente nessun progresso misurabile è stato fatto e l’intera nomenclatura assegnata a questa “guerra” rafforza questo fatto dimostrando che questa è una guerra che è destinata a continuare per sempre, in tutto il mondo.

Per coloro che sono ancora preda dell’illusione che stiamo combattendo il terrorismo, il nostro supporto ai ribelli apertamente legati ad al Qaeda in Libia ( lo stesso gruppo al Qaeda responsabile per l’invio di militanti in Iraq per uccidere i soldati americani) dovrebbe aver frantumato questa illusione.

Il capo dei servizi di sicurezza libici , che sono i reali servizi di sicurezza libici non i ribelli criminali di guerra affiliati ad al-Qaeda, Abdullah al-Snousi, l’ha chiarito molto bene in una dichiarazione in data odierna.

La seguente dichiarazione è stata pubblicata sul blog in diretta di Al Jazeera in Libia,  ma non è stato specificato a chi è stata fatta questa dichiarazione o in quale luogo.

“Quello che stiamo affrontando ora in questa guerra è la NATO guidata da al-Qaeda. I funzionari europei e occidentali stanno mentendo al loro popolo quando dicono che stanno combattendo il terrorismo. Infatti stanno combattendo con il terrorismo contro il popolo libico e stanno eseguendo gli ordini di al Qaeda.

Ciò che troviamo veramente strano è che gli stessi che ci hanno mostrato questi elementi come terroristi sono le stesse persone che adesso supportano proprio questi elementi terroristi. Ora la coalizione internazionale non è contro il terrorismo, ma tra l’Occidente e il terrorismo. E i miei colleghi, i capi dei servizi segreti di tutto il mondo sanno di cosa sto parlando. Capo libico dei servizi di sicurezza Abdullah Al-Snousi “.

Sono in disaccordo che la guerra è “guidata da al-Qaeda”, in quanto sarebbe del tutto sciocco pensare che al Qaeda detta la politica americana.

Rettifico, stabilendo che  è l’America che detta la politica ad Al-Qaeda.

Il semplice fatto è che stiamo sostenendo terroristi in Libia e incoraggiando attivamente un gruppo di individui con forti legami con i terroristi per rovesciare il regime di Gheddafi, per sostituirsi al potere.

Proprio come i regimi autoritari di tutto il mondo, la leadership ribelle non è stata scelta o approvata dal popolo della Libia.

Essi si sono dichiarati gli unici rappresentanti legittimi del popolo della Libia e rapidamente sono stati accettati come tali dai governi occidentali.

Le nazioni occidentali a sostegno di questi ribelli affiiati ad Al-Qaeda poi, a dispetto delle convenzioni di Vienna, hanno rubato territorio sovrano libico e l’hanno consegnato agli illegittimi inviati ribelli.

Possiamo solo sperare che una volta che questi ribelli prenderanno il pieno controllo sulla Libia la governeranno correttamente e democraticamente, ma purtroppo tutti i segni attuali dimostrano che questo non sarà il caso.

Perché? Perché le forze di opposizione hanno già iniziato a servire i loro padroni globalisti vendendo loro petrolio greggio dolce e istituendo una banca privata centrale per trasformare la Libia da ricco paese Africano indipendente in una nazione impoverita schiava del debito obbligata verso i cartelli bancari, come il FMI , la Banca Mondiale e la Banca dei Regolamenti Internazionali.

Tutto ciò che possiamo fare a questo punto è sostenere il diritto del popolo libico ad un governo democraticamente eletto e, purtroppo, non è questa la strada che attualmente si sta seguendo.

