Libia: processo farsa contro Saadi Gheddafi rinviato all’11 luglio

Tripoli, 21 giu 09:40 – (Agenzia Nova) – Il tribunale della Corte d’appello di Tripoli ha rinviato all’11 luglio l’udienza del processo a carico di Saadi Gheddafi, terzo figlio del defunto colonnello libico Muhammar Gheddafi. Saadi è comparso stamattina davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Tripoli, davanti al giudice Ramadan Balut, il quale si occupa del RIDICOLO “caso dell’uccisione dello sportivo Bashir al Riani avvenuta sotto il regime di Gheddafi” . Saadi ha fugato così le speculazioni su dove si trovasse dopo il trasferimento del carcere di al Hadba per motivi di sicurezza e la liberazione del fratello, Saif al Islam Gheddafi.

Nell’estate del 2015 alcuni video pubblicati sul web mostravano i funzionari della sicurezza di Tripoli mentre torturavano e minacciavano Saadi Gheddafi nel tentativo di estorcergli una confessione. Il terzo figlio del colonnello è accusato, tra le altre cose, dell’”omicidio di un calciatore”  quando era capo della Federcalcio libica. Le immagini mostrano un funzionario della sicurezza mentre si rivolge al figlio del colonnello in tono minaccioso: “Puoi parlare ora di sua spontanea volontà o i nostri ragazzi ti faranno sedere su un proiettile calibro 23 millimetri per avere tutte le informazioni”. Un altro funzionario ricorda che “qui dentro abbiamo rotto le costole di Abdullah Senussi”, l’ex capo dei servizi segreti di Gheddafi. Saadi, da parte sua, chiede di rimuovere la benda sugli occhi: “Non ora, dopo”, rispondono i carcerieri di Tripoli, chiedendo all’ex calciatore di Perugia, Udinese e Sampdoria dei suoi presunti collegamenti con altri gruppi islamisti. “Mi faranno del male. Giuro su dio che mi faranno del male”, risponde uno spaventato Saadi Gheddafi. In un altro video, Saadi viene ripetutamente colpito sulle piante dei piedi con un bastone.

Intanto s’infittisce il ministero sulla sorte di Saif al Islam Gheddafi, del quale si sono perse ufficialmente le tracce dalla sera del 9 giugno quando la brigata Abu Bakr al Siddiq di Zintan lo ha liberato dallo stato di detenzione nel quale si trovava da alcuni anni. Le notizie diffuse subito dopo la sua liberazione lo davano ad al Baida, protetto dalle tribù locali, mentre negli ultimi giorni sono circolate voci sulla sua presenza a Ubari, nel sud della Libia. In realtà nelle ultime ore è circolato sul web un video che, secondo fonti algerine, ritrarrebbe lo stesso Saif al Islam insieme a dei tuareg nella città di Ubari. Nel video pubblicato sul web Saif al Islam sarebbe l’uomo che, vestito di una lunga tunica marrone, cammina insieme a esponenti di tribù tuareg per le strade di Ubari, città nel sud della Libia al confine con l’Algeria le cui famiglie sono legate a quella dei Gheddafi. A riferirlo è il quotidiano algerino “al Fadjr”, secondo il quale presto il figlio del colonnello che ha guidato la Libia per decenni potrebbe ritornare ad avere un ruolo politico nel paese.

Saif al Islam era stato arrestato dalla brigata di Zintan nel novembre del 2011 mentre si trovava sulla strada per il Niger in fuga dopo la morte del padre. Nel luglio del 2015 il tribunale d’Appello di Tripoli lo aveva condannato a morte per la “repressione delle proteste”  in Libia. Si dice convinto di un ritorno sulla scena politica di Saif al Islam Gheddafi anche l’avvocato e analista politico Ibrahim Ghweil. Parlando nei giorni scorsi al Cairo nel corso di una festa organizzata nella capitale egiziana in occasione della liberazione del figlio del colonnello libico, Ghweil ha spiegato ai presenti che “nella prossima fase ci sarà una riconciliazione complessiva della società libica e verrà completato il progetto di Libia al Ghad (la Libia del domani, piano che con Gheddafi prevedeva il passaggio del potere di padre in figlio) che si è fermato nel 2011, per far uscire il paese dalla sua crisi”. A presentare questo piano, secondo Ghweil, citato dal sito informativo “Akhbar Libya”, sarà lo stesso Saif al Islam.

Il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Fatou Bensouda, nel frattempo ha chiesto l’immediato arresto e la consegna alle autorità della Corte di Saif al Islam e Al Tuhamy Mohamed Khaled, sui quali spicca un mandato di cattura per “crimini contro l’umanità” . “Il mio ufficio è a conoscenza delle ultime notizie dei media secondo cui lo scorso 9 giugno Saif al Islam Gheddafi sarebbe stato liberato dal suo stato di custodia dalla brigata Abu Bakr al Siddiq della città di Zintan in Libia”, precisa la Bensouda in un comunicato stampa pubblicato dal sito della Cpi. “Attualmente stiamo verificando queste informazioni e prendendo le misure necessarie per determinare la posizione del signor Gheddafi. A tal fine, invito le autorità della Libia, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e tutti i paesi che aderiscono allo Statuto di Roma, altri stati ed entità pertinenti ad inviare al mio ufficio qualsiasi informazione pertinente in loro possesso”, si legge nella nota.

La scarcerazione della “Spada dell’Islam”, avvenuta in teoria venerdì 9 giugno, non era stata ancora confermata da un’apparizione pubblica. Sulla piattaforma Youtube erano stati caricati alcuni filmati del figlio di Gheddafi spacciati per nuovi, ma risalenti in realtà all’epoca della passata Jamahiriya. In rete circolava voce che Saif al Islam avrebbe fatto un discorso alla nazione il 27mo giorno del Ramadan (il 22 giugno), ma intanto la località dove si trova resta ancora un mistero. (Lit)

Libia 2011: La sporca guerra in Libia, i gas democratici sui civili.

23 ottobre 2012.
Ci vorrebbero tomi interi per scrivere tutto quello che la stampa italiana occulta. Se continueremo a seguire le vicende della sporca guerra civile in Siria, di oggi le bombe ribelli sugli inermi civili cristiani, dall’altra parte del Mediterraneo un’altra sporca guerra è invece dimenticata: la guerra civile in Libia. I diritti umani, si sa, sono merce pregiata, pertanto vanno maneggiati con parsimonia.
Quindi sarebbe inutile versare pianti o rabbrividire per quello che stanno facendo i governativi sulla popolazione tripolitana. I governativi, cui è stata immediatamente data la patente di liberatori democratici, sono i “nostri alleati” (o meglio alleati della Francia, dell’Inghilterra e di quegli italiani, pacifisti o pacifinti fino al giorno prima, che tanto hanno premuto perché Berlusconi non bloccasse la guerra democratica a Gheddafi), quindi non è proprio il caso che i nostri mezzi di informazione ci informino di cosa stiano facendo quelli che Sarkozy e alleati vari hanno fatto vincere.


