Liberazione della base aerea di Kuweyris

 

La liberazione di Kuwayris

Dal maggio 2012 l’aeroporto militare di Kuwayris, fu posto sotto assedio dai gruppi armati ribelli dell’Esercito siriano libero ai quali seguirono poi gli jihadisti dello Stato Islamico[11]. All’interno dell’aeroporto si trovava anche una scuola di aviazione militare con oltre trecento[10][12] allievi ufficiale comandati dal generale Munzer Zammam[11].

Gli assediati bloccati all’interno della base, in oltre due anni, per sopravvivere hanno dovuto contare esclusivamente sulle proprie riserve di farina, sui prodotti in scatola ricorrendo anche alla coltivazione di verdure all’interno del perimetro difensivo[11].

Secondo il generale Zammam dall’inizio dell’assedio la guarnigione aveva subito circa quattrocento attacchi, ma la situazione era nettamente peggiorata quando al posto dei ribelli moderati comparvero gli jihadisti dell’ISIS e gli attacchi si erano protratti anche per quattro giorni consecutivi

L’offensiva e la liberazione :

l 14 settembre 2015, l’Esercito arabo siriano (SAA) – in cooperazione con la Forza Nazionale di Difesa (NDF) e i battaglioni del partito Al-Ba’ath – lanciarono l’offensiva nelle aree sudorientali del governatorato di Aleppo con l’obiettivo di liberare l’Aeroporto militare di Kuwayris dall’assedio dello Stato islamico (ISIS). A questa offensiva seguirono poi altri sforzi nella metà di ottobre per rafforzare il controllo governativo sulla principale strada che giunge ad Aleppo dalla Siria centrale[16]. Oltre a rendere più sicure le linee di comunicazione con i territori a sud nonché per rendere sicure le vie di comunicazione dell’esercito siriano e di interrompere la continuità territoriale dell’ISIS in Siria[17].

A partire dal 15 settembre le forze governative lanciarono l’offensiva lungo il bordo nord-occidentale del lago al-Jaboul ottenendo subito il controllo delle due colline di Tal Tal Na’am e Sab’in, a nord del Lago al-Jaboul[1]. Ciononostante, l’ISIS riuscì a riorganizzarsi e a lanciare un contrattacco riconquistando alcuni dei loro territori perduti. Il 22 settembre, l’intervento dell’aviazione siriana permise di riprendere l’iniziativa e continuare l’avanzata fino a catturare Salihiyah e Tal-Rayman[18].

Il 4 ottobre, le forze aeree russe attaccarono l’ISIS lungo l’autostrada cheporta a Dayr Hafir consentendo alle Cheetah Forcese alla Forza Nazionale di Difesa dell’esercito siriano di entrare nel villaggio di Ayn Sabil[19]. Secondo fonti dell’esercito siriano l’ISIS avrebbe perso oltre 75 combattenti negli attacchi aerei russi[19].

Il 16 ottobre, le forze governative appoggiate anche da milizie volontarie irachene, si scontrarono nuovamente con i miliziani dell’ISIS provocando venticinque caduti. Fu occupata subito la cittadina di Al-Nasiriyah permettendo quindi l’avanzata verso la città di Barayjeh, a soli sette chilometri da Kuweires[20].Il 17 ottobre fu occupata Huwaija[21]. Il giorno successivo proseguì l’avanzata delle forze governative che catturarono, dall’inizio delle operazioni, un totale di cinque villaggi[22].Il 19 ottobre, cadde Bkayze, a circa sette chilometri dalla base aerea e altri due villaggi nei pressi[23].

Il 21 ottobre, le forze governative assunsero il controllo dell’area di Tal Sbi’ein, incluse le aree collinari[24] e due giorni più tardi anche Dakwanah[25], arrivando a quattro chilometri dall’aeroporto[26].

Il 9 novembre cadde la città di Sheikh Ahmad, a soli due chilometri dall’obiettivo ponendo le condizioni per l’assalto finale[27].

Il 10 novembre, l’esercito ruppe l’assedio all’aeroporto di Kuweires dopo tre anni di isolamento[28]. Successivamente, l’esercito prese anche i villaggi di Rasm’ Abboud e Umm Arkileh nei pressi dell’aeroporto[5]. Il giorno seguente i militari, insieme agli alleati, presero anche i villaggi di Jdaydet Arbin e Arbid sempre nelle vicinanze dell’aeroporto[29][30]. Nelle ultime 24 ore di combattimenti intorno all’aeroporto furono uccisi sessanta militanti dell’ISIS, più di venti soldati siriani, tredici iraniani e otto combattenti di Hezbollah[31]. Dopo il ristabilimento dei contatti il presidente siriano Bashar al-Assad telefonò al comandante della base assediata Munzer Zammam per complimentarsi personalmente con il personale della base per l’ostinata resistenza[32].

Il 13 novembre, le forze governative avanzarono di oltre quattro chilometri lungo l’autostrada Aleppo-Raqqa, raggiungendo l’impianto di produzione di sostanze chimiche e prendendo posizione presso la fabbrica Sisako.[33] e il 16 novembre, l’aeroporto fu ufficialmente dichiarato sicuro con la presa del villaggio di Kaskays[3][34].

 

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Un pensiero riguardo “Liberazione della base aerea di Kuweyris

  1. A Kweiris come a Deir Ezzor e in qualunque altro luogo I “nostri” resistano sono avvenute imprese epiche e migliaia di storie, non solo quella fatta da queste migliaia di uomini ma anche da ogni singola storia che appartiene ad ognuno di quei soldati e civili che hanno resistito (e continuano a resistere) nei luoghi assediati.
    La storia di questi uomini non la racconteranno certo i giornali, almeno quelli che siamo abituati a leggere qui in Occidente, nei quali si fa solo una macabra contabilità dei bambini morti, approfittandone per imbastire campagne vergognose contro un popolo ed un governo legittimamente eletto, che sta lottando disperatamente per il proprio diritto all’esistenza e alla libertà.
    E allora dovremo essere noi, quelli che sono dalla parte del popolo siriano e di questi suoi, ma anche “nostri”, soldati a raccontare le loro storie, a testimoniare il loro valore e la loro ostinazione contro tutto e tutti.
    Agli uomini di Kweiris ieri e a quelli che proteggono Deir Ezzor oggi ma anche a quelli che magari domani (ma speriamo di no) si dovessero trovare nelle stesse condizioni, deve andare il nostro grazie pwechhé combattendo per la loro libertà, combattono anche per la nostra.

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