Madison Ruppert è l’editor e il Proprietario -Operatore dell’archivio di notizie alternative e di analisi End The Lie e non ha alcuna affiliazione con qualsiasi ONG, partito politico, scuola di economia o altra organizzazione/causa. Se avete domande, commenti o correzioni non esitate a contattarlo all’indirizzo admin@EndtheLie.com

Fonti: Activist Post 21 Agosto 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

Adattamento di LibyanFreePress

Preso da: https://libyanfreepress.wordpress.com/2011/08/24/la-nato-euro-yankee-detta-la-politica-di-al-qaeda/

Gli Squadroni della Morte di “Al Qaeda-Nato ” a Tripoli nel 2011

MASSACRO NATO A TRIPOLI: L’OPERAZIONE ALBA DELLE SIRENE SEGNA L’ASSALTO DEI RIBELLI DELLE SQUADRE DELLA MORTE

Thierry Meyssan – Global ResearchTraduzione di FFP per LibyanFreePress

Tripoli, in Libia, 22 agosto 2011, 01:00


Sabato sera, alle 8, quando l’ora dell’Iftar segnava la fine del digiuno del Ramadan, il comando della NATO ha lanciato la sua “Operazione Sirena” contro la Libia.

Le Sirene sono stati gli altoparlanti delle moschee, che sono stati utilizzati per lanciare l’appello di Al Qaeda alla rivolta contro il governo di Gheddafi. Immediatamente le cellule dormienti dei ribelli di Bengasi sono entrati in azione. Questi sono piccoli gruppi con grande agilità di movimento, i quali hanno condotto attacchi multipli. I combattimenti, durante la notte, hanno provocato circa 350 morti e 3.000 feriti.

La situazione si è calmata un pò nel corso della domenica.

Poi una nave da guerra della NATO si è ancorata appena al largo della costa di Tripoli, fornendo armi pesanti e uomini delle forze jihadiste di Al Qaeda, le quali erano dirette da ufficiali della NATO.

I combattimenti sono ripresi durante la notte. Ci sono stati intensi scontri a fuoco. Droni della NATO e bombardamenti aerei sono continuati in tutte le direzioni. Elicotteri della NATO hanno mitragliato i civili per le strade, per aprire la via ai jihadisti.

In serata un corteo di auto che trasportavano ufficiali governativi è stata attaccata. Il convoglio ha trovato rifugio al Rixos Hotel, dove ha sede la stampa straniera. La NATO non osa bombardare l’hotel per evitare di uccidere i suoi giornalisti. Tuttavia l’hotel, che è quello che mi ospita al momento, è tutt’ora l’obiettivo di un intenso attacco.

Alle 11:30, il ministro della Salute ha dovuto annunciare che gli ospedali erano pieni fino a traboccare. Domenica sera ci sono stati circa 1.300 morti e 5.000 feriti.

La NATO era stata incaricato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU di proteggere i civili libici.  In realtà, Francia e Gran Bretagna hanno appena re-iniziato il loro massacro coloniale.

Alle 01:00, Khamis Gheddafi è venuto personalmente all ‘Hotel Rixos per consegnare armi utili alla difesa dell’ hotel. Poi se ne è andato. Vi sono al momento intensi combattimenti in tutto l’hotel.

Preso da: https://libyanfreepress.wordpress.com/2011/08/22/gli-al-qaeda-nato-squadroni-della-morte-in-tripoli/

Quei ribelli libici poco nobili.

La continuazione dei report sui crimini di guerra dei ribelli e sull’ipocrita “comunità internazionale”

DI TONY CARTALUCCI

Land Destroyer
I ribelli della Libia sono lontani dall’essere motivati da aspirazioni democratiche. Le loro lagnanze si poggiano su divisioni etniche, non politiche. I “sostenitori di Gheddafi” è un eufemismo usato dai media globalisti per descrivere le tribù africane e generalmente scure di carnagione che formano la gran parte della demografia della Libia Occidentale e che devono subire il peso maggiore delle atrocità dei ribelli appoggiati dalla NATO.
Confermando quanto l’esperto di geopolitica Webster Tarpley sta ripetendo da mesi sulle realtà che stanno alle spalle delle rivolte libiche, spesso ritratte come una ribellione “a favore della democrazia” dai media di regime, gli ultimi resoconti ci parlano dei ribelli libici che, ancora una volta, prendono di mira le tribù etniche rivali all’interno delle città catturate con pestaggi, saccheggi, vandalismi e molto di peggio (anche se convenientemente omesso dalle notiziemainstream). Non si tratta di aspirazioni “democratiche”, ma di un conflitto che è separato da linee etniche, perpetuato dal prima coperto e ora aperto supporto militare degli USA e del Regno Unito alle tribù da tempo lungo tempo favorite e coltivate dagli Occidentali della Libia Occidentale che risiedono attorno a Benghazi.