Di quello che sta succedendo a Bani Walid, ad esempio, nulla si sa, tranne qualche misero articoletto dove si spiega, con un disprezzo per la verità pari al disprezzo per la vita umana, che i governativi stanno piegando le ultime forze gheddafiane del paese: la realtà pare un po’ differente. E’ una realtà atroce di bombardamenti su civili inermi, sugli ospedali e bombardamenti a gas (già il gas, che bravi ragazzi questi democratici aiutati dall’occidente!).
Una delle testimonianze viene da un fotografo di Agence France Presse che si trovava nei paraggi di Bani Walid, il quale parla di almeno 20 morti e 200 feriti nella sola giornata di sabato oltre che di fiumane di civili che scappavano in preda al panico.
Non potendo contare sull’Europa premio nobel per la pace, i capitribù e i civili di Bani Walid, hanno postato i video delle atrocità (si vedono bimbi maciullati dalle bombe), le foto e le loro e mail al governo russo e a Russia Today, da cui traiamo una parte delle notizie, nella speranza che almeno i russi possano fare qualche cosa per salvare le loro vite.
Quello che scrivono è orribile: sono sotto assedio dall’inizio di ottobre, hanno elettricità per due tre ore al giorno, sono a corto di cibo, hanno finito il latte per i bambini, sono senza medicine e l’ospedale cittadino è sotto il fuoco dell’artiglieria.
Le testimonianze dall’interno parlano di attacchi coi gas da parte dei governativi sui civili e la prova che portano è nelle foto che ritraggono gli attaccanti con le maschere antigas (ci pare una prova credibile, perché mai gli attaccanti userebbero maschere antigas se non avessero usato il gas?).
Nella giornata di domenica centinaia di abitanti di Bani Walid erano andati a Tripoli per chiedere al neonato parlamento libico il cessate il fuoco, ma la risposta è stata a base di scariche di fucile da parte della polizia.
Il testimone intervistato da RT (con volto reso irriconoscibile per ovvi motivi) conclude dicendo che l’obbiettivo delle milizie è uno soltanto: far sparire dalla faccia della terra la tribù di Bani Walid.
Lasciando stare quello che gli ex ribelli, oggi governativi, stanno facendo al figlio del dittatore morto, Seif al Islam Gheddafi, da mesi prigioniero sotto tortura, l’Europa premio nobel per la pace (non carichiamo certo il professor Monti di queste incombenze, sarebbe già molto se ci riportasse i nostri marò dall’India) dopo aver imposto al paese questi ribelli potrebbe almeno fare finta di interessarsi del destino della popolazione libica. O almeno informare i cittadini di questa Europa di quello che succede.
Ma i diritti umani, si sa sono merce pregiata, pertanto vanno maneggiati con parsimonia.
articolo di Gianni Candotto – Qelsi

Fonte:http://www.blog.art17.it/2012/10/23/la-sporca-guerra-in-libia-i-gas-democratici-sui-civili/

Anche su: banihttp://marionessuno.blogspot.it/2013/03/la-sporca-guerra-in-libia-i-gas.html

Resistenza libica e ipocrisia occidentale

Pubblicato il: 28 gennaio, 2012

Resistenza libica e ipocrisia occidentale

Un evento importante e atteso si è verificato in Libia. I leader della Resistenza hanno parlato della creazione di un governo provvisorio in Libia. Le persone di tutto il mondo, che compongono la comunità mondiale, hanno atteso questo momento. Ora il nostro compito è quello di chiedere ai governi dei nostri paesi di revocare il riconoscimento del regime di occupazione del CNT perché essi non sono i rappresentanti legali della nazione libica, e iniziare relazioni diplomatiche con il vero governo libico. Questo governo è stato varato in via temporanea fino alla completa liberazione della Libia dagli invasori della NATO.

Dopodiché i Comitati Popolari di diversi livelli verranno ripristinati e continueranno a governare la Libia come era prima dell’invasione del febbraio
2011. Ovviamente tutti gli errori riscontrati verranno presi in seria considerazione per evitare ulteriori alibi per un nuovo intervento. I media mondiali (in particolare la Reuters), attraverso i loro agenti (ratti), cercano di diffondere menzogne attraverso fonti web, affermando che i presidenti degli Stati Uniti, della Francia e della Russia stanno organizzando un vertice per discutere della situazione in Libia e, in particolar modo, di concedere a Saif Al-Islam di divenire Primo Ministro della Libia con una essenziale continua
presenza di aziende occidentali in Libia. E’ chiaro che il loro obiettivo è quello di creare caos informativo e nascondere le notizie riguardanti il rilancio del governo della Jamahirya libica; colpire Saif,la Resistenza e tutto
il popolo libico che vuole scegliere i propri leader. Barack Obama e Nicolas Sarkozy sono dei criminali.
Le forze militari dei loro paesi stanno prendendo parte al saccheggio della Libia e all’eliminazione dei civili, un crimine in corso da quasi 11 mesi. La propaganda mondiale continua a cercare di creare un’immagine di operatori di pace come se stessero ignorando i propri interessi personali nel distruggere paesi ricchi di risorse minerali. Uno scopo ulteriore di questa disinformazione è quello di sminuire la lotta libica contro gli occupanti. I media mondiali cercano di nascondere questa lotta che si è diffusa già in tutta la Libia. Nella parte orientale della Libia, la tribù Obeydi, che in un primo momento ha partecipato alla guerra al fianco degli occupanti, ha liberato dai ratti e tenuto la città di Tobruck. La tribù supporta la rivolta contro il CNT e contro gli occupanti.
La tribù Al-Zintan, dal novembre 2011, vale a dire dall’arrivo di Saif al Gheddafi nella città di Zintan,combatte nelle fila della Resistenza libica. Ciò significa che le tribù sono unite nella lotta contro gli invasori. I media mondiali nascondono le informazioni riguardanti le operazioni di successo della Resistenza libica. Vengono dipinti come attacchi terroristici. Per esempio, hanno citato il caso dell’addetto francese al CNT, il cui assassinio è stato commesso dai patrioti della Resistenza libica e l’attacco ai mercenari francesi in cui è rimasto ucciso un ex soldato francese. L’intera operazione è stata definita attacco terroristico ed è stato sottolineato che il CNT ha arrestato un sospettato.
I media mondiali ricalcano esattamente la propaganda nazista, che chiamava i partigiani russi banditi. Le squadre delle SS catturavano civili in modo casuale e chiedevano ai locali di consegnare i partigiani altrimenti minacciavano di giustiziare gli ostaggi. Esattamente lo stesso accade in Libia. Gli squadroni della NATO e del CPM hanno creato una serie di campi di sterminio per la tortura dei membri della Resistenza e terrorizzando la popolazione libica, in stretta collaborazione con in traditori interni. Video di torture si diffondono attraverso YouTube come nel febbraio-marzo i video del linciaggio dei libici dalla pelle nera. Gli amministratori del sito web hanno eliminato solo i video dei crimini commessi dalla NATO e da Al-Qaeda. Quando i media mondiali iniziano a diffondere disinformazione per far sembrare la Resistenza compromessa,dovrebbe significare che ogni libico dovrebbe continuare a lottare, perché quando i leader dei paesi sostenitori del terrorismo affermano attraverso i media che vogliono la pace, è chiaro che essi vogliono avere un pò di riposo e raggruppare le loro forze.
E’ essenziale continuare la guerriglia contro gli invasori con lo stesso passo e accordando con la strategia generale. Ora, mentre viene creato il governo provvisorio libico, è essenziale che tutte le persone e organizzazioni intelligenti garantiscano il supporto ad esso e chiedano ai governi dei propri
paesi di riconoscere questo governo come unico e legittimo rappresentante del
popolo della Jamahirya libica.
Traduzione di Enrico Siddera

Fonte: http://english.pravda.ru//hotspots/terror/18-01-2012/120272-Libyan_Resistance_and_western_hypocrisy-0/

http://www.statopotenza.eu/2016/resistenza-libica-e-ipocrisia-occidentale

Anche su: http://marionessuno.blogspot.it/2013/03/resistenza-libica-e-ipocrisia.html

La Libia e la Fiera dell’Ipocrisia

31 gennaio 2012

mcc43

Un prigioniero: prima e dopo l’interrogatorio

La Tortura
Medici senza frontiere abbandona  il campo denunciando le torture cui vengono sottoposti i prigionieri.
Meraviglia una scoperta tanto tardiva!
Mesi fa vi fu un appello internazionale per salvare la vita dell’ex ministro  Abouzaid Dorda ridotto in stato di coma dalle percosse e da una “caduta” dalla finestra.
Altri meno noti, invece,  non sono più vivi.
Il Governo ha respinto le accuse di MSF e , per bocca del Ministro degli Esteri  Ashour Ben Kayyal , ha fatto sapere,  in sintesi, che come Governo rifiutano la tortura, i lealisti riceveranno il trattamento che meritano.  (**)

La Giustizia
Corte penale internazionale:  aspettiamo  assicurazioni che Saif al Islam avrà un processo equo in Libia.
Stupisce la fiducia in questa possibilità.
E’ sufficiente scorrere i blog, Twitter o FB per scoprire che, lungi dalla “riconciliazione” nazionale  proposta dal CNT, vi è una gran voglia di vendetta. Irritano sia le foto di Saif in”buoni rapporti” con i  carcerieri Zentan, sia la notizia della scarcerazioni di alcuni  pro-gheddafiani.

Ma  a rendere impossibile un giusto processo è la constatazione che il sistema giudiziario non ha ripreso a funzionare e in migliaia sono detenuti senza  essere formalmente imputati di un reato. L’arresto si basa su un generico “sostenitori di Gheddafi” e apre la porta alle vendetta personali. 

Il ritorno del Viagra
La tribù Zentan fa della prigionia di Saif il suo punto di forza nel mercato delle poltrone (Ministero della Difesa) e nel controllo del territorio ( autonominata responsabile della sicurezza all’aeroporto di Tripoli) tuttavia occasionalmente strizza l’occhio ai gheddafiani.
Nei giorni scorsi ha sequestrato un carico di Viagra e di droghe arrivate dall’India su richiesta del CNT e questa sarebbe una conferma dell’accusa che a suo tempo era stata lanciata da Gheddafi contro i ribelli.

quote rosa?

I Diritti delle donne
Si era parlato di “quote” rosa da inserire nella legge elettorale ma nella stesura finale non ve n’è traccia  – secondo i media  internazionali , come France Presse .
Il TripoliPost non riporta ancora la notizia, ma da una intervista al capo della Commissione elettorale Ameen Belhadj risulta che le quote rosa sono –obiettivamente-  l’ultimo dei problemi.

“Argomento delicato per varie ragioni. Primo:non abbiamo dati reali sul censimento della Libia. Secondo: non ci sono stati consigli comunali precedenti la rivoluzione de 17 febbraio. Terzo:  siamo ancora nel periodo di transizione e francamente abbiamo dei conflitti in alcune aree . Tutte queste cose non sono  facili da gestire. Così quali potrebbero  essere i parametri da utilizzare  per definirei collegi elettorali del Paese?”
Non essendo convinta della bontà delle “quote” in nessun paese e per nessuna categoria, sono più negativamente colpita dalla esclusione dalle candidature dei sostenitori del precedente governo. Norma illiberale, è altresì il segno di un duplice timore: irritare le milizie e rischiare che dalle urne esca un ampio sostegno popolare a Gheddafi e alla Jamairija.

sarà ancora vivo?

Bani Walid e i “verdi”
I combattimenti dei giorni scorsi hanno fatto sperare a molti “la liberazione della Libia”, ma ad un esame attento la storia si presenta meno entusiasmante.

Quello che è accaduto lo spiega bene il Guardian
Bani Walid, base della potente tribù Warfallah è stata una delle ultime ad arrendersi ai ribelli. Nei nove mesi della guerra, gli anti-Gheddafi cercarono di entrare, ma non arrivarono molto oltre la periferia. Si è saputo in seguito che Saif al Islam ne aveva fatto il suo quartier generale. Poco prima della fine del conflitto, quando era ormai inevitabile la sconfitta del regime, il Consiglio degli anziani negoziò un accordo grazie al quale i ribelli furono in grado di entrare in città senza combattere. Da quel momento i rapporti in città non furono facili e occasionalmente vi sono stati degli scontri.
Secondo un testimone che non vuole essere identificato le violenze di lunedì (23 gennaio) scoppiarono quando dei membri della milizia 28maggio fedele al CNT arrestarono alcuni lealisti; altri pro-Gheddafi attaccarono la guarnigione facendo varie vittime.

Nei giorni precedenti la cattura di Gheddafi, infatti, una serie di notizie dava la città caduta in mano ai lealisti prima che ciò effettivamente accadesse; rende credibile fossero in corso trattative fra il consiglio tribale e il CNT.  Psyops: guerra psicologica su Bani Walid . Quello che ancora non si sa è se la tribù abbia trattato per lasciare la scappatoia a Saif e se era al corrente che Muhammar Gheddafi stava per essere dato in mano alle  bande belluine. 

Reuters ,invece, informa sulle rimostranze dei sostenitori al CNT
“Quando arriva gente da Tripoli, ti entra in casa, molesta le donne, cosa dobbiamo fare? “Dice Fati Hassan, 28anni, di Bani Walid che descrive gli uomini della 28maggio come un mix di gente locali e forestieri, ribelli antiGheddafi che si sono trasformati in oppressori appena ottenuto il controllo della città. “Arrestarono gente fin dal giorno dopo della liberazione e di molti non sappiano ancora nulla.
“Io sono un rivoluzionario e ho amici nella 28maggio” e aggiunge di averli invitati a calmarsi “La Guerra è finite adesso”

In effetti ciò che Bani Walid ha voluto ottenere con gli scontri che hanno messo in minoranza i pro CNT è stata l’ indipendenza dal governo centrale. Ed è al momento missione compiuta avendo ottenuto il riconoscimento del governo locale.

Il Verde non è scomparso dalla Libia, elementi armati pro-gheddafi ci sono e non potrebbe essere diversamente, visti i molti mesi di bombardamento che furono necessari per  fiaccare i lealisti. Non si tratta, da quanto si comprende finora, di una “resistenza” organizzata a livello nazionale o tale da conquistare una regione. L’opposizione armata si realizza con azioni di disturbo che concorrono all’instabilità complessiva. 

rimpianti…

Un sedicente governo
Né il Governo né il CNT hanno un ufficio stampa e l’elenco dei componenti del CNT resta tuttora segreto.
E’ naturale che fra i libici aumenti la diffidenza perché le uniche informazioni ufficiali sono gli annunci in risposta alle manifestazioni di piazza, a Bengasi particolarmente violente.
Mancanza di trasparenza e inettitudine sono le accuse sulle quali l’intera Libia concorda  e molti considerano un errore aver lasciato uscire dai ranghi l’ex primo ministro Mahmoud Jibril e il precedente ministro delle Finanze e del Petrolio Ali Tarhuni,  Questi, a onor del vero, soffiano sul fuoco con interviste fortemente critiche verso Mustafa Abdul Jalil, il quale ha dunque tutte le ragioni di temere giorni politicamente contati. Meglio piazzato il Primo ministro AlQeeb, grazie al suo passato americano e alla sua palese inconsistenza politica con la quale si sottrae alle accuse della piazza.

US in arrivo?

Un esercito sulla carta
L’esercito libico  è scarso e debole. Esiste più sulla carta che nella realtà e pochi si fidano essendo composto di militari già in servizio sotto il regime.
Le milizie al contrario assumono potere sconfiggendosi l’un l’altra fino a lasciare in campo due attori principali. Gli Zentan, di cui si è già detto, e la brigata di Misurata che ha ottenuto il ministero degli Interni oltre al comandante in capo dell’esercito. Nella spartizione del territorio quest’ultima domina dall’est di Tripoli fino a Sirte. Al “gate”  sventolano le bandiere di tutto il mondo dando l’impressione di entrare in un nuovo stato.