La CNN ha riferito, in “Gruppi per i diritti umani riportano che i ribelli libici hanno saccheggiato e picchiato civili,” che Human Rights Watch finanziata da Soros ha ricevuto informazioni secondo cui “i combattenti ribelli e i loro sostenitori hanno danneggiato le proprietà, bruciato case, saccheggiato ospedali, case e negozi e picchiato alcune persone che loro ritenevano aver supportato le forze di governo”. Mahmoud Jibril, il primo ministro ribelle de facto che di recente si è prostrato di fronte al Brookings Institute, dichiarando che il suo movimento era ispirato dalla globalizzazione, ha confermato queste ipotesi, ma ritiene che rappresentino solo “qualche incidente” e che i responsabili saranno “portati in tribunale”.
Una cosa comunque molto improbabile perché, se anche questi “pochi incidenti” sono stati evidenziati dai tendenziosi media internazionali, simili atrocità sono state rese note in modo continuo da quando le tribù di Benghazi hanno avviato la loro offensiva appoggiata dall’estero nel febbraio di quest’anno. In un articolo del New York Timesdell’aprile 2011 intitolato “Gli armamenti inferiori dei ribelli esitano nella guerra in Libia“, una narrativa lamentevole parla di ribelli disarmati e dominati che sono stati costretti dalle circostanze a commettere orribili atrocità e crimini di guerra. Il New York Times parla di “tolleranza per almeno un piccolo numero di bambini soldato” e si lamenta della mancanza di controlli per “gli episodi di abusi o per la condotta assolutamente brutale”, invece della mancanza di principi etici o della illegittimità della loro causa finanziata dall’estero.
L’articolo del New York Times descrive l’utilizzo da parte dei ribelli dei razzi Grad spesso descritti come armamenti non selettivi e il cui uso da parte delle forze di Gheddafi è stato considerato un fattore scatenante dell’intervento della NATO. L’articolo ha anche menzionato l’utilizzo da parte dei ribelli delle mine terrestri, altro fattore citato dai criminali guerrafondai della NATO per il loro intervento nel Nord Africa.
L’articolo del New York Times sta cercando di scusare e di addolcire un torrente di articoli in uscita che indicano come i ribelli libici, che ammettono loro stessi di avere legami con Al-Qaeda, stiano macellando, decapitando e mutilando i prigionieri delle truppe governative e che sono palesemente colpevoli dell’utilizzo delle stesse armi e delle stesse tattiche per le quali la NATO ha senza alcun fondamento accusato Gheddafi, la giustificazione ufficiale usata dalla NATO per entrare in guerra. Allo stesso modo, il report di Human Rights Watch, finanziato da Soros, tanto citato ultimamente, alterna le scuse per i civili che sembrerebbero sostenere Gheddafi a interlocuzioni che ricordano ai lettori i presunti abusi di Gheddafi. In seconda battuta, il report è stato ancor più edulcorato dai media finanziati dalle corporation con le pittoresche parafrasi che generalmente accompagnano le notizie sulle presunte atrocità di Gheddafi.