“C’è ancora simpatia per l’idea di una Libia unita, specie fra i rivoluzionari delle relativamente sofisticate città della costa” rileva il sito web americano dedicato alla politica estera  Foreign Policy . In pratica afferma la voglia di unità, ma automaticamente suggerisce la possibilità che nel futuro le cose potrebbero cambiare.
Intanto nei media non proprio del “main” stream corre la notizia di un invio di truppe americane: 12000 unità già pronte a Malta.
E’ il rilancio di un articolo dell’attivista americana  Cynthia MKenny , ma tace del comunicato  successivo con il quale la McKenny informa della smentita ufficiale ricevuta sia dalle autorità di Malta sia da quelle americane .
Vero è, invece, che gli Usa hanno promesso aiuto al CNT per ricostituire e addestrare l’esercito. Ovviamente ciò comporterà l’invio di militari … alla spicciolata.

sono loro il nostro problema?

Guardiani d’Europa
Fu scandalo quando Gheddafi chiese milioni di euro per fermare gli imbarchi dei clandestini o riprenderli indietro.
Fu scandalo quando durante la guerra minacciò di mandarne migliaia ad invadere l’Europa.

Ora il nuovo Governo ha ufficializzato la politica che intende seguire e ci fa sapere  per bocca del ministro degli interni Fawzi Abdelali “Non siamo le guardie di confine dell’Europa”.  Governi europei serviti, ma rimasti silenziosi.
Personalmente, sarei pronta a congratularmi con questo ministro, qualora decidesse di prendersi cura dei migranti nel periodo di attesa dell’imbarco e se  ordinasse dei severi controlli sulla sicurezza delle barche.

 

(***) vari casi di torture e uccisioni nelle prigioni documentate in Viva Libya

Saif al islam Gheddafi ha accusato della morte del padre le Forze Speciali statunitensi

12 dicembre 2011, 19:35 [“Argumenty.ru” Alexander Grigoriev ]
trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks
Il figlio del Colonnello Gheddafi, Seif ha rilasciato la prima lettura sugli avvenimenti. Ha detto che le autorità degli Stati Uniti gli avevano offerto di sostituire il padre. Poi hanno promesso al padre un rifugio sicuro a Sirte, e l’evacuazione, ma lo uccisero.

Seif al-Islam Gheddafi durante il primo colloquio informale ha detto che il sesto giorno della cattura di Bengasi da parte delle autorità rivoluzionarie, gli americani gli chiesero di compiere un colpo di stato contro il governo di suo padre, e di porre immediatamente in vigore politiche di riforma e liberalizzazione del settore del petrolio. A questo proposito, citando le sue fonti, ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Fars News.
Secondo l’agenzia, Seif ha spiegato che per due motivi non poteva accettare l’offerta degli americani, a causa del potere delle forze di sicurezza di Muammar Gheddafi e della sua incapacità di gestire gli affari pubblici. Egli era personalmente convinto che l’assenza del padre alla testa della piramide del potere avrebbe portato all’anarchia. Dopo di che, tutti i contatti con la parte americana erano stati congelati.

Sul contatto degli americani con il padre, Seif al-Islam ha detto che gli americani si erano messi in contatto con Muammar Gheddafi poche ore prima della sua morte. Secondo lui, “gli americani avevano assicurato al padre che la sua vita a Sirte non correva alcun pericolo e che si stavano preparando le condizioni per la loro evacuazione dalla Libia.” Questa affermazione indica una violazione degli americani della loro parola, Seif al-Islam ha detto che suo padre era stato ucciso dagli americani, secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Fars News.

Cronache dalla Libia 8

  • Su RT il giornalista Richard Spenser dice che c’è un’altra guerra che sta per cominciare in Libya, and quella è tra i ribelli pe chi sarà al comando dopo la caduta di Gheddafi.
Credo che ciò che gli Stati Uniti abbiano compiuto sia quello di stabilire una prossima guerra civile in Libia, che noi abbiamo finanziato. Avremmo formato un certo numero di persone che andranno ad uccidersi a vicenda tra loro”, ha detto. “Non dobbiamo essere ingenui bambini e pensare che questi ribelli siano piccoli simpatici paesani che vogliono la democrazia e la libertà e Macdonald. Questa è chiaramente una possibilità per loro di ottenere il potere, di emanare forse qualche vendetta contro un vecchio nemico, ma soprattutto per loro di essere al comando. Stanno per combattersi a vicenda per il controllo [del paese] per i prossimi mesi e anni“.

http://rt.com/files/news/street-fighting-rebels-gaddafi-951/richard-spencer-23.flv
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  • CNN segnala saccheggi caotici dei ‘ribelli’ a Tripoli (in città la polizia è bombardata dalla Nato se tenta di fermarli
  • In queste ore il popolo libico a Tripoli donne e uomini stanno dimostrando una tenace resistenza dinanzi alle bande armate mercenarie della Nato e agli alqaedisti ribelli. L’enunciato evidenziato appena espresso, sintetizzato dalla CNN suonebbe così: “sparute sacche di ribelli molto pericolose stanno impegnando i rivoluzionari”. Onore alle e ai combattenti contro la masnada Nato e golpista.___________________________________________________________________________
  • Moussa Ibrahim ha tenuto una conferenza stampa [1:51 am  24.08.2011]:
    “La Libia sarà un Vulcano, vi dico ora che i volontari continuano a giungere a Tripoli, io vi comunico che 6000 Volontari sono appena arrivati ora in questo momento sono dentro la città. Ratti sotto la copertura di Hilocapters NATO sono entrati a Tripoli, oltre l’80% è libera. Saluto tutte le tribù che vengono qui per proteggere Tripoli.
    Grande progresso per voi che siete riusciti a entrare a Bab Azizia che la NATO ha bombardato 64 volte, e siamo andati fuori di esso, perché a Bab Azizia non è presente nulla ma sarà il simbolo.
    Dico alla gente che il governo libico, la Libia ancora controlla tutto e siamo ancora in grado di passare al piano B, C o D, abbiamo ancora tanti progetti.
    I ratti non possono rappresentare qualcosa di reale perché sono sotto la copertura della Nato, e ci accingiamo a rendere un inferno su di loro, non sono appartenengono alla Libia per nulla, hanno rapinato le case, hanno ucciso persone innocenti, anche se i loro padroni gli avevano ordinato di essere gentili con la gente.
    Hanno cercato di tagliare l’elettricità, l’acqua alle persone, vogliono distruggere la Libia per portare le loro aziende.
    Ero con le tribù, hanno fatto un comando per condurre la battaglia a Tripoli, un sacco di volontari ancora devono venire qui, alcuni vengono in taxi, perché le tribù più anziane hanno dichiarato lo Jehaad, i topi non possono continuare in questa guerra ma ancora chiedono alla NATO.
    Oggi ne abbiamo catturato 4 del Qater, uno Emirati e un sacco di stranieri che sono nelle mani del nostro esercito, abbiamo catturato anche 20 ratti in alcune strade, anche Khamis Gheddafi e alcuni volontari hanno attaccato alcuni ratti in Ayen Zara e hanno ucciso tutti. Abbiamo qualche martire, ma dei topi non posso dire quanti, tuttavia al mattino abbiamo ne abbiamo ucciso 65, e non posso dire quanti altri sono stati uccisi perché alcuni dei leader della battaglia non mi ha detto.
    I ratti hanno attaccato l’ambasciata d’Algeria e l’hanno bruciata, chiediamo a tutte le organizzazioni del mondo di respingere queste bande e non li accettino come rappresentanti del popolo libico.
    Brega e tutte le altre città sono libere, l’unica battaglia è a Tripoli. Dopo che libereremo tutta la Libia. Il compito per il nostro esercito è ora più facile perché abbiamo ucciso tutti i loro capi.
    La NATO ha bombardato la Tv della Libia e tutte le comunicazioni libiche, stiamo combattendo il nemico più grande nemico del mondo, ma per noi il nostro morale proveniene dall’Islam, siamo dei duri combattenti.”

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  • Tripoli 01:10 am 24.08.2011
Gheddafi da pochi minuti ha parlato alla radio e ha detto  Bab Azizia è sotto controllo. Lui guida la battaglia delle forze lealiste nella battaglia a Tripoli. Gheddafi ha detto che ritirarsi dal Bab Azizia è stata una tattica dopo che la NATO ha bombardato 64 volte oggi, ma ” lotteremo fino alla fine. O Vittoria o Morte.”

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Il giornalista francese Thierry Meyssan ci ha inviato questo terrificante notizia il 22 agosto. Diffonderla è un modo per proteggere sia i nostri colleghi a rischio. Conosciamo i nomi di questi cosiddetti “giornalisti” che ha pronunciato la minaccia e il loro nome sarà pubblicato a tempo debito. Tre ambasciate si sono proposte di dare protezione ai due giornalisti ma sono impossibilitati a raggiungerle perchè sono bloccati dentro l’albergo, dove sotto la copertura di inviat lavorano diversi agenti MI6 e CIA dai quali sarebbero giunte le minacce.

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  • Brega sotto il controllo dei nostri eroi. Sconfitti i ratti golpisti  in una feroce battaglia oggi; Un numero estremamente elevato di cadaveri di mercenari Qatar sulle strade di Tripoli. Aisha Gheddafi parla al canale tv multimediale Alray : “Tutti i rapporti dei media sono per la metà falsi”. [00:30 24.08.2011]

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[23.08.2011]
Roma (AsiaNews) – Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli dice che potrebbe essere pazzo, ma lui è ancora convinto che la riconciliazione tra Gheddafi e i ribelli è possibile per “portare la pace nel Paese”. Altrimenti, “non c’è altra soluzione. Gli attacchi aerei della NATO non sono una soluzione. Il fatto di bombardare la popolazione civile per sei mesi è orribile. “
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  • Tripoli – Diverse fonti confermano [00:30 24.08.2011]:

La NATO ha bombardato massicciamente Bab al-Azizia molte persone sono morte.
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  • StarTribuneChavez: Venezuela riconosce solo il governo Gheddafi in Libia, non il governo guidato dai ribelli   23-08-2011 – 4:58 PM
Hugo Chavez ha condannato gli attacchi aerei della NATO, definendola una “follia imperiale”, e ha accusato i paesi americani ed europei di utilizzare il conflitto come mezzo per cogliere la ricchezza del petrolio libico. “L’hanno saccheggiato e gli prendono le riserve internazionali e il petrolio”, ha detto Chavez. “Questo distrugge il diritto internazionale e il mondo torna all’età della pietra.”
Il presidente Hugo Chavez ha detto martedì che il Venezuela continuerà a riconoscere Muammar Gheddafi come leader della Libia e si rifiuta di riconoscere un governo ribelle guidato ad interim.

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  • BREAKING ore 11:50 23.08.2011
    Grandi esplosioni sentite vicino all’Rixos Hotel a Tripoli e jet della Nato ancora volteggiano. Confermato sbarco sulle coste con ampia presenza di mercenari francesi.

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Drammatico messaggio su Tweet di LibyanLiberal (che ci ha sempre informato dal fronte di Tripoli rischiando la sua vita) 23:45  23.08.2011:
“Più di 1000 le forze speciali estere stanno sbarcando sulla strada costiera sotto la copertura dell’artiglieria di una nave da guerra. Andrò a difendere il mio paese.
Una volta in una vita c’è un momento in cui si deve dimostrare che si posseggono dei valori. Il mio tempo è ora. Per Allah, per la Libia, per Mouamar. Avanti.
Il mio prossimo TWEET  sarà dopo la vittoria. Se andrò incontro al martirio pregate per la mia anima.

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  • Rabble rats in Libya – Rats en Libye:

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  • Tripoli– 23.08.2011 23:00 –  Esecuzioni sommarie di prigionieri da parte dei ribelli a Tripoli, un’abitudine che non hanno smesso di tenere per tutti questi mesi; successivamente i morti si attribuiscono agli uomini di Gheddafi; quando si tratta di soldati giustiziati la scusante ricorrente è che si erano rifiutati di sparare ai civili.
    La ZONA OVEST DI TRIPOLI è controllata da forze fedeli a MOUAMAR Gheddafi.
    Strada costiera da TUNISA a Tripoli non è controllata dai ribelli!”
    Fonte (REPORTER GRECO TELEVISIONE DI STATO FA).
    Ha dichiarato che ” le forze fedeli sono presenti dal confine Tunisino alla periferia ovest di TRIPOLI.”_______________________________________________________________________
  • Voci ancora non confermate sostengono che i ribelli siano caduti in una trappola dentro il compound a Bab al-Azizia, sembra che siano appena rimasti chiusi sotto il fuoco pesante di forze fedeli al colonnello Gheddafi.
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Da Tripoli:
Testimoni da diverse fonti confermano che: “Diversi soldati britannici (mercenari della regina d’Inghilterra) sono stati uccisi, molti feriti nell’assalto a Tripoli nel quale sono state impiegate forze mercenarie francesi, del Qatar, della Giordania. Zouari, Misrata, Zlitan , Ben Walid, Basha, sono saldamnete sotto il controllo delle forze regolari libiche che si oppongono fermamente al golpe. Notizie di torbidi a Benghazi al quartier generale delle forze ribelli golpiste, dove sono state segnalate esplosioni. Contestazioni  e scontri si erano segnalati ieri notte quando alcune fazioni dei ribelli hanno avuto notizie delle continue menzogne dette da Abdel Jalil e sono scesi in piazza insultando i membri del CNT. Oggi ha affermato ai media in conferenza stampa che Gheddafi non ha appoggio tra la popolazione, ma a smentirlo sono immediatamente giunte le notizie dei rinforzi al rais da parte delle più grandi tribù della Libia e l’impegno di centinaia di migliaia di civili di Tripoli che stanno dando filo da torcere alle forze prezzolate mercenarie e agli alqaedisti.”
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  • Ben Bellà, l’orgoglio di Algeria, (Esponente dell’ala più radicale del movimento di liberazione nazionale d’Algeria, è visto come il padre della patria algerina. Fu il primo Presidente dell’Algeria.) afferma che i ribelli libici sono gli schiavi moderni.Guevara e Ben Bella

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Tripoli 23.08.2011    22.00 pm   Ribelli della NATO depongono le armi dopo essersi arresi e consegnati alle forze armate; molti sono stati uccisi nella città di Tripoli.
Mouamar il fratello leader Gheddafi ha parlato da pochi minuti dalla radio. Egli ha detto: “Io sono a Tripoli, non ci arrenderemo abbiamo il controllo di Tripoli.
Esplosione presso la sede del Consiglio di transizione (il Consiglio di vergogna e di umiliazione) nella città di Bengasi.
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In questo momento 25.000 uomini delle tribù libiche Tarhunah e Warfala, cioè le due maggiori tribù in Libia, sono intorno a Tripoli. Sono volontari, non dell’esercito libico fanno parte delle grandi famiglie o tribù organizzate per collaborare.”
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TheTruthLibyaTheTruthAboutLibya22:47 23.08.2011
 Breaking news:

Ho telefonato in Libia attraverso il telefono Thuria. Tutto va bene, tutto ciò che si vede sui Media News è falso.

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AP news: Il Venezuela non riconoscerà il nuovo governo in Libia 23.08.2011

CARACAS, Venezuela (AP) – Il presidente Hugo Chavez dice Venezuela continua a sostenere merlata leader libico Muammar Gheddafi.
Chavez dice che il Venezuela si rifiuterebbe di riconoscere un governo ribelle guidato  ad interim in Libia. Il leader venezuelano è stato uno strenuo difensore di Gheddafi e ha condannato ripetutamente il ruolo della NATO in Libia. Egli chiama i ribelli del paese un “gruppo di terroristi”.
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  • Filmato di aprile  Appoggio di tribù pellerossa dei nativi americani per Gheddafi e la Libya

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  • LibyanLiberalLibyanLiberal da Tripoli conferma:
Prima di tutto i filmati che raffigurano la piazza Verde and Bab al-Azizia sono fake . Le strade di Tripoli sono ancora pienamente verdi. A dimostrazione delle mie parole tra alcune ore reporter del Rixos verranno presi per un tour dal governo come ieri sera. Non preoccupatevi situazione sotto controllo.”