Un recente articolo del Guardian, intitolato “I ribelli libici accusati di bruciare le case e di saccheggio“, con il sottotitolo “Human Rights Watch dice che i ribelli hanno depredato le strutture sanitarie e incendiato le case dei sostenitori di Gheddafi”, rappresenta un subdolo meccanismo retorico usata ancora una volta per edulcorare i crimini dei ribelli. All’interno dell’articolo il termine “case ritenute appartenenti ai sostenitori di Muammar Gheddafi” viene usato assieme alla frase finale, “le forze di Gheddafi nella zona sono state accusate di essersi rifugiate indiscriminatamente nelle zone abitate, lasciando sul terreno mine anti-uomo.”
Altri articoli, come quello del Wall Street Journal ”Le città libiche separate dai feudi tribali“, rappresentano la massima concessione dei media mainstream alla realtà e l’inizio della descrizione delle sottostanti tensioni etniche che servono da reali motivazioni, non certo le aspirazioni democratiche, che stanno dietro la violenza accesa e continuamente aizzata dalla leadership dei ribelli libici a Washington. Comunque, l’esperto di geopolitica Webster Tarpley aveva già evidenziato in aprile in un articolo intitolato “Al Qaeda: le impronte di un’insurrezione della CIA dalla Libia allo Yemen” lo storico sostegno britannico per i “monarchici e razzisti Harabi e per le tribù Obeidat del corridoio Benghazi-Darna-Tobruk”. Ha correttamente diagnosticato come le tensioni etniche fossero responsabili delle atrocità generalizzate che vengono ancora offuscate oggi dai media di regime, e ha predetto che le atrocità e il genocidio sono il destino dei villaggi e delle città catturate dai ribelli appoggiati dalla NATO.
Quello a cui assistiamo in Libia non è un popolo oppresso che aspiri alla globalizzazione e alla democrazia liberale , ma ancora un’altra divisione etnico-politica sfruttata dal potere globalista per dividere e distruggere la sovranità di una nazione indipendente. Se e quando Tripoli cadrà per le orde di globalisti e dei loro stupidi eserciti di sempliciotti e di mercenari, l’inconcepibile brutalità, la discriminazione e le atrocità saranno il destino dei loro rivali etnici. Mentre le giustificazioni retoriche della NATO per il loro criminale intervento militare si incentrano sulla protezione dei civili, stanno chiaramente e intenzionalmente agevolando l’individuazione dei civili allineati a Gheddafi non politicamente, ma etnicamente.
È essenziale comprendere chi stia davvero dietro a questi conflitti, tra cui le multinazionali che stabiliscono l’agenda dall’interno di non eletti think tank, i media posseduti dalle corporation che distorcono e giustificano queste agende al pubblico, e i politici delegittimati che realizzano questi ordini del giorno contro la volontà della popolazione che dicono di rappresentare. Per contrastare tutto questo, dobbiamo continuamente lavorare per informare altre persone della verità che viene offuscata dalle immense campagne di propaganda che accompagnano questi conflitti e impegnarci nel boicottare e sostituire interamente le multinazionali che promuovono e traggono vantaggio da questi conflitti. Se le difficoltà della Libia potrebbero sembrare un argomento insignificante ed estremamente lontano per la persona comune, una vittoria globalista in Libia è una vittoria contro tutti i popoli liberi e sovrani.
Fonte: http://landdestroyer.blogspot.com/2011/07/libyas-not-so-noble-rebels.html
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE
Fonte:http://www.blog.art17.it/2011/07/16/quei-ribelli-libici-poco-nobili/