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  • Si è fatto notare che ci sarebbero delle incongruenze nel video che mostra la scultura First Crushing a U.S. Fighter Plane collocata davanti a Bab al-Azizia il compound nella capitale libica di Tripoli. Mancherebbero sull’aereo la bandiera americana della coda dell’aereo e la scritta USA.

Fist Crushing U.S. Fighter Plane, Libya
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“Dr. Yousef Shakeer parlando alla radio Bani Walid, ha ringraziato la tribù Bani Walid che ha inviato 20 mila volontari che la notte scorsa a Tripoli per proteggerla. Come detto prima, il dottor Shakeer ha detto che i terroristi-ribelli traditori (tebels alias “ratti”) hanno falsamente affermato che l’avevano catturato, ma che questo era solo nei loro sogni. Saadi Gheddafi è arrivato con 4.600 combattenti per proteggere Tripoli 1.600 combattenti di Bani Walid e 3.000 dalla tribù Tarhouna. Bani Walid ha inviato 20.000 volontari la scorsa notte per proteggere Tripoli.”
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Associated Press, Published: 22.08.11

PECHINO – La Cina è pronta a svolgere un ruolo attivo nella ricostruzione della Libia, un portavoce del ministero degli Esteri lo ha detto lunedì mentre i combattenti dell’opposizione libica tentatavano di estromettere il Leader Muammar Gheddafi a Tripoli. Il portavoce Ma Zhaoxu ha detto in una dichiarazione sul sito web del ministero che la Cina aveva notato “i recenti cambiamenti della situazione in Libia” e che Pechino rispetta la scelta del popolo libico. La dichiarazione non ha fatto alcuna menzione di Gheddafi o dei ribelli che lo combattono, ma ha detto che Pechino è pronta a lavorare con la comunità internazionale sulla ricostruzione della Libia.
“La parte cinese rispetta la scelta del popolo libico e spera che la situazione in Libia possa tornare alla normalità il più presto possibile,” Ma ha detto. “La Cina è pronta a collaborare con la comunità internazionale e di svolgere un ruolo attivo nella ricostruzione futuro della Libia”.
Dopo i combattimenti scoppiati in Libia nel mese di febbraio, la Cina ha evacuato 35.000 dei suoi cittadini che vi lavorano. Le stime degli investimenti della Cina in Libia prima del conflitto si stimano fino a 18 miliardi di dollari.
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Con un forte segnale che l’intelligence russa condivide, il fatto che sia Gheddafi e che il sistema libico di diretta democrazia partecipativa e il socialismo nazionale sono lì per restare, la Russia non riconosce i cosiddetti ribelli.
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  • ORA 19:55 _ Forti esplosioni fanno interrompere conferenza stampa della coalizione in diretta da Tripoli su RT appena iniziata
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  • PRISON PLANET: LIVE UPDATES: Fighting rages at Gaddafi compound
    Aug 23, 2011

    “[…] Il complesso fortificato Tripoli attaccato dai ribelli libici martedì è la sede del potere politico Muammar Gheddafi e la base principale dei combattenti lealisti. Gli analisti dicono che i combattenti lealisti di Gheddafi di fronte ad un afflusso di ribelli dal fine settimana hanno cercato di usare la sua Bab al-Azizyah come bastione e come trampolino di lancio da cui partire per ritagliarsi una zona lealista e sgretolare il controllo dei ribelli dei quartieri adiacenti. Il compound si crede  stia in cima ad una rete di tunnel e bunker che portano a distretti adiacenti e anche eventualmente ad un percorso sotterraneo verso la costa. Ma le reti di tunnel non sono la sola carta dei miliziani lealisti: i combattenti di Gheddafi  hanno una conoscenza approfondita della città e in molti si ritiene abbiano un maggior grado di addestramento militare rispetto alla guerriglia degli avversari dell’opposizione. Lungo la sede del potere di Gheddafi e la sua casa principale di Tripoli, la caserma potrebbe essere la battaglia finale della guerra della Libia. Anche se Gheddafi non c’è, la sua perdita avrebbe inflitto una sconfitta potenzialmente invalidante a livello simbolico.

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  • CubaDebate: I Ribelli libici irrompono nel palazzo presidenziale di Gheddafi
    23 Agosto 2011

    “[…] I ribelli hanno perso il controllo della zona portuale di Tripoli, secondo Al Arabiya, hanno ucciso questa mattina decine di lealisti di Gheddafi in un convoglio di Sirte, la città natale del colonnello nel nord.
    I reports della BBC dicono che l’hotel Rixos, dove fece la sua apparizione la notte scorsa Saif al Islam e che ospita giornalisti stranieri, è stato attaccato. La stessa fonte ha anche ascoltato esplosioni e sparatorie nei pressi di Bab al Aziziya, la residenza del leader libico […].”

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URGENTE: le tribù libiche d’onore continuino a inviare uomini a Tripoli per combattere nella battaglia del destino.

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La NATO sta imparando dall’occupazione dell’Iraq nel suo tentativo di controllo della Libia post Gheddafi e le sue redditizie risorse petrolifere e i depositi in oro, sostenendo che non saranno inviate truppe a terra, a meno che naturalmente il governo fantoccio controllato dalle Nazioni Unite e la NATO stessa facciano “richieste” perchè vengano inviate…

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  • Intervista su RT a Peppe Escobar – corrispondente di ASIA TIMES

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  • Ai confini della realtà: another fake hoax?


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Libya17f: A look inside the truth


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  • Ulteriore conferma il criminale comandante di Al Qaeda, alleato della NATO, Abdel Hakem Belhadj è stato ucciso oggi a  Tripoli dalle forze moujahedeen delle coraggiose tribù libiche.
    pic.twitter.com/l9CDgFH

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LibyanLiberal Esercito libico uccide comandante di Al Qaeda e stermina l’intero battaglione di ribelli cosiddetto Tripoli.

  • 17:40 circa 23.08.2011

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Numero di volontari 600,000 da fuori Tripoli, vengono dalle città vicino a Tripoli. Credetemi è sotto controllo, l’unico problema: non c’è la TV, ma le persone all’interno di Tripoli conoscono la verità, la vita è più normale di quanto ci si aspetti, banche al  lavoro, negozi, la gente ancora in piazza Verde e in Bab Azizia.
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  • Una Brigata di donne moujaheed coinvolte nella pulizia di Tripoli. I volontari che hanno una risposta  affermativa alla chiamata vicino a Tripoli per proteggere la capitale dai topi golpisti superano le 500.000 unità.
    Sacca di resistenza ribelle nella zona di Bab Bengasir è stata sterminata.

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RT on AIR:
http://rt.com/on-air/libya-tripoli-rebels-green-square/

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Il Governo difende la capitale libica contro i ribelli della NATO arretrati
da Pan-African News Wire
Da CHARLES LEVINSON
Sostenitori armati del governo libico difendono la loro rivoluzione dai ribelli arretrati a occidente che sono stati intrappolati in diverse aree della capitale Tripoli. Nonostante le affermazioni da parte delle corporation dei media [ndt parte della grande menzogna] le forze TNC non controllano Tripoli.
Giubilo mutato in inquietudine incerta al termine di lunedì nella capitale della Libia, con persistenti rapporti di sparatorie casuali nella capitale, con alcune sacche di combattimento vera e propria.
Un limbo nervoso, scandito da colpi di arma da fuoco, ha afferrato la capitale libica lunedì, il giorno dopo che gli oppositori del colonnello Muammar Gheddafi hanno trionfalmente ballato nella piazza centrale, dopo che si sono smorzate le speranze dei ribelli e i loro alleati internazionali che i sostenitori dell’uomo forte si sarebbero sciolti a distanza.

Mitragliatrici e fuoco antiaereo poteva essere sentito nel corso della giornata a Tripoli, come i residenti hanno detto, uomini armati lealisti avevano preso posizione in diversi quartieri. I ribelli che hanno tentato di trasformare una vecchia accademia di polizia nel loro quartier generale militare presto sono caduti sotto il fuoco nemico, mandando un flusso di vittime in una clinica di fortuna.
La piazza verde, dove le truppe dei ribelli avevano celebrato la domenica successiva marcia incontrastata in gran parte nella capitale roccaforte del colonnello Gheddafi, sembrava essere una terra di nessuno. Strade che portano alla piazza sono state rese impraticabili da quelli che gli abitanti hanno detto del luogo essere cecchini lealisti.[continua]
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RT :  Spie dell’MI6 aprivano la strada al fronte di battaglia dei ribelli a Tripoli. 13:43 a.m. 23.08.2011


Per settimane, militari e funzionari dei servizi segreti inglesi MI6 hanno aiutato i ribelli a pianificare le loro coordinate di attacco alla capitale, e le fonti di Whitehall hanno rivelato che la RAF ha intensificato i raid su Tripoli sabato mattina in un piano predisposto per spianare la strada ai ribelli in anticipo. Agenti MI6, con sede nella roccaforte dei ribelli di Bengasi, avevano affinato per la battaglia piani elaborati dal Consiglio nazionale di transizione (TNC) della Libia, che sono stati concordati 10 settimane fa. Il consiglio tattico costantemente aggiornato fornito dagli esperti britannici ai leaders dei ribelli, era centrato sulla necessità di innescare una rivolta fresca all’interno di Tripoli che avrebbe potuto essere utilizzato come spunto per i combattenti per avanzare sulla città.
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RT 11:37 a.m. 23.08.2011
Può un CNT sciolto a seguito della morte del generale Younis entrare in crisi?

Pare di si visto che poco fa un capo di Al-Qaeda a Bengasi ha detto che Abdul “NATO” Jalil capo del  NTC non li rappresenta ed essi respingono l’idea dell’unità della forza militare. Quanto camperà ancora Abdul “NATO” Jalil?
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Cecchini sparano oggi dai grattacieli, cecchini sparavano i primi giorni del colpo di stato; cecchini sparavano dai tetti durante il tentativo di golpe in Venezuela 1992, le vittime si attribuiscono sempre al “regime” da abbattere, stesso modus operandi di una strategia della tensione che poi legittima il rovesciamento di un potere legittimo per instaurarne uno più accondiscendente e sottomesso alle necessità dell’imperialismo. Oggi i media italiani ripetevano come un mantra dei cecchini del Rais che avrebbero ucciso due bambini ma perchè mai gli uomini di Gheddafi avrebbero dovuto sparare a due bambini? Chi ha cercato in questi mesi invece di instillare paura, terrore, ansia e desolazione negli animi dei libici che seguivano il loro legittimo governo? La NATO e i ribelli di Benghasi. Anche questa azione, al contempo psyop e  falsflag, sarà stata coordinata assieme?

A look back!

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  • Hermann Morris intervista Franklin Lamb sparato a Tripoli – 21.08.2011

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  • Cecchini ribelli uccidono a Tripoli chiunque, soprattutto libici dalla pelle scura che non siano portatori di una bandiera dei ribelli o berbera.

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  • Aljazeera si lascia sfuggire fotogramma che ritrae soldati libici  con le mani legate dietro la schiena giustiziati dai golpisti della NATO fautori dei diritti umani.
    Bombardamenti e invasione di pacifiche città: è stato ridefinito il termine “intervento umanitario”.


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  • Libia – Tripoli # Cittadini prendono spontaneamente le armi per difendere la città dagli attacchi dei ‘ribelli’ guidati dalla NATO, divisioni all’interno della dirigenza ribelle. Questo potrebbe portare a combattimenti inter-etnici, un vero pericolo a lungo termine per coloro che vogliono un accordo post-Gheddafi.
    Rinforzi delle tribù per i lealisti di Gaddafi sono giunte a Tripoli. Le celebrazioni dei ribelli sono state interrotte repentinamente; i golpisti sono sotto attacco in molte parti della città e avrebbero difficoltà serie per i rifornimenti e per l’alto numero di perdite; l’unico ospedale in mano ai ribelli è al collasso. 07:56 23.08.2011


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  • Benghasi – Il CNT non avrebbe più il controllo della città; poco minuti fa sarebbe stato appena dichiarato da Al Qaeda che Benghasi è uno stato islamico. Libya’s TNC leader si dimette?  06:55 a.m. 23.08.2011

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  • Libia: il governo dice che sta ristabilendo il controllo sulla città di Tripoli e che i ribelli a guida NATO fuggono sotto l’attacco dalla maggioranza dei residenti locali. L’esito della battaglia per Tripoli potrebbe derivare da quante migliaia di giovani pazzi la NATO può convincere a mandare alla morte. 06:55 a.m. 23.08.2011

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da teleSURtv 05:55 am 23.08.2011
Secondo quanto riferito da Rolando Segura da Tripoli, forze fedeli a Gheddafi proteggono i giornalisti al Rixos Hotel dagli attacchi dei ribelli.
“Le forze di Gheddafi sembrano aver recuperato e le linee di rifornimento dei ribelli vengono attaccate”, dice la BBC.
Media internazionali riportano che aerei NATO hanno lanciato volantini su Tripoli chiedendo alle forze leali a Gheddafi di unirsi ai ribelli.

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  • Intervista di Saif Al Islam e  una nota di uno spaesato americano

Ok, è chiaro che non possiamo avere notizie accurate e veritiere dai nostri media americani. Come è possibile che le notizie degli Stati Uniti siano potute essere così lontane dalla realtà: il figlio di Gheddafi era stato catturato. Come è possibile? Abbiamo la più sofisticata tecnologia, satelliti, giornalisti di tutti. Come poteva essere possibile. Fa il nostro governo degli Stati Uniti realmente funzionare i mezzi di informazione? Era solo propaganda che il figlio di Gheddafi era stato catturato? Erano le nostre notizie negli Stati Uniti in complicità con i ribelli? Che cosa sta succedendo?

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  • Scoop della BBC che scopre, dopo tutti gli altri, che Saif Al Islam non era stato arrestato.
    23 Agosto 2011  00:15 GMTUno dei figli del Colonnello Gheddafi, che la BBC aveva riportato in precedenza come certamente arrestato e nelle mani dei ribelli, si è presentato in un hotel dove hanno sede numerosi giornalisti stranieri.
    Matthew Price dice Saif al-Islam è arrivato in un veicolo blindato apparendo sostenuto e sicuro di sé, e quando gli viene chiesto se suo padre era al sicuro e a Tripoli, ha minimizzato la questione, dicendo: “Naturalmente”. Saif ha dichiarato: “Sono qui per disperdere le dicerie …questa è una guerra della tecnologia* e dell’elettronica* per provocare il caos e il terrore in Libia. Essi hanno anche portato dentro Tripoli bande armate per mare e per strada”.
    Umiliata la patetica propaganda NATO e dei ribelli. [*Tra le altre cose Saif Gheddafi
    si riferiva ad un messaggio di testo inviato agli abbonati di telefonia mobile a Tripoli con i quali ci si congratulava lunedì con loro sulla caduta di Muammar Gheddafi.]