Ancora una volta certi articoli vengono fatti sparire, postato anche qui: http://marionessuno.blogspot.it/2012/07/quei-ribelli-libici-poco-nobili.html

“Guerre umanitarie”, la pulizia etnica dei Libici Neri.

Editoriale di Black Star News.

I “ribelli” a Misurata in Libia hanno cacciato l’intera popolazione nera della città, secondo un racconto agghiacciante di «The Wall Street Journal» con il titolo “Città libica lacerata da faida tribale. I “ribelli” ora si trovano in vista della città di Tawergha, a 40 km di distanza, e giurano di ripulirla da tutte le persone di colore, una volta che si impadroniscano della città. Non è questa la perfetta definizione del termine “genocidio”? Secondo l’articolo del «Wall Street Journal», i “ribelli” si riferiscono a se stessi come «la brigata per l’eliminazione degli schiavi, pelle nera». Il giornale cita un comandante ribelle, Ibrahim al-Halbous, all’atto di dichiarare sui libici neri che «dovrebbero fare le valigie,» e che «Tawergha non esiste più, solo Misurata».

Non leggerete un articolo di questo tipo nel «New York Times», che è diventato giornalisticamente corrotto e compromesso come la vecchia «Pravda» dell’era sovietica. Questa rubrica ha insistito fin dall’inizio del conflitto di Libia sul fatto che i “ribelli” hanno abbracciato il razzismo e usato l’accusa che Muammar Gheddafi avesse impiegato mercenari provenienti da altri paesi africani come un pretesto per massacrare i libici neri.
Le prove di pubblico linciaggio di persone di colore sono disponibili online attraverso semplici ricerche di Google o YouTube, anche se il «New York Times» ha completamente ignorato questa storia cruciale. Qualcuno ritiene che se gente di origine africana controllasse gli editoriali del «New York Times» o addirittura le pagine delle notizie una storia così grande e negativa sarebbe stata ignorata?
Se il caso fosse capovolto e i libici neri stessero commettendo pulizia etnica contro i libici non di colore, qualcuno crede che le persone che ora controllano gli editoriali o le pagine di news al «New York Times» ignorerebbero una storia del genere? Evidentemente, non è motivo di fastidio per i guru del «Times» il fatto che i libici neri siano presi specificamente di mira in funzione di una loro liquidazione per via del colore della loro pelle.
Invece il «New York Times» ha altro da fare, come in un recente editoriale che vantava il suo sostegno alla campagna di bombardamenti della NATO, che solo in questa settimana a quanto si riferisce ha ucciso 20 civili. Il «Times» ha anche ignorato l’appello del parlamentare Dennis Kucinich affinché la Corte penale internazionale (CPI) indaghi i comandanti della NATO su possibili crimini di guerra in relazione ai civili libici uccisi.

Il «Times» non può scrivere sulla pulizia etnica dei libici neri e dei migranti da altri paesi africani in quanto diminuirebbe la reputazione dei “ribelli” che il giornale ha pienamente preso sotto le sue amorevoli cure, perfino dopo che la Corte penale internazionale ha pure riferito che anche loro hanno commesso crimini di guerra. Invece, il «Times» si trova a suo agio con la narrazione semplicistica: «Gheddafi cattivo», e «ribelli buoni», a prescindere addirittura dal fatto che il «Wall Street Journal» ha anche riferito che i ribelli sono stati addestrati da ex leader di al-Qa‘ida che erano stati affrancati dalla detenzione statunitense nella Baia di Guantanamo.
Il «New York Times» ha anche del tutto ignorato il piano di pace dell’Unione Africana (UA), che fa appello essenzialmente a un cessate il fuoco, per dei negoziati finalizzati a una costituzione, ed elezioni democratiche, il tutto da far monitorare alla comunità internazionale.
Quindi, cosa possiamo dire del «New York Times» per il fatto di aver ignorato la pulizia etnica dei libici neri da parte dei “ribelli” di Misurata, con l’aiuto della NATO? Questo rende per caso «The New York Times» colpevole della pulizia etnica, in quanto il giornale non solo ignora deliberatamente la storia, ma altresì dipinge falsamente i “ribelli” come salvatori della Libia?
Telefonate al «New York Times» al (212) 556-1234 e domandate del redattore degli Esteri per chiedergli perché il suo giornale non stia riferendo nulla della pulizia etnica dei libici neri.
“Dire la verità per dar forza”.

Fonte: http://www.blackstarnews.com/news/135/ARTICLE/7478/2011-06-21.html.
Traduzione per Megachip a cura di Pino CabrasMelania Turudda.

Disponibile su: http://marionessuno.blogspot.it/2012/06/guerre-umanitarie-la-pulizia-etnica-dei.html