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Ribelli libici sotto attacco vicino al centro di Tripoli
dal Washington Post
Thomas Erdbrink
, Martedì 23 Agosto, 02:25
(traduzione di levred)

TRIPOLI – Ciò che i ribelli libici avevano predetto sarebbe stata una giornata di feste di strada per celebrare la loro presa di Tripoli è finita in una precipitosa ritirata da parte di alcuni lunedì, quando una brigata inviata a impostare la sicurezza in città finita sotto un attacco feroce da parte delle forze fedeli a Muammar Gheddafi .
L’arrivo dei ribelli nella capitale, domenica, aveva incontrato poca resistenza, e da Lunedi, dopo le notizie che alcuni fedelissimi di Gheddafi avevano deposto le armi, le forze dell’opposizione avevano il controllo della maggior parte della città. Ma lo scontro, lungo le sponde del Mediterraneo nei pressi del centro della città, e i reports sui cecchini attraverso Tripoli hanno chiarito che il controllo dei ribelli è lungi dall’essere completo.
Come parte di un piano dettagliato di opposizione per ristabilire la sicurezza, una brigata d’elite ribelle è stata spedita a garantire le posizioni chiave a Tripoli, tra il porto, i ministeri e il museo nazionale.

Dalla sua nuova base, in quanto era stato fino a qualche giorno fa all’accademia militare delle donne, un alto comandante ribelle, lunedì pomeriggio, si è vantato che la sua unità aveva gettato le basi per liberare Tripoli.
I ribelli avevano contrabbandato armi in città con una barca, acquistato segretamente mitragliatrici da forze di Gheddafi e organizzato una rete sotterranea di resistenza, che era stata “attivata” quando i combattenti dell’opposizione hanno marciato sulla capitale, ha detto Emhemmed Ghula, vice comandante del consiglio militare dei ribelli di Tripoli. Tali preparati aveva dato i suoi frutti, ha detto. “Siamo attualmente in controllo del 90 per cento della capitale”, ha detto Ghula, la sua veste bianca senza macchia e il gilet ricamato in oro formavano un netto contrasto con l’aspetto dei suoi combattenti – uomini barbuti con mitra in mano e sandali polverosi sui piedi. “Noi governiamo le strade ora”.
All’interno del complesso sul lungomare, i ribelli avevano strappato i manifesti di Gheddafi. Un gruppo di combattenti stavano fissando un’arma antiaerea montata su un camioncino, e l’umore era decisamente ottimista. Alcuni uomini più giovani lanciavano segni di vittoria per i giornalisti, come gli altri ripiegati in un giardino rimessa della scuola militare.
Il loro riposo è stato interrotto da una improvvisa grandinata di proiettili che sono sibilati attraverso un cancello in acciaio aperto. I ribelli sono balzati in piedi, in giro in disordine a sparare a tutto ciò che si muoveva in lontananza.
Le forze Pro-Gheddafi avevano messo su un vero e proprio assalto alla base ribelle, saltando nel compound, come i cecchini che dai vicini grattacieli hanno preso di mira le persone in accademia. Dopo mezz’ora di intensi combattimenti, i ribelli sembravano avere almeno rallentato l’attacco a sorpresa. Ma era chiaro che la base non era più sicura. “Stiamo per uscire da questa posizione,” ha detto Ghula, come i suoi uomini, pronto a trasferirsi in un quartiere più sicuro.
Ad un’altra base opposizione di fortuna in città, un  folla di ribelli hanno tentato di attaccare Hala Misrati, una presentatrice della televisione di Stato che, durante il fine settimana, aveva sventolato una pistola mentre era in onda e aveva promesso di lottare per Gheddafi.
Ribelli libici la avevano arrestata in precedenza nel corso della giornata, ma, alla base, una folla di circa 50 uomini hanno fatto irruzione nel corridoio chiedendo di vedere la Misrati, uno dei portavoce più importanti di Gheddafi negli ultimi anni.
Misrati, il cui fratello è stato anche lui arrestato, si sentiva gridare che era innocente e che Gheddafi le aveva mentito. Un uomo la ha chiamata traditrice, e un comandante ribelle ha sparato colpi di avvertimento per disperdere la folla.
“Lei è stata trattata molto bene”, ha detto Abdul al-Afiz, un ex membro forza aerea che si era unito ai ribelli. Si è rifiutata di mostrare Misrati ai giornalisti che erano presenti, ma ha detto che lei aveva riconosciuto gli errori dei suoi modi. “Lei è molto nervosa”, ha detto. “ci ha detto che non sapeva che noi siamo i buoni”.


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#Benghazi, testimoni confermano: Ribelli scendono nelle strade a Benghazi insultando il National Transitional Council, chiamandoli bugiardi.  Sono seguiti violenti scontri e sparatorie. I ribelli (non si sa di che tribù) per le strade  gridano “Vogliamo Saif Al Islam e suo padre”

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  • Dr . Yousef Shakeer parlando alla radio Bani Walid.!!:
    “Voglio ringraziare prima di tutto la tribù di Bani Walid che ha inviato 20000 uomini”
    04:02 a.m. 23.08.2011_______________________________________________________________________________
  • Gli alleati NATO, estremisti islamici e golpisti operano a Tawergha la “pulizia” su base etnica
    Tawergha
    , una cittadina 25 miglia a sud abitata per lo più da libici neri, un lascito delle sue origini dal 19° sec. come città di transito nella tratta degli schiavi. Prima dell’assedio, quasi quattro quinti degli abitanti del quartiere Ghoushi di Misrata erano nativi Tawergha. Ora se ne sono andati o sono nascosti, temendo attacchi di rappresaglia da parte degli abitanti di Misrata, dopo la notizia dei premi per la loro cattura. Ibrahim al-Halbous, un leader dei comandanti ribelli in lotta vicino a Tawergha, dice a tutti i residenti rimanenti dovrebbero lasciare una volta che i suoi combattenti catturano la città. “Dovrebbero fare le valigie”, ha detto Halbous. “Tawergha non esiste più, solo Misrata.” Altri capi dei ribelli chiedono anche misure drastiche come la messa al bando dei nativi Tawergha che da sempre lavorano, vivonoo mandano i figli alle scuole di Misrata.
    Sulla strada fra Misurata e Tawergha, uno slogan ribelle recita “la brigata per lo spurgo degli schiavi, abbiamo soppiantato gli sgorbi dalla pelle nera pro-Gheddafi.”

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  • From BBC website: Hermann Morris intervista Leonor Massanet
    I Lealisti di Gheddafi sapevano cosa stavano facendo

    Questa discussione ha avuto luogo dopo la mezzanotte del 22 agosto – ora di Libia.
    “Ho avuto una breve chiacchierata  con Ahmed, ha detto tutto a Tripoli va bene – ho protestato, ci sono stati bombardamenti – e poi è scomparso … E mi limiterò ad aggiungere un commento interessante appena ricevuto.
    Propagandakills221 ha fatto un post su Mahdi Nazemroaya nel pomeriggio Tripoli 22 agosto 00:43a.m.:

“Ulteriori notizie dal nostro corrispondente Matthew Price. Dice che Saif al-Islam è apparso sostenuto e sicuro di sé quando è arrivato in hotel e ha detto: “Abbiamo rotto la spina dorsale dei ribelli stata una trappola. Abbiamo dato loro un momento difficile, per cui stiamo vincendo..“.

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  • MikePrysner #Tripoli‘s “revolution”: NATO fa cadere tutte le comunicazioni, scarica migliaia di bombe e fa sbarcare dalle navi miglia di soldati… i ratti che cantavano vittoria per buona parte infatti sono morti  Martedì 23.08.2011

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  • Saif al-Islam Muammar Gheddafi, l’alba del giorno Martedì 23.08.2011 alla porta di Aziziyah


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In # Tripoli ora I ribelli sono confusi, alcuni chiedono perdono e di unirsi ai ranghi di Gheddafi dopo aver visto Seif al Islam.
nessuna invasione in Libia

Fonte:http://gilguysparks.wordpress.com/2011/08/23/802/